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giovedì 4 febbraio 2016

Una Vecchietta va a Fare La Spesa Ma viene Insultata - Ecologia

PRIMA DI METTERE IN MOTO LA LINGA ACCENDI IL CERVELLO :-) 

Una Vecchietta va a Fare La Spesa Ma viene Insultata Perchè Non Rispetta L’ambiente. 

Una vecchietta va a fare la spesa e chiede alla cassiera un sacchetto di plastica per conservare i suoi acquisti. La cassiera non perde occasione per rimproverare la nonnina dicendole:“La sua generazione non comprende il movimento ecologista. Noi giovani stiamo pagando per la vecchia generazione che ha sprecato tutte le risorse! ”

La vecchietta ribatte dicendo:“Mi spiace signorina se al mio tempo non c’era nessun movimento ecologista” La cassiera non contenta rivolgendosi alla vecchia signora aggiunge: “Sono persone come lei che hanno rovinato tutte le risorse. Proprio perchè voi non facevate nulla per proteggere l’ambiente.”
Fu in quel momento che la vecchietta sbottò facendo notare alla irriverente cassiera che era proprio alla sua epoca che non si parlava di movimento ecologista ma si agiva per il bene dell’ambiente. La vecchietta cominciò dicendo: “quando ero giovane le bottiglie di vetro si riciclavano veramente senza essere molto creativi, noi riportavamo le bottiglie di vetro in negozio. Da lì poi venivano rimandate in fabbrica per essere lavate, sterilizzate e utilizzate nuovamente. La carta e i sacchetti di carta si usavano più volte e quando erano ormai inutilizzabili si usavano per accendere il fuoco per cucinare o riscaldarsi. Non esisteva l’umido perchè serviva per sfamare gli animali
Ma lei ha ragione: Noi non conoscevamo il movimento ecologista.
Ma le dico di più: “Ai miei tempi non esistevano ascensori e scale mobili, si salivano le scale a piedi. E per andare a comprare il pane non prendevo l’automobile, ma facevo due passi a piedi. Lavoravamo la terra e non usavamo tagliaerba elettrici o trattori a benzina. Lavoravamo fisicamente! E non avevamo il bisogno che ha lei di andare in palestra per correre su un tapis roulant che spreca elettricità.Ma sa, è proprio vero, Noi non avevamo idea che potevano inventarsi un movimento ambientalista.
Lei non ci crederà signorina, ma non non sapevamo neanche cosa fossero assorbenti e pannolini usa e getta: per noi esistevano dei pezzi di stoffa che venivano continuamente lavati a mano. E per asciugarli non usavamo le asciugatrici ma mettevamo una corda alla finestra dove si mettevano ad asciugare.
Gli uomini per farsi la barba rimpiazzavamo le lame di un rasoio e non cambiavano un rasoio al primo uso.
Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ambientalista.
E se vuole continuo dicendole che in cucina, non disponevamo di robot magici che consumando quantità indefinite di elettricità le preparano la cena, noi ci mettevamo in cucina a preparare i pasti in modo semplice con le poche pentole che avevamo. Quando avevamo sete andavamo a bere alla fonte, riempivamo qualche bottiglia di vetro che era rimasta, non avevamo tazze e bottiglie di plastiva da usare e buttare.
E posso dirle che noi facevamo tutto ciò senza conoscere il suo movimento ambientalista.
E sa i miei figli andavano a scuola in bicicletta, non avevano una mamma che faceva il servizio taxi h24 per andarli a prendere e lasciare. La loro cartella serviva fin quando non si rompeva, i quaderni se non finivano servivano per l’anno seguente, le penne, le gomme e i colori erano un lusso che duravano fin quando non finivano. E non era come oggi che persone ecologiste come lei comprano un astuccio ogni inizio di anno scolastico al proprio figlio, che usano delle penne usa e getta, e che tutti gli accessori scolastici devono essere del personaggio dei cartoon alla moda e appena passa la moda si cambiano accessori per non rimanere indietro. Ma io purtroppo non conoscevo il movimento ecologista!
Le dico l’ultima e me ne vado cara la mia signorina: Vivevo in una casa dove esisteva solo una presa di corrente per stanza, ed ero fortunata a quel tempo. Ma lei non potrà mai capire come funzionava, perchè è abituata ad avere una serie di multiprese, ormai indispendabile per ricaricare cellulari, computer, videogiochi e tutti quegli accessori che io sconosco perchè sono vecchia. Allora non mi faccia inc***are con il suo movimento ecologista.
La verità è che al mio tempo non si conosceva ancora la pillola, sarebbe stata una benedizione per evitare di generare idioti come lei. Convinti di sapere tutto, di aver inventato tutto, che invece non hanno mai imparato una poesia a memoria, che non hanno mai preso un libro in mano se no per posarlo da un altro lato, che pensano che Beethoven, sia un grande cane, che Ugo Foscolo sia il nome di una via e che credono comunque di poter dare lezioni dall’alto della loro ignoranza!”
Ma la differenza è che io non conosco il movimento ambientalista… lei si! Ma probabilmente no ne conosce il vero significato!”
Se il messaggio di questa piccola vecchietta ti è piaciuto diffondilo come puoi ma evita di stamparlo.
Sai, non sono ecologista ma rispetto l’ambiente come faceva mia nonna!

lunedì 11 marzo 2013

Il Lago Ciad, di Filippo Dagnino


IL LAGO CIAD: UNA CATASTROFE SENZA PRECEDENTI
A cura di Filippo Dagnino

In questo articolo non andrò a farvi la solita ramanzina su un uso corretto e limitato dell’acqua, ma andrò a parlare di un problema concreto che potrebbe segnare il destino dell’Africa e dell’umanità intera: il lago Ciad.
Il lago Ciad è un lago africano che si trova nel centro del continente tra Ciad, Nigeria, Camerun e Niger. Il suo bacino è però sfruttato anche dalla Repubblica Centrafricana, Egitto, Algeria e Sudan. Il lago dà da bere a circa 30 milioni di persone e a tutta la fauna della zona.
Negli anni Sessanta aveva una superficie di 26 mila chilometri quadrati e ora il lago Ciad ha una superficie che non supera i 2 mila chilometri quadrati. Questa drastica riduzione della quantità d’acqua è dovuta alla diminuzione della portata (da 40 a 20 miliardi di metri cubi d’acqua annui) dell’unico immissario del lago: il fiume Chari. Due sono i fattori che hanno causato il calo della portata del immissario: il cambiamento climatico dovuto all’inquinamento e lo sfruttamento intensivo. Tutto ciò ha contribuito a diminuire la varietà di specie ittiche all’interno del bacino e, non essendoci più acqua, agricoltori e allevatori hanno lasciato la zona e i 30 milioni di individui hanno già iniziato a lottare per accaparrarsi la minima quantità d’acqua rimasta. La comunità internazionale sta anche pensando di deviare il corso del fiume Obangui, il più importante affluente del fiume Congo, nel Chari, così da aumentarne la portata e di conseguenza la quantità d’acqua nel lago. Oggi quindi la comunità internazionale si trova di fronte ad un bel grattacapo: deviare il corso dell’Obangui e recare un grave danno all’ecosistema del bacino del Congo o lasciare 30 milioni di individui al loro inesorabile destino?


Purtroppo, quando l’ex vicepresidente della Banca Mondiale Ismail Seralgedin disse nel 1995: “Le guerre del ventesimo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del prossimo saranno combattute per l’acqua”, aveva ragione.








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L’unico aspetto positivo del progressivo prosciugamento del lago Ciad è la formazione di un tipo di alga verde-blu: il Dihè. Quest’alga potrebbe risolvere il problema della nutrizione in quell’area. La FAO sta però cercando di capirne la qualità nutrizionale ed igienico-sanitaria.



mercoledì 19 dicembre 2012

CAMMINARE E BICICLETTA: ALLUNGALA VITA E FA RISPARMIARE


Dal Centro Regionale per la documentazione sanitaria della Regione Piemonte (DORS)
Camminare e andare in bicicletta: un bene per la salute, l'ambiente...e il portafoglio
Marina Penasso, Alessandra Suglia - DoRS
L'andare a piedi o in bicicletta è uno dei comportamenti più semplici per fare attività fisica a ogni età, tutti i giorni e a costi quasi nulli. Questi due modi di spostarsi per necessità o per svago hanno un ritorno positivo sulla salute e sull'ambiente.Chi si muove a piedi e in bicicletta contribuisce a ridurre la congestione del traffico, l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas a effetto serra.È ampiamente dimostrato che l'attività fisica regolare è essenziale per la salute umana. Aiuta a mantenere un peso corporeo equilibrato, previene o ritarda le malattie cardiache, il diabete di tipo 2 e alcuni tipi di cancro. Inoltre le persone si sentono meglio e vi sono prove rispetto all'aumento della speranza di vita.
Attività fisica e mortalità
Un'ampia analisi di coorte (Moore, 2012) ha concluso che l'esercizio regolare allunga la sopravvivenza sia tra le persone in linea sia tra le persone in sovrappeso.Lo studio, che comprende più di 100 studi epidemiologici, ha esaminato l'associazione tra attività fisica e rischio di mortalità. Questi studi suggeriscono che l'attività fisica ha una relazione forte con il rischio di mortalità, con una riduzione del 30% tra le persone attive durante un determinato periodo. In passato, pochi studi hanno quantificato gli anni di vita guadagnati attraverso distinti livelli di attività fisica. In questo studio le stime variano tra i 2 e i 4 anni di vita in più ottenuti a seconda del livello di attività fisica praticato.La revisione ha esaminato i diversi livelli di attività fisica nel tempo libero, con intensità da moderata a vigorosa, mettendoli in relazione con il rischio di mortalità e di aspettativa di vita attraverso l'analisi aggregata di sei studi prospettici di coorte (cinque americani e uno svedese). Questi studi comprendevano in tutto 654.827 individui di età compresa tra i 21 e i 90 anni. L'associazione è stata esaminata attraverso un follow up, a cura del National Cancer Institute Cohort Consortium.I ricercatori, mettendo a confronto persone più o meno attive nel tempo libero, hanno dimostrato che un individuo attivo, anche se in leggero sovrappeso, vive in media 3,1 anni in più rispetto a un individuo magro ma sedentario. Dallo studio si evince che camminare per almeno 75 minuti alla settimana a passo svelto può far aumentare l'aspettativa di vita di 1,8 anni.Se si aumenta l'attività fisica fino a 450 minuti praticata nell'arco di sette giorni (poco più di un'ora al giorno) si possono regalare 4 anni e mezzo in più alla nostra vita.I risultati suggeriscono anche che l'attività fisica svolta secondo i livelli raccomandati o a livelli superiori, può aumentare la longevità, mentre la mancanza di attività fisica nel tempo libero può marcatamente ridurre l'aspettativa di vita soprattutto se associata all'obesità.Nonostante l'accuratezza e la generalizzabilità di questi risultati, la revisione presenta dei limiti legati ad alcuni aspetti della progettazione dello studio (per esempio, alcuni partecipanti allo studio potrebbero avere sopravvalutato la loro attività fisica nel tempo libero). I risultati comunque rafforzano il messaggio di salute pubblica che avere uno stile di vita attivo e un peso corporeo normale è importante per aumentare la longevità delle persone.
Le linee guida del National Institute for Health and Clinical Exellence
Di fatto molte persone sono sedute tutto il giorno dietro a una scrivania, vanno al lavoro in auto e dedicano poche ore all'attività fisica nel tempo libero.I determinanti che incoraggiano, o potrebbero scoraggiare, i singoli dall'andare a piedi e in bicicletta sono molti e sono fattori legati all'individuo e alla comunità (politiche locali,
risorse, pianificazione urbanistica, sicurezza stradale,…).Quali azioni si possono mettere in campo per facilitare l'adozione di questi comportamenti virtuosi? Quali soggetti possono farsi carico di realizzarle? Quali risorse occorrono?Il National Institute for Health and Clinical Exellence (NICE) ha reso disponibili nel mese di novembre 2012 le linee guida che provano a rispondere a questi quesiti. Il documento si rivolge principalmente ai decisori locali e agli operatori coinvolti nella promozione della attività fisica e che operano nei settori della mobilità, dei trasporti e dell'ambiente, ma è stato anche scritto per il privato e per il terzo settore e per coloro che si occupano di pianificazione urbanistica e di sostenibilità ambientale.Le linee guida, oltre alle raccomandazioni, contengono un glossario di termini che guidano il lettore nella lettura e una capitolo che riassume le prove di efficacia disponibili e che si riferiscono sostanzialmente al contesto urbano.
Le 10 raccomandazioni
Un gruppo di esperti - composto da operatori di sanità pubblica, clinici, funzionari degli enti locali, insegnanti, operatori socio-assistenziali, rappresentanti dei cittadini, del mondo accademico e tecnici - raccomanda dieci azioni, con un buon rapporto tra costo ed efficacia, a partire dalle migliori prove di efficacia disponibili in letteratura.
1 La Sanità pubblica dovrebbe essere capofila delle azioni strategiche di promozione del cammino e dell'andare in bicicletta. È necessario assicurare un supporto di alto livello, coordinato da una figura di riferimento dedicata a queste tematiche affinché queste siano una priorità nei piani di prevenzione, sostenute da alleanze interne ed esterne al sistema sanitario, da risorse e di finanziamenti.
2 La promozione del cammino e dell'andare in bicicletta dovrebbe essere una priorità di tutti i piani e le politiche locali (sanità, ambiente, trasporti,…).
3 La scrittura di programmi intersettoriali per la promozione del cammino e dell'andare in bicicletta dovrebbe tener conto dei reali bisogni della popolazione e dei suoi sottogruppi.Ci sono prove che gli interventi progettati a partire dai reali bisogni della popolazione e rivolti o ai gruppi più sedentari - o a chi è più motivato a cambiare - sono efficaci nell'incoraggiare le persone a camminare di più.
4 La proposta di piani di spostamento attivo personalizzati permetterebbe di rispondere alle esigenze/difficoltà di sottogruppi di popolazione (come, per esempio, le famiglie con bambini piccoli).
5 La progettazione di programmi che incoraggino l'uso della bicicletta e che prevedano interventi ambientali, formativi e di motivazione al cambiamento individuale sono auspicabili.
6 La realizzazione di programmi di comunità aumenta, pur con dati modesti, il numero di chi utilizza la bicicletta. Gli studi disponibili segnalano un costante effetto positivo sulla scelta di spostarsi in bicicletta. Tuttavia, occorrono disegni di studio più robusti per formulare delle prove e delle raccomandazioni sulla sostenibilità degli interventi e sulla loro attuazione con sottogruppi di popolazione, come i giovani.
7 Il contapassi è uno strumento utile. È uno strumento economico, efficace e di facile utilizzo. È importante non farne un uso competitivo. Un altro strumento di supporto potrebbero essere gli smart phone ovvero i cellulari di nuova generazione, ma occorrono prove di efficacia a sostegno.
8, 9, 10 Scuola, ambiente di lavoro e sistema sanitario si confermano i setting privilegiati per attuare gli interventi di promozione del cammino e dell'uso della bicicletta.
Riferimenti
National Institute for Health and Clinical Excellence, Walking and cycling: local measures to promote walking and cycling as forms of travel or recreation, november 2012. In: http://publications.nice.org.uk/walking-and-cycling-local-measures-to-promote-walking-and-cycling-as-forms-of-travel-or-recreation-ph41
Moore SC, Patel AV, Matthews CE, Berrington de Gonzalez A, Park Y, et al. (2012) Leisure Time Physical Activity of Moderate to Vigorous Intensity and Mortality: A Large Pooled Cohort Analysis. PLoS Med 9(11): e1001335.

giovedì 13 settembre 2012

Inquinamento e bambini. Alcol e Gioco d'azzardo.Audio Pedibus

cari genitori e ragazzi
Un saluto da Caserta ove partecipo al Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria preventiva e Sociale (SIPPS).
Oggi vari belle e interessanti relazioni su problematiche perdiatriche in una bella seduta su "I Capricci dei bambini" con relazioni di psicologa, di pediatria, bravissimo Raffaele Arigliani, di una educatrice di Yoga. Al termine grande relazione dell'amico Guiido Brusoni sull'ecologia.
Relazioni a questo indirizzo: 
ALCOL E GIOCO D'AZZARDO: ALBERTO FERRANDO.
Sul sito www.apel-pediatri.org trovate, in relazioni, la relazione di Brusoni e bozza della relazione che terrò io (va snellita ma trovate i dati dei questionari che avete compilato) su alcol e gioco d'azzardo.

Mi segnalano che sul sito www.pedibusliguria.net sono stati caricati i file audio e le presentazioni (alla paginahttp://www.pedibusliguria.net/il-progetto/eventi/convegno-2012) della giornata del 10 ove hanno anche registrato l'audio delle presentazioni. TRovate la mia (che Vi avevo già segnalato e tutte le relazioni della giornata.

Un Caro Saluto
Alberto Ferrando

Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza giovanile

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