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mercoledì 4 dicembre 2019

Arriva a casa: quanti gradi di temperatura? Può uscire? ARIATERAPIA

Arriva a casa: quanti gradi di temperatura? Può uscire?
Nei primi mesi di vita  il bambino potrebbe soffrire il freddo, e anche il caldo, di  più di un bambino più grande o di un adulto. Spetta quindi a noi adulti vestirlo in modo adeguato e farlo soggiornare in locali con una temperatura e un grado di umidità adeguati  a consentirgli uno stato di benessere.
In genere, per il timore che il bambino possa avere troppo freddo, viene coperto troppo o fatto stare in locali con temperatura eccessiva. 
Ricordate che le mani, e i piedi, dei bambini nel primo mese di vita, talora nei primi mesi, sono freddi ma questo non significa che abbiano freddo o che siano coperti poco. Anzi a volte capita di visitate dei bambini che pur avendo le mani fredde siano sudati. Per valutare se il bambino ha freddo o caldo toccatelo con le vostre mani, possibilmente non gelate, dietro al collo. Se è sudato questo è un segno indubitabile che fa tropo caldo o è coperto troppo.
Nel caso di un neonato a termine, sano, vestito, l'ambiente in casa dovrebbe avere una  temperatura di 20-22° di giorno e un poco di meno di notte  ed  una umidità relativa del 40-60%.
Per un neonato pretermine di peso superiore ai 2 kg, tenuto vestito nel lettino, l'ambiente dovrebbe essere ad  una temperatura intorno ai 24° con una umidità relativa intorno al 50%.
Dopo il primo mese di vita la temperatura può essere sui 20 gradi di giorno e 18 gradi di notte.
Inoltre Il b. può uscire fin dai primi giorni di vita. E’necessario adeguare le uscite all’età del bambino ed al tempo e, comunque, salvo rare eccezioni, il bambino che esce tanto e con qualsiasi tempo sta meglio, è più tranquillo e si ammala di meno del bambino che sta tanto in casa. Può e deve uscire in qualsiasi stagione se il peso ha superato i 2,5 Kg. 
Ricordate che Il bambino è riparato dal vento nei primi mesi di vita dal carrozzino e, nei mesi successivi, esistono delle protezioni da mettere al passeggino. 
Il bambino va vestito “a strati”, leggero sotto e coperto sopra, in modo da poterlo tenere "sempre a temperatura giusta"    anche quando si passa dall'ambiente aperto ad uno chiuso (ristorante, negozio etc.)
Quando uscite privilegiate le passeggiate in zone con poco traffico e aperte, e con poco traffico e inquinamento. Quando viaggiate in auto evitate le ore in cui il traffico è maggiore e potreste rimanere coinvolti in code. Se fa caldo utilizzate tranquillamente l’aria condizionata senza esagerare.
Uscire poi è tonico, stimolante, aumenta le difese, favorisce il sonno, stimola l'appetito...per dettagli: 



domenica 17 marzo 2019

Nanna: quante ore? Quando deve uscire? Risposte a domande dei genitori

Nanna: quante ore? Quando deve uscire? Risposte a domande dei genitori
Qui risposte di oggi sul Secolo XIX della Liguria
Approfondimenti per uscire (ARIATERAPIA) qui e qui
Approfondimenti per la nanna qui


giovedì 13 dicembre 2018

PRIMI DATI INFLUENZA, BRONCHIOLITE, ARIATERAPIA

PRIMI DATI INFLUENZA, BRONCHIOLITE, ARIATERAPIA
Primi dati dell'influenza e delle sindromi influenzali. Come al solito i più colpiti sono i bambini.
Preoccupa la percentuale abbastanza alta del Virus respiratorio sinciziale responsabile della bronchiolite nei bambini di età inferiore a 1 anno.
Che fare? Uscire tanto, evitare locali chiusi e affollati e far toccare il proprio bambino da estranei (e anche da conoscenti invadenti)
Alberto Ferrando
Cosa è la bronchiolite e l'ariaterapia



sabato 23 giugno 2018

CONSIGLI PER IL SOLE E COLPI DI CALORE

Far stare i bambini all’aria aperta, in tutte le stagioni e con qualsiasi clima, fa bene ai bambini  (cliccare per leggere cosa è : la chiamo ARIATERAPIA) ma, in questa stagione debbo ricordare che l’esposizione scorretta o eccessiva può portare conseguenze negative e pericolose quali una insolazione, un colpo di calore o una ustione. 
Il colpo di sole o insolazione è provocato da una diretta e prolungata esposizione ai raggi solari soprattutto se avviene senza protezioni (creme, cappellino, maglietta). Si associa a ustioni che bisogna sapere compaiono e si aggravano dopo 2-3 ore dall’esposizione al sole. Si va dall’arrossamento molto pronunciato con dolore e talora sintomi generali (febbre e malessere) all’ustione di secondo grado con formazione di bolle ripiene di liquido (flittene). Inoltre le ustioni in età pediatrica predispongono ai tumori della pelle in età adulta, in particolare ai melanomi. 
Particolare attenzione va posta a bambini con alcuni tipi di pelle: bambini con i capelli biondi o rossi e con  carnagione chiara.
Importante una esposizione graduale con  creme solari con protezione cinquanta e stick solari speciali per le labbra e per il naso e su alcuni tipi di nei. I prodotti vanno applicati almeno mezz’ora prima dell’esposizione al sole e applicati poi più volte al giorno, circa ogni due ore, specie se il bambino entra ed esce continuamente dall’acqua. Nei primi giorni di vacanza può essere utile fargli indossare gli appositi indumenti da bagno.
Importante offrire tanto da bere e una alimentazione facilmente digeribile con tanta frutta e verdura.
Nei primi anni di vita, e soprattutto nel primo anno, evitare o ridurre al minimo di esporli  direttamente al sole e anche di tenerli per tutto il giorno sotto l’ombrellone: dovrebbero stare in una zona d’ombra, per esempio, di uno stabilimento balneare, o in una pineta, evitando comunque le ore centrali del giorno. È bene tenerli al mare al massimo fino alle ore 11 del mattino e poi farli tornare alle ore 17, coprendo sempre la loro testa con un cappellino con visiera.
Importante anche l’uso di occhiali da sole.
Attenzione al COLPO DI CALORE  favorito dallo stazionamento in un luogo a temperatura elevata associato a scarsa ventilazione e a un alto tasso di umidità. Può insorgere quando  il bambino è esposto a una temperatura sui 30 o 35 gradi centigradi con un tasso di umidità superiore al 60 o al 70 per cento.  Causa disturbi neurologici: per approfondimenti consiglio “Primo soccorso pediatrico” e articoli qui sul blog www.ferrandoalberto.bogspot.it





martedì 30 gennaio 2018

PREVENIRE LE INFEZIONI CON L'ARIATERAPIA

STARE CHIUSI IN CASA FA MALE!!! 
Trovate nel mio blog vari articoli su "ARIATERAPIA" ma continuano a telefonare per ricadute di febbre, tosse ecc. sopratutto in bambini che vengono "sigillati" in casa per tanti giorni. E appena escono vengono riportati all'silo o a scuola.
La terapia delle infezioni delle alte vite respiratorie (raffreddore, tosse, catarri vari) principale è USCIRE all'aria aperta, segue poi bere tanto, fare ricambi di aria in casa aprendo le finestre, umidificare l'ambiente.  ATTENZIONE A CERCARE SONE A BASSO TRAFFICO e a Genova siamo fortunati per evitare di far fare aerosol di aria inquinata.
Ricordate che esiste l'inquinamento "indoor" (in casa). IL FUMO passivo e di terza mano fa malissimo. Chi fuma, anche lontano da bambini elimina sostanze nocive :-(
Quando In comunità ? Dopo qualche giorno di ARIATERAPIA. Quando il bambino si è ripreso completamente.
Qui un articolo di un primario di pediatria specialista in Infettivologia: STARE CHIUSI IN CASA FA MALE!!! http://vivalamamma.tgcom24.it/2012/12/bambini-allaria-aperta-anche-dinverno-i-pediatri-si-ammalano-di-meno/




martedì 17 gennaio 2017

FREDDO E MENINGITE (tre nuovi casi in Toscana L): USCITE TANTO E EVITATE LOCALI SOVRAFFOLLATI

FREDDO E MENINGITE : USCITE TANTO E EVITATE LOCALI SOVRAFFOLLATI
Ho più volte parlato dei benefici dell’uscire con qualsiasi tempo riporatndo di lattanti fuori casa in Lappponia a oltre -20° C.  ..ma esistono anche in Italia come trovate in questi articolo: Val Psteria fuori a -21° C http://www.corriere.it/cronache/17_gennaio_17/freddo-record-monguelfo-tesido-vita-normale-21-gradi-sottozero-bb14c032-dc2d-11e6-8880-ab80bbeec765.shtml
 Nella storia dei malati la frequentazione di locali chiusi e affollati.



giovedì 5 gennaio 2017

Esempio di aria terapia di mamma genovese (in Lapponia all'aperto a -21°C)

Esempio di aria terapia di mamma genovese (in Lapponia all'aperto a -21°C)
Cari genitori
USCITE ALL'ARIA APERTA CON I VOSTRI BAMBINI
Da sempre sostengo i benefici di uscire all'aria aperta, con qualsiasi clima. Fa bene alla mente, allo spirito e al corpo. La chiamo ariaterapia:
UNA NUOVA TERAPIA PER PICCINI E ADULTI: L’ARIATERAPIA CON QUALSIASI TEMPO E IN TUTTE LE STAGIONI!!!! FUNZIONA PIU’ DELLA MEDICINA TRADIZIONALE E DELLE MEDICINE ALTERNATIVE (A PARTIRE DALLA OMEOPATIA) 
Quante volte sento queste frasi: “nei primi mesi di vita non fate uscire i bambini” , “C’è vento non uscire che gli viene male all’orecchio”, oppure “finchè non ha più raffreddore e tosse non lo faccio uscire”…e via di questo tipo. Non parliamo il coprifuoco quando ha la febbre (mentre altri li portano allegramente, si fa per dire, all’asilo).
La trovate descritta dettagliatamente qui   e trovate qui immagini pratiche inviatemi dalla mamma Eleonora Miola:






domenica 4 dicembre 2016

Terapia rivoluzionaria per non far ammalare i bambini: possono farla tutti e non costa!!!

Terapia rivoluzionaria per non far ammalare i bambini: possono farla tutti e non costa!!! Ne ho già parlato in altri articoli sui benefici per la salute della ARIATERAPIA: 
Far uscire i bambini anche quando fa freddo (vero freddo, fino a -15°C)
Ricevo oggi da una mamma  che abita nella Lapponia Svedese:
"Ecco come dorme la mia bimba di 3 mesi!Viva I bimbi all'aria aperta! Oggi -3°C ma di solito I bimbi dormono fuori tranquillamente anche a -15°C!!"
Non è lappone né svedese ma genovese, Eleonora Miola (mmm di 4 figli, 3 anti in Italia, quindi conosce la nostra realtà, e ci fornirà altri suggerimenti...a breve con cosa fare i lavaggi nasali :-)
Quante volte sento queste frasi: “nei primi mesi di vita non fate uscire i bambini” , “C’è vento non uscire che gli viene male all’orecchio”, oppure “finchè non ha più raffreddore e tosse non lo faccio uscire”…e via di questo tipo. Non parliamo il coprifuoco quando ha la febbre (mentre altri li portano allegramente, si fa per dire, all’asilo).
Rispondo a queste domande traendo spunti anche la libro “Come crescere mio figlio” : 
https://ferrandoalberto.blogspot.it/2016/09/una-nuova-terapia-per-piccini-e-adulti.html


domenica 24 gennaio 2016

PANNOLINO E POPO', LINGUA A CARTA GEOGRAFICA, MARIJUANA, ARIATERAPIA

PANNOLINO E POPO', LINGUA A CARTA GEOGRAFICA, MARIJUANA, ARIATERAPIA
Cari Genitori
Alcuni articolo: risposte a domande di genitori,pubblicate su il "Il Secolo XIX" di oggi e di 2 settimane fa:
Oggi: Non vuole fare la popò nel casino e lingua a carta geografica
2 settimane fa: Quanto fa male la marijuana ai ragazzi e l'"ariaterapia"
Alberto Ferrando





domenica 27 dicembre 2015

DANNI DA "SPINELLO" NEI GIOVANI. BENEFICI DI USCIRE ALL'APERTO: ARIATERAPIA

DANNI DA "SPINELLO" NEI GIOVANI. BENEFICI DI USCIRE ALL'APERTO: ARIATERAPIA
Cari genitori
Due articoli in risposta ai quesiti dei genitori su Il Secolo XIX di oggi. Uno sui DANNI ORMAI NOTI DA SPINELLO, CANNABIS, MARIJUANA, ECC. E L'ALTRO SUI BENEFICI DI USCIRE ALL'ARIA APERTA (ARIATERAPIA). Nello stesso numero un articolo a tutta pagina sulla Cannabis per uso medico. Sottolineo quel uso medico: non vuol dire che se viene usata in certe situazioni sia legittimo usarla in assenza di problemi. Come prendere antibiotico o farmaci quando uno tra bene
Alberto Ferrando



lunedì 9 novembre 2015

TOSSE PERSISTENTE: IPOTESI E INDICAZIONE ALL'ARIATERAPIA

Caro dott.
Sono la mamma di una bambina di 6 anni che da circa un anno soffre di tosse secca e continua prevalentemente diurna, le volte che tossisce di notte arriva al punto di rimettere. Abbiamo fatto analisi (nella norma), prove allergiche (in quanto da piccolina soffriva di orticaria) risultate perô negative e laringoscopia. Abbiamo scoperto che la bambina ha le adenoidi un po gonfie (al 2stadio) che non favoriscono la corretta ventilazione all orecchio (x questo soffre spesso di otite) e sto dunque facendo tantissime docce nasali, ……. LA TOSSE PERÔ PERSISTE in modo continuo e fastidioso!!! Cos’altro potremmo fare dottore?? La bambina inizia ad essere stanca!!

Cara mamma
Le rispondo anche se debbo premettere che parlerò di ipotesi in quanto la storia e gli esami rappresentano una parte importante per procedere a delle ipotesi diagnostiche ma senza una visita restiamo nel campo della teoria per cui le consiglio comunque di risentire il suo pediatra magari ripercorrendo le tappe e riordinando gli esami e gli episodi di tosse.
A volte una situazione, anche banale, si "cronicizza" per vari fattori. Faccio un elenco di alcune ipotesi.
1) ALLERGIA: esami della allergia negativi non escludono una tosse da iperreattività bronchiale per cui una mucosa infiammata "iper" reagisce (appunto con crisi di tosse) a vari stimoli (infettivi,ambientali ecc.) Evitate deodoranti per casa, odori forti, fumo di sigaretta (sia passivo che di coloro che fumano: detto fumo di terza mano). Possibile conferma facendo le prove respiratorie (spirometria) con test di broncocostrizione e di broncodilatazione
2) Sindrome rinosinusale: infiammazione adenoidea che scatena tosse persistente (valutazione otorino con scopia ed eventuale terapia "mirata")
3) Tosse da infezioni subacute o croniche (improbabile ma da considerare magari associata alle situazioni qui sopra. Parlo di pertosse e di infezione da micopasma)
4) Tosse psicogena (la trova descritta qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/09/tosse-psicogena-o-nervosa-mai-di-notte.html) ma compare solo di giorno e mai di notte...ma può associarsi ai punti 1 e 2
5) Percentuali sempre più basse:
a - Corpo estraneo (raro ma descritto e casi ne ho avuto)
b - deficit immunitari (improbabili vista l'età)
c- anomalie della mobilità delle ciglia vibratili o ispessimento del muco
Mi fermo e come detto in prefazione sto parlando in teoria. Considerando comunque che la bambina è grande ed il quadro è insorto da 1 anno le prime due ipotesi sono quelle da perseguire, a mio modo di vedere , maggiormente d'intesa con il suo pediatra, valutando consulenza pneumologica e otorino o anche facendo delle terapie dette "ex adiuvantibus": vedere se migliora.
La cosa che potete fare da subito è anche una valutazione del cosidetto "inquinamento indoor" (soprattutto profumi, deodoranti e fumo di sigaretta http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=terza+mano) e se la bambina sta bene programmare qualche week end in montagna o in zone a basso inquinamento (che fa molto meglio di qualsiasi terapia medica: ARIATERAPIA: vedi: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/11/una-nuova-terapia-per-piccini-e-adulti.html .

Un Cordiale saluto


domenica 8 novembre 2015

UNA NUOVA TERAPIA PER PICCINI E ADULTI: L’ARIATERAPIA FUNZIONA PIU’ DELLA MEDICINA TRADIZIONALE E DELLE MEDICINE ALTERNATIVE (A PARTIRE DALLA OMEOPATIA)

UNA NUOVA TERAPIA PER PICCINI E ADULTI: L’ARIATERAPIA FUNZIONA PIU’ DELLA MEDICINA TRADIZIONALE E DELLE MEDICINE ALTERNATIVE (A PARTIRE DALLA OMEOPATIA)
Quante volte sento queste frasi: “nei primi mesi di vita non fate uscire i bambini” , “C’è vento non uscire che gli viene male all’orecchio”, oppure “finchè non ha più raffreddore e tosse non lo faccio uscire”…e via di questo tipo. Non parliamo il coprifuoco quando ha la febbre (mentre altri li portano allegramente, si fa per dire, all’asilo).
Rispondo a queste domande traendo spunti anche la libro “Come crescere mio figlio” http://www.amazon.it/crescere-figlio-genitori-risposte-pediatra/dp/886895107X/ref=zg_bs_5329313031_1
1)    “nei primi mesi di vita non fate uscire i bambini”? Alcune precisazioni. Se la mamma sta bene è sempre meglio far uscire il bambino tutti i giorni e con qualsiasi tempo, nelle ore calde d’inverno e nelle ore più fresche d’estate. In alcuni casi, anzi spesso, il bambino che sta a casa protesta, è noioso o piange e quando viene portato a fare una passeggiata, miracolosamente, si calma e dorme. Anche quando il bambino ha delle coliche queste possono risolversi con una passeggiata o un giro in auto. Indubbiamente è meglio farlo uscire che tenerlo a casa dove tanta gente viene a trovarlo ed è irresistibilmente attratta dal bambino per cui lo tocca, lo sbaciucchia. Facendo così non solo alcuni bambini rimangono innervositi e agitati ma sono a maggior rischio di ammalarsi. Anche nei primi mesi di vita, anche se la mamma allatta per cui trasmette al bambino delle protezioni dalle infezioni, il bambino si può ammalare e un banale raffreddore può mettere in crisi il bambino e la famiglia, perché nei primi mesi di vita il bambino ammalato mangia meno e, spesso, non dorme bene. Non solo. Tanti virus che nei bambini più grandi causano solo lievi sintomi di raffreddore o tosse nei primi mesi di vita possono dare una brutta bronchite, chiamata bronchiolite, che richiede spesso un ricovero in quanto il bambino non riesce a respirare bene e “affanna”(frequenza respiratoria superiore a 50 atti respiratori al minuto).
2)    Il vento e non mettere il berrettino (che la maggior parte dei bambini odia) NON FA VENIRE MALE ALLE ORECCHIE!!! So che molti non mi crederanno ma è così. Il male alle orecchie dipende principalmente da una otite media acuta per cui l’orecchio si infiamma a seguito di una infezione delle alte vie respiratorie e non perché non ha tenuto il berettino
3)   Finchè non è guarito non esce??? Mettetelo allora in una bacheca o in una camera blindata a prova di vento J . I bambini possono e debbono uscire anche con  la neve e con il freddo pungente. I bambini, all’aria aperta, corrono molto meno rischi infettivi di quando si trovano in locali chiusi, non solo: se hanno un po’ di tosse e raffreddore guariscono prima. 
Con l’arrivo delle temperature fredde, se ben coperti e portati fuori nelle ore centrali della giornata,  i bambini hanno minori possibilità di essere esposti alle infezioni  di quante ne hanno se rimangono a lungo in luoghi poco areati.Infatti, i contatti ravvicinati con altri bambini o, più in generale, con i soggetti malati, sono una delle principali modalità di trasmissione delle malattie infettive.”
AGGIUNGO I BAMBINI CHE PRATICANO SPORT ALL’ARIA APERTA, CON PIOGGIA, FREDDO E VENTO SI AMMALANO MOLTO MENO DI COLORO CHE STANNO A CASA.

Unico avvertimento??? Copriteli a “strati” (a cipolla) per evitare che prendano freddo ma anche  che non si prendano delle botte di calore con copiose sudate che possono favorire una infezione


Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza giovanile

  Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza  giovanile Quella notte a Milano non è cominciata sabato pomeriggio. È cominciata a...