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lunedì 17 giugno 2013

CONSIGLI PER LE VACANZE 2: Colpo di calore e colpo di sole


COLPO DI CALORE E COLPO DI SOLE
Nella stagione estiva con la possibilità di stare all’aria aperta si devono conoscere e riconoscere alcune situazioni di rischio legate al caldo ed al sole. Importantissime le precauzioni che si devono rispettare per l’esposizione al sole, quando si hanno bambini più o meno piccoli, sull’uso delle creme solari e su come vestire il bambino e le ore da evitare in quanto a maggior rischio di “insolazione”.
In questo articolo vogliamo illustrarvi alcune situazioni che devono essere evitate o almeno riconosciute nelle fasi iniziali per evitare problemi gravi.
Tali situazioni sono il “colpo di sole” ed il “colpo di calore”.
Il caldo afoso soprattutto se associato a umidità elevata, come spesso avviene in Liguria, rappresentano le situazioni ideali per l’insorgenza del colpo di calore che è il responsabile di ricoveri e di morti soprattutto in anziani o in  persone con problemi di salute. E’ sufficiente una temperatura sui 30-35° con alto tasso di umidità,  superiore al 60-70%, per determinare un colpo di calore che, paradossalmente puo’ non verificarsi con temperature anche più elevate ma in assenza di umidità come nel deserto o su alcune isole. Le temperature anche elevate vengono tollerate bene se l’umidità è intorno al 30%, mentre sul 50% possono iniziare i primi segni di malessere che diventano sempre più frequenti man mano che aumenta il tasso di umidità.  L’umidità eccessiva non consente al sudore di evaporare dal nostro corpo e, quindi, di abbassare dapprima la temperatura cutanea e successivamente la temperatura interna.  Le stagioni più a rischio sono, ovviamente, i mesi della stagione estiva soprattutto in città e nella valli di pianura lontane dal mare (in riva al mare spesso si “respira” meglio in quanto ci può essere brezza che all’interno non c’è).
Le persone più a rischio sono quelle che hanno difetti nella regolazione della temperatura cutanea per situazioni legate all’età, come i bambini e gli anziani, o a malattie come il diabete, le cardiopatie, le malattie respiratorie croniche, l’ipertensione arteriosa (se in terapia con farmaci diuretici). Anche lo stress eccessivo è un fattore di rischio come l’uso di alcool, l’uso di droghe, il lavoro pesante. E’ importante evitare di mettersi e di mettere soprattutto  i bambini in situazioni a rischio e anche se i consigli possono apparire banali è importante attenersi ad essi. Ricordo che il colpo di calore ha una mortalità di circa il 30% se il soggetto viene assistito da  personale medico ma anche in chi sopravvive può residuare un danno neurologico dal 10 al 20% dei casi.
Il colpo di sole è più raro nella nostra realtà ma altrettanto pericoloso. Si manifesta in giornate molto calde e, contrariamente al colpo di calore è più frequente se l’umidità è bassa. Evitate innanzitutto di uscire nelle ore più calde della giornata e di fare attività fisica intensa. Le ore pomeridiane sono quelle a maggior rischio. Se possibile soggiornate in locali climatizzati o utilizzate dei ventilatori. Non forzate i bimbi a mangiare troppo, offrite molta frutta e tanto da beree. Fate fare spesso bagni e docce rinfrescanti. Non affrontate viaggi in auto nelle ore più calde soprattutto nei periodi di maggior traffico per il rischio di rimanere coinvolti in code kilometriche sotto il solleone. Utilizzate sempre l’aria condizionata in auto con moderazione, l’uso smodato con temperature “siberiane” espone voi e soprattutto i bambini a malattie da raffreddamento e a sbalzi termici eccessivi quando si esce dall’auto. Portate comunque sempre da bere quando fate viaggi. Se fate gite in barca fate stare il bambino all’ombra e offrite da bere bevande con sali minerali e frutta. Una situazione disagevole è rappresentata dalla combinazione di gravidanza e caldo eccessivo.  In gravidanza, come ben sanno le nostre mamme, è “normale” avvertire più caldo, quindi d’estate questa sensazione diventa ancor più fastidiosa. A questo si aggiungano altri fastidi “normali” della gravida (soprattutto quando si ha il “pancione” grosso) quali sensazione di pesantezza alle gambe, difficoltà di respiro, difficoltà di riposo.  Cosa fare? Vestirsi con abiti larghi, di cotone e di colore chiaro, cercare di fare movimento in acqua (mare o piscina), per i viaggi in auto fare soste frequenti, bere, mangiare poco e spesso frutta e verdura.  Tenere le gambe sollevate sia  di giorno quando si sta fermi che di notte nel letto.  E, poi, per tutti dieta leggera, tanta frutta, bere tanto.

venerdì 30 novembre 2012

BIBERON FINO A QUANDO?? V Consiglio SIP e SIPPS


Cari Genitori
Vi invio il V Consiglio delle Società scientifiche pediatriche SIP e SIPPS che riguarda l'uso, o, meglio, l'abbandono dell'uso del biberon entro i 2 anni di vita.
Poi su tutto possiamo discutere e non dobbiamo colpevolizzarci se nostro figlio lo usa da più tempo ma per chi ha bambini piccoli è un messaggio da dare e da recepire.
Un tema “caldo” per molti bambini che utilizzano il biberon fino a quando vanno a scuola. Il consiglio attuale è di abbandonarne l’uso entro i due anni del biberon. Non è detto che chi lo usa diventerà necessariamente obeso o avrà problemi odontoiatrici o ortodontici ma fa parte di un progetto educativo e di rispetto di alcune tappe di cui è necessario parlare con il proprio pediatra.
Buona giornata
Alberto Ferrando
 Il BIBERON
Cari Genitori,
alcuni studi hanno dimostrato che l’uso prolungato del biberon predispone al sovrappeso, in particolare il biberon serale/notturno. Il biberon non dovrebbe essere utilizzato oltre i 12 mesi, anche se questo consiglio viene poco seguito.
Si è dimostrato che il rischio del sovrappeso aumenta del 3% per ogni mese di prosecuzione del biberon oltre i 12 mesi. Infatti, i bambini che bevono ancora dal biberon assumono più latte rispetto a quelli che utilizzano la tazza o il bicchiere. Il problema non è solo il contenuto del biberon ma il fatto che succhiare è un piacere per il bambino, che continua a farlo anche quando in realtà non avrebbe più sete o fame. Il bimbo, quindi, non si accorge della quantità di cibo che assume, come invece accade quando beve dal bicchiere.
Considerato che probabilmente è molto difficile sospendere l’uso del biberon entro i 12 mesi, per le finalità di questo Progetto ti invitiamo a sospendere l’uso sistematico del biberon almeno entro i 24 mesi di vita di tuo figlio. Questa Azione, perciò, ti verrà consigliata tra i 18 e i 24 mesi, così che potrai gestire in modo graduale questo passaggio. Sia chiaro che rinunciare al biberon non vuole assolutamente dire rinunciare al latte, che è un alimento prezioso per il bambino nelle giuste quantità.
Il bambino acquisisce molto presto la capacità di bere direttamente da un bicchiere o da una tazza: spesso l’uso del biberon è dovuto alla nostra comodità o a una sua abitudine, non quindi a reali necessità. Questo errore è causato dal non sapere che l’uso prolungato del biberon può danneggiare la salute del bambino, sia per quanto riguarda il sovrappeso sia per la salute dei denti (gli zuccheri ri- stagnano maggiormente in bocca quando il bimbo usa la tettarella e possono favorire la carie).

1. Bonuch KA, Huang V, Fletcher J. Inappropriate bottle use: an early risk for overweight? Literature review and pilot data for a bottle-weaning trial. Maternal and Child Nutrition 2010; 6: 38-52.
2.  Li R, Fein SB, Grummer-Strawn LM. Do infants fed from bottles lack self-regulation of milk intake compared with directly breastfed infants? Pediatrics 2010; 125: e1386-e1393.
3.  US Department of Agriculture, Food and Nutrition Service. Feeding infants: a guide for use in the child nutrition programs. FNS-258 (2001). Available at http:// www.fns.usda.gov/tn/Resources/feeding_infants.pdf
4.  Gooze RA, Anderson SE, Whitaker RC. Prolonged bottle use and obesity at 5.5 years of age in US children. J Pediatr. 2011 Sep;159(3):431-6.
5.  Schiess SA, Grote V, Scaglioni S, Luque V, Martin F, Stolarczyk A, Vecchi F, Koletzko B; European Childhood Obesity Project. Intake of energy providing liquids during 
the first year of life in five European countries. Clin Nutr. 2010 Dec;29(6):726-32.
A cura di: Paolo Brambilla, Giorgio Bedogni, Carmen Buongiovanni, Guido Brusoni, Giuseppe Di Mauro, Mario Di Pietro, Marco Giussani, Manuel Gnecchi, Lorenzo Iughetti, Paola Manzoni, Maura Sticco, Sergio Bernasconi.
Con il contributo di Laura Andreozzi e Monica Maccarone.

domenica 24 giugno 2012

CALDO, SCUOLA, RIGURGITI

Cari genitori
Nel caldo atmosferico e per rilassarmi prima dei supplementari Italia Inghiltera Vi segnalo sche sui siti www.ferrandoalberto.eu e www.apel-pediatri.org trovate gl articoli che Vi incollo qui.
A domani. Alberto Ferrando



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