sabato 24 marzo 2012

Una mamma racconta..

Caro dottor Ferrando,


pochi giorni fa è arrivata la fatidica lettera della ASL con la comunicazione ufficiale che anche Alessio non è più un suo assisitito; ieri infatti ha compiuto 14 anni e nel ringraziarla per gli auguri, le comunico ufficialmente e pubblicamente che finchè non li butterà fuori a calci, i miei due frugoletti di 18 e 14 anni, alti 1.80 per svariate decine di chili, contineranno a farsi curare da lei.


Questa mia però vuole essere un brevissimo excursus di questi 18 anni di rapporto pediatra-pazienti-madre ansiosa-nonna sospettosa.


Ricordo perfettamente la prima visita: era quasi estate e Lorenzo a 4 mesi pesava più di un camionista e soprattutto mangiava quanto un camionista (adesso mangia quanto una tavolata di camionisti) portarlo in braccio su per le scale di via Posalunga dopo aver posteggiato a km di distanza era già un'impresa, farlo poi con mia madre che criticava qualsiasi cosa (lo studio è scomodo, i giocattoli li toccano tutti, c'è troppa gente, il dottore NON HA IL CAMICE!!!!!!), insomma i presupposti non erano proprio quelli di un lungo e costruttivo rapporto.


La Nonna è entrata nel suo studio come un erinni e puntandomi il dito contro ha cominciato "dica a mia figlia che non si mangia il pesto quando si allatta e poi deve mettere la cannottiera al bambino anche in estate e poi guardi lo porta in giro senza berrettino!!!", il fantastico e inimitabile Dott. Ferrando ha alzato gli occhi e con gli occhiali sulla punta del naso e atteggiamento gandhiano ha sentenziato "chi ha detto che a suo nipote non piace l'aglio del pesto? e lei d'estate porta la cannottiera e il berrettino?". La nonna è ammutolita e io ho capito che questo era il pediatra giusto per me ma soprattutto per mia madre!


Potrei raccontare milioni di episodi buffi (il Panacef, i consigli delle colleghe) o seri (i consigli durante la separazione, lo psicologo dell'ospedale, il ricovero al Gaslini), tutti però hanno come denominatore comune la sua grande professionalità e umanità.


Conservo gelosamente il primo foglio che lei mi ha dato con la frase sottolineata "la mamma ha sempre ragione" che è il titolo del libro di Bollea; i suoi consigli per la quotidiana gestione dei figli mi sono utili ancora adesso che sono grandi.


Grazie per tutti questi anni in cui il sapere che lei c'era e soprattutto sapere che lei mi avrebbe sempre risposto al telefono (anche in seggiovia!) mi è stato di grande aiuto, grazie per aver continuato a seguire scrupolosamente i miei figli nonostante i numerosi impegni politici e sociali, grazie soprattutto di non aver mai incrinato la mia illimitata fiducia in lei.


Buon compleanno Dottore e mi raccomando continui così!


Daniela, Lorenzo e Alessio

1 commento:

  1. Mi unisco alla mamma che racconta, con la sua sentita e tenera testimonianza sulla storia d'infanzia dei suoi due figli. La scorsa settimana ero in studio con la mia seconda figlia di 6 anni e mi sono sentita accolta e rassicurata da persone competenti, serene, concrete. Non solo i medici. Si percepisce quell'unità di intenti, dove davvero ognuno porta un contributo forte. Dove non sono "i miei" o "i tuoi" pazienti, ma dove ci sono i bambini come persone, le famiglie e il guscio forte di chi se ne prende cura con organizzazione e professionalità.

    In studio abbiamo appuntamento fra due giorni e mia figlia... non vede l'ora! Incredibile, se penso a quanto è grande lo sforzo emotivo che fanno i bambini in certe situazioni, anche con le persone migliori! e dunque bravi: dopo quasi 10 anni, forse aiutata da un momento di particolare calma nello studio medico, ho assaporato ancor più consapevolmente il privilegio di far parte di questa bella comunità.

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