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venerdì 8 ottobre 2021

Violenza e maltrattamento alle donne. Se mamme è violenza e maltrattamento anche dei bambini

 Violenza e maltrattamento alle donne. Se mamme è violenza e maltrattamento anche dei bambini

Ho fatto sul tema vari post che trovate a questo link:

https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=maltrattamento

Ricordate il numero di telefono antiviolenza 1522 e anche l'app dedicata da scaricare sul telefonino



mercoledì 12 agosto 2020

Violenza sulle mamme e sui bambini: MAI SUBIRE

 Violenza sulle mamme e sui bambini: MAI SUBIRE

Questa sera ho visto questo film che consiglio di vedere: "Lamore sbagliato" Tratta di un fatto vero avvenuto in Francia: 14 anni di maltrattamenti di una donna e dei figli culminato con la morte del maltrattante:

DONNE NON SUBITE E SEGNALATE SUBITO. Forse, forse, in alcuni casi il maltrattante può essere messo in cura. Aspettare e subire è sbagliato. Non accettare e subite violenza fisica e psicologica. le cose non miglioreranno mai...anzi peggioreranno. I numeri di femminicidio parlano da  soli. Recensione del film in fondo all'articolo*

TELEFONATE AL CENTRO ANTIVIOLENZA 1522, Scaricate l'APP

MA IN ASSOLUTO QUALSIASI ATTO DI VIOLENZA HA CONSEGUENZE SUL BAMBINO. PIU’ GRAVE SE RIPETUTA E A CARICO DI PARENTI O CARI MA ANCHE ASSISTERE A VIOLENZA , ANCHE SOLO VERBALE, NEI CONFRONTI DI ESTRANEI. I BAMBINI POI IMPARANO DA QUELLO CHE VEDONO.

UNA MADRE MALTRATTATA è  POI ANCHE UNA MADRE TRAUMATIZZATA
Il maltrattamento alle madri produce sintomi assimilabili al disturbo post-traumatico da stress
Danneggiano fortemente le competenze genitoriali di queste donne, influenzando fortemente la relazione con i figli e le capacità di accudimento e di attenzioni verso i loro bisogni.

I BAMBINI POSSONO ANCHE SUBIRE UN Maltrattamento diretto.  In casi di violenza intrafamiliare dal 30% al 66% dei bambini subisce un maltrattamento diretto, dal 39% al 55% associato  a abuso sessuale.

Ingiuriare la madre di fronte al bambino indebolisce il rispetto dei figli per la madre.
Ne può ridurre le disponibilità, causare depressione, sentirsi a rischio di non riscire a difendere i figli  e di  proteggerlo da episodi di abuso infantile

I BAMBINI CHE ASSISTONO ALLA VIOLENZA DOMESTICA SOFFRONO PERCHE’:
Non possono affidarsi ai genitori per essere protetti e accuditi.
Hanno relazioni di attaccamento disorganizzate
Vi è una compromissione delle funzioni alimentari e del sonno
Provano paura-angoscia-impotenza
Possono venire accidentalmente feriti/colpiti durante i litigi
Vi è un’inversione di ruoli e i bambini cercano di proteggere la madre e/o i fratelli durante o dopo gli attacchi

CONSEGUENZE SUI BAMBINI
Più alta incidenza di disturbo post-traumatico da stress complesso ( Herman):
- Instabilità affettiva
- Impulsività
- Difficoltà nella modulazione della rabbia
- Preoccupazioni suicide
- Autolesionismo
- Amnesia
- Ricordi intrusivi degli episodi traumatici
- Impotenza-vergogna-colpa
- Accettazione della violenza quale regola delle relazioni
affettive
Somatizzazione
Impotenza-vergogna-colpa
Accettazione della violenza quale regola delle relazioni affettive

Altre informazioni qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2017/02/la-violenza-di-un-genitore-e-anche.html

L’amore sbagliato: la storia vera raccontata nel film di Jean-Claude Romer; storia vera

Ogni giorno nel mondo vengono uccise troppe donne da mariti, fidanzati o ex troppo possessivi, che sentono il bisogno di controllare le proprie compagne, spacciando per amore la loro ossessione. La giustizia molto spesso non tutela le vittime di queste violenze e femminicidi e – anche se può sembrare sbagliato – spesso sono proprio le donne a farsi giustizia da sole. Questo è ciò che è successo ad Alexandra Lange, che nel 2009 uccise suo marito, Marcelo Guillemin.

L’amore Sbagliato: e la storia vera di Alexandra Lange raccontata da Jean-Claude Romer

La storia è stata raccontata proprio dalla vittima, diventata carnefice, nel libro Acquittée (Assolta) e nel film di Jean-Claude Romer del 2015, L’amore Sbagliato. A interpretare Alexandra nella pellicola è Odile Vuillemin, mentre Marc Lavoine veste i panni del marito. Nel film Alexandra sostiene un processo, dopo essere stata accusata dell’omicidio di suo marito, che per 12 anni di matrimonio non ha fatto altro che picchiarla e umiliarla.

Come detto, la storia di Alexandra è completamente vera. Parliamo di una donna che per anni ha subito violenze su violenze, che ha vissuto una vita al fianco di un uomo che la umiliava e picchiava, per poi supplicarla – quando questa decideva di lasciarlo – di tornare con lui, promettendo che sarebbe cambiato. Marcelo era il tipico marito fintamente amorevole, che scambiava la sua possessione come una forma di amore alternativo e Alexandra era la classica donna che sperava in un cambiamento da parte di quell’uomo che, per uno strano scherzo del destino, l’aveva completamente stregata e fatta innamorare.

Le percosse, la violenza, le umiliazioni sono però sempre state giustificate da Alexandra, che continuava a perdonare il suo carnefice, con la speranza di un suo impassibilissimo mutamento. La pazienza di Alexandra è arrivata al limite nel 2009, quando – così come rivela proprio la donna – uccide con un coltello suo marito che, nel frattempo, era intento a tenerle le mani al collo per strangolarla.

Durante il processo, la donna rivela tutte le percosse subite e le ribadisce anche nel suo libro, scrivendo: Mio padre, le persone care, erano dalla mia parte perché conoscevano Marcelo, sapevano che era violento e del resto lui non ha mai cercato di mostrarsi in modo diverso anche all’esterno della famiglia. Ma durante il processo, tante volte ho avuto l’impressione che non mi avrebbero mai creduta.



giovedì 18 aprile 2019

BAMBINO MORTO SOFFOCATO MA UCCISO DALLA NOSTRA SOCIETA'

BAMBINO MORTO SOFFOCATO MA UCCISO DALLA NOSTRA SOCIETA'
Non è il primo e sicuramente non sarà l'ultimo bambino morto ucciso da un genitore. Genitore ora indagato e arrestato ma che vive nella nostra Società e è a contatto con tante persone che, forse,...... Genitore magari a contatto dei servizi sociali. Che accede a un sistema sanitario, come in questo caso, anche spesso per accessi al Pronto Soccorso. Che vive in una situazione di degrado e di povertà assoluta economica ma anche emotiva ed educativa. 
Anni fa a Genova era stato messo un sistema per la rilevazione precoce e la presa in carico di situazioni di abuso e di maltrattamento.....Dove è finita? (Progetto Amaltea). La tireremo fuori per il prossimo dramma?. In Liguria abbiamo già avuto tragedie di infanticidi.
Ovviamente non si può prevenire tutto
Ovviamente, alcuni diranno, la colpa è della mamma (molto semplicistico, riduttivo e manlevante e autoassolvente per gli altri).
Ma non cerchiamo, più, almeno non solo, colpe, ma cerchiamo di analizzare e imparare da queste tragedie per far qualcosa per evitarne altre.
Diamo ascolto e assistenza a chi ha bisogno di aiuto
Anche se non lo chiede a gran voce
Ma lo chiede, indirettamente e sommessamente, stando male e andando...dal medico, al Pronto Soccorso
Investiamo nei primi 1000 giorni di vita (dalla nascita al compimento del secondo annoi di vita) invece di lamentarci di quanti pochi bambini nascano e poi non facendo nulla per dare servizi, aiuti, non solo economici.

sabato 24 novembre 2018

VIOLENZA SULLE DONNE: TESTIMONIANZA di violenza e violenza assistita.

VIOLENZA SULLE DONNE: TESTIMONIANZA di violenza e violenza assistita.
Propongo questa testimonianza vera di qualche tempo fa  che fa capite quanta strada c'è ancora da fare:
".........giornata delle donne di tutte le donne di chi ha subito una violenza ma anche di chi non ha mai subito o preso coscienza del male che viene fatto.
Io ho subito molti tipi di violenza dal mio ex marito e dalla sua famiglia. 
Violenza psicologica, violenza mentale e violenza fisica. 
Spesso si crede che la violenza subita non è mai grande da dover essere denunciata... 
NON È VERO. 
Qualsiasi tipo di violenza va segnalata. 
Personalmente mi è stata lussata una spalla davanti a mio figlio. 
Nessuno è venuto ad aiiutarmi, urlavo ma i vicini non hanno sentito e solo gli occhi di mio figlio hanno visto soltanto 5 anni solo lui ha detto mamma ti aiuto io.
Mi sono ritrovata urlante piangente con la manina di mio figlio stretta seduta sul letto chiusa in camera. Carabinieri, avvocato, pronto soccorso.... tutti hanno espresso lo stesso pensiero "lasci perdere perché è peggio x suo figlio subentrano gli assistenti sociali, in fondo non ha grossi segni, puo uscire e nessuno se ne accorge... La la violenza peggiore è stata proprio questa NON ESSERE AIUTATA, CAPITA... ABBRACCIATA da chi doveva farlo.
Non perdono nessuno.... perché io solo so ciò che ho subito e mio figlio insieme a me...
Oggi mio figlio ha delle paure messe in relazione con quanto assistito. 
Forse quel carabiniere... quei signori che avrebbero dovuto aiutarmi rendere giustizia non sanno neppure cosa significa VIOLENZA.
Delusa.... spaventata... sola nell' affrontare tutto.... ricordo questa giornata....
NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE"

domenica 15 luglio 2018

RISPOSTE A GENITORI: A SCUOLA PRIMA E "UNA BELLA SBERLA"? NO ALCOL

RISPOSTE A GENITORI: A SCUOLA PRIMA? E "UNA BELLA SBERLA"?
A scuola prima? Pensiamoci e valutiamo con pediatra e pedagogista e/o psicologa/o e con le maestre dell'asilo che ha frequentato vostro figlio
Non obbedisce: Una bella sberla? (NON SERVE A NIENTE, ANZI!).
Buona giornata e date, e riceverete, coccole e del bene e dei sorrisi!!!
Aumentano i casi di coma etilico tra i giovani. Altri 2 a Nervi :-(
Per approfondire i danni della violenza sui bambini, sulle donne e in generale: https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=violenza



sabato 4 febbraio 2017

LA VIOLENZA DI UN GENITORE E' ANCHE VIOLENZA SUL BAMBINO. E HA CONSEGUENZE SULLA SUA VITA. VIOLENZA DONNE

LA VIOLENZA DI UN GENITORE E' ANCHE VIOLENZA SUL BAMBINO. HA CONSEGUENZE SULLA SUA VITA. VIOLENZA DONNE.
LA VIOLENZA SU ALTRI (IN GENERE SULLA MAMMA) viene chiamata  "VIOLENZA ASSISTITA"(traduzione dell'inglese “witnessing violence ).
Guardate che episodi di violenza "assistita" avvengono frequentemente. Guardatevi in giro. I casi con maggiori conseguenze avvengono sulla mamma ma anche all'esterno della casa. Allego qui parte di una lettera di una mamma, UNO DEI TANTI ESEMPI QUOTIDIANI (purtroppo): "IL B. assiste quasi quotidianamente a sceneggiate quando sono in moto o in macchina. Mio marito è molto iroso e quindi sulla strada è privo di pazienza, si arrabbia per un nonnulla, insegue le macchine o moto che secondo lui gli avrebbero fatto uno sgarro, grida per strada dice parolacce tutto alla presenza del bambino che ovviamente si spaventa. Ho riscontrato nel bambino malessere perché di notte e molto agitato, ha fame d'aria e ha atteggiamenti poco sereni".  GUARDATE CHE SONO COSE FREQUENTI!!!!!!! E CHE TRAUMATIZZANO I BAMBINI!!!! 
COSA E': “Si intende per violenza assistita intrafamiliare : atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica compiuti su figure di riferimento (IN GENERE LA MAMMA) a cui il bambino assiste e di cui può patirne successivamente gli effetti.
 L’esposizione alla violenza intrafamiliare è un grave trauma per i bambini e le bambine ed
è il principale fattore della trasmissione intergenerazionale della violenza.
Se la donna vittima di violenza vive con figli e la violenza viene perpetrata nell’ambito
domestico è altamente probabile che i minori assistano ad episodi di maltrattamento più o
meno gravi ed essi stessi ne siano vittime dirette o indirette

MA IN ASSOLUTO QUALSIASI ATTO DI VIOLENZA HA CONSEGUENZE SUL BAMBINO. PIU’ GRAVE SE RIPETUTA E A CARICO DI PARENTI O CARI MA ANCHE ASSISTERE A VIOLENZA , ANCHE SOLO VERBALE, NEI CONFRONTI DI ESTRANEI. I BAMBINI POI IMPARANO DA QUELLO CHE VEDONO.

UNA MADRE MALTRATTATA è  POI ANCHE UNA MADRE TRAUMATIZZATA
Il maltrattamento alle madri produce sintomi assimilabili al disturbo post-traumatico da stress
Danneggiano fortemente le competenze genitoriali di queste donne, influenzando fortemente la relazione con i figli e le capacità di accudimento e di attenzioni verso i loro bisogni.

I BAMBINI POSSONO ANCHE SUBIRE UN Maltrattamento diretto.  In casi di violenza intrafamiliare dal 30% al 66% dei bambini subisce un maltrattamento diretto, dal 39% al 55% associato  a abuso sessuale.

Ingiuriare la madre di fronte al bambino indebolisce il rispetto dei figli per la madre.
Ne può ridurre le disponibilità, causare depressione, sentirsi a rischio di non riscire a difendere i figli  e di  proteggerlo da episodi di abuso infantile

I BAMBINI CHE ASSISTONO ALLA VIOLENZA DOMESTICA SOFFRONO PERCHE’:
Non possono affidarsi ai genitori per essere protetti e accuditi.
Hanno relazioni di attaccamento disorganizzate
Vi è una compromissione delle funzioni alimentari e del sonno
Provano paura-angoscia-impotenza
Possono venire accidentalmente feriti/colpiti durante i litigi
Vi è un’inversione di ruoli e i bambini cercano di proteggere la madre e/o i fratelli durante o dopo gli attacchi

CONSEGUENZE SUI BAMBINI
Più alta incidenza di disturbo post-traumatico da stress complesso ( Herman):
- Instabilità affettiva
- Impulsività
- Difficoltà nella modulazione della rabbia
- Preoccupazioni suicide
- Autolesionismo
- Amnesia
- Ricordi intrusivi degli episodi traumatici
- Impotenza-vergogna-colpa
- Accettazione della violenza quale regola delle relazioni
affettive
Somatizzazione
Impotenza-vergogna-colpa
Accettazione della violenza quale regola delle relazioni affettive


sabato 4 giugno 2016

Abuso: come aiutare nostro figlio a prevenire e noi a capire

Abuso: come aiutare nostro figlio a prevenire e noi a capire
LIBRO “Le Parole non dette” – Alberto Pellai. Recensione di Chiara Evelli
Cari genitori
Oltre a consigliarvi il mio libro cosa di cui mi scuso ma tante mamme mi hanno sgridato dper acerlo pubblicato….così tardi..sarebbe stato utile molto prima J, ogni tanto vi segnalo utili letture. Oggi Vi consiglio un libro che mi sto apprestando a leggere anche io che è stato recensito da CHIARA EVELLI. E’ un libro che come genitori (e pediatri, insegnanti, educatori) dobbiamo trovare il tempo di leggere e  poi…ci sono schede per i bambini da 5 a 8 anni….
Il libro è nato da un progetto decennale condotto Alberto Pellai insieme a educatori, ricercatori, pedagogisti e insegnanti di tutta Italia, "Le parole non dette" è la risposta reale alla costante richiesta di risorse per aiutare i bambini a prevenire l'abuso sessuale. La situazione della vittimizzazione sessuale nei confronti dell'infanzia si è complicata negli anni, soprattutto in seguito all'enorme esplorazione che i minori fanno della rete web, dei social network e grazie alle piattaforme digitali e virtuali, ma questo curriculum preventivo rimane assolutamente moderno e attuale e di straordinaria importanza in particolar modo per i nativi digitali. L'opera si compone di tre parti: la prima descrive le basi teoriche e gli obiettivi del progetto, la definizione, l'epidemiologia, le conseguenze dell'abuso sessuale all'infanzia, le caratteristiche del pedofilo; la seconda si occupa della prevenzione in famiglia, fornendo una valida guida ai genitori con suggerimenti pratici per l'utilizzo delle schede a colori rivolte direttamente ai bambini dai 5 agli 8 anni; la terza presenta un percorso educativo in 5 incontri da effettuare a scuola con bambini del secondo ciclo della primaria.
“Le Parole non dette” – Alberto Pellai Pellai. Recensione di Chiara Evelli
Pellai, dopo un lungo progetto condotto insieme a educatori, ricercatori, pedagogisti e insegnanti di tutta Italia, ha deciso di scrivere questo libro, in cui parla dell'importantissimo problema dell' ABUSO SESSUALE nei confronti dei bambini.
Molti adulti durante la loro infanzia, hanno subito molestie e si sono tenuti dentro questo segreto per vari motivi.
Un tempo la prevenzione si poteva riassumere con le frase : "Non accettare  caramelle da uno sconosciuto", in queste poche parole erano racchiuse mille raccomandazioni riguardo alla prevenzione delle tossicodipendenze, del tabagismo e dell'abuso sessuale.
(Nota di Ferrando: il maltrattamento è quasi sempre perpetrato da un “conosciuto” spesso molto vicino alla famiglia, se non della famiglia)
Siamo noi adulti, educatori e genitori, che dobbiamo aiutare i nostri figli a prevenire questi comportamenti e a parlare con loro in maniera tranquilla e serena, senza dimostrarci ritrosi nell'affrontare certi argomenti, in modo da permettere di fare uscire quelle "parole mai dette".

Il bambino che subisce un abuso non riesce a dare un senso a ciò che gli è successo. Vorrei riportare le parole dell'autore : "sospeso tra la paura,il disorientamento e talvolta il piacere provato, si affida alla forza del segreto e, così facendo, spesso implicitamente, autorizza la ripetizione dell'abuso sessuale che si cronicizza e  intrappola sempre più la vittima e il suo carnefice all'interno del gioco che ha le caratteristiche del circolo vizioso".
(L’abuso e il maltrattamento nn si esauriscono da soli: serve un intervento dall’esterno: “nota di Ferrando”).
Solitamente il molestatore, poi,  non è uno sconosciuto, ma è una persona di famiglia, un caro amico, un parente stretto che si è conquistato la fiducia del bambino, ricoprendolo di mille attenzioni ed instaurando con lui un rapporto speciale.
Spesso il bambino/vittima si trova in una posizione di soggezione psicologica, determinata anche dalla differenza di età.
Da sottolineare come l'abuso non sia determinato solo ed  esclusivamente dalle azioni sul bambino , ma anche da comportamenti come l'esibizionismo, mostrare materiali, scene o situazioni sessualmente espliciti.

Molte volte si creano degli aspetti ambivalenti causati dalle premure che l'adulto abusante rivolge alla sua vittima, ricoprendolo di attenzioni e di regali, facendolo sentire "speciale".
Questo meccanismo fa sì che il bambino da una parte vorrebbe che questo tipo di rapporto malato terminasse, dall'altra vorrebbe che non finisse per paura di perdere questi "vantaggi".
Il molestatore assume un atteggiamento di negazione, sostenendo convinto che ciò che fa è un modo per dimostrare il suo affetto alla vittima e anche quando non può negare di fronte ai fatti , riesce a pronunciare frasi del genere :"In realtà al bambino non è successo
niente", oppure " Non è stata poi una cosa seria".
Purtroppo le conseguenze di un abuso sono molteplici e dipendono da molti
fattori; ne cito solo alcuni:
   - L'ETA' DELLA VITTIMA: più elevata è l'età della vittima e più serie possono essere le conseguenza derivanti dall'abuso.
   - L'ETA' DELL'ABUSANTE: più ampia è la differenza d'età tra vittima e abusante,  quindi più anziano è l'abusante, maggiori saranno   le conseguenze dell'abuso subito.
   - IL SESSO DELL'ABUSANTE: i bambini vittime di uomini sperimentano conseguenze più gravi.
   - RICORSO ALLA FORZA FISICA DURANTE L'ABUSO.

   - DURATA DELL'ABUSO: più l'abuso interessa un lungo periodo della vita della vittima, più gravi saranno le conseguenze.
   - RELAZIONE ESISTENTE TRA VITTIMA E ABUSANTE: più vicino e conosciuto
     è l'aggressore e più gravi saranno le conseguenze per la vittima.

  Le conseguenze di questi comportamenti sono molteplici :
   - Bassi livelli di autostima.
   - Difficoltà emotive.
   - Incubi e disturbi del sonno.
   - Ostilità,rabbia repressa,depressione.
   - Disinteresse delle normali attività, oltre a problemi scolastici.
   - Disturbi dell'attenzione, della memoria, della concentrazione, ansia di piacere sempre agli altri, comportamenti aggressivi  e regressivi.

Purtroppo viviamo in una società che favorisce il fenomeno della pedofilia. Basti pensare agli uomini occidentali  che si recano nei Paesi più poveri del Centro/Sud America e nell'Estremo Oriente per avere rapporti con bambine a pagamento, favorendo il "turismo sessuale".
Pellai cita anche i media, che sfruttano per campagne pubblicitarie, delle bambine in posizioni  già "erotiche", e Internet, che permette a dei ragazzini immaturi di accedere a delle immagini pornografiche troppo forti per loro e di entrare in contatto con persone sconosciute e pericolose.
Segnali di sospetto abuso:
A scuola, soprattutto, manifestano dei  comportamenti sessuali che lasciano perplessi gli insegnanti.
Fenomeni come precoci esplorazioni del proprio corpo e altrui,  avvengono molto spesso in contesti al di fuori dell'ambiente famigliare, in presenza di coetanei.
Pellai elenca alcuni comportamenti che rientrano nella normalità e quelli, invece, che possono destare preoccupazione.
Riporto ciò che ha elencato l'autore e che a mio avviso è di estrema importanza!

- COMPORTAMENTI NORMALI/EVOLUTIVAMENTE APPROPRIATI
   . Conversazioni relative ai genitali o alla riproduzione con i propri pari o persone vicine per età.
   . "Fammi vedere il tuo che io ti mostro il mio ", riferito agli organi genitali coni propri pari.
   . Giocare al dottore.
   . Masturbazione occasionale.
   . Imitazione di comportamenti seduttivi, quali baciarsi o corteggiarsi.

 - COMPORTAMENTI CHE NECESSITANO DI UNA RISPOSTA DELL'ADULTO
   . Mostrare preoccupazione rispetto a temi di natura sessuale ( specialmente legati alle violenze sessuali.)
   . Cercare di vedere i genitali degli altri, per esempio abbassando i pantaloni o alzando la gonna di qualcun altro.
   . Promuovere o tenere conversazioni sessualmente espliciti all'interno del proprio gruppo di pari.
   . Fare scherzi o proferire insulti a sfondo sessuale rivolti ad altre persone.
   . Evidenza di eccessiva precocità nelle conoscenze sessuali rivolti ad altre persone.
   . Evidenziare manifestazioni isolate di esibizionismo dei genitali, interesse in materiale pornografico o "strusciamento" e  “palpeggiamento" diretto ad altri soggetti.

   . Simulare azioni a sfondo sessuale ( ma non l'atto sessuale) con
     amici o con bambole e oggetti.

 - COMPORTAMENTI CHE RICHIEDONO UN INTERVENTO CORRETTIVO DA PARTE
   DELL'ADULTO.
   . Promuovere o tenere conversazioni sessualmente esplicite con persone di età significativamente diversa.
   . Toccare i genitali di altre persone senza alcun permesso o autorizzazione.
   . Insultare o umiliare gli altri o se stessi attraverso temi legati alla sessualità.
   . Minacciare o impaurire ricorrendo alla forza.
   . Fare proposte o minacce sessualmente esplicite, anche attraverso messaggi scritti.
   . Frequenti episodi di esibizionismo dei genitali, interesse in materiale pornografico o " strusciamento" e "palpeggiamento" diretto ad altri soggetti.
   . Presentare masturbazione compulsiva o interrompere altre azioni per masturbarsi.
   . Simulare l'atto sessuale con amici o con bambole e oggetti, tenendosi
     addosso i vestiti.

 - COMPORTAMENTI PROBLEMATICI CHE RICHIEDONO UN INTERVENTO IMMEDIATO
   DELL'ADULTO.
   . Penetrazione orale, vaginale, anale di bambole ( è necessario preoccuparsi dei comportamenti agiti sulle bambole, perchè, nel gioco, il bambino "agisce" molti dei suoi vissuti profondi e inconsci).
   . Penetrazione orale, vaginale, anale di altri bambini o di animali.
   . Obbligare altri compagni ad esibire i propri genitali.
   . Simulare l'atto sessuale con gli amici dopo essersi tolti i vestiti.
   . Evidenza di qualsiasi lesione o sanguinamento dai genitali senza alcuna chiara spiegazione della stessa.

Molto interessanti sono le schede che si trovano in fondo a questo libro, attraverso le quali i genitori possono, giocando e comunicando con i propri figli, aiutarli a prevenire e a difendersi da eventuali abusi.
Queste schede potranno diventare un libro divertente , dal titolo "Niente segreti con me", che il bambino si è costruito con l'aiuto di mamma e papà e che potrà rivederlo come e quando vuole.
La compilazione di questo libricino, aiuta il bambino a conoscere come è fatto il suo corpo, le regole della famiglia, ad imparare il proprio nome, cognome, l'indirizzo ed il numero telefonico della propria abitazione, il numero delle persone "speciali" che può chiamare in caso abbia bisogno di aiuto, cosa fare se è da solo in casa e suona il campanello, la conoscenza delle persone con cui si può confidare a casa, a scuola ,l'importanza di confidare i segreti che lo fanno stare male e soprattutto insegna a dire "NO" , "STOP" o a gridare aiuto, nel  caso in
cui il bambino si trovasse in pericolo.


 Senza dubbio è un libro dai contenuti forti ed affronta problematiche poco piacevoli, ma ogni genitore dovrebbe essere pronto ad affrontare situazioni che mettono a rischio la serenità del proprio bambino.


lunedì 14 settembre 2015

Abuso e maltrattamento..e inganno e eccesso di cure? Quanti aspetti di una cosa ahimè frequente

Abuso e maltrattamento..e inganno e eccesso di cure? Quanti aspetti di una cosa ahimè frequente
L'ABUSO E IL MALTRATTAMENTO sono frequenti. Non è solo la violenza fisica e sessuale ma anche quella psicologica è anche abuso assistere alla violenza (violenza assistita) è anche abuso un eccesso di cure. Trovate tutto qui sotto. A volte abuso è anche far dire ai figli cose non vere...Che tragedie..ma leggete .
Leggo  ora di una vicenda incredibile che trova a questo link:
http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2015/09/13/AR0UmPwF-brescia_condannato_ritrattano.shtml
«Quello che io e mio fratello avevamo detto su mio padre erano invenzioni dettate da mia madre che lo voleva allontanare»: è una ritrattazione a distanza di anni quella di due ragazzi di 21 e 24 anni, Michele e Gabriele, figli di un uomo di 46 anni, sardo, condannato in via definitiva a nove anni e due mesi di carcere per abusi sessuali proprio sui due figli. 
La vicenda 
Si tratta di una vicenda consumatasi tra la Sardegna, terra d’origine della famiglia, e Brescia, dove padre, madre e i due figli si erano trasferiti, dove hanno abitato per anni e dove sono state depositate le prime denunce nei confronti del genitore. Fatti avvenuti «nell’ambito di una separazione coniugale ed in particolare segnati da un’accesa conflittualità tra genitori ed un’aspra battaglia per l’affidamento dei figli» scrivono i giudici del tribunale di Oristano che hanno condannato il padre 46enne, oggi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Sassari.
ABUSO E MALTRATTAMENTO: IPERCURA "LA SINDROME DI MUNCHAUSEN PER PROCURA" Testimonianza:libro biografico "Malata per forza" di Gregory
Leggiamo sui quotidiani, in questi giorni, di una mamma Torino, che somministrava, di nascosto,  dell'insulina al figlio ricoverato. Cosa è questa forma di maltrattamento che va sotto uno strano nome?  La sindrome di Münchausen per procura , MbP, (by proxy)*

Esistono varie forme di maltrattamento. La forma più frequente è la trascuratezza (neglect): il bambino trascurato, deprivato di attenzione, affetto, cure. Segue  l’abuso psichico e fisico e sessuale. Una forma più rara, almeo nelle manifestazioni estreme descritte, è il maltrattamento da “ipercura” e la manifestazione più nota e tipica è la  sindrome di Münchausen per procura, MbP, (by proxy). 
L’ABUSO E IL MALTRATTAMENTO IN FAMIGLIA E’ UN FENOMENO CHE, SENZA UN INTERVENTO ESTERNO,  NON SI RISOLVE, SI CRONICIZZA E ANZI DIVENTA SEMPRE PIU’ GRAVE. SOLO UN INTERVENTO DALL’ESTERNO DELLA FAMIGLIA PUO’ BLOCCARE I MECCANISMI IN ATTO. E QUI SIAMO COINVOLTI UN PO’ TUTTI A DOVER PENARE SITUAZIONI CHE , SOLO AL PENSARLE FANNO STARE MALE. BISOGNA SUPERARE LA PAURA DI PENSARLE ED EVITARE DI NEGARE CHE IL PROBLEMA ESISTA O CHE SI POSSA RISOLVERE DA SOLO.
In forma leggera la sindrome è probabilmente più frequente di quanto si pensi ma siccome non causa evidenti problemi fisici è impossibile stabilire la frequenza. Alcune forme di “doctor shopping” di eccessiva medicalizzazione del bambino (tante medicine, tante consulenze, cambi di medico ecc.) possono rientrare in questo capitolo.  La frequenza delle forme più frequenti (soffocamento e somministrazione di farmaci) oscillerebbe da 1-3 casi su 100.000. La diagnosi non viene sospettata, in media, prima di 6 mesi e la mortalità è di circa il 10%
In questa sindrome l’abuso è fatto dalla madre su un figlio, questo distingue il maltrattamento fatto su se stessi (sindrome di Münchausen ). E’ una situazione  distruttiva, ove spesso i medici non riescono a comprendere subito la situazione, in alcuni casi diventano complici di una madre che appare, disponibile, preparata e cooperante.   
Cosa è 
E’ un disturbo mentale che interessa prevalentemente le mamme e le spinge a simulare o addirittura ad arrecare direttamente un danno fisico al figlio/a per attirare l’attenzione su di sé.  La madre, preoccupandosi della salute del proprio figlio, gode così della stima e dell’affetto delle altre persone.
La diagnosi è difficile (bisogna conoscere questa malattia e avere il coraggio di pensarla)  in quanto si può presentare con vari e differenti sintomi , che risulteranno poi essere inventati o indotti.  Infatti l’dea che  il malessere del bambino sia procurato dalla madre risulta risulta difficile da pensare anche perché, in questa situazione le mamme appaiono gentili, sollecite, premurose, che hanno molto a cuore la salute dei figli.Vengono spesso definite “madri modello” 

Secondo il DSM IV (  Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders:  manuale delle patologie psichiatriche) è un  disturbo fittizio per procura “la caratteristica essenziale è la produzione deliberata o simulazione di segni e sintomi fisici o psichici in un’altra persona che è affidata alle cure del soggetto. Tipicamente la vittima è un bambino piccolo e il responsabile è la madre del bambino. La motivazione di tale comportamento viene ritenuta essere il bisogno psicologico di assumere, per interposta persona, il ruolo di malato” 

COME SI PRESENTA 
Il modo di presentarsi è molto variabile.
Le situazioni riconoscibili sono tre:
1. Simulazione di segni e sintomi di malattie di varia natura (allergie, ematuria, problemi respiratori, sanguinamenti, vomito, affezioni gastrointestinali), riportati dal genitore-abusatore. Vengono sempre minuziosamente descritti, ma enza prove né testimoni. Compaiono solo con il genitore.
In alcuni casi i sintomi esistono, il bambino ha una malattia, ma i sintomi vengono esagerati. (diagnosi ancora più difficile da pensare e da fare) 
2) Induzione di segni e sintomi di malattia: rappresenta la forma tipica di MbP:  il genitore  procura direttamente la malattia del bambino. 

Le modalità usate per generare i sintomi nel bambino-vittima possono essere innumerevoli e a volte anche molto crudeli. Molti sono i casi di avvelenamento condotti mediante sommi- nistrazione di sostanze farmaci e veleni: veleni  per animali, purganti, arsenico, insulina come nel caso apparto recentemente sulle cronache nazionali (le crisi ipoglicemiche sono tra le più frequenti manifestazioni indotte), ecc.
3)  maltrattamenti fisici. Sono descritti casi di punture di spillo, bruciature, traumi causati con oggetti contundenti e soffocamento.

LA STORIA DI KATHY BUSH COME ESEMPIO ECLATANTE DI INDUZIONE DI MALATTIA:
LA CRONACA DEGLI EVENTI E GLI INDIZI SOSPETTI
AVVELENATA DALLA MADRE: le iniettava materiale fecale nella fleboclisi
Una bambina di 9 anni è stata deliberatamente avvelenata per anni dalla madre che vo- leva attirare su di sé l’attenzione dei medici e dei mass media. Kathy Bush, madre della piccola, è stata arrestata e incriminata per gravi maltrattamenti ai minori dal Tribunale della Florida, dopo che aveva fatto ricoverare 200 volte la figlia Jennifer. Per anni ha iniettato materiale fecale alla figlia, indicendo al contempo una campagna per chiedere l’as- sistenza medica per le famiglie che ne sono prive.
Tale campagna ha portato Kathy Bush sulle prime pagine dei giornali e perfino a essere fotografata accanto a Hillary Clinton. Per la verità, gli infermieri che avevano avuto a che fare con Kathy Bush e la figlia Jennifer sostengono di aver sospettato per anni che quella bambina non avesse nulla di grave. Ma la madre, dice il Pubblico Ministero che l’ha fatta arrestare, era esperta di cose mediche, parlava da pari a pari con i dottori, finendo ogni volta per convincerli che la bambina era gravemente malata. Per anni a Jennifer sono state diagnosticate una serie di malattie: da una debolezza del sistema immunitario a malattie dell’intestino e dell’apparato urinario.
Jennifer era stata operata per ben 40 volte e le erano stati posizionati più volte cateteri venosi. Attraverso tali accessi, hanno testimoniato gli infermieri, la madre iniettava qualcosa di strano ogni volta che visitava la bambina. Se ne erano accorti perché dopo la visita della mamma, ogni volta, le condizioni di Jennifer peggioravano. Articoli sulla lotta eroica della madre e della bambina erano usciti su Usa-Today. Nel frattempo alla famiglia sono arrivate donazioni pubbliche e private con cui hanno fatto costruire una piscina da ventimila dollari, si sono comprati automobili e hanno fatto vacanze lussuose. Ma i vicini non credono ai risultati delle indagini. “Kathy è una madre meravigliosa” sostengono. “Jennifer non sarebbe viva se non si fosse data tanto da fare”.
Da Il Giornale, 18 aprile 1996
La storia in sintesi:
Ricoverata 200 volte, 40 interventi chirurgici, numerosi cateteri venosi 
Per anni sono state diagnosticate una serie di malattie... 
Marcata attenzione da parte dei media 
La madre, Kathy Bush, aveva indetto una campagna per chiedere l’assistenza medica per le famiglie che ne sono prive. Gli infermieri sospettavano da anni che la bambina non avesse nulla di grave. La madre era esperta di medicina, parlava da pari a pari con i dottori, finendo ogni volta per convincerli che la bambina era gravemente malata 
Ma i vicini non credono ai risultati delle indagini: “Kathy è una madre meravigliosa” 
  
In alcuni casi  le malattie indotte e i modi di provocarle possono essere anche particolarmente cruenti e talora causare la morte del bambino. Pensarci in acso di morte improvvisa del lattante (SIDS).
Ricordando la possibilità di un Münchausen seriale, par ticolare attenzione va posta quindi ai casi in cui ricorrano in famiglia altri episodi di morte infantile sospetta o precedentemente identificati come SIDS (casi purtroppo descritti).
Oltre ai danni fisici (ricordiamo anche la mortalità del 10%) il bambino è una vittima psicologica. Questi bambini possono presentare,  anche dopo  anni, difficoltà di appren- dimento e di concentrazione, problemi comportamentali, assenza di relazioni sociali, problemi a livello emotivo, in-cubi notturni, sintomi propri del “disturbo post-traumatico da stress” e, nei casi più gravi, anche una patologia psichiatrica maggiore (depressione).
Nella adolescenza insorgono altri problemi e il bambino stesso può simulare la malattia per cercare, in una sorta di follia a due , di  di garantirsi cure e attenzioni da parte del genitori. 
Nella maggioranza dei casi (fino al 98%) il genitore abusante è la mamma che è, come detto sopra ,  una donna abbastanza colta, con conoscenze mediche che possono provenire da studi nel campo, riviste, enciclopedie mediche, serie televisive di ambientazione ospedaliera. La mamma instaura un buon rapporto con il personale sanitario, si dimostra collaborante e ascolta con attenzione, ha un atteggiamento riconoscente ed è gratificata dalle attenzioni rivolte al figlio; appare, quindi, come una madre affettuosa e amorevole. 
Si riscontra però frequentemente in queste mamme un disturbo di personalità e frequentemente, le madri abusanti risultano essere state a loro volta vittime di maltrattamento da parte dei genitori, oppure sono o sono state affette da sindrome di Münchausen (autoindotta).


E IL PAPA’???
In genere è una figura passiva e negligente. Il più delle volte si tratta di un padre assente o perché resta lontano da casa per lunghi periodi di tempo, o perché sembra non par tecipare/essere coinvolto nelle vicende familiari. Quando la donna viene scoperta e messa di fronte agli abusi perpetrati, il marito la sostiene e può persino rendersi complice dei suoi in- ganni, facilitando tacitamente il suo comportamento. A volte anche il papà è abusante.

 INDICAZIONI PER UN SOSPETTO:
• Un bambino che ha uno o più pro-blemi di salute insoliti, che non rispondono al trattamento o che appaiono anomali e diversi rispetto a casi analoghi (non ho mai visto una cosa di questo tipo).
• Segni e i sintomi che non si evidenziano mai in assenza del genitore (spesso l’ospedalizza- zione e il controllo attento si dimostrano indispensabili per poter stabilire questo rapporto casuale) o si ripresentano sempre in un contesto fisso (a casa, ad esempio...).
• Un genitore che sembra essere insolitamente calmo di fronte alle gravi difficoltà clinico-terapeutiche che spesso questi bambini pongono, o per contro che appare costantemente sfiduciato nei confronti del personale, richiedendo con frequente insistenza ulteriori pareri clinici (doctor shopping).
• Il genitore ritenuto sospetto può lavorare egli stesso nel campo sanitario o esprimere un chiaro interesse per tali tipologie di professioni; tipicamente si dimostra in confidenza con il personale e avanza suggerimenti e consigli in materia di valutazioni cliniche, diagnostiche e terapeutiche.
• Un genitore estremamente attento ai bisogni del bambino, che sembra necessitare di un’attenzione costante.
• Un genitore con i sintomi riferiti simili a quelli del bambino o con una storia di malattia di per sé insolita e di difficile spiegazione clinica.
• Ricorrenza familiare di episodi simili di malattia o eventi di morti
non spiegate.

• Un genitore che sembra avere un’esigenza insaziabile di essere gratificato o che tende a dichiarare apertamente le proprie attitudini e abilità.

*(da “Medico e Bambino” del maggio 2009: La sindrome di Münchausen by proxy Dal dire al fare attraverso i casi. ZEMIRA CANNIOTO1, FEDERICO MARCHETTI1, EVA DA DALT1, SANDRA BRUSA2, ALESSANDRO VENTURA1 1Clinica Pediatrica, IRCCS “Burlo Garofolo”, Università di Trieste 2Reparto di Pediatria, Ospedale S. Maria della Scaletta, Imola (Bologna))

Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambini e le persone

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