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giovedì 17 maggio 2012

TERMOMETRO: IL MIGLIORE

Cari genitori

E' apparso sul Corriere della Sera un articolo sui termometri-
La risposta al titolo è una: la mano e le labbra della mamma. Ovvio che le prime volte si è in dubbio ma fidatevi di voi. Se vostro figlio ha la febbre ve ne accorgete, toccandolo, baciandolo o anche solo guardandolo.
Direte: vabbè ma quanta febbre? La risposta che dò e che NON CI INTERESSA e provo a spiegarlo rapidamente:
- La febbre è un meccanismo di reazione del nostro organismo ma non vuol dire che se è alta ci si debba preoccupare. A volte il bambino ha la febbre superiore a 39 e sta bene, o relativamente bene, altre volte ha poche linee e appare malato.
- UN BAMBINO PUO' STARE MALE ANCHE SENZA FEBBRE e in questo caso è mogio o irritabile, non giovca, è "diverso " dal solito
Per questi motivi non ci interessa quanta febbre ha ma se oltre alla febbre il bambino "è diverso" dal solito. E siete Voi genitori e nonni che conoscete il bambino più di tutti quanti.
Per questo motivo Vi prego di:
- Non misurare la febbre se il bambino sta bene (dopo mangiato e dopo sforzo aumenta)
- Di non utilizzare solo il parametro febbre per decidere che il bambino sta bene o male ma di vedere globalmente come sta il bambino

Antipiretico?? Quando il bambino accusa la febbre e sicuramente quando supera i 39 ascellari (decimo di grado più o meno).
Quindi termometro: NON spendete un patrimonio, usate quelli eletronici da pochi euro ma usateli poco.

DIMENTICAVO: QUANDO IL BAMBINO HA LA FEBBRE sotto ai 38, sta bene è vivace può uscire (magari non andare al mare a fare il bagno ma una passeggiatina la può fare).
Trovate di più sul sito www.ferrandoalberto.eu



Febbre, dubbi sui nuovi termometri 
Il 3 aprile 2009 una direttiva europea mise al bando i termometri al mercurio, a vantaggio dei modelli digitali o a infrarossi. Oggi emergono però dubbi sulla reale affidabilità dei termometri moderni. L'ospedale Piccolo di Trieste ha dovuto ammettere che «gli strumenti timpanici utilizzati risultano più critici per quanto riguarda la misura, influenzata da fattori ambientali, anatomici e di pulizia del condotto uditivo. La loro accuratezza è inferiore». I nuovi termometri sono sicuramente più igienici e più veloci, anche se forse meno pratici.
«Qualche differenza nella misura della temperatura c'è, ma siamo nell'ordine dei decimi di grado - dice Enrica Vecchi delle Farmacie comunali riunite di Reggio Emilia - se un termometro segna due gradi in meno di un altro, vuol dire che uno dei due è difettoso».
«I nuovi termometri sono influenzati dall'umidità, dalla temperatura esterna, dalla distanza a cui vengono posti: la lettura della temperatura implica la valutazione contemporanea di tutta una serie di parametri - spiega Maurizio Pace, segretario della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) e titolare di una farmacia - In pratica la misura cambia se, per esempio, la stanza è più o meno umida, se la finestra è aperta o il termosifone è acceso o, nel caso del termometro auricolare, se la sonda non è ben pulita». Un compromesso è il galinstan, un termometro che funziona come quello al mercurio, ma non è tossico. 

giovedì 10 maggio 2012

Cari genitori

E' stata una settimana con, fortunatamente, una riduzione delle malattie anche se stanno tornando tanti episodi di vomito e diarrea, mal di gola e malattie dei bambini "minori" (V malattia e malattia mano bocca piedi)  e stanno aumentando le allergie.
Comunque meglio per i bambini che si sono ammalati di meno e anche per me in quanto è stata una settimana intensa di riunioni.
- Mart e mercoledì sera cerimonia del Giuramento medico ai neolaureati ( e traquesti miei "vecchi" pazienti che sono una dimostrazione oggettiva del tempo che passa: li ho visitati da neonati e ora sono medici. Un gran piacere vederli anche se mi sono sentito, anzi c'è decisamente,  qualche anno di più :-(
- Martedì Riunione sul maltrattamento presso il tribunale di genova organizzata dalla Associazione Lighthouse 12 insieme a vari Ordini e Collegi professionali. tema su cui tutti dobbiamo vigilare, purtroppo
- Ieri Conferenza sul Canto e sulla musica (CORO LOLLIPOP) alla Biblioteca De Amicis dove ho avuto il piacere di incontrare anche Roby Carletta
- Domani parlo a un Convegno alla Facoltà di Economia che trovate qui sotto. Tema interessante e che mi permette di risegnalarvi che "i soldi non fanno la felicità" e che dobbiamo iniziare forse a cambiare atteggiamenti finora improntati al consumismo. ma non solo per la crisi ma perchè si è creato un "paradosso del ben-essere": più soldi hai e meno felice sei. Direte che al giorno d'oggi pochi hanno tanti soldi. Vero. Consoliamoci goendo quanto abbiamo.
Comunque sto affrontando questo interessante rapporto tra salute ed economia e di cui potremo parlare. Avevo già segnalato un bel libro sul tema sul blog di Stefano bartolini segnalato e recensito da una mamma.
Ringrazio tutti i genitori e ragazzi che hanno partecipato di persona o mi hanno inviato pareri via mail dandomi suggerimenti e anche chiedendomi consigli
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando

giovedì 12 aprile 2012

Vaccini e autismo: incredibile sentenza di un tribunale


COMUNICATO STAMPA DI FIMMG FIMP SITI e SIP del 10 aprile 2012
VACCINO MPR E AUTISMO: FALSO SCIENTIFICO IN UNA RECENTE SENTENZA
Il Board Scientifico del Calendario Vaccinale per la Vita, (che riunisce figure di elevato prestigio dell’Igiene e della Sanità Pubblica, della Medicina Generale, della Pediatria territoriale-ospedaliera ed universitaria facenti capo a Società Scientifiche ed Associazioni Mediche - Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI); Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG); Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP); Società Italiana di Pediatria (SIP) esprime forte sconcerto per la recente sentenza del Tribunale di Rimini (n° 2010\148, Ruolo n°2010\0474; Cron. N° 2012\886) che torna ad associare la vaccinazione anti Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR), alla Sindrome di Kanner, meglio nota come Autismo, evidentemente basandosi su quanto pubblicato, ormai 14 anni fa, dalla rivista Lancet, e successivamente ritirato per l’evidente infondatezza di quanto inizialmente proposto da un gruppo di ricercatori britannici.
La nota rivista medica Lancet ha infatti ufficialmente ritirato lo studio sui possibili collegamenti tra autismo e vaccino trivalente MPR. L’articolo, pubblicato nel 1998 e scritto dal medico britannico Andrew Wakefield, è stato causa di una lunga disputa scientifica durata quasi 12 anni. Wakefield sosteneva che il vaccino fosse causa di infezioni intestinali, a loro volta legate alla sindrome di Kanner. Le sue affermazioni furono screditate dal mondo scientifico, e sono state alla base di uno dei più rilevanti contenziosi nella storia della medicina: purtroppo le false tesi proposte portarono ad una forte diminuzione del numero di vaccinazioni negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altre parti dell’Europa, con la conseguenza, in molti casi nefasta, di un repentino aumento dei casi di morbillo e delle sue complicanze, inclusi numerosi casi di encefalite e di morte.
“Diversi punti del lavoro del 1998 di Wakefield sono scorretti“, disse in un comunicato stampa la stessa rivista scientifica, ritrattando la pubblicazione del 1998. Una commissione disciplinare del Comitato medico generale britannico (General Medical Council), dopo un accurato studio, ha decretato come Wakefield presentò la sua ricerca in modo “irresponsabile e disonesto” ed ha “ignorato insensibilmente” la sofferenza dei bambini oggetto dello studio. Nel rapporto del comitato scientifico si legge, inoltre, che Wakefield ha anche “rovinato la reputazione” della professione medica. Lo stesso Wakefield è stato espulso dal Royal College of Physicians e non può più praticare la medicina. Verdetti quindi netti e gravi che lasciano pochi dubbi.
I risultati di due studi scientifici recentemente pubblicati su una delle riviste mediche più accreditate a livello mondiale, il British Medical Journal (uno il 5
gennaio 2011 BMJ 2011; 342: c5347; l’altro pubblicato l'11 gennaio 2011 - BMJ 2011; 342: c5258) hanno decretato l’infondatezza di questa associazione e, tra l’altro, che i pazienti sono stati reclutati attraverso attivisti anti-vaccinali, e che lo studio è stato commissionato e finanziato con un preciso scopo connotato da pregiudizi ideologici e interessi economici.
Troppo spesso e senza riscontri scientificamente sostenibili, la sola correlazione temporale tra la somministrazione di un vaccino ed un evento avverso o una patologia dovuta a cause ignote viene considerata di per sé stessa sufficiente a decretare che la colpa sia della vaccinazione.
Il Board raccomanda che prima di compiere azioni che direttamente o indirettamente esitano in senso negativo su tutta la comunità rimettendo a rischio di malattia bambini e adulti per riflessi negativi sulla adesione ai programmi nazionali di prevenzione, chi è chiamato a giudicare - Commissioni ex Legge 210/92 comprese - assuma il massimo rigore scientifico e soprattutto la sostenibilità delle affermazioni, delle sentenze e dei giudizi basata su acquisizioni universalmente riconosciute.
Risulta anche anomalo il fatto che la citata sentenza possa ignorare le ragioni e le azioni della comunità scientifica nazionale ed internazionale che, tra l’altro, ha il diritto/dovere di tutelare tutti gli operatori al solo fine di far esercitare la professione con le dovute garanzie medico-legali. Purtroppo sentenze come quella appena emanata rischiano di avere il solo risultato di far perdere fiducia in uno strumento preventivo fondamentale per la salute dei bambini e di tutta la popolazione, con conseguente ri-emergenza di malattie gravi e talora anche mortali, come il morbillo, inducendo peraltro nei genitori di bambini affetti da una seria patologia come l’autismo la falsa convinzione di aver trovato la ragione di tante sofferenze patite. E certamente questi genitori non meritano un’ulteriore falsità sulla condizione dei propri figli.
Infine, onde evitare che tale sentenza faccia giurisprudenza negativamente incidendo sulle dinamiche professionali degli operatori, il Board auspica che il Ministero della Salute, quale parte resistente nella causa conclusasi con la contestata sentenza di primo grado, voglia proporre Appello presso la Corte di Bologna. A tal proposito i componenti del Board si rendono disponibili a coadiuvare l'Avvocatura dello Stato fornendo pareri e letteratura scientifica che valga a ribadire la lex artis e segnatamente l'inidoneità della specifica vaccinazione a configurare antecedente dotato di valore causale nel determinismo dell'autismo. 

mercoledì 11 aprile 2012

VIVERE CON MENO E MEGLIO: Manifesto per la felicità di S. Bartolini. Recensione di Pierangela Magioncalda


VIVERE CON MENO E MEGLIO
Recensione del Libro “Manifesto per la Felicità” di Stefano Bartolini  da parte di Pierangela Magioncalda (http://www.econ-pol.unisi.it/bartolini/)

Finalmente un economista, per di più italiano, che, svelati i limiti dei modelli economici basati sulla visione dell’  homo oeconomicus (http://it.wikipedia.org/wiki/Homo_oeconomicus) , ci fa scoprire che l’economia non è necessariamente la  “scienza triste”, a cui oramai ci stavamo rassegnando . Bartolini va dritto al punto: il reale benessere delle persone a cosa è dovuto, che ruolo ha la ricchezza materiale nel determinare la nostra felicità, i ricchi sono davvero più felici? La società occidentale, che ha conosciuto negli ultimi decenni una crescita economica senza precedenti, ha al suo interno individui mediamente più felici o più tristi rispetto al passato? Analizzando con rigore scientifico e dati alla mano le conseguenze dell'attuale modello di sviluppo, basato sulla crescita, sul benessere e sulla felicità degli esseri umani,  Bartolini ci svela il cosiddetto paradosso della felicità: negli USA, ma anche in Europa, si è avuta una costante crescita, negli ultimi decenni, di PIL e reddito pro-capite a cui ha corrisposto un crollo del benessere spirituale documentato sia da dati oggettivi, quali ad esempio tassi di suicidio e utilizzo di psicofarmaci, sia da dati soggettivi, come interviste condotte tra la popolazione.
Il paradosso si spiega con il concetto di NEG (negative endogenous  growth=crescita endogena negativa) ovvero  un perverso meccanismo per cui si assiste ad un’espansione del mercato in tutti gli ambiti della nostra vita (crescita PIL e redditi), e contemporaneamente ad un deterioramento delle relazioni tra le persone, alla distruzione dei beni comuni, e alla diminuzione del tempo libero. Risultato: si lavora di più, si guadagna di più per potere comprare quei beni, spesso costosi,  che, da una parte sostituiscono i beni comuni andati perduti (tempo libero, relazioni, ambiente, sicurezza ecc.) e dall’altra cercano di mitigare il senso di malessere crescente in una spirale senza fine. Il circolo vizioso NEG, si dimostra in maniera incontrovertibile, ha fatto corrispondere ad un aumento del PIL e del benessere materiale, una diminuzione della soddisfazione per la propria vita e della felicità in USA ,ma ormai anche in Europa, dove la situazione è senz’altro migliore, ma pericolosamente si sta allineando a quella oltreoceano .
Bartolini propone una via di uscita tanto originale quanto di buon senso: bisogna riappropriarsi dei beni comuni e ricreare le relazioni a scapito della produzione e del consumo di merci inutili e costose che danneggiano l’ambiente, ci sottraggono tempo rendendoci schiavi del lavoro e del conseguente reddito che sembra non bastare mai,  e non soddisfano le reali esigenze degli individui. Bisogna ritrovare quindi un giusto equilibrio nel soddisfacimento di esigenze materiali, e spirituali/relazionali  investendo nuovamente nelle rapporti tra le persone  piuttosto che in prodotti finanziari. La decrescita da sola non basta, per chiedere alle persone di rinunciare a parte del surplus materiale di ci oggi dispongono, bisogna poter dare loro qualcosa in cambio: ecco perché la società relazionale, in cui si offrono beni comuni gratuiti, affetti e reti sociali, al posto di beni materiali,  è indispensabile per avere anche la sostenibilità politica di proposte alternative al credo neoliberista e crescista oggi dominante. Non mancano infine alcuni esempi concreti che dimostrano come le proposte di Bartolini non siano utopia, bensì possibilità di concreto successo già sperimentate. Al seguente link un’intervista all’autore del libro:

Pierangela Magioncalda

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