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martedì 29 maggio 2018

Consigli per la lettura: criteri per Riviste e per siti


Consigli per la lettura: criteri per Riviste, siti e libri
Consiglio sempre di stare attenti a cosa si legge perchè la cattiva informazione, oltre a far perdere tempo, fa dei danni (la parola ferisce più della spada). E' sempre consigliabile approfondire i temi che ci interessano ma la mole di saperi e conoscenze è enorme e conflitti di interesse sono sempre in agguato per cui in questa società dell'apparenza, girano più facilmente notizie scandalistiche o con titoli accattivanti, quasi sempre, in negativo o catastrofici.
Quali criteri adottare?
1) Cercare esperti e persone di fiducia di persona prima di dr Google (Il vostro medico)
2) Diffidare di Riviste regalate o omaggio o a prezzi stracciati e piene di pubblicità (spesso la pubblicità è la parte più onesta e sincera in quanto dichiarata; ci sono articoli pseudoscientifici che veicolano in modo più o meno occulto pubblicità)
3) Stessa cosa vale per siti e per blog. Evitare siti commerciali e anche siti ove non esiste dichiarazione di trasparenza o di assenza di interessi o, peggio ancora, anonimi.
Direte: cosa leggo?
- Consiglio una sola Rivista che si chiama UPPA: Un pediatra per amico (www.uppa.it). Dal sito potete consultare ari articoli e avere anche un copia gratuita. Non ha pubblicità
- Siti e blog?: Principalmente il mio www.ferrandoalberto.blogspot.it :-)  il sito della Associazione Culturale Pediatri (www.acp.it) oltre al sito di UPPA.
- Libri?
- Prima di tutto libri per voi, per la vostra mente e per i vostri interessi. Poi iniziare a leggere ai bambini fin dai primi mesi di vita (www.natiperleggere.it) e ascoltare la musica
- Libri per bambini? Tutti possono scrivere libri e trovate anche i miei
- "Come crescere mio figlio" consigli dalla prenascita e per tutta le'à pediatrica di prevenzione, informazione e conoscenza
- Primo Soccorso Pediatrico" Per sapere come evitare incidenti e malattie e cosa fare o non fare
- Come nutrire mio figlio: "Siamo quello che mangiamo": mangiamo bene noi per i. nostri figli usando una alimentazione varia e con cibi naturali


mercoledì 28 febbraio 2018

SEGNALAZIONE/DENUNCIA: diminuisce l'assistenza ai bambini nel silenzio generale

SEGNALAZIONE/DENUNCIA: diminuisce l'assistenza ai bambini nel silenzio generale
Leggete l'articolo di Ferruccio Sansa aL link in fondo all'articolo:
"Nel silenzio generale Genova e la Liguria rischiano di perdere un altro pezzo fondamentale dell’assistenza sanitaria pubblica. .........Riorganizzano...O smantellano??? i consultori...."le attività riabilitative per i piccoli (dalla logopedia alla psicomotricità) non sarebbero più svolte nell’ambiente dedicato e protetto del consultorio, ma nei centri di salute mentale. I piccoli pazienti vedrebbero anche le loro patologie più contenute trattate in strutture per adulti, magari affetti da disturbi gravissimi" ."Non si possono lasciare soli bambini e famiglie in nome dei tagli di bilancio. Mentre la stessa Regione ipotizza di spendere decine di milioni di euro per l’ospedale Galliera, tanto caro al cardinale Angelo Bagnasco, oppure per il nuovo ospedale degli Erzelli. Tanto caro a banche e imprenditori privati".
Il privato non è la soluzione ma un pubblico messo in grado di funzionare. Il privato deve essere una scelta: in tanti campi della pediatria è spesso l'unica possibilità (vedi ad es. psicologia infantile: http://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/sanita-fiume-denaro-privati-convenzionati/f89a4870-0768-11e8-8886-af603f13b52a-va.shtml
Articolo al link qui sotto dopo le mie considerazioni:
La Medicina sta subendo, come la Società, profondi cambiamenti. Con il passaggio dalla “Sanità” (curare) al concetto di salute globalmente intesa (prendersi cura) i campi di intervento della pediatria si sono notevolmente estesi alle problematiche di tipo sociale e relazionale.
Il pediatra, figura nata per “curare” le malattie ha assunto il ruolo di “avvocato difensore” (o paladino secondo l’UNICEF) del bambino e delle famiglie e si trova sempre più a contatto con patologie legate a disagio, a difficoltà relazionali che portano, in assenza di interventi preventivi e intercettivi precoci, ad un aumento delle patologie psichiatriche (vedi editoriale di M&B: “Più Matti che Malati) presenti, negli USA, nel 23% dei bambini che afferiscono ai sistemi sanitari.
A fronte di questo aumento di patologia psichiatrica e ad un aumento dei bambini affetti da malattie croniche e a un aumento delle infezioni da comunità (respiratorie e intestinali) si osserva una riduzione degli interventi e a una riduzione delle risorse per l’area pediatrica a tutti i livelli.
  • -       A livello ospedaliero con riduzione dei posti letto giunta a un livello inaccettabile associata a riduzione del personale e a scarsa/nulla motivazione o sistemi premianti per merito
  • -       A livello di medicina scolastica con esaurimento per pensionamento
  • -       A livello di Medicina consultoriale con riduzione del personale a fronte di un aumento delle possibilità di intervento*
  • -       A livello di pediatria di famiglia con una pesante burocratizzazione e blocco da parte della Azienda Regionale dei progetti in corso: un esempio su tutti la Ma Novara antisoffocamento !!!! 
  • ISERVIZI DEBBONO ESSERE COORDINATI DA UN PEDIATRA E NON DA FIGURE CHE NON CONOSCONO LA REALTA' DEL TERRITORIO.
  • L’aumento del disagio e dei disturbi relazionali che possono portare ad un aumento di patologie psichiatriche, l’aumento dell’obesità, dei disturbi legati a “sostanze”, alcol, fumo e a Internet richiedono interventi precoci di “genitorialità” nei primi 1000 giorni (evidenza bibliografica) di vita e una stretta collaborazione tra servizi prenascita, neonatologi, pediatri di famiglia, pediatri dei consultori, servizi dei consultori (vedi pedagogia, psicologia, neuropsichiatria, logopedia ecc.) e colleghi ospedalieri.

Se non si applicano interventi precoci sul territorio (anche per ridurre i cosìdetti accessi impropri ai PS che tratteremo a parte) si rischia un aumento di richieste di assistenza nei servizi ospedalieri che già operano al limite delle loro possibilità. 
Soprattutto la patologia neuropsichiatrica in pediatria, in età adolescenza, è orfana di assistenza e rischia di essere demandata a servizi degli adulti non adatti all’età pediatrica o ai privati (non come scelta ma per mancanza di servizi pubblici facilmente accessibili).
Per quanto riguarda le patologie rilevabili in comunità serve un servizio in comunità: pediatra che ascolta i rilievi e le osservazioni di educatori, maestri e professori e fa da tramite tra costoro le famiglie e i pediatri/medici curanti.
La figura ideale sarebbe il pediatra di comunità (consultoriali o?? bisogna trovare alternative)
Le risorse?? Si debbono trovare…….dobbiamo smetterla di subire. Medici e famiglie unite: 
Si parla di un nuovo ospedale agli Erzelli costruito con interventi dei privati e convenzionato e intanto non si sostiene, anzi si smantella, il servizio pubblico. E privato convenzionato non è la soluzione......anzi come documentato può rappresentare un aumento dei costi. (costa meno ai cittadini il privato puro..e questo richiederebbe un pò Diu riflessioni sul perché i costi sono così alti invece di parlare solo di ticket). Leggete qui: http://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/sanita-fiume-denaro-privati-convenzionati/f89a4870-0768-11e8-8886-af603f13b52a-va.shtml 
I pediatri dei servizi consultoriali, potenziati!!!! e non ridotti o mandati in esaurimento per pensionamento senza sostituzione possono svolgere meglio il loro ruolo nella comunità. Rappresentano un approccio di salute pubblica ai problemi dell'infanzia come contesto metodologico ed il riferimento privilegiato alle comunità (residenti, educative, ecc.) come contesto operativo. Si occupano di informazione e educazione sanitaria rivolte non solo ai singoli ma anche alle comunità e può intervenire in più situazioni per diffondere le conoscenze sulle vaccinazioni necessarie  per ottenere l'adesione attiva dei genitori.  per dialogare con educatori, maestre e professori per disturbi dell'apprendimento e altre patologie in aumento (dalla dislessia all'autismo ecc.). 
Lavorando insieme al pediatra di famiglia (curante) che opera sul singolo bambino e sulla famiglia, il pediatra di comunità ha ben presenti le necessità della comunità dei bambini ed è quindi particolarmente attento agli aspetti epidemiologici e organizzativi degli interventi preventivi, ed ha (o dovrebbe avere se supportato ) gli strumenti per essere parte attivo nell'elaborazione, attuazione e verifica di un progetti di genitorialità, di sostegno all'infanzia, di rilevatore precoce, ascoltando quanto osservato nelle comunità, e coordinandosi con il pediatra curante.
Non solo: abbiamo bambini non in regola (immigrati) a cui la nostra Regione, nonostante una lehgge, non assegnai pediatra di famiglia, abbiamo necessità di ambienti "protetti per lattanti  adolescenti per problemi di informazione vaccinale, abuso e maltrattamenti, prevenzione e rilevazione precoce di ogni forma di disagio (dal bullismo ai fenomeni legati a uso di alcol, fumo e sostanze e dell'aumento dell'abbandono scolastico che culmina nel cosiddetto "fenomeno Hikikomori).
ARTICOLO DI SANSA

sabato 12 novembre 2016

ESSERE PADRI IN UN MONDO CHE CAMBIA di EZIO ACETI E MATTEO MENEGUZZO

ESSERE PADRI IN UN MONDO CHE CAMBIA 
di EZIO ACETI E MATTEO MENEGUZZI
Recensione della Prof.ssa Chiara Evelli. Libro da leggere da entrambi i genitori. Vostro figlio trarrà tanti vantaggi se state bene  insieme e superando inevitabili momenti di stanchezza e di stress. A una certa età il bambino si deve distaccare dalla mamma e entrambi i genitori debbono coltivare il loro rapporto e ritagliare spazi per se stessi.
"Ezio Aceti, grande psicologo ed esperto di problematiche famigliari ed educative, insieme a Matteo Meneguzzi, maestro elementare, riflettono, attraverso questo libro, sui cambiamenti che la società ha subito negli ultimi 40 anni.
 Ci ritroviamo privati dell'autorità paterna, delle regole e della moralità, che vengono sostituite dalle emozioni, dal principio "dell'avere  tutto e subito", senza sperimentare la sana frustrazione dell'attesa.
Un tempo bastava lo sguardo severo del padre per capire che quella determinata cosa non andava fatta ed i figli sapevano che esistevano delle regole che non dovevano essere trasgredite.
Il papà era visto come la figura autoritaria che non doveva essere contraddetto ed i bambini dovevano accettare passivamente le sue decisioni,a discapito anche della loro creatività e del loro bisogno di espressione.
Tutto questo ora non esiste più, farsi obbedire dai nostri figli diventa sempre più difficile e non si ha più il coraggio di contraddirli, per paura di perdere il loro amore.
I bambini non hanno più la capacità di ascoltare, riflettere, poiché sono continuamente bombardati da stimoli velocissimi provenienti dai mass media, videogiochi, che non gli permettono di sperimentare la bellezza del dialogo e del confronto reciproco.
Il padre, in tutto questo marasma, dovrebbe essere colui che pone dei limiti e definisce delle regole entro le quali agire.
Dovrebbe, inoltre, spronare i figli a compiere nuove esperienze e ad aprirsi al mondo esterno.
Per i primi anni di vita, la mamma è la persona più importante per il bambino, colei che soddisfa tutti i suoi bisogni e lo protegge , il papà dovrebbe essere colui che spezza questo legame per aiutare il proprio figlio a raggiungere l'autonomia, indispensabile per rafforzare la propria autostima ed identità.
Gli autori, inoltre, sottolineano l'importanza per il rapporto marito-moglie, di ritagliarsi del tempo libero solo per loro ed il papà di fronte ai capricci dei propri figli che vorrebbero trattenerli a casa, dovrebbe far capire che la mamma è anche la sua "donna".
In questo modo "il bambino è chiamato a reggere il limite e l'assenza dei genitori" e nello stesso tempo realizza che fra il papà e la mamma vi è tenerezza e complicità e che Lui è il frutto di quel rapporto d'amore.
La presenza costante paterna, soprattutto dopo i sei anni , è di estrema importanza per aiutare i figli maschi a sviluppare la propria identità sessuale.
"Un bambino maschio, dalla nascita ai 10 anni, è a contatto quasi esclusivamente con figure femminili e questo contribuisce a spiegare, anche se in modo non esaustivo, come mai l'omosessualità è per l'80% maschile e per il 20% femminile".
 E' molto importante anche il rapporto che instaura con la figlia femmina, perchè condizionerà la futura relazione con l'universo maschile.  "Non è raro che le figlie cresciute senza l'affetto del padre, una volta adulte fatichino a instaurare rapporti di coppia duraturi, poichè inconsciamente ricercano l'amore del padre che non ci fu durante  l'infanzia".
Molto bella la parte in cui gli autori invitano i padri a tirare fuori dai propri figli lo spirito avventuriero, spronandoli ad uscire insieme a loro per fare delle passeggiate in mezzo alla natura, percorrendo sentieri di montagna, o insegnando  ad arrampicarsi su un albero. Sono i
papà che devono "aprire i figli al mondo" , infondendo loro coraggio  e sicurezza.
Infine, non dimentichiamoci mai, che anche quando i nostri figli sono adolescenti e non lo dimostrano, hanno un estremo bisogno di essere ascoltati.
L'ascolto deve essere empatico, profondo e personale, questo per permettere a chi comunica di esprimere le proprie emozioni più intime e profonde.
"Il padre che ascolta facendo il vuoto, avverte interiormente delle sensazioni che dopo restituisce ai figli, lasciandoli liberi di decidere quale scelta fare ".
Gli adolescenti, infine, hanno bisogno di regole, poichè attraverso di esse, sentono che contano veramente per i propri genitori.
Un bellissimo libro che fornisce consigli utili per tutte le fasce di età e lo fa utilizzando un linguaggio molto semplice e chiaro.

mercoledì 6 aprile 2016

MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO ALLA SCUOLA S. GIOVANNI BATTISTA

Fantastica lezioni sulla Manovra antisoffocamento oggi alla Scuola S. GIOVANNI BATTISTA DI VIA ANDEEA DEL SARTO A SESTRI PONENTE grazie alla Collega Silvia Casella e alla maestra Porcu. Nuovo esperimento didattico ove o discenti son diventati docenti con me unico relatore e coordinatore accompagnato da tre manichini Baby Anne , 2 little John e un Giuppto ACT Fast (modello ERC con le pacche sul dorso come da nostro118). Da parte mia grande soddisfazione e spero un avvio di altri percorsi. Graditissima la partecipazione del Direttore della Scuola e di tanti genitori: circa 100. Rapporto docente/discente 1 a 100?? No perché i ruoli sono stati dinamici e si sono formati vari gruppi di auto ed eteroapprendimento Emoticon smile
Questa sera si ripete presso l'Associazione Le Maree (Emanuela Rocca) e venerdì alla Croce d'Oro di Manesseno (https://www.facebook.com/groups/1515046065428382/?fref=ts ) ...poi mi prendo un periodo di...meditazione e programmazione













giovedì 18 febbraio 2016

La tosse (laringite, laringospasmo ed epiglottite)

La tosse  (laringite, laringospasmo ed epiglottite)
La tosse è un sintomo comune nei bambini, spesso associata ad un’infezione delle vie respiratorie. La tosse è un riflesso naturale e indispensabile per la difesa dell’organismo, che ha la funzione di drenare le vie respiratorie e, di per sé, non rappresenta una malattia ma un sintomo ed è importante identificarne la causa prima di instaurare una terapia.
La tosse è comune in presenza di infezioni respiratorie nel periodo della prima infanzia. È quindi spesso associata ai sintomi del raffreddore (rinofaringite), tra cui il naso che cola.
La tosse, però, può essere provocata anche da altre cause: rigurgito (reflusso gastro- esofageo), infiammazione dei bronchi (asma, allergie) o fattori ambientali (fumo) MAI FUMARE IN CASA QUANDO SI HA UN BAMBINO. Alcuni dicono “fumo sul terrazzo” bene, sappiate che portate in casa un po’ di residui di fumo ugualmente.

DISTINGUIAMO LA TOSSE IN BASE A TIPO, ETA’ DEL BAMBINO E TIPO DI PATOLOGIA
TIPO DI TOSSE:  distinguiamo:
- La tosse grassa (definita anche tosse produttiva) con secrezioni di muco. L’espettorato che viene espulso (mai prima dei 3-4 anni. Il bambino piccolo ingerisce il catarro) è rappresentato da muco e può essere più o meno consistente.
- La tosse secca (definita anche non produttiva) è dovuta ad una irritazione delle vie respiratorie. Spesso continua, fastidiosa, si accentua con la posizione distesa
- La tosse abbaiante o metallica tipica delle infiammazioni laringee, delle laringiti e del laringospasmo
- La tosse convulsa da pertosse o tossi dette “pertussoidi” caratterizzate da crisi di tosse che sembra far soffocare il bambino che sembra non riuscire più a respirare e quando riesce a inspirare fa un rumore che sembra quasi il raglio di un asino (tosse asinina)

L’ASSENZA DI TOSSE NON ESCLUDE LA PRESENZA DI INFEZIONI RESPIRATORIE. sono situazioni abbastanza rare ma alcune infezioni polmonari o pleuriche possono essere presenti senza tosse. in tali casi sono presenti sintomi “importanti” dolori toracici forti soprattutto  a livello toracico anteriore, dolori addominali forti (se infiammazione delle parti basse dei polmoni/pleure), compromissione dello stato generale (Bambino mogio, sofferente, spesso con aumento della frequenza respiratoria VEDETE FILMATO QUI SOTTO o difficoltà respiratoria).

Ricordo inoltre che una bronchite o broncopolmonite può essere presente anche se alla visita non si riscontra nulla di patologico (fino a 1/3 dei casi). Il sospetto si pone comunque un base a “come sta” il bambino: PREOCCUPATEVI SE MOGIO, ANCHE SENZA FEBBRE, DIVERSO DAL SOLITO E SE PRESENTA AFFANNO O RESPIRO FREQUENTE.
Molto utile, se non indispensabile, la misurazione della saturazione di ossigeno che si ottiene con un apparecchietto, chiamato saturimetro, che fornisce, in pochi secondi, un  dato oggettivo della saturazione di ossigeno del sangue (vedete qui: http://www.selfpediatrico.it/saturimetro_cose.html ).  Il dispositivo ha prezzi ormai bassi per cui se un bambino soffre frequentemente di tosse può essere considerato l’acquisto (sui 50 euro). Anche se gli apparecchi “low cost” non hanno la stessa affidabilità di quelli professionali forniscono pur sempre un parametro di grande utilità. L’utilizzo del saturimetro va discusso con il proprio pediatra in quanto va “interpretato” nel contesto generale del bambino e non utilizzato come la misurazione della pressione delle gomme dell’auto J

ETA’ DEL BAMBINO:
Le cause possono essere molto banali o di varia gravità.
Fin dai primi mesi di vita un bambino può avere qualche colpo di tosse quando inizia, dopo i primi 1-2 mesi ad avere abbondante salivazione. Siccome è normale che i bambini sternutiscano l’arrivo della tosse mette , talora, in allarme i genitori che cercano rimedi di vario tipo.
Le cause più frequenti, ma non le uniche, di tosse “patologica” nel bambino sotto  sono:
Infezioni delle vie respiratorie
Laringiti e laringospasmo
Bronchiolite

INNAZITUTTO VI SEGNALO COSA NON FARE QUANDO UN BAMBINO HA LA TOSSE:
MAI, MAI DARE MUCOLITICI PER SCIROPPO O SUPPOSTE (grande tradizione italiana la suppostomania priva di qualsiasi valore). Per spiegazioni vedete qui: http://www.asl.ri.it/cittadino/farmacovigilanza/files/note-importanti/Mucolitici-FAQ-30.11.2010.pdf
Non fumare in casa, anche al di fuori della camera dove il bambino dorme.
Non usate prodotti tipo il vecchio “Vicks Vaporoub” o cataplasmi
Non fate fumenti all’antica: l’umido aiuta ma c’è il rischio di ustioni
NON TENETE IL BAMBINO CHIUSO IN CASA: FATELO USCIRE  (se il tempo lo consente). Si chiama “ariaterapia”
VI SEGNALO COSA  FARE PER TUTTI I TIPI DI TOSSE:
Se la tosse è associata ad una ostruzione nasale, bisogna procedere al lavaggio del naso con soluzione fisiologica o altre soluzioni saline (oppure utilizzando un aspiratore nasale se necessario), più volte al giorno (soprattutto prima di mangiare e prima di andare a letto).
dormire, mettete il bambino nel letto sulla parte della schiena e sollevare leggermente il materasso dalla parte della testa (ad esempio fate scorrere un piccolo cuscino sotto il materasso);
Far bere il bambino frequentemente;
Tenere fresca la stanza del bambino (ad una temperatura di 19-20 °C) e assicurare una adeguata umidificazione dell’aria;
Inoltre, è importante ricordare di adottare misure preventive, come ad esempio lavarsi le mani prima di occuparsi di un bambino e garantire un adeguato ricambio d’aria della camera.

LARINGITE, LARINGOSPASMO, EPIGLOTTITE
LARINGITE:
Inizia con tosse stizzosa, può essere presente una infiammazione della gola, raucedine, qualche volta un po' di febbre e talora è presente un abbassamento della voce.
I sintomi possono durare anche due settimane e possono essere causati soprattutto da un pregresso raffreddore o influenza ma soprattutto da un'infezione virale delle alte vie respiratorie.
Nella maggior parte dei casi la laringite ha una sua risoluzione spontanea nell'arco di 15 giorni durante i quali possono persistere voce rauca, tosse stizzosa, difficoltà a deglutire. Tutti sintomi che possono essere alleviati con alcuni accorgimenti.
La terapia è quella sopra descritta più aerosol che prescriverà il pediatra:
- bere molti liquidi perchè idratano la mucosa della gola e danno sollievo anche dalla tosse
- non fumare e non far respirare fumo passivo
- umidificare adeguatamente gli ambienti domestici per favorire la fluidificazione del muco
- fare lavaggi nasali per liberare le narici e migliorare la respirazione, oltre che per ammorbidire le mucose
- fare l'aerosol o inalazioni di vapore perchè l'aria calda e umida può calmare l'infiammazione e dare sollievo
I farmaci utili per il trattamento della laringite possono essere il paracetamolo per abbassare la febbre e dare sollievo dal dolore, eventuali antibiotici da somministrare solo dietro prescrizione esplicita del pediatra che avrà fatto una diagnosi di infiammazione di origine batterica.
In alcuni casi è necessario dare del cortisone per bocca oltre che per aerosol (su indicazione del pediatra eventualmente adrenalina)

Alcuni rimedi "della nonna" possono essere efficaci, ad esempio il miele sciolto nel latte caldo può alleviare il fastidio causato dal bruciore alla gola e sedare la tosse, soprattutto di notte  ma solo dopo l’anno di età

LARINGOPASMO:
Il laringospasmo è un disturbo che si presenta piuttosto frequentemente nei bambini, soprattutto SOTTO AI 3 ANNI (ma alcuni bambini lo presentano anche ad età superiori).
 Si presenta quasi sempre di notte, durante il sonno, tra mezzanotte e le 3-4 del mattino. Il bambino si sveglia all’improvviso e ha grosse difficoltà a respirare, è agitato, ha la tosse insistente o respira molto rumorosamente  con difficoltà alla inspirazione (quando entra l’aria) i movimenti del torace appaiono molto evidenti. La crisi può durare pochi minuti o anche ore e generalmente passa da sola. Spaventa molto sia l bambino che i genitori

Conoscere la possibilità del laringospasmo è imprtante in quanto aiuta a cercare di  mantenere la calma e cercare di calmare il bambino, preoccupato della difficoltà a respirare. Il modo più efficace per aiutarlo è fargli respirare aria umida: è consigliabile, quindi, usare  un umidificatore (senza alcuna sostanza) o un vaporizzatore oppure chiudendosi con il bambino in bagno e aprendo tutti i rubinetti dell’acqua calda in modo da creare un effetto sauna: il piccolo dovrebbe essere avvolto dalla nuvola di vapore.
In alcuni casi  è indicato l’aerosol con cortisone e adrenalina. Se dopo una intensa umidificazione non migliora è da valutare se andare al Pronto Soccorso. Indicazioni in tal senso sono:
- Cianosi ( labbra, mani o piedi di un colorito diverso dal solito e tendono al bluastro)
- Se la difficoltà respiratoria perdura dopo ore
- Se il bambino non riesce a respirare stando sdraiato
- Se non riesce a ingoiare o a bere e ha una salivazione abbondante
- Se non riesce a dormire, piange molto ed è estremamente agitato

EPIGLOTTITE:
L'epiglottite è un'infezione batterica GRAVE a decorso rapido dell'epiglottide e dei tessuti circostanti, che può portare a improvvisa ostruzione respiratoria . I sintomi comprendono intenso mal di gola, DOLOE INTENSO ALLA DEGLUTIZIONE  tanto che il bambino non riesce nenache a deglutire la saliva che esce dalla bocca (scialorrea), febbre elevata, stridore alla inspirazione e stato generale molto compromesso.
                        Il bambino presenta segni di tossicità (scarso o assente contatto visivo, incapacità di riconoscere i genitori, cianosi, irritabilità, impossibilità di essere consolato o distratto) ed è febbricitante e ansioso. Il bambino per respirare sta a sedere in posizione eretta, piegato in avanti, con il collo iperesteso e la mandibola proiettata in avanti e la bocca aperta, nel tentativo di migliorare gli scambi aerei.  In presenza di questa situazione SI IMPONE IL RICOVERO
NON SI DEVE NEANCHE CERCARE DI GUARDARE IN GOLA  in quanto  si  può scatenare un'ostruzione respiratoria completa nei bambini.
L'epiglottite in passato è stata soprattutto una malattia dell'infanzia, generalmente causata da Haemophilus influenzae di tipo B. Oggi, grazie alla diffusa vaccinazione, è stata quasi completamente eradicata nei bambini (si verificano più casi negli adulti). Altri germi possono causarla tra cui il pneumococco (anche qui disponiamo di un vaccino). Per fortuna è una patologia rara ma che va sospettata in quanto il ricoveroprecoce è fondamentale.




«Nella classe di mio figlio il 75% ha una diagnosi di DSA» (dislessia e....)

  «Nella classe di mio figlio il 75% ha una diagnosi di DSA»( dislessia , disgrafia, disortografia, discalculia) Disturbi Specifici dell...