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domenica 18 giugno 2017

NON MANGIA, MEDICALIZZAZIONE DEI BAMBINI, BUON BAGNO ANCHE DOPO MANGIATO e Buona Domenica

NON MANGIA, MEDICALIZZAZIONE DEI BAMBINI, BUON BAGNO ANCHE DOPO MANGIATO e Buona Domenica
Cari Genitori
Oggi due articoli interessanti (attribuiti erroneamente a un Collega e amico Giorgio Conforti per chi leggesse il quotidiano) sul tema: Non mangia e Medicalizzazione dei bambini.
Ne ho già parlato (e ne riparlerò sul mio blog e altrove).
Sintesi: Se non mangia non ha fame: se sta bene ridimensioniamo le nostre attese e trasformiamo il momento della pappa in un momento senza stress.
Compito e dovere dei genitori è assicurare cibo di qualità e stabilire le regole di come si mangia (non eguali per tutti: ogni famiglia è diversa) e coinvolgere il bambino man mano che cresce.
Compito del bambino è esercitare la propria competenza nell' autoregolarsi sul cibo: se ha fame mangia, se non ha fame non mangia...semplice no? Ammetto che i bambini "mangioni" danno più soddisfazione a tavola...ma mica ci debbono dare soddisfazione: per crescere  debbono mangiare cibi sani e genuini e non "rumenta" (Junk food, ovvero cibo spazzatura) divisi in 4-5 pasti , con 5 porzioni al dì di  di frutta e verdura, pesce 2-3 volte alla settimana e carni rosse 1-2 volte alla settimana + cereali e proteine vegetali e evitare troppe proteine e zuccheri vuoti (via bevande zuccherate e succhi zuccherati e yogurt che non siano tali). Ci torneremo
Buona giornata, Buon bagno e ricordo che  si può fare il bagno dopo mangiato. Se fate stare il bambino 3 ore senza bagnarsi magari valutate di andare in campagna.
Approfondimenti sul blog.
Buona Domenica





sabato 4 luglio 2015

TROPPI CESAREI E POCA ANALGESIA SURANTE IL PARTO IN ITALIA

TROPPI CESAREI E POCA ANALGESIA SURANTE IL PARTO IN ITALIA
Cari Genitori

Siamo il paese Europeo con il maggior numero di parti per taglio cesareo (TC). Nel mondo ci supera solo il Messico e la Turchia.
Siamo ad una media del 37% mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità indica una percentuale massima del 15%. In Campania addirittura si arriva, nelle Cliniche Private, al 72% di cesarei!!!! 
In alcuni casi si ricorre al cesareo per il dolore perché non viene offerta una analgesia durante il parto.  
Inoltre 'affermazione “se hai fatto un cesareo devi rifarlo”, assolutamente non fondata sul piano medico, corrisponde tuttavia a un comportamento molto diffuso. 
L TEMA E' MOLTO AMPIO MA ALLA BASE DEVE ESSERCI UN RISPETTO DELLA FISIOLOGIA E UNA DEMEDICALIZZAZIONE DI UN EVENTO CHE DOVREBBBE COME PRIMA COSA ESSERE CONSIDERATO UN EVENTO FISIOLOGICO E NON UNA PATOLOGIA. QUESTO UNITO AD UNA CORRETTA COMUNICAZIONE E RISPETTO DELLA PERSONA
Trovate l'articolo e i dati a questo link: https://www.dropbox.com/s/aid1laxy2khpuzs/Parto%20e%20dolore%20Taglio%20cesareo.pdf?dl=0
Tenete inoltre conto che che il tasso di mortalità e grave morbilità materna  aumentano, a seguito di taglio cesareo, rispettivamente di 3-5 volte (il tasso di mortalità) e di 7 volte (quello di grave morbilità). Inoltre la durata della  degenza di 2-3 giorni del parto naturale -anche con analgesia epidurale- passa a 5-7 con il cesareo.
"È senz!altro da notare che la scelta di praticare un taglio cesareo, al di là delle ragioni specifiche di singoli interventi, sia ascrivibile a una sorta di “prassi di semplificazione delle procedure” che varia non solo da territorio a territorio, ma anche, nello stesso territorio, da struttura a struttura.
Serena Donati, ricercatrice dell!Istituto Superiore di Sanità, sostiene che “nel nostro Paese si pratichi un numero di tagli cesarei non riconducibile né alle caratteristiche della popolazione, né alla diversa frequenza di indicazioni mediche per problemi materni
o fetali”. Le cause “non cliniche” avrebbero dunque un peso rilevante nella decisione di effettuare un parto chirurgico. Tra queste cause Donati cita, oltre alle carenze strutturali e organizzative dei centri nascita, anche la paura dei contenziosi medico-legali che, “insieme a una progressiva ridotta competenza del personale sanitario nel gestire la fisiologia
della gravidanza e del parto, promuove il cesareo come pratica difensiva”. 

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sabato 11 ottobre 2014

Slow medicine e Fare di più non significa fare meglio a Piacenza

Oggi Corso di aggiornamento a Piacenza. Ho parlato di Slow Medicine e della iniziativa "Fare di più non significa fare meglio".Ho anche parlato della alluvione come esempio di necessità di fare prevenzione e di quanto si ottiene prevenendo, come per i vaccini.  Quando viene la malattia (o l'alluvione) puoi fare poco.
Bella la relazione del Collega dei Medici dell'ambiente Giuseppe Miserotti
Un Caro saluto ai pediatri di Piacenza, Stupendi a parti dall'amico Giuseppe Gregori
Relazione scaricabile qui: http://www.slideshare.net/aferrand/fare-di-piu-ferrando-piacenza-fimp
Arrivare a Piacenza non  è stato agevole ieri. Autostrada chiusa a Bolzaneto (e nessun avviso allo svincolo), smottamenti e incidenti. Per i prossimi giorni speriamo in bene dal tempo

Alberto Ferrando

domenica 13 aprile 2014

NATIVITY: PREGHIERA DI UN BAMBINO AI GENITORI: State con me portatemi meno dal medico

Genitori, ragazze, ragazzi leggete e se ritenete firmate. La lettera precedentemente inviata è preceduta dalla "preghiera" di un ipotetico bambino"  questa petizione su AVAAZ e anche a questo indirizzo:
https://secure.avaaz.org/it/petition/Ministro_della_Salute_Evitare_iniziative_non_motivate_ai_servizi_sanitari/?nuoZphb
https://docs.google.com/spreadsheets/d/1PLDGYNcEspWtMkkhp7mXdFVO0v4pPslvGx6LtCWix2s/edit#gid=0
NATIVITYPEDIATRIA: PREGHIERINA DI UN BAMBINO: STIAMO INSIEME PER FAVORE. ANDIAMO A GIOCARE E NON DA UN ALTRO MEDICO
Mamma, Papà
Non ci vediamo tutta la settimana.
Capisco che dovete lavorare tanto…Ma anche io lavoro tanto: mi alzo presto, non ho tempo di mangiare con calma per colazione perché dobbiamo correre a scuola, siamo sempre in ritardo, e debbo scendere dall’auto che si ferma e riparte al volo in seconda o terza fila (un mio amichetto è stato anche investito per la fretta di tutti Voi adulti). Esco alle 16,30 e poi di corsa, una volta con la tata, una volta con i nonni e poche volte con voi, DEBBO fare dello sport, che non mi diverte neanche molto perché tutti noi bambini dobbiamo fare qualcosa L.
Non ho un minuto di tempo per stare a non fare niente.
Ogni sabato mi portate a una festa organizzata con animazione (ogni settimana o quasi c’è un compleanno) e giochi stabiliti da Voi e non possiamo fare quello che vogliamo noi.
Ora anche al Ristorante stanno facendo tavoli separati adulti e bambini, in vacanza non vi vediamo perché siamo separati e scegliete villaggi vacanza con animazione per bambini.
Alcuni alberghi e ristoranti non vogliono neanche la presenza di noi bambini…perché non ci vogliono bene?? Diamo fastidio??
Mamma, papà Vi prego stiamo un po’ insieme magari un sabato e domenica? O vi annoiate con me? OOHHH Che bello: tra il 9 e il 11 maggio mia portate con VOI? Tutti e due? Ahhh non sapete se papà riesce. Magari ci raggiunge..ma dove andiamo??? Nativity?? Bello, cosa è  e cosa facciamo??? Una visita?? Un’altra??? Da un altro medico…Mammaaa, papà portatemi a giocare all’aperto con Voi. Vi prego. Vado già tanto dal dottore, mi portate (o fate portare)appena ho un raffreddore  (avreste già dovuto imparare che guarisce da solo) o una tosse, se non mangio o se mangio troppo, se faccio i capricci (magari per far vedere che esisto e ho bisogno di attenzioni) se poi siete più preoccupati mi portate al Pronto Soccorso ove aspettiamo per ore L. Adesso anche sabato e domenica mi fate visitare??? Si vede che ho proprio qualcosa anche se mi sento bene…forse ho qualcosa di grave e non me ne rendo conto? Oppure,insomma, a volte un po’ vi peso, mi sento un po’ trascurato e molto medicalizzato.  Andassimo in un parco a giocare a palla o a fare un giro in bici?? Se proprio proprio volete portarmi da un dottore non va bene il “mio” pediatra che mi conosce bene e quando mi vede mi sorride e Vi tranquillizza?

Apprendiamo dalla stampa dell’iniziativa Nativity in Calabria, dopo la prima edizione avvenuta a Roma durante la quale sono stati effettuati 1800 controlli “gratuiti” a bambini (http://www.nativitypediatria.it/progetto <http://www.nativitypediatria.it/progetto> ). Alla presentazione erano presenti varie autorità (http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=20828&fr=n<http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=20828&fr=n> ) 
L’iniziativa desta qualche dubbio e preoccupazione a operatori sanitari e cittadini in quanto uno dei problemi, sempre più in aumento, è l’accesso, spesso non motivato, ai servizi sanitari e la richiesta di esami, visite o terapie. In questo caso l’offerta “gratuita” di visite specialistiche a bambini, auto prescritta da genitori in un paese ove esiste la pediatria di famiglia suscita forti perplessità. Viene bypassato il referente, istituzionale, del bambino e si offrono servizi a famiglie che possono contribuire ad un fenomeno già noto molto abusato nel nostro paese: il “consumismo” sanitario responsabile di un aumento dei costi senza benefici per i cittadini e induttore di un umento della, dannosa, soprattutto per il cittadino e non solo per il medico, medicina difensiva.
A maggior ragione in un periodo in cui proprio il Ministero della Salute spinge le Regioni verso una medicina “sobria”, “rispettosa” e “giusta” (vedi sotto), come è appunto il caso del progetto "Fare di più non significa fare meglio", attualmente allo studio del Comitato tecnico delle Regioni Rischio Clinico e Sicurezza dei Pazienti!
E’ noto che l’offerta in sanità causa aumenti di richieste e che l’esecuzione di esami, visite o terapie “inappropriati” (non utili per il cittadino) e non filtrati dal medico curante, oltre a determinare dei costi indiretti allo stesso ed essere una fonte di ansia e di malessere è responsabile, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, del 20-40% della spesa sanitaria. Togliendo risorse ad altri  servizi. 
Ovviamente concordiamo, come segnalato sul sito,  sulla utilità di incontrare le famiglie  anche in riunioni “aperte”. Ma questo avviene già in molte realtà organizzate dai servizi territoriali di Medicina di famiglia del SSN: medico di medicina generale e pediatra di famiglia che operano QUOTIDIANAMENTE a contatto con le famiglie e non “una tantum” come nella iniziativa citata che, tra l’altro, risente anche di sponsorizzazioni di vario tipo. 
Sul sito http://www.nativitypediatria.it <http://www.nativitypediatria.it>    appaiono patrocini istituzionali ed appare singolare che in un periodo di riduzione delle risorse con ridimensionamento del SSN si patrocinino iniziative di offerte di prestazioni sanitarie , non coordinate, non organizzate ed autoprescritte dalle famiglie. Sempre in un paese ove esiste una medicina territoriale che sta operando per offrire una assistenza migliore con risorse sempre minori.
Da alcuni anni si è creato in Italia un Movimento denominato “Slow Medicine” (www.slowmedicine.it <http://www.slowmedicine.it> ) per una Medicina “Sobria, “Rispettosa” e “Giusta”. All’interno del Movimento è stata avviata l’iniziativa “Fare di più non significa fare meglio”, promossa anche da FNOMCeO, IPASVI, SIQuAS-VRQ, l’Istituto Change di Torino, PartecipaSalute, Inversa Onlus, Altroconsumo e Slow Food Italia, e che si sta realizzando con la collaborazione di più di 20 società scientifiche italiane, mediche e infermieristiche, tra le quali, in considerazione del fatto che stiamo parlando di bambini, l’Associazione di categoria maggiormente rappresentativa della pediatria di famiglia: la FIMP (Fed. Italiana Medici Pediatri).

L’iniziativa si propone di migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi sanitari in Italia attraverso la riduzione di esami diagnostici e di trattamenti che spesso non sono efficaci e rischiano di essere addirittura dannosi.
Le Società e Associazioni aderenti debbono identificare tali pratiche, quale può anche essere una visita specialistica effettuata senza indicazioni, d’intesa con i cittadini, e sul sito www.slowmedicine.it<http://www.slowmedicine.it>  sono già state pubblicate le prime liste di  esami diagnostici e di trattamenti a rischio di inappropriatezza in Italia. Anche alcune Aziende, tra cui  l’Ospedale di Cuneo, stanno effettuando analoghi progetti aziendali.

Il messaggio che questa iniziativa intende lanciare all’opinione pubblica, e cioè che in sanità a volte è meglio fare meno nello stesso interesse del paziente, corre il forte rischio di essere vanificato da iniziative del tutto antitetiche come Nativity.
A disposizione per chiarimenti e precisazioni

Alberto Ferrando

venerdì 20 settembre 2013

Per aiutare le famiglie o per altri motivi??


Oggi inaugurazione di una iniziativa a Roma : Nativity patrocinato dalla SIP nazionale . Il mio parere? Estremamente negativo e lo esprimo  qui sotto e sul gruppo facebook di Nativity: https://www.facebook.com/Nativity2013, sul mio blog www.ferrandoalberto.blogspot.it e su gruppi facebook.  
 "I Pediatri incontrano le famiglie quotidianamente. E nel quotidiano hanno la possibilità di dire tutto quanto scritto per Nativity. Non solo esiste la possibilità, se si vuole, di incontrare le famiglie e i bambini in sedi “istituzionali” quali le scuole, le riunioni delle Associazioni di volontariato. Perchè non perseguiamo la mission di “advocacy” liberandoci da possibili conflitti di interesse e commerciali? Conflitti che per esistere non è detto che debbano avvenire ma che possono dare l’idea che possano avvenire? . La nostra credibilità, come classe medica, come professionisti, come società scientifica si basa sulla nostra “professione” che dovrebbe essere lontana da altre aree di possibile interesse commerciale. Questa è una prima parte sicuramente non condivisa da molti che hanno altri concetti e diversità di opinioni sui rapporti tra industria e medicina. Si può approfondire in quanto la bibliografia è ampia a partire dal famoso articolo “No more free lunches” del BMJ. L’altro punto che non condivido e su cui sono in disaccordo sono le consulenze gratuite. Cosa sono a cosa servono e a chi servono? Visitano dei bambini su richiesta delle famiglie ? Sarebbe interessante fare un questionario sulla sindrome di Munchausen by proxy e sulcosìdetto maltrattamento da eccesso di medicalizzazione a chi partecipa. Si forniscono secondi pareri bypassando i medici curanti? Non conoscendo la storia clinica non si rischia di dare pareri difformi da altri specialisti? Così poi ne sentiranno un altro o un altro ancora? E poi in un periodo di riduzione delle risorse non si rischia di alimentare un mercato della salute che dovremmo invece cercare di arginare fornendo prestazioni specialistiche a chi ne ha bisogno e non a tutti quelle che le richiedono?? Mentre in altre parti del mondo (USA) e da noi si sta cercando di opporre ai “Tagli lineari” (spending Review) delle altre strategie gestite da NOI Medici quale “Scegliere con saggezza (Choosing wisely) di cui trovate articoli anche sui Bollettini Ufficiali degli Ordini dei Medici di Genova e di Firenze la nostra principale società scientifica incontra le famiglie e offre visite e consulenze?Concludo terra-terra chiedendo se poi i permessi sanitari, le autorizzazioni per esercitare la professione e tutte le normative che gli studi medici debbono avere per legge possono essere rispettate in una sede fieristica.
Un Cordiale Saluto
Alberto Ferrando – Pediatra di Famiglia
Vicepresidente SIP Liguria
Presidente Fed Regionale degli Ordini dei Medici della Liguria

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