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venerdì 11 agosto 2017

PER ANDARE A SCUOLA X COSA DEBBO VACCINARE? RISPOSTE A VOSTRE DOMANDE

PER ANDARE A SCUOLA X COSA DEBBO VACCINARE? RISPOSTE A VOSTRE DOMANDE
Domande frequenti sui vaccini. Ovviamente rispondo sull'obbligo di...il consiglio di fare o meno va valutato e discusso con il proprio pediatra curante
- Per andare all'asilo o a scuola debbo fare il vaccino perché la varicella?
NO! L'obbligo è per i nati dal 2017 in poi (che faranno il vaccino dal 2018 in quanto il vaccino, singolo o associato a morbillo, rosolia e parotite, di pratica dal 13 mese di vita
- Per andare all'asilo o a scuola debbo fare il vaccino anti morbillo, rosolia parotite?
SI! O aver fatto la malattia (e portare certificazione del pediatra curante o dosaggio degli anticorpi contro la malattia)
- Debbo fare la vaccinazione per il meningococco?
NO! I vaccini per il meningoocco B e C  (o A, y, W135  C) non è obbligatorio per andare a scuola ma parlatene con il vostro pediatra
Mio figlio ha fatto il vaccino per il Meningococco B: quante dosi deve fare?
Allegato lo schema che sintetizzo

Lattanti di età compresa tra 2 e 5 mesi
Tre dosi da 0,5 ml ciascuna, con la prima dose somministrata all’età di 2 mesi 
Non meno di 1 mese
Sì, una dose tra i 12 e i 15 mesi 
Bambini non precedentemente vaccinati di età compresa
tra 6 e 11 mesi

Due dosi da 0,5 ml ciascuna
Non meno di 2 mesi
Sì, una dose nel secondo anno di vita con un intervallo di almeno 2 mesi tra il ciclo primario e la dose di richiamo c
Bambini non precedentemente vaccinati di età compresa
tra 12 e 23 mesi

Due dosi da 0,5 ml ciascuna
Non meno di 2 mesi
Sì, una dose con un intervallo compreso tra 12 e 23 mesi tra il ciclo primario e la dose di richiamo c
Bambini di età compresa tra 2 e 10 anni
Due dosi da 0,5 ml ciascuna
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Non meno di 2 mesi
Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo d
Adolescenti (di età pari o superiore agli 11 anni)
e adulti*

Due dosi da 0,5 ml ciascuna
Non meno di 1 mese
Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo d


sabato 1 luglio 2017

Mamma di bambino di 2 mesi con varicella: che fare?

Mamma di bambino di 2 mesi con varicella: che fare?
La varicella negli adulti e nei bambini di età inferiore a 1 anno può decorrere in forma grave
PRIMO CONSIGLIO A TUTTI: 
- SE non avete avuto la malattia VACCINATEVI
- SE intendete avere un secondo figlio e il primo FIGLIO non ha fatto la varicella o il vaccino: vaccinatelo
- SE INVECE NON CI AVETE PENSATO PER TEMPO ?

  1. Allontano il bambino di 2 mesi  mandandolo dai nonni ?
  2. Smetto di allattare il bambinO?
  3. Faccio una terapia alla mamma?
  4. Faccio una terapia alla bambina?
  5. Come mi comporto con i familiari se non hanno fatto la varicella o il vaccino?

1) l'allontanamento a casa dei nonni è  una misura di  prudenza che potrebbe non funzionare.
Il malato di varicella è contagioso prima della comparsa della malattia e la bambina può  essere stata a contatto con l"untore" che ha contagiato la mamma 
2) Considerato quanto sopra sarebbe un peccato smettere di allattare il bambino
3) Indicata terapia con farmaci antivirali (aciclovir alla mamma)*
4) Indicata terapia con aciclovir al bambino (vedi sotto*)**
5) Vaccinare i familiari che non hanno fatto la malattia o la vaccinazione entro 72 ore dal possibile contagio
*la varicella negli adulti (come nei neonati) può decorrere in forma grave e dunque è una delle situazioni che meritano la terapia con farmaci antivirali.


** In caso di contagio si consiglia la profilassi tardiva nei soggetti a rischio (come i bambini sotto a 1 anno di età o i bambini dopo i 13 anni o gli adulti).
Efficace  la profilassi tardiva, iniziando cioè 7 gg. dopo il presunto contagio, con Acyclovir 20 mg/kg/dose per 4 volte al dì per 7gg. 
MA IL BAMBINO PUO' ESSERE STATO ESPOSTO AL VIRUS DELLA VARICELLA/ZOSTER ANCHE NEI GIORNI PRECEDENTI
Tenendo conto di alcuni fattori di rischio (età) una profilassi con farmaci antivirali può essere presa in considerazione. Anche su indicazioni tratte dal sito www.epicentro.iss.it dell’Istituto superiore della sanità ove si trova scritto “Nei casi più a rischio di complicanze (adolescenti, persone con malattie respiratorie croniche o in trattamento con steroidi) e nei casi secondari familiari si può ricorrere a farmaci antivirali come l’acyclovir. La terapia antivirale non è raccomandata nei bambini con varicella altrimenti sani, visto che, somministrata per via orale entro 24 ore dall’inizio dell’esantema, determina solamente una modesta riduzione dei sintomi. Nei pazienti immunodepressi è raccomandata la terapia antivirale per via venosa”.
Un noto e stimato pediatra, il Prof. Bartolozzi,  mancato recentemente, scriveva che “l’Acyclovir, riducendo l’entità della malattia e quindi anche il numero delle vescicole, è in grado di ridurre le complicanze infettive a carico della cute. D’altra parte, non ce lo dimentichiamo, mentre l’Acyclovir non è affatto indicato per trattare una varicella in soggetti non a rischio, trova una precisa indicazione nei soggetti a rischio(epoca neonatale e tutto il primo anno di vita, soggetti immunocompromessi, soggetti in età superiore ai 13 anni)”.
Pertanto l’uso dell’Acyclovir nei soggetti a rischio è quindi sempre indicato per attenuare l’entità della malattia e per ridurre l’incidenza di complicanze, non per eliminarle completamente, almeno quelle a carico del sistema nervoso centrale”




giovedì 13 aprile 2017

MIO FIGLIO HA MACCHIE DAPPERTUTTO

MIO FIGLIO HA MACCHIE DAPPERTUTTO
Cari Genitori oggi tante chiamate per “macchie”: chi dopo aver mangiato yoghurt e fragole, chi sotto terapia antibiotica, chi con febbre, chi senza, alcuni con prurito. Trovate spiegazioni sul mio libro “PrimoSoccorso pediatrico” e un articolo sulla Rivista in edicola ”Tutto Salute”. Ma la diagnosi si può fare solo con la visita in quanto la diagnosi per immagine non è agevole e spesso non possibile. Trovate in questo articolo delle spiegazioni. Al primo posto attualmente la “sudamina” e “esantemi atipici” (forme virali che causano macchie tipo morbillo, rosolia, scarlattina).






mercoledì 21 settembre 2016

VACCINAZIONI PRIMA E DURANTE LA GRAVIDANZA: CHIEDETE

Mamme (e premamme) pensate a vaccinarvi prima (per rosolia e varicella) di aspettare un bambino e durante (influenza e pertosse) la gravidanzaper proteggere il vostro bambino. E per le scelte vaccinali sentite il vostro pediatra e il vostro medico curante perché per proteggere un neonato è necessario verificare le vaccinazioni fatte in tutta la famiglia.
PURTROPPO UN’INDAGINE FATTA in questi giorni su quasi 2000 mamme ha rilevato una mancanza di informazione sui vaccini da conoscere, e fare, durante la gravidanza (e anche prima): al 94 % delle donne non è stato detto nulla sul rischio di malattie come la pertosse e l’influenza e sulla utilità della vaccinazione.
PRIMA DELLA GRAVIDANZA:
Tutte le donne in età fertile devono  essere protette nei confronti di MORBILLO-PAROTITE-ROSOLIA (MPR) E  VARICELLA, dato l’elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione.  Se non avete fatto la malattia PRIMA della gravidanza è raccomandatissima la vaccinazione per queste malattie.
La Varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, oltre al rischio per il nascituro, è anche molto grave per la madre.
Nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione già dal reparto maternità, nell’immediato post-partum.
DURANTE LA GRAVIDANZA:
INFLUENZA:  è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’influenza aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza.
DIFTERITE TETANO PERTOSSE: la pertosse contratta nei primi mesi può essere molto grave o persino mortale, la fonte di infezione può essere spesso la madre, e la protezione conferita passivamente da madri infettate da bacillo della pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante. Per tali motivi vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di immunizzare il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva da vaccinazione del bambino. Il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto.





http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=gravidanza

sabato 13 agosto 2016

NUOVO CALENDARIO VACCINALE E VACCINAZIONI IN GRAVIDANZA: ALCUNE SI POSSONO FARE PRIMA ALCUNE DURANTE LA GRAVIDANZA. Pensiamoci prima:

VACCINAZIONI IN GRAVIDANZA: ALCUNE SI POSSONO (DEBBONO?) FARE PRIMA ALTRE  DURANTE LA GRAVIDANZA. Pensiamoci prima:
Pertosse, varicella, morbillo, rosolia, influenza
PRIMA DELLA GRAVIDANZA:
Tutte le donne in età fertile devono  essere protette nei confronti di MORBILLO-PAROTITE-ROSOLIA (MPR) E  VARICELLA, dato l’elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione.  Se non avete fatto la malattia PRIMA della gravidanza è raccomandatissima la vaccinazione per queste malattie.
La Varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, oltre al rischio per il nascituro, è anche molto grave per la madre.
Nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione già dal reparto maternità, nell’immediato post-partum.
DURANTE:
INFLUENZA:  è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’influenza aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza.
DIFTERITE TETANO PERTOSSE: la pertosse contratta nei primi mesi può essere molto grave o persino mortale, la fonte di infezione può essere spesso la madre, e la protezione conferita passivamente da madri infettate da bacillo della pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante. Per tali motivi vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di immunizzare il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva da vaccinazione del bambino. Il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto.








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