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lunedì 1 novembre 2021

SCUOLA SENZA PACE: CAMBIANO, SEMBRA, LE REGOLE: NUOVE REGOLE ANNUNCIATE PER LA QUARANTENA.

SCUOLA SENZA PACE: CAMBIANO, SEMBRA, LE REGOLE:
NUOVE REGOLE ANNUNCIATE PER LA QUARANTENA.

Se e’ come descrivono i giornali prepariamoci alla tempesta perfetta ed a nuovi lockdown come scrive l'amico e Collega Marini:

Niente quarantena se c'è un solo positivo in classe, tutti a casa dai tre in su. Questa settimana, forse già oggi, arriverà il via libera alle indicazioni per gestire i contagi a scuola.
Il ruolo del dirigente scolastico Deve essere il dirigente scolastico «in via eccezionale e urgente» a sospendere temporaneamente le attività didattiche, qualora la Asl di competenza non possa intervenire. 
Così il dirigente deve attuare le misure previste dal protocollo, facendole rispettare a insegnanti e famiglie degli alunni entrati a contatto con il positivo nelle 48 ore precedenti alla comparsa dei sintomi o nelle 48 ore prima del test (se il soggetto è asintomatico). A quel punto l’Asl si occupa dell’individuazione dei contatti stretti e non. Due le tipologie di tamponi: il T0 da fare appena c’è un caso positivo, il T5 dopo cinque giorni.

Cosa succede con :
- un solo caso
I compagni dello studente (o del docente) positivo devono fare il "tampone 0", cioè prima possibile (la Asl deve somministrarlo rapidamente). PRIMA POSSIBILE CRITICITA'
Rientrano subito in classe se il risultato è negativo.
Dopo, altri cinque fanno l'altro test.
Per i docenti che hanno svolto attività in presenza nella classe dell'alunno positivo (o che hanno svolto attività in compresenza con il collega positivo) le cose cambiano.
Se sono vaccinati fanno il test e restano a scuola, se non lo sono vanno in quarantena per 10 giorni anche se il primo test è negativo. Rientrano se il nuovo tampone dà il via libera. Per le altre classi non sono previsti provvedimenti, salvo disposizioni diverse della Asl.

- Due casi: conta se si è vaccinati
Gli alunni vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi proseguono la sorveglianza con i due test, a zero e cinque giorni. Quelli non vaccinati invece vanno in quarantena 10 giorni anche se negativi al primo esame.
Per i docenti si procede allo stesso modo (come già succedeva per un solo caso). Ovviamente alle elementari e in prima media, cioè le scuole frequentate dagli under 12 che non possono essere vaccinati, vanno tutti a casa 10 giorni.

- Con tre casi si torna in Dad
Alunni e docenti che hanno svolto attività in presenza, dopo aver fatto il primo tampone, anche se negativo, vanno in quarantena.

L'isolamento dura 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati.



venerdì 23 ottobre 2020

Non prendeteci in giro: test per COVID-19 sierologici in Farmacia: NON SERVONO PER DIAGNOSI E PREVENZIONE

Non prendeteci in giro: test per COVID-19 sierologici in Farmacia: NON SERVONO PER DIAGNOSI E PREVENZIONE. IL TAMPONE VA FATTO NEI TEMPI GIUSTI

Stasera al TG il Ministro Speranza dice che si faranno i test per la COVID-19 in farmacia.  Non ho il tempo di chiedermi di come potranno organizzare per fare i tamponi  in sicurezza (unici esami diagnostici) e vedo che nel servizio si parla e si fa vedere che si preleva una goccia di sangue: quindi si fa l'esame sierologico che NON SERVE ASSOLUTAMENTE A DIAGNOSTICARE LA PRESENZA DEL VIRUS DELLA MALATTIA. Quando il test sierologico è positivo ormai la persona aveva il virus nel suo organismo da vari giorni, settimane o mesi e se doveva contagiare qualcuno lo ha già fatto.

IL TEST SIEROLOGICO SERVE A FINI EPIDEMIOLOGICI O PER SAPERE SE, NEL PASSATO, PIU' O MENO PROSSIMO, SI E' VENUTI A CONTATTO CON IL VIRUS.

TAMPONE: (vedete il disegno) il giorno1 del mese una persona viene in contatto con un soggetto portatore del virus, .Se fa il tampone nella prima  settimana-10 giorni risulterà negativo in quanto, come si vede chiaramente dalla linea azzurrina, il tampone diventerà positivo non prima della seconda settimana e resterà positivo per 2-3 settimane. Intanto il soggetto portatore può contagiare le persone che vengono in contatto con lui/leiDettagli qui:

ESAMI SIEROLOGICI: Gli esami sierologici dosano gli anticorpi che il nostro organismo forma dopo essere stato in contatto con il virus. Vediamo dal grafico (linea tratteggiata violetta e verde) che gli anticorpi si formano, in media, dopo 10 giorni dal contatto con il virus. Avremo due tipi di anticorpi:

IgM che indicano fase acuta e si formano prima e decrescono entro settimane (5-6 settimane)

IgG che aumentano un poco dopo e resteranno positivi per mesi

CASO 2: esami sierologici positivi per IgG contatto pregresso (ma non vale come "patentino di immunità"

CASO 3: esami sierologici positivi per IgG e IgM necessario tampone ed isolamento

Qui trovate dettagli sui test e per la diagnosi bisogna fare un TAMPONE RINOFARINGEO. Il test di riferimento è il test molecolare, si usa anche, con alcuni limiti, il test antigienico rapido: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/09/chiarezza-sui-test-per-il-virus-sars.html



venerdì 25 settembre 2020

SE STA MALE, SALVO SITUAZIONI PARTICOLARI (AD ES. TRAUMI), SI DEVE FARE IL TAMPONE RINOFARINGEO!

In questi giorni si parla di scuola...ma quanto detto per educatori, insegnanti e bambini VALE PER TUTTI: CHIUNQUE ABBIA UN SINTOMO (che trovate qui sotto) deve fare, su indicazione del medico curante,  il tampone rinofaringeo. RACCOMANDO ANCHE DI SCARICARE L'APP IMMUNI. SOPRATTUTTO COLORO CHE RISULTANO POSITIVI

SE STA MALE, SALvO SITUAZIONI PARTICOLARI (AD ES. TRAUMI, SI DEVE FARE IL TAMPONE RINOFARINGEO! 

Cari genitori e care e cari insegnanti

I sintomi della infezione da SARS-CoV-2 sono indistinguibili da quelli di molte infezioni delle vie respiratorie che siamo abituati a vedere in inverno; nei bambini, puo’ interessare anche dell’apparato intestinale (vomito, diarrea)

Fare un certificato di rientro a scuola ad un bambino senza garantire che non è contagioso è inutile; serve un attestato dopo aver eseguito un tampone naso-faringeo ad esito negativo.
Solo così avremo una scuola sicura. In caso di forte sospetto il tampone va ritenuto dopo alcuni giorni.

E' dura per tutti. 

Non sapete quanto vorremmo tornare a come eravamo prima e visitare i bambini per qualsiasi cosa. Purtroppo questo coronavirus a cambiato tutto e se vogliamo la sicurezza dobbiamo se il bambino è stato male far fare un tampone. 

Ma tutti possiamo fare qualcosa vi prego mettetevi queste mascherine quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza oltre a lavare accuratamente le mani e ad evitare assembramentiIl documento dell’ISS e dei Ministeri della Salute e della Istruzione adottato dalla Conferenza Stato Regioni il 28 agosto 2020 recita: “provvedere ad una adeguata comunicazione circa la necessità, per gli alunni e il personale scolastico, di rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio pediatra di libera scelta o medico di famiglia, in caso di sintomatologia e/o temperatura corporea superiore a 37,5°C. 

Si riportano di seguito i sintomi più comuni di COVID-19 nei bambini per cui il pediatra deve richiedere il tampone: 

-       febbre, 

-       tosse, 

-       cefalea, 

-       sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea), 

-       faringodinia, (o mal di gola)

-       dispnea,  (o difficoltà respiratoria)

-       mialgie,  (o dolori muscolari)

-       rinorrea/congestione nasale; 

 

sintomi più comuni nella popolazione generale: 

-       febbre, 

-       brividi, (?)

-       tosse, 

-       difficoltà respiratorie, 

-       perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), 

-       perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), 

-       rinorrea/congestione nasale, faringodinia, diarrea 

(ECDC, 31 luglio 2020);

 

Nello stesso documento vengono declinate le varie situazioni in cui sottoporre i bambini a tampone diagnostico molecolare. 

La questione, pertanto, non può essere risolta demandando la soluzione di tutto ad una certificazione medica. Ma dobbiamo avere dei percorsi chiari e tutelanti.

Su questo stiamo lavorando con l’assessorato e la Regione in quanto (vedete sotto) la normativa si potrebbe prestare a interpretazioni varie.

Ricordate inoltre che:

-       un bambino può essere contagioso qualche giorno prima della malattia (anche nel COVID è cosi)

-       dopo i primi giorni la contagiosità cessa (non in tutte le malattie, ma lo si può accertare solo con esami di laboratorio e non con una visita; nella COVID-19 non lo si sa ancora con certezza quando termina la contagiosità e si usa il criterio del doppio tampone negativo; l’OMS adotta un solo tampone e la assenza di sintomi per almeno 10 giorni)


RIBADISCO IL CONCETTO CHE NON SI PUO’ STABILIRE LA CONTAGIOSITA’ O MENO DI UNA PERSONA IN BASE AD UNA, PUR ACCURATA E DETTAGLIATA VISITA MEDICA: quante persone risultate poi affette da COVID-19 non avevano disturbi e poi sono finite ricoverate.

Per tutelarci abbiamo a disposizione:

-       3T : Fare tamponi, tracciare i contatti e fare terapie precoci

-       Distanziamento fisico e mascherina

-       Lavaggio accurato delle mani

-       Evitare situazioni a rischio (locali chiusi affollati soprattutto se non ventilati)

-       TENERE A CASA I BAMBINI MALATI FINO A GUARIGIONE COMPLETA

-       PRETENDERE il ricambio di aria frequente (almeno 10 minuti ogni ora/ora e mezza), nelle classi anche quest’inverno con il freddo


Per quanto riguarda le certificazioni trovate tutto qui:

CERTIFICAZIONI E ATTESTAZIONI PER RIENTRO A SCUOLA.

Per il soggetto 0/19 anni che si ammala il genitore contatta il Pediatra o MMG. Il medico valuta - sulla base del triage telefonico - se inviare il bambino a tampone (oppure no, a seconda della storia clinica). 

Per il bambino 6-19 anni se NON soggetto a tampone, a guarigione clinica avvenuta, il genitore fara’ un’autocertificazione  in cui viene riportato che il bambino sentito il Pediatra non ha seguito il percorso covid. 
Stessa cosa se il bambino va all’asilo o al nido e rientra a scuola in quarta giornata dall’esordio dei sintomi. 
(Nel caso il bambino 0-6 anni (frequentante l’asilo/nido/scuola dell’infanzia), rientrasse in quarta giornata dall’esordio dei sintomi, in questo caso serve il certificato medico (UNICA SITUAZIONE)
Per i soggetti 0-19 anni che invece verranno inviati a fare il tampone:
Se risultano negativi il medico a guarigione dalla malattia farà attestazione di rientro.
Se risultano positivi sarà il DdP (Dipartimento di Prevenzione) che farà carico della situazione. In questo caso il pediatra interverrà a fine percorso con un’attestazione della negatività dei due tamponi, sempre su informativa del DdP.
L’unico certificato che viene rilasciato è, pertanto, solo per quei bambini 0-6 anni frequentanti la scuola dell’infanzia, e solo per ASSENZE SUPERIORI a 3 giorni (es.: lunedi, martedi, mercoledi => rientra senza certificato il giovedi con certificato venerdi)
Se i bambini vengono tenuti a casa perché sono andati in vacanza o per altre ragioni familiari (lutti, ritorno ai paesi di origine, visite programmate o DH programmati, etc.) in ospedale, saranno i genitori a fare un’autocertificazione . 
Si consiglia di avvisare in precedenza la scuola
I Pediatri ed i MMG non produrranno certificazioni di assenze in caso di NON malattia. 
I genitori all’atto dell’iscrizione a scuole ed asili firmano un patto di accettazione e corresponsabilità di cui sono responsabili di fronte alle normative di legge art. 46 D.P.R. n. 445/2000. Lo stesso dicasi per le auto-certificazioni, sono responsabili di fronte alle normative di legge art. 46 D.P.R. n. 445/2000.
In sintesi:
1) Se ha fatto il percorso COVID-19 e eseguito tampone serve una attestazione del pediatra 
2) Se ha avuto malattia di qualsiasi durata AUTOCERTIFICAZIONE della famiglia che dichiara di aver sentito il pediatra o il medico di medicina generale: specificando nome e assumendo i la responsabilità, anche penale, di quanto attesta
3) Assenza per malattia superiore a 3 giorni nella fascia di età 0-6 anni (serve dal 5 giorno in poi)
4) Autocertificazione di assenza non per malattia

Alberto Ferrando (APEL), 
Michele Fiore (FIMP Liguria), 
Giuseppe Squazzini (SIMPe Liguria)


AUTOCERTIFICAZIONE DELLA FAMIGLIA PER ASSENZA PER MOTIVI FAMILIARI
ATTESTAZIONE DI PERCORSO COVID-19 DOPO TAMPONE NEGATIVO
CERTIFICATO MEDICO PER ASSENZA PER MALATTIA SUPERIORE A 3 GIORNI (0-6 ANNI)
AUTOCERTIFICAZIONE PER ASSENZA PER MALATTIA NON COVID CORRELATA





































 

mercoledì 16 settembre 2020

Mascherine e bambini: Falsi miti

 Varie domande sull'uso delle mascherine ai Bambi, Fanno male?

Qui le risposte della Soc. Italiana di Pediatria. Alcuni bambini le tollerano meno bene di altri ma cerchiamo di, parlandone con il vostro pediatra curante,   incentivarne l'uso con giochi, mascherine simpatiche.

I cinque falsi miti

L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta ad alcalosi? 

FALSO.  La quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è pressoché impercettibile.

L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta ad ipossia?

FALSO. I bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia

La mascherina chirurgica può indebolire il sistema immunitario nei bambini? 
FALSO. La mascherina chirurgica previene il diffondersi delle infezioni e va portata dai bambini per evitare la trasmissione del coronavirus tra soggetti asintomatici.

La mascherina chirurgica può causare una alterazione della flora intestinale nei bambini? 

FALSO. Non ci sono evidenze scientifiche in letteratura che documentino che un corretto utilizzo della mascherina possa comportare un’alterazione della flora batterica e/o disbiosi intestinale.

La mascherina chirurgica è obbligatoria per tutti i bambini?
FALSO.  Ci sono bambini che sono esentati dall’uso della mascherina: quelli sotto i 6 anni di età e quelli affetti da disabilità non compatibile con un uso prolungato mascherina.



domenica 6 settembre 2020

BASTA BUROCRAZIA E CERTIFICATI PER LE SCUOLE: FACCIAMO QUELLO CHE E’ UTILE E SERVE. I PEDIATRI CI SONO E VI SONO VICINI

BASTA BUROCRAZIA E CERTIFICATI PER LE SCUOLE: FACCIAMO QUELLO CHE E’ UTILE E SERVE. I PEDIATRI CI SONO E VI SONO VICINI

Mi sto confrontando con altri pediatri e soprattutto con l’amico Michele Fiore con cui abbiamo deciso di rendervi partecipi delle nostre discussioni. O almeno di parte di esse

Da giorni passiamo il tempo a leggere ordinanze, leggi ,linee guida e attendiamo disposizioni chiare per cui stiamo interloquendo con la Regione. Ma non è facile.

Vorremmo dedicare questo tempo ad altro, a tornare a visitare come prima ma…..leggete e sappiate che i pediatri vi sono vicini sempre e ancora di più ora. La non possibilità di incontrarci di persona ci fa sentire ancora più vicini ai vostri bambini, a voi e anche a tutti coloro che operano a contatto dell’infanzia e della adolescenza

 

Cari genitori e care e cari insegnanti

Iniziano gli asili e le scuole con ancora vari punti da chiarire. A parte il tipo di mascherine per studenti e insegnanti IL problema riguarda il timore della malattia.

I sintomi della infezione da SARS-CoV-2 sono indistinguibili da quelli di molte infezioni delle vie respiratorie che siamo abituati a vedere in inverno; nei bambini, puo’ interessare anche dell’apparato intestinale (vomito, diarrea)

Non abbiamo ancora indicazioni su tante cose ma si spera, in settimana, di avere risposte da parte almeno della Regione.

Il documento dell’ISS e dei Ministeri della Salute e della Istruzione adottato dalla Conferenza Stato Regioni il 28 agosto 2020 recita: “provvedere ad una adeguata comunicazione circa la necessità, per gli alunni e il personale scolastico, di rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio pediatra di libera scelta o medico di famiglia, in caso di sintomatologia e/o temperatura corporea superiore a 37,5°C. Si riportano di seguito i sintomi più comuni di COVID-19 nei bambini: 

-       febbre, 

-       tosse, 

-       cefalea, 

-       sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea), 

-       faringodinia, (o mal di gola)

-       dispnea,  (o difficoltà respiratoria)

-       mialgie,  (o dolori muscolari)

-       rinorrea/congestione nasale; 

 

sintomi più comuni nella popolazione generale: 

-       febbre, 

-       brividi, (?)

-       tosse, 

-       difficoltà respiratorie, 

-       perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), 

-       perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), 

-       rinorrea/congestione nasale, faringodinia, diarrea 

(ECDC, 31 luglio 2020);

 

Nello stesso documento vengono declinate le varie situazioni in cui sottoporre i bambini a tampone diagnostico molecolare. 

La questione, pertanto, non può essere risolta demandando la soluzione di tutto ad una certificazione medica. Ma dobbiamo avere dei percorsi chiari e tutelanti.

Su questo stiamo lavorando con l’assessorato e la Regione in quanto (vedete sotto) la normativa si potrebbe prestare a interpretazioni varie.

In tutte questo, i servizi educativi 0-3, hanno iniziato a richiedere certificati di rientro a scuola ( dopo soli 3 giorni di assenza!) . 

Ho già scritto varie volte della inutilità totale delle certificazioni di riammissione dopo malattia che riassumo:

-       un bambino può essere contagioso qualche giorno prima della malattia (anche nel COVID è cosi)

-       dopo i primi giorni la contagiosità cessa (non in tutte le malattie, ma lo si può accertare solo con esami di laboratorio e non con una visita; nel COVID non lo si sa ancora con certezza quando termina la contagiosità e si usa il criterio del doppio tampone negativo; l’OMS adotta un solo tampone e la assenza di sintomi per almeno 10 giorni)

-       temendo di dover fare il certificato alcune famiglie possono decidere di mandare il bambino in comunità prima

-       il carico burocratico inutile porta via tempo a tutti per fare qualcosa di più costruttivo

RIBADISCO IL CONCETTO CHE NON SI PUO’ STABILIRE LA CONTAGIOSITA’ O MENO DI UNA PERSONA IN BASE AD UNA, PUR ACCURATA E DETTAGLIATA VISITA MEDICA: quante persone risultate poi affette da COVID-19 non avevano disturbi e poi sono finite ricoverate.

Per tutelarci abbiamo a disposizione:

-       3T : Fare tamponi, tracciare i contatti e fare terapie precoci

-       Distanziamento fisico e mascherina

-       Lavaggio accurato delle mani

-       Evitare situazioni a rischio (locali chiusi affollati soprattutto se non ventilati)

-       TENERE A CASA I BAMBINI MALATI FINO A GUARIGIONE COMPLETA

-       PRETENDERE il ricambio di aria frequente (almeno 10 minuti ogni ora/ora e mezza), nelle classi anche quest’inverno con il freddo

 

QUALCHE NOTA BUROCRATICA CHA FA ANCHE CAPIRE COME SIAMO BEN LONTANI IN ITALIA DALLA SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA:

La ATTUALE (di questi giorni) richiesta di certificato da parte dei servizi di infanzia 0-3 anni, deriva da quanto contenuto nel documento tecnico che poi è stato adottato dal Ministero della Istruzione in data 3 agosto u.s.

Ad oggi, per il rientro a scuola abbiamo le seguenti Leggi/Ordinanze (in ordine cronologico dalla più vecchia alla più recente) 

Premessa: la legge in Italia sui rientri a scuola, prima che in Liguria fosse abolita, prevedeva la certificazione DOPO 5 giorni di assenza (articolo 42 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518)

A) Legge regionale sulla semplificazione delle certificazioni e sentenza del Consiglio di Stato (sezione terza) 

https://www.dirittoscolastico.it/wordpress/wp-content/uploads/Consiglio-di-Stato-Sentenza-n.-1276-2014.pdf 

B ) Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n.34 del 25 maggio 2020, in cui veniva allegato il "patto di corresponsabilità" 

https://www.regione.liguria.it/component/publiccompetitions/document/36436.html?view=document&id=36436:accordo-servizi-estivi&Itemid=6330 

 

https://www.regione.liguria.it/homepage/salute-e-sociale/infanzia,-giovani-e-famiglia/centri-estivi-minori-zero-diciassette-anni.html 

 

[patto] https://www.regione.liguria.it/components/com_publiccompetitions/includes/download.php?id=41057:accordo-servizi-estivi.pdf 

 

C) La "circolare" ministeriale del 3 agosto us (che trova in allegato)

D) Documento ISS adottato dalla Conferenza Stato Regioni il 28 agosto http://www.statoregioni.it/media/2908/p-1-cu-atto-rep-n-108-del-28ago2020.pdf 

 

A nostro sommesso giudizio, dal punto di vista strettamente legale non vi è dubbio che:

i) i documenti di cui ai punti (a), (b), (d), e la legge del 1967 citata qui sopra, hanno un "rango" legislativo superiore al documento di cui la punto (c);

ii) il documento (d) è di piu' recente emanazione ed ha doppia firma (c'è anche il ministero della salute).

iii) nel documento (d) NON si fa accenno ad alcun certificato ma solo ad "attestazione" 

iv) ammesso e non concesso che non fossero valide queste deduzioni, allora mi pare chiaro che rispetto alla Circolare del 3 agosto, debba prevalere l'articolo 42 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518, che parla di assenza superiore ai 5 giorni. 

 

Per i motivi qui sopra esposti, FIMP Liguria, ha fatto richiesta in Regione di intervenire, presso l'Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, presso gl Uffici Scolastici provinciali e presso gli uffici comunali competenti per i servizi educativi 0-3 anni, al fine di bloccare le richieste di certificati di rientro (in ogni caso regolamentati da regole ferree) che non fanno altro che aumentare il disagio delle famiglie e affollare gli ambulatori medici in un momento in cui dovrebbe essere liberi da incombenze non necessarie, alla luce delle disposizioni che si leggono nel Documento dell'ISS adottato dalla Conferenza Permanente Stato Regioni. 

 

Alberto Ferrando

Michele Fiore



 

 

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