lunedì 1 novembre 2021
SCUOLA SENZA PACE: CAMBIANO, SEMBRA, LE REGOLE: NUOVE REGOLE ANNUNCIATE PER LA QUARANTENA.
venerdì 23 ottobre 2020
Non prendeteci in giro: test per COVID-19 sierologici in Farmacia: NON SERVONO PER DIAGNOSI E PREVENZIONE
Non prendeteci in giro: test per COVID-19 sierologici in Farmacia: NON SERVONO PER DIAGNOSI E PREVENZIONE. IL TAMPONE VA FATTO NEI TEMPI GIUSTI
Stasera al TG il Ministro Speranza dice che si faranno i test per la COVID-19 in farmacia. Non ho il tempo di chiedermi di come potranno organizzare per fare i tamponi in sicurezza (unici esami diagnostici) e vedo che nel servizio si parla e si fa vedere che si preleva una goccia di sangue: quindi si fa l'esame sierologico che NON SERVE ASSOLUTAMENTE A DIAGNOSTICARE LA PRESENZA DEL VIRUS DELLA MALATTIA. Quando il test sierologico è positivo ormai la persona aveva il virus nel suo organismo da vari giorni, settimane o mesi e se doveva contagiare qualcuno lo ha già fatto.
IL TEST SIEROLOGICO SERVE A FINI EPIDEMIOLOGICI O PER SAPERE SE, NEL PASSATO, PIU' O MENO PROSSIMO, SI E' VENUTI A CONTATTO CON IL VIRUS.
TAMPONE: (vedete il disegno) il giorno1 del mese una persona viene in contatto con un soggetto portatore del virus, .Se fa il tampone nella prima settimana-10 giorni risulterà negativo in quanto, come si vede chiaramente dalla linea azzurrina, il tampone diventerà positivo non prima della seconda settimana e resterà positivo per 2-3 settimane. Intanto il soggetto portatore può contagiare le persone che vengono in contatto con lui/leiDettagli qui:
ESAMI SIEROLOGICI: Gli esami sierologici dosano gli anticorpi che il nostro organismo forma dopo essere stato in contatto con il virus. Vediamo dal grafico (linea tratteggiata violetta e verde) che gli anticorpi si formano, in media, dopo 10 giorni dal contatto con il virus. Avremo due tipi di anticorpi:
IgM che indicano fase acuta e si formano prima e decrescono entro settimane (5-6 settimane)
IgG che aumentano un poco dopo e resteranno positivi per mesi
CASO 2: esami sierologici positivi per IgG contatto pregresso (ma non vale come "patentino di immunità"
CASO 3: esami sierologici positivi per IgG e IgM necessario tampone ed isolamento
Qui trovate dettagli sui test e per la diagnosi bisogna fare un TAMPONE RINOFARINGEO. Il test di riferimento è il test molecolare, si usa anche, con alcuni limiti, il test antigienico rapido: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/09/chiarezza-sui-test-per-il-virus-sars.html
venerdì 25 settembre 2020
SE STA MALE, SALVO SITUAZIONI PARTICOLARI (AD ES. TRAUMI), SI DEVE FARE IL TAMPONE RINOFARINGEO!
In questi giorni si parla di scuola...ma quanto detto per educatori, insegnanti e bambini VALE PER TUTTI: CHIUNQUE ABBIA UN SINTOMO (che trovate qui sotto) deve fare, su indicazione del medico curante, il tampone rinofaringeo. RACCOMANDO ANCHE DI SCARICARE L'APP IMMUNI. SOPRATTUTTO COLORO CHE RISULTANO POSITIVI
SE STA MALE, SALvO SITUAZIONI PARTICOLARI (AD ES. TRAUMI, SI DEVE FARE IL TAMPONE RINOFARINGEO!
Cari genitori e care e cari insegnanti
I sintomi della infezione da SARS-CoV-2 sono indistinguibili da quelli di molte infezioni delle vie respiratorie che siamo abituati a vedere in inverno; nei bambini, puo’ interessare anche dell’apparato intestinale (vomito, diarrea)
E' dura per tutti.
Non sapete quanto vorremmo tornare a come eravamo prima e visitare i bambini per qualsiasi cosa. Purtroppo questo coronavirus a cambiato tutto e se vogliamo la sicurezza dobbiamo se il bambino è stato male far fare un tampone.
Ma tutti possiamo fare qualcosa vi prego mettetevi queste mascherine quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza oltre a lavare accuratamente le mani e ad evitare assembramentiIl documento dell’ISS e dei Ministeri della Salute e della Istruzione adottato dalla Conferenza Stato Regioni il 28 agosto 2020 recita: “provvedere ad una adeguata comunicazione circa la necessità, per gli alunni e il personale scolastico, di rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio pediatra di libera scelta o medico di famiglia, in caso di sintomatologia e/o temperatura corporea superiore a 37,5°C.
Si riportano di seguito i sintomi più comuni di COVID-19 nei bambini per cui il pediatra deve richiedere il tampone:
- febbre,
- tosse,
- cefalea,
- sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea),
- faringodinia, (o mal di gola)
- dispnea, (o difficoltà respiratoria)
- mialgie, (o dolori muscolari)
- rinorrea/congestione nasale;
sintomi più comuni nella popolazione generale:
- febbre,
- brividi, (?)
- tosse,
- difficoltà respiratorie,
- perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia),
- perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia),
- rinorrea/congestione nasale, faringodinia, diarrea
(ECDC, 31 luglio 2020);
Nello stesso documento vengono declinate le varie situazioni in cui sottoporre i bambini a tampone diagnostico molecolare.
La questione, pertanto, non può essere risolta demandando la soluzione di tutto ad una certificazione medica. Ma dobbiamo avere dei percorsi chiari e tutelanti.
Su questo stiamo lavorando con l’assessorato e la Regione in quanto (vedete sotto) la normativa si potrebbe prestare a interpretazioni varie.
- un bambino può essere contagioso qualche giorno prima della malattia (anche nel COVID è cosi)
- dopo i primi giorni la contagiosità cessa (non in tutte le malattie, ma lo si può accertare solo con esami di laboratorio e non con una visita; nella COVID-19 non lo si sa ancora con certezza quando termina la contagiosità e si usa il criterio del doppio tampone negativo; l’OMS adotta un solo tampone e la assenza di sintomi per almeno 10 giorni)
RIBADISCO IL CONCETTO CHE NON SI PUO’ STABILIRE LA CONTAGIOSITA’ O MENO DI UNA PERSONA IN BASE AD UNA, PUR ACCURATA E DETTAGLIATA VISITA MEDICA: quante persone risultate poi affette da COVID-19 non avevano disturbi e poi sono finite ricoverate.
Per tutelarci abbiamo a disposizione:
- 3T : Fare tamponi, tracciare i contatti e fare terapie precoci
- Distanziamento fisico e mascherina
- Lavaggio accurato delle mani
- Evitare situazioni a rischio (locali chiusi affollati soprattutto se non ventilati)
- TENERE A CASA I BAMBINI MALATI FINO A GUARIGIONE COMPLETA
- PRETENDERE il ricambio di aria frequente (almeno 10 minuti ogni ora/ora e mezza), nelle classi anche quest’inverno con il freddo
Per quanto riguarda le certificazioni trovate tutto qui:
CERTIFICAZIONI E ATTESTAZIONI PER RIENTRO A SCUOLA.
Per il soggetto 0/19 anni che si ammala il genitore contatta il Pediatra o MMG. Il medico valuta - sulla base del triage telefonico - se inviare il bambino a tampone (oppure no, a seconda della storia clinica).
mercoledì 16 settembre 2020
Mascherine e bambini: Falsi miti
Varie domande sull'uso delle mascherine ai Bambi, Fanno male?
Qui le risposte della Soc. Italiana di Pediatria. Alcuni bambini le tollerano meno bene di altri ma cerchiamo di, parlandone con il vostro pediatra curante, incentivarne l'uso con giochi, mascherine simpatiche.
I cinque falsi miti
L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta ad alcalosi?
FALSO. La quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è pressoché impercettibile.
L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta ad ipossia?
FALSO. I bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia
La mascherina chirurgica può indebolire il sistema immunitario nei bambini?
FALSO. La mascherina chirurgica previene il diffondersi delle infezioni e va portata dai bambini per evitare la trasmissione del coronavirus tra soggetti asintomatici.
La mascherina chirurgica può causare una alterazione della flora intestinale nei bambini?
FALSO. Non ci sono evidenze scientifiche in letteratura che documentino che un corretto utilizzo della mascherina possa comportare un’alterazione della flora batterica e/o disbiosi intestinale.
La mascherina chirurgica è obbligatoria per tutti i bambini?
FALSO. Ci sono bambini che sono esentati dall’uso della mascherina: quelli sotto i 6 anni di età e quelli affetti da disabilità non compatibile con un uso prolungato mascherina.
domenica 6 settembre 2020
BASTA BUROCRAZIA E CERTIFICATI PER LE SCUOLE: FACCIAMO QUELLO CHE E’ UTILE E SERVE. I PEDIATRI CI SONO E VI SONO VICINI
BASTA BUROCRAZIA E CERTIFICATI PER LE SCUOLE: FACCIAMO QUELLO CHE E’ UTILE E SERVE. I PEDIATRI CI SONO E VI SONO VICINI
Mi sto confrontando con altri pediatri e soprattutto con l’amico Michele Fiore con cui abbiamo deciso di rendervi partecipi delle nostre discussioni. O almeno di parte di esse
Da giorni passiamo il tempo a leggere ordinanze, leggi ,linee guida e attendiamo disposizioni chiare per cui stiamo interloquendo con la Regione. Ma non è facile.
Vorremmo dedicare questo tempo ad altro, a tornare a visitare come prima ma…..leggete e sappiate che i pediatri vi sono vicini sempre e ancora di più ora. La non possibilità di incontrarci di persona ci fa sentire ancora più vicini ai vostri bambini, a voi e anche a tutti coloro che operano a contatto dell’infanzia e della adolescenza
Cari genitori e care e cari insegnanti
Iniziano gli asili e le scuole con ancora vari punti da chiarire. A parte il tipo di mascherine per studenti e insegnanti IL problema riguarda il timore della malattia.
I sintomi della infezione da SARS-CoV-2 sono indistinguibili da quelli di molte infezioni delle vie respiratorie che siamo abituati a vedere in inverno; nei bambini, puo’ interessare anche dell’apparato intestinale (vomito, diarrea)
Non abbiamo ancora indicazioni su tante cose ma si spera, in settimana, di avere risposte da parte almeno della Regione.
Il documento dell’ISS e dei Ministeri della Salute e della Istruzione adottato dalla Conferenza Stato Regioni il 28 agosto 2020 recita: “provvedere ad una adeguata comunicazione circa la necessità, per gli alunni e il personale scolastico, di rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio pediatra di libera scelta o medico di famiglia, in caso di sintomatologia e/o temperatura corporea superiore a 37,5°C. Si riportano di seguito i sintomi più comuni di COVID-19 nei bambini:
- febbre,
- tosse,
- cefalea,
- sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea),
- faringodinia, (o mal di gola)
- dispnea, (o difficoltà respiratoria)
- mialgie, (o dolori muscolari)
- rinorrea/congestione nasale;
sintomi più comuni nella popolazione generale:
- febbre,
- brividi, (?)
- tosse,
- difficoltà respiratorie,
- perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia),
- perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia),
- rinorrea/congestione nasale, faringodinia, diarrea
(ECDC, 31 luglio 2020);
Nello stesso documento vengono declinate le varie situazioni in cui sottoporre i bambini a tampone diagnostico molecolare.
La questione, pertanto, non può essere risolta demandando la soluzione di tutto ad una certificazione medica. Ma dobbiamo avere dei percorsi chiari e tutelanti.
Su questo stiamo lavorando con l’assessorato e la Regione in quanto (vedete sotto) la normativa si potrebbe prestare a interpretazioni varie.
In tutte questo, i servizi educativi 0-3, hanno iniziato a richiedere certificati di rientro a scuola ( dopo soli 3 giorni di assenza!) .
Ho già scritto varie volte della inutilità totale delle certificazioni di riammissione dopo malattia che riassumo:
- un bambino può essere contagioso qualche giorno prima della malattia (anche nel COVID è cosi)
- dopo i primi giorni la contagiosità cessa (non in tutte le malattie, ma lo si può accertare solo con esami di laboratorio e non con una visita; nel COVID non lo si sa ancora con certezza quando termina la contagiosità e si usa il criterio del doppio tampone negativo; l’OMS adotta un solo tampone e la assenza di sintomi per almeno 10 giorni)
- temendo di dover fare il certificato alcune famiglie possono decidere di mandare il bambino in comunità prima
- il carico burocratico inutile porta via tempo a tutti per fare qualcosa di più costruttivo
RIBADISCO IL CONCETTO CHE NON SI PUO’ STABILIRE LA CONTAGIOSITA’ O MENO DI UNA PERSONA IN BASE AD UNA, PUR ACCURATA E DETTAGLIATA VISITA MEDICA: quante persone risultate poi affette da COVID-19 non avevano disturbi e poi sono finite ricoverate.
Per tutelarci abbiamo a disposizione:
- 3T : Fare tamponi, tracciare i contatti e fare terapie precoci
- Distanziamento fisico e mascherina
- Lavaggio accurato delle mani
- Evitare situazioni a rischio (locali chiusi affollati soprattutto se non ventilati)
- TENERE A CASA I BAMBINI MALATI FINO A GUARIGIONE COMPLETA
- PRETENDERE il ricambio di aria frequente (almeno 10 minuti ogni ora/ora e mezza), nelle classi anche quest’inverno con il freddo
QUALCHE NOTA BUROCRATICA CHA FA ANCHE CAPIRE COME SIAMO BEN LONTANI IN ITALIA DALLA SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA:
La ATTUALE (di questi giorni) richiesta di certificato da parte dei servizi di infanzia 0-3 anni, deriva da quanto contenuto nel documento tecnico che poi è stato adottato dal Ministero della Istruzione in data 3 agosto u.s.
Ad oggi, per il rientro a scuola abbiamo le seguenti Leggi/Ordinanze (in ordine cronologico dalla più vecchia alla più recente)
Premessa: la legge in Italia sui rientri a scuola, prima che in Liguria fosse abolita, prevedeva la certificazione DOPO 5 giorni di assenza (articolo 42 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518)
A) Legge regionale sulla semplificazione delle certificazioni e sentenza del Consiglio di Stato (sezione terza)
B ) Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n.34 del 25 maggio 2020, in cui veniva allegato il "patto di corresponsabilità"
C) La "circolare" ministeriale del 3 agosto us (che trova in allegato)
D) Documento ISS adottato dalla Conferenza Stato Regioni il 28 agosto http://www.statoregioni.it/media/2908/p-1-cu-atto-rep-n-108-del-28ago2020.pdf
A nostro sommesso giudizio, dal punto di vista strettamente legale non vi è dubbio che:
i) i documenti di cui ai punti (a), (b), (d), e la legge del 1967 citata qui sopra, hanno un "rango" legislativo superiore al documento di cui la punto (c);
ii) il documento (d) è di piu' recente emanazione ed ha doppia firma (c'è anche il ministero della salute).
iii) nel documento (d) NON si fa accenno ad alcun certificato ma solo ad "attestazione"
iv) ammesso e non concesso che non fossero valide queste deduzioni, allora mi pare chiaro che rispetto alla Circolare del 3 agosto, debba prevalere l'articolo 42 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518, che parla di assenza superiore ai 5 giorni.
Per i motivi qui sopra esposti, FIMP Liguria, ha fatto richiesta in Regione di intervenire, presso l'Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, presso gl Uffici Scolastici provinciali e presso gli uffici comunali competenti per i servizi educativi 0-3 anni, al fine di bloccare le richieste di certificati di rientro (in ogni caso regolamentati da regole ferree) che non fanno altro che aumentare il disagio delle famiglie e affollare gli ambulatori medici in un momento in cui dovrebbe essere liberi da incombenze non necessarie, alla luce delle disposizioni che si leggono nel Documento dell'ISS adottato dalla Conferenza Permanente Stato Regioni.
Alberto Ferrando
Michele Fiore
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