Visualizzazione post con etichetta stress. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stress. Mostra tutti i post
domenica 12 febbraio 2017
martedì 15 settembre 2015
Con l’asilo cominciano gli stress: COSA DIRE E NON DIRE AI BAMBINI
Con l’asilo cominciano gli stress: COSA DIRE E NON DIRE AI BAMBINI
Questa settimana la maggior parte
dei bambini prende la via della scuola. È finita l’estate e i giovani devono
iniziare a svegliarsi presto, cambiare stile di vita e riprendere a studiare.
Per molti, soprattutto per i più piccoli che frequentano gli asili nido si
tratta della prima avventura fuori dalle mura di casa. La perdita di persone di
riferimento, il cambio di abitudini sia per gli orari sia per i pasti, possono
creare una specie di stress iniziale e, ancora più, ansia nei genitori.
Per i bambini che iniziano una
nuova vita il ruolo della famiglia è fondamentale per ridurre i timori.
Purtroppo a volte si assiste a comportamenti che possono essere
controproducenti quale quello di insegnare ai neofiti alcune nozioni per
agevolare l’avvio: dire loro che dove va avrà più doveri e sarà soggetto a regole severe, a norme fisse,
a punizioni, a valutazione dell’insegnante o degli insegnanti.
E’ meglio suscitare curiosità e
interesse, dicendo che l’ingresso in asilo o a scuola è l’inizio di una nuova
esperienza, non evidenziando solo gli
accresciuti doveri o gli ipotetici aspetti normativi o punitivi frutto, spesso,
di propri vissuti negativi.
Non conviene ironizzare con frasi
tipo “ è finita la pacchia” oppure “… ora che vai a scuola andrai a letto
presto”. Così facendo è inevitabile che i più piccoli verranno indotti ad
attribuire alla nuova attività che stanno per intraprendere una veste solo
punitiva. Se il bambino va a letto tardi la sera e non si sveglia al mattino proviamo a fare una
autocritica invece di dare la colpa a lui o attribuire alla scuola il ruolo di “giustiziere”.
Può accadere che nostro figlio
abbia difficoltà a inserirsi in questa nuova realtà. Non possiamo generalizzare
i consigli in quanto i vissuti, le esperienze personali, quelle legate alla
famiglia, sono diversi per cui è meglio, prima di prendere una qualsiasi
decisione chiedere un parere al proprio pediatra o a una persona competente: pedagogista, psicologo,
psichiatra infantile, insegnante con esperienza. Prima di tutto non si deve
commettere l’errore di cambiare subito scuola. Meglio riflettere più a lungo e
discutere il problema con altri. Soprattutto se il bambino non ha frequentato
la scuola materna, si può creare in lui uno stato d’ansia o di panico verso un
luogo con regole collettive, con ritmi prestabiliti e con persone che ruotano
attorno ad almeno 20 alunni.
Cercate in questi casi di essere
molto rassicurantie cercate di far
contenere la paura del bimbo con spiegazioni comprensibili “papà e mamma vanno
a lavorare e tu vai a scuola ed è come se anche tu lavorassi. Quando abbiamo
finito tutti stiamo di nuovo insieme e ci raccontiamo cosa abbiamo fatto”.
Inventate delle piccole ritualità
al mattino al risveglio e quando l’ho
salutate a scuola. Leggetegli storie di
bambini e di animali che partono e ritornano.
Se il piccolo ha già frequentato
la scuola materna in genere a meno difficoltà di ambientamento e, spesso, è
facilitato dal fatto che incontra amici che ha già conosciuto all’asilo. Spesso
ci si pone il problema se si sia meglio una scuola rispetto ad un’altra o se
sia meglio il tempo pieno o determinato. Non è facile dare una risposta valida
per tutti in quanto la bontà di un istituto dipende da vari fattori ma,
soprattutto, dalle persone che vi lavorano.
MAI PARLARE MALE DI ALTRI IN
PRESENZA DEI BAMBINI,
martedì 19 maggio 2015
Gli scappa sempre la pipì di giorno (Pollachiuria psicogena)
Gli scappa sempre la pipì di giorno (Pollachiuria
psicogena)
Praticamente senza
nessun chiaro motivo il vostro bambino puo' iniziare a fare pipi' molte volte
al giorno, anche ogni 5 -10 minuti, o meno mentre durante la notte dorme
tranquillo e soprattutto senza alcuna interruzione. Fa la pipì a casa e
arrivati in auto la vuole fare di nuovo!!!!! A volte ne fa una certa quantità,
altre volte si arrabbia perché non riesce a farla. Non allarmatevi troppo e
chiedete consiglio al vostro pediatra, che vi suggerira' alcuni esami di base
per escludere qualsiasi altro tipo di patologia. Un semplice esame delle urine e eventualmente
una urinocoltura.
Se risultassero
negativi, la diagnosi e' semplice: si tratta di pollachiuria, letteralmente
urinare spesso. Va ricordato in ogni modo che la pollachiuria non e'
accompagnata da sintomi come dolore e bruciore. Recenti studi hanno evidenziato
che la pollachiuria si manifesta con una frequenza pressoche' identica nel
sesso femminile e maschile, piu' comunemente nei bambini in eta' prescolare, e
nei primi anni di scuola ma si sono riscontrati casi sino ai 12 15 anni.
Comunque, una volta
stabilito che questa predisposizione temporanea alle molte pipi' non e'
sostenuta da cause organiche, bisogna prendere in considerazione le condizioni
ansiogene che hanno potuto agire come fattori precipitanti.
In questo caso non
bisogna farsi troppe domande sul perché: molto spesso la famiglia non fa nulla
di sbagliato. La crescita, tuttavia, è di per sé una situazione stressante, che
pone il bambino di fronte a problemi per noi banali e invece per lui scogli da
affrontare.
A volte per i genitori
e' difficile stabilire quale evento abbia agito. Spesso si tratta di notizie e
spettacoli televisivi che il bambino ha captato in modo abnorme, escludendoli
poi dal proprio ricordo. Ma frequentemente la causa scatenante e' il timore
della morte propria o di un familiare, oppure l' avere vissuto un incidente
automobilistico, un intervento chirurgico subito da un genitore o il divorzio.
Soprattutto nei bambini piu' sensibili sono sufficienti eventi anche meno
stressanti: per esempio cambiamenti vari (abitazione, camere da letto,
insegnanti, ecc.) e inizio di scuola. Proprio parlandone con il pediatra e il bambino
i genitori possono arrivare alla soluzione del problema. Certamente e' inutile
esasperare la situazione: la pollachiuria e' un sintomo di natura assolutamente
benigna ed autolimitantesi, ossia che si risolve senza nessun intervento
terapeutico in qualche settimana (se si ignora).
Aspettate con pazienza: si
sistemerà.
Persistesse, si può
pensare a forme di immaturità del controllo vescicale, nelle quali la tenuta
dell'urina è assicurata al prezzo di manovre di sostegno perineale (contrazione
della muscolatura intorno ai genitali, pressione manuale, "balletti o
saltelli"); in queste situazioni spesso c'è difficoltà a controllare
l'inizio e la fine della minzione (cioè, l'atto dell'urinare), nonché la
tendenza a perdere gocce di urina; inoltre, un altro segno tipico è la
sensazione di "urgenza", cioè l'avvertire lo stimolo ad urinare non
come senso di pienezza vescicale (addominale, quindi), ma come stimolo uretrale
(esterno).
Il disturbo può essere
minimo e destinato a risolversi con la crescita ma se persistesse può essere consigliabile una
valutazione urologica pediatrica.
Intanto che fare? Ignorare,
coccolare, assecondare, rassicurare. Non sgridare né minacciare…… e in auto? Un
vasino o una bottiglia se non volete fermarvi ogni 100 metri J
venerdì 1 maggio 2015
MIO FIGLIO DIGRIGNA I DENTI NELSONNO (BRUXISMO) COSA E' E COSA FACCIO?
MIO FIGLIO DIGRIGNA I DENTI NELSONNO (BRUXISMO) COSA E' E COSA FACCIO?
Bruxismo
(viene dal termine greco “brychein” che significa far stridere digrignare i
denti nel sonno) è definito un “disturbo
del movimento in sonno”.
E’
frequente tra i bambini, soprattutto sotto i 5 anni, DA 1 A 3 BAMBINI SU 10 LO
MANIFESTANO, nella maggior parte dei casi scompare e si risolve in modo
spontaneo con la crescita.
Da
un punto di vista scientifico viene definito chiaro quando si verificano
quattro episodi di digrignamento per ora di sonno. E’ fastidioso per genitori e
fratelli in quanto causa rumore per lo sfregamento dei denti.
Ne
esistono tre tipi: da digrignamento, il più frequente, da serramento
(schiacciare arcata superiore contro quella inferiore) e misto
E’
un atto involontario di cui non è mai stata individuata una causa certa. E’ correlato
ai “micro-risvegli” che tutti presentiamo durante il sonno.
Molteplici sono i fattori che scatenano il bruxismo: alcune
sono di natura odontoiatrica, come malocclusioni o posizioni mandibolari
scorrette. Le cause o concause frequenti riguardano la sfera emotiva (stress,
ansia, frustrazione, tensione, competitività).
La comparsa del bruxismo infatti è favorita (ma non
necessariamente) da eventi stressanti che favoriscono un aumento dei
microrisvegli notturni.
A
volte è un cambiamento in famiglia positivo quale la nascita di un fratellino o
diuna sorellina, un evento luttuoso, un cambiamento della famiglia quale,
trasloco, cambo di scuola, attività sportiva, separazione ecc.
Anche
alcune malattie possono accentuare o favorirne la comparsa ed in alcuni casi,
come in tutte le situazioni, può essere presente una familiarità.
PUO’
CAUSARE DANNI?
In
genere NO MA se frequente e persistente può determinare usura dei denti e, nei bambini più grandicelli mal di testa o disturbi
generali.
·
Mal di testa al risveglio è uno dei sintomi
principali ed è causato dall'affaticamento dei muscoli che sono coinvolti nella
masticazione,
·
Dolore muscolo-facciale: al risveglio un dolore alla mandibola e ai
muscoli del viso con la sensazione di affaticamento. Anche altre parti del
corpo sono colpite in particolare il tratto cervicale con sintomi giramenti di testa e vertigini.
·
Male alle orecchie ma anche acufeni (fischi e
rumori alle orecchie), sensazione di “orecchie tappate”.
·
Mal di denti (soprattutto nel bruxismo da serramento)
·
Problemi gengivali
·
Indolenzimento
del cuoio capelluto
·
In rari casi aumento dei linfonodi del collo.
PROGNOSI
E TERAPIA:
Di
solito si risolve spontaneamente con il passare degli anni e non esistono cure
specifiche. Parlatene con il pediatra e se è comparso recentemente cercare di
capire se sono intervenuti stress (non parlatene MAI davanti al bambino).
Favorite alla sera ritmi e giochi tranquilli e rilassanti . Utlissima la
lettura invece di fare i gorilla urlando per la casa o fare la lotta greco
romana J.
UTLIZZO
DEL bite?, apparecchio mobile di protezione dei
denti da indossare durante la notte , non è consigliato per i bambini piccoli
come primo intervento. Molto importante serenità
al momento della nanna, colloquio con il pediatra e visita eventuale
dall’odontoiatra (meglio ortodontista e/o pedodontista per escludere fattori anatomici favorenti.
Poi…in genere passa da solo nei bambini tra i 5 e gli 8 anni. NON esistono
studi clinici controllati su ampie popolazioni di efficacia, almeno io non ne
ho trovati , su efficacia di terapie
omeopatiche, omotossicologiche, ayeurvediche, fiori di Bach, ipnosi
agopuntura…anche se in singoli bambini interventi di questo tipo sembra che
abbiano risolto la situazione (che forse si sarebbe risolta da sola?? Riferiti
risultati anche con osteopatia..ma intanto prima di spendere soldi e di delegare
ad altri o sperare in eventi miracolosi di terapie varie il mio consiglio è:
- 1 Parlare con il pediatra
- 2 Valutare il Vostro stile di vita soprattutto alla sera
- 3 Valutare eventuali cambiamenti fonte di stress in famiglia o sul lavoro, scuola, sport
- 4 Alla sera giocare, in modo calmo e rilassato, con il bambino. LEGGERE UN LIBRO
- 5 Eventuale visita odontoiarica
giovedì 1 agosto 2013
LO SPORT SERVE AI BAMBINI E NON PER LE AMBIZIONI DI ALCUNI GENITORI
SPORT BAMBINI E GENITORI
In attesa di , speriamo, cambiamenti sull'ECG a tutti i bambini ogni anno(che vorrebbe dire non fare sport per un bel pò di tempo stante la situazione attuale) invio questo articolo con alcuni consigli sullo sport e bambini. Non è lungo e Vi offro alcuni spunti su cui ognuno può fare le sue meditazioni.
Innanzitutto non c'è solo il calcio: leggete questo articolo del Corriere Mercantile scritto in collaborazione da una mamma, segretaria dello studio e cogestrice del blog paola Santagata, e da un ragazzo che scrive per il blog: Filippo Dagnino di 16 anni. Articolo scaricabile qui: http://www.apel-pediatri.org/attachments/351_foto%20(3).PNG
In attesa di , speriamo, cambiamenti sull'ECG a tutti i bambini ogni anno(che vorrebbe dire non fare sport per un bel pò di tempo stante la situazione attuale) invio questo articolo con alcuni consigli sullo sport e bambini. Non è lungo e Vi offro alcuni spunti su cui ognuno può fare le sue meditazioni.
Innanzitutto non c'è solo il calcio: leggete questo articolo del Corriere Mercantile scritto in collaborazione da una mamma, segretaria dello studio e cogestrice del blog paola Santagata, e da un ragazzo che scrive per il blog: Filippo Dagnino di 16 anni. Articolo scaricabile qui: http://www.apel-pediatri.org/attachments/351_foto%20(3).PNG
Inizia un nuovo anno scolastico e una delle domande che frequentemente viene posta al pediatra è quella di quando e quale sport far fare al figlio. Addirittura alcuni vorrebbero far iniziare una attività sportiva già a 2-3 anni!
Una delle funzioni principali per far fare sport ai bambini è quello di supplire alla mancanza di di spazi per praticare il gioco “libero” con la conseguenza che invece di poter giocare e correre liberamente i bambini, dopo ore di scuola e di regole, ne subiscono altre: quelle dello sport organizzato.
Bisogna anche fare attenzione al fatto che altri interessi, oltre a quello di far fare movimento e attività fisica, prevalgano: soprattutto quello delle ambizioni, voglie ed aspettative di allenatori e società sportive e quelle dei genitori. Fortunatamente il livello di preparazione e formazione degli allenatori dei vari sport per bambini e ragazzi è notevolmente aumentato e, rispetto ad anni fa, si dà molta importanza agli aspetti educativi e pedagogici (almeno fino ad una certa età) dello sport e non ai risultati. Un fattore di più difficile contenimento è, a volte, quello delle ambizioni e delle aspettative dei genitori. Capita in alcuni casi che lo sport che dovrebbe servire a formare e a ridurre lo stress diventi esso stesso causa di stress. Alcuni bambini per “amore” e per accontentare i genitori praticano uno sport controvoglia, con ansia e possono manifestare segnali di sofferenza per cui vengono portati dal pediatra. Si tratta nella maggior parte dei casi di patologie dette “da somatizzazione” (mal di testa, mal di pancia, disturbi del sonno, difficoltà scolastiche ed altro. Frequente la “dispnea psicogena” che si manifesta con profonde inspirazioni a riposo). Un ragazzo ha aspettato il compimento dei 18 anni per comunicare ai genitori che non avrebbe più praticato tennis che fin da piccolo si sentiva obbligato di fare dai genitori. Alcuni ci riescono prima e altri non ci riescono affatto. Tra questi si trova addirittura Andre Agassi che ha scritto un libro che esce in Italia "Open". Nel libro l'ex tennista racconta come è diventato un campione, e come è arrivato a odiare il suo sport per colpa di un genitore da lui definito “violento, brutale, ossessivo”. Scrive "Io, condannato a vincere da un padre mostro".
Una raccomandazione a tutti i genitori: non spingete vostro figlio verso uno sport. Cercate di capire se la scelta di uno sport da praticare viene fatta per le vostre aspettative o per il desiderio di vostro figlio.
Inoltre se gioca male o non fa quel goal che sembra già fatto o non fa una parata facile sappiate che Vostro figlio sarà già triste per questo. Ha bisogno della Vostra comprensione e affetto e non delle vostre critiche. E’ meglio avere un figlio felice e sorridente, anche se non è il migliore della squadra, che un “campioncino” , che difficilmente diventerà campione.
Dedicate del tempo a stare con Vostro figlio, alla lettura, alla musica e al dialogo.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Bambini e lutto Cosa dire, cosa evitare e quando chiedere aiuto
Bambini e lutto Cosa dire, cosa evitare e quando chiedere aiuto Guida per genitori, nonni e insegnanti — revisione agosto 2026 Quando un bam...
-
Annegamento: non chiamiamola fatalità. Cosa dobbiamo fare, subito, per i nostri bambini Scrivo queste righe con il cuore pesante. Oggi, a ...
-
🌊 MASCHERE DA SNORKELING FULL-FACE: PERCHÉ NON SONO ADATTE AI BAMBINI PICCOLI 🤿❌ Con l’estate molti genitori scelgono le maschere da sn...
-
MIO FIGLIO HA DELLE MACCHIE BIANCHE SU VOLTO La pitiriasi alba è una manifestazione cutanea comune tra i bambini dai 2-3 anni finno alla a...




