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lunedì 6 gennaio 2020

TUTTO FEBBRE: COSA NON FARE E COSA FARE: RISPOSTA A MAMMA

TUTTO FEBBRE: COSA NON FARE E COSA FARE: RISPOSTA A MAMMA
Caro dottore, come mi devo comportare in caso di febbre? La febbre molto alta può essere pericolosa? I vecchi rimedi della nonna, come le spugnature, funzionano? Lo debbo coprire qua do ha la febbre per farlo sudare? Altri mi consigliano di fare impacchi freddi ....Mi aiuti. 

Innanzi tutto la febbre è un meccanismo di difesa del nostro corpo che non va per forza combattuta e abbassata a meno che il bambino, o l’adulto, non stia male per la febbre. 
Alcuni "accusano"  vari disturbi come malessere, dolori, debolezza , cefalea, anche a temperature inferiori ai 38, altri reggono temperature più elevatezze.
A questo link potete scaricare i consigli per genitori elaborati dal Gaslini e dai pediatri di famiglia: 
Trova risposte per tutti i problemi di malattie e incidenti nel mio libro "Primo Soccorso Pediatrico" che trova nelle principali librerie e online a partire da Amazon
-       Non coprire il bambino (“terapia fisica della febbre”): sebbene nell’immaginario comune ci sia l’atto di coprirsi in corso di febbre, in realtà questo va contro le leggi più elementari di fisica e termodinamica.  E' necessario rispettare il "ciclo della febbre": quando la febbre sale, soprattutto se sale rapidamente, il bambino può avere freddo e manifestarlo con dei "brividi". Bisogna coprire il piccolo solo quando questi mostra i famosi “brividi” che sono un segno di ascesa della febbre. Se vogliamo far disperdere calore dobbiamo scoprire (e non coprire) il corpo, quando la temperatura si è “stabilizzata” ed il piccolo non manifesta più i “brividi”.  Quindi il piccolo non va messo sotto le coperte, non ha bisogno di essere vestito come un esquimese, anzi va vestito con abiti di tessuto leggere e traspirante proprio per favorire lo scambio di calore.  L’esempio che io da sempre faccio è quello della torta.  Se io voglio assaggiare subito la succulenta torta della mamma appena sfornata, non la coprirò di certo per farla raffreddare!
-       Bagnetto e “spugnature” (“terapia fisica della febbre”): NON usare il ghiaccio in testa per far scendere la febbre.  NON usare impacchi di alcol.  Solo in alcuni casi, vanno bene invece gli strofinacci bagnati con acqua, posti alla fronte, alle braccia ed alle gambe (“spugnature”).  Utile (quando la temperatura è elevata, maggiore di 39,5°C) calare, per pochi minuti, il bimbo in un bagnetto con acqua NON fredda.  L’eccesso di freddo (ghiaccio ed acqua gelata) inganna l’apparato regolatore della temperatura corporea (detto centro della febbre, situato nel cervello) producendo un effetto paradosso, la temperatura si abbassa per poi innalzarsi rapidamente e con più vigore.Molti genitori sono convinti che il rialzo febbrile da solo, sia sinonimo di malattia o addirittura possa essere causa di danno cerebrale. In realtà la febbre è solo un sintomo, non una malattia, e rappresenta, come dicevamo, una reazione di difesa del nostro organismo a seguito di varie cause fra cui le infezioni (virali, batteriche o da altri microrganismi patogeni), che spesso colpiscono i bambini e gli adulti,  soprattutto in certi periodi dell'anno in concomitanza con le epidemie di influenze e sindromi influenzali, tuttavia la temperatura corporea dei bambini può aumentare anche per cause "fisiche" come il caldo umido, la prolungata esposizione al sole, al risveglio del mattino, dopo un pianto o uno sforzo prolungato, dopo i pasti o dopo aver bevuto bevande calde.  La temperatura può aumentare anche per reazione a farmaci (p.es. dopo le vaccinazioni) o sostanze tossiche; può precedere, accompagnare o seguire l'eruzione di un dentino  e il bambino non presenta alcun altro sintomo (stiamo attenti a non attribuire ai denti la responsabilità di febbri superiori a 38,5° - 39° gradi e che perdurano nei giorni).

Ricordare  che la febbre è un sintomo e non una malattia, tuttavia dobbiamo considerare che spesso determina: astenia, malessere, ridotta efficienza mentale, cefalea, inappetenza, stipsi (da rallentato transito intestinale), nausea e/o vomito (da “acidosi”) , dolori diffusi muscolari e/o articolari, sopore e sonnolenza o stati di agitazione.
Il criterio principale di preoccupazione è uno: “come sta il bambino?” Ricordatevi che vostro figlio lo conoscete più voi di chiunque altro, medico compreso, solo voi siete in grado di dare risposte che sono fondamentali, per il pediatra, nella valutazione dello stato febbrile e generale del bimbo. E’ utile disporre di alcuni elementi che ci facciano capire se dobbiamo preoccuparci o meno, in quanto i bambini si possono ammalare anche quando siete in viaggio o in vacanza, nei giorni festivi quando è più difficile reperire il proprio pediatra. In linea di massima state (o almeno cercate di stare) tranquilli se il bambino, anche se, ha febbre ma “sta bene” (gioca, salta, “mangiucchia”, è attivo e risponde agli stimoli ambientali); viceversa iniziate a preoccuparvi se il bambino è “mogio” sofferente o abbattuto anche quando la febbre scende dopo aver somministrato un antipiretico. Preoccupatevi se inizia a muoversi poco o a non rispondere agli stimoli, anche dopo che la temperatura è scesa. Altro criterio di preoccupazione, anche in assenza di febbre, è l’alterata respirazione come una frequenza superiore ai 40-50 al minuto o una difficoltà a respirare.  Quando il bambino ha la febbre, nel dubbio, chiamate subito il pediatra soprattutto se è una delle sue prime febbri, anche se il bambino sta abbastanza bene non così potrebbero stare i nonni e voi stessi.
Ricordatevi che, spesso, la causa della febbre non è evidenziabile ad una visita effettuata precocemente. L’intervallo di tempo tra la comparsa della febbre ed i segni della malattia che ha provocato la febbre (p. es.  localizzazione dell’infezione) può essere di 24 ore ed oltre (come è il caso di molte bronchiti o “piccole” broncopolmoniti” che compaiono in fase di risoluzione della febbre).  Quindi una visita precoce può non essere in grado di far porre la diagnosi che diverrà chiara dopo qualche giorno.  Esempio paradigmatico è una banale malattia virale chiamata “sesta malattia”. Questa è una malattia esantematica (esantema significa "fioritura" e qui vuol dire malattia con eruzione sulla pelle) caratterizzata da presenza di febbre elevata (anche 39-40°C), senza altri sintomi evidenti; dopo circa 3 giorni di febbre il bambino si sfebbra spontaneamente e sulla pelle compaiono delle “macchie”.
Tenendo presente tutti questi criteri si ricordi che:.
-       Si definisce febbre: una temperatura ascellare superiore a 37,2°C; rettale superiore a 38°C; orale superiore a 37,6°C.
-       Non si misura la febbre seil bambino sta bene, gioca, mangia, dorme e salta per la casa. Se, nonostante il consiglio, la misurate ricontrollatela dopo una mezz'ora (dal risveglio, dal pianto, dal pranzo, dalla corsa ecc.).
-       La febbre si misura:  ascella (richiede collaborazione ed è la sede consigliata), inguine, ano (richiede accortenza).
-       Il termometro può essere: a mercurio più affidabile ma ormai non più in commercio, elettronico leggermente meno affidabile e preciso, le strisce a "cristalli liquidi" le ritengo molto poco precise. Il  termometro auricolare è consigliato da alcuni pediatri (è rapido e consente di misurare la temperatura rapidamente) ma richiede una certa pratica.
-       Non si forza il bimbo a mangiareperché è normale non aver voglia di mangiare in corso di malattia (ma spesso anche per un adulto).  Preferisca piccoli pasti e facilmente digeribili. Riprenderà spontaneamente a chiedere cibo man mano che la malattia evolverà verso la guarigione.
-       Offrire da bere (“terapia fisica della febbre”): è un ottimo rimedio per combattere la febbre, fa parte dell’armamentario terapeutico al pari dei farmaci.
-       Non coprire il bambino (“terapia fisica della febbre”)sebbene nell’immaginario comune ci sia l’atto di coprirsi in corso di febbre, in realtà questo va contro le leggi più elementari di fisica e termodinamica.  E' necessario rispettare il "ciclo della febbre": quando la febbre sale, soprattutto se sale rapidamente, il bambino può avere freddo e manifestarlo con dei "brividi". Bisogna coprire il piccolo solo quando questi mostra i famosi “brividi” che sono un segno di ascesa della febbre. Se vogliamo far disperdere calore dobbiamo scoprire (e non coprire) il corpo, quando la temperatura si è “stabilizzata” ed il piccolo non manifesta più i “brividi”.  Quindi il piccolo non va messo sotto le coperte, non ha bisogno di essere vestito come un esquimese, anzi va vestito con abiti di tessuto leggere e traspirante proprio per favorire lo scambio di calore.  L’esempio che io da sempre faccio è quello della torta.  Se io voglio assaggiare subito la succulenta torta della mamma appena sfornata, non la coprirò di certo per farla raffreddare!
-       Bagnetto e “spugnature” (“terapia fisica della febbre”): NON usare il ghiaccio in testa per far scendere la febbre.  NON usare impacchi di alcol.  Solo in alcuni casi, vanno bene invece gli strofinacci bagnati con acqua, posti alla fronte, alle braccia ed alle gambe (“spugnature”).  Utile (quando la temperatura è elevata, maggiore di 39,5°C) calare, per pochi minuti, il bimbo in un bagnetto con acqua NON fredda.  L’eccesso di freddo (ghiaccio ed acqua gelata) inganna l’apparato regolatore della temperatura corporea (detto centro della febbre, situato nel cervello) producendo un effetto paradosso, la temperatura si abbassa per poi innalzarsi rapidamente e con più vigore.
-       Quando dare dei farmaci per abbassare la febbre: la febbre di per se non necessita, se il bimbo la tollera bene, di essere abbassata per forza. Anzi la febbre aiuta l'organismo a combattere meglio contro virus e batteri. Unico scopo dei farmaci antifebbrili è quello di far stare meglio il bambino. La scelta di abbassare la febbre deve essere presa in base a come sta, complessivamente, il bambino oppure se la febbre supera i 38,5°C (ascellare) o 39°C (rettale).  A volte invece accade che il bambino presenti un certo stato di "sofferenza" anche con febbre inferiore a 38° e, in tal caso, il farmaco antifebbrile verrà somministrato pur in presenza di  temperature più basse di quelle appena dette.
-       Quali farmaci dare: il vostro pediatra vi consiglierà su quali farmaci tenere in casa per la febbre. In età pediatrica si utilizza il paracetamolo. Farmaco alternativo, sufficientemente studiato in età pediatrica rispetto alla efficacia e alla sicurezza l'Ibuprofene. Ricordate che qualsiasi farmaco diate a vostro figlio potrebbe non far tornare la temperatura nella norma ma farla scendere di 1-2 °C.
-       Quali farmaci NON dare:  acido acetilsalicilico (aspirina) non deve essere usato fino ai 15 anni di età perché si è visto che il suo uso è associato ad una malattia gravissima, seppur rara, la sindrome di Reye. La Noramidopirina in gocce può provocare, seppur raramente, una riduzione dei globuli bianchi (agranulocitosi). Non utilizzate farmaci anti-infiammatori per adulti (se non su indicazione del vostro pediatra) per i possibili effetti collaterali a carico dell’apparato gastrointestinale o altri tipi di  reazioni avverse al farmaco.
-       Il bambino con la febbre può uscire: è assolutamente infondato il timore che fare uscire un bambino con febbre comporti dei problemi di salute. Chiaramente non è il caso di portarlo ai giardinetti, al mare o a fare una gita.  Può uscire, invece, per andare presso l’ambulatorio del pediatra oppure per andare a casa dei nonni se i genitori devono andare a lavorare. D'altronde tutti i genitori accompagnano il bambino con febbre in ospedale, nei giorni festivi se non rintracciano il loro pediatra o quando si trovano in vacanza fuori città.
-       NON correte in ospedale: cercate di contattare il vostro pediatra al più presto se:
– se siete alla prima esperienza di febbre – a prescindere dall’età;
– se il bambino ha meno di tre/sei mesi;
- se il bambino presenta sintomi quali difficoltà alla respirazione, dolore addominale con vomito, sopore, stato confusionale, convulsioni, collo rigido (a prescindere dall’età) o non vi “sembra normale” (vedi sopra);
- se la febbre supera i 40°C – a prescindere dall’età,
-       dopo le prime 24 ore di febbre – per bambini di età fra i 6 ed i 12 mesi che non presentino alcun sintomo di quelli riportati in precedenza
-       dopo le prime 24 - 48 ore di febbre – se il bambino vi sembra “normale” (vedi sopra).
Quando si contatta il pediatra:
1.              tenete a portata di mano carta e penna per appuntare eventuali consigli telefonici.
2.              riferite il peso e l’età del vostro bimbo.
3.              riferite la temperatura, il tipo di termometro usato e dove avete misurato la temperatura
4.              riferite la durata della febbre
5.              riferite con precisione gli eventuali sintomi presenti
6.              riferite eventuali farmaci somministrati (tutti: convenzionali, fitoterapici, omeopatici etc.)
riferite se il bambino ha avuto, nei giorni precedenti, contatti con altre persone malate.
Un cordiale saluto
Dr. Alberto Ferrando



domenica 26 aprile 2015

FEBBRE: ESSENZIALE PER SOPRAVVIVERE ALL'ANSIA DA FEBBRE. COSE DA FARE E DA NON FARE

FEBBRE: ESSENZIALE PER SOPRAVVIVERE ALL'ANSIA DA FEBBRE. COSE DA FARE E DA NON FARE
1) La febbre è una reazione dell'organismo che aiuta lo stesso a reagire e a difendersi. Pertanto non va abbassata per forza. Si somministra antipiretico SOLO quando la febbre fa "stare male" (agitazione, sonnolenza, irritabilità, dolori diffusi, cefalea, vomito ecc.)
2) NON ESISTE UN VALORE AL DI SOPRA DEL QUALE SI DEBBA DARE PER FORZA L'ANTIPIRETICO (almeno finchè non fa stare male: vedi sopra) e per temperature superiori ai 39-40. NON ESISTE RAPPORTO SU QUANTO E' LA FEBBRE E GRAVITA' DELLA SITUAZIONE.
3) NON importa pertanto se la febbre ì 38 o 39. L'antipiretico si somministra quando il bambino "sta male" per la febbre
4) Termometri: visto quanto detto importa poco quanto è la febbre. Si consiglia termometro elettronico o al "gallio" (che ha sostituito quello a mercurio uscito di produzione per tutela dell'ambiente dal 2009) utilizzato all'ascella (e non per via rettale).
5) Antipiretici da usare in età pediatrica? Paracetamolo e ibuprofene. A seconda dei periodi o dei pediatri si usa maggiormente uno rispetto all'altro. Vanno dati a dosaggi adeguati. A volte non funziona, soprattutto il paracetamolo, perché sottodosato (se ne dà troppo poco). MAI USARE ALTRI FARMACI, se non su precise, e ragionate, indicazioni del medico. NON SI USA il cortisone come antipiretico
6) Si consiglia di non alternarli ma..se uno non abbassa la febbre, pur a dosaggio adeguato, si può provare con l'altro
7) Via di somministrazione ELETTIVA: per bocca. Per via rettale l'assorbimento è variabile e non si riesce a fare un dosaggio adeguato per il peso del bambino
8) Intervallo tra le somministrazioni: 4-6 ore per il paracetamolo, 6-8 ore per il ibuprofene
9) SCONSIGLIATE LE MISURE FISICHE PER ABBASSARE LA FEBBRE: ALCOL (PERICOLOSISSIMO) E ANCHE GHIACCIO E PEZZE FREDDE . Queste ultime trovano indicazione nel colpo di calore e non nella febbre (per es. bambino dimenticato in auto o lasciato al caldo in qualsiasi luogo
10)  Offrire da bere e non forzare da mangiare
11) IL BAMBINO CON FEBBRE PUO' USCIRE (da una casa  all'altra o per andare dal medico, ovviamente meglio che non vada al mare o asciare mentre ha la febbre :-) )
12) Le convulsioni febbrili che vengono dal 2 al 5% nei bambini di età inferiore ai 4-5 anni con febbre non sono prevenute dalla somministrazione di antipiretici
13) NON si somministrano prima dei vaccini
14) SI Somministrano in caso di dolore anche senza febbre
15) MAI DARE IBUPROFENE IN CORSO DI GASTROENTERITE, VARICELLA O SOSPETTA POLMONITE
Linee guida qui:http://ferrandoalberto.blogspot.it/2014/05/gaslini-e-pediatri-della-fimp-e-apel.html
e altrove sul blog

mercoledì 5 febbraio 2014

MAMMA DOMANDA: ALL'ASILO MISURANO LA FEBBRE NEL SEDERINO. E' CORRETTO?

Buongiorno dott, sono la mamma di una bambina di  8 mesi, ho scoperto che a mia figlia all’asilo veniva misurata la febbre internamente... sono rimasta colpita xchè seppur avendo un'altra figlia di 2anni, non ho mai fatto uso di sondini (fortunatamente, mi dirà lei!) e x la febbre sinceramente non mi è mai balzata l'idea di misurargliela internamente, sono così piccoli che mi sembra di fargli una "violenza".. poi ora con tutta la tecnologia dei termometri!
Sbaglio ad essere stata infastidita da tale "rivelazione" (x me spiacevole.Quando può, mi dica lei,sinceramente, se sono caduta dal pero perchè ignorante e forse troppo sensibile... 
Grazie 
Saluti
Cara Mamma
Ha ragionassimo.  (A parte i discorsi di igiene e di privacy e della domanda: ma è un asilo o un ospedale?? NON SI MISURA LA FEBBRE A UN BAMBINO CHE STA BENE). Se un bambino è caldo si chiamano i genitori. Tanto sapere se ha 37,5 o 39 non cambia il discorso. Qui trova le ultime linee guida italiane: http://www.snlg-iss.it/cms/files/LG_SIP_febbre.pdf
 e sintetizzo qui sotto la risposta alla domanda. 
La febbre si misura all’ascella e aggiungo, il modo migliore di dare un antipiretico è per bocca e non per supposta (che va vista coma una modalità “alternativa” e non di elezione in caso di vomito.
Atre notizie sulla febbre qui: www.ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=febbre
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando

Nonostante che la temperatura rettale sia da molti ancora oggi
considerata il gold standard per la misurazione della temperatura corporea, la via di misurazione rettale della temperatura
corporea non dovrebbe essere impiegata di routine nei bambini con meno di 5 anni a causa della sua invasività e del disagio che
Comporta.
La misurazione rettale della temperatura può essere presa in considerazione per i bambini critici o privi di coscienza, se misurata da
operatori esperti. In ogni caso non deve essere rilevata in bambini immunocompromessi o con sanguinamento rettale. Si devono adottare tutte
le misure necessarie per prevenire possibili danni causati da movimenti improvvisi del bambino. In particolare, la misurazione non
deve essere fatta col bambino in posizione supina.


lunedì 21 maggio 2012

Febbre e bambini

Articolo sul Corriere mercantile su febbre e bambini a questo link:
19 maggio 2012: Febbre e bambini. Ferrando

Mercoledì scade il termine per fare domanda di partecipare alla Conferenza su malatti e emergenza che si svolge alla Internationa School (Scuola americana) venerdì mattina alle 9 a Quarto Castagna dentro alla Badia Benedettina. Chi desidera partecipare , gratuitamente, può mandare una mail a me (aferrand@fastwebnet.it) o a Paola Santagata (paola.santagata@libero.it)
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando

giovedì 17 maggio 2012

TERMOMETRO: IL MIGLIORE

Cari genitori

E' apparso sul Corriere della Sera un articolo sui termometri-
La risposta al titolo è una: la mano e le labbra della mamma. Ovvio che le prime volte si è in dubbio ma fidatevi di voi. Se vostro figlio ha la febbre ve ne accorgete, toccandolo, baciandolo o anche solo guardandolo.
Direte: vabbè ma quanta febbre? La risposta che dò e che NON CI INTERESSA e provo a spiegarlo rapidamente:
- La febbre è un meccanismo di reazione del nostro organismo ma non vuol dire che se è alta ci si debba preoccupare. A volte il bambino ha la febbre superiore a 39 e sta bene, o relativamente bene, altre volte ha poche linee e appare malato.
- UN BAMBINO PUO' STARE MALE ANCHE SENZA FEBBRE e in questo caso è mogio o irritabile, non giovca, è "diverso " dal solito
Per questi motivi non ci interessa quanta febbre ha ma se oltre alla febbre il bambino "è diverso" dal solito. E siete Voi genitori e nonni che conoscete il bambino più di tutti quanti.
Per questo motivo Vi prego di:
- Non misurare la febbre se il bambino sta bene (dopo mangiato e dopo sforzo aumenta)
- Di non utilizzare solo il parametro febbre per decidere che il bambino sta bene o male ma di vedere globalmente come sta il bambino

Antipiretico?? Quando il bambino accusa la febbre e sicuramente quando supera i 39 ascellari (decimo di grado più o meno).
Quindi termometro: NON spendete un patrimonio, usate quelli eletronici da pochi euro ma usateli poco.

DIMENTICAVO: QUANDO IL BAMBINO HA LA FEBBRE sotto ai 38, sta bene è vivace può uscire (magari non andare al mare a fare il bagno ma una passeggiatina la può fare).
Trovate di più sul sito www.ferrandoalberto.eu



Febbre, dubbi sui nuovi termometri 
Il 3 aprile 2009 una direttiva europea mise al bando i termometri al mercurio, a vantaggio dei modelli digitali o a infrarossi. Oggi emergono però dubbi sulla reale affidabilità dei termometri moderni. L'ospedale Piccolo di Trieste ha dovuto ammettere che «gli strumenti timpanici utilizzati risultano più critici per quanto riguarda la misura, influenzata da fattori ambientali, anatomici e di pulizia del condotto uditivo. La loro accuratezza è inferiore». I nuovi termometri sono sicuramente più igienici e più veloci, anche se forse meno pratici.
«Qualche differenza nella misura della temperatura c'è, ma siamo nell'ordine dei decimi di grado - dice Enrica Vecchi delle Farmacie comunali riunite di Reggio Emilia - se un termometro segna due gradi in meno di un altro, vuol dire che uno dei due è difettoso».
«I nuovi termometri sono influenzati dall'umidità, dalla temperatura esterna, dalla distanza a cui vengono posti: la lettura della temperatura implica la valutazione contemporanea di tutta una serie di parametri - spiega Maurizio Pace, segretario della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) e titolare di una farmacia - In pratica la misura cambia se, per esempio, la stanza è più o meno umida, se la finestra è aperta o il termosifone è acceso o, nel caso del termometro auricolare, se la sonda non è ben pulita». Un compromesso è il galinstan, un termometro che funziona come quello al mercurio, ma non è tossico. 

Ho detto che i vaccini salvano vite. Mi hanno proposto la galera. 😅

Ho detto che i vaccini salvano vite. Mi hanno proposto la galera. 😅 Oltre cento commenti in pochi giorni. Molte domande vere, qualche insul...