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domenica 29 marzo 2020

LAVORI PER BAMBINI A CASA

Caro dottore
I miei figli di 2,4 e 6 anni sono abituati a stare all’aperto e a fare tanta attività fisica.
Stare a casa tra faccende domestiche, riordinare anche i giochi e le loro camerette perennamente in disordine e stare dietro alle proteste e rivendicazioni dei bambini c’è da uscire di testa. Qualche consiglio?

Cara mamma
Direi prima di tutto bisogna cercare di non fare i genitori maggiordomi (o “colf”) che accudiscono completamente il bambino mentre dai primi anni di vita si deve cercare di favorire l’autonomia, responsabilizzando il bambino e certe cose facendole fare come un gioco. Gioco che diventerà  routine e il bambino farà poi sempre man mano che cresce . A volte i genitori intervengono perché
e i bambini hanno tempi diversi, sono un po’ lenti, ad esempio a vestirsi, e il genitore lo aiuta o si sostituisce a lui e questo diventa comodo per il bambino che pian piano lascia fare e diventa una sua routine. A volte invece i bambini i “subiscono” l’ingerenza dei genitori ma vorrebbero una maggior autonomia.
In ogni modo l’effetto è assolutamente diseducativo e impedisce al bambino di acquisire una autonomia oltre a condizionale la vita della famiglia.
Una soluzione? Prima prendiamone coscienza e poi istituiamo una sana attività fisica: aiutare nei lavori casalinghi. Come? Facendoci aiutare nei LAVORI DOMESTICI dal rifare il letto, a dare mangiare all’animale domestico, ad  aiutare i fratellini più piccoli. Dobbiamo tornare alle vecchie abitudini, di quando la mamma si imponeva di rifare il letto, di sistemare il caos in casa.
Si può partire fin dai due anni iniziando ovviamente dai compiti facili come riordinare i giocattoli, mai tirarne fuori uno se non si è messo via quello precedente, approfittando dello spirito di emulazione dei bambini che tendono ad imitare l'adulto
Vanno inoltre anche coinvolti nella spesa e nella preparazione dei cibi
.    BAMBINI DI 2-3 ANNI. rimettere i giochi nelle scatole, gettare i rifiuti nella spazzatura, apparecchiare la tavola, mettere a posto le riviste e i libri
2.    BAMBINI DI 4-5 ANNI. dar da mangiare agli animali domestici, apparecchiare la tavola (ma con piatti e bicchieri non fragili), appaiare i calzini, innaffiare le piante... I bambini di età prescolare amano dimostrare di essere capaci e indipendenti. Concentratevi non tanto sul risultato, ma sull'impegno.
3.    BAMBINI DI 6-7 ANNI. aiutare a preparare il pranzo, fare i letti, aiutare a mettere via la spesa, buttare la spazzatura.
4.    BAMBINI DI 8-9 ANNI. cucinare piatti semplici, apparecchiare e sparecchiare, caricare e svuotare la lavastoviglie, piegare e mettere via i vestiti, sostituire la carta igienica, passare l'aspirapolvere o rastrellare.
5.    BAMBINI DI 10-12 ANNI. A questa età possono: lavare piatti e pentole, passare la scopa, lavare il bagno, aiutare a portare la spesa.
6.    DAI 13 ANNI IN SU. A questa età possono: fare da babysitter ai fratellini, aiutarli con i compiti, cucinare la cena una volta alla settimana, portare fuori il cane... E' importante che un figlio adolescente impari a cavarsela da solo in quasi tutte le faccende domestiche. Attenzione però che gli insegnamenti non rispecchino stereotipi di genere: i maschi devono imparare a cucinare, a stirare, a fare il bucato e le femmine a maneggiare un trapano, cambiare l'olio della macchina e fare giardinaggio.​
I LAVORETTI VANNO PAGATI? è importante che i bambini eseguano dei lavoretti all'interno della famiglia per imparare il senso di responsabilità. Questi lavori dovrebbero essere separati dalla paghetta settimanale, che serve per insegnargli il valore dei soldi.




domenica 26 agosto 2018

BAMBINI EDUCATI SENZA PAURA (bambini “free range”) (Ovvero una società amica e a misura del bambino)

BAMBINI EDUCATI SENZA PAURA (bambini “free range”)
(Ovvero una società amica e a misura del bambino)
E’ giusto educare i bambini ad evitare i pericoli ma il rischio, se si esagera, è quello di creare dei bambini paurosi e insicuri oltre a limitarne l’autonomia.
In Utah è diventata legge, (da maggio di quest’anno)  il diritto di crescere i propri bambini "free range". Ma se guardiamo vicino a noi, in Svizzera, i bambini si muovono e giocano all’aperto tutti i giorni, senza essere sorvegliati da vicino così come in altri paesi “benestanti” come Germania, in Olanda e nel lontano Giappone (non so in altri Stati).
In questi paesi è normale vedere dei bambini che camminano per la strada diretti a scuola o sulla via del ritorno oppure che si fermano in un parco giochi, lontani dal controllo dei genitori.
PRECEDENTI:
Il 25 maggio del 1979, Ethan Patz scomparve, a 6 anni,  mentre andava da casa a scuola nel quartiere di Soho, a New York. La scomparsa  scatenò un’ondata di paura che unita ad una fase  di aumento del crimine causò la “scomparsa” di bambini in giro da soli e venivano sempre accompagnati e controllati.
Dal 2008 una mamma, Lenore Skenazy, ha deciso di mandare suo figlio di nove anni a scuola da solo in metropolitana e ha lanciato l’idea di tornare ai bambini “liberi” (free range). Ovviamente si scatenarono o grandi discussioni tra fautori e detrattori. Si è creato un movimento dopo che la mamma ha scritto un libro  libro “Free Range Kids: How to raise safe, self-reliant children without going nuts with worries” (Bambini liberi: come crescere bambini sicuri e autonomi senza impazzire di ansia), il  “Free range parenting”: fare i genitori lasciando autonomia ai figli.
Lo  Utah diventa è il primo Stato che rende il “free range parenting” legale: legale mandare bambini, dall’età di 9 anni, da soli a scuola o al parco giochi, e sarà lecito lasciare un bambino solo in automobile per qualche minuto. 
E in Italia? Quattro anni una coppia italiana, Alex e Mara, è finita in prigione per aver lasciato la loro bambina addormentata sola in automobile per otto minuti.  La loro storia è stata oggetto di un dilaniante libro, “La Fabbrica dei Cattivi”, di Diego Agostini (Giunti, 2013).
Nel 2017 il Ministro Fedeli disse: “i “genitori non possono evitare questa assunzione di responsabilità. L’autonomia dei ragazzi? Si può sperimentare il pomeriggio”. 
“Anche i genitori devono essere consapevoli che questa è la legge”, ha continuato il Ministro riferendosi alla sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato un dirigente, un docente ed un autista di pulmino per la morte di uno studente di scuola media. www.orizzontescuola.it/genitori-nonni-devono-prelevare-figli-scuola-legge-dirlo-ministro/. Per fortuna poi è stato fatto un emendamento (trovate qui: http://www.varesenews.it/2017/12/casa-scuola-soli-approvata-la-legge-minori-14-anni/675058/).
MOTIVAZIONI
L’ansia e la paura rischiano di sottoporre i bambini  a controlli eccessivi (genitori elicottero vedi:  con il risultato di renderli poco/niente autonomi ma  dipendenti: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2017/10/i-supergenitori-genitori-elicottero.html)
Invece, lasciare che i figli godano di una certa autonomia sin dall’età più tenera li aiuterà a diventare sicuri di sè, meglio capaci di decidere in modo maturo man mano che crescono, meno spaventati dell’ignoto.
Proteggere i figli da qualsiasi cosa negativa rischia, più tardi, di creare dei problemi a scuola di non far sviluppare  gli strumenti per gestire da soli le difficoltà che dovranno affrontare da adulti.
Il ritorno a casa dalla scuola – uno dei pochi momenti durante la settimana in cui i bambini hanno del tempo non strutturato – è importante per l’apprendimento dell’autonomia da parte dei bambini del percorso verso la scuola, quando c’è un orario da rispettare.



domenica 4 marzo 2018

sabato 10 febbraio 2018

CONSIGLI PER LO SVILUPPO DELL’ AUTONOMIA DEL BAMBINO da 0 a 6 anni

SVILUPPO DELLE AUTONOMIE DEL BAMBINO E CONSIGLI DI BASE PER L’EDUCAZIONE
A partire dalla nanna, allo svezzamento e al non uso del ciuccio e del biberon dai......(vedi sotto)
Insegnare a un bambino a fare da solo (ad esempio a  vestirsi e spogliarsi, a svolgere piccoli compiti domestici ecc. ) non solo significa renderlo più sicuro di sé e aumentare la sua autostima, ma anche contribuisce a sviluppare le sue intelligenze e a porre le basi per dei buoni risultati scolastici e del suo futuro lavorativo.
Non solo: si aiuta a sviluppare la manualità oltre a far crescere l'immagine di sé e l'autostima.
I genitori invece spesso si sostituiscono al proprio figlio perché non c'è tempo, si corre sempre! Ma i bambini hanno bisogno di sentirsi in grado di fare le cose in autonomia per sviluppare abilità di pensiero efficaci ed autonome. In questo modo si svilupperanno in futuro abilità di sopravvivenza e di problem-solving, capacità di trovare le più diverse alternative per gestire e non subire le situazioni.
Importante un buon  equilibrio di coppia e è necessario cercare, fin dai primi mesi di vita del bambino, di ritagliare dei tempi per la vita coppia come uscire da soli qualche volta al mese

-       NON accorrere immediatamente al primo pianto: a volte un neonato viene preso in braccio immediatamente appena fa un pianto. Bisogna interpretare il  pianto ma se ha mangiato, se è andato di corpo regolarmente …aspettiamo qualche minuto
-       Mangiare da solo: La prima autonomia che va insegnata a un bambino è quella di mangiare da solo. Si parte durante lo svezzamento mettendogli piccoli pezzi di cibo nel piattino, in modo che se li porti da solo alla bocca. Appena più grandicello si passa all'uso del cucchiaino e della forchetta, fino al coltello. In parallelo bisogna insegnargli a portare il bicchiere alla bocca e a pulirsi da solo con il tovagliolo.
-       Dormire da solo: Variabile a seconda delle culture. In camera con i genitori si...nel lettone è un tema oggetto di discussioni ma andrebbe evitato soprattutto in situazioni, note, di rischio quali fumo, obesità, uso di droghe o alcol da parte dei genitori. (Tema su cui tornerò )
-       Dormire nella cameretta: variabile, dipende da varie situazioni. Comunque non prima dei 6-12 mesi
-       Non usare il biberon dai 18-24 mesi
-       Non usare il ciuccio dai 2 anni e mezzo – tre
-       Togliere il pannolino: variabile da bambino a bambino dai 18 ai 36 mesi.
-       Gestire la rabbia: cestino o scatola della rabbia o barattoli della calma: variabile dai 2-3 anni
-       Vestirsi da solo: Tra i 3 e i 4 anni il bambino è pronto ad effettuare i primi esperimenti con i vestiti e già prima dei 5 anni un bimbo può vestirsi completamente da solo.
-       Aiutare nelle faccende domestiche (apparecchiare, fare la spesa, cucinare)*
-       Igiene intima da soli dai 5-6 anni: gradualmente spiegare ai maschietti la pulizia del pene facendo scorrere la pelle dl prepuzio sul glande  e alle bambine di aprire le grandi labbra per lavare anche dentro.
-       Riordinare i propri giochi: abituarlo all'ordine è il prerequisito dell'ordine logico, cioè la capacità di mettere ordine fra le conoscenze. Se si vorrà facilitare la capacità di studiare con ordine logico, sarà quindi indispensabile abituare precocemente all'ordine pratico.
-       Esprimere i propri sentimenti e sviluppare l'autocontrollo: va fatta dai 5-6 anni. Il genitore deve educare il bambino ad esprimere a parole le proprie emozioni: gioia, entusiasmo, ma soprattutto paura, collera e tristezza. Soprattutto verbalizzando le emozioni negative il bambino saprà contenere i comportamenti violenti e impulsivi.
-       Fare i compiti da solo: si corre il rischio di impigrirlo, inoltre si rischia che il bambino pensi di essere incapace di lavorare da solo, diminuendo così la sua autostima. Non significa che i genitori si debbono disinteressare dei compiti, debbono verificare al termine ed essere disponibili in caso di difficoltà.
-       Paghetta,  da dare al lunedì per consentirgli di acquisire la gestione dei soldi da dare al lunedì. Base di partenza 30 centesimi per anno di vita. Dai 5/6 anni.

*Aiutare nelle faccende domestiche 
* 1.    BAMBINI DI 2-3 ANNI. rimettere i giochi nelle scatole, gettare i rifiuti nella spazzatura, apparecchiare la tavola, mettere a posto le riviste e i libri
2.    BAMBINI DI 4-5 ANNI. dar da mangiare agli animali domestici, apparecchiare la tavola (ma con piatti e bicchieri non fragili), appaiare i calzini, innaffiare le piante... I bambini di età prescolare amano dimostrare di essere capaci e indipendenti. Concentratevi non tanto sul risultato, ma sull'impegno.
3.    BAMBINI DI 6-7 ANNI. aiutare a preparare il pranzo, fare i letti, aiutare a mettere via la spesa, buttare la spazzatura.
4.    BAMBINI DI 8-9 ANNI. cucinare piatti semplici, apparecchiare e sparecchiare, caricare e svuotare la lavastoviglie, piegare e mettere via i vestiti, sostituire la carta igienica, passare l'aspirapolvere o rastrellare.
5.    BAMBINI DI 10-12 ANNI. A questa età possono: lavare piatti e pentole, passare la scopa, lavare il bagno, aiutare a portare la spesa.
6.    DAI 13 ANNI IN SU. A questa età possono: fare da babysitter ai fratellini, aiutarli con i compiti, cucinare la cena una volta alla settimana, portare fuori il cane... E' importante che un figlio adolescente impari a cavarsela da solo in quasi tutte le faccende domestiche. Attenzione però che gli insegnamenti non rispecchino stereotipi di genere: i maschi devono imparare a cucinare, a stirare, a fare il bucato e le femmine a maneggiare un trapano, cambiare l'olio della macchina e fare giardinaggio.​

I LAVORETTI VANNO PAGATI? è importante che i bambini eseguano dei lavoretti all'interno della famiglia per imparare il senso di responsabilità. Questi lavori dovrebbero essere separati dalla paghetta settimanale, che serve per insegnargli il valore dei soldi.

domenica 8 ottobre 2017

GENITORI MAGGIORDOMI (COLF). UN NUOVO SPORT: I LAVORI DOMESTICI

GENITORI  MAGGIORDOMI (COLF). UN NUOVO SPORT: I  LAVORI DOMESTICI 
In altro articolo avevo descritto i genitori elicotteri che controllano, supervisionano e anticipano i desideri dei figli (vedi articolo nel blog). In questo articolo descrivo un altro tipo piuttosto frequente di genitori: i genitori “maggiordomi” ( o “colf” dei figli). E fornsico anche una terapia e consigli per un nuovo sport: I LAVORI  DOMESTICI.
I genitori maggiordomi (o “colf”) sono genitori che accudiscono completamente il bambino. In ambulatorio quando chiedo al bambino di spogliarsi si affrettano loro a farlo in vece del bambino e slacciano, spogliano, vestono, mettono le scarpe ecc.
Esistono delle varianti i cui estremi sono:
-       alcuni  genitori  servi sottomessi agli ordini di figli che chiedono e pretendono di essere serviti e riveriti per mangiare, vestirsi ecc.
-       Alcuni genitori vogliono gestire il bambino come fosse una bambola incapace di fare qualsiasi cosa
-       In mezzo tante varianti in quanto si creano dei circoli viziosi: il bambino è un po’ lento a vestirsi, ad esempio, il genitore lo aiuta o si sostituisce a lui e questo è comodo per il bambino che pian piano ne approfitta e diventa un despota. Altri bambini invece “subiscono” l’ingerenza dei genitori ma vorrebbero una maggior autonomia.
In ogni modo l’effetto è assolutamente diseducativo e impedisce al bambino di acquisire una autonomia oltre a condizionale la vita della famiglia.
Una soluzione? Prima prendiamone coscienza e poi istituiamo una sana attività fisica: aiutare nei lavori casalinghi come suggerisce Montessori  e come rilancia recentemente in un libro (bambini senza paura) l’autrice Maribel Martinez con Miguel.
LAVORI DOMESTICI: DA rifare il letto, a dare mangiare all’animale domestico, ad  aiutare i fratellini più piccoli. Tornare alle vecchie abitudini, di quando la mamma si imponeva di rifare il letto, di sistemare il caos in casa.
Fin dai due anni infatti si può partire con il programma. Iniziando ovviamente dai compiti facili come riordinare i giocattoli, mai tirarne fuori uno se non si è messo via quello precedente, approfittando dello spirito di emulazione dei bambini che tendono ad imitare l'adulto
“Riempiamo la vita dei figli di attività extra scolastiche, dice Martinez, gli facciamo fare pianoforte, calcio, tennis, nuoto, scacchi, inglese, ma non ci preoccupiamo di insegnargli a rifare il letto, a pulire il pavimento”. Anzi alcuni lo ritengono scandaloso. Stiamo diventando genitori iperprotettivi che trattano i figli come eterni cuccioli indifesi da accudire.
Inoltre aiutare in casa fa bene. Lo dimostra una ricerca condotta dalla Brown University che ha analizzato le abitudini di 46mila famiglie americane: i bambini che svolgono compiti domestici sono quelli che sviluppano maggiore resistenza di fronte alle sfide. “Incoraggiare i bambini a provare cose nuove, a persistere e a prendersi responsabilità per attività che possono controllare sono scelte che contribuiscono a migliorare la loro autostima e a sviluppare la grinta, un tratto di carattere correlato in maniera positiva ai risultati scolastici
 Alcuni esempi di COSA FARE PER ETA’ (con la supervisione degli adulti soprattutto per i più piccoli) (dal sito “Nostro Figlio”)
È disponibile grafico Montessori con i lavori adatti all'età dei bambini e dimostra che essi sono capaci di fare molto di più di quanto pensiamo. Le attività cambiano sia in relazione ai bambini e al loro sviluppo sia in base alla loro età e possono essere visti anche come un gioco o un modo per sentirsi grandi e responsabilizzati. Il tutto sotto lo sguardo attento dei genitori.
Tenete conto che i bambini sono attratti dalle attività degli adulti e dalle attività che hanno degli obiettivi definiti. Amano inoltre sentirsi utili agli occhi dei genitori ed è per questo che il loro contributo ai lavori domestici può essere importante.
Vanno inoltre anche coinvolti nella spesa e nella preparazione dei cibi
1.    BAMBINI DI 2-3 ANNI. rimettere i giochi nelle scatole, gettare i rifiuti nella spazzatura, apparecchiare la tavola, mettere a posto le riviste e i libri
2.    BAMBINI DI 4-5 ANNI. dar da mangiare agli animali domestici, apparecchiare la tavola (ma con piatti e bicchieri non fragili), appaiare i calzini, innaffiare le piante... I bambini di età prescolare amano dimostrare di essere capaci e indipendenti. Concentratevi non tanto sul risultato, ma sull'impegno.
3.    BAMBINI DI 6-7 ANNI. aiutare a preparare il pranzo, fare i letti, aiutare a mettere via la spesa, buttare la spazzatura.
4.    BAMBINI DI 8-9 ANNI. cucinare piatti semplici, apparecchiare e sparecchiare, caricare e svuotare la lavastoviglie, piegare e mettere via i vestiti, sostituire la carta igienica, passare l'aspirapolvere o rastrellare.
5.    BAMBINI DI 10-12 ANNI. A questa età possono: lavare piatti e pentole, passare la scopa, lavare il bagno, aiutare a portare la spesa.
6.    DAI 13 ANNI IN SU. A questa età possono: fare da babysitter ai fratellini, aiutarli con i compiti, cucinare la cena una volta alla settimana, portare fuori il cane... E' importante che un figlio adolescente impari a cavarsela da solo in quasi tutte le faccende domestiche. Attenzione però che gli insegnamenti non rispecchino stereotipi di genere: i maschi devono imparare a cucinare, a stirare, a fare il bucato e le femmine a maneggiare un trapano, cambiare l'olio della macchina e fare giardinaggio.​
I LAVORETTI VANNO PAGATI? è importante che i bambini eseguano dei lavoretti all'interno della famiglia per imparare il senso di responsabilità. Questi lavori dovrebbero essere separati dalla paghetta settimanale, che serve per insegnargli il valore dei soldi.



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