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martedì 24 settembre 2019

Suicidi in Italia: 10,4 suicidi al giorno, il 78% sono uomini; segnali di allarme

Suicidi in Italia: 10,4 suicidi al giorno, il 78% sono uomini: segnali di allarme
Negli USA il suicidio è la seconda causa di morte nell'età tra i 10 e i 34 anni di vita (vedi grafico cei CDC)
Qualche dato in età pediatrica qui:
Sono stati identificati dei fattori di rischio che segnalo:
1)     pressione o frustrazione da studio (27%), 
2)    bullismo (22%), 
3)    lutto (amico o parente) (28%). 
4)    gravi problemi di famiglia o di salute (35%),  
5)    emarginazione sociale (25%), 
6)    abuso di alcol o di droghe (25-30%)
·      Nel 25% dei casi erano stati cercati su internet modalità per  suicidarsi 
·      In 1/3 terzo l’idea di suicidarsi era stata detta ad amici o a parenti nei 10 giorni precedenti. 
·      Nel 10% c’erano stati episodi di autolesionismo di entità tale da giungere a osservazione medica. 
·      Nel 13% dei casi c’era stato un suicidio in famiglia o di un amico, altri dati qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2017/02/suicidio-in-eta-pediatrica-cosa-fare-si.html
I MITI DA SFATARE
1)   Le persone che parlano del suicidio non lo commetteranno. Molti studi condotti su sopravvissuti e su parenti e amici di morti suicidi sostengono invece che almeno il 70% degli individui aveva espresso verbalmente l'intenzione di mettere in atto il suicidio;
2)   Parlare di suicidio può spingere a farlo. E' vero il contrario: parlarne apertamente può aiutare a ripensare a questa decisione;
3)   Solo le persone con problemi psichici pensano al suicidio. Gli studi indicano invece che non tutti gli individui che si suicidano hanno disturbi psichici.
4)   Chi si vuole suicidare è convinto di morire. Al contrario, molte persone hanno pensieri ambivalenti sul vivere o morire e 'scommettono' con la morte, lasciando agli altri il compito di salvarli;
5)   Il suicidio colpisce molto più i ricchi o all'opposto si verifica quasi esclusivamente tra i poveri. Il suicidio è molto 'democratico'  ed è rappresentato proporzionalmente in tutti i livelli della società
6)   Una persona suicida lo è per sempre. Al contrario, gli individui che vogliono uccidersi sono 'suicidi' solo per un periodo limitato di tempo.
I SEGNALI DI ALLARME
•      Parlare del suicidio o della morte
•      Dare segnali verbali come "Magari fossi morto", oppure "A che serve vivere"
•      Disfarsi di cose care
•      Mostrare un miglioramento improvviso e inspiegabile dell'umore
•      Trascurare l'aspetto fisico e l'igiene
• CONSIGLI SU COME COMUNICARE
•      Ascoltare attentamente e con calma
•      Esprimere rispetto per le opinioni della persona in crisi
•      Esprimere la propria preoccupazione, l'accudimento e la solidarietà
•      Comprendere i sentimenti dell'altro con empatia
•      Non interrompere troppo spesso
•      Non esprimere disagio
•      Non dare ordini
•      Non dare l'impressione di essere preoccupato e frettoloso
•      Non fare affermazioni intrusive o poco chiare
•      Non fare troppe domande
 (da "La Repubblica")

venerdì 29 marzo 2019

LE PAROLE FANNO PIU' MALE DELLE BOTTE: CYBERBULLISMO E LA STORIA VERA DI CAROLINA PICCHIO

LE PAROLE FANNO PIU' MALE DELLE BOTTE: CYBERBULLISMO E LA STORIA VERA DI CAROLINA PICCHIO
Nella lettera prima di suicidarsi la ragazza di 14 anni Carolina Picchio scriveva "Le parole fanno più male delle botte" e si scusava con i genitori di non essere stata abbastanza forte.
Ricordiamo questa ragazza. Guardate questo filmato e pensateci prima di......e se siete oggetti di violenza o attacchi verbali parlatene con gli amici, i genitori, il pediatra e segnalate.
Riporto anche  la lettera inviata dal papà di Carolina Picchio al Corriere della sera: “Sono il papà di Carolina, quella ragazzina meravigliosa che manca a me e al mondo da una notte di gennaio del 2013. Mia figlia aveva 14 anni, si è uccisa perché dei giovanotti poco più grandi di lei, dopo averla molestata sessualmente e aver filmato ogni scena, hanno messo tutto su Internet. Me la ricordo bene la notte in cui tornò da quella festa, andai a prenderla io stesso e la mattina dopo mi disse: papà non ricordo niente di quello che ho fatto ieri sera. Non sapeva nulla, povera stella. L’ha saputo giorni dopo, quando ha trovato il coraggio di buttarsi dal balcone dopo aver letto i 2.600 like, insulti e volgarità vomitati dal mondo anonimo della rete. Ma parliamo dei responsabili. Le hanno fatto perdere coscienza e si sono divertiti un po’. Chissà, a loro sarà sembrato normale… Ancora oggi, dopo le loro ammissioni, mi chiedo: hanno capito davvero il disvalore di quello che hanno fatto? La consapevolezza dichiarata non sempre corrisponde a quella vissuta ed è per questo che insisto ormai da mesi: devono dimostrare fino in fondo che sono pentiti, come hanno detto in tribunale. Hanno ottenuto la messa alla prova invece del procedimento penale? Bene. Se hanno elaborato le loro colpe sarà un bene condividerle con gli adolescenti nelle scuole. Questo sarà il loro percorso alternativo al carcere, quando li sentirò parlare sinceramente del male che hanno fatto saprò che hanno capito davvero. Se hai perduto tua figlia in modo così tragico hai bisogno di un motivo per alzarti ogni mattina. Io ho passato tre mesi senza avere nemmeno la voglia di aprire gli occhi. Poi mi sono detto che Carolina non poteva essere una riga in cronaca che si legge e si dimentica. Così oggi vivo per le Caroline che non conosco e che purtroppo, lo so, sono da qualche parte nella rete anche adesso mentre scrivo”.
Che pena per i ragazzi che hanno fatto il filmato e ,o hanno messo inerte? Reato estinto https://www.corriere.it/cronache/18_dicembre_19/carolina-picchio-reato-estinto-5-ragazzi-accusati-averla-spinta-suicidio-740538c8-0397-11e9-94ba-cb54e059ac5f.shtml
Ma ognuno ha a che fare con la propria coscienza che sarebbe meglio tirare fuori preventivamente. E ognuno, anche se non lo sa , ha la coscienza, magari esce fuori tardi, dopo tempo. Mas presenta sempre il conto...con gli interessi



martedì 25 settembre 2018

Suicidio: altra tragedia a Genova Borzoli di 13 anni

Suicidio: altra tragedia a Genova Borzoli di 13 anni
Articolo completo a questo link: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2018/09/suicidio-altra-tragedia-genova-borzoli.html
Notizia qui: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2018/09/24/ADdbeXqB-sorridente_sereno_fulmine.shtml
SUICIDIO IN ETA’ PEDIATRICA: cosa fare? Cose da sapere
1) E' una causa di morte frequente: seconda causa di morte per incidente da 10 a 34 anni
2) Se ne deve parlare
3) Si debbono conoscere fattori di rischio e raccogliere segnali (www.stateofmind.it/2016/04/suicidio-in-adolescenza/) ANCHE SE NELLA MAGGIO PARTE DEI CASI NN E' POSSIBILE COGLIERE ALCUN SEGNO O SEGNALE.
Non voglio rovinarvi la giornata ma se si conosce si può, forse, in alcuni casi, evitare delle tragedie come gli incidenti e intervenire precocemente in situazioni di rischio.
Ho già fatto alcuni articoli (*), visti da pochi, sul tema suicidio in età  pediatrica perché rappresenta una delle principali cause di morte nella vita: la seconda causa tra i 10 e i 34 anni. Forse in alcuni casi si potevano cogliere segni di disagio prima?
Uno studio (**) recentemente pubblicato sui casi di  suicidi prima dei venti anni di età in Inghilterra documenta 145 casi in due anni (2014-2015), la metà prima dei 18 anni. 
Sono stati identificati dei fattori di rischio che segnalo:
1)     pressione o frustrazione da studio (27%), 
2)    bullismo (22%), 
3)    lutto (amico o parente) (28%). 
4)    gravi problemi di famiglia o di salute (35%),  
5)    emarginazione sociale (25%), 
6)    abuso di alcol o di droghe (25-30%)
·      Nel 25% dei casi erano stati cercati su internet modalità per  suicidarsi 
·      In 1/3 terzo l’idea di suicidarsi era stata detta ad amici o a parenti nei 10 giorni precedenti. 
·      Nel 10% c’erano stati episodi di autolesionismo di entità tale da giungere a osservazione medica. 
·      Nel 13% dei casi c’era stato un suicidio in famiglia o di un amico, 

I fattori considerati sono tali per cui si debbono allertare, oltre ai genitori e alla famiglia, il pediatra, la scuola, i Servizi sociali e il sistema di giustizia. 
Tutti dovremmo comunque avere maggiore consapevolezza della frequenza del suicidio e dei fattori di rischio cercando di comprendere, ascoltare fare domande. 
Troppi non vogliono vedere (andava tutto bene diranno poi nelle interviste) o minimizzano o, come per gli incidenti,  pensano che si tratti di un problema di altri, di predestinati o, semplicemente, di sfortuna, di destino, di fatalità.
) e di quanto potrebbe essergli utile il nostro interessamento e la nostra capacità di condividere i suoi tormenti, magari e soprattutto con qualche domanda diretta. Proprio su quella cosa lì, proprio sulla morte... e dintorni. Che è un pensiero che c’è, e non sem- pre abbastanza sepolto, nella testa di molti dei ragazzi la cui salute è messa (anche) nelle nostre mani. 

** Lancet Psychiatry (Rodway C, et al. Suicide in children and young peo- ple in England: a consecutive case series. Lancet Psychiatry 2016;3(8):751-9)

venerdì 2 giugno 2017

BLUE WHALE E SUICIDI: CONSIGLIO DI ALBERTO PELLAI

BASTA PARLARE SOLO DEL BLUE WHALE COME IL MOSTRO che fa suicidare. Può in alcuni casi far precipitare la situazione in chi ha già qualche problema. La le cause di suicidio e il malessere che lo precede hanno ben altre cause. Seguiamo quanto dice Pellai. Il suicidio come potete vedere nella tabella allegata, riferita a dati USA del 2015, è la seconda causa di morte da 15 a 34 anni e la terza causa di morte nell'età tra 10 e 14 anni...senza nessun "Blue Whale"e Ne ho già parlato in un altro post https://ferrandoalberto.blogspot.it/2017/06/blue-whale-e-sucidi-consiglio-di.html
A questo punto bisognerebbe ritirare anche l'ultimo libro di Stephen King*? "Fine Turno" ove descrive una app fatta apposta per istigare i suicidi nei ragazzi e scrive: "Per non essere esclusi dal gregge, gli adolescenti maschi tendono a indossare gli stessi pantaloncini extralarge e coltivare la stessa peluria sulle guance. Le femmine adottano lo stesso tipo di vestiti e impazziscono per gli stessi gruppi musicali. ................ Le mode si diffondono tra i ragazzi come un’epidemia di morbillo e, di tanto in tanto, una di queste mode è il suicidio. Nel Galles meridionale, decine di adolescenti si impiccarono tra il 2007 e il 2009, con i post sui social network ad alimentare questa mania. Persino i messaggi di addio si adeguarono al gergo delle chat: VVB e CS VEDE. :-)
*King, Stephen. Fine turno (posizioni nel Kindle 3564-3569). SPERLING & KUPFER.
Alberto Ferrando
Pediatra


lunedì 22 maggio 2017

PSICOSI BLUE WHALE E SCARSA ATTENZIONE A QUANTO ACCADE VERAMENTE

CARI genitori
Il blue whale è un esempio di "fattoide" (un fatto che non è un fatto ma che, di fatto, diventa un fatto dopo che i media hanno diffuso la notizia). Notizia che fa "scena", deresponsabilizza, in questo caso : Si suicidano per il videogioco e non per altri problemi (il suicidio è la terza causa di morte da 10 anni  a 14 anni  e la seconda da 15 a 34 anni!!!!!! e senza il blue whale). I media e le persone si fermano alla notizia senza verificare l'attendibilità della stessa e ora si criminalizza un gioco (veramente di basso livello e che diventa importante perché è stato creato il fattoide). Il vero "fatto" è che è il suicidio né frequente ma ci si concentra sui singoli e sporadici casi che potrebbero essere riconducibili al blue whale. Ne ho parlato in questo articolo: "ferrandoalberto.blogspot.it/2017/05/nuovo-gioco-elettronico-blue-whale-che.html"
Lettura consigliata "Fine Turno" di Stephen King ultimo volume della "trilogia" di Mr Mercedes ove tramite un videogioco si istigano gli adolescenti al suicidio.
Analogie con la fobia del bagno dopo mangiato quando l'annegamento (spesso da disattenzione) rappresenta una. delle prime cause di morte in età pediatrica, e la prima nella fascia di età  da 1 a 4 anni "ferrandoalberto.blogspot.it/2017/04/fare-il-bagno-dopo-mangiato-si-puo.html"
ALBERTO FERRANDO
Pediatra


mercoledì 17 maggio 2017

Nuovo gioco elettronico, Blue Whale" che fa suicidare: BUFALA o quasi

Nuovo gioco elettronico, Blue Whale"  che fa suicidare: BUFALA o quasi
Cari genitori e ragazzi
Non credete a tutto quello. che viene detto o scritto. Da alcuni giorni arrivano segnalazioni di un nuovo gioco che fa suicidare. Anche "Le iene" hanno fatto un servizio sul tema di cui sconsiglio la visione, mirato a far notizia e con una musica che, se anche non porta al suicidio, una crisi depressiva la fa venire. Leggete questo articolo che conclude:
"Ogni anno in Russia si uccidono 1700 ragazzi tra i 15 e i 19 anni. In sette mesi (la forbice di tempo in cui sarebbero avvenuti i suicidi secondo Novaya) se ne sarebbero uccisi nel 2012  990, senza Blue Whale Game. Un’emergenza sia chiaro, ed è giusto che si studi come mai il tasso di suicidi tra i teenagers in Russia è così elevato. Ma non mi sento di affermare che è colpa del Blue Whale, per ora non ho trovato una singola prova che colleghi il gioco ai suicidi narrati da Novaya.
(tratto da: http://www.butac.it/blue-whale-game-giornalismo/ ).
Articoli sono apparsi su vari quotidiani con note allarmistiche senza verifica del fenomeno  suicidio e lasciandosi tentare dalla notizia.
Cosa c'è da dire???
1) Molto limitativo e riduttivo attribuire la colpa di questo fenomeno a un videogioco. Il suicidio è cosa, ahimè, frequente. Rappresenta la seconda causa di morte, negli USA, tra 1 14 e i 34 anni!!!!!
2) Un articolo ben fatto sul sito "Bufale un tanto al kilo" dà delle spiegazioni e soleva legittimi dubbi sulla responsabilità solo di un videogioco a determinare questi suicidi (che esistono indipendentemente dal gioco)
3) Che parlandone si aumenta la pubblicità al fenomeno soprattutto se si forniscono informazioni fatte per fare notizia
CHE FARE? Ragionare sul fenomeno disagio, malessere sociale e mentale e sul silicio fenomeno complesso e frequente e cercare come genitori di stare vicini, affettivamente, ai propri figli, essere disponibili all'ascolto e al rispetto.
Ma se avete un rapporto con vostro figlio pensate che arrivi a fare queste cose (leggete qui in fondo)????? Scritte su un noto quotidiano???? Semmai i problemi esistevano ed erano a monte, se vostro figlio fa qualcosa di queste bestialità.....forse abbiamo dei problemi e da tempo e il video gioco o è una causa scatenante.
La notizia è comunque del maggio 2016 e ragioniamo sul quotidiano, su cose che dobbiamo affrontare insieme: uso di alcol, permissivismo, mancanza di regole, mancanza di ascolto, ricorso a punizione e sgridate ma poi non essere presenti, pubblicità di sostanze dannose (a partire dal cibo spazzatura e alle bevande dolcificate).

1- Incidetevi sulla mano con il rasoio "f57" e inviate una foto al curatore

2 - Alzatevi alle 4.20 del mattino e guardate video psichedelici e dell'orrore che il curatore vi invia direttamente

3 - Tagliatevi il braccio con un rasoio lungo le vene, ma non tagli troppo profondi. Solo tre tagli, poi inviate la foto al curatore

4 - Disegnate una balena su un pezzo di carta e inviate una foto al curatore

5 - Se siete pronti a "diventare una balena" incidetevi "yes" su una gamba. Se non lo siete tagliatevi molte volte. Dovete punirvi

6 - Sfida misteriosa

7 - Incidetevi sulla mano con il rasoio "f57" e inviate una foto al curatore

8 - Scrivete "#i_am_whale" nel vostro status di VKontakte (VKontakte è il Facebook russo, ndr)

9 - Dovete superare la vostra paura

10 - Dovete svegliarvi alle 4.20 del mattino e andare sul tetto di un palazzo altissimo

11 - Incidetevi con il rasoio una balena sulla mano e inviate la foto al curatore

12 - Guardate video psichedelici e dell'orrore tutto il giorno

13 - Ascoltate la musica che vi inviano i curatori

14 - Tagliatevi il labbro

15 - Passate un ago sulla vostra mano più volte

16 - Procuratevi del dolore, fatevi del male

17 - Andate sul tetto del palazzo più alto e state sul cornicione per un po' di tempo

18 - Andate su un ponte e state sul bordo

19 - Salite su una gru o almeno cercate di farlo

20 - Il curatore controlla se siete affidabili

21 - Abbiate una conversazione "con una balena" (con un altro giocatore come voi o con un curatore) su Skype

22 - Andate su un tetto e sedetevi sul bordo con le gambe a pensoloni

23 - Un'altra sfida misteriosa

24 - Compito segreto

25 - Abbiate un incontro con una "balena"

26 - Il curatore vi dirà la data della vostra morte e voi dovrete accettarla

27 - Alzatevi alle 4.20 del mattino e andate a visitare i binari di una stazione ferroviaria

28 - non parlate con nessuno per tutto il giorno

29 - Fate un vocale dove dite che siete una balena

dalla 30 alla 49 - Ogni giorno svegliatevi alle 4. 20 del mattino, guardate i video horror, ascoltate la musica che il curatore vi mandi, fatevi un taglio sul corpo al giorno, parlate a "una balena"

mercoledì 15 febbraio 2017

Riflessioni su ragazzi, droga, suicidio

Riflessioni su ragazzi, droga, suicidio 
Oggi sui media tanti articoli sul ragazzo di Lavagna che si è suicidato  durante un intervento a casa delle forze dell'Ordine per possesso di hashish. Leggo sulla stampa tanti pensieri in libertà che aumentano, almeno in me, l'amarezza per quanto avvenuto.
Il tragico gesto sicuramente merita una riflessione da parte di tutti come il fatto che  un ragazzo su 4 (forse 1 su due)  faccia uso di hashish ( anche se, spesso, del problema non se ne parla proprio se non come semplice dato statistico).
Sottoscrivo quanto detto dall'amico psichiatra Giorgio Schiappacasse: "c'è qualcosa di più complesso alle spalle".
Considerazioni:
- Perché non vengono organizzati, in modo carrucolare,  interventi preventivi  per i nostri giovani per una corretta informazione sull'uso e abuso di sostanze  ma solo controlli. Fin dalle elementari e non al liceo quando è troppo tardi (si inizia spesso sotto ai 14 anni :-(
- Da anni con Schiappacasse, Testino, Viotti e altri cerchiamo di dialogare e fornire informazioni nelle scuole (eventi all'IST e nelle scuole stesse: l'ultimo con oltre 200 persone al teatro Govi a Bolzaneto). Ma sono gocce di volontariato nel mare dell'indifferenza generale. Queste iniziative dipendono dalla buona volontà e iniziativa sia  di singoli genitori o di insegnanti
- Una prova che non si intervenga (e le istituzioni hanno la loro responsabilità) è la mancanza di un coordinamento e di iniziative nelle scuole PRIMA E FIN DALLE ELEMENTARI CON INTERVENTI SU FAMIGLIE E BAMBINI A breve parleremo del progetto  S. Desiderio "Genitori, scuola e Medici insieme per la salute del bambino"
- Ripeto anche se a nessuno interessa che la figura del garante dell'Infanzia non può non avere la sua dignità ed essere demandata ad altre figure professionali (validissime ma impegnate su più fronti) come il difensore civico
- Mi unisco al dolore di tutti e della famiglia. Cerchiamo di unirci e di parlare prima e che la tragedia avvenuta, visto che indietro non si può tornare, possa servire a smuovere indifferenza, delega e  passività di tanti (persone e istituzioni)
Alberto Ferrando
Pediatra e Coordinatore dei Garanti dell'Infanzia e della Adolescenza UNICEF



sabato 11 febbraio 2017

SUICIDIO IN ETA’ PEDIATRICA: cosa fare? Si può prevenire? , ferrando, ferrandoalberto

SUICIDIO IN ETA’ PEDIATRICA: cosa fare? Si può prevenire?
Non voglio rovinarvi la giornata ma se si conosce si può, forse, in alcuni casi, evitare delle tragedie come gli incidenti e intervenire precocemente in situazioni di rischio.
Ho già fatto alcuni articoli (*), visti da pochi, sul tema suicidio in età  pediatrica perché rappresenta una delle principali cause di morte nella vita: la seconda causa tra i 10 e i 34 anni. Forse in alcuni casi si potevano cogliere segni di disagio prima?
Uno studio (**) recentemente pubblicato sui casi di  suicidi prima dei venti anni di età in Inghilterra documenta 145 casi in due anni (2014-2015), la metà prima dei 18 anni.
Sono stati identificati dei fattori di rischio che segnalo:
1)     pressione o frustrazione da studio (27%),
2)    bullismo (22%),
3)    lutto (amico o parente) (28%).
4)    gravi problemi di famiglia o di salute (35%),  
5)    emarginazione sociale (25%),
6)    abuso di alcol o di droghe (25-30%)
·      Nel 25% dei casi erano stati cercati su internet modalità per  suicidarsi
·      In 1/3 terzo l’idea di suicidarsi era stata detta ad amici o a parenti nei 10 giorni precedenti.
·      Nel 10% c’erano stati episodi di autolesionismo di entità tale da giungere a osservazione medica.
·      Nel 13% dei casi c’era stato un suicidio in famiglia o di un amico,

I fattori considerati sono tali per cui si debbono allertare, oltre ai genitori e alla famiglia, il pediatra, la scuola, i Servizi sociali e il sistema di giustizia.
Tutti dovremmo comunque avere maggiore consapevolezza della frequenza del suicidio e dei fattori di rischio cercando di comprendere, ascoltare fare domande.
Troppi non vogliono vedere (andava tutto bene diranno poi nelle interviste) o minimizzano o, come per gli incidenti,  pensano che si tratti di un problema di altri, di predestinati o, semplicemente, di sfortuna, di destino, di fatalità.
) e di quanto po- trebbe essergli utile il nostro interessamento e la nostra capa- cità di condividere i suoi tormenti, magari e soprattutto con qualche domanda diretta. Proprio su quella cosa lì, proprio sulla morte... e dintorni. Che è un pensiero che c’è, e non sem- pre abbastanza sepolto, nella testa di molti dei ragazzi la cui salute è messa (anche) nelle nostre mani.

** Lancet Psychiatry (Rodway C, et al. Suicide in children and young peo- ple in England: a consecutive case series. Lancet Psychiatry 2016;3(8):751-9)




venerdì 9 dicembre 2016

SUICIDIO A 12 ANNI. SUICIDIO E CHOKING GAMES

SUICIDIO NEI BAMBINI E CHOKING GAMES (Suicidio di un 12enne)
Cose che non vorremmo leggere e che vorremmo non esistessero.
Quanto ci preoccupiamo per le meningiti, e quanto poco si parla e quanto si omette l’informazione sul grande tema della salute mentale dei nostri bambini (e la nostra mente si rifiuta a volte di volerci pensare tanto che quando avviene sembra che il suicidio sia un evento raro ed eccezionale nel bambino.).
Assistiamo anzi ad eccesso di stimoli e di stress ai bambini e spesso si creano impegni e competizioni
I dati dei Center for Disease control ci dicono che negli Stati Uniti il suicidio è la seconda causa di morte, dopo gli incidenti, dai 14 ai 24 anni!!!!! Ma avviene anche in bambini più  piccoli.
In un recente studio di  Gregory Fritz, direttore della Division of Child and Adolescent Psychiatry presso la Brown University afferma “Gli adulti devono capire che persino bimbi di 5 anni possono uccidersi”.
I bambini tra 5 e 7 anni mostrano una percentuale di suicidio dello 0,17 su 100 mila bambini, per gli adolescenti si passa a  5,18 su 1000 mila (superiore a tutte le meningiti).
Fattori di rischio sono problemi di relazione coi loro famigliari, negli adolescenti problemi con il fidanzato o la fidanzata. Integrazione sociale e uso di alcol e droghe.
Da sapere che la depressione si presenta anche in età pediatrica.
Alcuni casi, ricorda l’amico Giorgio Conforti, pediatra di famiglia sono “morti accidentali” come  i cosìdetti "choking game ": maldestri tentativi di provocarsi sensazioni piacevoli al momento del rilascio della corda cui ci si è appesi. È una "moda" giunta anche in Europa dove i ragazzi per sfida o per provare sensazioni simili alla dipendenza (l'organismo,rilascia mediatori euforizzanti al momento della ripresa dell'ossigenazione) si appendono a una corda o si stringono il collo. Qualche volta tutto ciò si trasforma in dramma che,ripeto, talora non è voluto. Anche questo va conosciuto e indagato.

mercoledì 20 gennaio 2016

BULLISMO E RESPONSABILITA' DI TUTTI NOI: guardiamo dento a noi stessi e vicino a noi

BULLISMO E RESPONSABILITA' DI TUTTI NOI: guardiamo dentro a noi stessi e vicino a noi
Post di Enrico Galliano su Facebook sulla ragazza che ha tentato sol suicidio. 

Da leggere, riflettere e diffondere. E iniziare a ragionare e recuperare certi valori di solidarietà, della famiglia, del sacrificio, del non avere tutto subito, del pensare che tutto è dovuto, della NON educazione che porta alla maleducazione, del permissivismo, del narcisismo degli adulti, della solitudine dei giovani, dei modelli di riferimento ecc. ecc. a partire da guardare dentro a noi stessi
"Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi.
Ha preso e si è buttata dal secondo piano.
No, non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente.
“Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni.
Allora io adesso vi dico una cosa. E sarò un po’ duro, vi avverto. Ma c’ho ‘sta cosa dentro ed è difficile lasciarla lì.
Quando la finirete? 
Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?
Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”.
Quando la finirete di dire “Ma sì, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”?
Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati?
Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?
E poi voi. Voi genitori, sì. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte.
Quando la finirete di chiudere un occhio?
Quando la finirete di dire “Ma sì, ragazzate”?
Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono?
Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale?
Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?
Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori? 
Perché quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell'età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto.
E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che è: “Basta”.
Post di Enrico Galliano, insegnante e scrittore, qui


martedì 2 aprile 2013

Suicidio degli adolescenti: cerchiamo di vedere quello che non vogliamo vedere


Tragico e formidabile problema posto su Medscape (sito USA sulla salute): si può predirre il suicidio negli adolescenti?? Ogni anno restiamo shoccati quando avviene riportato dai media. Il problema è rilevante e si trovano, alla base, delle problematiche psichiatriche, problematiche che nascono spesso nei primi anni di vita all'interno della famiglia, nascono da sofferenza mentale e psicologica e vengono rifiutate spesso da tutti, genitori, pediatri, insegnanti (una così bella famiglia!!! aveva tutto!!! Crescendo passerà!!!). Secondo i Center fo Disease Control : CDC (tabella allegata) il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte nella vita: la terza causa tra i 10 e i 24 anni, la seconda tra i 25 e 34 anni!!!! E noi a parlare forse un po' troppo di pappine, di vestitini, di vaccini (per carità giusto parlarne) assolutamente troppo di probiotici e di fermenti lattici. Incollo qui sotto articolo di Medscape e allego le cause di mortalità invitando tutti, e soprattutto me stesso, ad essere meno medico di organo e più medico della persona e della società e di cercare di vedere le cose che il mio cuore e la mia mente non vogliono vedere perché...fanno male. Ma fa più male non volerle vedere. Poi parliamo pure di visite domiciliari, di mal di gola, di medicine non convenzionali, di diete di vario tipo (che a volte nascondono altri e più profondi problemi). E in questo un ruolo lo ha l'alcol, le droghe che servono a ..soffrire di meno ma diventano il problema e non la soluzione
Alberto Ferrando




Conditions That Predispose to Suicide
Robert L. Findling, MD, MBA Mar 25, 2013
Hello. My name is Dr. Robert Findling. This is my first posting since I assumed a new position. I am now the Director of the Division of Child and Adolescent Psychiatry at Johns Hopkins Medicine and of the Kennedy Krieger Institute, both of which are in Baltimore, Maryland.
Today I want to talk about a paper that was published not too long ago in JAMA Psychiatry. That paper, by Nock and colleagues,[1] focuses on lifetime prevalence of suicidal behavior in teenagers.
The tragedy of teen suicide is an all-too-common cause of death in adolescents, and therefore it is important to understand suicidal behavior in this population. Unfortunately, before this analysis, comprehensive studies that use nationally representative cohorts were not really available. The data reported in this paper come from the National Comorbidity Survey Replication, Adolescent Supplement. That work is important because it does include a national survey and it assessed for many psychiatric conditions.
All told, more than 6400 teenagers between the ages of 13 and 18 years received face-to-face interviews. In addition, these youngsters' parents received questionnaires. I should also point out that the data about suicidal behavior were ascertained using a modified version of the suicidal behavior module of the [World Health Organization's] Composite International Diagnostic Interview. In addition, the survey collected information about age at onset, lifetime prevalence regarding suicidal ideation, suicidal plans, and attempts.
What were the key findings? First, overall lifetime prevalence of suicidal ideation was found to be about 12% -- about 15% for girls and 9% for boys. In addition, the prevalence of plans and attempts was around 4%; these are clearly not insignificant numbers. Similar to the findings pertaining to suicidal ideation, girls had higher rates of plans and attempts than boys.
Looking at this longitudinally, about one third of youngsters who have suicidal ideation subsequently develop a plan, and about 60% of those with a plan will eventually attempt suicide. This evolution seems to occur within a 1-year-long timeframe. Of the first attempts made, 60% are unplanned, but conversely and perhaps even more worrisome, 40% of first attempts are indeed planned.
When do these concerning behaviors start? It appears that the onset of suicidal ideation before 10 years of age is not common, occurring in less than 1% of children, but a substantive increase in the rate of suicidal ideation begins at age 12. Suicide plans and attempts also seem to be uncommon in children younger than 12 years of age.
As might be expected, most youths with suicidal ideations indeed suffer from a psychiatric condition. Not surprisingly, depressive disorders were the most prevalent in teenagers who are suicidal. But a key -- and I think very concerning -- finding is that 80% of youths with suicidal ideation, 87.5% with a plan, and more than 90% with an attempt have received treatment. Perhaps more concerning is that most of these youngsters receive treatment before the onset of their suicidal behavior.
Time does not permit me to go into several of the other key findings of this very informative paper, but I think what I presented today at least highlights some of the important findings that the authors described. In short, this work provides key data about the prevalence and severity of suicidal behavior and ideations in teenagers, with an understanding about how big a challenge we face. We can hopefully now move forward and try to make things better for these very vulnerable adolescents.
I'm Dr. Robert Findling. Thank you for watching.
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http://www.medscape.com/viewarticle/780885_print Pagina 1 di 2
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References
1. Nock MK, Green JG, Hwang I, et al. Prevalence, correlates, and treatment of lifetime suicidal behavior among adolescents: results from the national comorbidity survey replication adolescent supplement. JAMA Psychiatry. 2013;70:300-310.
Medscape Psychiatry © 2013 WebMD, LLC
Cite this article: Conditions That Predispose to Suicide.
Medscape. Mar 25, 2013. 

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