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venerdì 20 aprile 2012

LA MAMMA, NON SEMPRE, HA RAGIONE: allontanato da casa perchè va male a scuola

cari Genitori

Modifico , per questo evento, la frase "La mamma ha sempre ragione". Segnalato da un papà sulla Repubblica di Milano. No Comment.
Indirizzo: http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/04/20/news/vai_male_a_scuola_e_lo_caccia_di_casa_abbandonato_a_10_anni_sotto_la_pioggia-33637010/?ref=HREC2-7

Alberto Ferrando


"Vai male a scuola", e lo caccia di casa 
abbandonato a 10 anni sotto la pioggia
E' accaduto a Milano: il bambino riconosciuto da una docente della sua scuola che ha avvertito
la polizia. La madre, nonostante la presenza degli agenti, ha rifiutato di accoglierlo: denunciata

In lacrime, sotto la pioggia, lasciato solo in pigiama in mezzo alla strada. Uno studente delle scuole elementari di appena dieci anni è stato cacciato cacciato fuori di casa dalla madre perché, a giudizio della donna, andava male a scuola. Il bimbo e' stato trovato in via Amoretti. Piangeva riparandosi dall'acqua alla fermata dell'autobus, proprio di fronte all'appartamento della sua maestra, Adele, di 45 anni. A riconoscerlo è stata un'altra insegnante della stessa scuola, che ha chiamato subito la collega per avvisarla della presenza del suo allievo. Immediato l'intervento di una volante della polizia, che ha denunciato la madre, una peruviana incensurata e regolare di 35 anni, per abbandono di minore.

"L'ho cacciato fuori di casa perché va male a scuola, così impara", ha detto la donna agli agenti quando si sono presentati con il figlio nell'appartamento, a pochi passi dalla scuola e dal luogo del ritrovamento. La peruviana non ha mostrato la minima preoccupazione di fronte al figlio ancora in pigiama. E anzi, senza ritegno, ha risposto in malo modo ai poliziotti che le chiedevano spiegazioni, tanto da rifiutare di nuovo il figlio.

Come ricostruito dalle volanti, alla scuola elementare frequentata dal bimbo era in programma un'assemblea tra genitori e insegnanti. La madre, che non avrebbe potuto parteciparvi, si era comunque soffermata con la maestra alla fine delle lezioni. "E' un bambino introverso, alti e bassi a scuola, ma è del tutto normale", avrebbe detto l'insegnante alla mamma

ripetendolo poi agli agenti. Nonostante questo, al suo ritorno la peruviana ha deciso di spedire il figlio fuori di casa senza discussioni. E' stato proprio il piccolo, di fronte alla repulsione della madre, a spiegare agli agenti che il padre non vive più con loro, ma alloggia a casa della sorella. La polizia, in accordo con il pm dei minori, ha deciso quindi di affidare il bambino alla zia. Con la madre vive ancora il secondo figlio, che ha due anni.

domenica 11 marzo 2012

LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE E..VARIE

Cari Genitori


Vi segnalo che sul sito www.ferrandoalberto.eu e sul sito dei pediatri liguri www.apel-pediatri.org trovate in ARTICOLI SUI giornali nuovi articoli (di Cotellessa e miei). Link diretto:http://www.apel-pediatri.org/articoli-giornali.html.
In questi giorni ho un pò trascurato i neogenitori e ripropongo PER TUTTI queste vecchie, ma sempre nuove raggomandazioni/consigli/regole: le 7 regole di Giovanni Bollea che ha scritto il libro "Le mamme non sbagliano mai" mentre io vi dico, vi avevo detto e Vi dirò: "Le mamme hanno sempre ragione" (ovviamente ogni regola ha delle eccezioni):
Un caro e dolente (la spalla fa male e tiene compagnia al morale) saluto


Alberto Ferrando
1. Dategli meno. Hanno troppo, non c’è dubbio. Il consumismo fa scomparire il desiderio e apre le porte alla noia.

2. Quella che conta è l’intensità, non la quantità di tempo passato con i bambini. I primi venti minuti del rientro a casa dal lavoro sono fondamentali. Devono essere dedicati al colloquio e alle coccole. E non certo a chiedere dei compiti o dei risultati.

3. I giochi più educativi sono quelli che passano attraverso la fantasia della madre e le mani del padre: bastano due pezzi di legno, ma i genitori ormai non sanno più inventare.

4. Dai tre ai cinque anni è bene avviare i bimbi ai lavoretti a casa, assieme ai genitori. È utile che sappiano stirare con un piccolo ferro o attaccare un bottone.

5. Sport. Prima di tutto deve essere lui a desiderarlo. Meglio se lo fa in gruppo, facendo capire che agonismo significa emergere con fatica e non diventare campioni. Ottime due o tre ore di palestra alla settimana. Poca competizione, grande beneficio fisico.

6. Va incoraggiata la cultura artistica abituandoli al bello. Teatro, musica, arti visive creano il desiderio di migliorare. I soldi spesi per la cultura sono quelli che rendono di più.

7. Ultimo suggerimento: ho una mia teoria e forse mi prenderanno in giro. La chiamo: la donna a tre quarti del tempo. Le donne che lavorano, la maggioranza, a fine giornata pensano già ai figli, alla spesa, agli impegni di casa e rendono poco. Non sarebbe meglio lasciarle uscire mezz’ora prima? I figli, tornando da scuola, le avrebbero a casa meno stressate e più disponibili. Più che di corsi, è di questo che i bimbi hanno bisogno.

(e qui si inserisce la proposta di dare alle mamme che hanno avuto un bambino il "part time" che in genere viene negato anche in strutture che tutelerebbero i diritti dell'infanzia, o se concesso si viene trattati male e altre facilitazioni: stiamo valutando le persone in base alle ore e non ai risultati. Penso che molti lavori si potrebbero svolgere tramite il telelavoro ecc.)




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