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mercoledì 19 giugno 2013

CONSIGLI PER VIAGGI 4: Meduse e tracine e scorfani. Che fare?


Acqua di mare. Sicuramente il “pericolo” più frequente viene dalle meduse. L’incontro con questo animale marino non è certamente dei più piacevoli (provate a chiedere a chi lo ha speri- mentato), i suoi tentacoli contengono una sostanza molto urticante che al contatto con la pelle determina estre- mo dolore e bruciore, lasciando spesso la loro impronta. I rimedi   naturali consigliati sono dati dall’ammoniaca (attenzione! potenzialmente pericolosa se usata male), da impacchi con pomate antiistamini-che e taluni riportano anche i benefici dell’aceto. RIMUOVETE I TENTACOLI SE PRESENTI E RICORDATE CHE La tossina della medusa è “termolabile” (viene neutralizzata dal calore), si possono pertanto ottenere buoni risultati applicando del calore (come con le pietre riscaldate dal sole stando attenti che non ustionino) sulle lesioni cutanee. NON IL FREDDO!!!!!! In mare poi si può fare conoscenza anche con la spina dorsale della tracina, un pesce che di solito vive in fondali bassi (spesso a riva) e sabbiosi. Nell’aculeo della spina è contenuto un veleno potentissimo che nell’uomo, fortunatamente non è letale, causa un dolore tanto intenso da poter determinare, anche se raramente, una breve perdita di conoscenza, più frequentemente il piede colpito diventerà molto gonfio e dolorosissimo. Stesso discorso per lo scorfano, anche se in questo caso il contatto diretto è più difficile vivendo in fondali più profondi e scogliosi. In effetti è più facile pungersi con la spina del capo dello scorfano mentre si sta preparando una succulenta zuppa di mare che camminando in mare.
I rimedi per la puntura di questi pesci sono rappresentati essenzialmente dall’immersione della parte colpita in acqua salata calda per un periodo non inferiore ai 60 minuti.

domenica 21 aprile 2013

3 anni annega nella vasca da bagno

Su Il secolo XIX di oggi leggo questa tragica notizia della morte di un bambino di 3 anni nella vasca da bagno http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2013/04/21/APM79BKF-scivola_durante_bagno.shtml.
Un incidente con la morte di un bambino e una famiglia la cui vita..... non riesco a pensare a come sarà e come vorrei non leggere, perché non avvengono (non perché non voglio sapere) queste cose.
L'annegamento è purtroppo una causa frequente di mortalità in rutte le età e soprattutto in età pediatrica. Qui sotto una statistica delle prime 10 cause di morte in età pediatrica. Guardate i rettangoli blu (unintentional drowning).
Sesta causa sotto a 1 anno (il soffocamento è la prima causa
PRIMA CAUSA tra 1 e 4 anni
Seconda causa tra 5 e 9 anni
TERZA CAUSA tra 10 e 14 anni.
Quindi è frequente e bisogna stare molto attenti quando si lasciano i bambini ove c'è acqua: prevenire vuol dire istruire,controllare, non fidarsi e insegnare a nutre anche se RICORDO CHE E' DIMOSTRATO CHE A NULLA SERVIREBBE INSEGNARE A NUOTARE SOTTO ALL'ETà DI 4 ANNI (questo non vuol dire che non piaccia e possa essere fonte di piacere per il bimbo e la famiglia).
Particolare attenzione alle piscine pubbliche o private, e anche alle piscinette: bastano a voltepochi cm di acqua.
Già che Vi ripropongo questa tabella degli incidenti più frequenti guardatequante persone muoio soffocate da corpi estranei, in genere cibo, nelle vie respiratorie
Alberto Ferrando


mercoledì 4 luglio 2012

mare e piscine: MARCATELI STRETTI

Cari Genitori

Ieri abbiamo parlato a lungo con l'amico Marco Squicciarini della CRI su inziative dirette ai genitori per evitare tragedi e salvare vite.
I bambini sono incredibilmente veloci e attivi. Vi allego una foto che ho fato anni fa in Francia in una piscina ove vengono dette cose fondamentali:-
- Bastano pochi minuti per affogare
- Può succedere anche in pochi cm di acqua (20 cm)
- Fino a 4 anni non serveirebbe insegnare a nuotare
- MARCATE VOSTRO FIGLIO STRETTAMENTE
ANNI FA UN BAMBINO ha salvato la cuginetta (se leggete testimoniate?)
Buon mare e "occhi aperti"
Alberto Ferrando


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