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lunedì 25 luglio 2016
domenica 24 luglio 2016
CHE PAPPA PER IL PUPO: LEGGIAMO COSA DIAMO DA MANGIARE. Recensione libro: Non aprite quella pappa
Cari Genitori
Qui sotto la recensione, fatta dall'insegnante, e pedagogista, Chiara Evelli, di un libro, scritto da una giornalista mamma, sull'alimentazione dei bambini: "Non aprite quella pappa"
Due parole di precisazione prima della lettura della recensione e del libro. Bisogna distinguere tra baby food (alimentazione del primo anno di vita) e alimentazione pe bambini che non è normata e regolata chiaramente come il baby food. Per l'alimentazione dei bambini abbiamo dei punti fermi:
1) allattamento al seno, se disponibile, almeno fino al 6 mese
2) Svezzamento dal 6 mese se allattamento al seno e prima se alimentato artificialmente (tra il 4 mese e mezzo e il 6 mese)
3) Attenzione a non offrire cibo a rischio di soffocamento (somministrare cibo a pezzi piccoli e non dare in mano al bambino di pochi mesi cibo che può rompere e se inalato causare soffocamento. vedi banana o carota) e imparare a fare la manovra antisoffocamento
4) Dare cibo genuino
5) Leggere attentamente le "etichette" del cibo e usare prodotti "genuini" e privi di contaminanti e altro
Su quest'ultimo punto abbiamo posizioni estreme tra chi consiglia il cosiddetto "baby food" e chi consiglia il naturale. La verità non si trova mai agli estremi. Parlate con il vostro pediatra e fatevi una vostra opinione tenendo conto che la cosa fondamentale è la sicurezza del prodotto di partenza e che, nel dubbio, gli omogeneizzati (demonizzati da alcuni) forniscono garanzie di genuinità migliori di alcuni prodotti naturali che sono, purtroppo, ricchi di sostanze dannose: una per tutti i pesticidi contenuti in frutta che appare tanto bella e nella verdura.
Nel libro recensito, di cui consiglio per altro la lettura in quanto utile per prendere coscienza di tante cose: pubblicità, sicurezza, lettura delle etichette ecc, si sconsiglia il baby food ma...come al solito le posizioni estreme o di chiusura sono da evitare: giusto dare cibi naturali man mano che il bambino cresce e non tirarlo su solo a cibi omogeneizzati ma non è neanche il caso di demonizzare tutto il baby food che, vista la difficoltà, in alcune realtà, di procurarsi cibo fresco e genuino e controllato, offre la possibilità di avere alimenti controllati.
Non entro nel discorso del conflitto di interesse, citato nel libro, tema ampio e che da parte mia ho superato dichiarando il mio Manifesto di trasparenza: http://www.ferrandoalberto.eu/joomla/manifesto-di-trasparenza.html
Nel libro interessanti spunti sula pubblicità e altro
-Prima di tutto
sono preparati per ottenere un guadagno e quindi i prodotti scelti
saranno quelli meno costosi e meno pregiati.
-Sono fatti per
piacere e non per fare del bene ai bambini, il loro scopo è quello di
farli comprare nuovamente e per fare questo contengono molti sali,
zuccheri e aromi per esaltarne il gusto.
- Gli
omogeneizzati ad esempio hanno tutti la stessa consistenza ed impediscono
al bambino di provare altre esperienze, come il morbido, il solubile, il
croccante ed il granuloso.
- Sono preparati
in un modo che il consumatore si affezioni a quel gusto e lo spingono a
scegliere sempre le stesse merendine, gli stessi cereali, creando una
"monotonia nella dieta", mentre un'alimentazione sana ed
equilibrata prevede che si varino i gusti, in modo da assaggiare un pò di
tutto.
- Comprendono
alimenti poco salutari, come bibite gassate, patatine fritte, nettari di
frutta, ricchi di zuccheri e sale.
- Sono ricchi di
conservanti e additivi perchè devono durare sugli scaffali dei mesi e forse anche degli
anni.
Ricordiamoci, infine,
di leggere sempre gli ingredienti perchè sono quelli che ci danno le maggiori
informazioni su ciò che compreremo per i nostri figli, potremo capire
infatti quanti additivi sono presenti, quali oli sono stati usati, se quello di
palma o quello di semi, in che quantità sono presenti gli ingredienti, ad
esempio se c'è più zucchero o farina.
Qui sotto la recensione, fatta dall'insegnante, e pedagogista, Chiara Evelli, di un libro, scritto da una giornalista mamma, sull'alimentazione dei bambini: "Non aprite quella pappa"
Due parole di precisazione prima della lettura della recensione e del libro. Bisogna distinguere tra baby food (alimentazione del primo anno di vita) e alimentazione pe bambini che non è normata e regolata chiaramente come il baby food. Per l'alimentazione dei bambini abbiamo dei punti fermi:
1) allattamento al seno, se disponibile, almeno fino al 6 mese
2) Svezzamento dal 6 mese se allattamento al seno e prima se alimentato artificialmente (tra il 4 mese e mezzo e il 6 mese)
3) Attenzione a non offrire cibo a rischio di soffocamento (somministrare cibo a pezzi piccoli e non dare in mano al bambino di pochi mesi cibo che può rompere e se inalato causare soffocamento. vedi banana o carota) e imparare a fare la manovra antisoffocamento
4) Dare cibo genuino
5) Leggere attentamente le "etichette" del cibo e usare prodotti "genuini" e privi di contaminanti e altro
Su quest'ultimo punto abbiamo posizioni estreme tra chi consiglia il cosiddetto "baby food" e chi consiglia il naturale. La verità non si trova mai agli estremi. Parlate con il vostro pediatra e fatevi una vostra opinione tenendo conto che la cosa fondamentale è la sicurezza del prodotto di partenza e che, nel dubbio, gli omogeneizzati (demonizzati da alcuni) forniscono garanzie di genuinità migliori di alcuni prodotti naturali che sono, purtroppo, ricchi di sostanze dannose: una per tutti i pesticidi contenuti in frutta che appare tanto bella e nella verdura.
Nel libro recensito, di cui consiglio per altro la lettura in quanto utile per prendere coscienza di tante cose: pubblicità, sicurezza, lettura delle etichette ecc, si sconsiglia il baby food ma...come al solito le posizioni estreme o di chiusura sono da evitare: giusto dare cibi naturali man mano che il bambino cresce e non tirarlo su solo a cibi omogeneizzati ma non è neanche il caso di demonizzare tutto il baby food che, vista la difficoltà, in alcune realtà, di procurarsi cibo fresco e genuino e controllato, offre la possibilità di avere alimenti controllati.
Non entro nel discorso del conflitto di interesse, citato nel libro, tema ampio e che da parte mia ho superato dichiarando il mio Manifesto di trasparenza: http://www.ferrandoalberto.eu/joomla/manifesto-di-trasparenza.html
Nel libro interessanti spunti sula pubblicità e altro
Questo libro è stato
scritto dalla giornalista Laura Bruzzanti dopo essere diventata mamma.
L'autrice si rende
conto che i genitori sarebbero disposti a spendere qualsiasi cifra per il bene
del loro Bambino e questo accade anche con il cibo.
La scelta di ciò che
diamo da mangiare ai nostri figli viene, spesso, condizionata dalla marca e
dalla pubblicità che ruota intorno ad essa.
Un tempo si diceva che
il bambino dovesse essere nutrito con il latte materno fino ai 6 mesi e poi si
poteva iniziare a schiacciare il cibo che i componenti della famiglia mangiavano.
Con
l'industrializzazione, sono nati i primi omogeneizzati, sicuramente molto utili
alle mamme lavoratrici, ma sono stati fatti passare più genuini rispetto ai
prodotti naturali, come una semplice mela raccolta magari nel proprio giardino
e poi grattugiata.
La produzione di baby
food "è regolata da norme speciali: devono contenere
livelli minimi e
massimi ben precisi di vitamine e sali minerali, non possono contenere sale
aggiunto , i residui massimi consentiti di antiparassitari sono molto più
bassi, così come i residui massimi di contaminanti". Tutto questo appare
agli occhi della mamma attenta alla salute dei propri figli, come una cosa
ottima, che deve essere comprata senza dubbi.
In un'intervista
Adriano Cattaneo, componente del Gruppo Nutrizionale dell'Associazione
Culturale Pediatri, ha affermato che il baby food non è migliore del cibo
preparato in casa con prodotti genuini e freschi e che i bambini possono
mangiare il cibo consumato dal resto della famiglia.
"E' vero
che la legislazione che riguarda il baby food è molto rigorosa, ma è
altrettanto vero che le ricerche hanno dimostrato che può essere contaminato
per esempio da micotossine, metalli pesanti, interferenti endocrini di vario
tipo,etc."
Un'altra contestazione
riguarda il fatto che il bambino quando è nell'utero è abituato a nutrirsi con
il cibo della mamma ed è cresciuto dentro di lei senza alcun problema.
Giustamente viene da pensare come mai per il feto non si prendano tante
precauzioni, mentre per i bambini dai 6 mesi ai tre anni , bisognerebbe
scegliere dei prodotti studiati per loro.
In questo modo
dovrebbero riabituarsi quando sono più grandi al cibo della famiglia, mentre
sarebbe più giusto saltare questo passaggio e nutrirli con prodotti genuini
fatti in casa fin dai 6 mesi.
Occorre fare
attenzione alle pubblicità spesso ingannevoli, che riescono a mostrare i cibi
più genuini attraverso l'uso di immagini o sottolineando gli ingredienti più
sani , magari introducendone una quantità minima, ma facendo pensare ad esempio
che in che quel prodotto è contenuta una grande quantità di olio di oliva,
mostrando un'ampolla d'olio e di olive, per poi scoprire che in realtà è
presente solo il 5% ed il resto sono tutti oli vegetali non specificati.
Lo stesso vale per
delle barrette al cioccolato che appaiono in pubblicità come merende
estremamente leggere, ma questo perchè sono vendute in confezioni molto
piccole, mentre in realtà sono piene di grassi.
Occorre stare attenti
anche alle parole, una merenda alla fragola non vuol dire che sia fatta con le
fragole, ma significa che sono stati usati degli aromi per darle quel gusto.
E' giusto riflettere
anche, sul forte impatto che la pubblicità ha sui bambini, i quali sono molto
attirati da quelle sul cibo perchè usano motivi musicali ed immagini di cartoni
molto accattivanti.
Frasi come :
" Se mangi questo biscotto diventerai bravissimo a giocare a
calcio", convincono i bambini che quel prodotto ha davvero quelle
proprietà.
Nell'epoca di internet
pubblicizzare un prodotto è ancora più semplice ed economico, attraverso app,
giochi online che attirano l'attenzione dei ragazzi in maniera divertente e
nello stesso tempo fanno sì che la marca del prodotto sia collegato ad
esperienze positive.
Le aziende, inoltre,
riescono ad ottenere facilmente gli indirizzi di posta elettronica ed i numeri
di telefono dei ragazzini, attraverso concorsi ai quali si può partecipare per
avere un premio o uno sconto, registrandosi e fornendo tutti i dati personali.
In questo modo il
ragazzino sarà "schedato" e gli verranno mandati messaggi
promozionali, conoscendo ormai i suoi gusti, grazie al prodotto acquistato e
per il quale ha partecipato al concorso.
Non dimentichiamoci
che sono quasi sempre i prodotti meno genuini e più saturi di grassi a venire
pubblicizzati.
Tutto questo
contribuisce ad aumentare il fenomeno dell'obesità infantile.
Diventa difficile per
i genitori controllare la pubblicità vista in televisione e quella trasmessa
tramite internet.
La psicologa Francesca
Romana Puggelli suggerisce ai genitori , per prevenire questo problema
paragonato alla pericolosità del fumo, di spiegare sempre ai bambini con parole
semplici e chiare, il motivo per il quale non possono mangiare o bere certi
cibi.
Anche se piccoli, i
bambini capiscono tutto e sarebbe bello portarli con noi al supermercato
per leggere insieme a loro gli ingredienti, spiegandogli ad esempio che i
coloranti contenute nelle bibite fanno male e solo alcune volte si possono
bere.
I "NO"
non motivati non vengono compresi dai bimbi, occorre, invece spiegare sempre il
motivo del nostro rifiuto.
Paragonare ad esempio
le vitamine a dei piccoli soldatini che combattono il raffreddore, potrebbe
essere un metodo efficace per avvicinare i bambini al consumo della frutta.
E' fondamentale,
inoltre, dare dalle regole per l'utilizzo della televisione, dei tablet e dei
computer.
Sarebbe bello che i
bambini non venissero lasciati troppo tempo da soli davanti al televisore,
mangiando cibo spazzatura, ma stimolandoli ad uscire all'aria aperta e
aiutandoli a decodificare i messaggi che arrivano dalla pubblicità con domande
come queste : "Secondo te perché c'è la pubblicità? Secondo te fa bene
questa bibita che fanno vedere?".
La cosa importante da
ricordare è quella di non essere troppo rigidi nell'educazione alimentare,
occorre, invece, far comprendere ai bambini che l'eccezioni esistono e che
certi cibi anche se fanno male, alcune volte possono essere mangiati, come alle
feste.
In questo modo, per
esempio le patatine non diventeranno un "oggetto del
desiderio" perchè
vietato in assoluto.
Ci sono vari
motivi per i quali è meglio non scegliere i cibi industriali.
Chiara Evelli,
pedagogista e insegnante
giovedì 21 luglio 2016
ALIMENTI PER BAMBINI: SEGNALAZIONI DI AGENZIA EUROPEA E DI ALTROCONSUMO
ALIMENTI PER BAMBINI: SEGNALAZIONI DI AGENZIA EUROPEA E DI ALTROCONSUMO
cari genitori
Ho già inviato post sulla necessità di fare attenzione a quello che diamo da mangiare, e mangiamo, ai bambini. Qui dei link sul tema degli oli vegetali (e non solo sull'olio di palma).
Ho già parlato di yogurt dati per bambini (dopo i primi anni di vita) con un elenco di sostanze che sarebbe meglio non ci fossero: Prendete yogurt che contiene yogurt e non aromi, additivi vari e semmai le figurine dei cartoni animati attaccatele voi!!!
Più sono piccoli e maggiormente sono a rischio di effetti da sostanze che, pur ammesse per legge, possono avere effetti dannosi. Il grande campo di attutivi, aromi, conservanti e stabilizzanti è enorme e qualcosa possiamo fare noi. Leggere le etichette e poi utilizzare il principio di precauzione: nel dubbio non dare alcuni alimenti o non dare alimenti, ai bambini, con sostanze di cui non sono noti gli effetti nel tempo. L'agenzia europea EFSA dirama dei comunicati che incollo qui sugli oli vegetali (olio di palma e non solo): https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/160503a
Altroconsumo ha fatto una ricerca su alcuni alimenti qui:
http://www.altroconsumo.it/alimentazione/sicurezza-alimentare/news/olio-di-palma
Sempre altronsumo ha fatto una app per valutare quali alimenti e merendine non contengano l'olio di palma: app Merendiario e al comparatore online che classifica più di 450 merendine in base al loro profilo nutrizionale.
cari genitori
Ho già inviato post sulla necessità di fare attenzione a quello che diamo da mangiare, e mangiamo, ai bambini. Qui dei link sul tema degli oli vegetali (e non solo sull'olio di palma).
Ho già parlato di yogurt dati per bambini (dopo i primi anni di vita) con un elenco di sostanze che sarebbe meglio non ci fossero: Prendete yogurt che contiene yogurt e non aromi, additivi vari e semmai le figurine dei cartoni animati attaccatele voi!!!
Più sono piccoli e maggiormente sono a rischio di effetti da sostanze che, pur ammesse per legge, possono avere effetti dannosi. Il grande campo di attutivi, aromi, conservanti e stabilizzanti è enorme e qualcosa possiamo fare noi. Leggere le etichette e poi utilizzare il principio di precauzione: nel dubbio non dare alcuni alimenti o non dare alimenti, ai bambini, con sostanze di cui non sono noti gli effetti nel tempo. L'agenzia europea EFSA dirama dei comunicati che incollo qui sugli oli vegetali (olio di palma e non solo): https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/160503a
Altroconsumo ha fatto una ricerca su alcuni alimenti qui:
http://www.altroconsumo.it/alimentazione/sicurezza-alimentare/news/olio-di-palma
Sempre altronsumo ha fatto una app per valutare quali alimenti e merendine non contengano l'olio di palma: app Merendiario e al comparatore online che classifica più di 450 merendine in base al loro profilo nutrizionale.
sabato 16 luglio 2016
LEGGETE COSA MANGIATE E DATE DA MANGIARE A VOSTRO FIGLIO: ATTENZIONE ANCHE AGLI ALIMENTI PER BAMBINI
LEGGETE COSA MANGIATE E DATE DA MANGIARE A VOSTRO FIGLIO: ATTENZIONE ANCHE AGLI ALIMENTI PER BAMBINI
Su
facebook ho lanciato un post invitando alla lettura delle etichette e qui vi faccio
un esempio tratto da un libro che sto
leggendo e che , a breve, recensirò (non aprite quella pappa)per chi può o riesce a trovare il tempo a cucinare, almeno alcune cose a casa :
-
yogurt proposto come adatto ai bambini: sulla confezione il
personaggio di un videogame e confettini colorati da versare dentro.
-
LEGGETE L’ETICHETTA: UNO yogurt dovrebbe avere yogurt mentre
questo, per bambini contiene:
- yogurt, preparazione di frutta 12% (zucchero, fragole
35%, addensanti: E1442, pectina; colorante: cocciniglia; aromi ), zucchero 7%.
- Nei confettini colorati da versare nello yogurt:
zucchero, burro di cacao, latte in polvere, cacao magro in
polvere, amido, siero di latte in polvere, emulsionante: lecitina di soia;
agenti di rivestimento: gomma arabica, cera carnauba, cera d’api, gommalacca;
sciroppo di glucosio, coloranti: curcumina, cocciniglia, E141, beta carotene,
antociani, concentrato d’alga Spirulina.
-
Direte c’è la frutta..(LEGGETE ATTENTAMENTE) La frutta è una
“preparazione di frutta”, dove le fragole sono solo il 35% del totale. IN
questo vasetto ci sono 5 grammi, cioè meno di mezza fragola.
-
Oltre alle fragole, nella preparazione troviamo lo zucchero
(primo ingrediente), coloranti, aromi e
addensanti.
-
Per renderlo più gradevole, e abituare così i bambini a alimenti
troppo dolci, ci sono 4 cucchiaini di zucchero (e non conto i granulini di
zucchero L )
Basterebbe
qui a dire: prendete un yogurt “normale” e mettete voi un poco di frutta,
capiterina (mi censuro)!!
NON
VI BASTA???
Addensante:
E1442
(fosfato di amido idrossipropilato). Gli amidi modificati vengono usati
nell’industria alimentare perché sopportano le lavorazioni industriali meglio
degli amidi naturali. Si ottengono modificando gli amidi alimentari con
trattamenti chimici oppure fisici (azione del calore, azione meccanica).
Colorante per rendere la
preparazione di frutta più rossa. Si tratta della cocciniglia (o acido
carminico) un colorante naturale che viene estratto dal carapace della
cocciniglia, un insetto originario del Sud America. ( servono 40mila insetti
per produrre mezzo chilo di estratto di cocciniglia) . potrebbe provocare
reazioni allergiche ( e chissà che
qualche orticaria non dipenda da questo).
Aromi: significa che si
tratta di aromi sintetizzati in laboratorio e non di aromi naturali. Aromi e
coloranti, anche se innocui, possono essere indice di un prodotto di minor
qualità.
MA
PERCHE’ AGGIUNGERE AROMA DI FRAGOLA AD UNO YOGURT ALLA FRAGOLA? E UNCOLORANTE
DERIVATO DA INSETTI PER DARE IL COLORE??
Perché
la frutta di partenza ha perso nel procedimento (o non aveva dall’inizio),
colore e sapore.
Non
ho finito:
Confettini
compare di nuovo lo zucchero come primo ingrediente, di nuovo la cocciniglia
per colorare, lo sciroppo di glucosio e ancora un colorante: l’E 141, Complessi
rameici della clorofillina. L’E141 è stato oggetto di recente di un parere
scientifico dell’EFSA 53, che ha concluso che la sicurezza di questo additivo
non può essere stimata perché non ci sono dati sufficienti per sapere come
viene assorbito e metabolizzato dal nostro organismo, né dati certi sulla tossicità
e sulla carcinogenesi. Quindi la DGA (Dose Giornaliera Accettabile) non può
essere stimata in modo appropriato.
Secondo
la banca dati di Altroconsumo sugli additivi, l’E141 può creare problemi alle
persone con patologie che predispongono all’accumulo di rame nell’organismo.
Per ricapitolare, in questo vasetto oltre allo yogurt troviamo: mezza fragola,
quattro cucchiaini di zucchero, sciroppo di glucosio, amido modificato
chimicamente, un colorante estratto dal guscio di un insetto, un colorante sui
cui effetti ancora non si sa abbastanza, aromi artificiali.
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