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venerdì 10 novembre 2017

IPOSPADIA: Cosa è e cosa fare?

IPOSPADIA: Cosa è e cosa fare?
L’ipospadia è una anomalia frequente del pene (1 caso ogni 250-300 neonati maschi) caratterizzata dallo sbocco anomalo dell’uretra sulla superficie ventrale del pene (vedi figure).

Nella maggior parte dei casi è un difetto isolato senza altre anomalie, ma bisogna escludere, specie nelle forme marcate, altre situazioni come i disturbi della differenziazione sessuale, le malformazioni anorettali e altre anomalie congenite.
Di solito c'è uno sviluppo incompleto del prepuzio, chiamato cappuccio dorsale, in cui il prepuzio è ai lati.
Alcuni ragazzi con ipospadia hanno delle “corde “ e una curvatura ventrale del pene (evidente soprattutto nell’erezione).
L'incidenza della ipospadia sembra in aumento, probabilmente a causa dell'esposizione durante la vita fetale a inquinanti (ad esempio policlorobifenili, fitoestrogeni).

Classificazione:
L’ipospadia viene classificata ina base allo sbocco del meato uretrale.
Clinicamente la malformazione si manifesta con alcune caratteristiche, presenti isolatamente o in associazioni varie:
-  meato uretrale esterno più o meno ristretto, in posizione anomala lungo il decorso del rafe mediano (vedi classificazione);
- incurvamento ventrale dell'asta o "recurvatum";
- ipoplasia del glande e/o schisi cutanea ventrale;
- eccesso di prepuzio dorsale;
- nelle forme più gravi scroto bipartito.
Esistono vari criteri di classificazione. Utile è l'inquadramento anatomico in base alla localizzazione del Meato Uretrale Esterno:
- ipospadia distale quando il meato è sulla faccia ventrale del glande fino a 4-5 mm dall'apice del glande (45% dei casi);
- ipospadia media o peniena quando il meato si localizza tra il 1/3 distale del pene ed il solco balanico (35%);
- ipospadia prossimale quando il meato uretrale è situato tra il perineo ed il 1/3 distale della superficie ventrale del pene, a livello penieno medio o scrotale (15%) o perineale (5%). Esistono  forme di ipospadia con incurvamento ventrale dell'asta, e con le caratteristiche cutanee proprie della malformazione già descritte, ma con sbocco del meato uretrale esterno in posizione normale, definite "ipospadia cutanea o ipospadia sine ipospadia".

SINTOMATOLOGIA:
Problemi di minzione, in modo variabile nelle diverse forme, in base alla sede del meato uretrale al suo calibro, alla presenza o meno dell'incurvamento.
Nelle ipospadie distali la minzione in genere avviene normalmente, in quelle prossimali vi è l'impossibilità a dirigere il getto urinario, per cui l'urina viene espulsa a raggiera, costringendo il bambino ad urinare in posizione seduta.
La presenza di stenosi del meato determina una minzione laboriosa associata talora a dolore. Il bambino urina poco, restano in vescica spesso, residui urinari e possibili reflussi vescico ureterali.
La stenosi deve essere corretta in fase precoce per evitare eventuali complicanze come le infezioni ascendenti.
Da non sottovalutare i disturbi psicologici sia nel bambino piccolo che, soprattutto, l'adolescente.

DIAGNOSI:
La diagnosi è clinica. Nei casi più gravi, in base alle indicazioni mediche, possono essere necessari esami per valutare o escludere anomalie delle vie urinarie.
Nei casi dubbi utile consulenze con endocrinologo, consulenza genetica, per il corretto riconoscimento del sesso.

COMPLICAZIONI:
Le complicanze delle ipospadie non trattate includono la deformità del flusso urinario, disturbi urinari e psicologici; disfunzione sessuale secondaria alla curvatura del pene; infertilità se l’ipospadia è prossimale.



Trattamento
L'obiettivo della chirurgia ipospadia è quello di correggere le deformità funzionali e cosmetiche.
La circoncisione deve essere evitata, in quanto il prepuzio viene spesso utilizzato nella riparazione nella maggior parte dei casi. L'età ideale per la riparazione in un neonato sano è 6-12mo, comunque entro i 2 anni di vita, perché il rischio di anestesia generale in questa età è simile ai bambini più grandi; la crescita del pene nei prossimi anni è lento; il bambino non ricorda la procedura chirurgica; e le esigenze analgesiche postoperatorie sono minori rispetto ai bambini più grandi.
Ma ogni caso va valutato attentamente e la decisione va spiegata e discussa con i genitori.
Si è concordi nell'effettuare la correzione di tutte le forme di ipospadia, anche di quelle apicali, possibilmente in un unico tempo operatorio.
È stato dunque superato il vecchio concetto che prevedeva di effettuare la correzione solo delle forme più gravi, sottovalutando l'impatto psicologico del problema estetico.
Con la ricostruzione si deve anche ottenere un aspetto estetico il più possibile normale, prevenendo l'innesco di meccanismi di tipo patologico a livello psichico.
Dal punto di vista funzionale, l'atto chirurgico non deve impedire il normale accrescimento, ma garantire lo sviluppo completo e corretto a tutti gli effetti.

DECORSO POST OPERATORIO:
La durata del ricovero varia a seconda del tipo e gravità dell’ipospadia. In genere la dimissione avviene dopo tre-cinque giorni dall'intervento.
E’ necessaria una accurata pulizia, con acqua e sapone disinfettante a risciacquo. Localmente si utilizzano pomate antibiotiche dopo il  lavaggio.
Ritorno alla attività fisica svolta in precedenza dopo vari giorni cercando di evitare attività a rischio di traumi.

COMPLICANZE POST INTERVENTO:
La percentuale di complicanze è bassa: 5% per ipospadia apicale, 10% per ipospadia distale e 20% per ipospadia prossimale.
Le complicanze  possono essere immediate, quando si verificano nel periodo postoperatorio, e tardive, quando avvengono a distanza di mesi o di anni.
Le complicanze immediate sono rappresentare dagli spasmi vescicali, dalla perdita urinaria , da ematomi e da infezioni. Le complicazioni si  sono ridotte con nuove tecniche chirurgiche (uretroplastica mini-invasiva, riduzione dell’uso del catetere).
Le complicanze tardive sono rappresentare da fistole uretro-cutanee, diverticoli e stenosi uretrali e stenosi del meato che necessitano di un intervento chirurgico.
Altre complicanze includono un flusso urinario deformato e una curvatura persistente del pene.


Nelson Textbook of Pediatrics 20th Edition – Elsevier, 2016


domenica 18 settembre 2016

Genitali maschili: è normale? E’ piccolo? Debbo fare qualcosa?

Genitali maschili: è normale? E’ piccolo? Debbo fare qualcosa?
Cari Genitori
Sui genitali maschili vengono poste tante domande molte più di quelle poste sui genitali femminili. Le più frequenti riguardano:
• dimensioni;
• fimosi e parafimosi
• testicoli (criptorchidismo, testicolo in ascensore, idrocele).
Qui una piccola sintesi di quanto trovate più dettagliato nel libro “Come crescere mio figlio anche con illustrazioni: https://www.amazon.it/crescere-figlio-genitori-risposte-pediatra/dp/886895107X/ref=zg_bs_5329313031_14
-       Pene piccolo: Una domanda che viene posta abbastanza frequentemente al pediatra durante la visita al bambino è se “lì è tutto a posto” ove per “lì” s’intendono i genitali la cui valutazione fa parte integrante della visita pediatrica. I pediatri, spesso, debbono tranquillizzare genitori, e anche bambini grandicelli, sulla normalità delle dimensioni del pene in quanto molte volte, soprattutto se il bambino è cicciottello, le dimensioni appaiono piccole rispetto a quelle dei coetanei. Esiste, inoltre, una grande varietà nelle dimensioni del pene in qualsiasi età e, soprattutto, nel periodo dello sviluppo quando i genitali passano dallo stato infantile a quello adulto.
-       Fimosi:  Alcune mamme dei maschietti appena nati, spesso, un po’ preoccupate, pongono al pediatra domande del tipo: “Dottore, mi dicono tutti che devo fare la ginnastica al pisello del bambino!”. Nel neonato e nel lattante, e in molti bambini nei primi anni di vita, è impossibile retrarre il prepuzio e scoprire il glande. E su questo se ne possono sentire di tutti i colori: c’è sempre qualcuno (la cugina, la mamma di un altro bambino, l’educatrice del nido, la nonna) che insiste: “Devi aprire il pisellino, sennò resta chiuso e bisogna operare!”, “A mio figlio lo hanno fatto...”. Ed è vero perché una volta questa manovra, non priva di effetti collaterali oltre che dolorosa, determinava conseguenze a breve e lunga distanza. A breve: dolore intenso per cui il bambino piange e non fa la pipì per ore, e talora, per tutta la giornata. A lunga distanza: si possono creare lesioni cicatriziali per cui si rende effettivamente necessario un intervento chirurgico di circoncisione. Il prepuzio è la pelle che ricopre il glande e nei bambini l’importante è che lasci passare la pipì, per cui è “incollato” con la sottilissima mucosa che riveste il glande impedendo così l’accumulo di sostanze nel solco balano prepuziale e le conseguenti infezioni. Nulla è casuale in natura: il nostro corpo è il risultato di un lunghissimo processo di evoluzione che è durato milioni di anni. Neppure il pisellino dei neonati sfugge a questa regola, perciò si può certo forzare la natura e sfoderare con violenza il pisellino, ma ciò che si ottiene è non solo dolore e spargimento di sangue, ma soprattutto la normale reazione di un tessuto biologico alle lacerazioni, la cicatrizzazione, con il probabile risultato di un esito fibroso che deve essere rimosso chirurgicamente. Se non si fa nulla, crescendo avverrà lo scollamento e il prepuzio scivolerà sul glande. Quando può accadere varia molto da bambino a bambino: in alcuni a pochi anni, molti verso i 6-7 anni, ma in alcuni casi anche più tardi. L’importante è che capiti prima della maturazione sessuale. Quindi cosa fare? Assolutamente nulla! Si devono evitare manovre di scollamento e, in caso di dubbi, consultate il pediatra che assisterà insieme a voi alla normale evoluzione, come fa per altre cose altrettanto importanti. Alcune religioni, o anche abitudini, prevalentemente anglosassoni, prevedono la circoncisione in epoca neonatale, un’operazione che consiste nel tagliare e asportare la parte terminale del prepuzio, consentendo al glande di essere sempre scoperto. La vera fimosi è il restringimento dell’orifizio prepuziale che non permette di scoprire il glande dopo una certa età: in periodo prepubere e pubere il prepuzio deve scorrere sul glande. Non è fimosi il prepuzio esuberante (a proboscide) e non sono fimosi le aderenze balano-prepuziali fisiologiche dei primi anni di vita, per cui il prepuzio resta fissato al glande in almeno un quinto dei maschi anche dopo i primi due anni di vita e si libera solo negli anni successivi, di norma prima dell’età scolare. Tali aderenze balano-prepuziali fisiologiche vanno rispettate e le manovre di scopertura forzata del glande staccando le aderenze sono da evitare.
Parafimosi La parafimosi si verifica quando il prepuzio, non ancora aperto del tutto, viene retratto dietro il glande e non può essere riportato alla sua posizione originale. Si determina quando si cerca di tirare indietro il prepuzio in un periodo in cui non si è ancora completamente aperto (fimosi fisiologica). Una volta che la pelle è intrappolata, si verifica un gonfiore nell’area circostante (edema) che peggiora la restrizione del prepuzio, come a formare un “anello di pelle” molto stretto: dolore e gonfiore sono i sintomi caratteristici. Cosa non fare? Non forzare mai a tirare indietro il prepuzio. Cosa fare se avviene? Cercare di prendere tra le dita il prepuzio per riportalo in posizione. Se non si riesce contattare un pediatra o portare il bambino al Pronto Soccorso. Criptorchidismo….prosegue.. 


lunedì 13 maggio 2013

MARTEDI' SERA A PRIMOCANALE: ANTIBIOTICI. ARTICOLI SU DROGHE. GENITALI. LINGUAGGIO

DOMANI SERA A PRIMOCANALE ALLE 20,30 AVRETE LE RISPOSTE AD ALCUNI QUESITI SUGLI ANTIBIOTICI DA ME E DAL PROF BALBI: Cosa è un'ANTIBIOTICO? Quando nascono gli antibiotici? Che cosa è la RESISTENZA? Quali sono le CAUSE della resistenza? Quando bisogna prendere gli antibiotici? Influenza? Raffreddore? Mal di gola?
Virus? Bisogna informare il medico quando si prende un antibiotico anche se ho già una scatola a casa?
Come si prendono gli antibiotici? quanti giorni di seguito? Profilassi? Disturbi intestinali: gli antibiotici alterano la flora batterica intestinale? Sole: gli antibiotici sono foto sensibilizzanti?



domenica 28 aprile 2013

PENE PICCOLO (speriamo che la testa funzioni :-)


Pene piccolo:
Una domanda che viene posta abbastanza frequentemente al pediatra durante la visita al bambino è se “lì è tutto a posto” ove per “lì” si intendono i genitali la cui valutazione fa parte integrante della visita pediatrica.
Capita spesso di dover tranquillizzare genitori , e bambino se grandicello, sulla normalità delle dimensioni del pene in quanto spesso, soprattutto se il bambino è cicciotello, le dimensioni appaiono piccole rispetto a coetanei.  NON FATENE UNA TEMA DI CONVERSAZIONE NE' CAUSATE VOI PROBLEMI AL BAMBINO EVIDENDIANDO DAVANTI A LUI I VOSTRI TIMORI (O I TIMORI DELLA NONNA). Già a 3-4 anni i bambini rischiano di complessarsi!!
Esiste inoltre una grande varietà delle dimensioni del pene in qualsiasi età e soprattutto nel periodo dello sviluppo quando i genitali passano dallo stato infantile allo stato adulto (attraverso 5 stadi di differenziazione e di modifica delle caratteristiche del pene, dei testicoli e della pelosità pubica). Il primo segno dello sviluppo del maschio è l’aumento delle dimensioni dei testicoli (età media  11 anni e 8 mesi con oscillazioni da  9 anni e mezzo a oltre 13 anni). Il pene inizia ad aumentare di dimensioni dai 10 anni e 9 mesi ai 14 anni e 11 mesi (media 12 anni e 10 mesi). In questo periodo i ragazzi, soprattutto quando fanno attività sportive si confrontano con i coetanei e rischiano di farsi “un complesso” in quanto seppur pari età la maturazione sessuale può essere quasi completata in alcuni casi o da avviare in altri. E’ importante saperlo e spiegarlo ai ragazzi.
Ma anche in età prepuberale a volte si crea questo complesso del “pene piccolo” che è, nella maggior parte dei casi, normale e la cui valutazione deve essere fatta dal pediatra curante infatti sono rarissime le situazioni di pene veramente piccolo(dette “ipoplasia del pene”) e che necessitano di inquadramento medico. La situazione più frequente è quella, come detto sopra, del bambino in eccesso di peso in cui il pene, di dimensioni pur normali, appare piccolo per l’accumulo di grasso nella zona del pube ( volte appare "soffocato", poverino, nella ciccia).
Comunque il “complesso del pene” è molto frequente anche negli adulti (derivato da complessi in età pediatrica?) infatti basta fare una ricerca su qualsiasi motore di ricerca su Internet ove si trovano milioni si siti e forum di discussione e pubblicità di vari rimedi sull’argomento. Ricordate che la visita e il consiglio del medico curante è fondamentale. E che tra le qualità maschili la cosa più importante non è rappresentata dalle dimensioni dei genitali ma da tanti fattori che costituiscono una persona e che è importante che funzioni bene un organo delicatissimo: quello che si trova collocato tra le due orecchie all'interno del cranio :-). Soprattutto, almeno all'inizio, di noi adulti. Non complessiamoi bambini con problemi quasi sempre inesistenti
Buona domenica
Alberto Ferrando


Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza giovanile

  Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza  giovanile Quella notte a Milano non è cominciata sabato pomeriggio. È cominciata a...