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martedì 28 aprile 2020

FILMATI DI PRIMO SOCCORSO. ULTIMO Stitichezza: TUTTO QUELLO CHE I GENITORI, NONNI ED EDUCATORI DOVREBBERO SAPERE.

FILMATI DI PRIMO SOCCORSO:
ANAFILASSI E ALLERGIA GRAVE
COME SOMMINISTRARE FARMACI PER ASMA E COME SI USA L'ADRENALINA

QUI TUTTE LE PUNTATE PRECEDENTI
PRIMO SOCCORSO:
1 Puntata: la febbre
2 Puntata: LE CONVULSIONI
3 Puntata: Il dolore (male alle orecchie, mal di denti, mal di testa)
4 Puntata: Dolori di crescita, male ai muscoli, alle articolazioni, dolore toracico, dolore alla schiena, mal di pancia
5 Puntata: Dolore addominale: appendicite, invalidazione
6 Puntata: Stitichezza, dolore ai genitali
7 Puntata: Vomito e diarrea
8 Puntata: Anafilassi e allergia grave
9 Puntata Come somministrare l'adrenalina e come dare farmaci per l'asma con il distanziatore

Anafilassi e allergia grave

Come somministrare l'adrenalina e come dare farmaci per l'asma con il distanziatore
Vomito e diarrea 

Stitichezza, dolore ai genitali

Dolore addominale: appendicite, invaginazione ecc.

Dolori di crescita, male ai muscoli, alle articolazioni, dolore toracico, dolore alla schiena, mal di pancia
DOLORE: generale, mal d'orecchie, mal di denti, mal di testa

CONVULSIONI FEBBRILI E NON
LA FEBBRE

lunedì 16 novembre 2015

TRAGEDIA A PARIGI: COSA DICO AI BAMBINI?

TRAGEDIA A PARIGI: COSA DICO AI BAMBINI? 
Ne abbiamo già parlato dai tempi delle alluvioni a Genova, dei terremoti e in occasioni di lutti o tragedie famigliari o sociali: MAI FARE FINTA DI NIENTE  in quanto i bambini si accorgono di tutto quanto avviene tramite la TV,, quello che sentono (hanno i radar) o “leggendoci” nel cuore nella mente e capiscono bene…anzi a non spiegare pensano che possa essere successo qualcosa di ancora peggio.
Quindi? Bisogna parlare, spiegare e .. anche ascoltare.
In questi giorni la dott.ssa Costantino, presidente della Società di neuropsichiatria dell'infanzia e adolescenza (Sinpia) ha fornito alcuni consigli consigli
(Intanto a questi collegamenti trovate consigli su come comportarsi quandoaavvengono lutti o tragedie…ma parlatene anche con il vostro pediatra:
  1. 1)   Non fare finta di nulla. I bambini capiscono più di quanto non immaginiamo e sentono le emozioni e la paura nell'aria. Vanno quindi accompagnati nella comprensione. Già parlare è importante nell'elaborazione dell'angoscia».
  2. 2)   Ascoltare cosa si immaginano, cosa percepiscono».  Per farlo, «in genere basta un commento, un generico 'che brutta cosa'. E' un modo per far capire che se ne può parlare. Immediatamente i bimbi si sentono autorizzati a chiedere. Al contrario, se percepiscono che l'adulto non vuol parlare, si zittiscono».
  3. 3)   Importante «rassicurare, senza fingere che vada tutto bene». Il messaggio che li aiuta, «non è un falso 'è tutto sotto controllo', piuttosto spiegare che si sta facendo tutto il possibile per diminuire il rischio». E' bene che imparino «che c'è una parte della vita che non controlliamo, anche se possiamo agire per ridurre il pericolo».
  4. 4)   NON ESAGERATE a far vedere troppe immagini o a parlare troppo. «Inutile cambiare canale nel bel mezzo di un servizio perché avrebbe l'effetto opposto, ma meglio evitare di esporli eccessivamente a immagini cruente, o parlare tutto il giorno di questi eventi
  5. 5)   COSA DA SPIEGARE POI ANCHE AGLI ADULTI: NON pensare  che i buoni siano tutti da una parte i cattivi dall'altra» e mai generalizzare . Il rischio, conclude Antonella Costantino, «è che arrivi il messaggio che lo straniero o il diverso possa essere pericoloso. Così facendo si creano immotivate fobie nei confronti delle persone che li circondano». 





sabato 15 agosto 2015

FARMACI E VACCINI E ALTRO IN VACANZA

FARMACI IN VACANZA E INFORMAZIONI, VACCINAZIONI ECC.
Se andate all'estero informatevi accuratamente e eventualmente fate una  assicurazione sanitaria.
Informatevi di sicurezza, vaccinazioni su  vari siti
- Ministero degli Esteri (sito della Farnesina)
- Vaccinazioni  http://www.vaccinarsi.org/viaggi-e-vaccinazioni/vaccinazioni-per-viaggiatori.html : Guida interattiva a seconda del paese
ESISTE PRESSO OGNI ASL UN CENTRO DI MEDICINA DEI VIAGGI.
IMPORTANTISSIMO SE SOFFRITE DI MALATTIE CRONICHE portare la dose di farmaci anche in eccesso (ASMA, DIABETE, IPERTENSIONE ECC.).-
CONTROLLATE DOCUMENTI ANCHE DEI BAMBINI

FARMACI DA PORTARE:
ELENCO DEI FARMACI DA PORTARE E FARMACI OCCUPASPAZIO INUTILI O POCO UTILI (DA  non portare).
E' sempre utile, quando si va in vacanza, portare qualche medicina con sè per attuare un primo "piccolo intervento" in caso di problemi del piccolo, (ma non solo del piccolo in quanto purtroppo in vacanza si possono ammalare anche i genitori). Ci sono bambini che si ammalano poco o niente e aspettano proprio le meritate ed agognate vacanze per accusare qualche malessere.
Questo è un elenco e consigli generali ma , nel dettaglio e nello specifico, chiedete al Vostro pediatra curante.
Non possiamo in queste poche righe fare un elenco esauriente che possa andare bene per tutti i bambini di tutte le età e per tutto quello che potrebbero prendersi, possiamo però darvi alcune indicazioni utili di massima. 
DIPENDE ANCHE DA DOVE ANDIAMO. In Italia abbiamo farmacie in abbondanza e molti farmaci vengono venduti senza ricetta. Se andare all’estero la situazione può essere diversa in quanto in alcuni paesi come l’Inghilterra è molto difficile avere alcuni farmaci (come gli antibiotici) senza prescrizione medica (anzi è impossibile). Così come negli Sati Uniti.In questi  casi fondamentale avere qualche farmaco, adatto al bambino. Adatto in che senso?  ogni bambino è diverso dagli altri. Per esempio c'è chi sopporta molto bene la febbre e chi no. C'è il bambino che guarisce spontaneamente in pochi giorni e quello, un pochino più debole o più sfortunato, in cui anche un banale raffreddore dura più a lungo oppure si conclude con una bronchite o un male alle orecchie.
Quindi la terapia, in qualsiasi età, va personalizzata su "quel bambino" in "quel momento".
Inoltre chi conosce di più il bambino sono i suoi genitori e in particolare la mamma che con uno solo sguardo, dopo le prime malattie di "allenamento" soprattutto dopo l'inserimento all'asilo nido o alla scuola materna, è, in genere, in grado di valutare le condizioni del bambino e sa cosa fare, magari con l'aiuto, anche a distanza, del proprio pediatra che consigliamo di contattare, prima della partenza, per un consiglio "personalizzato" sulle medicine da portare con sè.
Quanto sopra riportato è ancora più evidente ed importante nei bambini affetti da alcune patologie come asma o otiti ricorrenti in cui è assolutamente indispensabile l'intervento precoce dei genitori, o del bambino stesso quando è più grandicello, nelle prime fasi della malattia e che solo il bambino stesso o i suoi genitori sono in grado di cogliere. Tale intervento è possibile grazie ad una azione di educazione della famiglia, e del bambino, da parte del proprio pediatra.
Altro parametro importante è l'età del bambino. Infatti sotto i tre mesi di età è sempre meglio contattare, prima di somministrare un farmaco, il pediatra. Tale consiglio  è, comunque, valido per tutte le età. Non somministrate farmaci se non quelli che vi ha consigliato il vostro   medico curante e contattatelo se avete la tentazione di dargli dei farmaci consigliati da amici, conoscenti, parenti ecc. E per farmaci intendo TUTTO (erbe, prodotti naturali, omeopatici ecc. in quanto possono interferire con altri farmaci o alimenti. NON DATE ERBE CHE NON SINO STATE CONTROLLATE.
Prendiamo ora in considerazione i sintomi o i segni che più facilmente può presentare un bambino e  quello che un genitore può fare, in linea di massima, per bambino dai 3 mesi di età in poi.
Ricordiamo comunque, anche a costo di essere noiosi, che nel dubbio è sempre opportuno telefonare al pediatra , anche se siete in vacanza, in quanto conosce il bambino.               
Quanto scriviamo comunque può essere fatto in attesa del colloquio con il medico:
Febbre (usare solo paracetamolo e ibuprofene: vedete altri articoli sul blog): http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=FEBBRE
Qualsiasi sia la causa dell'aumento di temperatura (Attività fisca intensa, colpo di calore, infezione)   se riscontrate febbre superiore a 38°C effettivi (ascellari o 38,5 rettali) somministrate un antipiretico per bocca o per via rettale  (meglio per bocca sempre).
Nelle prime 24-48 ore se non sono presenti altri sintomi potete limitarvi ad una terapia sul sintomo febbre. Coprite poco il bambino e offrite da bere più spesso del solito e non forzate il b. a mangiare; se la temperatura è inf a 38°, il b. appare in buone condizioni potete permettere brevi uscite cercando di evitare sudate o, improbabili, "colpi" di freddo.
Evitate, in preda alla preoccupazione, di mettervi in viaggio per tornare a casa nelle ore calde della giornata, meglio attendere qualche ora quando la febbre è calata o inizia a scendere. A volte un bambino presenta una puntata febbrile e il giorno successivo non presenta più nulla.
FARMACI: per la febbre utilizzate il paracetamolo (nomi commerciali Tachipirina, Efferalgan, Puernol, Acetamol, Levadol, paracetamolo, ecc) per bocca (gocce, sciroppo, compresse solubili) o per via rettale. Se il bambino non vomita è sempre preferibile somministrare i farmaci per bocca. OPPURE IBUPROFENE
DOLORE: STESSO DISCORSO e stessi farmaci. Prodotti con codeina PROIBITI !!!
DIARREA: Prevenzione (lavarsi le mani) e attenzione al cibo. Se viene: 
-       Bere tanto con sali minerali (bustine che vendono in ogni farmacia) o preparati liquidi da soli o associati a probiotici (che NON servono a fermare la diarrea)
-       Mangiare poco
-       Se diarrea acquosa farmacao “Racecadotril” (nome chimico (nome commerciale Tiorfix) tre volte al dì. Ai bambini non dare loperamide
-       SE potete pesate il bambino ogni 24 ore
-       FERMENTI LATTICI E PROBIOTICI A NULLA SERVONO SE NON FATE QUANTO SOPRA

VOMITO: non date farmaci. La maggior parte dei vomiti si fermano Non somministrando da bere o mangiare per almeno 1 ora dall’ultimo vomito e poi somministrando da bere poco per volta. MAI DARE METOCLOPRAMIDE (PLASIL) SOTTO AI 14 ANNI

TOSSE: Farmaci solo se vostro figlio offrisse di asma (e il genitore e il ragazzo sono istruiti su quali farmaci avere SEMPRE CON SE’). Se tosse secca o con catarro bere tanto, miele e se presenti altri disturbi contattare un medico. Se tosse secca ed irritativa un sedativo della tosse

PUNTURE DI INSETTO: POMATA di cortisone e antibiotico e PREVENZIONE e se reazione marcata con prurito e gonfiore antistaminico (cetirizina o oxatomide)

ELENCO, APPROSSIMATIVO, DI FARMACI E ALTRO DA PORTARE CON SE’ IN BASE ANCHE A DOVE ANDATE E ALLA ETA’ DEL BAMBINO:
-       ANTIPIRETICI E ANTIDOLORIFICI: PARACETAMOLO, IBUPROFENE per bocca e per supposte (in caso di vomito. Preferire sempre la somministrazione per bocca)
-       ANTIBIOTICO (soprattutto se andate all’estero) polbvere da ricostituire al momento o bustine o cp che si sciolgono in acqua
-       SALI MINERALI  e TIORFIX pe la diarrea
-       SEDATIVO DELLA TOSSE
-       POMATE CORSTISONICO E ANTIBIOTICHE
-       ANTISTAMINICO
-       DISINFETTANTI
-       CEROTTI PER FERITE: STERI FIX (possono evitarvi corse al Pronto Soccorso sostituendo i punti)
-       FARMACI PER PATOLOGIE SPECIFICHE: asma, diabete, pneumopatie croniche, infezioni recidivanti O per situazioni particolari (mal di montagna)

Farmaci occupaspazio inutili o poco utili:
-       Mucolitici, espettoranti, balsamici per la tosse
-       Pomate per traumi e ustioni
-       Probiotici e fermenti lattici
-       Ricostituenti e vitamine (STATE andando in vacanza)

sabato 4 luglio 2015

TROPPI CESAREI E POCA ANALGESIA SURANTE IL PARTO IN ITALIA

TROPPI CESAREI E POCA ANALGESIA SURANTE IL PARTO IN ITALIA
Cari Genitori

Siamo il paese Europeo con il maggior numero di parti per taglio cesareo (TC). Nel mondo ci supera solo il Messico e la Turchia.
Siamo ad una media del 37% mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità indica una percentuale massima del 15%. In Campania addirittura si arriva, nelle Cliniche Private, al 72% di cesarei!!!! 
In alcuni casi si ricorre al cesareo per il dolore perché non viene offerta una analgesia durante il parto.  
Inoltre 'affermazione “se hai fatto un cesareo devi rifarlo”, assolutamente non fondata sul piano medico, corrisponde tuttavia a un comportamento molto diffuso. 
L TEMA E' MOLTO AMPIO MA ALLA BASE DEVE ESSERCI UN RISPETTO DELLA FISIOLOGIA E UNA DEMEDICALIZZAZIONE DI UN EVENTO CHE DOVREBBBE COME PRIMA COSA ESSERE CONSIDERATO UN EVENTO FISIOLOGICO E NON UNA PATOLOGIA. QUESTO UNITO AD UNA CORRETTA COMUNICAZIONE E RISPETTO DELLA PERSONA
Trovate l'articolo e i dati a questo link: https://www.dropbox.com/s/aid1laxy2khpuzs/Parto%20e%20dolore%20Taglio%20cesareo.pdf?dl=0
Tenete inoltre conto che che il tasso di mortalità e grave morbilità materna  aumentano, a seguito di taglio cesareo, rispettivamente di 3-5 volte (il tasso di mortalità) e di 7 volte (quello di grave morbilità). Inoltre la durata della  degenza di 2-3 giorni del parto naturale -anche con analgesia epidurale- passa a 5-7 con il cesareo.
"È senz!altro da notare che la scelta di praticare un taglio cesareo, al di là delle ragioni specifiche di singoli interventi, sia ascrivibile a una sorta di “prassi di semplificazione delle procedure” che varia non solo da territorio a territorio, ma anche, nello stesso territorio, da struttura a struttura.
Serena Donati, ricercatrice dell!Istituto Superiore di Sanità, sostiene che “nel nostro Paese si pratichi un numero di tagli cesarei non riconducibile né alle caratteristiche della popolazione, né alla diversa frequenza di indicazioni mediche per problemi materni
o fetali”. Le cause “non cliniche” avrebbero dunque un peso rilevante nella decisione di effettuare un parto chirurgico. Tra queste cause Donati cita, oltre alle carenze strutturali e organizzative dei centri nascita, anche la paura dei contenziosi medico-legali che, “insieme a una progressiva ridotta competenza del personale sanitario nel gestire la fisiologia
della gravidanza e del parto, promuove il cesareo come pratica difensiva”. 

I

lunedì 1 giugno 2015

Il bambino zoppica o ha male al braccio dopo che l'ho tirato

Il bambino zoppica o ha male al braccio dopo che l'ho tirato
In questi giorni ho ricevuto richieste di consulenze su due patologie bENIGNE, frequenti ma poco note che capitano ai bambini piccoli:
1) Zoppia da sinovite benigna dell'anca
2) Dolore al braccio da pronazione dolorosa del radio (osso del braccio :-) )
Trovate spiegazioni e foto a questi link:
Sinovite dell'anca: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2014/09/coxalgia-benigna-o-artrosinovite.html
Pronazione dolorosa: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2014/09/pronazione-dolorosa-del-braccio-puo.html



lunedì 18 maggio 2015

CHE FARMACI IN VACANZA??


FARMACI DA PORTARE:
ELENCO DEI FARMACI DA PORTARE E FARMACI OCCUPASPAZIO INUTILI O POCO UTILI (DA  non portare).
E' sempre utile, quando si va in vacanza, portare qualche medicina con sè per attuare un primo "piccolo intervento" in caso di problemi del piccolo, (ma non solo del piccolo in quanto purtroppo in vacanza si possono ammalare anche i genitori). Ci sono bambini che si ammalano poco o niente e aspettano proprio le meritate ed agognate vacanze per accusare qualche malessere.
Questo è un elenco e consigli generali ma , nel dettaglio e nello specifico, chiedete al Vostro pediatra curante.
Non possiamo in queste poche righe fare un elenco esauriente che possa andare bene per tutti i bambini di tutte le età e per tutto quello che potrebbero prendersi, possiamo però darvi alcune indicazioni utili di massima. 
DIPENDE ANCHE DA DOVE ANDIAMO. In Italia abbiamo farmacie in abbondanza e molti farmaci vengono venduti senza ricetta. Se andare all’estero la situazione può essere diversa in quanto in alcuni paesi come l’Inghilterra è molto difficile avere alcuni farmaci (come gli antibiotici) senza prescrizione medica (anzi è impossibile). Così come negli Sati Uniti.In questi  casi fondamentale avere qualche farmaco, adatto al bambino. Adatto in che senso?  ogni bambino è diverso dagli altri. Per esempio c'è chi sopporta molto bene la febbre e chi no. C'è il bambino che guarisce spontaneamente in pochi giorni e quello, un pochino più debole o più sfortunato, in cui anche un banale raffreddore dura più a lungo oppure si conclude con una bronchite o un male alle orecchie.
Quindi la terapia, in qualsiasi età, va personalizzata su "quel bambino" in "quel momento".
Inoltre chi conosce di più il bambino sono i suoi genitori e in particolare la mamma che con uno solo sguardo, dopo le prime malattie di "allenamento" soprattutto dopo l'inserimento all'asilo nido o alla scuola materna, è, in genere, in grado di valutare le condizioni del bambino e sa cosa fare, magari con l'aiuto, anche a distanza, del proprio pediatra che consigliamo di contattare, prima della partenza, per un consiglio "personalizzato" sulle medicine da portare con sè.
Quanto sopra riportato è ancora più evidente ed importante nei bambini affetti da alcune patologie come asma o otiti ricorrenti in cui è assolutamente indispensabile l'intervento precoce dei genitori, o del bambino stesso quando è più grandicello, nelle prime fasi della malattia e che solo il bambino stesso o i suoi genitori sono in grado di cogliere. Tale intervento è possibile grazie ad una azione di educazione della famiglia, e del bambino, da parte del proprio pediatra.
Altro parametro importante è l'età del bambino. Infatti sotto i tre mesi di età è sempre meglio contattare, prima di somministrare un farmaco, il pediatra. Tale consiglio  è, comunque, valido per tutte le età. Non somministrate farmaci se non quelli che vi ha consigliato il vostro   medico curante e contattatelo se avete la tentazione di dargli dei farmaci consigliati da amici, conoscenti, parenti ecc. E per farmaci intendo TUTTO (erbe, prodotti naturali, omeopatici ecc. in quanto possono interferire con altri farmaci o alimenti. NON DATE ERBE CHE NON SINO STATE CONTROLLATE.
Prendiamo ora in considerazione i sintomi o i segni che più facilmente può presentare un bambino e  quello che un genitore può fare, in linea di massima, per bambino dai 3 mesi di età in poi.
Ricordiamo comunque, anche a costo di essere noiosi, che nel dubbio è sempre opportuno telefonare al pediatra , anche se siete in vacanza, in quanto conosce il bambino.               
Quanto scriviamo comunque può essere fatto in attesa del colloquio con il medico:
Febbre (usare solo paracetamolo e ibuprofene: vedete altri articoli sul blog): http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=FEBBRE
Qualsiasi sia la causa dell'aumento di temperatura (Attività fisca intensa, colpo di calore, infezione)   se riscontrate febbre superiore a 38°C effettivi (ascellari o 38,5 rettali) somministrate un antipiretico per bocca o per via rettale  (meglio per bocca sempre).
Nelle prime 24-48 ore se non sono presenti altri sintomi potete limitarvi ad una terapia sul sintomo febbre. Coprite poco il bambino e offrite da bere più spesso del solito e non forzate il b. a mangiare; se la temperatura è inf a 38°, il b. appare in buone condizioni potete permettere brevi uscite cercando di evitare sudate o, improbabili, "colpi" di freddo.
Evitate, in preda alla preoccupazione, di mettervi in viaggio per tornare a casa nelle ore calde della giornata, meglio attendere qualche ora quando la febbre è calata o inizia a scendere. A volte un bambino presenta una puntata febbrile e il giorno successivo non presenta più nulla.
FARMACI: per la febbre utilizzate il paracetamolo (nomi commerciali Tachipirina, Efferalgan, Puernol, Acetamol, Levadol, paracetamolo, ecc) per bocca (gocce, sciroppo, compresse solubili) o per via rettale. Se il bambino non vomita è sempre preferibile somministrare i farmaci per bocca. OPPURE IBUPROFENE
DOLORE: STESSO DISCORSO e stessi farmaci. Prodotti con codeina PROIBITI !!!
DIARREA: Prevenzione (lavarsi le mani) e attenzione al cibo. Se viene: 
-       Bere tanto con sali minerali (bustine che vendono in ogni farmacia) o preparati liquidi da soli o associati a probiotici (che NON servono a fermare la diarrea)
-       Mangiare poco
-       Se diarrea acquosa farmacao “Racecadotril” (nome chimico (nome commerciale Torfix) tre volte al dì. Ai bambini non dare loperamide
-       SE potete pesate il bambino ogni 24 ore
-       FERMENTI LATTICI E PROBIOTICI A NULLA SERVONO SE NON FATE QUANTO SOPRA

VOMITO: non date farmaci. La maggior parte dei vomiti si fermano Non somministrando da bere o mangiare per almeno 1 ora dall’ultimo vomito e poi somministrando da bere poco per volta. MAI DARE METOCLOPRAMIDE (PLASIN) SOTTO AI 14 ANNI

TOSSE: Farmaci solo se vostro figlio offrisse di asma (e il genitore e il ragazzo sono istruiti su quali farmaci avere SEMPRE CON SE’). Se tosse secca o con catarro bere tanto, miele e se presenti altri disturbi contattare un medico. Se tosse secca ed irritativa un sedativo della tosse

PUNTURE DI INSETTO: POMATA di cortisone e antibiotico e PREVENZIONE e se reazione marcata con prurito e gonfiore antistaminico (cetirizina o oxatomide)

ELENCO, APPROSSIMATIVO, DI FARMACI E ALTRO DA PORTARE CON SE’ IN BASE ANCHE A DOVE ANDATE E ALLA ETA’ DEL BAMBINO:
-       ANTIPIRETICI E ANTIDOLORIFICI: PARACETAMOLO, IBUPROFENE per bocca e per supposte (in caso di vomito. Preferire sempre la somministrazione per bocca)
-       ANTIBIOTICO (soprattutto se andate all’estero) polbvere da ricostituire al momento o bustine o cp che si sciolgono in acqua
-       SALI MINERALI  e TIORFIX pe la diarrea
-       SEDATIVO DELLA TOSSE
-       POMATE CORSTISONICO E ANTIBIOTICHE
-       ANTISTAMINICO
-       DISINFETTANTI
-       CEROTTI PER FERITE: STERI FIX (possono evitarvi corse al Pronto Soccorso sostituendo i punti)
-       FARMACI PER PATOLOGIE SPECIFICHE: asma, diabete, pneumopatie croniche, infezioni recidivanti O per situazioni particolari (mal di montagna)

Farmaci occupaspazio inutili o poco utili:
-       Mucolitici, espettoranti, balsamici per la tosse
-       Pomate per traumi e ustioni
-       Probiotici e fermenti lattici
-       Ricostituenti e vitamine (STATE andando in vacanza)



venerdì 19 dicembre 2014

CORSI DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA: SOFFOCAMENTO, MALATTIE DEI BAMBINI, CIBO E DINTORNI

CORSI DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA: SOFFOCAMENTO, MALATTIE DEI BAMBINI, CIBO E DINTORNI

CARI Genitori e insegnanti e nonni. TRE  occasioni per imparare comodamente a casa tua  alcune cose utili per i bambini (e non solo): Soffocamento, febbre, dolore, mal di gola e alle orecchie e cibo (diarrea, allergia e soffocamento). Qui sotto i link

1) Manovra Salvavita antisoffocamento da corpo estraneo: http://www.trentaore.org/news/manovre-di-disostruzione-pediatriche-formazione-online/
2) Una lezione interattiva con una mamma simulata in uno studio medico su mal di gola,febbre, male alle orecchie e apnee nel sonno  
3) Una lezione su cibo, allergie, intolleranze, diarrea e soffocamento da corpo estraneo http://academy.corriere.it/corsi/salute-e-benessere/i_bimbi_e_il_cibo.shtml
Sono corsi a pagamento che possono essere utilizzati anche come regalo (visitate le pagine) e che vi permettono di imparare, approfondire e avere materiale. Il 45% del ricavato per il Corso sulle manovre di distruzione pediatriche organizzato da "Trenta Ore per la vita" andranno per il “Progetto Home” che assicura ai bambini malati di tumore il diritto alle cure migliori possibilmente rimanendo a casa propria e quando ciò non fosse possibile, garantisce ai malati e alle loro famiglie una casa lontano da casa.
Qui sotto alcuni dettagli:

La  formazione a distanza sulle manovre di disostruzione pediatriche

La formazione  serve ad imparare le manovre di disostruzione pediatriche in un modo nuovo: rimanendo comodamente a casa tua, direttamente dal tuo computer o dal tuo tablet. O a ripeterle se le sai già fare. Poi potrai frequentare corsi per farle di persona.
Decidi tu quando e quanto tempo vuoi dedicare a te stesso e alla cura delle persone che ami. Scoprirai che imparare a salvare la vita di un bambino e di un adulto: perché la manovra per il bambino grande è valida anche per l'adulto) è davvero un’esperienza straordinaria ma anche facile.
Se poi vorrai mettere in pratica la teoria su manichini di ogni età pediatrica, provando le tecniche più volte, potrai anche iscriverti ad un ulteriore corso pratico, affinare così le tue conoscenze e completare il percorso formativo.
la-squadraMedici pediatri, professori universitari, esperti di alimentazione in pediatria ti guideranno in questo percorso formativo attraverso lo studio delle manovre, gli aggiornamenti delle linee guida internazionali, le statistiche sugli oggetti pericolosi e sugli alimenti più a rischio. Sono il dottor Marco Squicciarini, medico esperto presso l’Istituto Superiore di Sanità per le tecniche rianimatorie con particolare riferimento alla rianimazione cardio-polmonare pediatrica. Coordinatore nazionale del progetto di disostruzione pediatrica di Trenta Ore per la Vita; il prof. Dario Gregori, Università di Padova, il dottor Alberto Ferrando, pediatra di famiglia , il dottor Marco Gucci, pediatra esperto in alimentazione del bambino ed autore di libri di ricette per bambini, e il dottor Francesco Pastore, pediatra di famiglia.
Con loro c’è Lorella Cuccarini, socio fondatore e testimonial di Trenta Ore per la Vita, che vi condurrà in questo innovativo percorso formativo attraverso video, interazioni e visual 3D con materiali inediti.

Imparando a salvare la vita di un bambino con la nostra formazione a distanza ne aiuterai tanti altri perché il 45 per cento del ricavato del corso andrà a sostenere il “Progetto Home” che assicura ai bambini malati di tumore il diritto alle cure migliori possibilmente rimanendo a casa propria e quando ciò non fosse possibile, garantisce ai malati e alle loro famiglie una casa lontano da casa.

domenica 25 maggio 2014

E quando muore qualcuno come ci comportiamo con i nostri figli?

Cari Genitori
Vorrei parlarvi sempre di cose belle, di vacanze, di mare, di pappe...ma nella vita ci sono anche situazioni dolorose a cui non vogliamo pensare finché non ci capitano.
Non passa quasi giorno che direttamente, o indirettamente, veniamo in contatto con situazioni dolorose. Il dolore più grande? la morte di un "caro" un genitore, un parente, un amico. E' qualcosa che riguarda, prima o poi .......tutti e nel nostro dolore non sappiamo come comportarci con i figli. Qualche consiglio qui sotto anche se non bisogna mai generalizzare ma qualcosa di comune e "da fare" c'è:
Un tema molto poco affrontato e di fronte a cui ci si sente impreparati sempre è quello della comunicazione della cattive notizie, e, in particolare  della comunicazione del lutto. Comunicare male fa più male del lutto stesso. Non passa mese che non mi venga richiesto come comportarsi. Alcuni mi dicono che non hanno detto niente....ma cari genitori sappiate che i bambini hanno già capito. Bisogna spiegare e parlare chiaramente. Ovviamente ogni situazione è differente ma alcune cose comun i da dire ci sono: una su tutte : va detto e non vanno dette pietose storie o bugie. Consiglio la lettura di questo articolo di UPPA (Un pediatra per amico) e poi di parlarne con il Vostro pediatra (e può essere il caso anche di uno psicologo o altre figure professionali.

Ho adottato quanto consigliato sulla Rivista UPPA e che incollo qui sotto e che trovate al link: 
Un silenzio che fa male al cuore
di Paolo Roccato 
Gli adulti elaborano il luttoQualcuno muore in famiglia. Gli adulti trovano ovvio parlare dell’accaduto, esprimere dolore, angoscia, rimpianto, nostalgia, disperazione; confrontare le proprie emozioni dolorose e i propri ricordi belli, tristI o nostalgici con quelli degli altri; cercare insieme di capire la successione degli eventi che hanno portato alla morte; pensare con rammarico o rabbia a come si sarebbe potuto evitare l’infausto evento; individuare se vi siano colpe, soprattutto proprie; consolarsi gli uni con gli altri, piangendo insieme e bonificando il senso di colpa per essere ancora vivi… E poi: andar a vedere per l’ultima volta il corpo del defunto; accompagnarlo alla tomba coi riti opportuni per poter sapere dov’è finito e poterlo pensare e ricordare vivo e morto e potersene distaccare… È in questo modo che gli adulti innescano il processo di elaborazione del lutto, aiutandosi attivamente gli uni con gli altri. E trovano tutto ciò normale, sano, necessario, perfino doveroso.

I bambini vanno aiutati a capire. Se in famiglia c’è un bambino, troppo spesso gli adulti, tutti presi dal loro dolore, dimenticano l’assoluta necessità anche per il bambino di elaborare il proprio lutto e di essere aiutato in questo lungo e impegnativo compito. O, per proteggerlo da dolore e angoscia, cercano attivamente di tenerlo all’oscuro, a volte perfino d’ingannarlo su ciò che realmente è accaduto (“Papà è andato in Germania a lavorare”). Questi atteggiamenti sono deleteri e non d’aiuto per il bambino. Se gli vengono nascosti i dati informativi sugli eventi reali che riguardano anche lui, non potrà farsene un’idea adeguata. Se non gli si dice la verità, percepirà più o meno confusamente d’essere stato imbrogliato e imparerà a non fidarsi dei grandi e a non mostrare il proprio vero sentire; segretamente, costruirà teorie bizzarre sulla vita e la morte, altamente patogene.

Tacere e censurare la morte fa male. Il bambino (anche se è piccolo) percepisce il dolore negli adulti. Ma spesso gli si impedisce di capire il senso di quel dolore; vede che il famigliare morto non c’è più, ma non gli viene spiegato come mai, né dove sia andato, né perché, né per quanto tempo. Si trova a vivere - direttamente e indirettamente - le emozioni per la perdita, ma sarà costretto a viverle come insensate, giacché attivamente gli si impedisce di riconoscerle, di farsene una ragione, di condividere il dolore, di trovare conforto e consolazione. Gli s’impedisce di pensare all’esperienza di perdita che sta vivendo e di attivare le risorse personali e relazionali a sua disposizione per affrontarla e gestirla. Gli s’impedisce cioè l’elaborazione del lutto, che, per il benessere psichico, è un’assoluta necessità.

Bisogna rassicurare e condividere. Al contrario, il bambino dev’essere aiutato nell’elaborazione del suo lutto. Col linguaggio appropriato all’età, gli si deve dire che la persona cara è morta, spiegandogli che cosa vuol dire morire. Anche accompagnarlo a vedere la salma e farlo partecipare al funerale sono azioni utili a questo fine. Bisogna lasciargli lo spazio per capire, per esprimere ogni emozione (stupore, curiosità, dolore, angoscia, paura, rabbia, senso di colpa, sgomento, senso d’impotenza…), per ogni domanda o pensiero sull’accaduto e sulle sue prospettive future, correggendo le idee errate e confermando la sensatezza delle emozioni. Talvolta si potrà scoprire che pensa d’esser lui il colpevole: bisogna allora rassicurarlo, parlandogli dell’inevitabilità della morte. Rassicurarlo che non verrà abbandonato, che si farà di tutto per non morire anche noi, perché la vita è bella, anche se ora il dolore è grande. I momenti in cui ci si trova in famiglia a elaborare un lutto comune sono preziosi per tutti i partecipanti, proprio per la loro forza integrativa nella mente di ognuno. Rimangono nella memoria come momenti tristi, ma, paradossalmente, anche “felici”.
ELABORAZIONE DEL LUTTO. È un lavoro mentale lungo (minimo due anni, ma per certe perdite è normale che duri tutta la vita) in cui cerchiamo di capire bene, anche emotivamente, che cosa ci è capitato, cosa abbiamo perduto, quali aspetti di noi non potranno più realizzarsi e quali dovranno modificarsi; quali prospettive si chiudono e quali rimangono o si aprono.

TRAUMATICA è un’esperienza per qualunque motivo non pensabile. Parlarne con qualcuno la rende più pensabile, cioè ne diminuisce la traumaticità.

LA MANCATA ELABORAZIONE DEL LUTTO comporta malessere psichico duraturo.Ha conseguenze pesanti sulla salute mentale del soggetto e dei suoi discendenti, figli e nipoti, come risulta dalla ricerca e dalle psicoterapie. Favorire l’elaborazione del lutto è fare prevenzione primaria. Anche il bambino, per quanto piccolo, ha necessità di conoscere e condividere le proprie emozioni, specialmente quelle dolorose.

VEDERE CHE ANCHE I GRANDI PIANGONO può dar sollievo al bambino: vuol dire che anche il suo dolore è legittimo e degno di rispetto.

GLI ADULTI DOBREBBERO EVITARE di appoggiarsi al bambino per farsi consolare:sarebbe per lui un compito eccessivo.

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