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giovedì 4 ottobre 2018

SEPARAZIONE DEI GENITORI E DIRITTI DEI BAMBINI

SEPARAZIONE DEI GENITORI E DIRITTI DEI BAMBINI:
Carta dei diritti dei figli in caso di separazione dei genitori cliccate per scaricare):
Consiglio: PENSATECI PRIMA
Cercate di ricucire, insieme, incomprensioni e se non ci riuscite evitate di mettere a mezzo i bambini. Cosa che purtroppo vedo accadere molto spesso.
Alberto Ferrando


venerdì 28 ottobre 2016

LETTERA DI MAMMA SU SEPARAZIONE DOPO NASCITA DELLA BAMBINA GRAZIE ANCHE AL CONTRIBUTO, NEGATIVO, DI NONNI

LETTERA DI MAMMA SU SEPARAZIONE DOPO NASCITA DELLA BAMBINA GRAZIE ANCHE AL CONTRIBUTO, NEGATIVO, DI NONNI.
Una volta dicevo di fare un colloquio prima della nascita del bambino....ora consiglio a tutti un colloquio prima di concepire un bambino. Così tanto per sapere alcune cose perché molti idealizzano le cose e la realtà non è quanto uno ci si aspetta. Purtroppo. Avere un bambino è una cosa bellissima ma nasce e cresce bene se abbiamo fondamenta di maturità, consapevolezza e rispetto e stima e affetto tra coniugi e con i nonni
CARI GENITORI. pubblico una delle tante testimonianze di separazione nata da incomprensioni dopo la nascita di un bambino. Favorita, spesso, da atteggiamenti famigliari negativi. I nonni sono una risorsa in molte situazioni...purtroppo in alcuni casi no e concorrono a...ma leggete
"…….faccio parte di quella brutta serie di coppie scoppiate dopo l'arrivo dei figli!
Il mio matrimonio è entrato in crisi subito dopo la nascita di mia figlia Gaia (nome di fantasia) ora di 20 mesi.
Aspettavo questo momento con tanta impazienza, sognavo il visino della mia bimba e finalmente è arrivata la mia principessa.
Forse avevo troppe aspettative, forse avevo troppo entusiamo o forse troppo poco ne aveva il padre di mia figlia, nonchè quasi ex marito.
Siamo sempre stati così, io viva, solare, comunicativa e aperta alla vita, con mille interessi che piano piano stava riuscendo a spegnere! Lui orso metodico, risesrvato , introverso preciso fino allo svenimento (noto tutto ora in modo così meticoloso) ma assieme abbiamo funzionato per 10 anni!
La nascita di Gaia ha accentuato ancora di più queste nostre differenze e non siamo più riusciti a venirci incontro, se a questo aggiungiamo una suocera che è caduta appositamente per avere le attenzioni del figlio a due mesi dal mio parto, direi che siamo a cavallo!! Non ho avuto quelle attenzioni che i neo papà regalano alle mamme, non ho avuto le coccole di conforto durante le notti in bianco anzi sono stata accusata di fare poco in casa!!! Non avrei dovuto avere,anche solo per fare due chiacchiere mia mamma in casa due ore la mattina, avrei dovuto non dormire, crescere mia figlia, avere la casa pulita e la cena pronta.. un robot .,..
Ecco basta , anche la pazienza e l'amore hanno un timer ... e il mio timer ha suonato prepotentemente... quando mia figlia ha compiuto un anno ho preferito allonatanare suo padre da casa.
Per carità non sono perfetta e neppure voglio esserlo... avrei voluto godermi mia figlia senza tutte le ansie che lui riusciva a trasmettermi! Avrei voluto essere felice, anche con poco, anche con i piatti nel lavello, avrei voluto tante cose... ma secondo me si può essere felici anche cenano alle 20.30 piuttosto che le 19.30 si può essere felici anche se dopo l'arrivo di un figlio casa si pulisce assieme il sabato .. si può essere felici in un milione di modi.
Detto questo da settembre Gaia frequenta un nido e ho avuto la riprova che comunque è una bimba solare e tranquilla, che non ha risentito di questa situazione (almeno fino ad ora! ) .
Avrei potuto continuare a vivere così con il gelo in casa, vivendo sotto lo stesso tetto con suo padre, ma non è questo quello che voglio, vorrei che mia figlia imparasse cosa è davvero l'amore e non un surrogato di questo, vorrei che mia figlia imparasse a farsi rispettare da tutti e dagli uomini, vorrei che mia figlia imparasse che non è una tragedia una volta tanto mangiare una pizza sedute per terra davanti alla tv...
Mi spiace se mi sono dilungata , ma volevo solo raccontarle la mia banale storia!
Non è facile crescere Gaia da sola, anche se il papà è abbastanza presente, non è facile fare i conti con il peso delle proprie scelte sperando che queste siano le migliori possibili per i nostri figli.
Grazie per l'attenzione e per la disponibilità che ogni volta dimostra rispondendo ai vari post su Facebook!"



domenica 29 maggio 2016

Stare insieme per i figli? Trauma cranico: debbo tenerlo sveglio?? NO

Stare insieme per i figli? Trauma cranico: debbo tenerlo sveglio?? NO
Su "Il Secolo XIX" di oggi due risposte a genitori , sintetiche per motivi di spazio, a quesiti su
- Stare insieme per i figli o separarsi?
- Trauma cranico e se si deve tenete il bambino sveglio
Per il primo quesito la situazione è complessa e ogni situazione va analizzata caso per caso e non si può generalizzare


domenica 15 maggio 2016

Separazione : “Stiamo insieme per i figli”

Separazione : “Stiamo insieme per i figli”
Alcuni genitori chiedono se i bambini soffriranno della separazione e se non è meglio stare insieme per non farli soffrire. Alcuni addirittura stanno insieme su richiesta dei figli.

Innanzitutto dobbiamo ricordare che non è compito dei figli tenere insieme la coppia né che assecondare la richiesta dei figli di stare insieme, talora “manipolati” da uno dei due genitori e/o dai nonni, rappresenti il bene per i bambini
Molto spesso, soprattutto anni fa,  molti genitori pensavano di far bene a cercare di ignorare i problemi della coppia, facendo finta che non ci fossero, per il bene dei bambini. Ma se i problemi ci sono, anche se non vogliamo rendercene conto, i bambini li rilevano, a volte prima di noi adulti e ne soffrono.
Stare insieme “solo per i figli”, può essere un danno per i genitori, o per uno dei genitori, che  perdono anni della propria vita, ma i rischi sono soprattutto  a carico dei figli che vivono in una situazione falsa, finta. Si vive in una vita che si vorrebbe ma che non è, con le parole si dicono cose che non sono e che vengono smentite dal comportamento (e i bambini capiscono molto bene il linguaggio del corpo e  dei fatti: il linguaggio metaverbale). Non solo: stare insieme “per i figli” può voler dire metterli a fare da sostegno ai genitori  che li usano  per  appoggio e per sopravvivere. Si chiede, inconsciamente ai figli di portare sulle spalle un peso enorme.

La decisione di stare insieme “solo per i figli” è  a volte un alibi: si pensa e si dice di stare insieme per loro come atto di altrusimo ma, di fatto, si sta  insieme per tanti altri motivi: paura del cambiamento, paura della solitudine, problemi economici, in certe realtà il parere dei vicini o dei nonni.    
La mancanza di chiarezza può portare i figli a pensare di essere responsabili del fatto che papà e mamma non vanno d’accordo e alcuni figli cercano di accontentarli , altri  hanno reazioni negative a casa e a scuola. Come succede per la separazione cambiano carattere, manifestano disturbi da “somatizzazione” (mal di testa e mal di pancia  i più frequenti) o, se piccoli hanno una regressione o in adolescenza cercano il conforto dei compagni.


Comunque non esiste una soluzione che vada bene per tutti ma fornisco un consiglio. Se attraversate come singole persone o genitori o come coppia un momento di crisi  non tenetevi tutto dentro.  Parlatene con qualcuno e chiedete, se perdura, di parlare con chi vi conosce e anche con il vostro medico curante o con il pediatra per aiutarvi ascoltando e anche consigliando professionisti esperti del settore per aiutarvi a prendere una decisioe superando la crisi se possibile o avviandovi a una separazione ma non scaricate sui figli per il loro bene.

domenica 27 ottobre 2013

ANTIVACCINATORI, separazioni, ernia ombelicale

Cari genitori

Sui quotidiani di oggi alcuni articoli a mia firma.
Sulle separazioni e divorzi abbiamo già parlato e ci torneremo. Rispettate vostro figlio , troppo spesso è usato da uno o entrambi i genitori. Quando vi separate sta già male e ci manca che lo mettiate a mezzo. Ma è quello che succede spesso. Leggete, o rileggete , qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/10/non-usate-i-bambini-per-litigare-tra-voi.html

Sugli antivaccinatori troverete una risposta moderata. Aumentano le persone con idee molto decise e che se criticate reagiscono in modo aggressivo o diventando ancora più convinti. I talebani sono in mezzo a noi: gente che arriva in studio e dice che è contraria a...antibiotici,medicine, vaccini ...o si cura solo con rimedi naturali. Come se tutto ciò che è naturale facesse bene...I veleni migliori esistono in natura. Chi mi conosce sa come avverto di stare attenti a non dare medicine inutilmente ...ma quando servono servono.
E i vaccini? La maggior parte di voi non ha mai visto un morbillo e ancora meno una poliomielite o una difterite. Non ha visto morire gente per insufficienza epatica da epatite B evoluta in cirrosi. Ma ha pur letto di meningiti ecc. Vi metto una foto qui sotto,recente in Africa della poliomielite e una di quanti polmoni di acciai si usavano una volta. Ora per i vaccini va valutato, come per le medicine il rapporto beneficio rischio. I vaccini hanno un rapporto altamente a  favore del beneficio. Ma leggerete di gente che attribuisce ai vaccini tutte le malefatte del mondo. Gente che gira in macchina senza cinture e che legge poco o niente, vive di certezze, ma appena sente la parola "vaccino" ha crisi isteriche (ne conosco alcune su gruppi facebook ove disseminano notizie in contrasto con la verità scientifica).
Certo come genitore uno si preoccupa e si pone dei dubbi. Bene , meglio avere dubbi che certezze non corrette se non sbagliate. Quando avete dubbi non cercate su internet (o almeno non solo su Internet) cercate un umano competente a cui fare le domande e che vi darà risposte documentate.
Sento dire l'assurdità: sentite un parere di un medico pro e di uno contro i vaccini :-(
Giusto sentire opinioni ma non stiamo parlando di fede calcistica o di uno spettacolo a premi o a eliminazione con voto degli esperti o del pubblico. Vabbè che tutto fa spettacolo ma ......nelle scelte della vita cerchiamo persone serie e riferimenti seri e ufficiali e non le paure della signora Pina vicina di casa  :-).
Che poi certe cose le dicano laureati...non vuol dire niente. Siccome siamo in una Società dominata dal dio denaro e dal sensazionalismo fa più notizia chi ...fa notizia...con terapie mirabolanti o inducendo timori o paure e troverà sempre qualcuno che gli dà ragione. Quanti fans e seguaci hanno avuto persone salite alal ribalta, negativamente, della cronaca. Concludo dicendo quello che dico ai ragazzi, vostri figli, quando mi chiedono un colloquio: ragionate con la vostra testa e non con quella degli altri. Prendete decisioni senza seguire le mode o gli amici e chiedete a chi si è dimostrato amico e di cui, col tempo , avete instaurato un rapporto di fiducia
Alberto Ferrando






venerdì 11 ottobre 2013

NON USATE I BAMBINI PER LITIGARE TRA VOI


NON USATE I BAMBINI PER LITIGARE TRA VOI, Soffrono già abbastanza anche se non li mettete a mezzo
Cari genitori
Come pediatra sempre più spesso osservo situazioni di disagio del bambino creati dalle persone che più lo amano o dovrebbero amarlo: i genitori o i nonni o altri parenti!
Questo avviene in occasione di separazioni quando il bambino diventa, in alcuni, sempre più frequenti, casi, oggetto di rivalsa tra genitori. Sì "OGGETTO" e strumento per far del male al coniuge. Senza pensare che così facendo si danneggia e si fa del male soprattutto al bambino.
Ormai 2-3 volte all'anno vengo convocato dalle forze dell'Ordine per informazioni su bambini contesi (e spesso allontanati poi dai genitori). Che tristezza.
ALTRA TRISTE RIFLESSIONE E' LA MANCANZA IN LIGURIA DEL GARANTE DELL'INFANZIA E DELLA ADOLESCENZA e purtroppo come dice il Garante Nazionale dell'Infanzia e della adolescenza, Spadafora,
"I bambini non votano, non hanno sindacati, non hanno voce, e quindi vengono per ultimi". Provate a cercare la parola "bambino" in una delle tante agende di questa campagna elettorale. Non la troverete, se non per vaghi accenni alla necessità di investire sui giovani (che è un'altra cosa) o tutelare la famiglia (altra cosa ancora). Quanti bambini vittime della guerra tra genitori, la maggior parte degli oltre 29 mila minori che vivono lontani dalle famiglie. Riporto alcune frasi su cui meditare TUTTI: operatori sanitari, genitori e famiglie sia che stiano insieme che in corso di separazione, nonni ecc.


il figlio come oggetto di scambio o di scontro tra genitori divisi non solo dalla legge ma anche dal rancore. "Sta crescendo il numero di affidi giudiziari rispetto a quelli consensuali, il che significa che sempre più giudici sono costretti a fare le veci dei genitori".
…. il 95 per cento di questi "bambini altrove" è costretto a esserlo per problemi dei genitori: inadeguatezza, maltrattamenti e incuria, alcolismo o tossicodipendenza, "importanti guasti relazionali tra il padre e la madre" ). Di conseguenza, prima i genitori rinsaviscono e prima i bambini tornano. Le statistiche però dicono che, in quasi la metà dei casi, la permanenza fuori va dai 2 ai 4 anni e oltre.

...... Smettere di essere scambiato per un campo di battaglia, per esempio.

I bambini di oggi sono condannati all'invisibilità.
Il problema, quasi sempre, è che quei genitori non vedono la sofferenza del figlio.

LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA?: 
A inizio 2011, quelli fuori dalla famiglie di origine erano 29.309: metà in famiglie con la formula dell'affido temporaneo, metà in una delle 2.766 comunità riconosciute dallo Stato e gestite da onlus, associazioni religiose, il famoso "privato sociale". Alla fine degli anni Novanta, il totale era di circa 25 mila: a far crescere la cifra sono stati soprattutto gli affidi, cresciuti del 50 per cento. Raddoppio anche per i minori stranieri: dal 10 al 22 per cento.


sabato 2 marzo 2013

SINDROME DELLA MADRE MALEVOLE (O SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE: PAS)

Cari Genitori
Da un pò di tempo va di "moda" una sindrome chiamata "Sindrome da alienazione parentale"(Parental Alienation Syndrome - PAS) molto diffusa nei tribunali e più nei tribunali che non in ambiente medico in quanto tale sindrome NOn esiste finora nei manuali classici medici (per la psichiatria il il DSM 4).
Qui sotto trovate un bell'articolo dell'amica Maria Adele Serra, psicologa, e a questo link, a pagina 20, un bell'articolo della Pediatra Maria Serenella Pignotti: http://issuu.com/pensiero/docs/pediatria01-02-2013?mode=embed&layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Flight%2Flayout.xml.

Il bambino viene descritto come un "perverso polimorfo"!!!! In italiano la sindrome si chiama anche "sindrome della madre malevola"!!!
Chi vuole legga ma, purtroppo, in alcune separazioni e divorzi, ce ne è per tutti: mamma, papà, nonni, amici e parenti che spesso dimenticano il benessere del bambino anzi lo sfruttano per danneggiare il padre, o la madre o tutti e due (i nonni).
Su questa sindrome troverete una bela descrizione qui sotto da parte della dott.ssa Serra e nell'articolo della pediatra ove si dice:"La PAS è il sogno dell'avvocato della difesa".
Badate non voglio dire che in alcuni casi la madre, o il padre, non monti il bambino contro l'altro coniuge ma che la PAS è, per ora, più una cosa da tribunali che da medici o psicologi
Buona giornata
Alberto Ferrando
La conflittualità genitoriale grave e le sue conseguenze sui figli: riflessioni  sulla P.A.S. Paret Alienation Syndrome (di Maria Adele Serra)

 La famiglia, nonostante le profonde trasformazioni subite, rappresenta ancora il luogo privilegiato dove l’essere umano si sviluppa e cresce: infatti gradualmente diventa sé stesso e cioè un individuo con le sue caratteristiche peculiari ed apprende la difficile arte della relazione. Lo sviluppo dell’identità e della capacità relazionale sono i due volti di un unico processo di crescita.
La differenziazione e il riconoscimento dell’interdipendenza di ciascun individuo dagli altri membri della famiglia, nella continua ricerca di nuovi equilibri, dovrebbe essere il compito della famiglia.
La gestione delle differenze individuali, che possono comportare  dei conflitti è un altro compito della famiglia. Ogni rapporto interpersonale infatti, in quanto occasione d’incontro con la diversità dell’altro, ne implica la presenza. Il conflitto nasce dal non riuscire ad accogliere la diversità dell’altro negli aspetti non graditi, pretendendo una sorta di omologazione o realizzando una negazione.
Le divergenze ed il conflitto pertanto non possono non essere presenti all’interno di un sistema famigliare e la loro evoluzione dipende dalla capacità della famiglia di gestirle.
La famiglia diventa un luogo di crescita se il dissidio non fa paura, ma è vissuto come un’occasione di conoscenza di sé stessi e dell’altro, dei propri limiti e bisogni, come superamento del proprio narcisismo per l’accoglienza e la tolleranza verso le diversità dell’altro.
Il mantenimento di una visione realistica e positiva di sé e dell’altro permette di evitare di reagire in modo distruttivo alle differenze, non percependole come pericolose.
Quando questa però non viene sostenuta e protetta, il conflitto può degenerare nella svalutazione dell’altro per proteggersi da quest’ultimo, vissuto come un pericolo.

Secondo vari autori il legame sentimentale di coppia, basato su un impegno, spesso nasce per dare una risposta alle proprie tematiche interne attraverso il rapporto con l’altro e per questo la vita a due costituisce un peculiare intreccio tra variabili intrapsichiche e relazionali.( Malagoli Togliatti e Lubrano Lavadera, 2005).
L’obbiettivo è costituito dal desiderio “di un compagno che permetta di estinguere la propria sete di accettazione, di garanzia di affetto e cura, di affermazione e crescita reciproca”.
La vita sentimentale può assumere così un aspetto “riparativo” rispetto alla propria storia individuale o diventare occasione di dolore e disillusione, se un partner nel tempo non risponde più alle aspettative che l’altro ha coltivato, attraverso l’affido all’altro delle parti irrisolte della propria storia personale. (Santona e Zavattini, 2005).
Queste possono essere le radici del deterioramento di tanti rapporti di coppia, che spesso giungono a conflitti gravi ed alle separazioni coniugali. In molti casi però questi rapporti disfunzionali, diventano opportunità per i partners  per prendersi qualche “rivincita” rispetto ai propri legami affettivi irrisolti e quindi vengono utilizzati in modo patologico per agire sofferenze ed aggressività profonde. Sia nella situazione di separazione che nel mantenimento del rapporto di coppia, possono maturare gravi e duraturi conflitti.
La conflittualità della coppia, sia unita che separata, agisce tramite il ritiro della fiducia al partner sia come individuo, sia come genitore nella sua capacità di educare adeguatamente i figli.
L’inadeguatezza di un partner verso l’altro può essere perciò spostata all’esterno ed attribuita ad una generale inadeguatezza ad affrontare le esigenze della vita, della coppia e dello sviluppo della famiglia.
(Zavattini, 2006).
La squalifica del partner, che comporta aggressività verso il partner stesso, può concretizzarsi come un vero e proprio maltrattamento nella forma di violenza assistita (CISMAI) psicologica, quando non anche fisica, che può provocare trauma e ferite profonde difficili a rimarginarsi e pronte a riaprirsi. Se, come afferma Dorothy Nolte, i bambini imparano ciò che vivono, la prolungata convivenza con sentimenti di critica, sfiducia, squalifica, tensione e aggressività fa sì che tali sentimenti vengano appresi e introiettati dal bambino/adolescente e diventino una componente stabile del suo mondo interno.
Inoltre il bambino/adolescente non riuscendo a porre fine ad una situazione che lo fa star male, si sente impotente e tende a reagire sentendosi colpevole di quanto sta accadendo, per aver l’impressione di avere  potere e controllo su ciò che lo fa soffrire.
La caratteristica di questo tipo di relazioni famigliari è che tendono non solo a cronicizzarsi ma a peggiorare nel tempo, se non viene fatta una scelta di cura.
In questo scenario relazionale l’attenzione dei genitori spesso viene distolta dal bambino/adolescente e centrata sul partner, fonte di pericolo e sofferenza.
In questi casi l’ascolto del figlio/ da parte dei genitori diminuisce considerevolmente.
Come afferma Dorothy Nolte, i bambini/adolescenti per poter crescere  bene e prepararsi a vivere in un mondo “buono”, hanno bisogno di sentimenti di rispetto, sicurezza, apprezzamento, tolleranza, accettazione, condivisione ed il luogo per imparare questi sentimenti è la famiglia.
Queste relazioni famigliari disfunzionali pertanto possono creare danno nei figli e disturbi mentali, tanto che il “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders”, D.S.M. V in pubblicazione per il 2013 prevederà probabilmente i Parental Alienation Desorders, P.A.D.
In casi di conflitto gravissimo tra genitori separati può accadere che il genitore, che convive con il minore, cerchi in ogni modo di evitare le visite previste all’altro genitore, condizionando il figlio ad una visione negativa dello stesso ed interferendo così nel loro rapporto di affetto. Questo rifiuto è stato definito da Richard Gardner, psichiatra statunitense, P.A.S. Parental Alienation Sindrome, sindrome più volte rifiutata dalla comunità scientifica e quindi non inserita nel DSM IV per mancanza di evidenza scientifica.
R. Gardner inoltre appare una figura professionale e scientifica con molte ombre, verso cui la comunità scientifica internazionale ha preso una posizione molto chiara.
Tra l’altro ha scritto molto in difesa della pedofilia ed ha affermato che il bambino va consegnato anche al padre pedofilo, in quanto la pedofilia è un fenomeno estremamente diffuso e va perciò accettato.
Tuttavia la “Convenzione di New York sui diritti del fanciullo” nell’art 12 afferma che “gli stati garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.
A tal fine, si darà in particolare al fanciullo la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente, sia tramite un rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale”. Viene sancito così il diritto del minore all’ascolto anche in sede giudiziaria e pertanto egli non può essere obbligato a scelte che non condivide.
Tuttavia la Commissione Giustizia al Senato ha presentato per la discussione il 9 luglio 2012 alcuni emendamenti al DDL 957, che modificano la L. 54/2006 in materia di affidamento condiviso con lo scopo di consolidare la bigenitorialità.
Questi emendamenti contengono in particolare la legittimazione normativa della Sindrome di Alienazione Parentale proposta da Richard Gardner, che viene anche definita “sindrome da tribunale” (Houchin, Ranseen, Kash, Bartnicki, The Journal of the American Academy of Psychiartry, Vol 40, N° 1, 2012 pp. 127-131) in quanto utile nelle cause di separazione. Questi autori hanno riconosciuto che nello scenario di separazioni conflittuali possano essere messe in atto campagne denigratorie, che non costituiscono una sindrome, un disturbo mentale con una rilevanza scientifica, bensì sono azioni che appartengono alle battaglie per la custodia dei figli ed ai risarcimenti economici.

Penso che sia utile riflettere e far riflettere su questi temi ed evitare una modifica di legge, che creerebbe un ulteriore gravissimo danno al minore già sofferente a causa dei gravi conflitti genitoriali.
Maria Adele Serra










sabato 2 febbraio 2013

BAMBINI CONTESI DAI GENITORI: IL "CASO" DI PADOVA

Cari genitori
Come pediatra sempre più spesso osservo situazioni di disagio del bambino creati dalle persone che più lo amano o dovrebbero amarlo: i genitori o i nonni o altri parenti!
Questo avviene in occasione di separazioni quando il bambino diventa, in alcuni, sempre più frequenti, casi, oggetto di rivalsa tra genitori. Sì "OGGETTO" e strumento per far del male al coniuge. Senza pensare che così facendo si danneggia e si fa del male soprattutto al bambino.
Ormai 2-3 volte all'anno vengo convocato dalle forze dell'Ordine per informazioni su bambini contesi (e spesso allontanati poi dai genitori). Che tristezza.
ALTRA TRISTE RIFLESSIONE E' LA MANCANZA IN LIGURIA DEL GARANTE DELL'INFANZIA E DELLA ADOLESCENZA e purtroppo come dice il Garante Nazionale dell'Infanzia e della adolescenza, Spadafora,
"I bambini non votano, non hanno sindacati, non hanno voce, e quindi vengono per ultimi". Provate a cercare la parola "bambino" in una delle tante agende di questa campagna elettorale. Non la troverete, se non per vaghi accenni alla necessità di investire sui giovani (che è un'altra cosa) o tutelare la famiglia (altra cosa ancora). ALTRA TRISTE RIFLESSIONE
Sul quotidiano "La Repubblica" di ieri segnalatomi dall'amico e Collega Michele Fiore s'è un articolo sul bambino conteso di Padova il cui filmato ha shoccato tutti (http://video.repubblica.it/cronaca/bambino-portato-via-a-forza-e-polemica-dopo-il-video-shock/107443/105823?ref=NRCT-51554054-2).
Tutti ricordano le immagini shock di un bambino portato via da scuola dalla polizia. A dieci anni aspetta di essere "resettato" in un luogo protetto a Padova. Vede la mamma un giorno su due e il papà sempre. Dicono che ora è più sereno. La sua storia è quella di una delle vittime della guerra tra genitori, la maggior parte degli oltre 29 mila minori che vivono lontani dalle famiglie. Articolo completo qui:  http://www.repubblica.it/cronaca/2013/01/30/news/bambino_conteso-51554054/
Riporto alcune frasi su cui meditare TUTTI: operatori sanitari, genitori e famiglie sia che stiano insieme che in corso di separazione, nonni ecc.


il figlio come oggetto di scambio o di scontro tra genitori divisi non solo dalla legge ma anche dal rancore. "Sta crescendo il numero di affidi giudiziari rispetto a quelli consensuali, il che significa che sempre più giudici sono costretti a fare le veci dei genitori".
…. il 95 per cento di questi "bambini altrove" è costretto a esserlo per problemi dei genitori: inadeguatezza, maltrattamenti e incuria, alcolismo o tossicodipendenza, "importanti guasti relazionali tra il padre e la madre" ). Di conseguenza, prima i genitori rinsaviscono e prima i bambini tornano. Le statistiche però dicono che, in quasi la metà dei casi, la permanenza fuori va dai 2 ai 4 anni e oltre.

...... Smettere di essere scambiato per un campo di battaglia, per esempio.

I bambini di oggi sono condannati all'invisibilità.
Il problema, quasi sempre, è che quei genitori non vedono la sofferenza del figlio.

LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA?: 
A inizio 2011, quelli fuori dalla famiglie di origine erano 29.309: metà in famiglie con la formula dell'affido temporaneo, metà in una delle 2.766 comunità riconosciute dallo Stato e gestite da onlus, associazioni religiose, il famoso "privato sociale". Alla fine degli anni Novanta, il totale era di circa 25 mila: a far crescere la cifra sono stati soprattutto gli affidi, cresciuti del 50 per cento. Raddoppio anche per i minori stranieri: dal 10 al 22 per cento.




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