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lunedì 29 ottobre 2018
giovedì 22 dicembre 2016
Frutta si...succhi di frutta no ATTENZIONE AI SUCCHI DI FRUTTA
Frutta si...succhi di frutta no
ATTENZIONE AI SUCCHI DI FRUTTA (da Angelo Spataro)
Molti bambini consumano una quantità eccessiva di succhi di frutta .Diciamo subito che il succo di frutta comprato al supermercato non è mai un sostituto della frutta fresca in quanto contiene moltI zuccherI, poche vitamine e poche fibre.
Cosa c’è dentro i succhi di frutta?
La frutta utilizzata per la produzione dei succhi di frutta comprati nei supermercati deriva dagli scarti della frutta fresca, quindi è una frutta di non buona qualità. Questa frutta viene schiacciata per ottenere la polpa che viene poi sottoposta, come accade per il latte, al processo di pastorizzazione, trattamento che provoca la distruzione quasi completa delle vitamine
Troppi zuccheri
La successiva fase consiste nel miscelare questo prodotto con altri ingredienti: acqua, sciroppo di saccarosio, acido ascorbico e acido citrico. Il contenuto di zuccheri può essere pari a quello di qualsiasi bibita gassata come la coca cola, se non persino superiore. In questi casi aumenta il rischio di obesità e di diabete di tipo II. La quantità eccessiva di zuccheri e di acidi favorisce inoltre la carie dentale e fa diminuire l’appetito.
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Gli zuccheri possono provocare dipendenza?
Per “dipendenza dagli zuccheri” si intende un bisogno mentale di consumare continuamente cibi e bevande che contengono molti zuccheri. E’ dimostrato che nel cervello, in seguito al continuo consumo di dolci, vengono prodotti dei mediatori chimici, come le endorfine, la dopamina e la serotonina, capaci di apportare benessere e sollievo per cui il "dipendente dagli zuccheri" avverte il bisogno continuo di mangiare o bere alimenti contenenti molti zuccheri per avvertire una sensazione di piacere.
domenica 27 aprile 2014
sabato 8 marzo 2014
TBC A GENOVA. TANTO STREPTOCOCCO E VARICELLA E FEBBRI. LAVATE BENE LE MANI
CASO DI TBC A GENOVA. VACCINI, IGIENE.SOTOO COME LAVARSI LE MANI E COSA FARE QUANDO SI TOSSISCE O STERNUTISCE:
Comparsa oggi su Il Secolo XIX di un caso di una ragazza del lICEO Mazzini di Pegli con TBC.
I pediatri sono stati sollecitamente informati dal Servizio di Igiene e lunedì verranno fatti controlli nella scuola. Non sembra ad alta infettività e il test alla tubercolina verrà fatto solo nei famigliari e compagni di classe. Quindi nessun allarmismo.
Quale è la situazione TBC in Italia? Trovate qualcosa qui e ricordo solo che le malattie non sono scomparse. Notizia di poco tempo fa di casi di epatite A, nel mondo di casi di poliomielite, tanti casi in Liguria diMorbillo e varicella: TUTTE MALATTIE, ECCETTO LA TBC prevedibili con le vaccinazioni. Esiste un vaccino per la TBC che in Italia viene eseguito in certe situazioni ma poco efficace. In alcuni Paesi viene eseguito di routine.
PER ORA CERCHIAMO DI PREVENIRE IL PREVENIBILE CON I VACCINI e con i corretti stili di vita: le malattie si riducono anche , e tanto, con semplici manovre come:-
- Uscire tanto: la chiamo "arioterapia" e con qualsiasi tempo cercando di evitare locali chiusi e affollati o zone inquinate
- Lavare sempre bene e attentamente le mani. Vedi: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2012/12/la-filastrocca-delle-mani-pulite.html
Comparsa oggi su Il Secolo XIX di un caso di una ragazza del lICEO Mazzini di Pegli con TBC.
I pediatri sono stati sollecitamente informati dal Servizio di Igiene e lunedì verranno fatti controlli nella scuola. Non sembra ad alta infettività e il test alla tubercolina verrà fatto solo nei famigliari e compagni di classe. Quindi nessun allarmismo.
Quale è la situazione TBC in Italia? Trovate qualcosa qui e ricordo solo che le malattie non sono scomparse. Notizia di poco tempo fa di casi di epatite A, nel mondo di casi di poliomielite, tanti casi in Liguria diMorbillo e varicella: TUTTE MALATTIE, ECCETTO LA TBC prevedibili con le vaccinazioni. Esiste un vaccino per la TBC che in Italia viene eseguito in certe situazioni ma poco efficace. In alcuni Paesi viene eseguito di routine.
PER ORA CERCHIAMO DI PREVENIRE IL PREVENIBILE CON I VACCINI e con i corretti stili di vita: le malattie si riducono anche , e tanto, con semplici manovre come:-
- Uscire tanto: la chiamo "arioterapia" e con qualsiasi tempo cercando di evitare locali chiusi e affollati o zone inquinate
- Lavare sempre bene e attentamente le mani. Vedi: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2012/12/la-filastrocca-delle-mani-pulite.html
-COME LAVARSI E FAR LAVARE LE MANI Poster della Regione Liguria
- Bere tanto e mangiare frutta e verdura
QUI SOTTO IL PROGETTO STOP ALLA TUBERCOLOSI:
La tubercolosi (TBC) è una patologia infettiva non più frequente in Italia (nel 2002 l’incidenza dei casi era stata 7,3/100.000 abitanti), tuttavia, rappresenta ancora un rilevante problema di sanità pubblica per diversi motivi:
• il trend secolare di progressiva diminuzione della incidenza si è arrestato in Italia alla fine degli anni ’80, mentre in altri paesi industrializzati è di nuovo in diminuzione;
• la crescente immigrazione da paesi ad alta endemia tubercolare crea i presupposti per l’aumento della circolazione dell'agente batterico, compresi anche ceppi resistenti ai farmaci comunemente diffusi nei paesi di origine;
• la diagnosi di tubercolosi può essere fatta in ritardo per diversi motivi, quali problemi di accesso ai servizi sanitari e barriere linguistiche nella popolazione immigrata o basso sospetto diagnostico negli italiani, data la rarità della patologia;
• la probabilità di guarigione o di completamento della terapia può essere ridotta in immigrati, in carenza di una rete sociale di sostegno, o in altri gruppi a rischio. Ciò aumenta il rischio di abbandono del trattamento e selezione di ceppi resistenti ai farmaci antitubercolari.
È dunque essenziale disporre di dati epidemiologici aggiornati per tenere sotto sorveglianza questa patologia e a indirizzare gli interventi di controllo.
Il progetto "Stop alla tubercolosi in Italia: piano di formazione e strategie per la gestione dei casi", partito il 10 marzo 2008, si propone di: sviluppare un piano nazionale di formazione sulla tubercolosi; elaborare un documento sulle strategie e modalità organizzative efficaci a garantire l'integrazione dell'assitenza prestata ai pazienti con tubercolosi; integrare in un database comune i dati sull'esito del trattamento provenienti da tutte le Regioni.
Il progetto si propone di assicurare il sostegno e lo sviluppo degli interventi iniziati con il precedente progetto sulla tubercolosi,mirate a rendere operativo il documento programmatico “ Stop alla tubercolosi in Italia”, nel quale sono stati individuati gli obiettivi essenziali per realizzare una riduzione della Tbc in Italia e le azioni prioritarie a tale fine.
• il trend secolare di progressiva diminuzione della incidenza si è arrestato in Italia alla fine degli anni ’80, mentre in altri paesi industrializzati è di nuovo in diminuzione;
• la crescente immigrazione da paesi ad alta endemia tubercolare crea i presupposti per l’aumento della circolazione dell'agente batterico, compresi anche ceppi resistenti ai farmaci comunemente diffusi nei paesi di origine;
• la diagnosi di tubercolosi può essere fatta in ritardo per diversi motivi, quali problemi di accesso ai servizi sanitari e barriere linguistiche nella popolazione immigrata o basso sospetto diagnostico negli italiani, data la rarità della patologia;
• la probabilità di guarigione o di completamento della terapia può essere ridotta in immigrati, in carenza di una rete sociale di sostegno, o in altri gruppi a rischio. Ciò aumenta il rischio di abbandono del trattamento e selezione di ceppi resistenti ai farmaci antitubercolari.
È dunque essenziale disporre di dati epidemiologici aggiornati per tenere sotto sorveglianza questa patologia e a indirizzare gli interventi di controllo.
Il progetto "Stop alla tubercolosi in Italia: piano di formazione e strategie per la gestione dei casi", partito il 10 marzo 2008, si propone di: sviluppare un piano nazionale di formazione sulla tubercolosi; elaborare un documento sulle strategie e modalità organizzative efficaci a garantire l'integrazione dell'assitenza prestata ai pazienti con tubercolosi; integrare in un database comune i dati sull'esito del trattamento provenienti da tutte le Regioni.
Il progetto si propone di assicurare il sostegno e lo sviluppo degli interventi iniziati con il precedente progetto sulla tubercolosi,mirate a rendere operativo il documento programmatico “ Stop alla tubercolosi in Italia”, nel quale sono stati individuati gli obiettivi essenziali per realizzare una riduzione della Tbc in Italia e le azioni prioritarie a tale fine.
mercoledì 25 settembre 2013
I BAMBINI VANNO EDUCATI NON ASSECONDATI. FRUTTA A SCUOLA
Nello stesso giorno ricevo tre segnalazioni di mamme per lo stesso motivo: LA FRUTTA A SCUOLA.
Una mamma scrive".... reduce da una riunione, alla scuola primaria, dove alla proposta di
somministrare la frutta del pranzo al mattino in sostituzione della merenda da
casa è passato il NO (era d'obbligo l'unanimità) a causa di un genitore il cui
figlio, che non mangia frutta, non fa colazione e non mangia nulla a tavola,
"rimarrebbe a stomaco vuoto". Nessuno sforzo compiuto da questa mamma neanche
nel tentativo di adeguarsi ad un senso comune, nè a rispondere ad un tentativo
da parte mia (e del gruppo) di aiuto. Ritengo che il solo somministrare la
frutta ai bambini, specie se compiuto in comunità e in ambito educativo, sia un
atto educativo fondamentale (i bambini imparano se non altro a conoscere la
frutta... se la trovano davanti, insomma e per imitazione di alcuni compagni
avrebbero l'occasione di mangiarla)".
Ricordo solo che i bambini vanno educati (vedi sotto) anche e soprattutto a corretti stili di vita: movimento, corretta alimentazione, sonno con l'esempio e Il discorso è lungo e complesso, riguarda l'incapacità di alcuni genitori di saper dare delle regole e di saper DIRE, QUANDO SERVE, DI NO.
Se il bambino non viene educatola fin dai primi anni a rispettare alcune regole nella preadolescenza e nella adolescenza ci troveremo, tutti, a pentircene. Anni fa ho incontrato una mamma con il figlio ormai grande. Alla richiesta di come stava il ragazzo ormai adolescente la mamma mi ha detto "dottore avrebbe mai pensato che mio figlio potesse arrivare a picchiarmi come ha fatto quando gli ho negato dei soldi??" . DEntro di me mi sono risposto che segni di disorganizzazione affettiva, di mancanza di ruoli e di permissivismo estremo erano tali da portare brutte conseguenze a tutti. Non ho più notizie e prego. Pensate a che responsabilità abbiamo come genitori!!!!! Non mangia????? Scusate che digiuni, il digiuno non fa male. Lo accontentiamo per vederlo mangiare??? Dimenticando che dobbiamo fornire un nutrimento fondamentale: affetto, amore, comprensione, rispetto e EDUCAZIONE. Vuol dire sapere anche dire di no!! Invece vedo bambini che mangiano solo se... fritto... se bevande gassate e altri cibi detti "spazzatura".
Genitori e ragazzi: frutta e verdura sono fondamentali: 5 porzioni al dì. Non una mela alla settimana, non succhi di frutta ma frutta fresca . E se la scuola prova a offrirla (poi vedremo che tipo e qualità di frutta) e fa dei progetti educativi non vanifichiamoli:
QUI SOTTO PARTE DI UN POST PRECEDENTE: NEONATI MALEDUCATI (SBERLE E EDUCAZIONE DEI BAMBINI).
Genitori succubi dei desideri e voglie del bambino perché non hanno la forza di educare, cioè di dare regole e frustrazioni.
Una mamma scrive".... reduce da una riunione, alla scuola primaria, dove alla proposta di
somministrare la frutta del pranzo al mattino in sostituzione della merenda da
casa è passato il NO (era d'obbligo l'unanimità) a causa di un genitore il cui
figlio, che non mangia frutta, non fa colazione e non mangia nulla a tavola,
"rimarrebbe a stomaco vuoto". Nessuno sforzo compiuto da questa mamma neanche
nel tentativo di adeguarsi ad un senso comune, nè a rispondere ad un tentativo
da parte mia (e del gruppo) di aiuto. Ritengo che il solo somministrare la
frutta ai bambini, specie se compiuto in comunità e in ambito educativo, sia un
atto educativo fondamentale (i bambini imparano se non altro a conoscere la
frutta... se la trovano davanti, insomma e per imitazione di alcuni compagni
avrebbero l'occasione di mangiarla)".
Ricordo solo che i bambini vanno educati (vedi sotto) anche e soprattutto a corretti stili di vita: movimento, corretta alimentazione, sonno con l'esempio e Il discorso è lungo e complesso, riguarda l'incapacità di alcuni genitori di saper dare delle regole e di saper DIRE, QUANDO SERVE, DI NO.
Se il bambino non viene educatola fin dai primi anni a rispettare alcune regole nella preadolescenza e nella adolescenza ci troveremo, tutti, a pentircene. Anni fa ho incontrato una mamma con il figlio ormai grande. Alla richiesta di come stava il ragazzo ormai adolescente la mamma mi ha detto "dottore avrebbe mai pensato che mio figlio potesse arrivare a picchiarmi come ha fatto quando gli ho negato dei soldi??" . DEntro di me mi sono risposto che segni di disorganizzazione affettiva, di mancanza di ruoli e di permissivismo estremo erano tali da portare brutte conseguenze a tutti. Non ho più notizie e prego. Pensate a che responsabilità abbiamo come genitori!!!!! Non mangia????? Scusate che digiuni, il digiuno non fa male. Lo accontentiamo per vederlo mangiare??? Dimenticando che dobbiamo fornire un nutrimento fondamentale: affetto, amore, comprensione, rispetto e EDUCAZIONE. Vuol dire sapere anche dire di no!! Invece vedo bambini che mangiano solo se... fritto... se bevande gassate e altri cibi detti "spazzatura".
Genitori e ragazzi: frutta e verdura sono fondamentali: 5 porzioni al dì. Non una mela alla settimana, non succhi di frutta ma frutta fresca . E se la scuola prova a offrirla (poi vedremo che tipo e qualità di frutta) e fa dei progetti educativi non vanifichiamoli:
QUI SOTTO PARTE DI UN POST PRECEDENTE: NEONATI MALEDUCATI (SBERLE E EDUCAZIONE DEI BAMBINI).
Genitori succubi dei desideri e voglie del bambino perché non hanno la forza di educare, cioè di dare regole e frustrazioni.
Regole, momenti di noia (che stimolano creatività e fantasia) desideri non realizzati frustrazione e anche dolore hanno un valore educativo, servono a crescere a formare individui per il futuro ad avere adolescenti temprati e pronti a reagire alle frustrazioni della vita.
Spesso i genitori cercano invece di evitare dolori e frustrazioni, a partire dai “no” che bisogna dare. Pensando di proteggere invece si danneggiano i bambini. Stiamo osservando sempre più che i bambini sono fragili, insicuri, poco dotati di autonomia e poco muniti di quelle fondamentali doti che rendono gli individui forti, liberi, capaci e sociali: la tolleranza e l’adattabilità.
I ritmi della nostra società, sempre più veloci e competitivi, creano stress e ansia e alcuni genitori trasferiscono, inconsciamente, questo sui figli con conseguenti paure e medicalizzazione da cui derivano vari problemi come un eccesso di consumo di farmaci oltre a creare nei bambini uno stato di ansia.
L’autore non si vergogna di ammettere che potrebbe risultare antipatico in quanto nel testo sarà duro, impietoso, ripetitivo e magari esagerato. Infatti anche il pediatra, come un genitore, che non può essere un amico o un compagno del figlio, che deve educare anche suscitando reazioni ostili o odio nel bambino quando è il caso, deve sostenere con determinazione, nei confronti dei genitori, una genitorialità e delle regole e non solo accontentare tutte le richieste.
E’ più facile per un genitore dire di si che negare qualcosa e così anche per un pediatra è più facile accontentare un genitore facendo quanto richiede: farmaci o esami in eccesso invece di cercare di capire “il perché” un bambino presenti alcuni disturbi. Sono sempre più frequenti in ambulatorio i bambini con disturbi ansiosi o depressivi che si manifestano con vari tipi di sintomi: mal di testa, mal di pancia, nausea, mancanza di appetito, disturbi del sonno, agitazione, disturbi del comportamento, scarso rendimento scolastico, disturbi dell’intestino ecc. o con altri quadri clinici. In questi casi è più facile e tranquillizzante dire che non è niente e che con una terapia di vitamine o integratori o blandi sedativi o erbe o medicine alternative o facendo un po’ di esami andrà tutto a posto, e a volte è così perché intanto il bambino può aver risolto la sua situazione ma certe situazioni non richiedono nulla di tutto questo ma considerazione del sintomo e del bambino e cercare di capire “il perché” o “che cosa” può essere successo. Un percorso che pediatra e genitore debbono affrontare insieme con fiducia e reciproca comprensione senza nascondersi, spesso tutti e due, dietro la negazione, la tranquillizzazione, il “passerà crescendo” o la somministrazione di farmaci o solo la somministrazione di farmaci . E’ più facile curare una patologia acuta anche importante come una broncopolmonite, e di maggior soddisfazione, che affrontare questi temi soprattutto quando il genitore vuole una rapida soluzione con qualche medicina (nota di Ferrando)
Carattere e personalità sono già presenti alla nascita (e probabilmente anche prima, nella pancia della mamma): questo non vuol dire rinunciare al dovere del genitore di dare una guida, esempio e formazione, insomma una educazione.
Il genitore deve tenere conto delle preferenze del piccolo ma è altrettanto giusto che non diventino una griglia stretta e immodificabile e anche un alibi per non fare alcune cose fatte “per il suo bene”: seggiolino in auto anche se piange, assumere farmaci se necessari, fare il bagnetto se non vuole, offrire vari cibi anche se ne vuole solo pochi.
I genitori dicono spesso “poverino perché farlo soffrire?”: l’educazione di un bambino non vuol dire accontentarlo in tutto se piange ma abituarlo a cose che non vuole fare (dormire, mangiare ecc. soprattutto se “mal”educato).
(Il significato della parola educazione viene dal latino e-ducere che significa letteralmente condurre fuori, quindi liberare, far venire alla luce qualcosa che è nascosto. Si intende il processo attraverso il quale l'individuo riceve e impara quelle particolari regole di comportamento che sono condivise nel gruppo familiare e nel più ampio contesto sociale in cui è inserito. Può essere anche definita come l'atto, l'effetto dell'educare o come buona creanza, modo di comportarsi corretto e urbano nei rapporti sociali).
venerdì 9 novembre 2012
2 REGOLA: SVEZZAMENTO
ECCO LA 2 delle 10 regole elaborate da società scientifiche dei pediatri (SIP e SIPPS). Chiedete in ogni modo al VS. pediatra: lo svezzamento va personalizzato in base a gusti del bambino e abitudini alimentari della famiglia. Nei prossimi giorni altre regole/consigli
Si è passati nell'arco degli anni da svezzamenti rigidi e fissi a autosvezzamento (anche eccessivo) a svezzamenti personalizzati.
Lo svezzamento è un momento importante per Voi e per il bambino. E' una occasione anche per valutare come mangiamo noi adulti. Iniiate a togliere la TV dalla cucina e se non sapete cucinare...imparate. Vostro figlio mangerà bene se Voi magiate bene. Un libro che ho trovato molto utile è "W la pappa". TRovate la recensione sul sito www.ferrandoalberto.eu a questo link diretto: http://www.ferrandoalberto.eu/joomla/libri-consigliati/libri-consigliati.html
Per quanto riguarda bevande, biscotti, frutta ecc..... mai esagerare e parlatene con il Vs. pediatra
Alberto Ferrando
Si è passati nell'arco degli anni da svezzamenti rigidi e fissi a autosvezzamento (anche eccessivo) a svezzamenti personalizzati.
Lo svezzamento è un momento importante per Voi e per il bambino. E' una occasione anche per valutare come mangiamo noi adulti. Iniiate a togliere la TV dalla cucina e se non sapete cucinare...imparate. Vostro figlio mangerà bene se Voi magiate bene. Un libro che ho trovato molto utile è "W la pappa". TRovate la recensione sul sito www.ferrandoalberto.eu a questo link diretto: http://www.ferrandoalberto.eu/joomla/libri-consigliati/libri-consigliati.html
Per quanto riguarda bevande, biscotti, frutta ecc..... mai esagerare e parlatene con il Vs. pediatra
Alberto Ferrando
INTRODUZIONE DI
ALIMENTI
SVEZZAMENTO
Cara mamma,
recenti indicazioni scientifiche
raccomandano l’introduzione di cibi diversi dal latte (pappa, frutta, biscotti,
ecc.) al compimento dei 6 mesi, salvo che particolari condizioni del tuo bimbo,
valutate dal Pediatra, non richiedano di anticipare i tempi. Perciò è
preferibile non avere fretta, aspettare che il tuo bambino compia 6 mesi prima
di proporgli ogni altro alimento o bevanda che non siano latte o acqua. In ogni
caso è opportuno consigliarsi sempre con il Pediatra prima di prendere
decisioni autonome in tema di alimentazione, soprattutto nel primo anno di
vita.
La prima pappa è quindi
consigliabile a partire dai 6 mesi: il Pediatra ti proporrà, se vuoi, alcuni
schemi nutrizionali, seguendo i quali potrai introdurre gradualmente gli
alimenti nella dieta del tuo piccolo.
La frutta è spesso
introdotta verso i 5 mesi, pensando così di favorire la capacità di deglutizione
di alimenti solidi attraverso il cucchiaino, preparandolo ad assumere la prima pappa.
In realtà, il bambino impara spontaneamente a usare il cucchiaino proprio
intorno ai 6 mesi di età, perciò non è necessario stimolarlo prima del tempo.
I biscotti sono spesso
utilizzati per integrare il latte artificiale o per modificarne il sapore.
Questa è un’abitudine tipica di noi adulti, ma non serve al bambino, anzi:
l’aggiunta di biscotti nel biberon abitua ad un gusto troppo dolce, altera
l’equilibrio nutrizionale del latte e aumenta le calorie del pasto. Puoi
tranquillamente farne a meno!
Le bevande comunemente
destinate al bambino più piccolo (tisane, camomilla, finocchio, tè deteinato,
ecc.) sono in realtà soluzioni dal sapore dolce ottenuto con l’aggiun-ta di
zuccheri. Oltre all’eccessivo e inutile apporto calorico, tali bevande
orientano il gusto del tuo piccolo verso il sapore dolce e possono influenzare
le sue scelte future. Ricorda: un bel sorso di acqua fresca è piacevole, sano
e perfetto per il suo organismo!
1. Agostoni C,
Decsi T, Fewtrell M, et al. Complementary feeding: a commentary by the ESPGHAN
Committee on Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2008; 46: 99-110.
2. Baker JL,
Michaelsen KF, Rasmussen KM, et al. Maternal prepregnant body mass index,
duration of breastfeeding, and timing of complementary food introduction are
associated with infant weight gain. Am J Clin Nutr. 2004; 80: 1579-1588.
3. James J, Kerr D.
Prevention of childhood obesity by reducing soft drinks. Int J Obes 2005; 29
(Suppl 2): S54-S57.
4. Seach KA, Dharmage
SC, Lowe AJ, Dixon JB. Delayed introduction of solid feeding reduces child
overweight and obesity at 10 years. Int J Obes (Lond). 2010
Oct;34(10):1475-9.
5. Huh SY, Rifas-Shiman
SL, Taveras EM, Oken E, Gillman MW. Timing of solid food introduction and risk
of obesity in preschool-aged children. Pediatrics. 2011
Mar;127(3):e544-51.
A cura di: Paolo
Brambilla, Giorgio Bedogni, Carmen Buongiovanni, Guido Brusoni, Giuseppe Di
Mauro, Mario Di Pietro, Marco Giussani, Manuel Gnecchi, Lorenzo Iughetti, Paola
Manzoni, Maura Sticco, Sergio Bernasconi.
Con il contributo di Laura Andreozzi e Monica Maccarone.
Con il contributo di Laura Andreozzi e Monica Maccarone.
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