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sabato 25 gennaio 2020

ATTIVITA' FISICA E SPORT PER I BAMBINI

ATTIVITA' FISICA E SPORT PER I BAMBINI
Materiale a questo indirizzo https://www.dropbox.com/s/4y4kmitb2uovvxl/2020%20sport%20per%20genitori.pptx?dl=0
potete vedere parte della relazione Oggi ho presentato una relazione, dal titolo "dottore non ha tempo per fare sport", al Congresso regionale della Soc. Italiana di pediatria.
Segnalo:
- Troppi compiti (in alcuni casi)
- Zaini troppo pesanti in moltissimi casi
- Poca ginnastica a corpo libero (bambini che non riescono a toccare la punta delle dita dei piedi con la punta delle dita delle mani, a gambe estese), ovvero la "Sindrome dello stoccafisso"
- Le indicazioni dell'attività fisica da 5 a 17 anni da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità
- le indicazioni per attività fisica, sonno e giochi "sedentari" (TV e mezzi digitali) dalla nascita a 5 anni
- Quale tipo di sport in base all'età
- Il lato oscuro dello sport (Violenza di genitori nello sport minorile)
- Vari tipi di attività fisica a casa e in giardino (a partire dal riordinare le proprie cose)
- Accenno alla paghetta
- Consigli finali
Qui trovate vari articoli sullo sport per bambini: https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=SPORT&updated-max=2014-12-15T09:42:00%2B01:00&max-results=20&start=3&by-date=false



lunedì 14 ottobre 2019

VACCINI: CALENDARIO PER LA VITA 2019

Qui sotto la quarta edizione del Calendario per la vita, documento che raccoglie le proposte di Calendario Vaccinale Ideale sulla base delle evidenze scientifiche e frutto della collaborazione degli esperti delle società scientifiche italiane che si occupano di vaccinazioni e di cure primarie del bambino e dell’adulto: la Società italiana di igiene medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), la Società italiana di pediatria (Sip), la Federazione italiana medici pediatri (Fimp) e la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimg).
RACCOMANDATA la  vaccinazione contro il menigococco B anche in adolescenza
Proposta di utilizzare il vaccino  antimeningococco ACWY a partire dall’anno di vita invece del "solo" C
ESTESA lofferta del vaccino HPV alle venticinquenni al primo screening cervicale e alle donne trattate per lesioni precancerose,
Proposto l’abbassamento progressivo dell’offerta gratuita dell’anti-influenzale dai 65 anni, prima ai 60 e poi ai 50 anni ed i bambini di età 6 mesi – 6 anni.
RACCOMANDATA LA vaccinazione delle donne in gravidanza contro influenza e pertosse (dTpa). Queste due vaccinazioni possono rappresentare veri e propri presidi salva-vita sia per la madre, sia per il neonato, vista la notevole pericolosità delle relative malattie se contratte nelle prime fasi di vita o in gravidanza;
DOCUMENTO COMPLETO QUI















DTP: Difterite, tetano pertosse
IPV: antipolio
Hib: antihemophilus influenza
QUESTI VACCINI SONO MESSI NELLA STESSA SIRINGA E IL VACCINO SI CHIAMA ESAVALENTE
PCV: antipneumococco
MPRV: antimorbillo, rosolia, varicella e parotite (orecchioni)
HPV: antipapillomavirus
Men B: antimeningococco B
Mec A, C, W, Y: antimeningococco A, C, W, Y

giovedì 8 giugno 2017

VACCINI OBBLIGATORI: QUALCHE SPIEGAZIONE (SENZA, AL MOMENTO COMMENTI)

VACCINI OBBLIGATORI: QUALCHE SPIEGAZIONE (SENZA, AL MOMENTO COMMENTI)
CARI GENITORI
Trovate le leggi e le circolari esplicative in dettaglio qui sotto:
dodici vaccinazioni (elenco qui) sono obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e sedicenni anni, nei limiti e secondo le specifiche indicazioni contenute nel Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita.

- i nati dal 2001 al 2004, avranno l’obbligo di effettuare, ove non lo abbiano già fatto, le quattro vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B; anti-tetano; antipoliomielite; anti-difterite), e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b,
- i nati dal 2005 al 2011, dalla data di entrata in vigore del presente decreto, saranno obbligatori oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’antiHaemophilus influenzae tipo b;
- i nati dal 2012 al 2016 dovranon effettuare oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’antimorbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-meningococcica C; 
- I nati dal 2017 oltre alle quattro vaccinazioni già   imposte per legge, dovranno effettuare l’antimorbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-meningococcica C, l’anti-meningococcica B e l’anti-varicella.

Decreto Gazzetta Ufficiale

Presentazione Ministero della Salute

Relazione Illustra


tiva




























giovedì 28 gennaio 2016

VITAMINA D: a tutti nel primo anno ma non solo

La vitamina D è necessaria per prevenire alcune malattie, come il rachitismo e l’osteoporosi, favorendo l’assorbimento del calcio degli alimenti.  


Ormai esistono nuove evidenze che la vitamina D ha un ruolo positivo in alcune patologie come il diabete infantile (tipo 1) e alcune forme di artriti giovanili. Studi dimostrano una utilità anche nell’asma e nelle infezioni respiratorie ricorrenti. Si tratta comunque di letteratura recente e anche da confermare ma i risultati sono incoraggianti e, in attesa di ulteriori conferme, la Società Italiana di pediatria ha elaborato dei consigli sulla somministrazione di Vitamina D nei bambini (Consensus).


Nonostante le evidenze sui benefici della vitamina D, la maggior parte dei bambini italiani ne è carente.


Ci sono dei fattori di rischio:
-       scarsa esposizione solare, principale fonte di formazione della vitamina D che viene prodotta con l’esposizione ai raggi solari. “Ricordiamo che l’Italia è a rischio, comunque di ipovitaminosi nel periodo da novembre a febbraio in quanto l’inclinazione dei raggi ultravioletti è insufficiente a favorire la produzione di vitamina D (eccetto la parte più a sud della Sicilia).  I soggetti a maggior rischio sono gli adolescenti anche per stili di vita errati che portano a pasare molte ore davanti al computer o alla tv e non fare attività fisica”.
-       l’allattamento al seno esclusivo prolungato, senza supplementazione di vitamina D in quanto il latte materno, pur essendo l’alimento ideale per il neonato, non contiene quantità sufficienti di vitamina D.
-       Obesità  perché il tessuto adiposo “sequestra” la vitamina D
-       Bambini con la carnagione scura che non permette ai raggi solari di filtrare,
-       Alimentazione non corretta

-    CONSEGUENZE DELLA CARENZA DI VITAMINA D

Nel neonato e nel lattante la vitamina D, previene il rachitismo.  Una carenza di vitamina D ha conseguenze anche nell’età adulta in quanto un individuo raggiunge il suo livello più elevato di massa ossea intorno ai 20 anni. Una carenza aumenta  la probabilità di andare incontro all’osteoporosi nelle età successive della vita, soprattutto dopo la menopausa. I bambini italiani mediamente non arrivano al 50% del fabbisogno giornaliero di calcio.

La Consensus  raccomanda:
  •  Profilassi con vitamina D per tutti i lattanti per tutto il primo anno di vita, indipendentemente dall’allattamento. Infatti né il latte materno, né quello in formula (anche se addizionato) riescono a soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina D.
  •  La profilassi è inoltre raccomandata a tutte le donne in gravidanza o che allattano.
-       
Da 1 a 18 anni la profilassi giornaliera nei soggetti a rischio:
  •         bambini con elevata pigmentazione,
  •         ridotta esposizione solare,
  •          regimi alimentari inadeguati
  •         bambini con insufficienza renale o epatite cronica, obesi, affetti da malattie infiammatorie croniche o da celiachia.

FONTI DI VITAMINA D

Oltre il 90% della sintesi di vitamina D deriva dall'esposizione della cute alla luce solare, mentre gli alimenti rappresentano una fonte pressoché trascurabile di vitamina D.
Non è necessario esporre il bambino al sole per un tempo prolungato: è sufficiente l’esposizione delle braccia e delle gambe da 5 a 30 minuti due volte alla settimana. Bisogna comunque considerare che durante i mesi invernali, da novembre a febbraio, la sintesi cutanea di vitamina D è limitata o assente.
L’efficacia dell’esposizione al sole è influenzata da molti fattori come la latitudine, il momento della giornata e la stagione dell’anno durante la quale ci si espone al sole, l'inquinamento atmosferico, la percentuale di cute esposta, anche in base al tipo di vestiario, il grado di pigmentazione cutanea e l'utilizzo di filtri solari.

- La profilassi deve essere e effettuata in tutti i bambini nel primo anno di vita per la prevenzione del rachitismo. La dose raccomandata è di 400 UI/die, indipendentemente dal tipo di allattamento. Nei soggetti con fattori di rischio posso- no essere somministrate dosi maggiori pari a 400-1.000 UI/die.
- Fino  all'adolescenza (1-18 anni), dopo il primo anno di vita, la profilassi con vitamina D deve essere considerata in presenza di fattori di rischio di carenza.:
-soggetti con scarsa esposizione alla luce solare durante l'estate .
- In condizioni patologiche (malattie epatiche, insufficienza renale cronica, tubercolosi, terapia cronica con farmaci anticomiziali o altri farmaci...), la profilassi dovrebbe essere somministrata durante tutto l’anno.
- L’apporto giornaliero raccomandato di vitamina D dopo il primo anno e fino all’adolescenza è pari a 600 UI/die. Nei soggetti a rischio di deficit, la profilassi può essere effettuata mediante la somministrazione giornaliera di 600-1.000 UI/die.
- Nel bambino e nell’adolescente obeso si consiglia la profilassi con vitamina D alla dose di 1.000-1.500 UI/die durante il periodo compreso tra il termine dell’autunno e l’inizio della primavera (novembre-aprile).
- durante la gravidanza e l’allattamento la dose di vitamina D raccomandata è di 600 UI/die. Nelle donne con fattori di rischio è possibile somministrare dosi superiori (1.000- 2.000 UI/die).
Consensus in testo integrale qui 








venerdì 27 novembre 2015

STATI GENERALI DI PEDIATRIA SIP E UNICEF: NUOVO DIRETTIVO. RIUNIONE CON I RAGAZZI

STATI GENERALI DI PEDIATRIA SIP E UNICEF: NUOVO DIRETTIVO. RIUNIONE CON I RAGAZZI
Stamane al teatro della Gioventù di Genova stati generali della pediatria sul tema vaccini insieme agli studenti, bravissimi di varie classi. Il Past President Bonioliinsieme al past Vice presidente (io) insieme al direttivo e all'Unicef hanno organizzato questa giornata insieme a UNICEF: Attori principali ragazzi. Eletto il nuovo Direttvo che è:
- Presidente Giorgio Conforti
- Vicepresidente Alberto Gaiero
- Segretario: Riccardo Borea
Consiglieri: Chiossi, Corona, Ferrando, Renna
bambolotto  per manovra antisoffocamento :-)














lunedì 12 gennaio 2015

BRONCOVALEAS PER AEROSOL SOTTO AI DUE ANNI: NON SI PUO' PIU' USARE :-(

BRONCOVALEAS PER AEROSOL SOTTO AI DUE ANNI: NON SI PUO' PIU' USARE :-(
Cari Genitori     
Nel mese di Ottobre l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha emanato una circolare con NUOVE IMPORTANTI INFORMAZIONI DI SICUREZZA SUL MEDICINALE BRONCOVALEAS (SALBUTAMOLO)SOLUZIONE DA NEBULIZZARE E RISCHIO DI ESPOSIZIONE ACCIDENTALE http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/NII_Broncovaleas_30.09.2014-AIFA-Valeas%20.pdf Di fatto l’AIFA ha limitato l’uso di Broncovaleas 5 mg/ml, soluzione da nebulizzare ai bambini di età superiore ai 2 anni. Perché??? E Cosa aveva causato?  (EVITO COMMENTI)
Per ridurre il rischio di sovradosaggio per esposizione accidentale.
Perché? sono stati segnalati con l’uso di Broncovaleas soluzione da nebulizzare casi di reazioni avverse gravi verificatesi nei bambini, anche al di sotto dei 2 anni di età, imputabili a errore posologico, via di somministrazione errata e anche a scambio di farmaco Le reazioni avverse ....sono state  principalmente tremori e tachicardia, sono state gravi ed hanno richiesto ospedalizzazione. Tutti i casi segnalati hanno avuto come esito la risoluzione della sintomatologia dopo sospensione del trattamento. 
IN SINTESI NEI BAMBINI SOTTO AI DUE ANNI NON SI PUO' FARE AEROSOL CON BRONCOVALEAS MA SI PUO' USARE IL BRONCOVALEAS IN SPRAY PREDOSATO (BOMBOLETTA) E IN SCIROPPO.
La decisione ha creato non pochi dubbi e problemi (e forse, ma è da dimostrare , un aumento di ricoveri per broncospasmo in quanto ha privato il pediatra di un farmaco 
La motivazione poi ha lasciato perplessi: RISCHIO DI SOVRADOSAGGIO PER ESPOSIZIONE ACCIDENTALE??? Vale per tutti i farmaci se sbagli a darli. Le reazioni gravi poi, tremori e tachicardia, si sono risolte in tutti i casi e, nella mia esperienza sono molto frequenti nei grandi più che nei bambini.
Tutte le Associazioni scientifiche pediatriche hanno firmato la seguente lettera che non ha avuto risposta:
  
Roma, 4 novembre 2014
Al Direttore AIFA Chiarissimo Professor Luca Pani
Oggetto: Nota informativa AIFA 27 Ottobre 2014 relativa Salbutamolo per via inalatoria (Broncovaleas soluzione da nebulizzare)pressoché indispensabile in alcune situazioni respiratorie.

Egr. Direttore,
apprendiamo con estremo interesse e grande preoccupazione la vostra nota del 27 Ottobre u.s., relativa alla limitazione di uso del Broncovaleas 5 mg/ml, soluzione da nebulizzare, ai bambini di età superiore ai 2 anni.
Attualmente il Broncovaleas soluzione per nebulizzazione è l’unico preparato farmaceutico disponibile per via aerosolica.
In letteratura sono noti gli effetti collaterali del salbutamolo come tachicardia e tremori e di certo queste segnalazioni, così come gli errori posologici e lo scambio di farmaco hanno indotto l’AIFA a prendere posizione e a richiedere particolare attenzione alla classe medica.
Ciò nonostante come rappresentanti dei Pediatri italiani siamo costretti ad esprimere alcune perplessità:
1. Il salbutamolo ha una stretta indicazione e deve essere utilizzato anche nei bambini sotto i 2 anni di vita con crisi acuta broncoostruttiva e affetti da respiro sibilante ricorrente. Questa affermazione è suffragata da lavori scientifici, raccomandazioni e linee guida (1).
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2. Nonostante il ruolo del salbutamolo sia dimostrato avere una una scarsa efficacia nei bambini affetti da Bronchiolite da virus respiratorio sinciziale, può essere difficile distinguere bambini affetti da bronchiolite o da respiro sibilante ricorrente post infettivo. Esiste infatti un “overlap” diagnostico tra bronchiolite e respiro sibilante ricorrente post infettivo (2)
3. E’ possibile la somministrazione del farmaco anche per via spray + distanziatore nelle forme lievi e moderate (evidenze di debole consistenza), ma di certo non esistono evidenze nelle forme gravi che l’aerosolterapia possa essere sostituita dallo spray + distanziatore (3-7). In Ospedale ad esempio viene somministrato nelle forme gravi con un ampolla dove il flusso erogato non è di aria ma di ossigeno. Nelle crisi d’asma grave il farmaco deve essere somministrato mediante nebulizzazione continua con la quale si debbono utilizzare dosaggi molto maggiori rispetto a quelli indicati nella nota. Questa metodica riduce moltissimo le probabilità che il bambino
vada incontro ad insufficienza ventilatoria e che debba venire intubato (8).
4. Somministrare il farmaco con distanziatore comporterà un aumento dei costi per la famiglia e per le strutture ospedaliere che dovranno dotarsi di materiale monopaziente un distanziatore con maschera pediatrica ha un prezzo al pubblico di circa 25 euro mentre una ampolla di aerosol costa tra i 2 e i 5 euro. Inoltre l’addestramento nell’emergenza del distanziatore non sarà certamente facile.
5. L’impossibilità ad utilizzare l’unica forma disponibile di salbutamolo per via nebulizzata potrebbe portare a un utilizzo inappropriato e elevato da parte dei pediatri del cortisone per via sistemica. Questo potrebbe generare effetti collaterali ben più temibili (arresto della crescita, ipertensione e glaucoma) di quelli dovuti al salbutamolo. Altra alternativa è quella di utilizzare prodotti che contengono salbutamolo + ipratropium bromuro, ma questi presentano lo svantaggio di non poter ottenere un giusto rapporto di salbutamolo senza dover aumentare il dosaggio di ipratropium. Inoltre questi preparati presentano gli stessi rischi di errata somministrazione o di errato dosaggio del Broncovaleas soluzione per inalazione.
Per tutti questi motivi si chiede:
-
di trasformare la nota da una limitazioni di uso ad un “warning”
-la possibilità di aprire un tavolo di confronto che possa portare a una soluzione che consenta di ottemperare tra la necessità di sicurezza dei nostri pazienti e la necessità di somministrare il farmaco nella migliore garanzia di sicurezza ed efficacia.
Cordiali Saluti.
Documento condiviso e approvato da:
Dottor Renato Cutrera , Presidente SIMRI
Professor Giovanni Corsello, Presidente SIP
Dottor Giampietro Chiamenti, Presidente Nazionale FIMP
Dottor Roberto Bernardini, Presidente SIAIP
Dottor Antonio Francesco Urbino, Presidente SIMEUP
Dottor Francesco Paravati, Presidente SIPO
Dottoressa Marina Picca, Presidente SICuPP
    

Riferimenti:
  1. British guideline on the management of asthma . British Thoracic Society, Rev.
    2014 p. 78
  2. Baraldi et al. Italian Journal of Pediatrics 2014, 40:65
  3. British guideline on the management of asthma . British Thoracic Society, Rev. 2014 p. 100-101
  4. Cates CJ, Rowe BH. Holding chambers versus nebulisers for beta-agonist treatment of acute asthma. Cochrane Database of Systematic Reviews 2000, Issue 2.
  5. Leversha AM, Campanella SG, Aickin RP, Asher MI. Costs and effectiveness of spacer versus nebulizer in young children with moderate and severe acute asthma. J Pediatr 2000;136(4):497-502.
  6. Closa RM, Ceballos JM, Gomez-Papi A, Galiana AS, Gutierrez C, Marti-Henneber C. Efficacy of bronchodilators administered by nebulizers versus spacer devices in infants with acute wheezing. Pediatr Pulmonol 1998;26(5):344-8.
  7. Delgado A, Chou KJ, Silver EJ, Crain EF. Nebulizers vs metered-dose inhalers with spacers for bronchodilator therapy to treat wheezing in children aged 2 to 24 months in a pediatric emergency department. Arch Pediatr Adolesc Med 2003;157(1):76-80.
  8. Katz RW, Kelly HW, Crowley MR, Grad R, McWilliams BC, Murphy SJ. Safety of continuous nebulized albuterol for bronchospasm in infants and children. Pediatrics. 1993 Nov;92(5):666-9.) 


martedì 19 febbraio 2013

UNICEF, Associazioni e Scuola per i Vostri bambini


Cari Genitori 
Oggi si è svolta una  riunione UNICEF  dei Garanti dell'Infanzia e della Adolescenza nella sala dell'Ordine dei Medici di Piazza della VIttoria 12/4. 
L'Osservatorio UNICEF intende promuovere a livello delle scuole liguri dei progetti di informazione e di formazione del personale e degli incontri aperti ai ragazzi e alle famiglie in base alle richieste e ai fabbisogni formativi scaturiti e richiesti dalle realtà locali.
A tal fine da anni l'UNICEF ha preparato e formato degli insegnanti che , dopo aver frequentato un Corso organizzato dall'UNICEF stessa, hanno acquisito il titolo, a livello scolastico, di "Garanti dei diritti dell'Infanzia e della Adolescenza". 
Attraverso questa rete di Garanti giungeranno all'UNICEF richieste formative scaturite a livello delle singole realtà locali a cui intendiamo dare risposte qualificate e valide scientificamente attraverso la collaborazione con le principali società e Associazioni professionali.
L'idea è di formare un "network" ed una collaborazione, rispettando ovviamente l'autonomia di ognuno, mettendo in rete le richieste e offrendo occasioni di formazione che saranno svolte a seconda delle competenze di ogni società o associazione professionale.
Con alcune Società e associazioni è stato firmato un protocollo di intesa tra UNICEF  
F.to: OSSERVATORIO UNICEF PER I DIRITTI DELL'INFANZIA E ADOLESCENZA IN LIGURIA
Coordinatori Alberto Ferrando, Michela Beretta e Liana Maggiano.

Hanno partecipato:


- Centro interdisciplinare di sessuologia ( Presidente dott. Todella Roberto)
- Società Italiana di alcologia ligure (Presidente dott. Alessandro Sumberaz )
- Associazione Nazionale Pedagogisti (Presidente dott. Andrea Scaffidi) sez ligure
- Federazione Italiana Medici pediatria (dott. Federico Freschi, dott. Giovanni Semprini) 
- Ass. Pediatri Extraospedalieri Liguri (APEL) (Presidente dott. Marcella Zera)
- Società Italiana di Pediatria (SIP) ligure (Presidente Prof. Eugenio Bonioli)
- Lighthouse 12 (Presidente Paolo Martinelli)
- Ass. Genitorinsieme (dott. Alessandro Viotti)
- Segretariato Italiano Studenti di Medicina (Matteo Dameri e coll.)
- Movimento Italiano Genitori (MOIGE)
- Ass. EDUCERI
- Ass. Liberamente
- IST Osp. S. Martino 
- Ass. Mi Nutro di vita (disturbi dell'alimentazione)
- Fondaz. Renzo Piano (Giovanna Giusto)
- Polizia Postale (Sovrintendente Scillia)






venerdì 30 novembre 2012

BIBERON FINO A QUANDO?? V Consiglio SIP e SIPPS


Cari Genitori
Vi invio il V Consiglio delle Società scientifiche pediatriche SIP e SIPPS che riguarda l'uso, o, meglio, l'abbandono dell'uso del biberon entro i 2 anni di vita.
Poi su tutto possiamo discutere e non dobbiamo colpevolizzarci se nostro figlio lo usa da più tempo ma per chi ha bambini piccoli è un messaggio da dare e da recepire.
Un tema “caldo” per molti bambini che utilizzano il biberon fino a quando vanno a scuola. Il consiglio attuale è di abbandonarne l’uso entro i due anni del biberon. Non è detto che chi lo usa diventerà necessariamente obeso o avrà problemi odontoiatrici o ortodontici ma fa parte di un progetto educativo e di rispetto di alcune tappe di cui è necessario parlare con il proprio pediatra.
Buona giornata
Alberto Ferrando
 Il BIBERON
Cari Genitori,
alcuni studi hanno dimostrato che l’uso prolungato del biberon predispone al sovrappeso, in particolare il biberon serale/notturno. Il biberon non dovrebbe essere utilizzato oltre i 12 mesi, anche se questo consiglio viene poco seguito.
Si è dimostrato che il rischio del sovrappeso aumenta del 3% per ogni mese di prosecuzione del biberon oltre i 12 mesi. Infatti, i bambini che bevono ancora dal biberon assumono più latte rispetto a quelli che utilizzano la tazza o il bicchiere. Il problema non è solo il contenuto del biberon ma il fatto che succhiare è un piacere per il bambino, che continua a farlo anche quando in realtà non avrebbe più sete o fame. Il bimbo, quindi, non si accorge della quantità di cibo che assume, come invece accade quando beve dal bicchiere.
Considerato che probabilmente è molto difficile sospendere l’uso del biberon entro i 12 mesi, per le finalità di questo Progetto ti invitiamo a sospendere l’uso sistematico del biberon almeno entro i 24 mesi di vita di tuo figlio. Questa Azione, perciò, ti verrà consigliata tra i 18 e i 24 mesi, così che potrai gestire in modo graduale questo passaggio. Sia chiaro che rinunciare al biberon non vuole assolutamente dire rinunciare al latte, che è un alimento prezioso per il bambino nelle giuste quantità.
Il bambino acquisisce molto presto la capacità di bere direttamente da un bicchiere o da una tazza: spesso l’uso del biberon è dovuto alla nostra comodità o a una sua abitudine, non quindi a reali necessità. Questo errore è causato dal non sapere che l’uso prolungato del biberon può danneggiare la salute del bambino, sia per quanto riguarda il sovrappeso sia per la salute dei denti (gli zuccheri ri- stagnano maggiormente in bocca quando il bimbo usa la tettarella e possono favorire la carie).

1. Bonuch KA, Huang V, Fletcher J. Inappropriate bottle use: an early risk for overweight? Literature review and pilot data for a bottle-weaning trial. Maternal and Child Nutrition 2010; 6: 38-52.
2.  Li R, Fein SB, Grummer-Strawn LM. Do infants fed from bottles lack self-regulation of milk intake compared with directly breastfed infants? Pediatrics 2010; 125: e1386-e1393.
3.  US Department of Agriculture, Food and Nutrition Service. Feeding infants: a guide for use in the child nutrition programs. FNS-258 (2001). Available at http:// www.fns.usda.gov/tn/Resources/feeding_infants.pdf
4.  Gooze RA, Anderson SE, Whitaker RC. Prolonged bottle use and obesity at 5.5 years of age in US children. J Pediatr. 2011 Sep;159(3):431-6.
5.  Schiess SA, Grote V, Scaglioni S, Luque V, Martin F, Stolarczyk A, Vecchi F, Koletzko B; European Childhood Obesity Project. Intake of energy providing liquids during 
the first year of life in five European countries. Clin Nutr. 2010 Dec;29(6):726-32.
A cura di: Paolo Brambilla, Giorgio Bedogni, Carmen Buongiovanni, Guido Brusoni, Giuseppe Di Mauro, Mario Di Pietro, Marco Giussani, Manuel Gnecchi, Lorenzo Iughetti, Paola Manzoni, Maura Sticco, Sergio Bernasconi.
Con il contributo di Laura Andreozzi e Monica Maccarone.

Malattia mano-bocca-piedi: la guida che vorrei dare a ogni genitore

Malattia mano-bocca-piedi: la guida che vorrei dare a ogni genitore Cosa succede davvero, come alleviare il dolore, quando tornare al nido e...