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lunedì 27 febbraio 2017
martedì 14 febbraio 2017
Sale? POCO ma IODATO. IODIO: un elemento essenziale per il benessere quotidiano
Sale? POCO ma IODATO. IODIO: un elemento essenziale per il
benessere quotidiano
Lo iodio è un minerale che il nostro
organismo deve assorbire dall`esterno, indispensabile per la tiroide e per la
produzione degli ormoni tiroidei, essenziale
per assicurare il normale accrescimento ed il benessere dell'organismo umano.
La
carenza di iodio rappresenta uno dei più
gravi problemi di salute pubblica secondo stime dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità poiché può determinare varie patologie, più o meno gravi a seconda dell’età e del sesso, come l’iper o
l’ipoproduzione di ormone tiroideo da parte della ghiandola.
La carenza di iodio è diffusa in varie parti del mondo
e anche in Italia e può causare un
aumento di volume della tiroide (gozzo) e la formazione di noduli..
Una carenza di ormone tiroideo
durante la vita fetale e neo natale può avere effetti diversi, fino all’arresto
irreversibile della maturazione dell’encefalo con gravi conseguenze sullo
sviluppo intellettivo, con conseguente ritardo mentale, sordomutismo e paralisi
spastica.
In Italia si ammalano di gozzo circa 6 milioni di persone, più del
10 per cento della popolazione del nostro paese e l’impatto economico di questa
malattia è stimato in oltre 150 milioni di euro all’anno. Addirittura, nella
sola popolazione giovanile, il gozzo interessa almeno il 20 per cento delle
persone.
Il fabbisogno di iodio è particolarmente elevato per le donne in
gravidanza e per i bambini. Secondo le stime attuali, un neonato su 3mila nasce
con una forma di malattia tiroidea. In età adulta, le donne sono molto più
soggette alle malattie tiroidee rispetto agli uomini: una donna ha il 20 per
cento di possibilità di sviluppare problemi alla tiroide nel corso della sua
vita.
QUANTO IODIO
SERVE?
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità,
il fabbisogno giornaliero di iodio per un adulto è di 150 mcg/die, mentre
aumenta a 200 mcg/die nella donna durante la gravidanza e l'allattamento. Nei
bambini con meno di 1 anno di età occorrono 50 mcg/die e nei bambini da 1 a 10
anni 90-120 mcg/die.
IN
QUALI ALIMENTI SI TROVA?
Lo iodio è presente nel corpo umano
in quantità di 15-20 mg, e l’apporto giornaliero necessario è stimato in 150
ug/giorno. Gli alimenti più ricchi di iodio -oltre al sale iodato- sono i
prodotti della pesca
• pesci marini: es. merluzzo, pesce azzurro, salmone,
aringa
• crostacei: gamberetti
• molluschi: ostriche
• altri prodotti di origine marina: olio di fegato di
merluzzo, alghe
Considerata la scarsa presenza del pesce sulle nostre
tavole, lo iodio assunto è largamente inferiore ai livelli raccomandati. Tutte
le altre fonti sia di origine vegetale (legumi, frutta e ortaggi) che animale
(uova, carni, latte e formaggi) ne contengono solitamente modeste quantità.
Questo è dovuto alla scarsa presenza nel nostro suolo e all`aumentata
degradazione dell`ambiente ch rende il problema sempre più grave. Solo in una
limitatissima fascia (circa 4-5 Km) in prossimità del mare si riscontrano nei
terreni (e quindi nei prodotti coltivati) concentrazioni significative di tale
oligoelemento. Inoltre, i processi di raffinazione degli alimenti e i modelli
intensivi di produzione agricola finiscono con eliminare gran parte dello iodio
presente negli alimenti.
COME
PREVENIRE LA CARENZA DI IODIO?
Tentativi effettuati in alcuni Paesi mediante
iodazione del pane, dell`acqua e iniezioni di olio iodato sono stati meno
efficaci dell`uso del sale iodato che, in Austria, Svizzera, Scandinavia, Gran
Bretagna e Stati Uniti d’America, ha portato alla scomparsa del gozzo endemico.
Si capisce pertanto l’importanza di sostituire definitivamente il sale comune
-fine e grosso- con sale arricchito di iodio. La legislazione attualmente
vigente in Italia prevede la produzione e la vendita di sale iodato su tutto il
territorio nazionale, ma il suo consumo rimane su base volontaria.
Si tratta di sale normale a cui viene aggiunta una
minima quantità di iodio che, pur presente in gran quantità nell’acqua di mare,
viene perso nel processo di produzione del sale comune. Esistono due tipi di
sale arricchito con iodio:
1. Sale iodato: ottenuto con aggiunta di iodato di
potassio. E’ più stabile di quello iodurato, non contiene impurità che possono
decomporre lo ioduro. Inoltre esso è meno solubile in acqua e pertanto in caso
di esposizione all’umidità si ha una minore riduzione del tenore di iodio
2. Sale iodurato: ottenuto con aggiunta di ioduro di
potassio. Il cosiddetto sale marino contiene invece poco iodio in quanto nel
corso della preparazione, dopo la formazione dei cristalli di sale, il liquido
residuo, che contiene la maggior parte di iodio, viene eliminato per evitare
che il sale abbia un sapore amaro. Il sale arricchito con iodio: • si può
acquistare nei comuni negozi e supermercati, • ha un prezzo sovrapponibile a
quello tradizionale • è privo di effetti organolettici sugli alimenti (colore,
odore e sapore del sale sono gli stessi).
E
ALLORA?
USARE sale arricchito con iodio non comporta alcun
problema -neppure per i pazienti ipertiroidei E non vi è rischio di eccessiva
introduzione di iodio con la dieta il consiglio è di sostituire a tutte le età e in tutte le condizioni (anche
in gravidanza) il sale comune con sale iodato, misura semplice, efficace e
priva di controindicazioni per prevenire le conseguenze della carenza iodica,
spesso sottovalutata. L’utilizzo del sale deve comunque essere
moderato per non influire negativamente sulla pressione arteriosa. Ricorda
quindi: “Usa poco sale, ma solo sale arricchito con iodio".
venerdì 6 marzo 2015
Troppo zucchero e sale nei cibi confezionati . Ma attenti anche in casa quando cucinate.
Troppo zucchero e sale nei cibi confezionati . Ma attenti
anche in casa quando cucinate.
Molti prodotti per l’infanzia come dolciumi, snack e succhi
di frutta infatti sono inutilmente ed eccessivamente arricchiti di sale e
zucchero. Si prepara il gusto all’uso (e abuso) e per cui si rischia maggiormente obesità, ipertensione
e sindrome metabolica in età adulta.
“Cogswell ME, Gunn JP, Yuan K, Park S, Merritt R. Sodium and
Sugar in Comple- mentary Infant and Toddler Foods Sold in the United States.
Pediatrics 2015”
Il contenuto di zuccheri e sodio di succhi di frutta e
alimenti confezionati destinati all’infanzia è pericolosamente elevato: a
rischio anche succhi di frutta, omogeneizzati e “pasti pronti (troppo sale). Succhi di frutta,
barrette, snack sono quasi tutti troppo addizionati di zuccheri. Conclude il
lavoro: “I pediatri debbono avvertire i genitori di leggere con attenzione le
etichette dei prodotti che acquistano per i loro bambini, e comunque di
limitare al massimo il consumo di alimenti preconfezionati” e aggiungo però
limitare anche l’uso di sale e la somministrazione di troppi dolci e zuccheri.
Le caramelle che alcuni pediatri, come il sottoscritto danno ai bambini debbono
rappresentare una eccezione e non una regola e non debbono essere il motivo di
fare controlli più frequenti J
giovedì 25 settembre 2014
USATE SALE CON IODIO
USATE SALE CON IODIO
La carenza di iodio è diffusa in varie parti del mondo e
anche in Italia. E’ un minerale che il nostro organismo deve assorbire
dall`esterno indispensabile per la tiroide e per la produzione degli ormoni
tiroidei.
La carenza di iodio può causare un aumento di volume della tiroide (gozzo) e
nel tempo il formarsi di noduli.. Particolarmente temibile è la carenza iodica
-anche lieve- durante la vita fetale e neonatale perché può produrre danni
neurologici di varia entità (da disturbi minori a deficit cognitivi lievi fino
a forme assai gravi come il cretinismo).
LA CARENZA DI IODIO È
UN PROBLEMA?
"Rapporto UNICEF: la condizione dell`infanzia nel mondo
2002” ha individuato lo iodio come fattore chiave per prevenire la cosiddetta
"fame nascosta". Anche il Rapporto del Comitato Italiano per la
prevenzione del gozzo (1994), sottoposte a revisione critica le indagini
epidemiologiche condotte in Italia negli ultimi 15 anni ( sono stati studiati
71.000 bambini tra i 6 e i 14 anni di quasi tutte le regioni italiane),
afferma: "Nella maggior parte della popolazione giovanile, la prevalenza
di gozzo si è dimostrata superiore al 20 per cento, e in numerose località
distribuite su tutto il territorio nazionale, la malattia è presente in oltre
il 50 per cento dei giovani, con punte del 73 per cento in alcuni paesi della
Campania".
QUANTO IODIO SERVE?
L’Organismo ha bisogno di assumere tutti i giorni una
quantità di jodio che varia a seconda dell’età. I fabbisogni minimi giornalieri
sono i seguenti: età microgrammi/die bambini 90 adolescenti 120-150 gravidanza
e allattamento 200 adulti 150 Ma sono molto poche le zone d`Italia in cui è
garantita l`assunzione dei 150 microgrammi quotidiani di iodio, indispensabili
per il buon funzionamento della tiroide. Per la maggioranza della popolazione
extraurbana, e anche in molti piccoli centri, la dose giornaliera oscilla tra
50 e 100 microgrammi, che in alcuni casi precipitano a 30.
IN QUALI ALIMENTI SI
TROVA?
Gli alimenti più ricchi di iodio -oltre al sale iodato- sono
i prodotti della pesca
• pesci marini: es. merluzzo, pesce azzurro, salmone, aringa
• crostacei: gamberetti
• molluschi: ostriche
• altri prodotti di origine marina: olio di fegato di
merluzzo, alghe
Considerata la scarsa presenza del pesce sulle nostre
tavole, lo iodio assunto è largamente inferiore ai livelli raccomandati. Tutte
le altre fonti sia di origine vegetale (legumi, frutta e ortaggi) che animale
(uova, carni, latte e formaggi) ne contengono solitamente modeste quantità.
Questo a causa del fatto che il nostro suolo, dal quale lo iodio passa negli
alimenti e nei foraggi, è povero di tale elemento e, fra l’altro, l`aumentata
degradazione dell`ambiente rende il problema sempre più grave. Solo in una
limitatissima fascia (circa 4-5 Km) in prossimità del mare si riscontrano nei
terreni (e quindi nei prodotti coltivati) concentrazioni significative di tale
oligoelemento. Inoltre, i processi di raffinazione degli alimenti e i modelli
intensivi di produzione agricola finiscono con eliminare gran parte dello iodio
presente negli alimenti. L`acqua potabile contribuisce in misura minima al
COME PREVENIRE LA
CARENZA DI IODIO?
Tentativi effettuati in alcuni Paesi mediante iodazione del
pane, dell`acqua e iniezioni di olio iodato sono stati meno efficaci dell`uso
del sale iodato che, in Austria, Svizzera, Scandinavia, Gran Bretagna e Stati
Uniti d’America, ha portato alla scomparsa del gozzo endemico. Si capisce
pertanto l’importanza di sostituire definitivamente il sale comune -fine e
grosso- con sale arricchito di iodio. La legislazione attualmente vigente in
Italia prevede la produzione e la vendita di sale iodato su tutto il territorio
nazionale, ma il suo consumo rimane su base volontaria. E’ singolare rilevare come l`Italia abbia
finanziato campagne per la prevenzione della carenza iodica in Perù, mentre
assai poco stia facendo nel proprio territorio.
CHE COSA È IL SALE
IODATO?
Si tratta di sale normale a cui viene aggiunta una minima
quantità di iodio che, pur presente in gran quantità nell’acqua di mare, viene
perso nel processo di produzione del sale comune. Esistono due tipi di sale
arricchito con iodio:
1. Sale iodato: ottenuto con aggiunta di iodato di potassio.
E’ più stabile di quello iodurato, non contiene impurità che possono decomporre
lo ioduro. Inoltre esso è meno solubile in acqua e pertanto in caso di
esposizione all’umidità si ha una minore riduzione del tenore di iodio
2. Sale iodurato: ottenuto con aggiunta di ioduro di
potassio. Il cosiddetto sale marino contiene invece poco iodio in quanto nel
corso della preparazione, dopo la formazione dei cristalli di sale, il liquido
residuo, che contiene la maggior parte di iodio, viene eliminato per evitare
che il sale abbia un sapore amaro. Il sale arricchito con iodio: • si può
acquistare nei comuni negozi e supermercati, • ha un prezzo sovrapponibile a
quello tradizionale • è privo di effetti organolettici sugli alimenti (colore,
odore e sapore del sale sono gli stessi).
E ALLORA?
USARE sale arricchito con iodio non comporta alcun problema
-neppure per i pazienti ipertiroidei E non vi è rischio di eccessiva introduzione di
iodio con la dieta il consiglio è di sostituire a tutte le età e in tutte le condizioni (anche in gravidanza)
il sale comune con sale iodato, misura semplice, efficace e priva di
controindicazioni per prevenire le conseguenze della carenza iodica, spesso
sottovalutata. L’utilizzo del sale deve
comunque essere moderato per non influire negativamente sulla pressione
arteriosa. Ricorda quindi: “Usa poco sale, ma solo sale arricchito con
iodio".
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