Visualizzazione post con etichetta Coronavirus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Coronavirus. Mostra tutti i post

martedì 28 aprile 2020

Malattia di Kawasaki e coronavirus SARS-Cov-2: fatti e non panico

Malattia di Kawasaki e coronavirus SARS-Cov-2: fatti e non panico
Cari genitori
Oggi ho ricevuto varie telefonate di genitori allarmati per un lancio di stampa che segnala malattie infiammatorie e m. di Kawasaki (link qui sotto) dove trovate anche una descrizione della malattia di Kawasaki.
Malattia di cui non si conosce l'origine anche se esiste una ipotesi che la farebbe ricondurre (almeno alcuni casi) a forme virali.
Tra i virus, fin dal 2005, era stata descritta la possibilità di coronavirus. Ora con la pandemia da coronavirus Sars-Cov-2 sono stati descritto dei casi ma non in numero tale da destare, almeno per ora, allerte. 
Da segnalare e controllare certo si.
Il numero di casi sembra piccolo.
Comunque utile saperlo e rammento che, come ogni virus colpisce tutti, anche i bambini,  anche se la mortalità aumenta con aumentare dell'età* (vedi sotto dopo Malattia di Kawasaki). 
Poi avremo i dati epidemiologici ma intanto abbiamo qualche dato per riflettere e segnalare e ATTUARE LE MISURE PIU' IMPORTANTI: DISTANZA SOCIALE E LAVAGGIO DELLE MANI E, SE LA DISTANZA NON E' POSSIBILE, LA MASCHERINA.
Ciao
Alberto Ferrando

La malattia di Kawasaki e’ una malattia che determina una infiammazione dei vasi sanguigni  e si presenta seguenti sintomi: 
- febbre, 
- rash (macchie sul corpo),
- edema delle mani e dei piedi, 
- irritazione ed arrossamento degli occhi , 
- irritazione ed infiammazione delle membrane mucose della bocca , labbra, e della gola ed 
- aumento dei linfonodi del collo. 
Si manifesta esclusivamente nei i bambini, soprattutto al di sotto dei 5 anni di eta’. 
Le cause sono tuttora sconosciute , i maschi acquisiscono la malattia almeno due volte piu’ frequentemente delle femmine.
La malattia prende il nome dal pediatra giapponese che descrisse questa malattia  nel 1967. 
Colpisce piu’ di 10 su 100000 bambini con meno di 5 anni di eta’. 
La causa della malattia di Kawasaki non e’ nota . Molti esperti pensano ad una causa infettiva , come un virus od un batterio , sebbene una tendenza ereditaria potrebbe spiegare perche’ la malattia si presenta piu’ frequentemente fra le popolazioni di origine giapponese . Al momento non ci sono evidenze che la malattia sia contagiosa.
Segni e sintomi:
• febbre da più di 5 giorni; 
• iperemia congiuntivale bilaterale; 
• alterazioni delle labbra e della cavità orale; 
• Macchie: esantema polimorfo; 
• alterazioni delle estremità; 
• linfadenopatia cervicale 

Febbre ed irritabilita’ spesso si presentano per primi per primi. La febbre ha un rapido inizio e fluttua. I linfonodi del collo possono essere edematosi.
Un rash (macchie) appare spesso precocemente nella malattia; alcuni pazienti possono sviluppare un rash accentuato nell’inguine . Spesso rosso intenso all’apparenza , il rash e’ composto sia da pochi definiti puntini di varia taglia che da larghe masse di puntini uniti. Allo scomparire della febbre, normalmente regrediscono anche il rash, gli occhi rossi ed i linfonodi ingranditi. La pelle inizia a desquamarsi intorno alle unghie . La febbre continua a salire e quindi scende a volte anche dopo piu’ di tre settimane. L’infiammazione oculare
( congiuntivite) , usualmente senza essudato, si sviluppa nella prima settimana di malattia.
La lingua del bambino puo’ essere rossa e sembrare piccola con le papille sollevate; questa condizione e’ chiamata lingua a fragola perche’ le papille dilatate assomigliano ai semi della superficie della fragola. Le labbra diventano secche e fissurate e possono prendere un vivace colore rosso . Le membrane mucose diventano piu’ rosse della norma. I palmi delle mani e dei piedi spesso diventano intensamente rossi. Le mani e i piedi possono diventare edematosi. Allo scomparire della febbre , il rash, i linfonodi edematosi spesso scompaiono e la pelle inizia a desquamarsi intorno alle unghie dei piedi e delle mani, all’inizio delle terza settimana, la pelle delle mani e dei piedi puo’ staccarsi in grandi pezzi o spesso in un singolo pezzo (come la pelle di un serpente); le ginocchia, i fianchi e le caviglie possono diventare infiammate e dolenti.
Ulteriori informazioni qui: http://sip.it/wp-content/uploads/2012/11/10-SIP-Kawasaki-266-2831.pdf


*Nei bambini, secondo i rapporti OMS e i principali studi ad oggi pubblicati, l’infezione da SARS nCoV-2/2019 avrebbe nella gran parte dei casi decorso benigno, anche se i bambini avrebbero un rischio di infezione simile alla popolazione generale e potrebbero essere fonte persistente di contagio.

 Una recente revisione di 72.314 casi da parte del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie ha mostrato che meno dell'1% dei casi riguardava bambini di età inferiore ai 10 anni (3). Il 18 marzo, NEJM ha pubblicato i dati di una ricerca condotta presso l'ospedale pediatrico di Wuhan (4). Dei 1391 bambini valutati e testati tra il 28 gennaio e il 26 febbraio 2020, un totale di 171 (12,3%) è risultato infetto. L'età media dei bambini infettati era di 6,7 anni. La febbre era presente nel 41,5% dei bambini in qualsiasi momento durante la malattia. 27 (15,8%) non presentavano alcun sintomo d’infezione. La linfopenia (a differenza che negli adulti, dove è sintomo frequente) era presente solo in 6 bambini (3,5%).
Il reperto radiologico più comune è stato l'opacità bilaterale “a vetro smerigliato” (32,7%). 12 bambini hanno avuto polmoniti radiologiche senza sintomi di infezione. Le infezioni asintomatiche non erano rare. Solo 3 bambini hanno richiesto supporto di terapia intensiva e ventilazione meccanica invasiva, ma avevano condizioni patologiche gravi preesistenti (idronefrosi, leucemia e intussuscezione). Solo il bimbo con intussuscezione è deceduto.
Non meno importante appare il preprint comparso online sulla pagina di Pediatrics e concernente un’analisi abbastanza dettagliata di 2143 casi di età pediatrica in Cina: 731 (34,1%) casi confermati in laboratorio e 1412 (65,9%) casi sospetti (5) . Purtroppo non si è adeguatamente indagato circa il periodo di incubazione (limite dello studio segnalato dagli stessi autori). L'età media di tutti i pazienti era di 7 anni (intervallo interquartile: 2-13) e 1213 casi (56,6%) erano maschi. Oltre il 90% di tutti i pazienti erano casi asintomatici, lievi o moderati. Il tempo mediano dall'esordio della malattia alle diagnosi è stato di 2 giorni (intervallo: da 0 a 42 giorni). In questo caso il quadro appare meno rassicurante e i bambini più piccoli, in particolare i neonati, appaiono i più vulnerabili all'infezione e la percentuale di casi gravi e critici sarebbe rispettivamente del 10,6%, 7,3%, 4,2%, 4,1% e 3,0% per le fasce di età <1, 1-5, 6-10, 11-15 e ≥16 anni. Nei casi gravi la malattia di solito dura una settimana e sono possibili dispnea e cianosi centrale; nei casi critici, ARDS, shock cardiocircolatorio, encefalopatia, miocarditi e insufficienza cardiaca, disfunzioni della coagulazione e danni renali. Anche in questo caso l’unico decesso riguarda un ragazzo di 14 anni. Questi dati, pur confermando che i casi gravi e critici sono in numero molto minore (5,9%) rispetto a quelli registrati tra i pazienti adulti (18,5%), suggeriscono maggior prudenza e attenzione.


dallarticolo: https://www.adnkronos.com/salute/medicina/2020/04/27/alert-medici-grave-sindrome-infiammatoria-bimbi-legata-covid_PNhkV4mSmJa0110krvdx7J.html

: ".....Non solo febbre, polmonite e difficoltà respiratoria. Nel Regno Unito sembrerebbe emergere una grave sindrome correlata al coronavirus nei bambini. A darne notizia è la rivista specializzata 'Health Service Journal', che ha visionato l'allarme urgente inviato ai medici di medicina generale. Nelle "ultime 3 settimane - riferisce l'alart - c'è stato un evidente aumento del numero di bambini di tutte le età che presentano uno stato infiammatorio multisistemico che richiede cure intensive in tutta Londra e anche in altre regioni del Regno Unito".
Inoltre "vi è una crescente preoccupazione - aggiunge l'alert - che una sindrome infiammatoria correlata" a Covid-19 "stia emergendo nei bambini nel Regno Unito, o che possa esserci un altro patogeno infettivo, non ancora identificato, associato a questi casi". Finora non si sa molto di questo problema, né di quanto sia stato diffuso, ma "si ritiene - riferisce Hsj - che il numero assoluto di bambini colpiti sia molto piccolo, secondo fonti pediatriche". La sindrome "ha le caratteristiche di Covid-19 grave, ma per il resto ci sono stati relativamente pochi casi di effetti gravi o decessi per coronavirus nei bambini. Alcuni dei bambini sono risultati positivi per Covid-19, e alcuni sembrano aver avuto il virus in passato, ma altri no", ​" I casi "hanno in comune caratteristiche sovrapposte di sindrome da shock tossico e malattia atipica di Kawasaki con parametri ematici coerenti con grave Covid-19 nei bambini​"


sabato 21 marzo 2020

COVID-19 Consigli per i genitori e tutela dei sanitari

Covid-19: Filmato con ringraziamenti per gli Auguri di Compleanno e CONSIGLI PER GENITORI (anche separati) e nonni. Inoltre come difendersi e Lavaggio mani, mascherine, distanza sociale



Tipi di mascherine e mascherine fai da te. Difendiamo i sanitari e le persone a contatto con la gente.
Per i sanitari indispensabile DPI e corsi per sequenze di vestizione
Leggete l'invito internazionale di tutelare i sanitari:
Editoriale appena uscito sul Lancet: 
DA INVIARE A TUTTI GLI ORDINI E COLLEGI PROFESSIONALI E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E AI GOVERNI:
Tradotto qui:
In tutto il mondo, mentre milioni di persone rimangono a casa per ridurre al minimo la trasmissione della sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2, gli operatori sanitari si preparano a fare l'esatto contrario. Si recheranno in cliniche e ospedali, mettendosi ad alto rischio da COVID-2019
I dati della Commissione sanitaria nazionale cinese mostrano che più di 3300 operatori sanitari sono stati infettati all'inizio di marzo e, secondo i media locali, alla fine di febbraio ne erano morti almeno 22
In Italia, il 20% degli operatori sanitari intervistati è stato contagiato e alcuni sono morti. 
I rapporti del personale medico descrivono l'esaurimento fisico e mentale, il tormento di difficili decisioni di triage e il dolore per la perdita di pazienti e colleghi, il tutto in aggiunta al rischio di infezione.
Con l'accelerazione della pandemia, l'accesso ai dispositivi di protezione individuale (DPI) per gli operatori sanitari è una preoccupazione fondamentale. Il personale medico ha la priorità in molti paesi, ma la carenza di DPI è stata descritta nelle strutture più colpite. 
Alcuni operatori sanitari sono in attesa di attrezzature mentre stanno già visitando i pazienti che potrebbero essere infetti o sono forniti di attrezzature che potrebbero non soddisfare i requisiti. Oltre alle preoccupazioni per la loro sicurezza personale, gli operatori sanitari sono ansiosi di trasmettere l'infezione alle loro famiglie. Gli operatori sanitari che si occupano di genitori anziani o di bambini piccoli saranno drasticamente colpiti dalla chiusura delle scuole, dalle politiche di allontanamento sociale e dall'interruzione della disponibilità di cibo e di altri generi di prima necessità.
I sistemi sanitari a livello globale potrebbero funzionare a più della capacità massima per molti mesi. Ma gli operatori sanitari, a differenza dei ventilatori o dei reparti, non possono essere fabbricati con urgenza o funzionare al 100% per lunghi periodi. 
È fondamentale che i governi vedano i lavoratori non solo come pedine da utilizzare, ma come individui umani. Nella risposta globale, la sicurezza degli operatori sanitari deve essere garantita. Un'adeguata fornitura di DPI è solo il primo passo; devono essere prese in considerazione altre misure pratiche, tra cui l'annullamento di eventi non essenziali per dare priorità alle risorse, la fornitura di cibo, riposo e sostegno alle famiglie e il sostegno psicologico. Attualmente, gli operatori sanitari sono la risorsa più preziosa di ogni paese.

AGGIUNGO CHE CON LE ATTUALI LINEE GUIDA I SANITARI SONO A RISCHIO E METTONO A RISCHIO I PAZIENTI: UN ESEMPIO DI QUESTI GIORNI:
Famiglia con 2 sanitari e 2 genitori.
un genitore, venuto a contatto con positivo per Sars-CoV-2 (attualmente intubato) sviluppa sintomatologia.
Il 112 indica: non si fa tampone al malato perchè va considerato Covid-19 nè al coniuge Evanno messi in quarantena. Gli altri 2 essendo sanitari possono andare a lavorare con la mascherina  :-(
Speriamo che il virus muti e abbia pena di noi
Alberto Ferrando


domenica 15 marzo 2020

MASCHERINE "FAI DA TE" CON CARTA DA FORNO

MASCHERINE "FAI DA TE" CON CARTA DA FORNO
Siccome i dispositivi di protezione individuali (mascherine) mancano tuttora ripropongo il video su come fare a casa la mascherina con carta da forno.
LA COSA PIU' IMPORTANTE ORA E' QUELLA DI NON USCIRE DA CASA SE NON PER SITUAZIONI DI ESTREMA NECESSITA'
SE SI ESCE MANTENERE UNA DISTANZA DI SICUREZZA DI ALMENO 1 METRO
LA MASCHERINA??? Leggete qui sotto
Qui sotto alcune spiegazioni che consiglio di leggere prima di fare obiezioni teoriche e basate su pareri che girano su "Google Hospital".

Come fare una mascherina protettiva "fai da te" con carta da forno e due elastici:
RAZIONALE.
SISTEMA CASALINGO che ha anche lo scopo di fornire uno strumento, per i genitori, educativo per spiegare ai bambini le norme igieniche e come proteggersi tenendo conto che la protezione principale non è rappresentata dalle mascherine ma da: - lavaggio accurato delle mani - evitare di toccare il volto (naso, bocca e occhi) con le mani - mantenere la distanza di almeno 1 destro da altre persone Ricordo che le mascherine si dividono in mascherine chirurgiche, FFP1, FFP2, FFP3 e sono, allo stato attuale (marzo 2020) introvabili. Assicurano una protezione di: mascherina chirurgica e FFP1: 70-80% FFP2: da 80 a 92% FFP3: 98% Le FFP1 (e le mascherine chirurgiche) sono indicate per evitare di contagiare gli altri e assicurano una protezione parziale dagli altri (del 70-80% che è sempre meglio di niente) Le altre assicurano maggior protezione ma, attenzione, se dotate di valvola permettono il passaggio di aria, e germi, da chi le indossa all'esterno La mascherina illustrata con carta "da forno" come quelle con altri tessuto come il TNT (tessuto non tessuto) non hanno omologazione CE (ovviamente essendo casalinghe) e non sono disponibili, allo stato attuale, dati sulla loro efficacia ma..."il meglio è nemico del bene" per cui in assenza di altri dispositivi di protezione possono affiancare le misure sopraesposte (lavaggio mani, non toccare il volto e distanza di sicurezza). GIRANO VARI VIDEO PRO E CONTRO QUESTE MASCHERINE. QUI ALCUNE PRECISAZIONI: OBIEZIONE L'ARIA PASSA DI LATO E DI SOPRA E DI SOTTO 1- sappiamo benissimo che la respirazione avviene con aria entrante di lato e sopra e sotto, esattamente come le mascherine chirurgiche che non vengono criticate; OBIEZIONE: L'ARIA NON PASSA 2- non e’ vero che l’aria non passa. Prova a soffiare davanti ad uno specchio attraverso la carta a forno e vedrai appannarsi lo specchio. Certo non tanta quanto respirando liberamente, ma esattamente come avviene con la mascherina chirurgica che comunque e’ fastidiosa ma indispensabile. Certo se la stringo forte sulla bocca sembra di soffocare, esattamente come con la mascherina chirurgica. Infatti, anche volendo, le mascherine chirurgiche come le carta da forno, non riescono ad aderire di lato e intorno al naso e questo allevia il fastidio; SE L'ARIA PASSA PUO' PASSARE IL VIRUS 3- sembra Alcuni estensori di video ignorino il fatto che il corona virus NON si propaga per aerosol che galleggia nell’aria, ma solo (per quanto sappiamo ad ora) per via diretta tramite le goccioline di flugge entro 1-2 metri. Pertanto la barriera frontale e’ perfettamente sufficiente anche aperta ai lati. LA MASCHERINA SERVE SOLO AI MALATI 4- sappiamo benissimo che la mascherina e’ utile ai malati per non infettare ma, poiche’ non sappiamo piu’ con sicurezza chi sono i malati e chi paucisintomatico ma altrettanto infettivo, e’ bene considerarsi tutti malati e potenziali untori. A VO' OVE HANNO FATTO IL TAMPONE A TUTTI BEN IL 3% DI ASINTOMATICI ERA POSITIVO AL TAMPONE PER IL CORONAVIRUS. La mascherina fai da te serve alla popolazione abbandonata a se stessa, quella a cui non si fa il tampone perche' non c’e' per tutti ma si dice mettiti in isolamento volontario e arrangiati. Tra questa popolazione non sappiamo quanti untori possono esserci e sono sprattutto questi untori silenti nascosti (teoricamente tutti noi) che dovrebbero usare mascherina per non propagare virus. NON SERVE A PROTEGGERSI Vero, servono le FFP3 che proteggono al 98% ma quando si sta vicini può dare una protezione a chi alita a 30 cm da noi. Impedisce di toccarsi il volto (atto abituale che si fa automaticamente e che di cui non si perde l'abitudine In pochi giorni Quindi serve anche a chi la indossa ma soprattutto a chi ci circonda, e poiche’ siamo tutti potenziali untori, lo ritengo gesto di rispetto utilizzarla tutti. DA' UN SENSO DI SICUREZZA PER CUI CHI LA INDOSSA SI SENTE SICURO E SI METTE A RISCHIO 6- ridicola la scusa poi che , se metto la mascherina fai da te rischio sentirmi sicuro e no rispettare le altre regole. EquIvale a dire non usate le cinture di sicurezza altrimenti vi sentite sicuri e non usate prudenza 7- ma soprattutto sono tutte considerazioni identiche per le mascherine chirurgiche, ma queste non vengono criticate anzi. Quello che dispiace e’ il continuare a sentire consigli impossibili (utlizzate mascherine e gel introvabili) ma che ritengono cosi di scaricare la responsabulita’ di chi dovrebbe proteggere la popolazione, ovvero “io l’ho scritto, poi se non seguono le linee guida non e’ colpa mia anche se ho scritto LG impossibili, non sta a me procurare mascherine a tutti” Dovremmo tutti dare una mano alla popolazione anziche’ criticare senza proporre alternative. (TRATTO dall'amico pediatra di Cagliari F. Maxia) Blog www.ferrandoalberto.blogspot.it


Dott. Alberto Ferrando
Pediatra
__________________________

Prof. a contratto in Pediatria del territorio
Cellulare 3388687583
Presidente Ass. pediatri Liguri (APEL)

sabato 14 marzo 2020

HO PAURA!!!!! COME Gestire la comunicazione coi bambini e le loro eventuali paure emergenti

HO PAURA!!!!! COME Gestire la comunicazione coi bambini e le loro eventuali paure emergenti:

PRIMA DI TUTTO dobbiamo ricordare che la paura è un’emozione “normale” che ci prepara a reagire e di cui non ci dobbiamo vergognare.
Non va negata o nascosta ma dobbiamo essere consapevoli della sua esistenza mettendo in campo delle strategie per contenere emozioni eccessive che possono trasmettersi e contagiare chi ci sta vicini e soprattutto i bambini. 
Dobbiamo cercare  di nonallarmarci e soprattutto di drammatizzare la situazione. Infatti, ‘se anche il genitore è agitato, dentro al bambino crolla ciò che lo sostiene e, a questo punto, si sente in preda a una realtà terribilmente minacciosa. Se il mondo esterno atterrisce anche i suoi genitori significa che ciò che sta succedendo è veramente terrificante’ (Scalari/Berto).  Il bambino ha bisogno di sentire che i suoi adulti di riferimento sono più forti delle sue paure e che lui quindi può contare su qualcuno che sa mantenere il controllo della situazione.”

Che fare quindi?
-       Noi adulti dobbiamo gestire le nostre emozioni in modo equilibrato, per evitare di generare forti insicurezze nei figli e creare o alimentare paure eccessive e ansie. 
-       Noi adulti dobbiamo proteggere i bambini, in particolare 0-6 anni, dai media ed evitare di spiegare troppo nel dettaglio e con ricchezza di particolari la situazione: nel caso, è sufficiente dire che sta circolando l’influenza, rassicurandoli sul fatto che i dottori se ne stanno occupando. 
-       Noi adulti  dobbiamo sapere che i bambini, in questa fascia di età, non hanno ancora sufficiente maturità emotiva per fronteggiare quanto sta accadendo, né capacità di comprendere le informazioni che ricevono dai media e dall’ambiente circostante. 
-       Noi adulti dobbiamo filtrare le notizie e limitare al massimo l’esposizione dei bambini ai telegiornali e talk show e comunicati stampa ed alle altre fonti di informazione, meglio ancora evitarle loro del tutto. 
Per quanto riguarda la gestione di eventuali paure dei vostri bambini chiedete aiuto al vostro pediatra: ogni bambini e famiglia è diverso e non esistono soluzioni standard valide per tutti!!!!
Per quanto riguarda le “vacanze forzate” legate alla quarantena trovate nel mio blog consigli, scritti e filmati ove fornisco qualche consiglio (www.ferrandoalberto.blogspot.it)
-       Quarantena cosa fare a casa con i bambini? https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/03/quarantena-cosa-fare-casa-con-i-bambini.html
-       Mascherine protettive: giochiamo a farle?: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/03/mascherine-protettive-quali-tipi-come.html
-       Lettera ai nostri figli sul Coronavirus: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/03/lettera-ai-nostri-figlio-covid19.html
-       Coronavirus: risposte alle domande dei genitori: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/03/coronavirus-risposte-alle-domande-dei.html 
I consigli più importanti sono:
-       mantenere le routine e le ritualità abituali, in modo da creare per loro un senso di prevedibilità e sicurezza, ancora di più in questo momento. Orari di sveglia e di andare a letto, pasti ecc: guardate il filmato qui: https://dilei.it/salute/video/coronavirus-sars2-cov-2019-i-consigli-del-pediatra-per-la-vita-in-casa-coi-bimbi/695075/
-       limitare il tempo dedicato agli schermi a maggior ragione ora, viste le notizie che i media veicolano!
-       Mantenere contatti con le attività del Nido/della Scuola, facendo un nido e attività che il bambino faceva in comunità anche a casa
-       prevedere nella giornata momenti distesi di letture condivise (nati er leggere), di musica oltre che di gioco libero 
-       Attività domestiche: farci dare una mano in cucina o coi mestieri,  e quant’altro possa sia rinforzare la relazione che coinvolgere in modo piacevole e rassicurare i piccoli;
  
Chiudo con le Alberto Pellai che immagina qui di rivolgersi direttamente ad un bambino: 
“L’uomo, nel corso della storia ha saputo fare cose straordinarie. Ha imparato a vincere malattie ben più terribili, ha inventato missili che possono portarci sulla luna, ha scoperto come trasformare la luce del sole in energia che fa accendere la luce di notte nelle nostre case, quando fuori c’è il buio. La paura ci fa vedere tutto buio e cupo. Ma tu non perderti nel buio. Affidati al lavoro di milioni di persone che oggi stanno lavorando e combattendo per vincere la battaglia contro il coronavirus. Impara a immaginarle tutte insieme. Un esercito infinito di milioni di uomini e donne – medici, ricercatori, scienziati, infermieri, forze dell’ordine – contro un invisibile microscopico virus. Ce la faremo, vedrai, ce la faremo.”





venerdì 13 marzo 2020

QUARANTENA: COSA FARE A CASA CON I BAMBINI? FILMATO E SCRITTO

QUARANTENA: COSA FARE A CASA CON I BAMBINI?. FILMATO E SCRITTO



Consigli scritti a questo link e qui sotto:
https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/03/coronavirus-e-bambini-casa-una.htmlCoronavirus e bambini a casa: una opportunità per stare insieme?

Con l’arrivo del nuovo virus (Sars- CoV-2) la nostra vita è cambiata e i comportamenti che abbiamo dovuto adottare avranno per noi pesanti ripercussioni anche in futuro.
La chiusura di asili e scuole ha stravolto la quotidianità dei genitori e dei figli e ha comportato disagi, anche notevoli per coloro che non hanno potuto avvalersi di un aiuto da parte dei nonni.
Nell’attesa di interventi urgenti da parte del Governo (pensiamo ai precari, a chi lavora con partita IVA ovvero ha una attività commerciale, un’impresa o è un libero professionista) la famiglia si trova nella situazione di dover contare sulle proprie forze ad affrontare questa nuova emergenza.
Le scuole sono chiuse fino al 3 aprile (almeno) e quella che inizialmente poteva sembrare agli occhi di bambini e ragazzi una breve vacanza, inizia a diventare un periodo di tempo più prolungato che deve essere  affrontato al meglio, affinché possa essere superato nel migliore dei modi. 
Tenuto conto della difficile situazione in cui tutti noi ci troviamo, cerchiamo di rendere questa nuova quotidianità una occasione di crescita, per i vostri figli, ma anche per voi e che i vostri figli ricorderanno. 
A voi genitori e nonni consiglio di dare spazio alla vostra fantasia e alimentate quella dei vostri figli: rispolverate vecchi giochi che facevate da piccoli, tirate fuori vecchi filmini e album fotografici: prendetevi questo tempo per ricordare insieme momenti trascorsi insieme, fate progetti per il futuro. 
Ma soprattutto parlate con toni moderati e cercando di non trasmettere l’ansia che, inevitabilmente ognuno di noi ha, manifesta o latente, di fronte a questa situazione nuova ed unica nella sua drammaticità. Chiedete al vostro pediatra come comunicare anche in base alle caratteristiche di vostro figlio o figli. Possono essere utili anche storie come questa (scaricabile gratuitamente): https://kidpass.it/wp-content/uploads/2020/03/Fiaba-Coronavirus-bambini_lo-scienziato-volante_ita.pdf

Consigli su come comunicare qui sotto *
Spiegate loro la necessità  di stare a casa e l’importanza delle norme igieniche, soprattutto il lavaggio delle mani e come sia fondamentale sternutire e tossire nell’incavo del braccio.
Cercate di evitare trasmissioni televisive che, spesso, van ben oltre l’informazione e accentuano le notizie drammatizzandole: i bambini, ma anche gli adulti, percepiscono di più come vengono dette le cose della notizia in se stessa. Ricordate che le “parole fanno più male delle botte”.
I ragazzi più grandi se vedono gli adulti di riferimento smarriti entrano anche loro in uno stato di allerta e di ansia.

COME PASSARE IL TEMPO
-       Create una routine quotidiana: ci si alza, ci si lava e ci si veste come nelle giornate normali e anche i tempi dell’alimentazione e del sonno debbono essere gli stessi.
-       Creare delle routine aiuta a tenere impegnato il cervello e richiede energie fisiche, psichiche ed emotive sia per gli adulti sia per i bambini, che aiutano a contrastare le ansie dovute all’emergenza.
-       Potete creare una piccola scuola a casa, se la scuola non avesse organizzato nulla, per consentire di studiare e soprattutto impegnare la mente dei vostri bambini.
-       Potete creare una routine di orario precisando il tempo per lo studio, il gioco, il cibo, il computer o la TV (poche ore).
-       Dedicate almeno 1 ora al giorno alla lettura ad alta voce (vedi “Nati per leggere”) di libri ai bambini di età inferiore ai 6 anni e di lettura per i bambini più grandi.
-       Altro tempo riservatelo alla musica: da ascoltare o cantate voi con i bambini.
-       Almeno 1 ora al dì di attività fisica: ginnastica, esercizi di rilassamento e di agilità, yoga, danza, ecc.
-       Definite anche le zone: il letto serve per dormire e non per giocare o studiare: si studia seduti, la ginnastica, ad esempio in sala o nel corridoio, la lettura in salotto..
-       Dedicate tempo all’igiene personale rafforzando le norme del lavaggio delle mani, anche a casa frequente, della pulizia dei denti, del bagnetto quotidiano.
-       Se lavorate da casa (smart working) stabilite orari in cui il bambino si può dedicare ad altre attività senza sollecitare la vostra presenza.
-       Alla sera iniziate 1 ora prima del momento del sonno a ridurre gli stimoli di attività, luce e rumore. Alla sera si può guardare insieme un film adatto al bambino o leggere.
Quindi organizzazione, informazione e programmazione per cercare di trasformare quanto sta avvenendo in una opportunità, di educazione, di gioia di stare insieme e anche a sviluppare il nostro (dei bambini e nostro personale) senso civico.

*COME COMUNICARE CON I BAMBINI?
In questi giorni in cui il tema del Coronavirus è al centro delle cronache, riprese dai media e dai social media, i bambini e i ragazzi rischiano di essere sovraesposti alle informazioni, non sempre corrette, che possono diventare per loro fonte di grandi stress.  
Il linguaggio utilizzato spesso non è adatto alla loro età e questo potrebbe indurre nei bambini paure e preoccupazione per la loro sicurezza. 

CORONAVIRUS: 10 SUGGERIMENTI PER PROTEGGERE I BAMBINI
ASCOLTARE  
L’ascolto dei bambini è il primo passo per comprendere quale sia il loro stato emotivo, supportare emotivamente e psicologicamente i bambini e ragazzi vuol dire prima di tutto stargli vicino accogliendo le loro preoccupazioni e le loro paure. 
DIRE LA VERITA’
Dire la verità nel modo più semplice è sempre la cosa migliore da fare. Dare le informazioni con un linguaggio semplice e adatto alla loro età è il modo migliore per tranquillizzarli e facilitare la comprensione di ciò che sta accadendo intorno a loro. 
NO A MEDIA (TV E RADIO) E A SOCIAL MEDIA 
Evitare di far trascorrere troppo tempo davanti ai media e ai social media, per non amplificare la confusione rispetto a ciò che vedono e ascoltano. È reale spesso la drammatizzazione dei fatti e toni agitati che creano ansia.
ESSERE DA ESEMPIO 
I primi a dover seguire i comportamenti corretti devono essere gli adulti: è fondamentale essere attenti ad esprimere le proprie emozioni negative di fronte ai bambini e ragazzi, che potrebbero essere influenzati dagli adulti che li circondano.  È inoltre fondamentale che siano proprio gli adulti a seguire con scrupolo le regole e i comportamenti indicati dalle istituzioni competenti, coinvolgendo i bambini a fare altrettanto a partire dalle norme igieniche.
MANTENERE LA QUOTIDIANITÀ 
Non cambiare i propri comportamenti e le proprie abitudini (si va aletto come prima) se non richiesto dalle autorità competenti. Questo  è importante per non creare ulteriori fonti di ansia e stress. 
NON AVERE ATTEGGIAMENTI DISCRIMINANTI




Ho preparato una “giornata tipo” che può essere adottata o adattata a seconda delle necessità del bambino e della famiglia.
Non lasciate che la giornata dei vostri figli trascorra senza regole precise e impegni da rispettare. Tenete presente che i bambini hanno bisogno di "routine" che potrebbero avere un effetto positivo anche per noi adulti.

ore 7,30 sveglia
0re 7,35 colazione (i bambini di età superiore ai 4 anni possono collaborare alla preparazione)
Ore 8: igiene personale: 2 minuti per lavaggio denti + bidet o doccia/bagno e vestizione
Ore 8,30: 15 minuti di ginnastica corpo libero: Flessioni, piegamenti ecc. + 15 minuti per aiutare a riordinare la cucina, la cameretta.
Ore 9: Fare lezioni da soli o con un genitore in base all'età o attivare il collegamento con la scuola (in questo caso i tempi li dà la scuola da remoto)
ore 10,30 - 11 (in base all'età): merenda con un frutto e 15 minuti di attività fisica a piacimento.
ore  11-12,30 ripresa delle lezioni
ore 12,30 dare il proprio contributo a mamma o papà a preparare tavola cercano anche di partecipare alla preparazione dl pranzo. 
ore 13,30 Pausa con lettura o ascolto musica o dopo i 3-4 anni 30 minuti di TV adatta all'età del bambino.
ore 14-15 Gioco (da solo o gioco di compagnia) 
ore 15-16 lezioni
ore 16-17 Attività fisica a corpo libero o gioco in base alle caratteristiche della casa (ad es. se ha un giardino anche gioco all'aperto)
ore 17-18,30 Lettura o musica o danza o anche niente (tempo della noia che fa bene e aiuta a crescere)
ore 18,30 -19 Tempo libero da dedicare a quello che piace al bambino (giochi didattici)
ore 19 - 20 aiutare a preparare la tavola,  la cena e cenare insieme 
ore 20 -20,30: spazio in famiglia, anche TV SENZA TG o Talk show di qualsiasi tipo
ore 20,30 21: lettura ad alta voce (nati per leggere) fino a 6 anni o da soli dopo i 6 anni
Inoltre dopo i 7-8 anni far tenere un diario poichè scrivere  consente ai bambini di elaborare i propri pensieri e li aiuta ad sprimere i propri sentimenti.  
Per la scelta dei libri fino a 6 anni consultare "Nati per leggere"
per la Musica "Nati per la musica"
Dopo i 6 anni chiedere letture alle maestre

Qualche suggerimento di giochi (tratto da "Save the Children")
GIOCHI LINGUISTICI E COMUNICATIVI:
1) Lancia il dado e inventa la tua storia: ci sono dadi con alcune immagini e simboli inerenti al mondo delle fiabe (si possono anche costruire insieme). Una volta lanciati, scegliete a turno tre immagini inventando una storia che le contenga. Puoi scegliere di scriverla, registrarla con un video o una nota vocale e condividerla con gli amici. 
2) Condividi una storia e costruisci i personaggi: scegli un racconto popolato di animali (puoi riprendere un libro che hai a casa o cercare tra le numerose risorse on-line), leggilo insieme al tuo bambino, alternando la voce narrante. Scegliete dalla storia gli animali preferiti e realizzateli con gli origami, bastano fogli colorati e video tutorial su YouTube. Si eserciterà così la lettura ma anche la precisione, l’attenzione, l’eseguire un compito con cura.

3) Pesca la tua carta e prova a farla indovinare: in questo caso si possono utilizzare carte illustrate, oppure sono sufficienti alcune immagini reperibili dai libri scolastici o dalle riviste. A turno ognuno pesca un’immagine con il compito di descriverla agli altri, che dovranno indovinarla. Vuoi rendere il gioco più complesso? Proponi di utilizzare la lingua straniera che tuo figlio studia a scuola!

4) Crea il tuo fumetto: il Coronavirus ci costringe a casa, raccontiamolo come fosse un fumetto. Ecco una proposta di incipit, poi spazio alla fantasia: “Sono arrivato da lontano. Se ti lavi spesso le mani non ci incontreremo, starnuti e febbre sono i miei compagni di viaggio e adesso sono anche in Italia ma tutti i medici si sono accorti di me … che fine farò?”. Suggeriamo di realizzare insieme il fumetto, cogliendo l’occasione per ascoltare il punto di vista del bambino, fornire informazioni chiare e rassicurare sulle misure di protezione adottate.

GIOCHI MATEMATICI E SCIENTIFICI:
1) Cucinando s’impara: il momento della preparazione dei pasti è sempre un momento affascinante per i bambini, in questo caso la matematica ci può aiutare. Tra piccole equivalenze e attenzione alle diverse quantità degli ingredienti possiamo allenare la loro abilità di calcolo, in modo divertente.

2) Dipingere naturale: perché non provare a dipingere con estratti naturali? Per il rosso si possono usare le barbabietole, per il giallo la curcuma, per il verde gli spinaci. Oppure si possono utilizzare verdure di forme differenti (carota, broccolo, lattuga …) e usarle come stampini. Per evitare gli sprechi, suggeriamo di utilizzare gli scarti prodotti dalla pulizia delle verdure. 

3) Tra rombi e colla, costruiamo un aquilone: la geometria riguarda tanti aspetti della nostra vita; nella costruzione di un aquilone ecco che diventa importante calcolare area e perimetro così da sapere come realizzarlo. Qui necessitiamo di carta velina, stuzzicadenti lunghi, colla e spago. Inizieremo costruendo un rombo insieme alle sue diagonali che incolleremo insieme, successivamente attaccheremo la carta velina e lo spago, ma per farlo attenzione alle misure!
4) Fazzoletto e tabelline: dopo tante ore in casa è piacevole uscire un po’ all’aria aperta. Perché non sfruttare il gioco della “bandiera o del fazzoletto” in cui i numeri vengono chiamati tramite la risoluzione di semplici tabelline? Si allena oltre al corpo anche la mente!

Bambini e lutto Cosa dire, cosa evitare e quando chiedere aiuto

Bambini e lutto Cosa dire, cosa evitare e quando chiedere aiuto Guida per genitori, nonni e insegnanti — revisione agosto 2026 Quando un bam...