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martedì 31 marzo 2020

GENITORI E PETIZIONE SU "UN'ORA DI ARIA"

Cari genitori
PRIMO VIDEO DELLA SIMULAZIONE DI UNA PRIMA VISITA DI UN NEONATO DAL PEDIATRA
Oggi su un quotidiano è uscito un articolo ove si dice che i pediatri sarebbero d'accordo su  una petizione finalizzata a far uscire i bambini da casa: NON E' COSì!!!!
(lettera lunga con testimonianze di genitori)
Genitori, almeno alcuni, rendetevi conto di quello che sta succedendo: SIAMO IN EMERGENZA:
Leggete questa toccante testimonianza di un grande pediatra, Mario Fiscella, che ha vissuto la 2 Guerra Mondiale"
"Nell'ultima guerra mondiale ero un bambino e, vi assicuro, che le cose, sotto certi aspetti, andavano meglio di quanto sta avvenendo oggi. Allora, almeno all'inizio, le sirene avvertivano che stavano arrivando i bombardamenti e si scappava tutti insieme nei rifugi, ma quando i bombardamenti su Genova iniziarono ad essere ravvicinati e, spesso, imprevisti allora i nostri genitori osservarono con noi e con la maggior parte della popolazione, un lungo periodo di clausura nei rifugi dove, per mesi, abbiamo dormito e mangiato quel poco (a volte niente) che si trovava senza lamentarci. Non chiedevamo certo di poter uscire! Anzi ce ne guardavamo proprio perché fuori cadevano bombe ed era visibile immediatamente il danno da esse provocato. Oggi, purtroppo, la situazione ci pone di fronte ad un nemico invisibile, inesorabile e dotato di armi contro le quali non abbiamo assolutamente mezzi per contrastarlo. L'unica strategia è quella di rifugiarci nelle nostre case ed aspettare, anzi sperare, che i bombardamenti finiscano. Purtroppo  non esiste la percezione immediata del danno provocato da queste bombe. Questi genitori che chiedono la liberazione dei loro figli non sanno che appena li avranno portati fuori casa potrebbero trovare il nemico che, con aerei invisibili, sempre per ricordare il clima di guerra in cui ho vissuto, li accoglierebbe con raffiche di mitragliere. Allora, con saggezza, devono approfittare di questo momento per dare più senso alla famiglia ed educare i figli alla pazienza ed alle regole dettate dalla convivenza civile".
RICORDO CHE
- La situazione è grave e durerà ancora per...nessuno lo sa ancora
- la ripresa alle attività quotidiane sarà graduale e a livello nazionale si sta lavorando per operare al meglio insieme a professionisti e Associazioni
- E' necessaria responsabilità da parte di tutti e non solo da parte di chi governa ma anche , e soprattutto, di ogni singolo cittadino
- Attualmente l'aspetto sulla prevenzione della malattia prevale su altri, pur importanti, aspetti quali quelli psicologici e di disagio. Basta guardare il numero dei morti a livello mondiale e nazionale
- I bambini si possono ammalare, seppur raramente con forme gravi, e possono essere vettori di virus
- Far uscire un bambino vuol dire mettere in contatto adulti tra di loro e aumentare lempossibilitòà di contagio.
- Dobbiamo, in prima istanza, trovare soluzioni per bambini, e famiglie, con "bisogni speciali" che risentono di più delle misure di isolamento domestico  * (trovate indicazioni qui sotto)..
Detto questo cerchiamo di avere ancora un pò di pazienza e vi lascio alla lettura di queste mail di mamme:


Sono i genitori che nn riescono a stare a casa e a riconoscersi nel loro ruolo......hanno riempito la vita dei loro figli senza farne parte,e invece di approfittare di questo periodo per goderseli si lamentano.....

Mara  Sarò una mosca bianca, sarò strana, non lo so... ma noi ce la stiamo cavando bene e forse neanche io avrei pensato di stare bene, Alice ha 4 anni e mezzo, in casa ne facciamo di cotte e di crude, lei sa cosa sta accadendo ma è serena, videochiama i nonni e chi desidera vedere ma davvero in serenità. Io ad oggi avrei paura a portarla fuori... sia x me sia x lei. C.è già mio marito che deve uscire per il lavoro. Coraggio a tutti... piu teniamo duro e piu avremo soddisfazioni dopo


 I primi giorni forse sono stati i più duri. Ora è routine anche lo stare a casa. di mattina si sta a casa e nel pomeriggio usciamo..sul poggiolo! E si sta fuori a fare pasticci o anche solo a giocare e godersi il sole. Piacerebbe a tutti uscire, ma non si può! Quando si potrà lo faremo ma non ora


 Meglio giocare in casa che uscire tutti bardati e non poter toccare nulla. E poi il rischio è troppo alto. I bambini si possono far divertire anche in casa, con un po' di impegno


 Sarei io la prima felice di far uscire mia figlia(pur avendo uno spazio aperto in casa).Mi dà pensiero che non tutti possano rispettare le regole che verranno indicate( si veda quando all’inizio era stato detto di stare a casa!).Anche se non è semplice e i nostri bambini hanno bisogno di “un’ora d’aria “....cerchiamo di stringere i denti!!!Per tutti


 Non vogliamo decreti per far uscire i bambini finché tutto questo non sarà finito. Restiamo a casa e anche i bambini!!!


 A casa... lo so è difficile, ma i miei non escono da settimane e va bene così. Su questo argomento si sta discutendo molto, io stessa ho scritto sui miei social e sul mio blog cosa ne penso: bisogna stare a casa.. c’è chi ha sollevato il problema di quelle famiglie disagiate, dei bambini maltrattati, con problematiche varie.. e capisco quanto tutto questo sia difficile, ma è necessario.. per tutti. Sarebbe ingestibile concedere un’ora all’aria aperta.. abbiamo visto quanto buonsenso regni... e poi, c’è gente che ogni giorno rischia la vita per curare il prossimo, si allontana dai propri cari per paura di contagiarli a causa del lavoro che svolgono.. sarebbe vanificare anche tutto questo... per non parlare di chi ha perso la vita.. non siamo in campi di concentramento, la maggior parte di noi è a casa, con divano, tv, giochi..I miei bimbi devo dire, sono sereni, si godono la presenza di mamma e papà h24, le coccole, i giochi e perché no, qualche concessione in più e ritmi e orari più lenti. Stare a casa è necessario ora, per poi tornare a correre all’aria aperta il prima possibile... almeno io la penso così


 Mio figlio nn esce dal 23 febbraio (io ogni tanto a fare la spesa) ma è il bambino più felice del mondo, contento di stare a casa. Nn sta fermo un attimo e facciamo un sacco di cose..... Oggi ad esempio mi aiuterà a fare i ravioli🤣🤣🤣🤣

’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in una pagina web dedicata al Coronavirus 
http://disabilita.governo.it/it/notizie/nuovo-coronavirus-domande-frequenti-sulle-misure-per-le-persone-con-disabilita/  
afferma, in risposta alla domanda:
"Per la mia condizione di salute (fisica o psichica) o disabilità (cognitiva, intellettiva, relazionale) necessito di svolgere saltuariamente attività all’aria aperta (passeggiate, attività fisica), posso uscire di casa?"

quanto segue: "Solo se strettamente necessario e non è possibile fare diversamente, puoi uscire restando nei dintorni di casa, rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus (sono vietate le attività sportive di gruppo e gli assembramenti). La raccomandazione è comunque quella di rimanere a casa per evitare di contagiare sé stessi e gli altri. Anche in questo caso l'esigenza deve essere autocertificata."


domenica 15 aprile 2018

ESEMPIO VERO DI GESTIONE DI UNA POSSIBILE EMERGENZA, DI EDUCAZIONE CIVICA E MORALE: BRAVA MAESTRA

ESEMPIO VERO DI GESTIONE DI UNA POSSIBILE EMERGENZA, DI EDUCAZIONE CIVICA E MORALE: BRAVA MAESTRA:
Testimonianza da una mamma su Facebook che merita di essere diffusa. 
Bambino a rischio di convulsioni per "Anomalie epilettiformi interessanti" 
Cosa succede a scuola???  chiedono certificati avvisano 118, fanno assemblee......SNO...DURANTE I COLLOQUI  vedo questo foglio appeso alla parete e ne capisco l ENORME importanza! 
La maestra ha spiegato a tutti i compagni cos'è l epilessia...e cosa si può fare per aiutare e soccorrere in caso di un attacco. 
Come potete leggere ci sono le istruzioni per tutto: l'insegnante soccorre il bambino....i compagni ( i nomi poi girano fra tutti nei vari mesi) hanno volontariamente un incarico di aiuto. 
ALTRO CHE LA SOLITA DELEGA: Chi prende il farmaco..chi avverte i bidelli...chi prende dall' armadietto il cuscino...ecc. Preparandosi così ad essere utili e a reagire in caso di necessità. 
La maestra ha compiuto un gesto di estrema importanza perché ha reso i bambini  partecipi e preparati per una cosa importantissima:. AIUTARE.
Questo è un grande insegnamento di solidarietà. Questi bambini un giorno per strada si fermeranno ad aiutare chi ha bisogno e non si volteranno dall' altra parte!!! 
I bambini in classe non vedono l'ora di avere il nome scritto lì sopra. 
Noi famigliari insegnamo a casa certi valori e principi ma poi è di fondamentale importanza che anche la società segua un certo percorso . 
Questo foglio  è la VITA... è AMORE per il prossimo... è ALTRUISMO. 
Quando una maestra può fare un enorme differenza. Mio figlio sta vivendo tranquillo non solo per noi a casa che cerchiamo di fare un cammino amorevole ma anche perché ha risposte così meravigliose dall' esterno ma che è sempre un ambiente dove vive. Grazie è poco maestra Elena C.....ni che non sei più su fb ma il merito lo devi avere comunque. Tutto di tua spontanea volontà lhai fatto ...per fortuna che l'ho scoperto perché voglio pubblicizzarlo così magari altre scuole seguono il tuo esempio.  (SPERO ANCHE IO)
Quando manchiamo da scuola e siamo in ospedale...la maestra ci manda un vocale con le voci di lei e di tutti i compagni che ci salutano e rincuorano.

venerdì 7 agosto 2015

Quando portare i bimbi al pronto soccorso e come comportarsi in caso di emergenza?

Quando portare i bimbi al pronto soccorso e come comportarsi in caso di emergenza?
 Gli accessi pediatrici nei pronto soccorso italiani sono tanti: più di 5 milioni l'anno e in costante crescita negli ultimi trent'anni. La questione più allarmante è che solo una minima parte degli accessi pediatrici è appropriata, ossia necessita veramente dell'intervento degli operatori sanitari di un pronto soccorso.
I codici gialli e rossi, quelli dell'urgenza-emergenza, rappresentano il 10  %mentre il grosso degli interventi è rappresentato dai codici verdi e bianchi (nessuna urgenza e potrebbero essere trattati sul territorio)
Il Pronto Soccorso non è un ambulatorio pediatrico, non sostituisce il pediatra di famiglia, che bisogna consultare sempre, non è un ambulatorio polispecialistico, non è la struttura dove curare malattie croniche e nemmeno il luogo dove ottenere certificazioni e ricette.

Le cause più frequente sono: Febbre, Vomito e diarrea, Male alle orecchie, Tosse, .Traumi
I codici gialli e rossi, quelli dell'urgenza-emergenza, rappresentano il 10  %mentre il grosso degli interventi è rappresentato dai codici verdi e bianchi (nessuna urgenza e potrebbero essere trattati sul territorio)
Il Pronto Soccorso non è un ambulatorio pediatrico, non sostituisce il pediatra di famiglia, che bisogna consultare sempre, non è un ambulatorio polispecialistico, non è la struttura dove curare malattie croniche e nemmeno il luogo dove ottenere certificazioni e ricette.

Ma quando andare al PS?
SEGNI E SEGNALI DA NON SOTTOVALUTARE
·      Si comporta in modo strano e appare sonnolento o meno vigile.
·      Non risponde alle vostre domande.
·      È privo di coscienza o non risponde agli stimoli.
·      Ha convulsioni (contrazioni ritmiche e perdita di coscienza).
·      Presenta difficoltà a respirare.
·      Colorito della pelle o delle labbra blu, porpora o grigio.
·      Rigidità al collo e macchie sul corpo associate a febbre e a dolore marcato o che aumenta nel tempo.
·      Tagli profondi che interessano la testa o il torace o l’addome, oppure tagli da cui esce sangue a spruzzi (taglio di arteria).
·      Un’ampia ustione o ustione che interessa il volto o le mani.
·      Perdita di coscienza, stato confusionale, mal di testa o vomito dopo un trauma cranico.

Emergenze dovute a incidenti
I più frequenti sono:
·      bicicletta o auto
·      caduta
·      ustioni o inalazione di fumo
·      soffocamento
·      annegamento
·      ferite da armi da fuoco
·      shock elettrico
·      intossicazione o avvelenamento. In questo caso telefonate subito, anche se il bambino non ha alcun disturbo, al Centro veleni anche nel dubbio che il bambino possa avere assunto un veleno o qualsiasi sostanza.

Telefonate al pediatra se avete dubbi e immediatamente al 118 (112) se pensate che la situazione sia grave.
Tutti i genitori devono essere educati e preparati a cosa fare ed essere in grado di praticare corrette manovre di rianimazione cardiopolmonare o disostruzione da corpo estraneo.

COSA FARE IN SITUAZIONI DI EMERGENZA
1.    Cercate di stare calmi e di ragionare.
2.    Chiamate aiuto (in casa, un vicino, dei passanti per la strada).
3.    Se avete fatto un corso di rianimazione cardiopolmonare iniziate a metterlo in atto se il bambino non respira e richiedete o utilizzate, se a disposizione, un defibrillatore semiautomatico.
4.    Se il bambino ha inalato un corpo estraneo chiedete aiuto e praticare immediatamente le manovre antisoffocamento.
5.    Fate telefonare o, se siete da soli, telefonare al 118 (112).
6.    Applicate una pressione continua nella sede del sanguinamento, se presente.
7.    Sistemate il bambino sul pavimento in posizione laterale di sicurezza o con la testa deviata sul lato se ha una convulsione. Non mettete niente in bocca.
8.    Non spostate il bambino traumatizzato a meno che non sia in una situazione di pericolo.
9.    Restate con il bambino finché non arrivano i soccorsi.
10. Portate qualsiasi medicinale o sostanze sospette che il bambino possa avere preso con te in ospedale.
11. Quando siete in ospedale comunicate il nome del vostro pediatra.



venerdì 30 agosto 2013

PRIMO SOCCORSO A SCUOLA: A SCUOLA DI PRONTO SOCCORSO


-  Progetto REgionale di Prevenzione a scuola CON MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO. PRESENTAZIONE IL 17 SETTEMBRE AL TEATRO DELLA GIOVENTU' A GENOVA.
Questo progetto prevede una collaborazione tra operatori sanitari per educare i ragazzi delle scuole al comportamento corretto da tenere nelle emergenze, all'uso corretto dei servizi dell'emergenza. Inizia adesso, a titolo gratuito da parte dei professionisti, e si potrebbe integrare con le manovre da saper fare in caso di emergenza (RCP e defibrillatore). 
- IL 2 OTTOBRE AL MATTINO DIMOSTRAZIONE PUBBLICA, IN OCCASIONE DI EVENTO UNICEF, IN VIA CESAREA DELLA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO. ALLE 17 ALLA SCUOLA FERMI LEZIONE SULLE MANOVRE ANTISOFFOCAMENTO ALLA SCUOLA FERMI


Progetto di Prevenzione a scuola CON MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO



sabato 23 febbraio 2013

038224444 CENTRO ANTIVELENI MARCATEVELO!!!!

Cari Genitori
Vi PREGO, per VOI di marcarVi bene questo numero di telefono : 038224444.
E' il numero di telefono del centro antiveleni di Pavia in funzione 24 ore al giorno e 365 giorni all'anno!!!! Oggi in poco tempo ho ricevuto tre telefonate di genitori di pargoletti che hanno buttato giù cose che non avrebbero dovuto. In alcuni casi Vi so rispondere in altri ho bisogno anche io di consultare testi o libri che magari non ho, al momento, a portata di mano.
Al numero citato, rispondono ed hanno un  servizio dedicato per fornire informazioni se ci si deve preoccupare o meno e se è il caso di andare al Pronto Soccorso.
Avevo già inviato un post con numerai di telefono utili: MARCATEVELI. NON SI SA MAI.
Li trovate qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/02/telefoni-per-emergenza-sanitaria-e.html
Alberto Ferrando

domenica 3 febbraio 2013

TELEFONI PER EMERGENZA SANITARIA E SOCIOSANITARIO: DA RICORDARE!!!! 118, centri antiveleno, maltrattamento

Cari Genitori

In questi giorni ho ricevuto purtroppo varie telefonate per situazioni di temuta emetgenza che, per fortuna, non hanno avuto conseguenze. Soprattutto ingestioni di sostanze di vario tipo.
Approfitto per ricordare che la prima emergenza A CUI DOVETE FARE FRONTE VOI è quella della inalazione nelle vie respiratorie di corpo estraneo che può determinare soffocamento.
Trovate le manovre sul sito www.apel-pediatri.org (incollate qui sotto)
Qui sotto Vi lascio i numeri per emergenze o per utilità in altre situazioni e soprattutto in caso di sospetto avvelenamento o intossicazione. IN ATTESA CHE VENGA ISTITUITO IL NUMERO UNICO PER LE EMERGENZE, 112, CHE A TUTTOGGI CORRISPONDE AL NUMERO DELL'ARMA DEI CARABINIERI
Ricordate quando telefonate di segnalare età del bambino, cosa è avvenuto, dove siete, indirizzo e telefono (è successo di gente che ha telefonato senza dare indirizzo o il tempo all'operatore di fare domande)  e rispondete, cercando mantenere la calma, all'operatore che dovrà valutare rapidamente il tipo di intervento che deve fornire:
EMERGENZE SANITARIE: 118
CENTRO ANTIVELENI DI PAVIA: 038224444 SITO  www.cavpavia.it(Centro Antiveleni di Pavia è operativo 24 ore su 24 tutti i giorni)
CENTRO ANTIVELENI DI MILANO (OSPEDALE NIGUARDA): 0266101029 (h24)
(Se il vostro adorato pargolo ha mangiato sapone, farmaci del nonno o altre cose non commestibili per gli umani prima di agitarvi telefonate a questi numeri e vi sapranno dire se andare in un Pronto Soccorso o stare tranquilli o altro. Anche qui date il nome del farmaco, sapone, detersivo o altro che il pargolo ha introdotto. LA PRIMA PREVENZIONE E' QUELLA DI STARE ATTENTI A NON LASCIARE IN GIRO COSE DI QUESTO TIPO.
114 EMERGENZA INFANZIA è una linea telefonica di emergenza, gestita dal Telefono Azzurro , accessibile gratuitamente da telefonia fissa 24 ore su 24 da parte di chiunque intenda segnalare situazioni di emergenza in cui la salute psico-fisica di bambini o adolescenti sia in pericolo o a rischio di trauma. Attraverso il servizio è inoltre possibile segnalare situazioni di disagio derivanti da immagini, messaggi e dialoghi diffusi attraverso televisione, radio, carta stampata e internet
1522 - AntiViolenza Donna: attivo dal 2006 e gestito dal Dipartimento per le pari opportunità, si occupa di prestare aiuto e supporto alle donne vittime di violenza, eventualmente indirizzandole a centri di aiuto sanitario

mercoledì 2 gennaio 2013

EMORRAGIE E EMERGENZE TRAUMATICHE. COSA FARE? COME CHIAMARE IL 118!!!

EMERGENZE TRAUMATICHE. COSA FARE? COME CHIAMARE IL 118!!!
Testimonianza di un papà (ripresa da uno scambio su facebook)


Cari Genitori
Un papà mi invia la seguente notizia e un consiglio utile (neve per veramare emorragia). Riporto la vicenda che ha dell’incredibile (mancanza di ambulanza!!!! Dove fanno i tagli???? I tecnici che abbiamo avuto hanno seguito il corso da “Terminator”???)
Qui sotto la vicenda e alcuni consigli sull’emergenza e su come chiamare il servizio 118 e ricordatevi il casco per sciare e portatevi dietro i CEROTTINI STERISTRIP (O ANALOGHI) CHE FACENDO COMVACIARE LA FERITA POSSONO AIUTARE A FERMARE UNA EMORRAGIA)
ALBERTO FERRANDO
        
Il 30 dicembre ho avuto un brutto incidente con la bambina sulle piste da sci x fortuna c'era vicino un maestro di sci che con la neve ha bloccato l'emorragia, è secondo me un consiglio da dare in quei momenti si è presi dal panico. p.s. in tutta la valle  non c'era disponibile una autoambulanza così dopo i primo soccorsi ci siamo dovuti arrangiare per portarla all'ospedale.




           
            

Ferrando Come sta ora?




      
            
Papà: siamo usciti dal gaslini ieri pomeriggio per fortuna c'era di turno il chirurgo plastico e l'ha ricucita nel miglior modo possibile (una cinquantina di punti) purtroppo il taglio è in faccia ma poteva andare peggio




           
           Ferrando:Un saluto e un abbraccio a tutti. Mi immagino i momenti che avete passato




           
LA CHIAMATA DI SOCCORSO (DAL SITO: http://parpaiun.org/emergenze/)
Il passo fondamentale in caso di richiesta di soccorso è la comunicazione con la centrale operativa.
Il numero di telefono da comporre in caso di necessità sanitarie è il 118, numero gratuito che può essere comunque composto da cabine del telefono o da cellulari anche senza credito residuo.
Come effettuare la chiamata

E’ fondamentale che, chi è testimone di un evento e debba riferirlo ad una centrale operativa, faccia tutto il possibile per guadagnare un minimo di calma e rispondere lentamente e precisamente a tutte le domande che verranno fatte dall’operatore.
SEGNALARE:

1. Dove è accaduto:
o esatta località, strada, in caso di autostrada direzione di marcia, elementi utili per l’identificazione del luogo (fiumi, ponti, campanili…)

2. Numero telefonico da dove si chiama

3. Cosa è accaduto:
o malore, incidente, malattia…

4. Numero e condizioni degli infortunati:
o sono coscienti?
o respirano?
o sono incastrati?
o vi sono emorragie?
o vi sono fratture evidenti?
 Cosa fare se…
il principio base che viene insegnato per primo ad ogni soccorritore, sia esso professionista, volontario, occasionale è l’AUTOPROTEZIONE, cioè sviluppare la capacità di non rimanere coinvolto nello stesso incidente che vede coinvolta la persona che stiamo soccorrendo. Questo vuol dire non buttarsi in mezzo ad una strada per soccorrere una persona che è stata appena investita senza verificare che il traffico sia fermo, o soccorrere un folgorato senza togliere prima la corrente. Purtroppo, quando ci troviamo in mezzo a casi di una certa gravità, tendiamo ad escludere tutto ciò che non riguarda direttamente l’evento che affrontiamo, anche perché magari si tratta di una persona cara e psicologicamente “non capiamo più niente”. E’ però in questo momento che ci viene richiesto lo sforzo più grande: essere consapevoli che da noi e solo da noi può partire un soccorso appropriato e se anche rimaniamo coinvolti, saremo solo una vittima in più!
Una volta verificate le condizioni di sicurezza, dobbiamo capire cosa è successo e comunicarlo a chi ci può dare un soccorso appropriato: è in questa fase che dobbiamo diventare gli “occhi” del 118 e spiegare loro quello che è successo e quello che vediamo.
Cercando sempre di controllarsi al meglio, cercate, con il massimo della lucidità, di osservare ogni cosa attentamente, nella persona, nell’ambiente, nel variare delle condizioni: facendo così, potrete ottenere notizie importanti.


In attesa dell’arrivo dei soccorsi, potrete essere non solo degli spettatori, ma sarete in grado anche di fare cose, magari semplici e banali ma che possono fare veramente la differenza!
Ripeto ancora una volta che questi sono solo consigli e fra i consigli c’è quello di frequentare un corso di primo soccorso certificato per poter applicare in tutta sicurezza le tecniche a cui accennerò.
Emorragia
in caso oltre alle ferite siano presenti anche copiosi sanguinamenti (emorragie), la prima cosa da fare, dopo averla disinfettata, è coprire la ferita con materiale sterile spesso (esempio un pacco di garze) e applicare una pressione sul punto di lesione. Successivamente si può applicare ghiaccio non direttamente sulla ferita, ma sopra alle garze e sollevare l’arto sopra al livello del cuore. Manteniamo poi la posizione per qualche minuto o fino a quando il sanguinamento non smette
Cosa fare in caso di fratture
La frattura è la conseguenza di un trauma più o meno violento e, in età avanzata, può anche avere origini patologiche. E’ sempre necessario valutare la ragione immediata per cui tale frattura si è verificata, per sospettare eventualmente traumi “invisibili” anche più gravi: è il caso di cadute o incidenti. La raccomandazione generale è di evitare il più possibile il movimento del paziente per evitare lesioni secondarie ma non per questo meno gravi, ad esempio a carico della colonna vertebrale o causare emorragie cercando di riallineare i monconi ossei.
In caso di fratture agli arti, se il paziente è in grado di farlo, permettergli di assumere la posizione meno dolorosa ed eventualmente immobilizzarlo in questa posizione. E’ consigliabile evitare il trasporto di persone con sospette fratture di grandi arti o colonna vertebrale se non con appositi ausili: anche se l’attesa sembra interminabile è preferibile procedere con i giusti mezzi!
Sorvegliare sempre lo stato di coscienza del paziente.
cosa fare in caso di ustioni
in caso di ustione, la prima cosa da fare è allontanare il paziente dalla causa di ustione facendo estrema attenzione a non rimanere coinvolti nello stesso incidente, specialmente se ci troviamo davanti a rischio di folgorazione o incendio. Prima di intervenire, facciamo in modo che ciò che ha causato l’incidente non possa fare in nessun modo altri danni: un ustionato solo è più facile da soccorrere di due. Togliere quindi la corrente allontanare eventuali cavi scoperti con bastoni di legno o simili, chiudere rubinetti del gas, spegnere in modo certo il fuoco e fare attenzione alla presenza di sostanze chimiche ustionanti insospettabili o addirittura invisibili. Ricordarsi che i vestiti di una persona che è stata appena ustionata possono essere caldissimi e ustionare a loro volta le mani dei soccorritori. Anche le parti metalliche esposte al fuoco mantengono per lungo tempo il calore.
Detto questo è importante stimare l’entità del danno subito, valutando l’estensione dell’area colpita e parallelamente la profondità dell’ustione. Le ustioni di primo grado comportano di solito un leggero fastidio (assimilabile ad una scottatura solare); quelle di secondo grado sono accompagnate dalla formazione di vescicole sulla pelle e da dolore, mentre quelle di terzo grado sono caratterizzate dalla carbonizzazione della parte superficiale della pelle e dall’assenza di dolore.
Comunicare immediatamente questi dati al 118, insieme allo stato di coscienza del paziente e, in caso di contatto con sostanze chimiche, dare indicazioni, se possibile della sostanza.
In caso di ustione, bisogna subito coprire con materiale sterile la zona colpita; se i vestiti o altro è rimasto incollato alla pelle, non cercare di rimuoverli (al massimo, ritagliare il tessuto intorno). Se l’ustione è causata da agenti chimici, prima di disinfettare e coprire l’area, provvedere ad un lavaggio con abbondante acqua corrente.
In ogni caso, non sottovalutare mai questo tipo di lesioni: è sempre consigliabile una visita medica per scongiurare il rischio di infezioni

giovedì 27 settembre 2012

Sito utile per gli accessi ai Pronto Soccorso

Cari genitori e ragazzi
Vi segnalo questo sito : http://www.galliera.it/118/client.py del Galliera che ha ottenuto anche un premio a Roma. Se perdete il link lo trovate sul sito dei pediatri della Liguria (www.apel-pediatri.org e sul mio sito www.ferrandoalberto.eu. Consente di vedere, in tempo reale gli accessi ai Pronto Soccorso di Genova. Il sito è aggiornato ogni minuto e consente di vedere quante persone , secondo la gravità (rosso: rischio di vita, giallo situazione grave; verde ha qualcosa ma può aspettare, bianco: poteva stare a casa; spiegazione banale ma è così. Di fatto solo i codici rossi e gialli dovrebbero andare al Pronto Soccorso ma su questo torneremo). In OBI (Oservazione Breve Intensiva: pazienti che vengono osservati e dopo un tot di ore se migliorano vanno a casa altrimenti vengono ricoverati. Succede per asma, gastroenterite o altre patologie di vario tipo).  Dal sito si accede anche agli accessi pregressi e notate quanti accessi per situazioni ch, on una adeguata organizzazione, potevano evitare accessi al Pronto Soccorso
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando









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