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sabato 9 febbraio 2019

ATTENTI AL DRINK SPIKING: sostanze aggiunte nelle bibite di nascosto

ATTENTI AL DRINK SPIKING: sostanze aggiunte nelle bibite di nascosto
Cosa è:
aggiunta di alcol in eccesso o sostanze nella bevanda di una persona senza che questa lo sappia per ridurre la capacità di di una persona di accettare o rifutare contatti fisici o di natura sessuale. 
Purtroppo le droghe definite "da stupro" sono una realtà, pericolosa, che si sta diffondendo rapidamente. 
Le sostanze hanno effetti sul sistema nervoso e hanno la proprietà di inibire la volontà di chi le assume in quanto hanno azioni sedative ed ipnotiche e possono provocare amnesia di quanto avvenuto.
Sono anche facilmente somministrabili in quanto prive di gusto.
Quali sostanze:
ECSTASY LIQUIDO, GHB e simili: si presentano in forma liquida , o come polvere bianca. Agisce come un rilassante muscolare e provoca amnesia a breve termine quando assunto con l’alcool. Causa euforia, riduce le inibizioni e poi genera sonnolenza. Gli effetti iniziano da 10 minuti ad un’ora dopo l'assunzione e possono durare fino a sette ore o così. KETAMINA: polvere bianca che può provocare uno stato catatonico e un’amnesia a breve termine. Gli effetti non durano a lungo, ma fino a quando non terminano, si ha una perdita di sensazioni nel corpo attraverso la paralisi dei muscoli. Possono avere una durata da mezz’ora e fino a diverse ore, i cui effetti secondari possono essere avvertiti, per alcune ore, anche dopo il termine dell’effetto principale.
Altri farmaci utilizzati sono le benzodiazepine come il flunitrazepam (Rohypnol). 
Alcuni classificano anche l'alcol tra le droghe da stupro in quanto una sua assunzione eccessiva, se pur iniziata consapevolmente, può far perdere inibizioni e alterare lo stato di coscienza. La violenza sessuale non è l'unico rischio di queste sostanze. L'assunzione insieme agli alcolici aumenta i loro effetti ed i conseguenti pericoli come la depressione respiratoria fino anche ad arrivare al coma e alla morte. Possono avvenire anche disturbi allergici.
Come prevenire e come comportarsi?
Conoscere l'esistenza del fenomeno è la prima mossa. Bisogna parlarne ai figli , anche se giovanissimi, preadolescenti, visto che anche in giovanissimi è diffuso, e si sta diffondendo sempre di più, l'utilizzo di tali droghe. 
Consigli pratici:
  1. Non accettare bevande aperte, specie in luoghi sconosciuti
  2. Uscire con amici "fidati"
  3. Non accettare bevande da sconosciuti o da persone di cui non si ha estrema fiducia
  4. Non perdere di vista il proprio bicchiere ( qualcuno potrebbe metterci dentro qualche sostanza o aggiungere altro alcol): tenerlo in mano e non vuotarlo mai del tutto. Qualcuno potrebbe riempirlo di altro alcol.
  5. Se qualcuno sta male o ha comportamento strano, rivolgersi ad un adulto o al 112!!
  6. Tenere il bicchiere o la bottiglia della persona che è stata male; potrebbe essere utile alla Polizia




domenica 4 settembre 2016

In coma per alcol a 15 anni. Può succedere a tutti

In coma per l'alcol a 15 anni, la madre pubblica le foto choc della figlia: «La vita non è un gioco»
Ma noi rispondiamo con l'OKTOBERFEST e tutti contenti così l'economia  gira....a scapito della salute. La morale dovrebbe precedere tutto e non il guadagno ma la nostra società è così...perchè ci va bene. Caro genitori avete dei figli e i danni che può creare l'alcol  (e il fumo e le droghe) sono enormi e irreparabili spesso (pensate agli incidenti causati da sostanze). Il proibizionismo non è la soluzione...l'educazione e il buon esempio però si: leggete qui sotto.
 L'alcol (e il fumo e le droghe) non sono uno scherzo o qualcosa da liquidare con un sorrisino ironico.  Vale anche per il fumo e  per le droghe (nessuna è leggera e ora si vuole legalizzare la Cannabis :-( )

Dobbiamo smettere di guardare con tolleranza l'uso (non dico l'abuso) di alcol. la documentazione sui danni alla salute, ad ogni età, sta diventando sempre più importante.
Innanzitutto è stato dimostrato che i danni nel sesso femminile sono 3 volte maggiori (vedete qui sotto) ma soprattutto si confermano i danni per il consumo in gravidanza.
" l’esposizione all’alcol può essere “subìta” dal nascituro durante la vita fetale e può essere “scelta” dall’adolescente in conformità a modelli sociali e comportamentali. Gli effetti sono comunque molto rischiosi per la salute fisica e mentale del futuro adulto e quindi dell’intera società.
L'alcol è la prima causa nota di ritardo mentale EVITABILE (SINDROME FETO ALCOLICA) e che oltre il 50% degli incidenti sono legati al consumo di alcol (il 99% dall'insieme di alcol + droghe + CATTIVI STILI DI VITA) SU CUI COME GENITORI, INSEGNANTI, PEDIATRI, RAGAZZI E TUTTI NON POSSIAMO PIU' FARE FINTA DI NIENTE. Anche se il fumo tra i ragazzi è in aumento (sigh!) almeno non si fuma più neli locali pubblici, nei cinema e negli ospedali. Non possiamo proibire di farsi del male ma ALMENO AVVISARE CHE L'ALCOL COME IL FUMO DANNEGGIA E FORTEMENTE LA SALUTE.

L'alcol è una vera emergenza. Morti di droga e ricoveri per alcol e altre dipendenze. Ma chi aiuta le famiglie e i ragazzi?? Pur di guadagnare, noi adulti, “decisori”  compresi, pecchiamo di permissivismo e pubblicità e consentiamo discoteche che aprono a mezzanotte. Abbiamo ragazzi che non dormono, non mangiano (anoressia) o hanno disturbi alimentari (bulimia) o mangiano troppo (Obesità) o per mangiare bene diventatno dei fanatici (ortoressia).....Intanto i nostri politici vergognosamente non considerano i ragazzi e i bambini. In Liguria non abbiamo più NOTIZIE DEL GARANTE DELL'INFANZIA IN LIGURIA. CHE VERGOGNA!!
MA INTANTO IL RUOLO PRINCIPALE E FONDAMENTALE LO ABBIAMO NOI GENITORI E TEMI COME ALCOL, DROGHE, TRAFFICO, SESSUALITA’ DOBBIAMO PARLARNE BEN PRIMA DELLA ADOLESCENZA. Parlarne in senso globale e cioè non solo con le parole ma con il comportamento nostro , con l’esempio positivo. RICORDATE CHE I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/02/come-imparano-i-bambini.html 
I genitori sono il fattore più importante nel determinare se il loro figli adolescenti decidono o meno di bere alcol E ANCOR PRIMA AD EDUCARLI

Alcuni studi hanno (Dal sito www.alcolnews.it )  dimostrato che i genitori hanno la massima influenza sulla scelta di un minorenne di consumare alcol. Quindi è importante che i tuoi figli conoscano la tua posizione: non si può bere se non si ha l'età legale per farlo.

Continua a parlarne
Una relazione forte e positiva tra genitori e figli è basata su una comunicazione aperta e bidirezionale. Puoi ottenere una reazione positiva parlando ogni giorno con i tuoi figli (e ascoltandoli) delle loro esperienze a scuola, con gli amici, dei loro interessi e dei loro sogni. Queste conversazioni ti aiuteranno a parlare anche di temi più seri, come il divieto di consumare alcol.

Cerca di evitare di avere la tua prima conversazione sull'alcol con i tuoi figli quando insorge un problema. Approfitta delle occasioni quotidiane come quando siete in macchina, state andando a fare la spesa, mentre state cenando o guardando la televisione. Siate onesti, usate spiegazioni adeguate alla loro età che possano condurlo all'indipendenza.

Chiedi a tuo figlio o tua figlia quali siano i loro pareri in materia di alcol. A questo punto sciogli eventuali dubbi e smaschera i vari miti e leggende sul consumo di alcol.

Simula le possibili situazioni critiche
Cosa fare se a una festa i loro amici iniziano a bere? 
Cosa fare se qualcuno gli offre alcol? 
Cosa fare se un amico che ti sta portando a casa in macchina ha bevuto? 
Cosa fare se un amico che ha bevuto sta male o sviene?
Parlate delle scelte disponibili in ciascuna situazione cercando di raggiungere un accordo su quali siano maggiormente compatibili con i vostri valori di famiglia. Questo aiuterà i vostri figli ad essere preparati a non subire la pressione del gruppo e a reagire positivamente a situazioni potenzialmente pericolose.

Stabilisci delle regole e spiega le conseguenze per chi non le rispetta
Come genitore devi stabilire delle regole e accertarti che i tuoi figli comprendano le conseguenze del bere alcol senza avere età legale per farlo. Fai sapere ai tuoi figli che le regole e le relative punizioni ci sono perché hai cura di loro, e che se seguiranno le regole ciò porterà ulteriori privilegi perché saprai che meritano fiducia.

Studia le leggi
Le regole sull'alcol e i minorenni non sono limitate a quelle imposte dalla tua famiglia. Fai in modo che tutti, compreso te e i tuoi figli, sappiano cosa dice la legge del vostro paese in materia di consumo di alcol da parte di minorenni.

Sii presente
Cerca di avere un ruolo attivo nella vita quotidiana dei tuoi figli - sapere chi sono i loro amici, dove vanno e cosa stanno facendo. Invita anche i genitori degli amici di tuo figlio a fare lo stesso, e spiegagli il tuo parere circa il consumo di alcol da parte dei minori.

Dai il buon esempio
Bevi in maniera responsabile e osserva le leggi sull'alcol del tuo paese, aiuterai anche a rinforzare degli importanti valori che tuo figlio o tua figlia devono seguire.
Dal sito www.alcolnews.it
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/melissa_aho_foto_figlia_ubriaca_ryleigh_ackles-1946156.html

lunedì 24 febbraio 2014

Ragazza in coma alcolico: Libro sull'alco BUGIE E VERITA' di Gianni Testino

Cari Genitori
Ancora una ragazza, che seguo dalla nascita, è finita in coma alcolico a seguito del NOSTRO permissivismo sull’alcol, il vino, la birra. In discoteca  con gli amici. Si vedono sempre più spesso adolescenti e preadolescenti che bevono. La “cultura” del vino è antica e millenaria ma alcune cose debbono essere conosciute e diffuse. La pubblicità invita a bere, nelle discoteche si beve e tanto. Il rapporto sullo stato di salute dell’infanzia (http://sip.it/per-i-genitori/adolescenti-e-alcol-che-fare)   ha indicato tra i problemi emergenti nell’età pediatrica (intesa come età fino a 18 anni) la mortalità per incidenti e il disagio sociale ove entra pesantemente in gioco il ruolo dell’alcol. E noi che facciamo???
Solo negli ultimi 2 anni 4 ragazze che seguo dalla nascita in coma alcolico (si sono riprese). Basta incitare i giovani a bere direttamente con il nostro esempio se non offrendo da bere (il vino NON FA sangue, fa male. La birra NON fa latte di più di un bicchiere di acqua che almeno non danneggia). Un aiuto a capire verità e bugie ci viene da un libro di Gianni Testino, noto epatologo genovese e vicepresidente Nazionale della Società Italiana di Alcologia. I contenuti del  libro si fondano rigorosamente sull’evidenza scientifica.
Con coraggio vengono riportate tutte le bugie che i media e la pubblicita’ ci raccontano e le molte verita’ che e’ giusto portare a conoscenza dei consumatori di bevande alcoliche (vino, birra e superalcolici).
            I primi capitoli sono dedicati a note storiche e ai dati dei danni da alcol.
I capitoli successivi informano sulla reale azione dell’alcol sul nostro organismo con particolare riferimento alla azione di educazione e prevenzione nei confronti dei nostri giovani.
Il libro, quindi, e’ rivolto ai genitori, agli insegnanti e a tutti quelli che svolgono un ruolo di educatore.
Viene trattata l’alcoldipendenza. Le famiglie dei pazienti possono trovare informazioni per cercare di risolvere il problema e soprattutto informazioni sulle associazioni di auto-mutuo-aiuto che possono rappresentare la vera arma vincente per uscire dalla dipendenza.
            Vengono fornite anche informazioni e consigli ai bevitori “sociali-moderati” relative all’alimentazione e agli eventuali presidi terapeutici per combattere il sovrappeso e altre alterazioni come il fegato grasso.
            Inoltre, due temi poco conosciuti e che vengono affrontati in modo approfondito sono il rapporto del consumo di bevande alcoliche con l’insorgenza dei tumori e con i danni in gravidanza.
Tale rapporto e’ spesso nascosto o addirittura ridicolizzato dalle lobby che certamente non hanno come obiettivo primario la tutela della nostra salute.
            Infine, alcol e guida e alcol e lavoro sono analizzati in modo particolare. Il 40% degli incidenti alla guida e circa il 20% di quelli sul lavoro sono alcol correlati.




martedì 1 ottobre 2013

l'alcol FA, SEMPRE, MALE. PARTICOLARMENTE DANNOSO IN GRAVIDANZA, IN ALLATTAMENTO E NEI BAMBINI E NELLE DONNE

Cari Genitori e ragazzi (A QUESTO LINK VARI ARTICOLI SUL TEMA: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=ALCOL.
La tolleranza DI TANTI DI NOI sull'alcol continua a creare  problemi a tutti: incidenti, tumori, danni al feto (MAI BERE ALCOL IN GRAVIDANZA E DURANTE L'ALLATTAMENTO, incidenti (quasi la metà secondari all'uso di alcol.RICORDO CHE NON FA LATTE MA FA MALE AL BAMBINO, CHE DURANTE LA GRAVIDANZA PUO' CAUSARE DANNI AL FETTO E CHE NEL BAMBINO PICCOLO E' UN TOSSICO E NON FA SANGUE
A questo link trovate vari articoli.......Intanto si abbassa l'età della sbronza, aumentano i commi da alcol perché molti, anche molti di voi che leggete, sorridete
Sui rapporti tra alcol e cancro leggete questo articolo di testino, Schiappacasse, Viotti ecc, tra cui il sottoscritto: https://www.dropbox.com/s/trrylp0bqejdbem/ALCOL%20E%20CANCRO%20FERRANDO%20TESTINO.pdf
Consumo di alcol e tumori
Gianni Testino1,2, Giorgio Schiappacasse3, Alessandro Viotti4, Alberto Ferrando5, Luigi Bottaro6, A. Ornella Ancarani1,2,ValentinoPatussi7,2, Ilaria Londi7,2 e Emanuele Scafato8,2 che conclude:

È possibile concludere come ormai le evidenze sperimentali ed epidemiologiche confermano pienamente la correlazione fra alcol e cancro. In considerazione della frequenza piutto- sto elevata di alcuni tipi di tumore (esofago, colon, fegato, ........ il consumo di bevande alcoliche è un comportamento a rischio in quanto l’alcol è una sostanza tossica e cancerogena che non coinvolge solo gli alcolisti, ma anche i bevitori sociali. .......comunque a basso rischio possono essere le seguenti: 20 gr/ die per il maschio e sotto i 10 gr/ die per la femmina46.
È bene sottolineare però come relativamente al rapporto al- col e cancro, numerosi Autori ed organizzazioni internazio- nali hanno espresso l’opinione, da noi pienamente condivisa, che l’atteggiamento maggiormente responsabile dei profes- sionisti della salute dovrebbe essere quello di non indicare dosaggi sicuri di consumo di bevande alcoliche. 

venerdì 19 aprile 2013

ALCOL, RAGAZZI...E NOI. SIAMO TUTTI, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, COINVOLTI


CARI GENITORI 
Un Caro Saluto e un invito a tutti a considerare questo tema che sta diventando sempre più frequente, sempre più grave e ad età sempre più basse. 
Ultima festicciola di 12enni di zona "bene" della città: 2 in ospedale: 1 per alcol e altro per droga. Ragazzine in Coma etilitilico ne ho avute varie. E STANNO AUMENTANDO. COME IL FUMO :-(
Come pediatri iniziamo a convincere i genitori e i nonni che il vino e l'alcol non fanno bene al sangue e che la birra NON fa latte :-(
A Genova stiamo facendo, come pediatri di famiglia un Corso obbligatorio regionale sul tema alcol e dipendenze.  Un altro percorso formativo comune che dobbiamo fare con i Medici di famiglia. A breve nell'autunno il "nostro" corso e a breve un  Corso all'Ordine con  le Società di automutuoaiuto. Inoltre ne parliamo da anni. Come pediatra sono anche segretario della Società Italiana di Alcologia. Quanto scritto qui sotto corrisponde ahimè al vero ma dobbiamo trovare anche il modo di integrare la realtà sociale con la formazione universitaria carente, a tutt'oggi, in molti atenei, sulle tematiche sociali e comunicative.
TRovate varie relazioni sul sito www.apel-pediatri.org e in particolare una relazione sul tema qui:ALCOL E GIOCO D'AZZARDO: ALBERTO FERRANDO presentata al Congresso Nazionale della Soc. It. di Pediatria Preventiva. Qui il link al Convegno che si svolgerà recentemente all'Ordine dei medici con SIMG, ARCAT ecc: programma:  http://www.omceoge.org/home3/dmdocuments/Programma%20Alcol.pdf



Medici base 'arma' contro stragi sabato sera

Roma, 18 apr. (Adnkronos Salute) - I medici di famiglia sono fondamentali per fermare le stragi del 'sabato sera', incidenti spesso legati all'alcol: un rischio che riguarda, in particolare, ben 2 milioni di under 20 che ammettono di aver guidato dopo aver bevuto. Ma i dottori italiani sono i meno formati d'Europa nelle tecniche di individuazione e intervento mirato sui pazienti più a rischio, basate su poche domande e una consulenza di 5 minuti: una 'terapia' in grado di ridurre del 13% la mortalità. Il 50% dei medici, però, non conosce questi strumenti sui quali ha ricevuto una 'formazione' che va da 0 a 4 ore. Eppure il 97% sarebbe disponibile a 'scendere' in campo per individuare i pazienti che hanno bisogno d'aiuto.

Ne hanno parlato oggi a Roma all'Istituto superiore di Sanità, in occasione del Alcohol Prevention Day, Emanuele Scafato, direttore Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss e Alfredo Cuffari, della società scientifica di medicina generale Snamid che, all'interno del progetto europeo AMPHORA (Alcohol Measures for Public Health research Alliance) hanno realizzato un'indagine conoscitiva nazionale sui medici di famiglia. La metà dei professionisti ha lamentato "di non aver ricevuto una formazione universitaria o post-universitaria sufficiente e specifica o un'adeguata offerta di formazione attraverso educazione medica continua''.

Solo il 31.9% (la percentuale più bassa tra i paesi europei che hanno partecipato all'indagine) dichiara di avere dimestichezza con gli strumenti di screening standardizzati e in uso in tutto il mondo per la individuazione precoce del consumo rischioso e dannoso di alcol e dell'alcoldipendenza. Per quanto riguarda invece l'intervento breve, solo il 37,5% dichiara di avere familiarità con l'uso di questa tecnica specifica, la più efficace, incentrata su 5-10 minuti di consigli e di supporto al cambiamento per ricondurre nella norma un consumo rischioso o dannoso di alcol.

"Nel 2012, in Italia 7 milioni e 464 mila individui in totale presentavano caratteristiche di rischio che richiederebbero l'intercettazione precoce e l'intervento" spiega Emanuele Scafato, che è anche coordinatore della ricerca. E sono "oltre un milione e mezzo le persone ad alto rischio che richiederebbe un intervento da parte del medico, 800 mila quelle che necessitano di cure specifiche. Ma appena il 23% di chi ne ha bisogno è in cura. Arrivando al 40% di alcodipendenti curati, grazie all'intervento del medico di famiglia che li individua e li consigllia, si potrebbe ridurre la mortalità almeno del 13%", dice Scafato sottolineando che la maggioranza di questi individui non ha consapevolezza di ritrovarsi in una classe di rischio dalla quale si può uscire.

"C'è un forte interesse da parte dei medici di famiglia sugli strumenti che possono metterli in grado di intervenire contro la dipendenza da alcol. Il 97% dei camici bianchi è convinto che serva uno screening. Purtroppo tra gli stili di vita sbagliati e da correggere per tutelare la salute dei nostri assistiti, quello dell'abuso di alcol è il più trascurato. E' una Cenerentola, dice Alfredo Cuffari dello Snamid. "Nonostante- continua- la necessità di intervento sia indicata da tutte le istituzioni, e dagli obiettivi e dai Piani sanitari".

Ciò che manca, sottolinea Cuffari, "è l'offerta formativa. Mancano i finanziamenti per la formazione, i progetti. I medici di famiglia sono in prima linea e non chiedono altro che avere le 'armi' necessarie per aiutare i propri pazienti a combattere l'alcol dipendenza". La tecnica di intervento standardizzata alla quale i medici di famiglia dovrebbero essere formati, si basa su un questionario di poche domande, per individuare le persone ad alto rischio, e un intervento di consulenza 'motivazionale' di 5-10 minuti che ha una efficacia provata. "Un intervento fondamentale e, praticamente, a bassissimo costo", conclude Scafato.
-- 
Prof. Alberto Ferrando
Pediatra di famiglia
Cellulare 3388687583
Prof. a contratto in Pediatria ambulatoriale
Vice Presidente Ordine dei Medici della Provincia di Genova
Pres. Fed. Reg. Ordini dei Medici della Liguria
Vice Presidente Ass. pediatri LIguri (APEL)

martedì 20 marzo 2012

Alcol e ragazzi. ABUSO E MALTRATTAMENTO

Cari Genitori

Oggi (e si ripete giovedì) mattinata con i ragazzi delle Immacolatine, insieme a Giannitestino e Ornella Anacarani, per parlare di alcol. Sul blog trovate materiale e in serata metterò on line la relazione.
A mezzogiorno Conferenza Stampa in Comune su un progetto che penso sia unico in Italia sul tema dell'abuso e maltrattamento: Progetto Amaltea. Il progetto vede la collaborazione di Comune di genova, Scuola, Procura e Tribunale dei Minori, Pediatri di famiglia, Consultori, Avvocati e altri attori.
Stamane vine presentato un libro, che appena possibile metterò online, con notizie, linee Guida, Convenzione sull'Infanzia di new Yoik e soprattutto servizi, sedi e recapiti

UnCaro Saluto

Alberto Ferrando



«Ci hanno rubato il futuro?» Guardiamo insieme i numeri, senza fermarci ai titoli

  «Ci hanno rubato il futuro?» Guardiamo insieme i numeri, senza fermarci ai titoli Dr. Alberto Ferrando · pediatra · 31 ottobre 2026 Una fr...