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domenica 3 febbraio 2019

Pidocchi: cosa posso fare per prevenire??

PIDOCCHI: cosa posso fare per prevenire??
Qui sotto tutto, o quasi, sul pidocchi. Cosa fare per prevenire? Esiste un modo per controllare la pediculosi? 
Numerosi studi hanno dimostrato che la misura più efficace per il controllo della pediculosi consiste nell’educazione dei genitori al riconoscimento della pediculosi. L’identificazione precoce dei casi da parte dei genitori, mediante il controllo settimanale della testa dei propri figli, anche se asintomatici, rappresenta l’unica corretta misura di prevenzione.
 (in fondo risposte a vostre domande tratto da una mia intervista per un settimanale. Trovate miei precedenti articoli qui https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=pidocchi )
Negli ultimi anni sono aumentati i casi di pidocchi nella popolazione infantile.
Non abbiamo precisi dati epidemiologici  in quanto dal 1992 non c’è più l’obbligo della notifica (e anche quando c’era  non tutti i casi venivano denunciati) comunque negli anni precedenti il 1992 si era osservato un lento ma costante aumento dell’incidenza.
Studi in altri paesi effettuati negli ultimi anni hanno rivelato percentuali addirittura del 49% in occasione di una epidemia a Bordeaux, del 20% a Gerulasemme, del 25% a Bristol, mentre in fase di endemia in Nigeria era solo del 3,7%. In Australia la pediculosi è risultata terza come frequenza, negli asili nido e nelle scuole materna, subito dopo la diarrea e la congiuntivite. 

Sono colpiti soprattutto i bambini che vivono in comunità (nidi, asili e scuole) a essere colpiti per primi. Dal bambino il pidocchio si può diffondere nelle famiglie. 
L’infestazione (si parla di infezione solo nelle malattie infettive per i parassiti, come il pidocchio, di infestazione) predilige l’età tra i 5 e gli 11 anni, ma nessuna età è risparmiata, il sesso femminile, i capelli folti, più che lunghi (quindi non serve a niente tagliare a zero i capelli come una volta veniva fatto),  e puliti. Molti pensano subito al binomio pidocchio-sporcizia, invece questi “cari” animaletti adorano i capelli puliti e profumati. Dobbiamo subito dire a tutti che al giorno d’oggi, "prendere i pidocchi" non rappresenta un segnale di scarsa igiene personale e familiare, nè tanto meno di sporcizia e di povertà (anche se  fra gli adulti sembrano più colpiti quelli con scarsa igiene personale). 
 Il pidocchio colpisce tutti, ricchi e poveri, sporchi e puliti, global e no-global, maggioranza e minoranza, è un raro esempio di eguaglianza sociale.
Ancora oggi viene però identificato con scarsa igiene personale e povertà per cui molte famiglie cercano di nascondere la situazione a tutti, mentre altre fanno “crociate” contro le famiglie meno abbienti o più isolate della scuola. 
E’ importante, quando avvengono dei casi di pediculosi, applicare norme  comuni di comportamento al fine di evitare la diffusione  nella comunità e nelle famiglie e di evitare le altrimenti frequenti reinfestazioni.
Qualsiasi terapia diretta al singolo bambino e famiglia è pressoché sicuramente destinata all’insuccesso se non si forniscono chiare indicazioni a tutte le famiglie.
Innanzitutto la trasmissione avviene per contatto diretto con i capelli infestati e con i pettini, con le spazzole, attraverso i cappelli o altri effetti personali (pensate a tutte le sciarpe e cappotti messi insieme in accappatoi comuni). Ricordate comunque che il pidocchio non salta e non vola!!
Vediamo di conoscere un po’ di più questo animale di (non desiderata) compagnia:
Il pidocchio vive da 1 a 2 mesi  e si nutre esclusivamente di sangue umano  per cui deve soggiornare vicino ai capelli anche perché “sta bene” con una temperatura di 35-37 gradi C. Lontano dal corpo umano sopravvive per un tempo massimo di 10 giorni (RICORDARE), in media 2-3 giorni. 
Le femmine depositano le uova (da 4 a 6 al dì per un totale di 250-300 per femmina)  che vengono fissate alla radice dei capelli a pochi millimetri dalla pelle. Se si riscontrano lendini (uova) oltre i 7 mm possiamo essere certi che è un guscio vuoto o che la lendine è morta (il “pidocchino”, detto ninfa, esce dall’uovo  dopo circa 10 giorni e la crescita del capello è in media di 0,4 cm al dì). 
Anche i famosi CDC (Center for Disease Control) di Atlanta, USA, hanno stabilito che la diagnosi può essere fatta quando la maggior parte delle uova sono a meno di 6,5 mm dal cuoio capelluto (http://www.cdc.gov/ncidod/dpd/parasites/lice/default.htm).  Addirittura per alcuni  la  diagnosi si può porre solo quando si riesca a trovare un pidocchio vivo, che si muove. 
Il primo sintomo è rappresentato dal prurito, variabile molto da persona a persona inizialmente alla nuca e dietro alle orecchie. Al prurito segue il trattamento con conseguenti “lesioni da trattamento” cioè ferite che possono complicarsi con infezioni che causano dolore e aumento dei linfonodi del cuoio capelluto e della nuca. 
L’ispezione, con una forte sorgente luminosa, consente di visualizzare le lendini alla radice dei capelli e, solo più raramente, il pidocchio vivo. Le lendini sono piccoli elementi del diametro di 0,3 per 0,8 mm, di forma ovoidale, di colore biancastro-giallastro, attaccate un capello. Il pidocchio ha una forma allungata, un colorito bianco-grigiastro, è lungo da 1 a 4  mm e rimane fisso ai capelli. 
       Comunque la semplice ispezione dei capelli spesso non consente di porre la diagnosi, perché i ¾ dei casi possono non essere riconosciute (R.J. Roberts, Head lice, New  England Journal of Medicin, del 2002). La diagnosi è più sicura se si utlizza un pettine con i denti molto vicini e fitti  (la vecchia pettinessa), La pettinessa va usata dopo aver pettinato i capelli con un pettine o spazzola normale. Il risultato è migliore se i capelli sono bagnati. La pettinessa  va inserita alla base del capello e fatta scorrere con decisione fino alla punta. Si esamina frequentemente il pettine per vedere se si è “catturato” il pidocchio. 
Quando in una famiglia si fa diagnosi di pediculosi della testa, vanno esaminati accuratamente tutti i componenti. Temperature superiori a 53,5° C, mantenute per 5 minuti sono letali  per uova e pidocchi. Spazzole e pettini possono essere lavati con un pediculocida o in acqua calda. Anche il lavaggio a secco è efficace. Per oggetti non usati da oltre qualche giorno non è necessario procedere ad alcun provvedimento: nel dubbio è sufficiente conservare oggetti, cappeli e vestiti per 10 giorni, in un sacco di plastica. 
Ai bambini deve essere permesso di tornare a scuola o in comunità il mattino dopo il primo trattamento, poichè il rischio di trasmissione è rapidamente ridotto dal trattamento. 
E' da rivedere la politica di riammettere a scuola o in comunità solo i bambini che siano completamente senza uova, che, come abbiamo visto possono essere vuote o morte dopo il trattamento.

LINEE GUIDA GENERALI PER LA CURA DEI PIDOCCHI
Vanno trattate solo persone con diagnosi di una infestazione attiva. NON VANNO USATE LE TERAPIE COME PREVENZIONE. 
Tutti i membri della famiglia e gli altri stretti contatti dovrebbero essere controllati. Trattare tutti gli infestati nello stesso momento. 
Alcuni farmaci pediculicidi (che uccidono i pidocchi) hanno un effetto ovicida (che elimina le uova). Per i farmaci pediculicidi che sono solo debolmente o non ovicida, è consigliabile sempre il ritrattamento  a distanza di 7-9 giorni. 
Durante il trattamento dei pidocchi, possono essere applicate le misure supplementari: Lavare cappelli, sciarpe, federe, vestiti ecc. utilizzati dalla persona infestata nel periodo di 2 giorni prima di iniziare il trattamento in lavatrice e asciugati con l’acqua calda e cicli di aria calda perché i pidocchi e le uova sono uccisi da esposizione per 5 minuti a temperature superiori a 53.5 ° C. 
Gli indumenti che non possono essere riciclati possono essere lavati a secco o sigillati in una busta di plastica per due settimane. 

COME FARE IL TRATTAMENTO
Seguire le istruzioni contenute nella scatola. In particolare fare attenzione alle istruzioni per quanto tempo il farmaco dovrebbe essere lasciato sui capelli e come dovrebbe essere lavato.

Se alcuni pidocchi si trovano ancora vivi dopo 8-12 ore dal trattamento, ma si muovono più lentamente, NON RITRATTARE. Il farmaco può richiedere più tempo per uccidere tutti i pidocchi. Se i pidocchi sembrano attivi come prima, la medicina potrebbe essere inefficace. Valutare un nuovo trattamento con un farmaco diverso.
Il pettine a denti fini per rimuovere le uova spesso si trovano nelle confezioni del farmaco: usare il pettine per rimuovere le lendini e i pidocchi del fusto del capello.
Dopo ogni trattamento, il controllo dei capelli e la pettinatura con un pettine fine ogni 2-3 giorni riducono la possibilità di auto-reinfestazione. 
Continuare a controllare fino a 2-3 settimane dopo il trattamento per essere sicuro che tutti i pidocchi e lendini siano stati eleiminati. 

DA RICORDARE: i pidocchi non sopravvivono a lungo se cadono dal capo di una persona e non possono nutrirsi. Non c’è bisogno di praticare disinfestazione della casa. 
I pidocchi sopravvivono meno di 1-2 giorni al di fuori del corpo umano e non possono nutrirsi; le lendini non possono schiudersi e di solito muoiono entro una settimana se non vengono mantenute alla stessa temperatura trovato vicino al cuoio capelluto umano.

FARMACI PER LA PEDICULOSI DEL CAPO: rivolgersi al proprio pediatra e non usare i prodotti per prevenzione in quanto i farmaci usati per trattare i pidocchi sono insetticidi e possono essere pericolosi se ne si abusa.
Tutti i farmaci devono essere tenuti fuori dalla portata degli occhi. Se si contaminano gli occhi, devono essere immediatamente lavati.
Non trattare una persona infestata più di 2-3 volte con lo stesso farmaco se non sembra che questo funzioni. Il fallimento può essere dovuto a un uso errato, o ad una resistenza del pidocchio. 

Negli ultimi anni sono aumentati i casi di pidocchi nella popolazione infantile. Sono soprattutto i bambini dai cinque agli undici anni che vivono in comunità, negli asili nido, nelle scuole materne o nelle scuole elementari a essere colpiti per primi. Poi, dai bambini, i pidocchi si diffondono rapidamente nelle famiglie, creando vere e proprie infestazioni, che noi medici chiamiamo pediculosi e che spaventano molto i genitori».
Sono le parole del dottor Alberto Ferrando, medico pediatra di Genova, presidente dell’Associazione pediatri liguri e docente di Pediatria ambulatoriale all’Università degli Studi di Genova.
Dottore, innanzitutto che cosa sono i pidocchi?
«Sono minuscoli parassiti di colore bianco grigiastro che possono vivere sul cuoio capelluto per un paio di mesi e che si nutrono esclusivamente di sangue ottenuto pungendo proprio il cuoio capelluto. Misurano pochi millimetri e depongono le uova attaccandole al fusto dei capelli perché trovano una temperatura ideale per la loro sopravvivenza, che è di 35 o 37 gradi». 
Perché colpiscono maggiormente i bambini?
«Perché fino a una certa età i bambini stanno sempre a contatto tra loro, giocano a contatto, anche con la testa, a casa, all’aperto oppure a scuola e questo rende molto facile la trasmissione dei pidocchi da bambino a bambino».
I pidocchi quali sintomi provocano?
«Causano un intenso prurito sulla testa, localizzato inizialmente dietro la nuca e dietro l’attaccatura delle orecchie e alle tempier. A forza di grattare possono poi comparire microlesioni». 
Come avviene il contagio dei pidocchi?
«I pidocchi non saltano e non volano, come molte persone credono, da una testa all’altra. Il contagio avviene attraverso il contatto “tra teste” o attraverso indumenti indossati dal bambino che già li ha, o altri oggetti come pettini o spazzole. Basti pensare che le lendini, cioè le uova dei pidocchi, possono passare, per esempio, da un berrettino a un altro o a una sciarpa appesi uno accanto all’altro nei corridoi delle aule scolastiche».
È vero che i pidocchi sono il segnale di sporcizia personale o degli ambienti che il bambino contagiato frequenta?
«No, è un luogo comune da sfatare. I pidocchi non sono indice di povertà o di sporcizia personale o familiare. Anzi i pidocchi adorano il pulito: per questo possono venire a tutti i bambini, anche a chi si lava i capelli tutti i giorni, perché, come ho detto, fino a una certa età i bambini sono sempre appiccicati, giocano tra loro a distanza molto ravvicinata. Molti genitori, invece, sono convinti che la colpa della pediculosi sia la presenza in Italia di persone che arrivano da lontano portando ogni genere di malattia. Non è assolutamente il caso dei pidocchi».
Allora perché sono aumentati i casi di pidocchi?
«Sono così frequenti perché sono state fatte tante terapie scellerate sulle teste dei bambini al punto che i pidocchi sono diventati resistenti alle sostanze chimiche contenute negli insetticidi che troppo frequentemente sono utilizzati inutilmente a scopo preventivo.  Si tratta, fra l’altro, in alcuni casi, di sostanze tossiche per tutta umanità poiché sono inquinanti persistenti che rimangono nell’ambiente per decenni». 
Quindi che cosa consiglia di fare a un genitore quando si accorge che il proprio figlio ha i pidocchi?
«Prima di tutto gli suggerisco di ispezionare la testa del bambino sotto una forte sorgente luminosa, osservando attentamente il cuoio capelluto, soprattutto la zona delle tempie e quella dietro le orecchie. Se nota delle crosticine significa che il bambino ha una dermatite allergica, ma se visualizza i pidocchi e le loro uova gli raccomando di toglierli al più presto».
Come consiglia di eliminare i pidocchi in modo efficace e definitivo?
«Consiglio di lavare i capelli del bambino con uno shampoo neutro e poi munirsi di un apposito pettinino antipidocchi a denti finissimi, che va intriso di aceto, non perché l’aceto uccida i pidocchi ma perché aiuta a staccare le lendini dai capelli. I capelli vanno passati con questo pettine ciocca per ciocca, in modo da togliere le uova. Non sempre è facile riconoscerle perché possono essere confuse con la forfora. Per capire la differenza basta tentare di eliminarle dai capelli scuotendoli delicatamente: la forfora cade mentre l’uovo di pidocchio resta saldamente incollato al fusto e va tolto con il pettinino». 
Contro i pidocchi suggerisce di usare anche prodotti specifici?
«La terapia più efficace e non dannosa è proprio la rimozione manuale. È certamente meno faticoso utilizzare prodotti che comunque vanno sempre scelti consultando il medico pediatra. Troppo spesso e con troppa leggerezza si utilizzano prodotti chimici insetticidi che, però, non possono (tassativamente togliere) essere utilizzati nei bambini di età inferiore ai due anni e che comunque potrebbero avere effetti tossici. Meglio utilizzare prodotti privi di effetti collaterali che “soffocano” i pidocchi a base di una sostanza chiamata dimeticone che non svolge un’azione chimica ma fisica: forma una sorta di pellicola attorno al pidocchio immobilizzandolo e provocandone appunto il soffocamento. Si tratta di una sostanza non tossica, priva di agenti chimici, che non è assorbita dalla pelle. (e che è attiva anche sulle uova dei pidocchi togliere). Si applica sui capelli asciutti coprendoli dalla radice fino alla punta con una durata del trattamento che varia in base al prodotto». 
I pidocchi possono trasmettere malattie infettive?
«No. Sono molto fastidiosi ma non sono portatori di malattie e quindi non sono pericolosi per la salute. In alcuni casi si possono verificare infezioni come conseguenza delle microferite procurate grattandosi». 
Quando il bambino può tornare a scuola dopo avere avuto i pidocchi?
«Dopo che i pidocchi sono stati rimossi può fare rientro a scuola e, in genere, questo accade dopo uno o due giorni. La legge italiana prevede che possa tornare in classe presentando un certificato medico del pediatra in cui si attesti che il bambino è stato sottoposto a idonea  terapia».
Che cosa consiglia ai familiari di un bambino che ha i pidocchi per evitare il contagio?
«Ogni componente della famiglia va esaminato attentamente. Inoltre spazzole, pettini e altri oggetti che possono essere entrati a contatto con la testa del bambino vanno mantenuti per venti minuti nell’acqua calda superiore ai 60 gradi poiché a questa temperatura uova e pidocchi muoiono. Gli indumenti non utilizzati da qualche giorno si possono lavare a temperatura a 60 gradi o chiudere per quattordici giorni in un sacchetto affinché, se il pidocchio esce dall’uovo e non trova il sangue di cui si nutre, muore e gli indumenti si possono riutilizzare».
Come suggerisce di fare per evitare ai bambini di prendere i pidocchi o evitare che essi si ripresentino?
«L’unica prevenzione è controllare periodicamente la loro testa. Se i bambini non hanno i pidocchi è inutile utilizzare farmaci preventivamente innanzitutto perché non esistono studi scientifici che ne dimostrino l’utilità e poi perché tutti i medicinali possono avere effetti collaterali benché minimi e possono scatenare reazioni allergiche che diventano ancora più serie se il trattamento è ripetuto in modo continuativo oppure ravvicinato nel tempo».


giovedì 12 febbraio 2015

PIDOCCHI!!!! Ormai animali da compagnia??

PIDOCCHI!!!! Ormai animali da compagnia??

Cari genitori


Allego qui alcuni documenti della ASL 3 sui pidocchi
POSTER
LINEE GUIDA:

LA MIGLIO TERAPIA??? OLIO DI GOMITO: SI CHIAMA WET COMBING ED EVITATE TERAPIE INUTILI PER LA PREVENZIONE. Leggete qui sotto intanto due spunti:
Rimozione meccanica: Il miglior sistema di diagnosi, il wet combing, è anche un ottima terapia; ripetuta ogni 3-4 giorni per 2 settimane da mani esperte, su infestazioni modeste, può essere efficace quanto i tradizionali pediculicidi (come rilevato da recenti studi), a fronte di nessun effetto avverso. Questo sistema consente di stabilire con certezza se ci sono insetti vivi e nel contempo li rimuove, fatto spesso risolutivo nelle piccole infestazioni, che da noi sono le più frequenti. Inoltre consente anche la prevenzione: se si ha notizia di un contatto è facile fare un controllo sul capo del proprio bambino.
Non bisogna assolutamente effettuare terapia se il bambino non ha i pidocchi, in quanto tutti i farmaci, anche i più recenti, possono dare degli effetti collaterali o scatenare reazioni allergiche. La gravità aumenta quando la madre, incautamente, ripete il trattamento in modo continuativo o comunque ravvicinato.

Anno dopo anno il problema è sempre più frequente. Tanto frequente che un famoso pediatra ha ipotizzato che se un bambino in età scolare non si "prende" i pidocchi potrebbe essere affetto da un disturbo del comportamento (disturbi del gruppo di malattie tipo autismo) in quanto i pidocchi NON saltano e si prendono se sono a contatto le teste dei bambini. Questo implica gioco a stretto contatto. Battute, o quasi a parte trovate spiegazioni sul mio sito: www.ferrandoalberto.it (o www.ferrandoalberto.eu) (indirizzo diretto: http://www.ferrandoalberto.com/Collegamenti/pidocchi.htm ) e qui sotto.
In estrema sintesi:
1) I pidocchi adorano il pulito quindi non vergognatevi se Vostro figlio/a li avesse
2) Non servono a nulla le terapie preventive (anzi possono avere effetti collaterali di allergie)
3) Serve il controllo frequente dei capelli alla ricerca di lendini
4) Le lendini (uova) sembrano forfora ma non si staccano agevolmente dai capelli da prendere in considerazione sono quelle vicine al cuoio capelluto (7 mm, meno di 1 cm). Se sono più lontane sono gusci vuoti
5) NON FATE LA TERAPIA PREVENTIVAMENTE: rischiate allergie e di determinare resistenza del pidocchio.
6) La terapia va fatta con uno dei vari preparati e soprattutto con tanta calma. Buoni risultati anche con la terapia fisica e nuovi prodotti non tossici (vedi in fondo all'articolo)
7) Per la scuola hanno trovato una soluzione all'italiana: il bambino può rientrare dopo certificato del medico che attesta che è stata fatta terapia disinfestante: siccome non siamo attrezzati a fare shampoo ecc si attesta quanto dice il genitore. IN CONCLUSIONE CONTROLLATE LA TESTA DEI VOSTRI FIGLI.

sabato 15 ottobre 2011

RICOMPARSA PUBBLICITA' BAMBINO TERRIBILE/VODAFONE



Cari genitori



Vi segnalo su Facebook una discussione sul maltrattamento nel gruppo "SI al garante dell'infanzia" .

Alla TV è ricomparsa la pubblicità di Vodafone e Vi allego una bozza che ho inviato per pubblicazione su un giornale (reinvio). Non avevo insistito la prima volta per la pubblicazione perchè lo spot era scomparso. Qui sotto una bella mail di un Collega pediatra (L.R: di genova).

Un papà aveva dato utili suggerimenti la volta scorsa. Segnalazione a:

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato




www.agcm.it/ ha altri consigli?

La Vodafone mi aveva telefonato (sic!) dicendo che il loro intento era educativo e ceh lo spot nn andava nella "fascia protetta.



Un caro Saluto

Alberto Ferrando


Ho molto, veramente molto, apprezzato la discussione. Io non sono capace d'una disamina così profonda, di trovare parole così giuste per definire sia gli aspetti positivi che quelli negativi di uno spot così particolare... allora ho chiesto ad un essere d'un altro pianeta - una nonna.
Mia mamma ha 83 anni, 5 figli, 10 nipoti e problemi di memoria, per cui pensavo che, anche se avesse visto lo spot in questione, non se lo sarebbe ricordato. Invece, dopo poche parole ("... una pubblicità - mia mamma gli spot li chiama ancora 'pubblicità' - dove c'è un bambino che combina un sacco di guai...") mi ha detto subito "Ah, sì. certo... è così carino!" [le è piaciuto lo spot?''] "E' biondino, con gli occhi azzurri..." [Ah... il bambino!!!]. "Certo, vederlo fare così mi fa venire una voglia di dargli uno scappellotto...." La mia mamma... ricordo i suoi scappellotti. E poi ancora "Ad un certo punto arrivano quei due scemi che vedono cos'ha fatto il bambino e... ridono! Pensa un po', invece di insegnargli l'educazione, quelli ridono!". Va avanti ancora, mia mamma, si vede che lo spot l'ha colpita: "Un po' mi fa ridere e un bel po' mi fa rabbia, quella pubblicità. Penso: ma non hanno il senso di essere genitori, quei due? Non lo volevano, il bambino? E poi: non ce l'ha una nonna, quel bambino?". Ha il senso del ruolo, la mia mamma. E i genitori del biondino, quando erano bambini, "guardavano" i loro genitori?


Personalmente, ho molto apprezzato la lettura positiva che Beppe Marini ha fatto dello spot: è vero, il bambino disegna sulla parete la famiglia ed un cuore, è "carino", come dice mia mamma... ma mi indispone il gesto che il bambino fa quando vede i genitori. E' un gesto di arroganza, di supponenza. Un gesto di sfida. Quella è la situazione in famiglia: lui comanda e i genitori se ne stiano, zitti e buoni. Come nello spot.
Non credo passi giorno in ambulatorio in cui non mi sforzo di rendere qualche coppia di genitori (la madre è lì, il padre lo evoco: "Cosa dice il papà? Mi chiami quando vuole!", dico spesso. Però non chiama mai) un poco più sicuri del loro ruolo, meno succubi del piccolo dittatore che si trovano in casa. Per la loro salute mentale e per il bene del bambino, credo.
Uno spot è uno spot, serve per fare soldi, non per educare né per diseducare. Uno spot di per sé non è né buono né cattivo: dipende dall'uso che se ne fa (come la Scienza). O dalla lettura che se ne dà. Ma è irritante e frustrante vedere un atteggiamento genitoriale inerte come quello dello spot Vodafone presentato come ammirevole ("che casa elegante, che bel bambino vivace, che bravi genitori", dice lo spot. E son tutti felici, alla fine).


La risposta che la Vodafone ha dato ad Alberto Ferrando (lo spot vuole essere educativo... per i genitori!) mi pare inventato lì per lì e comunque sbagliato. Chi è il loro consulente neuropsichiatra infantile?







giovedì 29 settembre 2011

PIDOCCHI


Cari genitori
Qualche notizia su un insolito animale da compagnia: il pidocchio
Sono iniziate varie segnalazioni e anno dopo anno il problema è sempre più frequente. Tanto frequente che un famoso pediatra ha ipotizzato che se un bambino in età scolare non si "prende" i pidocchi potrebbe essere affetto da un disturbo del comportamento (disturbi del gruppo di malattie tipo autismo) in quanto i pidocchi NON saltano e si prendono se sono a contatto le teste dei bambini. Questo implica gioco a stretto contatto. Battute, o quasi a parte trovate spiegazioni sul mio sito: www.ferrandoalberto.it (o www.ferrandoalberto.eu) (indirizzo diretto: http://www.ferrandoalberto.com/Collegamenti/pidocchi.htm ) e qui sotto.
In estrema sintesi:
1) I pidocchi adorano il pulito quindi non vergognatevi se Vostro figlio/a li avesse
2) Non servono a nulla le terapie preventive (anzi possono avere effetti collaterali di allergie)
3) Serve il controllo frequente dei capelli alla ricerca di lendini
4) Le lendini (uova) sembrano forfora ma non si staccano agevolmente dai capelli da prendere in considerazione sono quelle vicine al cuoio capelluto (7 mm, meno di 1 cm). Se sono più lontane sono gusci vuoti
5) NON FATE LA TERAPIA PREVENTIVAMENTE: rischiate allergie e di determinare resistenza del pidocchio.
6) La terapia va fatta con uno dei vari preparati e soprattutto con tanta calma. Buoni risultati anche con la terapia fisica e nuovi prodotti non tossici (vedi in fondo all'articolo)
7) Per la scuola hanno trovato una soluzione all'italiana: il bambino può rientrare dopo certificato del medico che attesta che è stata fatta terapia disinfestante: siccome non siamo attrezzati a fare shampoo ecc si attesta quanto dice il genitore. IN CONCLUSIONE CONTROLLATE LA TESTA DEI VOSTRI FIGLI.


Negli ultimi anni sono aumentati i casi di pidocchi nella popolazione infantile. Sono soprattutto i bambini che vivono in comunità (nidi, asili e scuole) a essere colpiti per primi. Dal bambino il pidocchio si può diffondere nelle famiglie.
L’infestazione (si parla di infezione solo nelle malattie infettive, per i parassiti come il pidocchio, di infestazione) predilige l’età tra i 5 e gli 11 anni, ma nessuna età è risparmiata, il sesso femminile, i capelli folti, più che lunghi (quindi non serve a niente tagliare a zero i capelli come una volta veniva fatto), e puliti. Molti pensano subito al binomio pidocchio-sporcizia, invece questi “cari” animaletti adorano i capelli puliti e profumati. Dobbiamo subito dire a tutti che al giorno d’oggi, "prendere i pidocchi" non rappresenta un segnale di scarsa igiene personale e familiare, né tanto meno di sporcizia e di povertà (anche se fra gli adulti sembrano più colpiti quelli con scarsa igiene personale).

Il pidocchio colpisce tutti, ricchi e poveri, sporchi e puliti, global e no-global, maggioranza e minoranza, è un raro esempio di eguaglianza sociale.
Ancora oggi viene però identificato con scarsa igiene personale e povertà per cui molte famiglie cercano di nascondere la situazione a tutti, mentre altre fanno “crociate” contro le famiglie meno abbienti o più isolate della scuola.
È importante, quando avvengono dei casi di pediculosi, applicare norme comuni di comportamento al fine di evitare la diffusione nella comunità e nelle famiglie e di evitare le altrimenti frequenti reinfestazioni.

Qualsiasi terapia diretta al singolo bambino e famiglia è pressoché sicuramente destinata all’insuccesso se non si forniscono chiare indicazioni a tutte le famiglie.
Innanzitutto la trasmissione avviene per contatto diretto con i capelli infestati e con i pettini, con le spazzole, attraverso i cappelli o altri effetti personali (pensate a tutte le sciarpe e cappotti messi insieme in accappatoi comuni). Ricordate comunque che il pidocchio non salta e non vola!!

Vediamo di conoscere un po’ di più questo animale di (non desiderata) compagnia: Il pidocchio vive da 1 a 2 mesi e si nutre esclusivamente di sangue umano, per cui deve soggiornare vicino ai capelli anche perché “sta bene” (soffre il freddo) con una temperatura di 35-37 °C. Lontano dal corpo umano sopravvive per un tempo massimo di 10 giorni (RICORDARE), in media 2-3 giorni.

Le femmine depositano le uova (da 4 a 6 al dì per un totale di 250-300 per femmina) che vengono fissate alla radice dei capelli a pochi millimetri dalla pelle. Se si riscontrano lendini (uova) oltre i 7 mm possiamo essere certi che è un guscio vuoto o che la lendine è morta (il “pidocchino”, detto ninfa, esce dall’uovo dopo circa 10 giorni e la crescita del capello è in media di 0,4 cm al dì). Anche i famosi CDC (Center for Disease Control) di Atlanta, USA, hanno stabilito che la diagnosi può essere fatta quando la maggior parte delle uova sono a meno di 6,5 mm dal cuoio capelluto (http://www.cdc.gov/ncidod/dpd/parasites/lice/default.htm).
Addirittura per alcuni la diagnosi si può porre solo quando si riesca a trovare un pidocchio vivo, che si muove.

Il primo sintomo è rappresentato dal prurito, variabile molto da persona a persona, inizialmente alla nuca e dietro alle orecchie. Al prurito segue il trattamento con conseguenti “lesioni da trattamento” cioè ferite che possono complicarsi con infezioni che causano dolore e aumento dei linfonodi del cuoio capelluto e della nuca.

L’ispezione, con una forte sorgente luminosa, consente di visualizzare le lendini alla radice dei capelli e, solo più raramente, il pidocchio vivo. Le lendini sono piccoli elementi del diametro di 0,3 per 0,8 mm, di forma ovoidale, di colore biancastro-giallastro, attaccate a un capello. Il PT ha una forma allungata, un colorito bianco-grigiastro, è lungo da 1 a 4 mm e rimane fisso ai capelli.

Comunque la semplice ispezione dei capelli spesso non consente di porre la diagnosi, perché i ¾ dei casi possono non essere riconosciute (R.J. Roberts, Head lice, New England Journal of Medicin, del 2002). La diagnosi è più sicura se si utilizza un pettine con i denti molto vicini e fitti (la vecchiapettinessa). La pettinessa va usata dopo aver pettinato i capelli con un pettine o spazzola normale. Il risultato è migliore se i capelli sono bagnati. La pettinessa va inserita alla base del capello e fatta scorrere con decisione fino alla punta. Si esamina frequentemente il pettine per vedere se si è “catturato” il pidocchio.

Quando in una famiglia si fa diagnosi di pediculosi della testa, vanno esaminati accuratamente tutti i componenti. Temperature superiori a 53,5° C, mantenute per 5 minuti sono letali per uova e pidocchi. Spazzole e pettini possono essere lavati con un pediculocida o in acqua calda. Anche il lavaggio a secco è efficace. Per oggetti non usati da oltre qualche giorno non è necessario procedere ad alcun provvedimento: nel dubbio è sufficiente conservare oggetti, cappelli e vestiti per 10 giorni, in un sacco di plastica.

Ai bambini deve essere permesso di tornare a scuola o in comunità il mattino dopo il primo trattamento, poiché il rischio di trasmissione è rapidamente ridotto dal trattamento. È da rivedere la politica di riammettere a scuola o in comunità solo i bambini che siano completamente senza uova, che, come abbiamo visto, possono essere vuote o morte dopo il trattamento.
Trattamento
Ricordiamo che diverse sostanze, soprattutto pesticidi, quando usati frequentemente possono causare problemi. Quindi, prima di intraprendere una qualsiasi terapia, consultate il vostro pediatra e ricordate che, purtroppo, non esiste nessuna terapia che sia efficace al 100%.

Per eliminare definitivamente i pidocchi è necessario, oltre ad effettuare la terapia consigliata dal vostro pediatra, eliminare tutti i pidocchi e tutte le lendini. Facile da dire ma, molto difficile da fare, in quanto le lendini sono strettamente attaccate ai capelli. Si può ricorrere ad una miscela, in parti uguali di acqua ed aceto anche se, tale procedura, come riportato in letteratura medica, non ha condotto ad alcun beneficio clinico. Infatti, i bambini possono tornare a scuola, indipendentemente dalla presenza di lendini. Il trattamento in genere va ripetuto dopo 10-15 giorni.

Dopo il trattamento e l'uso di uno shampoo neutro, i capelli debbono essere pettinati con un pettine fitto, allo scopo di rimuovere le lendini. La completa rimozione delle lendini dipende dalla struttura del pettine, dalla durata, dalla tecnica e dalla precisione del suo uso. L'impiego di soluzioni di aceto rende più facile l'asportazione.
Tutti i vestiti, la biancheria personale, i lenzuoli e le federe debbono essere lavati in lavatrice. Altri oggetti (spazzole, pettini, cuscini, materassi) e animali da casa debbono essere trattati con insetticidi in polvere.

Non bisogna assolutamente effettuare terapia se il bambino non ha i pidocchi, in quanto tutti i farmaci, anche i più recenti, possono dare degli effetti collaterali o scatenare reazioni allergiche. La gravità aumenta quando la madre, incautamente, ripete il trattamento in modo continuativo o comunque ravvicinato.

Nessun farmaco va usato per la prevenzione. L’unica prevenzione è l’esame della testa. Tutti i farmaci hanno una, seppure minima, tossicità. Anche l’uso protratto che alcuni genitori fanno, spontaneamente o consigliati da qualche “esperto” può esporre a pericoli.

Non esistono studi su terapie alternative: erbe, oli naturali, petrolio, cherosene, ecc. Questi ultimi sicuramente possono essere causa di avvelenamenti, non danno garanzie né sull’efficacia né sulla sicurezza.

La rimozione locale con pettine fitto da parte dei genitori è un’alternativa agli insetticidi, che non sono raccomandati nei bambini in età inferiore ai 2 anni.
L’uso del pettine fitto deve essere fatto dopo aver bagnato i capelli e va fatto per almeno 15-20 minuti e ripetuto ogni 3-4 giorni per varie settimane. Il risultato di tale terapia non è entusiasmante, il successo si ottiene in circa 4 bambini su 10.
I farmaci utilizzati sono:
INSETTICIDI, SCHIUME SOFFOCANTI, FITOTERAPIA, RIMOZIONE MANUALE.
La terapia più usata è quella a base di insetticidi. I pidocchi stanno diventando sempre più resistenti a questi farmaci

la permetrina, derivato sintetico del piretro, poco assorbita dalla cute. Non va utilizzata sotto i 6 mesi di età. Ha una bassa tossicità ma può indurre reazioni di tipo allergico. La sua efficacia sui pidocchi si manifesta dopo qualche munto dalla applicazione. Si trova in commercio sotto forma di crema liquida all’1% e si applica sul cuoio capelluto, umidi per un predente lavaggio con uno shampoo normale.
Tutta la letteratura recente afferma che, "
grazie alla sicurezza e alla efficacia, la permetrina viene considerata oggi come il trattamento di scelta del pidocchio della testa". Da ricordare che è infiammabile.

Il lindano, o gamma-benzene esacloruro, pesticida, è un'altra sostanza di sicura efficacia, usata per decenni, nel passato, per la cura della pediculosi. È sotto forma di shampoo all’1% e di lozione all’1%. Lo shampoo va lasciato agire per 4 minuti mentre la lozione va lasciata agire per almeno 8 ore. È meno efficace della permetrina ed è necessario ripetere il trattamento dopo una settimana. Solo in caso di uso eccessivo e scorretto o d’ingestione accidentale si è verificata tossicità a livello del sistema nervoso centrale, comprendente crisi epilettiche, e a livello del midollo osseo. Il lindano è controindicato nei nati da parto prematuro, nelle donne in gravidanza o durante l'allattamento e nei pazienti che siano soggetti a crisi convulsive.

Le piretrine: sostanze ricavate dai fiori di crisantemo, abitualmente associate in terapia con il piperonil butossido, che conferisce loro stabilità e potenzia il loro effetto. Questi prodotti possono essere venduti direttamente al pubblico, sono innocui e sono cosmeticamente accettabili; la loro applicazione richiede solo 10 minuti. Nel passato sono stati molto usati contro i pidocchi del capo. Richiedono un trattamento da 5 a 7 giorni dopo il primo per uccidere le ninfe, provenienti dalle uova appena dischiuse. Sono stati descritti insuccessi terapeutici con questi prodotti.

Il malation è un pesticida organofosforico, molto usato in agricoltura in USA, per l'eradicazione degli insetti. È probabilmente il prodotto pediculocida ed ovicida ad azione più rapida (pidocchi e uova sono uccisi in 3 secondi) nel trattamento della pediculosi del capo. Non va usato nei bambini di età inferiore ai 18 mesi. Esso è sicuro quando viene correttamente impiegato, ma è stato ritirato dal mercato americano dallo stesso produttore per il suo odore sgradevole, per il veicolo alcoolico (che produce dolore quando giunga a contatto con la congiuntiva), per il lungo tempo di applicazione e per la sua infiammabilità. È disponile in Italia come shampoo all'1% (Aftir gel e shampoo): viene consigliato in due applicazioni, di dieci minuti ciascuna, intervallate da una settimana.

Negli ultimi anni sempre più spesso sono stati riscontrati insuccessi nel trattamento della pediculosi. Nella maggior parte dei casi è risultato che si trattava di una mancata osservazione delle indicazioni del pediatra o del foglietto illustrativo; altre volte l'insuccesso poteva essere legato a una precoce reinfestazione o a una vera e propria mancata esecuzione del trattamento prescritto. Esistono tuttavia in alcuni casi prove sicure che stia insorgendo e che stia aumentando la resistenza del pidocchio del capo ai pediculocida.

Insetticidi, le ragioni del sì.
Bloccano il sistema nervoso dei pidocchi (Permetrina, Piretrine e Malathion), vanno usati solo in presenza di insetti vivi.
Insetticidi, le ragioni del no.
Qualche rischio di effetti collaterali nell’immediato (rash e allergie cutanee), ma soprattutto il loro uso inappropriato per dosi e tempi comporta un elevato rischio di aumento delle resistenze: ad esempio gli shampoo antipidocchi contengono dosi basse di insetticida e restano a contatto col cuoio capelluto per poco tempo, selezionano così pidocchi resistenti. Inoltre le lendini non hanno un sistema nervoso e quindi non sono sensibili agli insetticidi e, potendosi schiudere anche dopo 14 giorni, possono sopravvivere anche ai due trattamenti a 8 giorni di distanza, normalmente consigliati.
Schiume soffocanti, le ragioni del sì.
Sono efficaci e sicure, in Italia ne abbiamo in commercio in associazione alle piretrine.
Schiume soffocanti, le ragioni del no.
Rash e allergie cutanee; l’effetto sulle lendini non è sicuro.
Fitoterapia le ragioni del sì.
Le sostanze in uso sono numerose e popolari: il Chik-chack israeliano (ora in commercio anche in Italia), il Tea tree oil, l’Olio di Pid ed altro ancora: sono sostanze oleose e probabilmente funzionano per il blocco meccanico delle zampe del pidocchio, che può poi essere rimosso facilmente col pettine. È da poco disponibile in commercio anche un prodotto a base di Dimeticone (un silicone analogo a quello usato in precedenza per le coliche gassose), che ha dimostrato una certa efficacia.
Fitoterapia le ragioni del no.
Anche con questi preparati sono possibili reazioni avverse (allergie cutanee).
Rimozione meccanica, le ragioni del sì.
Il miglior sistema di diagnosi, il wet combing, è anche un ottima terapia; ripetuta ogni 3-4 giorni per 2 settimane da mani esperte, su infestazioni modeste, può essere efficace quanto i tradizionali pediculicidi (come rilevato da recenti studi), a fronte di nessun effetto avverso. Questo sistema consente di stabilire con certezza se ci sono insetti vivi e nel contempo li rimuove, fatto spesso risolutivo nelle piccole infestazioni, che da noi sono le più frequenti. Inoltre consente anche la prevenzione: se si ha notizia di un contatto è facile fare un controllo sul capo del proprio bambino.

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