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mercoledì 21 settembre 2016

VACCINAZIONI PRIMA E DURANTE LA GRAVIDANZA: CHIEDETE

Mamme (e premamme) pensate a vaccinarvi prima (per rosolia e varicella) di aspettare un bambino e durante (influenza e pertosse) la gravidanzaper proteggere il vostro bambino. E per le scelte vaccinali sentite il vostro pediatra e il vostro medico curante perché per proteggere un neonato è necessario verificare le vaccinazioni fatte in tutta la famiglia.
PURTROPPO UN’INDAGINE FATTA in questi giorni su quasi 2000 mamme ha rilevato una mancanza di informazione sui vaccini da conoscere, e fare, durante la gravidanza (e anche prima): al 94 % delle donne non è stato detto nulla sul rischio di malattie come la pertosse e l’influenza e sulla utilità della vaccinazione.
PRIMA DELLA GRAVIDANZA:
Tutte le donne in età fertile devono  essere protette nei confronti di MORBILLO-PAROTITE-ROSOLIA (MPR) E  VARICELLA, dato l’elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione.  Se non avete fatto la malattia PRIMA della gravidanza è raccomandatissima la vaccinazione per queste malattie.
La Varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, oltre al rischio per il nascituro, è anche molto grave per la madre.
Nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione già dal reparto maternità, nell’immediato post-partum.
DURANTE LA GRAVIDANZA:
INFLUENZA:  è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’influenza aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza.
DIFTERITE TETANO PERTOSSE: la pertosse contratta nei primi mesi può essere molto grave o persino mortale, la fonte di infezione può essere spesso la madre, e la protezione conferita passivamente da madri infettate da bacillo della pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante. Per tali motivi vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di immunizzare il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva da vaccinazione del bambino. Il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto.





http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=gravidanza

sabato 13 agosto 2016

NUOVO CALENDARIO VACCINALE E VACCINAZIONI IN GRAVIDANZA: ALCUNE SI POSSONO FARE PRIMA ALCUNE DURANTE LA GRAVIDANZA. Pensiamoci prima:

VACCINAZIONI IN GRAVIDANZA: ALCUNE SI POSSONO (DEBBONO?) FARE PRIMA ALTRE  DURANTE LA GRAVIDANZA. Pensiamoci prima:
Pertosse, varicella, morbillo, rosolia, influenza
PRIMA DELLA GRAVIDANZA:
Tutte le donne in età fertile devono  essere protette nei confronti di MORBILLO-PAROTITE-ROSOLIA (MPR) E  VARICELLA, dato l’elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione.  Se non avete fatto la malattia PRIMA della gravidanza è raccomandatissima la vaccinazione per queste malattie.
La Varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, oltre al rischio per il nascituro, è anche molto grave per la madre.
Nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione già dal reparto maternità, nell’immediato post-partum.
DURANTE:
INFLUENZA:  è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’influenza aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza.
DIFTERITE TETANO PERTOSSE: la pertosse contratta nei primi mesi può essere molto grave o persino mortale, la fonte di infezione può essere spesso la madre, e la protezione conferita passivamente da madri infettate da bacillo della pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante. Per tali motivi vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di immunizzare il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva da vaccinazione del bambino. Il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto.








lunedì 29 giugno 2015

VARICELLA: SI PUO' CERCARE DI PREVENIRE???

VARICELLA: SI PUO' CERCARE DI PREVENIRE???
Cari genitori
Vari casi di varicella. Si può prevenire con un vaccino, indicato a tutti bambini dal 13 mese di vita e ad adulti che non l'hanno fatta e SOPRATTUTTO NELLE DONNE IN QUANTO LA VARICELLA CONTRATTA IN GRAVIDANZA PUO ' DARE DEI PROBLEMI.
E se uno non vaccinato viene in contatto??? Si può fare qualcosa?
a risposta è SI: leggete qui:
E’ possibile prevenire la varicella dopo essere stati a contatto?? 
SI: vaccinandosi entro 3 giorni
SI o attenuandola con farmaci antivirali se presenti fattori di rischio
Anche se la letteratura medica non supporta l’utilizzo di antivirali ( Acyclovir ) nel bambino per la prevenzione della varicella in quanto non porta benefici reali, a fronte di costi certi senza una riduzione del rischio di complicanze. (Inoltre la profilassi farmacologica con Aciclovir nel bambino sano può favorire una mancata sieroconversione e rendere il bambino stesso suscettibile di ammalarsi in epoca più adulta Quaderni acp 2011; 18(6) )
Tenendo conto di alcuni fattori di rischio, però,  una profilassi può essere presa in considerazione. Anche su indicazioni tratte dal sito www.epicentro.iss.it dell’Istituto superiore della sanità ove si trova scritto “Nei casi più a rischio di complicanze (adolescenti, persone con malattie respiratorie croniche o in trattamento con steroidi) e nei casi secondari familiari si può ricorrere a farmaci antivirali come l’acyclovir. La terapia antivirale non è raccomandata nei bambini con varicella altrimenti sani, visto che, somministrata per via orale entro 24 ore dall’inizio dell’esantema, determina solamente una modesta riduzione dei sintomi. Nei pazienti immunodepressi è raccomandata la terapia antivirale per via venosa”.
Un noto e stimato pediatra, il Prof. Bartolozzi,  mancato recentemente, scriveva che “l’Acyclovir, riducendo l’entità della malattia e quindi anche il numero delle vescicole, è in grado di ridurre le complicanze infettive a carico della cute. D’altra parte, non ce lo dimentichiamo, mentre l’Acyclovir non è affatto indicato per trattare una varicella in soggetti non a rischio, trova una precisa indicazione nei soggetti a rischio(epoca neonatale e tutto il primo anno di vita, soggetti immunocompromessi, soggetti in età superiore ai 13 anni)”.
Pertanto l’uso dell’Acyclovir nei soggetti a rischio è quindi sempre indicato per attenuare l’entità della malattia e per ridurre l’incidenza di complicanze, non per eliminarle completamente, almeno quelle a carico del sistema nervoso centrale”
Voglio ricordare che un altro modo di fare un’ottima prevenzione è quello di vaccinare il bambino, prima che siano trascorsi 3 giorni dall’esposizione,  con il vaccino per la varicella , in modo nello stesso tempo da difenderlo dalla malattia, creando insieme le difese attive, forse per la vita.

domenica 14 giugno 2015

BAGNO DOPO MANGIATO, ALCOL IN GRAVIDANZA: RISPOSTE AI VOSTRI QUESITI

BAGNO DOPO MANGIATO, ALCOL IN GRAVIDANZA: RISPOSTE AI VOSTRI QUESITI
Cari Genitori
Due risposte,  molto sintetiche ma sul blog trovate spiegazioni più dettagliate, pubblicate su "Il Secolo XIX" di oggi a quesiti di genitori:
- Bagno dopo mangiato
- Alcol in gravidanza
Buona domenica
Per approfondire: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/06/alcol-e-danni-bambini-adolescenti-e.html
Alberto Ferrando




venerdì 5 giugno 2015

ALCOL E DANNI A BAMBINI ...ADOLESCENTI E ADULTI: IN GRAVIDANZA NON SI DEVE BERE ALCOL

ALCOL E DANNI A BAMBINI ...ADOLESCENTI E ADULTI: IN GRAVIDANZA NON SI DEVE BERE ALCOL
Cari genitori e ragazzi 
Dobbiamo smettere di guardare con tolleranza l'uso (non dico l'abuso) di alcol. la documentazione sui danni alla salute, ad ogni età, sta diventando sempre più importante.
Innanzitutto è stato dimostrato che i danni nel sesso femminile sono 3 volte maggiori (vedete qui sotto) ma soprattutto si confermano i danni per il consumo in gravidanza.
" l’esposizione all’alcol può essere “subìta” dal nascituro durante la vita fetale e può essere “scelta” dall’adolescente in conformità a modelli sociali e comportamentali. Gli effetti sono comunque molto rischiosi per la salute fisica e mentale del futuro adulto e quindi dell’intera società.
L'alcol è la prima causa nota di ritardo mentale EVITABILE (SINDROME FETO ALCOLICA) e che oltre il 50% degli incidenti sono legati al consumo di alcol (il 99% dall'insieme di alcol + droghe + CATTIVI STILI DI VITA) SU CUI COME GENITORI, INSEGNANTI, PEDIATRI, RAGAZZI E TUTTI NON POSSIAMO PIU' FARE FINTA DI NIENTE. Anche se il fumo tra i ragazzi è in aumento (sigh!) almeno non si fuma più neli locali pubblici, nei cinema e negli ospedali. Non possiamo proibire di farsi del male ma ALMENO AVVISARE CHE L'ALCOL COME IL FUMO DANNEGGIA E FORTEMENTE LA SALUTE.

L'alcol è una vera emergenza. Morti di droga e ricoveri per alcol e altre dipendenze. Ma chi aiuta le famiglie e i ragazzi?? Pur di guadagnare, noi adulti, “decisori”  compresi, pecchiamo di permissivismo e pubblicità e consentiamo discoteche che aprono a mezzanotte. Abbiamo ragazzi che non dormono, non mangiano (anoressia) o hanno disturbi alimentari (bulimia) o mangiano troppo (Obesità) o per mangiare bene diventatno dei fanatici (ortoressia).....Intanto i nostri politici vergognosamente non considerano i ragazzi e i bambini. In Liguria non abbiamo più NOTIZIE DEL GARANTE DELL'INFANZIA IN LIGURIA. CHE VERGOGNA!!
MA INTANTO IL RUOLO PRINCIPALE E FONDAMENTALE LO ABBIAMO NOI GENITORI E TEMI COME ALCOL, DROGHE, TRAFFICO, SESSUALITA’ DOBBIAMO PARLARNE BEN PRIMA DELLA ADOLESCENZA. Parlarne in senso globale e cioè non solo con le parole ma con il comportamento nostro , con l’esempio positivo. RICORDATE CHE I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/02/come-imparano-i-bambini.html 
I genitori sono il fattore più importante nel determinare se il loro figli adolescenti decidono o meno di bere alcol E ANCOR PRIMA AD EDUCARLI

Alcuni studi hanno (Dal sito www.alcolnews.it )  dimostrato che i genitori hanno la massima influenza sulla scelta di un minorenne di consumare alcol. Quindi è importante che i tuoi figli conoscano la tua posizione: non si può bere se non si ha l'età legale per farlo.
Continua a parlarne
Una relazione forte e positiva tra genitori e figli è basata su una comunicazione aperta e bidirezionale. Puoi ottenere una reazione positiva parlando ogni giorno con i tuoi figli (e ascoltandoli) delle loro esperienze a scuola, con gli amici, dei loro interessi e dei loro sogni. Queste conversazioni ti aiuteranno a parlare anche di temi più seri, come il divieto di consumare alcol.
Cerca di evitare di avere la tua prima conversazione sull'alcol con i tuoi figli quando insorge un problema. Approfitta delle occasioni quotidiane come quando siete in macchina, state andando a fare la spesa, mentre state cenando o guardando la televisione. Siate onesti, usate spiegazioni adeguate alla loro età che possano condurlo all'indipendenza.
Chiedi a tuo figlio o tua figlia quali siano i loro pareri in materia di alcol. A questo punto sciogli eventuali dubbi e smaschera i vari miti e leggende sul consumo di alcol.
Simula le possibili situazioni critiche
Cosa fare se a una festa i loro amici iniziano a bere? 
Cosa fare se qualcuno gli offre alcol? 
Cosa fare se un amico che ti sta portando a casa in macchina ha bevuto? 
Cosa fare se un amico che ha bevuto sta male o sviene?
Parlate delle scelte disponibili in ciascuna situazione cercando di raggiungere un accordo su quali siano maggiormente compatibili con i vostri valori di famiglia. Questo aiuterà i vostri figli ad essere preparati a non subire la pressione del gruppo e a reagire positivamente a situazioni potenzialmente pericolose.
Stabilisci delle regole e spiega le conseguenze per chi non le rispetta
Come genitore devi stabilire delle regole e accertarti che i tuoi figli comprendano le conseguenze del bere alcol senza avere età legale per farlo. Fai sapere ai tuoi figli che le regole e le relative punizioni ci sono perché hai cura di loro, e che se seguiranno le regole ciò porterà ulteriori privilegi perché saprai che meritano fiducia.
Studia le leggi
Le regole sull'alcol e i minorenni non sono limitate a quelle imposte dalla tua famiglia. Fai in modo che tutti, compreso te e i tuoi figli, sappiano cosa dice la legge del vostro paese in materia di consumo di alcol da parte di minorenni.
Sii presente
Cerca di avere un ruolo attivo nella vita quotidiana dei tuoi figli - sapere chi sono i loro amici, dove vanno e cosa stanno facendo. Invita anche i genitori degli amici di tuo figlio a fare lo stesso, e spiegagli il tuo parere circa il consumo di alcol da parte dei minori.
Dai il buon esempio
Bevi in maniera responsabile e osserva le leggi sull'alcol del tuo paese, aiuterai anche a rinforzare degli importanti valori che tuo figlio o tua figlia devono seguire.
Dal sito www.alcolnews.it

sabato 10 gennaio 2015

E dopo la Befana è arrivata l'influenza e non solo: bronchioli e bronchiti e broncopomoniti :-(

E dopo la Befana è arrivata l'influenza e non solo: bronchioli e bronchiti e broncopomoniti :-(
Cari genitori
Finora non vi ho tediato con l'influenza ma è arrivata!!! 
Abbiamo avuto nei bambini grandi epidemie (soprattutto a Roma) da Virus respiratorio sinciziale che causa nei bambini dieta inferiore a 1 anno una brutta bronchite detta bronchiolite che richiede spesso il ricovero. 
RICORDATE CHE PER I VIRUS NON ABBIAMO, SALVO RARE ECCEZIONI,  TERAPIE. GLI ANTIBIOTICI A NULLA SERVONO. SERVE: IGIENE ALIMENTARE E LAVAGGIODELLE MANI, USCIRE TANTO, NON FREQUENTARE LUOGHI CHIUSI E AFFOLLATI E SE AVETE BAMBINI  PICCOLI FATE PARTICOLARE ATTENZIONE.
Anche a Genova abbiamo bruttissime bronchiti. 
Prevenzione? 

  • vaccino, 
  • Uscire all'aria aperta il più possibile in zone non inquinate (non in centro almeno)
  • Lavare le mani frequentemente
  • Arieggiare l'ambiente a casa e nelle scuole e asili
  • Mangiare bene (frutta e verdura tanta) e bere tanto

Le misure di protezione personali sono da considerare un elemento importante per la limitazione della diffusione dell’influenza. Il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) 
raccomanda le seguenti azioni: 

o   Lavarsi spesso le mani (in assenza di acqua uso di gel alcolici), in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito. (Sternutire sul fazzoletto o nell’incavo del braccio)
o   Buona igiene respiratoria. Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce
o   Isolamento volantario. Evitare contatti ravvicinati in caso di malattie respiratorie febbrili in fase iniziale.
o   Uso di mascherine delle persone con sintomi influenzali quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali, ambulatori medici)
Queste misure semplici, ma ad elevata efficacia, sono complementari a quelle farmacologiche con vaccini e antivirali.

Qui sotto trovate i grafici forniti dal Dipartimento di Salute dell'Università di Genova inviati dal Prof. Ansaldi da cui risulta 

Contesto nazionale ed internazionale
La sorveglianza dell'influenza nel nostro Paese relativo alla prima settimana del 2015 mostra che l’attività dei virus influenzali ha superato il valore soglia di 2,36 casi per mille assistiti, che determina l’inizio del periodo epidemico. Il valore di incidenza totale di di sindromi influenzali è 3,93 casi per mille assistiti: la fascia più colpita è quella dei bambini di età 0-4 anni, con incidenza di 10,34 casi per mille assistiti. I soggetti di età pari o superiore a 65 anni hanno mostrato incidenze pari a 2,13 casi per mille assistiti.
I virus attualmente predominanti sono di tipo A(H3N2).
Livello internazionale trovate dati qui: http://www.cdc.gov/flu/weekly/ 







giovedì 8 maggio 2014

VARICELLA: COSA E', TERAPIA, VACCINAZIONE, NELL'ADULTO, IN GRAVIDANZA, PREVENIRLA

La varicella è causata dal virus varicella zoster (VZV), un herpes virus che causa 2 forme morbose distinte, la varicella e l’herpes zoster. La prima è dovuta all’infezione primaria da VZV, la seconda è dovuta alla riattivazione del VZV latente in chi aveva già contratto la varicella. La varicella è una malattia infettiva estremamente contagiosa (indice di contagiosità di oltre 90%), che colpisce soprattutto  in età pediatrica. (Tutte le malattie infettive sono contagiose, alcune pochissimo come la mononucleosi altre, come la varicella, molto per cui il contatto con una persona affetta da varicella determina la malattia nella maggior parte dei contatti suscettibili: che non avevano fatto la malattia o il vaccino).
La malattia ha un’incubazione di 7-21 giorni e quando insorge è caratterizzata  da febbre (molto variabile: da assente a molto alta) e lesioni cutanee. Le lesioni cutanee iniziano con delle macchiette inizialmente piane che si trasformano in vescichette (vedi foto) tipo piccole ustioni, di dimensioni variabili da pochi mm a 5 o più mm. Le vescicole sono ripiene di liquido inizialmente chiare che diventa poi giallastro, infine si rompono e si formano delle croste. 
Il numero delle vescicole varia da individuo ad individuo, da pochi elementi  fino a da avere una estensione su tutto il corpo,  in media si aggira circa sui 300 elementi. Le lesioni si manifestano su tutto il corpo, sul cuoio capelluto, sulle mucose, sui genitali e sulle mucose. L’eruzione è usualmente più intensa negli adolescenti e negli adulti ove ha un andamento più severo e le complicanze sono molto più frequenti. Da qui la raccomandazione di vaccinare tutti i bambini che a 11 anni non hanno avuto la malattia.
Le lesioni cutanee compaiono a “pousses” ossia a “gettate” subentranti. Pohelesioni all’inizio che aumentano rapidamente nei giorni successivi.
Tra le complicanze della varicella le più comuni sono certamente le sovrapposizioni batteriche causate da Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes. Altre complicazioni sono quelle respiratorie tra cui la polmonite che si verifica in circa il 20% delle infezioni dell’adulto mentre è molto meno frequente in età pediatrica. Il VZV può inoltre causare anche infezioni del sistema nervoso. In un paese come gli Stati Uniti, prima dell'introduzione della vaccinazione, la varicella causava ogni anno 4 milioni di casi a cui seguivano annualmente 10.000 ospedalizzazioni e circa 100 morti (1). Le ospedalizzazioni sono molto più frequenti nell'adolescente e nell'adulto tanto che la loro incidenza è oltre 20 volte superiore nella fascia di età tra 15 e 44 anni rispetto alla fascia di età 5-9 anni (2).
TERAPIA: solo sintomatica: antipiretico se febbre e antistaminico per bocca per il prurito (chiedere al pediatra curante). Utili anche bagnetti tiepidi e prodotti locali. Per quanto riguarda l’uso di farmaci antivirali (aciclovir)  il lro uso è da valutare in situazioni particolare (età, immunodeficienza) ricordando che il farmaco non è ben assorbito per via orale e  non indicato nel trattamento della varicella in bambini sani (dà buoni risultati per via endovenosa nei pazienti immunocompromessi per cui è necessario il ricovero per effettuare la terapia).  L’utilizzo dell’acyclovir per os nel trattamento della varicella riduce di poco la durata e l’intensità della malattia se la somministrazione del farmaco viene iniziata nelle prime 24 ore dall’inizio dell’eruzione, e ha un effetto quasi nullo se viene iniziato più tardivamente . Esistono pochi dati sull’uso dell’acyclovir nella prevenzione della varicella e soprattutto sul suo effetto nella protezione a lungo termine. 
PREVENZIONE:
Per tutte le ragioni sopra esposte la profilassi attiva (vaccino) della varicella ha un ruolo importante. Il vaccino anti-varicella, vivo attenuato, è in commercio in molti paesi del mondo e ne sono state già distribuite oltre decine di milioni di dosi.
Il vaccino si è dimostrato un buon immunogeno, inducendo sieroconversione in oltre 95% dopo la I dose in bambini di età compresa tra 12 mesi e 12 anni (7,8). In ragazzi più grandi ed adulti la percentuale di sieroconversioni dopo 1 dose è di circa il 75% per cui si consiglia, in queste categorie, di effettuare 2 dosi di vaccino, a distanza di 1 mese l’una dall’altra (7,8). Il vaccino ha una buone efficacia protettiva, difendendo dalla malattia nel 90% dei casi e dalle forme di entità media e grave quasi nel 100% dei casi. Dati recenti dimostrano infatti che durante epidemie di varicella il 74% dei casi si verificano in soggetti mai vaccinati in precedenza e, quando la malattia si verifica in soggetti che avevano già ricevuto il vaccino, nell’86% dei casi il paziente va incontro ad una forma lieve di malattia, caratterizzata da modesti segni generali e scarse lesioni cutanee.
VACCINAZIONE: Il vaccino appare estremamente sicuro; il più comune effetto collaterale è rappresentato da rossore o dolore in sede di iniezione. E’ possibile un’eruzione cutanea, ma questa si verifica in meno del 5% dei soggetti vaccinati.
Il vaccino è stato utilizzato per la prevenzione post-esposizione della varicella. La sua efficacia è stata dimostrata purché il vaccino venga somministrato nei primi 3 giorni dal contagio.
RACCOMANDATA LA VACCINAZIONE ALLE DONNE IN ETA’ FERTILE CHE NON HANNO AVUTO LA MALATTIA.
Ogni Regione adotta strategie vaccinali differenti. In Liguria il vaccino viene offerto gratuitamente ai bambini che a 11 anni non hanno fatto la malattia ma può essere eseguito prima con il sistema del co-pagamento (circa 23 euro). Per informazioni in altre Regioni contattate il Vostro Pediatra o il Servizio di Igiene Pubblica .
Alberto Ferrando



Cari genitori
AVETE FATTO LA VARICELLA??  SE NON L'AVETE AVUTA O SIETE IN DUBBIO VALUTATE LA VACCINAZIONE. 
Come potete leggere qui  nel reparto di rianimazione dell'Ospedale San Martino di Genova è ricoverato in gravissime condizioni un quarantenne colpito da varicella. L'infezione sarebbe stata trasmessa dal figlio.   Mentre nella città ligure si sommano le segnalazioni (abbiamo vari casi in questo periodo), Giancarlo Icardi, Direttore del Dipartimento di igiene dell'Università di Genova, ricorda come "purtroppo in età adulta la varicella può portare a complicazioni e in pochi, sfortunati casi può degenerare anche fino alla morte". TRovate spiegazioni dettagliate della malattia, con foto, qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=varicella

In questo post non parlo di bambini, o almeno non solo di bambini. La varicella nell'adulto può far stare molto male, avere complicazioni e nella donna in gravidanza causare problemi (dopo la rosolia è la malattia che più frequentemente può dare problemi al bambino). 
Raccomandata la vaccinazione che ha un ruolo importante nella prevenzione. E' un vaccino sicuro infatti  Il vaccino anti-varicella, vivo attenuato, è in commercio in molti paesi del mondo e ne sono state già distribuite oltre decine di milioni di dosi.
Il vaccino ha una buone efficacia protettiva, difendendo dalla malattia nel 90% dei casi e dalle forme di entità media e grave quasi nel 100% dei casi. Dati recenti dimostrano infatti che durante epidemie di varicella il 74% dei casi si verificano in soggetti mai vaccinati in precedenza e, quando la malattia si verifica in soggetti che avevano già ricevuto il vaccino, nell’86% dei casi il paziente va incontro ad una forma lieve di malattia, caratterizzata da modesti segni generali e scarse lesioni cutanee.
Inoltre il vaccino è stato utilizzato per la prevenzione post-esposizione della varicella. La sua efficacia è stata dimostrata purché il vaccino venga somministrato nei primi 3 giorni dal contagio. VEDETE QUI: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/01/prevenire-la-varicella-si-puo.html
RACCOMANDATA LA VACCINAZIONE ALLE DONNE IN ETA’ FERTILE CHE NON HANNO AVUTO LA MALATTIA.
Ogni Regione adotta strategie vaccinali differenti. In Liguria il vaccino viene offerto gratuitamente ai bambini che a 11 anni non hanno fatto la malattia ma può essere eseguito prima con il sistema del co-pagamento (circa 23 euro). Per informazioni in altre Regioni contattate il Vostro Pediatra o il Servizio di Igiene Pubblica .
Alberto Ferrando 


Trovate la risposta anche qui sul Blog della Repubblica edizione di Genova: http://medico-bambini-genova.blogautore.repubblica.it/2013/01/04/si-puo-prevenire-la-varicella/


E’ possibile prevenire la varicella dopo essere stati a contatto?? 
SI: vaccinandosi entro 3 giorni
SI o attenuandola con farmaci antivirali se presenti fattori di rischio
Anche se la letteratura medica non supporta l’utilizzo di antivirali ( Acyclovir ) nel bambino per la prevenzione della varicella in quanto non porta benefici reali, a fronte di costi certi senza una riduzione del rischio di complicanze. (Inoltre la profilassi farmacologica con Aciclovir nel bambino sano può favorire una mancata sieroconversione e rendere il bambino stesso suscettibile di ammalarsi in epoca più adulta Quaderni acp 2011; 18(6) )
Tenendo conto di alcuni fattori di rischio, però,  una profilassi può essere presa in considerazione. Anche su indicazioni tratte dal sito www.epicentro.iss.it dell’Istituto superiore della sanità ove si trova scritto “Nei casi più a rischio di complicanze (adolescenti, persone con malattie respiratorie croniche o in trattamento con steroidi) e nei casi secondari familiari si può ricorrere a farmaci antivirali come l’acyclovir. La terapia antivirale non è raccomandata nei bambini con varicella altrimenti sani, visto che, somministrata per via orale entro 24 ore dall’inizio dell’esantema, determina solamente una modesta riduzione dei sintomi. Nei pazienti immunodepressi è raccomandata la terapia antivirale per via venosa”.
Un noto e stimato pediatra, il Prof. Bartolozzi,  mancato recentemente, scriveva che “l’Acyclovir, riducendo l’entità della malattia e quindi anche il numero delle vescicole, è in grado di ridurre le complicanze infettive a carico della cute. D’altra parte, non ce lo dimentichiamo, mentre l’Acyclovir non è affatto indicato per trattare una varicella in soggetti non a rischio, trova una precisa indicazione nei soggetti a rischio(epoca neonatale e tutto il primo anno di vita, soggetti immunocompromessi, soggetti in età superiore ai 13 anni)”.
Pertanto l’uso dell’Acyclovir nei soggetti a rischio è quindi sempre indicato per attenuare l’entità della malattia e per ridurre l’incidenza di complicanze, non per eliminarle completamente, almeno quelle a carico del sistema nervoso centrale”
Voglio ricordare che un altro modo di fare un’ottima prevenzione è quello di vaccinare il bambino, prima che siano trascorsi 3 giorni dall’esposizione,  con il vaccino per la varicella , in modo nello stesso tempo da difenderlo dalla malattia, creando insieme le difese attive, forse per la vita.
Alberto Ferrando







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