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venerdì 24 giugno 2016

IKEA RITIRATO IL CANCELLETTO "PATRULL" - ATTENZIONE SE LO AVETE

IKEA RITIRATO IL CANCELLETTO "PATRULL" - ATTENZIONE SE LO AVETE
"Sesto prodotto in 6 mesi.  Ikea ritira dal mercato il cancelletto "Patrull", la protezione per evitare che i bambini utilizzino le scale interne degli appartamenti o possano entrare in aree della casa pericolose. Alcune strutture, infatti, hanno ceduto, causando la caduta dei piccoli. Qualcuno è finito in ospedale. La multinazionale svedese ritira dal commercio, in media, un prodotto al mese". 
Un'indagine indipendente condotta a seguito delle segnalazioni ha dimostrato che "il meccanismo di bloccaggio non è affidabile e rappresenta quindi un rischio per i bambini piccoli, sebbene i prodotti siano stati testati e approvati secondo le norme vigenti", scrive Ikea sul suo sito.
Segnalazioni di  cancelletti "Patrull" che si sono aperti improvvisamente con conseguente caduta dalle scale dei bambini. 
Chi ha acquistato il prodotto può restituirlo in uno degli store Ikea ed è previsto un rimborso spese, come per i 5 prodotti ritirati dal mercato dall'inizio del 2016

martedì 15 luglio 2014

Lettera di una mamma che ha visto i filmati su youtube e ha salvato i figli (risposta a quella del bambino soffocato con polpetta all'IKEA)

Cari genitori
QUI SOTTO LETTERA DI UNA MAMMA CHE HA SALVATO LA FIGLIO SOLO VEDENDO I FILMATI SU YOUTUBE
Come pediatri (e infermieri, medici, volontari laici) stiamo organizzando in Italia dei corsi, volontari e gratuiti offerti a genitori, scuole ecc. per insegnare la manovra antisoffocamento (corsi detti di mass training. A Genova ogni mese da 70 a 100 persone partecipano a questi corsi con diapositive, filati e prova finale su manichino. Sono stati offerti anche nelle scuole ma.....diciamo non tutti hanno manifestato interesse e anche molti di voi genitori non hanno insistito abbastanza (ma come potete fidarvi a lasciare vostro figlio in una comunità ove vi rispondono che sono a posto per la legge??? E la coscienza??? E a Genova molte scuole NON hanno aderito a queste richieste, pubbliche, private, laiche e cattoliche :-( :-(
Organizziamo poi corsi per operatore di rianimazione e defibrillatore e disostruzione con certificazione (queste richiedono tempo e costi, non possono essere volontarie) per chi volesse approfondire
A breve organizzeremo Corsi di disostruzione, rianimazione e primo Soccorso pediatrico (ove verranno spiegate le più comuni emergenze pediatriche ( o ritenute tali) come febbre, affanno, traumi,  vomito, svenimenti ecc.
MA IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE. PER CHI PROPRIO NON VUOL FARE NIENTE...GUARDI ALMENO UNO DEI FILMATI QUI SOTTO:
LETTERA: Lettera di una mamma di un bambino soffocato da cibo (polpetta, a Bari, IKEA)
"Purtroppo si vive nella presunzione che non possa mai capitarci una cosa simile .... finchè un giorno per caso scopriamo che può capitare e capita ...più spesso di quanto si immagini , non finirò mai di ringraziare per vaer messo su youtibe il vostro video che ho visto , studiato e al momento buono mi è servito per slavare mia figlia per due volte !!! fortuna? forse ... sangue freddo di certo , e di certo imparare ed essere consapevoli aumenta in noi la prontezza di riflessi , grazie ancora per quello che fate e per l'instancabile passione che mettete nei vostri corsi .Paola mamma di 
Gaia :) "





 

lunedì 14 luglio 2014

Lettera di una mamma di un bambino soffocato da cibo (polpetta, a Bari, IKEA)

Cari Genitori
Ricevo, da Marco Squicciarini , questa lettera dei genitori del bambino di 3 anni morto per soffocamento da polpetta all'IKEA di Bari circa 12 mesi fa. Ho ancora "il groppo" in gola. E quanto accaduto non è servito a scuotere la gente a fare il corso per la manovra antisoffocamento. (e neanche di evitare un'altro decesso all'IKEA di Rom) e neanche scuote  società scientifiche che poco stanno facendo ma tanto discutono. Nelle scuole e asili si sente ancora gente che dice: noi non facciamo niente...chiamiamo il 118. Sappiate tutti che abbiamo una responsabilità a delegare e a far finta di ignorare perché dopo lettere come questa neanche i vigliacchi possono ignorare. Ricordo che trovate filmati su Internet, uno qui sotto e tornato dalle ferie ricominciamo con lezioni gratuite e con corsi da operatore. Ma li fanno anche altre società, la CRI, ANPAS ecc. (messaggio se i pediatri sono antipatici rivolgetevi ad altri). Se proprio non volete fare niente insistete, almeno che nell'asilo, scuola di vostro figlio sappiano fare la manovra antisoffocamento in modo corretto (e la ripetano ogni anno)
Buona serata
Alberto Ferrando

Cari Amici Istruttori,
vorrei condividere con Voi una lettera appena arrivata dalla mamma del piccolo Giulio, il bimbo di 3 anni morto presso l'Ikea di Bari circa 12 mesi fa. Verrà a fare il corso presso il nostro centro il giorno 18 luglio prossimo, insieme all a mamma di Francesco ( l'altro bambino di Ikea di ROMA morto pochi mesi fa) .
Avrei voluto non incontrarla per questo motivo.

" Caro Marco,
leggendo le testimonianze lasciate sul tuo sito avrei voluto essere una di quelle mamme che scrive per
ringraziarti ad avergli insegnato, ma dolorosamente ti scrivo per pregarti di non smettere mai di
diffondere, educare ed insegnare a salvare la vita.
Ci sono storie come quella di Giulio che fanno comprendere che non servono 400 persone, ma
una, una sola per vivere ancora.
Il nostro dramma è avvenuto 20 Agosto 2013 presso il ristorante dell’IKEA di Bari.
Come molte, eravamo una famiglia (io, Giulio, il papà e la sorellina di poco più di due mesi), di
ritorno dalle ferie, lì per finire degli acquisti di lavoro. Data l’ora, abbiamo deciso di mangiare qualcosa
prima del nostro ritorno nella nostra città, Campobasso.
Scelto il tavolo abbiamo scelto il pranzo: insalata per me, polpette per papà, per Giulio pennette al
pomodoro e, come premio di pazienza, patatine fritte. Giulio vuole essere imboccato come i bimbi
piccoli e poco dopo il piatto di pasta vuoto lascia il posto al piatto di patatine pieno. Nello stesso
piatto però ci sono le polpette di papà.
“… Un richiamo genitoriale ci ha distolti con lo sguardo per pochi secondi dalla tavola e da lì la
tragedia. Il papà è il primo a comprendere cosa sta succedendo: Giulio ha qualcosa in gola.
Istintivamente lo capovolgo e inizio a dargli delle pacche dietro le scapole ma una signora mi urla
“così lo ammazza” mi sento gelare il sangue e lo ripongo a terra terrorizzata. Urliamo aiuto. Paralisi,
come in un esperimento: tutti guardano e nessuno agisce. Chiamo personalmente il 118, linea
occupata, mando al diavolo il telefono e urlo di chiamare un’autoambulanza. Nel frattempo arrivano
due clienti di IKEA, probabilmente una coppia, probabilmente due medici (ancora oggi non so). Il
personale di IKEA è inerte, nessuno si avvicina a Giulio, chiediamo una borsa medica ma gli addetti
non sanno dov’è. Niente defibrillatore. I minuti passano e Giulio non reagisce, l’autoambulanza non
arriva, anzi non so se l’hanno chiamata … Dopo molti minuti arriva il 118 ma non la macchina del
medico che ci raggiunge dopo circa 7 minuti …. il medico del 118 discute con chi è stato al fianco di
Giulio fino a questo momento, ma non guarda mio figlio, non lo tocca, mentre lui ha ancora il
boccone in gola … Il mio compagno urla chiede disperatamente di pensare a Giulio, di andare in
ospedale. 50 secondi per arrivare al pronto soccorso pediatrico di Bari, poco più di un km di strada,
ma noi non sapevamo …” (tratto da http://ioceroblog.wordpress.com/io-cero-il-20-agosto-a-bari/)
Il boccone viene estratto e prego Dio che il suo cuore possa tornare a battere, ma non rifletto su un
nodo cruciale: il cuore senza testa non sa cosa fare. 20 giorni di TIN, di preghiere disperate, di pensieri
confusi, giorni infernali come molti della nostra vita da quel maledetto 20 Agosto.
Il nostro Giulio (che una settimana prima aveva festeggiato il suo terzo compleanno in spiaggia senza
fermarsi per un secondo, facendo sorridere tutti, facendosi amare, come solo lui sapeva fare) non è
volato via per una polpetta me per l’ignoranza, per mancanza di assunzione di responsabilità, per la
sfortuna di non aver trovato accanto a lui una mamma che abbia seguito un tuo corso sulle manovre
di disostruzione pediatriche, che abbia guardato un tuo video, che abbia agito prontamente e
correttamente. 400 spettatori, una multinazionale, ma non la persona giusta!
Caro Marco, ti ringrazio per averci accolto nel tuo mondo e per guidarci in questa nostra richiesta di
conoscenza, di diffusione e di “riscatto morale”.
Ti prego non mollare mai, non c’è cosa più bella al mondo di vedere il proprio bambino tornare a
giocare.
Nicoletta Bova (mamma di Giulio)


giovedì 13 marzo 2014

Bambino di 4 anni soffoca a Roma all'IKEA

NOTIZIE CHE NON VORREMMO MAI LEGGERE!!!:-( :-(  E LA SOLITA STORIA DELLA DELEGA: IL TEMPO CHE ARRIVI IL 118 E SI E' PERSO TEMPO!!! LAMOVRA ANTISOFFOCAMENTO DEVE ESSERE INSEGNATA A TUTTI I GENITORI, INSEGNANTI, ADDETTI MENSA.....TUTTI...TUTTI POSSIAMO SALVARE QUALCUNO E OGNUNO DI NOI PUO' ESSERE SALVATO SE CHI STA INTORNO SA FARE LA MANOVRA
Un bimbo di 4 anni è in gravi condizioni per un un malore avuto mentre era al ristorante dell'Ikea, al centro commerciale Porta di Roma. Il malore potrebbe essere legato a un principio di soffocamento mentre stava mangiando. Il 118 di Roma è intervenuto con tre ambulanze, a bordo delle quali c'era un medico che ha praticato manovre di disostruzione e rianimazione. Il bimbo è stato trasportato in codice rosso in ospedale.

Il bambino è in prognosi riservata all'Ospedale San Pietro. Il piccolo stava mangiando al ristorante del megastore quando si è soffocato con un boccone, sembra un wurstel. «Probabilmente si è trattato di un'ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

Ci hanno contattati segnalando che il bambino non respirava, così abbiamo dato al caso il codice rosso, inviando subito sul luogo le due ambulanze più vicine, più una terza con medico a bordo», afferma il direttore della Centrale operativa dell'Ares 118 di Roma, Livio De Angelis.

«I mezzi hanno raggiunto con tempi abbastanza buoni il posto, e qui il medico ha praticato le manovre di disostruzione, rianimando il piccolo, che è stato portato all'Ospedale San Pietro». Il bimbo ora è in prognosi riservata: «In questo momento è nella sala rossa nel pronto soccorso dell'ospedale, dove i medici lo stanno assistendo», conclude.

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