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giovedì 23 aprile 2020

Filmati su disturbi del sonno e parasonnie.

Filmati su disturbi del sonno e parasonnie.
Domani in diretta sulla mia pagina Facebook: Morte improvvisa: come prevenirla e anomalie del cranio: prevenzione


martedì 31 marzo 2015

PAVOR NOCTURNUS

PAVOR NOCTURNUS
Avrei bisogno di un suo parere mio figlio 2 anni da qualche giorno durante la notte mentre dorme (dorme nel lettone con noi) piange disperato un pianto inconsolabile. Durante il giorno sta bene ed è un bimbo tranquillo e non da alcun segno di irritazione od altro
Cosa potrebbe essere?

Cari Genitori

A parte il consiglio di sentire il proprio pediatra se la situazione proseguisse una ipotesi potrebbe essere quella di episodi di “pavor nocturnus” caratterizzato da episodi che in alcuni casi fanno pensare addirittura a una crisi convulsiva notturna. L’età in cui compaiono questi episodi è più frequentemente tra i 3 e i 6 anni  ma in alcuni bambini compaiono più precocemnete, o tardivamente. A seconda delle casistiche compare tra il 3 e il 10% dei bambini. Il bambino improvvisamente, per lo più durante la prima metà della notte, tra il primo e il secondo ciclo del sonno, si siede di colpo, grida, piange, a volte urla e singhiozza; se i genitori lo chiamano, non risponde, non li vede, non li riconosce, anche se ha gli occhi aperti. A volte gli occhi sono sbarrati, fissi. Può  compiere violenti movimenti con le mani, come per allontanare o aggredire; suda, ha il polso frequente, è affannato, pallido o appare congesto; dopo un periodo spesso abbastanza lungo, dell’ordine di diversi minuti (che sembrano una eternità) il bambino, a volte improvvisamente, si ridistende, si rilassa e si riaddormenta. SE il bambino è grande  in genere al mattino successivo non ricorda quanto avvenuto ed appare del tutto normale


lunedì 5 gennaio 2015

PARASONNIE: PAVOR NOCTURNUS, SONNANBULISMO E ALTRO

PARASONNIE: PAVOR NOCTURNUS, SONNANBULISMO E ALTRO

LE PARASONNIE (disturbi del sonno)
Nella sonnolenza: Spasmus nutans, Jactatio capitis
Nel sonno non REM: Sonniloquio Sonnambulismo Pavor nocturnus Bruxismo
Nel sonno REM: Incubo
Sono disturbi del sonno quasi sempre facilmente identificabili a seguito della descrizione fatta dai genitori (ma talora non sicuramente di-stinguibili tanto da richiedere accertamenti). Le parasonnie hanno in comune al- cune caratteristiche generali.
Possono manifestarsi nell’addormentamento, durante le fasi di sonno REM (fase del sonno con rapidi movimenti oculari: REM= Rapid Eyes Movement) o quelle di sonno non REM, alcune nella prima metà della notte, altre verso il mattino)
Sonniloquio: frequentemente si associa al sonnambulismo e si presenta con la frequenza pressappoco del 15% fra i ragazzi in età scolare. È caratterizzato dall’improvviso farfugliare parole sconnesse e poco intelleggibili per periodi molto brevi, quasi sempre di pochi secondi, accompagnato da movimenti delle le mani, il bambino  a volte si mette seduto ma per lo più rimane disteso, riprende tranquillamente il sonno non REM.
Sonnambulismo: compare nella prima parte della notte, per lo più un paio di ore dall’addormentamento, quasi sempre prima della comparsa della prima fase REM: il bambino improvvisamente si siede sul letto, e continuando a dormire, pur con gli occhi aperti, compiendo movimenti automatici delle mani per togliersi coperte e lenzuola, si alza in piedi e cammina; a volte torna immediatamente a letto, altre volte cammina per casa, anche per molti minuti; se viene svegliato per forza, permane a lungo in uno stato confusionale; seppur raramente può andare incontro ad incidenti di tipo traumatico, battendo contro mobili e muri o, come si è verificato, precipitando dalle scale ecc.
A parte il rischio di incidenti è da considerare come una situazione senza significati patologici, spesso geneticamente indotta, scarsamente influenzabile da fattori ambientali e socio-familiari, che tende a re- gredire spontaneamente.
Soltanto quando esso continua a verificarsi dopo il 20° anno di età, può essere considerato indice di disturbi neuropsichici.
Pavor nocturnus rappresenta la manifestazione più frequente e anche più difficile da valutare; spesso viene descritta dai geni- tori con caratteristiche che possono far pensare a una crisi convulsiva notturna. il bambino improvvisamente, per lo più durante la prima metà della notte, tra il primo e il secondo ciclo del sonno, si siede di colpo, grida, piange, a volte urla e singhiozza; se i genitori lo chiamano, non risponde, non li vede, non li riconosce, anche se ha gli occhi aperti e sbarrati, fissi, spesso compie violenti movimenti con le mani, come per allontanare o aggredire; suda, ha il polso frequente, è affamato, pallido, appare congesto; dopo un periodo spesso abbastanza lungo, dell’ordine di diversi mi- nuti, improvvisamente si ridistende, si rilassa e si riaddormenta, in genere al mattino successivo non
Bruxismo  ( “digrigna- mento dei denti”), frequente, circa il 12% di tutte le dissonnie), ma non se ne conosce la prevalenza nella popolazione. Quasi mai è elemento di apprensione né può essere conside- rato turba vera del normale evolversi del sonno; a volte però esso è così violento da creare problemi a chi dorme vicino al bambino, o allo stesso bambino che può essere svegliato dal rumore prodotto, o può, al mattino successivo, sentire dolore alle mascelle; non infrequentemente i denti vengono più o meno marcatamente consumati dalla ripetitività e dalla persistenza del fenomeno, tanto da richiedere a volte protezioni “paradenti” speciali o addirittura interventi protesici.
Incubo, a differenza del sonnambulismo, del sonniloquio e del pavor, si presenta nella fase REM-sognante del sonno, e precisamente, quasi sempre al termine del 3° e 4° ciclo . Si tratta di un sogno pauroso, spesso preceduto da “fenomeni vegetativi” (sudorazione, tremori,tachicardia)‚ al sogno segue spesso un risveglio improvviso con il ricordo dell’evento sognato, e angosciante per diversi minuti. L’incubo si presenta con notevole frequenza in tutte le classi di età; al di sotto dei 2 anni esso rappre- senta , molto probabilmente, la causa più frequente del rifiuto del sonno, perché il ricordo, non criticato, degli eventi sognati crea nel bambino la paura di doverli di nuovo rivivere andando a letto. Nel bambino in età prescolare spesso gli incubi rappresentano l’espressione notturna di disagi “vissuti” nella giornata, o di conflitti familiari. Soltanto il suo successivo ripetersi, anche in età adolescenziale e oltre, può essere considerato espressione di alterazioni psicologiche che richiedono più attenti approfondimenti e terapie.
Allucinazioni ipnagogiche: rare: si presentano all’inizio del sonno, quando il bambino sta per addormentarsi, con sensazione di rumori, di muoversi di oggetti, di chiudersi di porte, di voci sconosciute, vengono “viste” forme e colori non ben definibili; il bambino ha la sensazione di essere incapace di muoversi e di non poter fuggire.
(tratto da Medico e Bambino)

lunedì 10 marzo 2014

PARASONNIE: PAVOR NOCTURNUS, SONNANBULISMO E ALTRO

LE PARASONNIE (disturbi del sonno)
Nella sonnolenza: Spasmus nutans, Jactatio capitis
Nel sonno non REM: Sonniloquio Sonnambulismo Pavor nocturnus Bruxismo
Nel sonno REM: Incubo
Sono disturbi del sonno quasi sempre facilmente identificabili a seguito della descrizione fatta dai genitori (ma talora non sicuramente di-stinguibili tanto da richiedere accertamenti). Le parasonnie hanno in comune al- cune caratteristiche generali.
Possono manifestarsi nell’addormentamento, durante le fasi di sonno REM (fase del sonno con rapidi movimenti oculari: REM= Rapid Eyes Movement) o quelle di sonno non REM, alcune nella prima metà della notte, altre verso il mattino)
Jactatio capitis  è molto frequente nei primissimi anni di vita: si osserva nella fase di addormentamento soprattutto nei bambini trascurati o istitutizzati, per “tenersi compagnia”, muovono ritmicamente il capo in senso antero-posteriore e stando in piedi, appoggiati alla sponda del lettino; altre volte batte ritmicamente il capo contro il cuscino; a volte sono  oscillatorie latero- laterali, meglio note come “spasmus nutans”. Diagnosi differenziale con alcune forme di epilessia
Sonniloquio: frequentemente si associa al sonnambulismo e si presenta con la frequenza pressappoco del 15% fra i ragazzi in età scolare. È caratterizzato dall’improvviso farfugliare parole sconnesse e poco intelleggibili per periodi molto brevi, quasi sempre di pochi secondi, accompagnato da movimenti delle le mani, il bambino  a volte si mette seduto ma per lo più rimane disteso, riprende tranquillamente il sonno non REM.
Sonnambulismo: compare nella prima parte della notte, per lo più un paio di ore dall’addormentamento, quasi sempre prima della comparsa della prima fase REM: il bambino improvvisamente si siede sul letto, e continuando a dormire, pur con gli occhi aperti, compiendo movimenti automatici delle mani per togliersi coperte e lenzuola, si alza in piedi e cammina; a volte torna immediatamente a letto, altre volte cammina per casa, anche per molti minuti; se viene svegliato per forza, permane a lungo in uno stato confusionale; seppur raramente può andare incontro ad incidenti di tipo traumatico, battendo contro mobili e muri o, come si è verificato, precipitando dalle scale ecc.
A parte il rischio di incidenti è da considerare come una situazione senza significati patologici, spesso geneticamente indotta, scarsamente influenzabile da fattori ambientali e socio-familiari, che tende a re- gredire spontaneamente.
Soltanto quando esso continua a verificarsi dopo il 20° anno di età, può essere considerato indice di disturbi neuropsichici.
Pavor nocturnus rappresenta la manifestazione più frequente e anche più difficile da valutare; spesso viene descritta dai geni- tori con caratteristiche che possono far pensare a una crisi convulsiva notturna. il bambino improvvisamente, per lo più durante la prima metà della notte, tra il primo e il secondo ciclo del sonno, si siede di colpo, grida, piange, a volte urla e singhiozza; se i genitori lo chiamano, non risponde, non li vede, non li riconosce, anche se ha gli occhi aperti e sbarrati, fissi, spesso compie violenti movimenti con le mani, come per allontanare o aggredire; suda, ha il polso frequente, è affamato, pallido, appare congesto; dopo un periodo spesso abbastanza lungo, dell’ordine di diversi mi- nuti, improvvisamente si ridistende, si rilassa e si riaddormenta, in genere al mattino successivo non
Bruxismo  ( “digrigna- mento dei denti”), frequente, circa il 12% di tutte le dissonnie), ma non se ne conosce la prevalenza nella popolazione. Quasi mai è elemento di apprensione né può essere conside- rato turba vera del normale evolversi del sonno; a volte però esso è così violento da creare problemi a chi dorme vicino al bambino, o allo stesso bambino che può essere svegliato dal rumore prodotto, o può, al mattino successivo, sentire dolore alle mascelle; non infrequentemente i denti vengono più o meno marcatamente consumati dalla ripetitività e dalla persistenza del fenomeno, tanto da richiedere a volte protezioni “paradenti” speciali o addirittura interventi protesici.
Incubo, a differenza del sonnambulismo, del sonniloquio e del pavor, si presenta nella fase REM-sognante del sonno, e precisamente, quasi sempre al termine del 3° e 4° ciclo . Si tratta di un sogno pauroso, spesso preceduto da “fenomeni vegetativi” (sudorazione, tremori,tachicardia)‚ al sogno segue spesso un risveglio improvviso con il ricordo dell’evento sognato, e angosciante per diversi minuti. L’incubo si presenta con notevole frequenza in tutte le classi di età; al di sotto dei 2 anni esso rappre- senta , molto probabilmente, la causa più frequente del rifiuto del sonno, perché il ricordo, non criticato, degli eventi sognati crea nel bambino la paura di doverli di nuovo rivivere andando a letto. Nel bambino in età prescolare spesso gli incubi rappresentano l’espressione notturna di disagi “vissuti” nella giornata, o di conflitti familiari. Soltanto il suo successivo ripetersi, anche in età adolescenziale e oltre, può essere considerato espressione di alterazioni psicologiche che richiedono più attenti approfondimenti e terapie.
Allucinazioni ipnagogiche: rare: si presentano all’inizio del sonno, quando il bambino sta per addormentarsi, con sensazione di rumori, di muoversi di oggetti, di chiudersi di porte, di voci sconosciute, vengono “viste” forme e colori non ben definibili; il bambino ha la sensazione di essere incapace di muoversi e di non poter fuggire.
(tratto da Medico e Bambino)


Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambini e le persone

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