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sabato 17 marzo 2018

ASSEMBLEA IN DIFESA DEI CONSULTORI PUBBLICI

SEGNALO QUESTA INIZIATIVA A CUI, PURTROPPO, NON POSSO PARTECIPARE PERCHè SONO FUORI GENOVA.
I pediatri guardano con preoccupazione a iniziative di riorganizzazione di servizi di pubblica utilità, soprattutto preventiva, calati dall'alto e senza aver ascoltato il parere degli operatori sani. Pareri già elaborati e proposti in varie sedi (comune e Regione) da anni. A questo link trovate quanto proposto già dal 2006: http://www.apel-pediatri.it/Leggi/PSR%202006/piano_sanitario_regionale_2006.htm
                                        Assemblea cittadina venerdì 23 marzo
alle 18 al teatro degli zingari di san benedetto
per difendere i consultori pubblici
Sono vari e numerosi i soggetti che a Genova si stanno mobilitando per difendere i consultori pubblici a fronte del piano della Agenzia A.Li.Sa che ne prevede la "riorganizzazione" attraverso il declassamento e lo smembramento delle strutture organizzative esistenti. Dopo aver preso contatti con le operatrici e con alcune associazioni di utenti, abbiamo deciso di indire un'assemblea cittadina a cui chiamare tutte le realtà che hanno interesse a contrastare questa ulteriore aggressione al welfare e alla salute delle donne.
Vorremmo condividere, unificare dove possibile e pianificare insieme
delle azioni per fermare la direttiva regionale.
Per difendere i consultori è necessario mettere in forte risalto ciò che questi servizi offrono non tanto come elenco di prestazioni, ma come qualità della accoglienza e specificità del lavoro in équipe. Servizi orientati alla prevenzione, legati al territorio, luoghi di crescita e di consapevolezza per la salute e il benessere delle donne e delle famiglie, spesso ignorati proprio da chi li dirige e ne pianifica le risorse.
·       Quale potrebbe essere il danno per la cittadinanza qualora la Regione riuscisse nel suo piano di smantellamento?
·       Cosa possiamo mettere in atto per far cambiare rotta alla Assessora alla Sanità, avvocata Sonia Viale?
Parliamone insieme venerdì 23 marzo alle ore 17,30 presso il teatro degli zingari di San Benedetto
Chiediamo alle realtà di utenti o gruppi e comitati di operatrici di pubblicizzare l'evento e di segnalare la propria adesione o intenzione di intervenire alla assemblea, al fine di organizzare al meglio la partecipazione di tutte.

mercoledì 14 marzo 2018

I CONSULTORI VENGONO POTENZIATI...NON RIDOTTI...BENE

I CONSULTORI VENGONO POTENZIATI...NOIN RIDOTTI. BENE
Cari Genitori
Vi invito a segnalare proposte, idee e testimonianze come ha fatto la mamma che mi ha inviato la lettera che trovate qui sotto (14 mesi di attesa per un bimbo di 3 anni) .che verranno ridotti se si passerà dal dire al fare : potenziamento dei consultori
Riprendo dalla lettera inviata dall'avv. Sonia Viale Assessore alla Sanità e vIcepresidente del Consiglio regionale:" ......anzi, una valorizzazione e un potenziamento di queste strutture che costituiscono fondamentali presìdi territoriali. Nel Piano Socio Sanitario approvato a dicembre, ai Consultori viene riconosciuto un ruolo strategico nell’assistenza sociosanitaria: queste strutture si riappropriano finalmente della loro mission, in relazione in particolare alla salute materno infantile, alla famiglia, alle adozioni, all’accompagnamento alla genitorialità...." (lettera competa qui sotto.
In questi giorni ci incontriamo con operatori e con genitori per preparare delle proposte e contribuire al potenziamento
"Caro Dottore Alberto Ferrando, io sono mamma di un bambino preso in carico dal servizio di neuropsichiatria del consultorio. Preso in carico significa solo monitorato nel suo sviluppo. Nessun supporto per le sedute di psicomotricità e logopedia, per le quali siamo rimandati in Centri di riabilitazione, con liste di attesa vergognosamente lunghe...sosteniamo privatamente le spese delle sedute, in attesa che arrivi il nostro turno (ci hanno parlato di 14 MESI in ben tre diversi centri, nei quali siamo in lista d'attesa). Ma 14 mesi sono un tempo di attesa sproporzionatamente lungo nello sviluppo di un bambino di 3 ANNI. Se posso dire la mia, è in questi servizi che la bisognerebbe supportare le famiglie. Dove non arriva la ASL occorre che il consultorio supplisca. I bambini perdono tempo UTILE al loro sviluppo neurologico, a causa di un sistema che non è capace di supportarne le necessità. Questo sarebbe un problema da porre all'attenzione di chi vuole migliorare i servizi. Grazie per il suo interessamento".

LETTERA DELL'ASSESSORE AVV. SONIA VIALE:
Nessuna chiusura o ridimensionamento dei Consultori ma, anzi, una valorizzazione e un potenziamento di queste strutture che costituiscono fondamentali presìdi territoriali. Nel Piano Socio Sanitario approvato a dicembre, ai Consultori viene riconosciuto un ruolo strategico nell’assistenza sociosanitaria: queste strutture si riappropriano finalmente della loro mission, in relazione in particolare alla salute materno infantile, alla famiglia, alle adozioni, all’accompagnamento alla genitorialità.
In passato infatti i Consultori erano collocati all’interno di strutture organizzative differenti a seconda delle Asl: per questo si è dovuto individuare un modello che fosse realmente garante dei diritti per tutti i cittadini liguri, integrando soprattutto l’offerta consultoriale con quella delle altre strutture sociosanitarie territoriali e superando così il grave vulnus del sistema legato alla mancanza di integrazione. Oggi unitarietà di programmazione, omogeneità delle prestazioni, integrazione socio sanitaria diventano punti irrinunciabili per potenziare le azioni di supporto alla donna, ai minori, alle relazioni di coppia, alla genitorialità e di sostegno della natalità. Tra i servizi che meglio e più appropriatamente potranno esprimersi con una valida programmazione dell’offerta c’è quello dell’assistenza pediatrica consultoriale, che oggi è sovraccarica di ruoli non suoi, quale quello vaccinale, a scapito delle funzioni specialistiche. È gravemente falsa ed infondata, inoltre, l’affermazione che possano rischiare di essere compromessi i servizi di assistenza alla nascita, che sono stati e sono sempre al centro della programmazione regionale in tema di consultori: si sta lavorando invece per valorizzarli al massimo, in tutte le relative attività, considerato che in particolare proprio la carenza di offerta per l’assistenza alla gravidanza fisiologica è il dato oggettivo da cui si è partiti per la pianificazione. 
Per quanto riguarda, specificamente, l’area della Città metropolitana, si ribadisce che non vi sarà alcuna chiusura o ridimensionamento dei consultori di Asl3. Anzi, l’attuazione del Piano Socio Sanitario comporterà una migliore programmazione dei servizi attualmente garantiti. Il dubbio che la trasformazione da struttura complessa – per altro presente solo in Asl3 – a struttura semplice possa incidere sull’erogazione dei servizi è del tutto infondato. In particolare, il servizio di neuropsichiatria infantile, oggi costituito solo da professionisti variamente distribuiti nei Distretti senza alcun coordinamento specifico, grazie a questa modifica organizzativa diventa una vera struttura come non era mai stata finora, con tutte le prerogative per governare il percorso dei piccoli pazienti, che necessitano di riabilitazione secondo protocolli di accesso omogeneo ed un’equa lista d’attesa. Ciò non significa che le “attività riabilitative per i piccoli non sarebbero più svolte in un ambiente dedicato e protetto.La neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza non ha ambienti in comune con i centri di salute mentale: i pazienti seguiti dalla neuropsichiatria continueranno a frequentare gli stessi ambulatori consultoriali dove si recano oggi e continueranno ad essere seguiti dalle stesse equipe multidisciplinari. Affermare il contrario è grandemente e colpevolmente confusivo per le famiglie interessate. Quello che cambia è la responsabilità del servizio, che diverrà più chiaramente specialistica e i neuropsichiatri avranno l’impegno di organizzare il percorso dei pazienti, anche nella fase di passaggio all’età adulta, nell’ottica della continuità assistenziale che va garantita.

Avv. Sonia Viale
Vicepresidente e assessore alla Sanità Regione Liguria





lunedì 12 marzo 2018

Consultori: Risposta della dell'Assessore della Sanità Avv. Sonia Viale

Cari genitori
Ricevo dall'Ufficio Stampa della Regione una lettera dell'Assessore alla Sanità, Avv. Sonia Viale, che pubblico qui sotto.
Intanto in questi giorni ci incontriamo tra pediatri e con Associazioni di Famiglie preoccupate da possibili conseguenze negative della riorganizzazione. Da quanto scrive l'Assessore timori poco fondati. Magari si potranno chiarire in incontri di persona: vi terrò informati e prego chi avesse proposte, segnalazioni o altro di contattarmi (tel 3388687583, mail alberto.ferrando1@gmail.com)
Un Caro saluto
Alberto Ferrando

CONSULTORI: NESSUNA CHIUSURA O RIDIMENSIONAMENTO DEI SERVIZI. CON PIANO SOCIOSANITARIO CONSULTORI SI RIAPPROPRIANO DELLA LORO MISSIONE TERRITORIALE STRATEGICA E VENGONO VALORIZZATI E POTENZIATI.
Nessuna chiusura o ridimensionamento dei Consultori ma, anzi, una valorizzazione e un potenziamento di queste strutture che costituiscono fondamentali presìdi territoriali. Nel Piano Socio Sanitario approvato a dicembre, ai Consultori viene riconosciuto un ruolo strategico nell’assistenza sociosanitaria: queste strutture si riappropriano finalmente della loro mission, in relazione in particolare alla salute materno infantile, alla famiglia, alle adozioni, all’accompagnamento alla genitorialità.
In passato infatti i Consultori erano collocati all’interno di strutture organizzative differenti a seconda delle Asl: per questo si è dovuto individuare un modello che fosse realmente garante dei diritti per tutti i cittadini liguri, integrando soprattutto l’offerta consultoriale con quella delle altre strutture sociosanitarie territoriali e superando così il grave vulnus del sistema legato alla mancanza di integrazione. Oggi unitarietà di programmazione, omogeneità delle prestazioni, integrazione socio sanitaria diventano punti irrinunciabili per potenziare le azioni di supporto alla donna, ai minori, alle relazioni di coppia, alla genitorialità e di sostegno della natalità. Tra i servizi che meglio e più appropriatamente potranno esprimersi con una valida programmazione dell’offerta c’è quello dell’assistenza pediatrica consultoriale, che oggi è sovraccarica di ruoli non suoi, quale quello vaccinale, a scapito delle funzioni specialistiche. È gravemente falsa ed infondata, inoltre, l’affermazione che possano rischiare di essere compromessi i servizi di assistenza alla nascita, che sono stati e sono sempre al centro della programmazione regionale in tema di consultori: si sta lavorando invece per valorizzarli al massimo, in tutte le relative attività, considerato che in particolare proprio la carenza di offerta per l’assistenza alla gravidanza fisiologica è il dato oggettivo da cui si è partiti per la pianificazione. 
Per quanto riguarda, specificamente, l’area della Città metropolitana, si ribadisce che non vi sarà alcuna chiusura o ridimensionamento dei consultori di Asl3. Anzi, l’attuazione del Piano Socio Sanitario comporterà una migliore programmazione dei servizi attualmente garantiti. Il dubbio che la trasformazione da struttura complessa – per altro presente solo in Asl3 – a struttura semplice possa incidere sull’erogazione dei servizi è del tutto infondato. In particolare, il servizio di neuropsichiatria infantile, oggi costituito solo da professionisti variamente distribuiti nei Distretti senza alcun coordinamento specifico, grazie a questa modifica organizzativa diventa una vera struttura come non era mai stata finora, con tutte le prerogative per governare il percorso dei piccoli pazienti, che necessitano di riabilitazione secondo protocolli di accesso omogeneo ed un’equa lista d’attesa. Ciò non significa che le “attività riabilitative per i piccoli non sarebbero più svolte in un ambiente dedicato e protetto.La neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza non ha ambienti in comune con i centri di salute mentale: i pazienti seguiti dalla neuropsichiatria continueranno a frequentare gli stessi ambulatori consultoriali dove si recano oggi e continueranno ad essere seguiti dalle stesse equipe multidisciplinari. Affermare il contrario è grandemente e colpevolmente confusivo per le famiglie interessate. Quello che cambia è la responsabilità del servizio, che diverrà più chiaramente specialistica e i neuropsichiatri avranno l’impegno di organizzare il percorso dei pazienti, anche nella fase di passaggio all’età adulta, nell’ottica della continuità assistenziale che va garantita.

Avv. Sonia Viale
Vicepresidente e assessore alla Sanità Regione Liguria


lunedì 5 marzo 2018

CONSULTORI ADDIO? PREOCCUPAZIONE DEI PEDIATRI E DEI GINECOLOGI

CONSULTORI ADDIO? PREOCCUPAZIONE DEI PEDIATRI E DEI GINECOLOGI
Cari genitori
IMPORTANTE PER TUTTI, anche per chi può permettersi di pagare per la salute (come sta purtroppo avvenendo: certi servizi pubblici non sono disponibili in tempi adeguati per cui si deve ricorrere al privato).
Ho già inviato la lettera, come pediatri, ove vengono espressi timori per i consultori e, più in generale, per la mancanza di una visione programmatica regionale generale dei servizi per le famiglie e per i bambini (oltre che sul timore della privatizzazione della sanità).
Oggi su Il Secolo XIX la posizione dei ginecologi. Posizione che conferma i nostri timori: ridimensionamento di un servizio che dovrebbe essere potenziato e pubblico.
A questo link la lettera dei pediatri: https://ferrandoalberto.blogspot.it/2018/03/riorganizzazione-dei-consultori-non.html.
Alberto Ferrando




sabato 3 marzo 2018

RIORGANIZZAZIONE DEI CONSULTORI: NON GRAZIE SE E' UNA RIDUZIONE.

RIORGANIZZAZIONE DEI CONSULTORI: NO GRAZIE SE E' UNA RIDUZIONE.
In base al Piano Sanitario sembra si debbano riorganizzare i consultori. Notizie sono apparse a stampa nei giorni scorsi. Qui la posizione dei pediatri della "Associazione Pediatri della Liguria" (APEL) condivisa dalla Società italiana di Pediatria (SIP, sezione Liguria) e dall'Osservatorio Regionale UNICEF.  Una sintesi? Eccola: NON TOGLIETE ALTRI SERVIZI AI BAMBINI E ALLE FAMIGLIE MA FATE FUNZIONARE AL MEGLIO QUELLO CHE C'E'.
Troppe famiglie si debbono rivolgere al privato per carenze di personale e di strutture pubbliche e la tendenza alla privatizzazione con convenzione presenta rischi (di tracollo del sistema pubblico).

APEL (ASSOCIAZIONE PEDIATRI LIGURI) 
Documento Condiviso con:
Osservatorio Unicef Liguria
“Società Italiana di Pediatria -sez Liguria. Presidente dott. Giorgio Conforti”

OGGETTO: Riorganizzazione dei Consultori
La notizia di una riorganizzazione dei consultori desta nella  comunità pediatrica ligure particolare preoccupazione in quanto calata dall’alto senza essere stata preventivamente concordata con la pediatria e, soprattutto, con i pediatri di libera scelta che hanno la responsabilità diretta della salute dei bambini, molti di quali  hanno bisogno, oltre che del pediatra curante, di servizi che possano prendere precocemente in carico le varie problematiche di salute, non solo sanitarie ma sociosanitarie, purtroppo sempre più frequenti.
Allo stato attuale ci spiace constatare che il tavolo pediatrico regionale non è stato convocato da oltre 1 anno e non si hanno neppure  notizie dei  documenti elaborati dalla pediatria, su richiesta dell’Assessorato, per il “libro bianco” della sanità.
Ora, nel silenzio generale, la volontà dell’assessorato di riorganizzare i consultori è piuttosto allarmante perché, anche se fosse dettata da misure di bilancio volte al contenimento della spesa sanitaria, non sono condivisibili, poichè manca  una visione di insieme che metta al centro i bisogni di salute dei bambini e delle famiglie, prevedendo un coordinamento di tutta l’area pediatrica.
La Medicina sta subendo, come la società, profondi cambiamenti. Con il passaggio dalla “Sanità” (curare) al concetto di salute globalmente intesa (prendersi cura) i campi di intervento della pediatria si sono notevolmente estesi alle problematiche di tipo sociale e relazionale.
Il pediatra, figura nata per “curare” le malattie, ha assunto il ruolo di “avvocato difensore” (o paladino secondo l’UNICEF) del bambino e delle famiglie e si trova sempre più a contatto con patologie legate a disagio, a difficoltà relazionali che portano, in assenza di interventi preventivi e intercettivi precoci, ad un aumento delle patologie psichiatriche  presenti, già ora, negli USA, nel 23% dei bambini che afferiscono ai sistemi sanitari (ma in Italia i dati sono sovrapponibili).
A fronte di questo e dell’aumento della patologia psichiatrica, del disagio psico relazionale,  dei disturbi e difficoltà dell’apprendimento e dei bambini affetti da malattie croniche, si assiste con preoccupazione a una riduzione delle risorse per l’area pediatrica, a tutti i livelli.
-       A livello ospedaliero, con riduzione dei posti letto associata a riduzione del personale e a scarsa/nulla motivazione o sistemi premianti per merito.
-       A livello di medicina scolastica, con riduzione del personale a fronte di un aumento delle possibilità di intervento.
-      A livello di pediatria di famiglia, con una pesante burocratizzazione e blocco da parte della Agenzia Regionale dei progetti in corso: un esempio su tutti la Manovra antisoffocamento !!!!
L’aumento del disagio e dei disturbi relazionali che possono portare ad un aumento di patologie psichiatriche, l’aumento dell’obesità, dei disturbi legati a “sostanze”, alcol, fumo e a Internet richiedono interventi precoci di “genitorialità” nei primi 1000 giorni di vita (evidenza bibliografica) e una stretta collaborazione tra servizi prenascita, neonatologie, pediatri di famiglia, pediatri dei consultori, servizi dei consultori (vedi pedagogia, psicologia, neuropsichiatria, logopedia ecc.) e colleghi ospedalieri.
Se non si applicano interventi precoci sul territorio (anche per ridurre i cosìdetti accessi impropri ai PS che tratteremo a parte) si rischia un aumento di richieste di assistenza nei servizi ospedalieri che già operano al limite delle loro possibilità, oltre all’aumento di famiglie che si rivolgono al privato convenzionato o al privato puro (il “problema” del privato convenzionato merita altre considerazioni che verrannoi discusse in altra sede).
Soprattutto la patologia neuropsichiatrica in pediatria, in età adolescenziale, è orfana di assistenza e rischia di essere demandata a servizi degli adulti non adatti all’età pediatrica o ai privati (non come scelta ma per mancanza di servizi pubblici facilmente accessibili).
Si sottolinea,  inoltre, che il percorso assistenziale diagnostico e terapeutico che richiede consulenze specialistiche (neuropsichiatria, psicologia, pedagogia, logopedia, foniatria, fisiatria ecc.), così come quello del passaggio del bambino dal pediatra al medico di medicina generale, sia per il bambino sano sia per il bambino affetto da patologia ricorrente o cronica, deve essere gestito dal medico curante e non dallo specialista neuropsichiatra.
Non solo: per quanto riguarda le patologie rilevabili in comunità serve un servizio in comunità: un pediatra che ascolta i rilievi e le osservazioni di educatori, maestri e professori e fa da tramite tra costoro le famiglie e i pediatri/medici curanti.
Questo ruolo spetta alla pediatria consultoriale che va messa in rete con i pediatri curanti e con le altre professionalità che operano nei consultori. In questi anni la pediatria consultoriale ha visto una riduzione dell’organico per cui si deve provvedere a una riorganizzazione ma non al ribasso.
Il numero dei pediatri dei servizi consultoriali deve essere aumentato e non ridotto o mandato in esaurimento per pensionamento senza sostituzione.  I consultori rappresentano un approccio di salute pubblica ai problemi dell'infanzia, come contesto metodologico, ed il riferimento privilegiato alle comunità (residenti, educative, ecc.) come contesto operativo. Il loro ruolo  di informazione e educazione sanitaria rivolte non solo ai singoli ma anche alle comunità sono indispensabili per  intervenire in situazioni di prevenzione, di educazione sanitaria oltre a rappresentare la porta di accesso ai vari servizi consultoriali per il bambino con “problemi” segnalati dal pediatra curante o dagli educatori, maestre e professori come  i disturbi e disabilità dell'apprendimento e altre situazioni in aumento (dalla dislessia all'autismo ecc.).
Lavorando in sinergia con il pediatra di famiglia, che opera sul singolo bambino e sulla famiglia, il pediatra di comunità ha ben presente le necessità della comunità dei bambini ed è quindi particolarmente attento agli aspetti epidemiologici e organizzativi degli interventi preventivi, ed ha (o dovrebbe avere, se supportato ) gli strumenti per essere parte attiva nell'elaborazione, attuazione e verifica di  progetti di genitorialità, di sostegno all'infanzia, di rilevazione precoce, ascoltando quanto osservato nelle comunità e coordinandosi con il pediatra curante.
Non solo: abbiamo bambini non in regola (immigrati a cui la nostra Regione, nonostante una legge, non assegna il pediatra di famiglia), abbiamo necessità di ambienti "protetti” per lattanti  e adolescenti per problemi di informazione vaccinale, abuso e maltrattamenti, prevenzione e rilevazione precoce di ogni forma di disagio (dal bullismo ai fenomeni legati a uso di alcol, fumo e sostanze e fenomeni di abbandono scolastico sempre più frequnte fra i giovani che culmina nel cosiddetto "fenomeno Hikikomori).
Le vaccinazioni? Uno dei tanti  compiti gestito da 1 anno in poi da Igiene ma che, per le famiglie “fragili” o esitanti o per i prematuri o affetti da patologie croniche, rappresenta un aiuto alla famiglia e rappresenta una continuità dell’assistenza.
Le problematiche sono tante e in costante aumento per cui, se l’Assessore è d’accordo, i Pediatri sono disponibili ad un incontro affinchè congiutamente si possa gestire al meglio l’”area pediatrica”.

                                                   Genova 3 Marzo 2018                                                                                                                                                                                               
Dott. Alberto Ferrando
Presidente Ass. Pediatri Extraospoedalieri della Liguria
Consigliere Ass. Culturale di Pediatria (ACP) www.acp.it 
Coordinatore Garanti dell0Infanzia e della Adolescenza UNICEF
aferrand@fastwebnet.it . tel +393388687583

APEL (ASSOCIAZIONE PEDIATRI LIGURI) c/o Corso A. Gastaldi 1 Genova

www.apel-pediatri.org- tel 0103776324 – direttivo@apel-pediatri.org
Cod. Fisc 95055320105 – P.IVA 03765430107

 


 

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