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sabato 6 gennaio 2018

Buone Epifania

Buone EpifaniaCari Genitori
L'invito a non bere alcolici non è stato recepito dalla befana. Guardate cosa le è successo!!! :-)
A questo link alcuni consigli se avete bambini piccoli per la tosse:
https://ferrandoalberto.blogspot.it/2016/02/la-tosse-laringite-laringospasmo-ed.html
Articolo rinforzato da altro  (per esempio febbre o diarrea) che trovate qui sotto nel blog www.ferrandoalberto.blogspot.it e nei miei libri che trovate in libreria e su Amazon
Nello stesso blog trovate risposte a dubbi e domande su come sospettare e cosa fare, in linea di massima , nelle patologie che più frequentemente si osservano ora.
UNA RACCOMANDAZIONE SU TUTTA: sempre e soprattutto nei primi due anni di vita non date medicine ai vostri figli senza avere sentito il vostro pediatra. Per farmaci intendo sia i tradizionali che omeopatia, fitoterapia, pozioni "della nonna", rimedi cosìdetti casalinghi e SOPRATTUTTO ATTENTI AI PRODOTTI DA BANCO (ve lo dirà anche il farmacista) ampiamente ed eccessivamente pubblicizzati alla TV. Un dato su tutti: in Europa e negli Stati Uniti la terza causa di morte è rappresentata, dopo le malattie cardiovascolari e il cancro, da effetti collaterali dei farmaci:
Buona Giornata
Alberto Ferrando


mercoledì 20 dicembre 2017

FEBBRE: L'ESSENZIALE DA SAPERE

FEBBRE: L'ESSENZIALE DA SAPERE
1. Come si misura la febbre e quando preoccuparsi?
PREOCCUPA SE IL BAMBINO APPARE MOLTO DIVERSO ANCHE CON LA FEBBRE BASSA.
Preoccupa la febbre nel bambino sotto ai tre mesi di età.
QUALE TERMOMETRO E DOVE SI MISURA LA FEBBRE? Il migliore è il termometro digitale, la SEDE l’ascella.
Meglio misurare la febbre a riposo, quindi non dopo aver mangiato o dopo una crisi di pianto..
Ricordate che la temperatura corporea non è mai uguale durante la giornata: è più alta al pomeriggio e alla sera.
2. Cosa fare?
I farmaci antipiretici devono essere impiegati nel bambino febbrile solo quando alla febbre si associa un quadro di malessere generale. Non in base a quanto è alta la febbre. Quindi se anche il termometro misurasse una temperatura inf a 38 e il bambino appare sofferente si somministrano i farmaci antipiretici: paracetamolo o ibuprofene (quest’ultimo non va utilizzato nei bambini sotto i tre mesi di vita e in caso di varicella e diarrea in quanto viene eliminato per via renale e uno stato di disidratazione potrebbe aumentare la tossicità).
Non somministrare antibiotici se non prescritti dal Pediatra,
3. Impacchi freddi, alcol e ghiaccio?.
Non vanno fatti!!! Consentite spugnature con acqua tiepida.
4. E se non mangia??
Non forzare il bambino a mangiare, se non ha fame, ma offrire abbondantemente da bere.
5. Deve stare a letto??? Chiuso in casa??
NO!! Non deve stare a letto per forza ma può girare per casa e fare l’attività che si sente di fare. Il bambino , anche con febbre può uscire per andare, ad esempio, da una casa all’altra o, se concordato con il pediatra anche per una visita in ambulatorio (con prenotazione per evitare attese o contatti con bambini sani).
6. Quali sono le cause?
La febbre è un sintomo che a volte precede la causa. Una visita immediata, in genere, eccetto che nel bambinoi di età inferiore a 3 mesi oi se il bambino appare sofferente anche quando la febbre scende dopo aver somministrato antipiretico, non è consigliata ma avvisate il vostro medico.  

domenica 17 dicembre 2017

MI SVEGLIO AL MATTINO E...QUANTI MALATI...DI COSA??

MI SVEGLIO AL MATTINO E...QUANTI MALATI...DI COSA??Cari genitori
In questi giorni tanti bambini malati. Di cosa?.
Faccio un rapido elenco e per la terapia chiedete al vostri pediatra e trovate approfondimenti anche sul mio blog e nei miei libri (soprattutto "Primo Soccorso pediatrico" ove trovate tutte le principali malattie che attaccano i nostri bambini).
NON E' IL CASO, SALVO SEGNI DI PERICOLO (che trovate negli articoli e nei libri, o su indicazione del. vostro pediatra,) CORRERE AL PRONTO SOCCORSO.
Esiste il servizio di Guardia Medica Gratuita e il Servizio di Guardia Medica Privata.
- VOMITO: spesso precede male di pancia, diarrea e febbre. Cosa fare? Non dare da mangiare. era bere e ...leggete qui: https://ferrandoalberto.blogspot.it/2016/12/vomito-attenti-ai-farmaci-e-agli.html
- FEBBRE CON PUNTATE OLTRE 39: forma virale. Talora non funziona il paracetamolo e funziona di più il "ibuprofene".  Preoccupatevi se il bambino è diverso dal solito rispetto al solito anche quando la febbre scende. Comunque per le prime 24-48 oretta febbre non scenderà molto
Che fare? leggete qui e qui
- MAL DI GOLA DA STREPTOCOCCO E SCARLATTINA: Leggete qui
- MALE ALLE ORECCHIE: consigli qui
- MALATTIA MANO BOCCA PIEDE: consigli qui
- RAFFREDDORI E TOSSE.

giovedì 3 settembre 2015

FARMACI ANTINFIAMMATORI: MENO NE DATE E MEGLIO E'

FARMACI Antinfiammatori

Primo consiglio: non dare mai farmaci al tuo bambino senza il consiglio del tuo pediatra.
I bambini si ammalano spesso e nella speranza di abbreviare malattie, CHE DEBBONO AVERE IL LORO DECORSO, si rischia di avere effetti collaterali, a volte anche gravi, con i farmaci antinfiammatori. Sono tra i farmaci con il maggior numero di effetti collaterali. Hanno un bel nome: TOGLIERE L’INFIAMMAZIONE.  Ma non si deve togliere il sintomo, che può essere un meccanismo di difesa dell’organismo, senza capire l’origine della infiammazione.
Ricordiamo che i  farmaci (TUTTI, tradizionali, alternativi, erbe ecc.) sono strumenti, mezzi messi a nostra disposizione per guarire da malattie o affrettare la guarigione o alleviare sintomi fastidiosi. 
Talvolta possono essere utili, altre volte inutili, altre volte poco utili rispetto agli effetti collaterali che possono scatenare, talvolta anche gravi e quindi pericolosi per la salute o, per bene che vada, rappresentano un inutile spreco di soldi.
Solo il tuo pediatra potrà consigliarti se è necessario usare un farmaco per il tuo bambino e quale.
Unica eccezione è la somministrazione di un antipiretico in caso di febbre accompagnata a malessere, a patto che tu conosca bene il dosaggio.
I farmaci per la febbre che sono risultati efficaci e ben studiati nei bambini sono: il paracetamolo e l’ibuprofene. NON SOMMINSRATE ALTRO (SALVO INDICAZIONE DEL MEDICO)
E' importante sottolineare che i farmaci usati per la febbre non sono dei curativi (dal momento che la febbre non è una malattia!), ma solo dei sintomatici (alleviano cioè il disturbo provocato dalla febbre oltre che eventuali dolori che possono associarsi come il mal d'orecchio e il mal di gola) e che le malattie che con più frequenza provocano febbre nei bambini sono legate a infezioni virali e pertanto non curabili con i farmaci.

L'abuso di farmaci antinfiammatori (FANS), come i più usati ketoprofene, l’acido niflumico nella gestione della febbre ha messo in allarme l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che fin dal novembre del 2010 ha segnalato un trend in aumento di reazioni avverse anche serie (emorragie e compromissione renale ed epatica) in rapporto al loro uso/abuso nei bambini, sottolineando di non alternarli mai al comune paracetamolo.
 Inoltre, sempre l'AIFA, ha segnalato che non vi è alcuno studio pubblicato in letteratura che abbia dimostrato l’efficacia dei FANS nell’abbreviare la durata della sintomatologia in corso di infezioni delle vie respiratorie, né tantomeno (ovviamente) nella cura o la prevenzione delle complicanze. Pertanto, il loro impiego, con un presunto obiettivo curativo antinfiammatorio, in corso di queste specifiche ed autolimitanti condizioni, è fortemente sconsigliato.

Nel recente passato un articolo di un blog di mamme scriveva: “Una supp. di N…e via”
ACIDO NIFLUMICO/MORNIFLUMATO: UN CASO ITALIANO?
L'acido niflumico/morniflumato appartiene alla classe degli antinfiammatori non steroidei (FANS) ed è commercializzato in Italia e in pochi altri paesi europei (Spagna, Francia, Svizzera). La pubblicazione di alcuni studi in cui emerge che l'ac. niflumico è uno dei farmaci pediatrici più utilizzati nel trattamento delle infezioni acute delle vie respiratorie merita alcune riflessioni.
Un'analisi condotta da Bonati M. et al. (Giornale Italiano di Farmacia Clinica 2001, 15:36) ha valutato l'impiego di FANS e analgesici nelle affezioni respiratorie attraverso una ricerca sui siti web delle maggiori Società scientifiche internazionali. Secondo le principali linee-guida (ne sono state evidenziate 12 di cui 6 riguardanti la faringite acuta, 4 l'otite media acuta e 2 la rinite), i farmaci di scelta sono il paracetamolo e, in seconda battuta, l'ibuprofene.
Questo appare in contrasto con le abitudini prescrittive dei pediatri italiani, secondo quanto emerge da uno studio condotto su un campione di 35 pediatri (Giornale Italiano di Farmacia Clinica 2001, 15:21). Durante i 455 giorni considerati sono stati registrati 9.917 contatti, con 8.805 prescrizioni farmacologiche in 6.417 bambini (numero medio di farmaci prescritti/bambino = 1,4). Sui 20 farmaci più prescritti (83,4% del totale) è interessante notare che al quarto posto si trova l'ac. niflumico, dopo paracetamolo, amoxicillina e beclo-metasone. La diagnosi più frequente è risultata la faringotonsillite acuta (1.261 bambini). Quest'ultimo dato giustifica la prescrizione di paracetamolo e antibiotici, meno quella dell'ac. niflumico che non risulta nelle principali linee guida per il trattamento della faringotonsillite. D'altra parte la letteratura scientifica sull'impiego dell'ac. niflumico in campo pediatrico è molto esile. Una recente rassegna sul trattamento del dolore acuto nei bambini cita il paracetamolo e i FANS, ma tra questi l'ac. niflumico non viene menzionato (Pediatr Clin N Am 2000, 47:527).
Bisogna, altresì, considerare anche gli aspetti di tollerabilità. Uno studio, condotto presso il P.S. dell'Ospedale Santobono di Napoli, ha analizzato dal novembre 1999 all'ottobre 2000 i ricoveri di 241 bambini (Arch Dis Child 2001, 84:430). All'interno di questo gruppo 79 presentavano lesioni mucocutanee e di questi il 19% aveva assunto acido niflumico. La casistica comprendeva 7 casi di vasculite, 3 di orticaria, 3 di porpora di Schonlein-Henoch, 1 di eruzione esantematica e 1 caso di sindrome di Stevens-Johnson. Oltre la metà dei bambini aveva assunto anche antibiotici, cortisonici e mucolitici; le indicazioni principali d'impiego erano faringite, tonsillite e otite.
In letteratura si ritrovano, inoltre, un caso di sindrome di Lyell e 3 d'insufficienza renale in bambini in terapia con ac. niflumico. A conferma di questi segnali nella banca dati del Veneto-Trentino-Lombardia vi sono 6 casi di danno renale (4 insufficienze renali acute) e 11 reazioni cutanee in bambini trattati con ac. niflumico.
In considerazione di questi dati il Ministero della Sanità ha di recente emanato una Dear Doctor Letter.
Ma allora il farmaco (registrato solo in alcuni paesi europei), è così "indispensabile e insostituibile" da essere utilizzato nonostante sia così poco documentato (rispetto ad altri) dal punto di vista scientifico? 
Alla luce delle evidenze perché non prendere in considerazione altri farmaci (ad es. l'ibuprofene) il cui uso pediatrico è meglio documentato e di cui è disponibile una formulazione pediatrica?

http://www.farmacovigilanza.org/focus/200108/1.asp


venerdì 17 luglio 2015

Malattia di Kawasaki e vaccinazioni

Malattia di Kawasaki e vaccinazioni
Ricevo la richiesta di una mamma che incollo qui sotto con la risposta
Intanto cosa è la sindrome di Kawasaki?? DOPO LA DOMANDA E RISPOSTA ALLA MAMMA

DOMANDA DI MAMMA: Sono la mamma DI UNA BAMBINA  ricoveratA al Gaslini nel giugno 2013 presso pediatria 2  con sindrome di Kawasaki. Due cicli di immunoglobulina e deltacortene.(10 maggio 2013 fece il primo vaccino esavalente più antirotavirus da lì fino al giorno del ricovero con febbriciattola 37.6 fissa)
Esegue ogni anno elettrocardiogramma ed ecocardiografia per tenere sotto controllo la dilatazione delle coronarie che rientrano ai limiti della norma. ......
Io Le chiedo gentilmente se secondo Lei si può vaccinare il bambino che adesso ha 28 quasi 29 mesi avendo eseguito solo il primo esavalente (quello entro i 90g)potrebbe questo vaccino averli innescato questa malattia? .........Non ho mai più eseguito un vaccino a mio figlio semplicemente per paura..perciò sono qui a chiederLe consiglio perché vorrei rivaccinare il bambino gia che a gennaio inizierà l'asilo e sono convinta che un parere in più di un buon Dottore può indicarmi la strada giusta da compiere.  Potrebbe essere cosi gentiLe da indicarmi secondo Lei, la procedura più consona per  affrontare le vaccinazioni sia se non?
Con affetto

RISPOSTA: 
Cara mamma vaccinerei senza timori. la malattia non è scatenata da vaccini anzi sembra che sia meno frequente dopo le vaccinazioni(veda sotto)

La guida alle controindicazioni alle vaccinazioni, redatta a cura dell'Istituto
Superiore di Sanità, raccomanda che negli 11 mesi successivi all'eventuale
somministrazione di immunoglobuline ad alte dosi per malattia di Kawasaki non
vengano somministrati vaccini vivi attenuanti, mentre per tutte le altre
vaccinazioni, la loro somministrazione non dovrebbe essere ritardata. 

Da un'analisi della letteratura non emergono dati a supporto di una maggiore
incidenza di Sindrome di Kawasaki nella popolazione pediatrica vaccinata
rispetto a quella non vaccinata.
In uno studio, pubblicato nel 2009 sulla rivista "Pediatric Infectious Diseases
Journal", sono state revisionate tutte le segnalazioni sindrome di Kawasaki
notificate al sistema di vaccino-vigilanza VAERS. I tassi di segnalazione di
sindrome di Kawasaki, pur in un sistema sensibile come il VAERS, risultavano di
gran lunga inferiori rispetto al tasso di incidenza nella popolazione pediatrica
di età inferiore a 5 anni: i tassi di segnalazioni più elevati, registrati dopo
la somministrazione di vaccini pediatrici, erano relativi ai vaccini Pediarix
(DTaP, hepB, e IPV) e Rotateq (rispettivamente 0,59 e 1,47 segnalazioni ogni
100.000 persone-anno), mentre l'incidenza di Sindrome di Kawasaki nei bambini
di età inferiore ai 5 anni risulta pari a 9-19 casi ogni 100.000 persone-anno)
[Hua W, et al. Kawasaki disease after vaccination: reports to the vaccine
adverse event reporting system 1990-2007. Pediatr Infect Dis J.2009
Nov;28(11):943-7].

Più recentemente, in uno studio pubblicato nel genanaio 2015 su Vaccine, sono
stati analizzati i dati di 1.721.186 di bambini fra 0 e 6 anni seguiti
attraverso il Vaccine Safety Datalink del CDC. Lo studio dimostra chiaramente
come la vaccinazione non sia associata ad un rischio aumentato di sindrome di
Kawasaki e, piuttosto, la vaccinazione sembra associata ad una riduzione del
rischio di tale sindrome nei 42 giorni successivi alla somministrazione dei
preparati vaccinali [Abrams JY, et al. Childhood vaccines and Kawasaki disease,
Vaccine Safety Datalink, 1996-2006. Vaccine. 2015 Jan 3;33(2):382-7].


La malattia di Kawasaki e’ una malattia che determina una infiammazione dei vasi sanguigni  e si presenta seguenti sintomi: febbre, rash, edema delle mani e dei piedi, irritazione ed arrossamento degli occhi , irritazione ed infiammazione delle membrane mucose della bocca , labbra, e della gola ed aumento dei linfonodi del collo.
Si manifesta esclusivamente nei i bambini, soprattutto al di sotto dei 5 anni di eta’.
Le cause sono tuttora sconosciute , i maschi acquisiscono la malattia almeno due volte piu’ frequentemente delle femmine.
La malattia prende il nome dal pediatra giapponese che descrisse questa malattia  nel 1967.
Colpisce piu’ di 10 su 100000 bambini con meno di 5 anni di eta’.
La causa della malattia di Kawasaki non e’ nota . Molti esperti pensano ad una causa infettiva , come un virus od un batterio , sebbene una tendenza ereditaria potrebbe spiegare perche’ la malattia si presenta piu’ frequentemente fra le popolazioni di origine giapponese . Al momento non ci sono evidenze che la malattia sia contagiosa.
Segni e sintomi:
• febbre da più di 5 giorni;
• iperemia congiuntivale bilaterale;
• alterazioni delle labbra e della cavità orale;
• Macchie: esantema polimorfo;
• alterazioni delle estremità;
• linfadenopatia cervicale

Febbre ed irritabilita’ spesso si presentano per primi per primi. La febbre ha un rapido inizio e fluttua. I linfonodi del collo possono essere edematosi.
Un rash (macchie) appare spesso precocemente nella malattia; alcuni pazienti possono sviluppare un rash accentuato nell’inguine . Spesso rosso intenso all’apparenza , il rash e’ composto sia da pochi definiti puntini di varia taglia che da larghe masse di puntini uniti. Allo scomparire della febbre, normalmente regrediscono anche il rash, gli occhi rossi ed i linfonodi ingranditi. La pelle inizia a desquamarsi intorno alle unghie . La febbre continua a salire e quindi scende a volte anche dopo piu’ di tre settimane. L’infiammazione oculare
( congiuntivite) , usualmente senza essudato, si sviluppa nella prima settimana di malattia.
La lingua del bambino puo’ essere rossa e sembrare piccola con le papille sollevate; questa condizione e’ chiamata lingua a fragola perche’ le papille dilatate assomigliano ai semi della superficie della fragola. Le labbra diventano secche e fissurate e possono prendere un vivace colore rosso . Le membrane mucose diventano piu’ rosse della norma. I palmi delle mani e dei piedi spesso diventano intensamente rossi. Le mani e i piedi possono diventare edematosi. Allo scomparire della febbre , il rash, i linfonodi edematosi spesso scompaiono e la pelle inizia a desquamarsi intorno alle unghie dei piedi e delle mani, all’inizio delle terza settimana, la pelle delle mani e dei piedi puo’ staccarsi in grandi pezzi o spesso in un singolo pezzo (come la pelle di un serpente); le ginocchia, i fianchi e le caviglie possono diventare infiammate e dolenti.





giovedì 2 luglio 2015

PUNTURA DI ZECCA: COSA FARE E COSA NON FARE:

PUNTURA DI ZECCA: COSA FARE E COSA NON FARE:
VI PREGO: non torturate la zecca per rimuoverla. SE SOFFOCA E SOFFRE RIGURGITA ED ELIMINA MATERIALE CHE POTREBBE ESSERE INFETTO!!! 
NON DATE ANTIBIOTICO!!!!
Rimozione della zecca:
            ‪la zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione ‪durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni
            ‪disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato. Dopo l’estrazione della zecca sono indicate la disinfezione della zona (evitando i disinfettanti che colorano la cute)
            ‪Cosa non fare


            ‪Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambini e le persone

  Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambin...