sabato 28 febbraio 2015

CORSO DI PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO E INTANTO MUOINO PER SOFFOCAMENTO (A ROMA GRAZIE A UN WURSTEL)

CORSO DI PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO E INTANTO MUOINO PER SOFFOCAMENTO (A ROMA GRAZIE A UN WURSTEL)
Oggi Corso di Primo Soccorso Pediatrico tenuto presso l'asilo Nido La Cicogna con 20 discenti e due istruttori Imma Morra e il sottoscritto coadiuvati da un'altra bravissima infermiera pediatrica, da Marco De Martino, da Paola Santagata e da Elide Olmo nella mattinata: iniziato alle 8,30 e terminato alle 14,30. Poi tutti di corsa a fare un Mass training presso la Soc. Sportiva Coll degli Ometti (circa 70 persone).
Vado in studio e leggo la tragedia di un bambino morto a Roma soffocato da un Würstel: http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/02/28/news/mangia_un_wurstel_bimbo_muore_soffocato-108363350/.
Cosa si può fare di più a parte non dare i Würstel ai bambini ( se si danno fare pezzettini piccolissimi). Genitori e insegnanti  TUTTI VI PREGO parliamo di queste morti prevedibili e prevedibili e diffondiamo le manovra di Primo Soccorso a tutti. Qui sotto foto di una giornata che sarebbe stata bella senza questa tragedia















venerdì 27 febbraio 2015

PSICOLOGIA NELLE EMERGENZE

Presentazione del libro che tutti dovrebbero leggere  26 FEBBRAIO 2015
Con i contributi di: Capitaneria di Porto di Genova; Carabinieri di Genova; 118 Genova; Dott. Domenico Dato (Medici in Africa); Esercito Italiano; Ente Nazionale Salvamento; Prof Ferrando Pediatra; Protezione Civile Genova; Pronto Soccorso Ospedale Gaslini; Pronto Soccorso Ospedale San Martino; Provveditorato agli Studi Genova/Istituto Comprensivo di Marassi; Questura di Genova; Sipem; Vigili del Fuoco Genova; Vigili Urbani Genova; Gruppo cinofili/Protezione Civile Genovese
Sempre più spesso, per esperienza diretta o indiretta, veniamo a contatto con situazioni di emergenza, accadimenti eccezionali e violenti o incidenti potenzialmente pericolosi a volte mortali. Le emergenze ci procurano una forte reazione emotiva, che si ripercuote sul nostro organismo e condiziona il nostro modo di sentire, pensare ed agire. A volte solo sotto forma di un’ansia diffusa, ma, in altri casi, più drammatici, può diventare paura, terrore, angoscia e durare nel tempo. Questo manuale, si propone di introdurre una visione sui diversi tipi di atteggiamento psicologico che si rivelano più idonei ad affrontare le diverse problematiche, personali e interpersonali, che si originano e si sviluppano in chi viene coinvolto, a vario titolo, in una situazione di emergenza. Nasce come manuale per gli operatori del settore e può essere utile a chiunque è interessato ad avere un inquadramento per affrontare le diverse emergenze, riuscire a superarle nel miglior modo possibile e, di conseguenza, essere in grado di aiutare altrettanto efficacemente gli altri a farlo.








giovedì 26 febbraio 2015

TRAUMA CRANICO: QUANDO PREOCCUPARSI?? PREVENZIONE DAL PEDIATRA E DAL GASLINI



IN CASO DI TRAUMA CRANICO, QUANDO CHIAMARE SOCCORSO E CHI CHIAMARE ?
Cari Genitori
Il trauma cranico è frequentissimo in età pediatrica. Il primo passo è la PREVENZIONE seguita da un pronto riconoscimento dei casi che richiedono un invio a un Pronto Soccorso se si presentano determinati sintomi elencati qui sotto. 
Trovate a questi link Consigli di prevenzione fatti dal Gallini e  un poster di prevenzione.
QUINDI PREVENIRE, PREVENIRE  stando attenti a non lasciare il bambino da solo sul fasciato, viaggiano in auto CON IL SEGGIOLINO E LA CINTURA DI SICUREZZA, IL CASCHETTO IN BICI E SUGLI SI E SKATE ECC. EVITANDO GIOCHI O SITUAZIONI A RISCHIO (GIRELLO).
Le possibili variabili della dinamica di un trauma cranico in un bambino piccolo sono tali e tante che risulta assai difficile insegnare ai genitori quando sia il caso di chiamare soccorso: infatti traumi apparentemente modesti possono avere conseguenze più gravi di altri e questo in relazione, ad esempio, della sede del trauma oppure del tipo di superficie contro cui il bambino picchia la testa. Ricordiamo comunque che più piccolo è il bambino e più questi è a rischio di complicazioni.
Comunque si è cercato, da parte dei Pediatri, di  indicare le situazioni in cui le conseguenze possono essere più gravi e quindi nelle quali la visita medica urgente rappresenta una necessità impellente.
·               un'alterazione dello stato di coscienza
·               quanto maggiore è la violenza del trauma (ad esempio negli incidenti stradali) o l'altezza dal piano di caduta (da un metro o più) o la durezza della superficie su cui si cade (cemento, linoleum, legno)
·               la comparsa di un ematoma del cuoio capelluto specie se in sede laterale del capo
·               una forte irritabilità
·               successivi episodi di vomito
·               presenza di convulsioni
·               un trauma senza testimoni ma con la possibilità di un meccanismo importante (ad esempio se si è sentito un tonfo e si è trovato il bambino ai piedi delle scale)
·               una perdita abbondante di sangue o comunque di liquido dal naso, dalla bocca o dalle orecchie

In tutti questi casi la visita da parte del Pediatra è indispensabile e da effettuarsi con urgenza, ma ricordiamo ancora che, anche in traumi con meccanismi apparentemente irrilevanti, il rischio di sviluppare una lesione endocranica non è mai nullo.


COME TRASPORTARE IL BAMBINO ?

I Pediatri del Pronto Soccorso segnalano come nei traumi del bambino quasi sempre il trasporto venga effettuato dai parenti stessi, ma questo andrebbe evitato per le possibili lesioni da movimenti incongrui e quindi si consiglia, per i traumi più gravi, di avvisare il  SERVIZIO DI EMERGENZA DEL 118 utilissimo sia come prima assistenza che come trasferimento ottimale del bambino all'ospedale che verrà individuato come il più attrezzato per l'evenienza.
Che fare in attesa dell'arrivo dell'ambulanza ?
Se il bambino è privo di coscienza o stordito o se è presente qualsiasi paralisi, non muovetelo assolutamente, mettete le vostre mani  su entrambi i lati del capo e tenetelo nella posizione in cui lo avete trovato.
Se vomita, giratelo sul fianco tenendogli il collo e il capo immobili
Se è cosciente, fate del vostro meglio per tenerlo calmo
Se ha delle convulsioni, tenetegli le vie aeree libere



mercoledì 25 febbraio 2015

SMENTITA SENTENZA DI RIMINI SU RAPPORTO TRA AUTISMO VACCINO MORBILLO ROSOLIA E PAROTITE

Nessuna relazione fra autismo e vaccino Morbillo/Parotite/Rosolia. Si chiude così la causa intentata a Rimini nel 2012. 

E' triste vedere che decisioni in sanità si fanno in tribunale, come alcune ineffabili sentenze di danni da vaccini SENZA ALCUNA EVIDENZA SCIENTIFICA. ORA ANCHE IL TRIBUNALE SMENTISCE LA SENTENZA DI RIMINI SUL  nesso INESISTENTE  fra vaccino trivalente MPR e autismo.
In appello il ministero si presenta e "vince".
Tante cose vanno riviste a questo punto

Il 13 febbraio è stata pubblicata la sentenza di secondo grado sulla causa fra Ministero della salute e i genitori di un bambino autistico di Rimini. In primo grado aveva suscitato grande scalpore la sentenza del giudice del lavoro che riteneva, in base alla perizia del perito del tribunale, vi fosse un rapporto causale fra vaccinazione MPR e autismo. Già subito dopo la sentenza il mondo scientifico nazionale aveva aspramente criticato sentenza e perizia, ora il pronunciamento dei giudici d’appello mette la parola fine alla vicenda con una motivazione che così recita “il ctu nominato nel giudizio di appello ha escluso che possa ritenersi esistente, sulla base di una buona evidenza medico-scientifica …. un collegamento causale tra la patologia sofferta dal minore e la vaccinazione…”. Nelle motivazioni viene inoltre aspramente criticata la perizia di primo grado che così recitava ““in assenza di altre condizioni preesistenti” esiste una “ragionevole probabilità scientifica” che l’autismo di V. possa essere stato “scatenato dalla somministrazione del vaccino MPR somministrato in una struttura sanitaria”. Finalmente è stata ristabilita la verità ma quanti danni ha causato la sentenza di Rimini, quanti genitori non hanno sottoposto i propri figli alla vaccinazione MPR per il timore, ora ufficialmente rilevatosi infondato di gravi effetti collaterali?

Psicologia dell'emergenza: giovedì 26 alle ore 17 alla Berio

Giovedì 26 febbraio 2015 alle ore 17,00
nella Sala Chierici della Biblioteca Berio
Via del Seminario, 16, Genova
presentazione del libro di Marco Ventura “Introduzione alla psicologia nelle emergenze”
"Sempre più spesso, per esperienza diretta o indiretta, veniamo a contatto con situazioni di emergenza, accadimenti eccezionali e violenti o incidenti potenzialmente pericolosi a volte mortali. Le emergenze ci procurano una forte reazione emotiva, che si ripercuote sul nostro organismo e condiziona il nostro modo di sentire, pensare ed agire. A volte solo sotto forma di un’ansia diffusa, ma, in altri casi, più drammatici, può diventare paura, terrore, angoscia e durare nel tempo. Questo manuale, si propone di introdurre una visione sui diversi tipi di atteggiamento psicologico che si rivelano più idonei ad affrontare le diverse problematiche, personali e interpersonali, che si originano e si sviluppano in chi viene coinvolto, a vario titolo, in una situazione di emergenza. Originariamente, nasce con l'obiettivo di essere un manuale propedeutico per gli operatori del settore, ma può essere utile ed esplicativo per chiunque sia interessato ad avere un inquadramento per affrontare le diverse emergenze e riuscire a superarle nel miglior modo possibile. E per essere in grado di aiutare altrettanto efficacemente gli altri a farlo".

MANUALE PER I SOCCORRITORI editore associazione culturale Liberodiscrivere®
Alla presenza dell’autore interverranno: Paolo Moscatelli, primario del pronto soccorso dell'ospedale San Martino, Gianni Crivelloassessore alla Protezione civile del Comune di Genova, Luca Pastorino, deputato e Sindaco di Bogliasco, saranno presenti rappresentanti delle istituzioni. Alberto Ferrando, pediatra. Conduce Antonello Cassan ideatore del progetto editoriale e associativo Liberodiscrivere®

martedì 24 febbraio 2015

Ortoressia: malattia del mangiare sano...sicuramente qualcuno lo conoscete

Ortoressia: malattia del mangiare sano
(spunto dal sito: http://www.benessere360.com/ )

Tra i disturbi alimentari, accanto alle patologie più note come anoressia, bulimia e obesità, ne esistono altri meno noti di cui si parla ancora poco, nonostante il numero di soggetti che ne soffre sia in continuo incremento.
Infatti, sta emergendo un nuovo tipo di disordine alimentare che vede le persone ossessionate da un'alimentazione che consenta loro di migliorare la salute. Secondo la Swiss Food Association, questa nuova mania nutrizionale, conosciuta con il nome di "Ortoressia" o "Ortoressia nervosa" (dal greco "orthos" che significa giusto e corretto, e "orexis" che significa appetito), sta raggiungendo proporzioni preoccupanti  ed è  caratterizzata dalla fobia per i cibi che si ritengono non sani o contaminati.
Le persone che ne sono affette sviluppano una vera ossessione e paura verso il cibo di cui si alimentano e quest’ansia e nervosismo, a volte maniacali, portano alla comparsa di un vero e proprio disagio alimentare che può produrre conseguenze anche nella socialità del soggetto in questione.
Fu descritta per la prima volta nel 1997 dal dietologo Steve Bratman che si era definito un  ex ortoressico.
Bratman iniziò ad individuare disturbi alimentari tra i suoi pazienti ed egli stesso cominciò a seguire nella sua alimentazione regole sempre più rigide: non mangiava verdura raccolta da oltre un quarto d’ora, ogni boccone andava masticato per almeno cinquanta volte, finiva il pasto quando non era ancora sazio e se ad esempio, mangiava formaggio pastorizzato aveva il terrore di potersi ammalare di polmonite o addirittura di cancro.


Le cause: mangiare sano può essere un problema?

Nella società attuale abbiamo assistito negli ultimi anni ad un proliferare dei fast food e per contro è aumentata l’attenzione per ciò che si mangia. Molte persone ricercano cibi più naturali, genuini e meno lavorati e sentono la necessità di ricercare negozi bio. Questo rinnovato interesse verso il cibo è nato da un’attenzione maggiore per la propria salute, dovuta anche agli allarmi causati dal morbo della  mucca pazza o dell’influenza aviaria che hanno iniziato a considerare sempre di più l’evidente  connubio tra mangiar male = malattia e mangiar sano = salute.
Inoltre, i vari modelli televisivi proposti di forma fisica e bellezza hanno aumentato la “voglia” di mangiar sano. Ovviamente questo atteggiamento  è  positivo ma, se portato all'eccesso può causare notevoli danni.
L'ortoressia è espressione di un disagio psicologico, che si manifesta attraverso un controllo ossessivo sul cibo e presenta somiglianze  con la bulimia e  l’anoressia. Nella anoressia il problema è la  "quantità "di cibo ingerito, nell'ortoressia è la "qualità" degli alimenti.
Entro certi limiti non è un aspetto negativo, perché chiunque di noi preferirebbe mangiare cibo genuino piuttosto che cibo in gran parte chimico o alterato, ma gli ortoressici portano questa preferenza a livelli maniacali.

In che modo ?
Paura della “contaminazione”: l’ortoressico teme che il cibo sia “contaminato” dai più svariati fattori. Teme le radiazioni anche se abita lontanissimo da ambienti soggetti a questo tipo di inquinamento, se è vegetariano teme che il cibo non preparato da lui abbia “sentito” la carne, teme tutti i virus e batteri che nel tempo sono stati ricondotti al cibo, come l’aviaria o la mucca pazza, teme gli involucri di alluminio e di plastica e così via.
Programmazione: per essere sicuro di mangiare solamente cibi sani e puri, l’ortoressico dedica molte ore al giorno a pensare alla sua alimentazione e a programmare i pasti.
Ipocondria: ha paura di contrarre malattie se entra in contatto con cibo non sano
Depurazione: la paura della contaminazione e dell’ipocondria lo porteranno al desiderio di depurarsi se sarà costretto ad ingerire cibi per lui non salutari e per rimediare a questo si provocherà il vomito o l’evacuazione forzata.
Severità: l’ortoressico è estremamente severo con se stesso, man mano che l’ossessione peggiorerà inizierà a seguire regole sempre più rigide e ad essere sempre meno intransigente.
Circolo vizioso: questa severità instaurerà un circolo vizioso che porterà alla comparsa di comportamenti ossessivo – compulsivi. L’infrazione alle regole non è assolutamente ammessa e nel caso ciò accadesse il soggetto entrerà in depressione, si punirà e si costringerà a regole più severe.
Isolamento: la persona colpita dall’ortoressia inizierà ad isolarsi dagli altri individui che non la pensano come lei mangiando in solitudine, non accettando inviti a pranzi o cene, se costretta ad uscire si porterà il proprio cibo, interromperà i rapporti di amicizia.

SOSPETTO DI DIAGNOSI
In questo momento, in Europa, siamo sottoposti a un bombardamento di informazioni su ciò che fa bene o fa male alla salute. Il cibo incute paura e la diffusione degli alimenti biologici ha aumentato la complessità delle decisioni che si devono prendere riguardo a cosa mangiare.

Ma come è possibile trovare il giusto equilibrio tra il mangiare sano e l'ossessione per il mangiare sano?
Come per molti altri aspetti della dieta, la chiave è la moderazione. I cambiamenti delle scelte alimentari devono essere effettuati gradualmente e in modo adeguato ai gusti e allo stile di vita della persona. Un'alimentazione più sana deve avere un effetto positivo sulla salute senza ridurre i piaceri della vita o influire sui rapporti con gli altri. Per verificare se l'alimentazione è posta nella giusta prospettiva o se invece sta diventando un'ossessione, si può eseguire il 'Test Bratman per l'ortoressia' (test indicativo e attualmente non validato).


Il Test Bratman per l'ortoressia
   Pensate alla vostra dieta più di 3 ore al giorno?
   Pianificate i pasti con vari giorni di anticipo?
   Il valore nutrizionale di ciò che mangiate è più importante del piacere di mangiare?
   La qualità della vostra vita è diminuita parallelamente al miglioramento della qualità della vostra alimentazione?
   Ultimamente siete diventati più rigidi con voi stessi?
   Mangiare in modo sano aumenta la vostra autostima?
   Avete rinunciato a cibi che vi piacevano per mangiare quelli 'giusti'?
   La vostra dieta vi rende difficile mangiare fuori, allontanandovi dalla famiglia e dagli amici?
   Vi sentite in colpa quando "sgarrate" dalla vostra dieta?
   Quando mangiate in modo sano, vi sentite in pace con voi stessi e con il controllo completo della situazione?

Se la risposta è sì a 4 o 5 delle precedenti domande, è il momento di adottare un rapporto più rilassato con il cibo. Se la risposta è sì a tutte, quella per il mangiar sano è una vera e propria ossessione.


Soggetti a rischio

Persone a dieta soprattutto quando iniziano a seguire diete restrittive
Adolescenti
Sportivi
Salutisti esasperati
Vegetariani e vegani.


Conseguenze e rischi per i soggetti ortoressici

Si manifestano quando, oltre ad eliminare dalla dieta alimenti obbiettivamente dannosi o comunque poco salutari, si arriva a privarsi di nutrienti essenziali, e si trasforma il cibo  ed il rispetto delle regole auto-imposte, nel centro dell'esistenza.
Rischi fisici: possono comparire segni di malnutrizione e denutrizione. La muscolatura e le ossa s’indeboliscono, le difese immunitarie scompaiono e le forze diminuiscono. Per questi motivi sono state descritte delle morti per cui l’esasperazione del cibo sano porta a dire che anche “di cibo sano si può morire”.

Rischi psicologici: oltre ai danni fisici sono possibili anche danni nella psicologia dell’ortoressico perché il suo comportamento si delinea come ossessivo – compulsivo per l’ossessione a cui è soggetto e il circolo vizioso di colpa – punizione in cui si ritrova.
Questa persona vive in un perenne stato di ansia e timore per tutti i problemi che il contatto con cibo non sano potrebbero causargli, il futuro è pieno di incertezze e il passato pieno di sbagli. Allo stesso tempo, però, può mostrare transitori momenti di euforia quando riesce a resistere a qualche tentazione o riesce a mantenere una nuova ferrea regola che si è imposto. La depressione e il senso di colpa, in ogni caso, rimangono sempre in agguato e al minimo tentennamento ricomincia lo stato di ansia, nervosismo e colpa. Dall'altro vivendo in un costante stato d’insicurezza, frustrazione ed insoddisfazione tende ad imporsi regole sempre più rigide compromettendo in maniera anche seria la salute dell' organismo.

Rischi sociali: si è già accennato all'isolamento in cui il soggetto colpito da ortoressia si auto condanna. All'inizio tenterà di coinvolgere amici e parenti in questo giusto e sano stile di vita, ma una volta visti i fallimenti l'isolamento sarà l’unica isola “salutare” in cui rifugiarsi. L'ortoressico, infatti, tende sempre più a sfuggire il mondo esterno chiudendosi nel suo ordinato mondo di regole "salutari", trovando molto più sicuro e "soddisfacente" rispettare queste piuttosto che confrontarsi con una società che non capisce e condivide le sue convinzioni e i suoi principi di vita.
La frequentazione di persone che non la pensano come lui non sarà quindi più possibile, anche perché penserà di essere più intelligente degli altri per aver intrapreso la “giusta via”. Anche con il partner non sarà più possibile la vita di prima, perché l’autoregolamentazione alimentare a cui l'ortoressico si sottopone verrà estesa anche alla sfera affettiva, fino a ritenere i rapporti con il partner non più leciti e convenienti. L’ortoressia quindi si potrebbe presentare come una grave piaga sociale proprio per le conseguenze che le azioni di un singolo individuo possono avere sulla società.






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