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sabato 31 ottobre 2026

«Ci hanno rubato il futuro?» Guardiamo insieme i numeri, senza fermarci ai titoli


 «Ci hanno rubato il futuro?» Guardiamo insieme i numeri, senza fermarci ai titoli

Dr. Alberto Ferrando · pediatra · 31 ottobre 2026

Una frase si sente ovunque: ai nostri ragazzi hanno rubato il futuro. Chi ha figli adolescenti o giovani adulti sa quanto questa frase possa pesare, a loro e a noi. Mi sono chiesto se i numeri la confermano o la smentiscono, e ho scoperto che la risposta è più sfumata di tutte e due le versioni: quella che grida alla catastrofe e quella che dice che va tutto bene.

In questo articolo ti racconto cosa ho trovato, in forma di semaforo. Ma non prendere le mie parole per buone: alla fine trovi dove andare a guardare con i tuoi occhi, perché un dato vale solo se si sa da dove arriva.

Il semaforo dei numeri

Verde: l'indicatore migliora. Giallo: è sostanzialmente fermo o i segnali sono contrastanti. Rosso: peggiora. Il colore segue la direzione dei numeri tra i due anni indicati; la parola nella colonna «Esito» lo ripete per chi stampa in bianco e nero.

Indicatore

Dato e anni

Esito

Fonte

NEET (non studiano e non lavorano), 15-29 anni

25,7% (2015) → 13,3% (2025). Media UE 11,0%

Migliora

ISTAT, Rapporto annuale 2026; Eurostat

Uscita precoce dagli studi, 18-24 anni

14,5% (2018) → 8,2% (2025). Obiettivo UE (9%) raggiunto

Migliora

ISTAT, 2018 e 2025

Studenti non ammessi alla classe successiva (superiori)

6,0% (2023/24) → 5,3% (2025/26). Salgono i giudizi sospesi (17,8% nel 2024/25)

Migliora

MIM, scrutini 2023/24-2025/26

Disoccupazione giovanile, 15-24 anni

42,7% (2014) → circa 20% (2025). Salgono però gli inattivi (+4,1 punti in cinque anni)

Migliora

ISTAT, forze di lavoro

Povertà assoluta tra i minori

13,8% (2024) → 12,5% (2025). ISTAT parla di dato «sostanzialmente stabile»

Migliora

ISTAT, 2025 e 2026

Morti in incidenti stradali, 15-29 anni

554 nel 2025: circa −10% sul 2024 e −11% sul 2019 (ma +10% tra i 15-17enni sul 2019)

Migliora

ISTAT-ACI, Incidenti stradali 2025

Cannabis e sigarette tradizionali, 15-19 anni

In calo rispetto alle edizioni precedenti

Migliora

CNR-IFC, ESPAD Italia 2024

Obesità, bambini di 8-9 anni

9,8% nel 2023 (obesità grave 2,6%): ferma, con «leggero aumento»; il sovrappeso (19%) scende

Stabile

ISS, OKkio alla SALUTE 2023

Bullismo subìto, 11-15 anni

Circa 15% degli adolescenti; sostanzialmente stabile rispetto al 2018

Stabile

ISS, HBSC Italia 2022

Vaccinazione esavalente nei bambini

94,76% (dati al 31/12/2023): appena sotto la soglia del 95%. Richiami a 5-6 e 8 anni intorno all'84-86%

Stabile

Ministero della Salute, report coperture 2023

Competenze in matematica, ultimo anno delle superiori

49,2% a livello adeguato nel 2025 (−3,3 punti sul 2024). Per il 2026 la stampa riporta 52%: da confermare sul rapporto ufficiale

Stabile

INVALSI 2025; 2026 solo da stampa

Sintomi di malessere (≥ 2 più volte a settimana), 11-17 anni

Ragazze 62% (2018) → 74% (2022); ragazzi 43% → 48%

Peggiora

ISS, HBSC Italia 2018 e 2022

Cyberbullismo, 11-15 anni

In aumento rispetto al 2018, soprattutto tra gli 11 e i 13 anni

Peggiora

ISS, HBSC Italia 2022

Urgenze per autolesionismo o pensieri suicidari (un solo ospedale)

12 (2011) → 445 (2025) al Bambino Gesù. Non è un'incidenza nazionale: può riflettere anche più richieste di aiuto

Peggiora

SINPIA e Bambino Gesù, 2026

Gioco d'azzardo, 15-19 anni (ultimo anno)

57%, massimo storico della serie

Peggiora

CNR-IFC, ESPAD Italia 2024

Giovani laureati (25-34 anni) che lasciano l'Italia

Cancellazioni per l'estero: 16.615 (2019) → 25.552 (2024). Saldo 2019-2024: −78 mila italiani (+88 mila stranieri)

Peggiora

ISTAT, Migrazioni 2024-2025

 

Nota: per il contratto a termine (62,4% degli occupati 15-34 anni nel 2025, Eures su dati ISTAT) manca un confronto storico verificato e non l'ho colorato.

Quello che sta migliorando

In dieci anni la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (in sigla NEET) è passata dal 25,7% del 2015 al 13,3% del 2025: quasi la metà. Chi lascia la scuola troppo presto è oggi l'8,2%, sotto l'obiettivo europeo. I bocciati sono meno, la povertà dei minori è scesa un poco e tra i 15 e i 19 anni ci sono meno cannabis e meno sigarette. Sono segnali veri: dietro ci sono scuole, famiglie e ragazzi che ce l'hanno messa tutta.

Quello che resta fermo

Alcune cose non si muovono: l'obesità dei bambini, il bullismo, le vaccinazioni poco sotto la soglia di sicurezza. E i risultati scolastici oscillano: in matematica il 2025 è stato un passo indietro, il 2026 forse un passo avanti, ma su quest'ultimo dato aspetto il rapporto ufficiale.

Quello che preoccupa

Migliorare non vuol dire stare bene. Nel 2022, secondo l'indagine dell'Istituto Superiore di Sanità, il 74% delle ragazze e il 48% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni dichiarava almeno due sintomi di malessere (mal di testa, nervosismo, difficoltà a dormire, umore basso) più volte a settimana: nel 2018 erano il 62% e il 43%. Il cyberbullismo cresce tra i più piccoli. Gli ospedali pediatrici vedono più ragazzi con autolesionismo e pensieri suicidari: al Bambino Gesù di Roma le urgenze di questo tipo sono passate da 12 nel 2011 a 445 nel 2025. È un solo ospedale e una parte dell'aumento può dipendere da una maggiore voglia di chiedere aiuto, ma è un segnale che non va ignorato. E molti giovani laureati vanno all'estero a cercare opportunità.

Allora, il futuro è stato rubato?

Non credo che la domanda abbia una risposta sola. Alcune strade si sono aperte, altre restano in salita, e il peso non è uguale per tutti: dipende da dove si nasce, da che famiglia, da che scuola. Dire a un ragazzo «va tutto bene» non lo ascolta; dirgli «non hai speranza» non lo aiuta. Forse la frase più onesta è: ci sono cose che stanno andando meglio, ci sono ferite che vanno curate, e hai il diritto di essere ascoltato su entrambe.

Come guardare i numeri con i tuoi occhi

·       Chiediti da dove viene il dato: Istituto di statistica (ISTAT), Ministero dell'Istruzione e del Merito, Istituto Superiore di Sanità, Eurostat. Un titolo o un post non sono una fonte.

·       Controlla l'anno e con cosa si confronta: un confronto tra 2014 e 2025 racconta una storia diversa da uno tra 2019 e 2025.

·       Guarda cosa conta il numero: il tasso di disoccupazione giovanile, per esempio, non include chi non cerca lavoro perché sta ancora studiando.

·       Diffida delle cifre troppo nette, in un senso o nell'altro, e di chi non dice dove le ha prese.

·       Se un dato ti colpisce, cerca la fonte originale prima di condividerlo. Anch'io ho trovato numeri che non sono riuscito a verificare, e li ho lasciati fuori.

Se in casa c'è un ragazzo che sta male

Il malessere dei giovani non si misura solo con le statistiche. Se un figlio si isola, dorme male da settimane, si fa del male o dice di non voler più esserci, parlane con lui senza giudicare e rivolgiti al pediatra o al medico di famiglia: non va aspettato che passi da solo.


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