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venerdì 15 febbraio 2019

Allattamento al seno: fino a quando?

Allattamento al seno: fino a quando?
Caro dottore
Mio figlio di 1 anno e mezzo mangia di tutto e continua a volere, almeno un paio di volte al dì il latte al seno. A me fa piacere ma amiche, parenti mi sgridano e dicono che faccio male. A me non pesa, anzi. Mio marito è d'accordo con me. Cosa mi consiglia di fare?
Cara mamma e papà (consideriamo anche ruolo importante del marito)
Purtroppo molti considerano l'allattamento prolungato al seno in modo negativo soprattutto per lo sviluppo dell'automa del bambino.
Non è così!!!!! Anzi è il contrario.
Quindi se la mamma vuole, è disponibile e il bambino mangia altri cibi si all'allattamento prolungato anche fino oltre il secondo anno di vita
La raccomandazione viene anche dal Ministero della Salute in quanto l’allattamento al seno riduce il rischio di cancro al seno per la madre e migliora la salute del bambino e ridurre significativamente il rischio di obesità. Il Tavolo Tecnico Operativo Interministeriale sulla Promozione dell’Allattamento al Seno raccomanda alle mamme di prolungare anche durante il secondo anno di vita l’allattamento al seno.
I vantaggi dall’allattamento al seno non sono solo fisici ma anche sul versante emotivo e cognitivo.
Ricordo anche che l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce che i bambini vengano allattati esclusivamente al seno per i primi sei mesi e che poi l’allattamento materno prosegua, integrato con cibi solidi, almeno fino ai due anni, finché mamma e bambino lo desiderano. Importante  una corretta informazione e un adeguato sostegno alle madri per permettere loro di fare scelte consapevoli, oltre ogni pregiudizio.
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2113_allegato.pdf

martedì 16 dicembre 2014

Allattamento al seno - La Leche League a Genova e in Italia

ALLATTAMENTO AL SENO
RICEVO DALL'AMICA CARLA SCARSI (LA LECHE LEAGUE) questo invito ove trovate un interessante Convegno a Tirrenia e gli incontri che si svolgono a Genova:

In allegato invio la locandina e il programma della XV Giornata dell’Allattamento, il Seminario scientifico 2015 che si terrà a Tirrenia (Pisa) il 17 aprile 2015  (http://convegno2015.lllitalia.org/images/La_Leche_League_XV_Giornata_Allattamento__locandina.pdf) sperando in una Vostra partecipazione. 
VI ringrazio anche se potrete girarla a persone che pensate potrebbero essere interessate (ostetriche, infermiere, operatori sanitari interessati all’allattamento).
e se potrete pubblicarla sul sito e sul vostro bollettino
 
allego anche il depliant degli incontri che La Leche League tiene a Genova. In programma solo quelli fino a dicembre, ma fra breve prepareremo quelli fino a giugno 2015.
Anche per questi, grazie se vorrete stamparli, diffonderli alle mamme che possano essere interessate ed esporli negli studi.
 
Trovate tutte le notizie necessarie su La Leche League (onlus, esistente nel mondo dal 1956 e in Italia dal 1979) sul nostro sito, www.lllitalia.org, che nel 2013 ha ricevuto circa un milione e mezzo di pagine consultate.
La nostra attività – totalmente gratuita - è sostanzialmente supporto e sostegno alle mamme che desiderano allattare e che sono alle prese con le principali e fisiologiche difficoltà per avviare con successo l’allattamento.
 
Infine segnalo che abbiamo una rivista on line specializzata sull’allattamento, di consultazione gratuita sul sito www.lagazzettadellaprolattina.it
 
Vi ringrazio per l’attenzione, e sono a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento in merito
 
Carla Scarsi
340 9126893

lunedì 28 luglio 2014

CIUCCIOTTO SI, NO, BO ??? CONSIGLI PER TUTTI MA VOSTRO FIGLIO E' DIVERSO

CIUCCIOTTO SI, NO, BO ??? CONSIGLI PER TUTTI MA VOSTRO FIGLIO E' DIVERSO

Domanda frequente. Con forti fautori e forti detrattori. Con bambini che "se ne fregano" ciucciano tutto meno che il cicciotto (lingua, dita, capezzolo, labbra)......Qualche suggerimento e riflessione

Uso corretto del succhietto (ciucciotto) e simili

Succhiare è un riflesso presente già nel feto durante la gravidanza. Il neonato, alla nascita, cerca il seno della mamma e, in mancanza, succhia tutto quello che trova!
 Il  riflesso di suzione serve al neonato non solo per alimentarsi, ma anche per consolarsi: è dimostrato che quando i neonati provano dolore (ad esempio, durante le coliche) vogliono succhiare, anche senza alimentarsi. 
Nel tempo abbiamo avuto varie mode: c’era un periodo che il ciuccio veniva consigliato a tutti i neonati per "renderli indipendenti dal seno", poi per consolarli lo si dava dopo averlo immerso nel miele  ma poi fu sconsigliato in quanto  fonte di problemi ai denti e, in seguito, riabilitato nuovamente,  ma con moderazione, per non interferire con l’allattamento materno.

Attualmente non viene consigliato nei primi 20-30 giorni  di vita, specialmente nei bambini allattati al seno, per evitare che il ciuccio interferisca con l`allattamento. In seguito, quando la montata lattea è arrivata e il bambino cresce adeguatamente, il ciuccio può essere utilizzato senza problemi, specialmente nei bambini che tendono a piangere molto per coliche o per disturbi del sonno.

Quando eliminare il ciuccio?

Il momento migliore per togliere il ciuccio varia da bambino a bambino e, comunque quando inizia a bere dal bicchiere e a succhiare di meno. In alcuni bimbi intorno all’anno    e mezzo,  in altri si arriva oltre i due  anni (e quasi a 3 )

Come eliminare il ciuccio?

Quando il bambino inizia a perdere interesse per il ciuccio, quindi si può provare semplicemente a non proporglielo, facendolo sparire pian piano. Altre volte occorrono mezzi più drastici, tipo farlo sparire da un giorno all`altro o decidere di regalarlo a Babbo Natale.
Si consiglia di parlarne con il pediatra e, nel contempo, di non colpevolizzare il bambino poiché se si sente in imbarazzo aumenta la necessità di consolarsi succhiando il  ciuccio o il dito).

 Quindi succhiare per i neonati è un istinto naturale votato alla nutrizione e al soddisfacimento non solo di un bisogno fisiologico ma  anche di un’esigenza psicologica di rassicurazione e di gratificazione del neonato, calmandolo e tranquillizzandolo.
Infatti, il succhiare costituisce uno dei primi ed importanti momenti di apprendimento neuromuscolare che inizia quando il bimbo è ancora nell’utero materno. E’ quindi una necessità che non è possibile trascurare. E’ tuttavia importante conoscerne a fondo i diversi risvolti. Si deve precisare che anche per l’uso del succhietto (o ciuccio) esistono delle variabili da bambino a bambino.

Le più frequenti sono:
-       Usare il dito
-       Succhiare la lingua
-       Succhiare il labbro inferiore
-       Usare il seno materno come succhietto.

Anche per la Società Italiana di Ordodonzia (SIDO, www.sido.it) il succhietto ha dei vantaggi:

  • Il movimento della suzione aiuta l’armonico sviluppo della bocca. Si è infatti evidenziato(1) che l’utilizzo del succhietto per 24 mesi non è dannoso per la bocca, anzi aiuta a prevenire alcune malocclusioni dentarie. La suzione del pollice invece può causare danni in quanto il dito esercita una pressione più intensa sui denti e sul palato, è più ingombrante e consistente ed è difficile dismetterne l’abitudine(2).
  • Non deve essere intinto in sostanze dolci per prevenire la carie.
  • Deve essere limitato  il tempo giornaliero di utilizzo fino a quando l’allattamento al seno sia ben avviato e in caso di momentaneo calo della produzione di latte.
  • • Non deve essere offerto sempre il succhietto, ogni volta che il bimbo piange, perché spesso il pianto del piccolo esprime il suo desiderio di comunicare con la mamma.
  • • E’ bene ridurre l’uso del succhietto in caso di otite media ricorrente e di malocclusione dentaria evidente.
  •  
UN CONSIGLIO IN PIU’    in un box

Decalogo sull’uso del  succhietto (Società Italiana di Ortodonzia)

1.    L’uso del succhietto tranquillizza il neonato e di riflesso l’ambiente famigliare attorno a lui.
2.    Non deve mai essere un surrogato del rapporto madre-figlio, quindi è opportuno non negarlo quando si intuisce il desiderio da parte del neonato, ma non proporlo per limitare un pianto di cui non si comprende a fondo la causa.
3.    Per prevenire una scorretta chiusura della bocca è opportuno l’uso del succhietto fino ai 24 mesi; tuttavia, in caso di malocclusioni è consigliabile interrompere l’uso del succhietto e rivolgersi al proprio pediatra.
4.    Succhiare il pollice è più dannoso, è tuttavia tollerabile fino ai 4 anni di età.
5.    Secondo un recente studio americano l’uso del succhietto durante il sonno può ridurre il rischio di morte in culla (la respirazione è facilitata, la lingua viene correttamente posizionata e viene favorita la posizione supina).
6.    Il succhietto non deve mai essere immerso in sostante dolci per scongiurare il rischio di comparsa di carie.
7.    Sembra un uso vigoroso del succhietto sia associato allo sviluppo di otiti, è pertanto opportuno limitarne l’uso nei soggetti particolarmente soggetti a questo problema.
8.    Il succhietto lenisce efficacemente il dolore provocato dalla comparsa della dentatura.
9.    Limitarne l’uso fin quando l’allattamento materno non sia efficacemente avviato.
10. La forma dev’essere sottile alla base per consentire una miglior chiusura della bocca e la forma dev’essere, oltre che di dimensione adeguate all’età del bambino, piatto per favorire il posizionamento della lingua.

Le cinque regole per l’uso del  succhietto  (Lega dell'Allattamento al Seno - La Leche League):


  1. L’uso del ciuccio non dovrebbe essere utilizzato durante tutto il periodo in cui l’allattamento al seno deve consolidarsi, il che richiede generalmente 4 settimane circa, ma per alcuni bambini può richiedere più tempo.
  2. Le madri dovrebbero sapere che è normale che un bambino abituato a poppare esclusivamente al seno rifiuti il ciuccio, e che non è necessario forzare il poppante ad accettarlo, ma è importante mantenere l’allattamento al seno.
  3. Se si sceglie di usare il ciuccio, questo va usato solo per addormentare il bambino e non per rimpiazzare o ritardare le poppate al seno; è necessario quindi insegnare alle mamme a riconoscere nel bambino i segnali della fame, per mantenere una buona produzione di latte.     
  4. Non dare ma il miele sotto l’anno di età e mai sul ciucciotto. Rappresentano cattive abitudini che con il tempo sono difficili da togliere per cui quando arriveranno i dentini si assiste alla comparsa di carie devastanti, oltre a rappresentare un considerevole  introito di calorie e una potenziale allergenicità, seppur rara del botulismo.
  5. L’Istituto Superiore di Sanità (www.iss.it/binary/spva4/cont/Il_botulismo_infantile.pdf) ) : “Il miele è il solo veicolo alimentare sicuramente correlato, da evidenze epidemiologiche e di laboratorio, al botulismo infantile(  grave malattia  che si può trovare  descritta nell'articolo citato).
 Il miele, in quanto prodotto naturale, può contenere le spore che le api raccolgono durante la loro attività. Nel miele le spore possono sopravvivere ma non moltiplicarsi e produrre la tossina. Inoltre, i trattamenti convenzionali utilizzati per distruggere le spore non possono essere usati nel caso del miele perché altererebbero le caratteristiche del prodotto, rendendolo non idoneo al consumo umano.
Indagini effettuate in diversi paesi su campioni di miele presenti in commercio hanno evidenziato la presenza si spore di C. botulinum nel 2-7% dei campioni esaminati, con una notevole variazione tra le differenti aree geografiche, ma in generale con cariche molto basse.
In un report americano (CDC 2003) viene stimato che l’incidenza annuale di botulismo infantile negli Stati Uniti è di due casi su 100.000 nascite; nella città di New York l’incidenza annuale è raddoppiata (4 casi su 100.000) e nel solo quartiere di State Island nel 2000 sono stati rilevati 68 casi su 100.000 nascite. La maggior parte dei casi è causata da tossine di tipo A e B e interessa lattanti di età inferiore a 6 mesi. I casi mortali in pazienti ricoverati in ospedale sono inferiori all’1%.
Una parte di casi di morte improvvisa di lattanti senza cause apparenti (SIDS Sudden Infant Death Sindrome) è stata reinterpretata attraverso la sintomatologia e attribuita a questa origine. Ricerche di laboratorio e studi epidemiologici hanno accertato che il miele rappresenta uno dei più importanti reservoir di spore di Cl. Botulinum e che quindi la principale causa di botulismo infantile possa essere ricercata nel consumo di tale alimento (Schocken, 1999).  (da: http://cms.aivemp.it/SiteTailorCommon/showBinary.aspx?id=1209).
Nella principale banca dati mondiale di riviste mediche il numero di pubblicazioni è limitato (circa 70) e, spesso, riporta singoli casi di intossicazione.



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