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giovedì 13 maggio 2021

Libri che aiutano: da prima della nascita alla adolescenza

 Libri che aiutano: da prima della nascita alla adolescenza

Ricordo libri che ho scritto ove ho cercato di sintetizzare, per genitori, neo genitori, aspiranti genitori, nonne e nonni, educatori esperienze di oltre 40 anni di professione pediatrica.

Ad ora 4 libri

Uno con consigli generali dalla Prenascita alla adolescenza (Come crescere mio figlio)

Uno sulla alimentazione (che non è solo nutrizione): Come nutrire mio figlio.

Uno sul sonno (Il libro della nanna) e l'ultimo cu cosa fare e non fare in caso di malattia o incidente (Primo Soccorso pediatrico)







martedì 27 ottobre 2020

EDUCAZIONE ALLA ALIMENTAZIONE: SI INIZIA DALLO SVEZZAMENTO (E ANCHE PRIMA)

EDUCAZIONE ALLA ALIMENTAZIONE: SI INIZIA  DALLO SVEZZAMENTO (E ANCHE PRIMA)

Trovate rispote a dubbi e consigli sulla alimentazione a partire dalla gravidanza fino alla adolescenza nel libro “Come Nutrire mio figlio”, ed. LSWR in cartaceo e in formato elettronico.

L’alimentazione del bambino è un tema che pone tanti dubbi, domande e quesiti ai genitori e ai nonni. 

L’alimentazione è la base della salute del bambino e, già nei primi 1000 giorni di vita, periodo che va dal concepimento al compimento del secondo anno di vita (9 mesi di gravidanza = 270 giorni + 1° anno = 365 giorni e 2° anno = 365 giorni pari a 1000 giorni), iniziano a determinarsi le preferenze e le abitudini alimentari che formeranno lo stile alimentare in età adulta. 

Affinché questo avvenga in maniera corretta è importante osservare, nell’alimentazione del bambino, A PARTIRE DALLO SVEZZAMENTO, non solo:  

-       cosa mangia (la qualità), 

-       quanto mangia (la quantità), 

-       dove mangia (seduto a tavola fin dallo svezzamento con i genitori) 

ma anche 

- come mangia 

- l’atmosfera in cui mangia. 

Bisogna, inoltre, tenere conto che, dalla fase dello svezzamento in poi, le corrette abitudini alimentari devono essere coltivate da parte di tutti i componenti della famiglia, perché un bambino mangerà “bene” se in famiglia si mangia bene.

Infatti, il bambino assaggia, da una certa età, molti degli alimenti consumati dai genitori e apprende da loro il modello alimentare e se la famiglia ha abitudini alimentari corrette e relazioni interpersonali positive, si svilupperanno stili e comportamenti alimentari corretti attraverso il buon esempio. 

Da tenere presente è anche lo stile alimentare assunto dalla mamma durante la gravidanza e l’allattamento, che si riflette sullo sviluppo del nascituro e sulla sua crescita.

Il bambino, soprattutto nei primi mesi e anni di vita, fa le sue prime esperienze sensoriali e gustative, ed è in grado di autoregolarsi, per cui mangia la quantità di cui ha bisogno. Questa è una competenza che va rispettata.

Educare il bambino fin dalla nascita a una sana alimentazione è il miglior investimento per la sua salute futura. 

Infatti, per un lattante o un bambino piccolo, nulla ha forse più importanza del cibo, su cui si addensa una miriade di significati simbolici. E com’è naturale, i consigli di esperti, mamme e nonni, si sprecano.

Dallo svezzamento in poi, è bene abituarsi a mangiare con il bambino e fare il più possibile i pasti in famiglia, sedendosi intorno a un tavolo.

Importante stabilire delle regole fondamentali per una corretta alimentazione dei bambini, e nostre:

·       Stabilire un orario per i pasti.

·       Abituare il bambino agli alimenti che assume il resto della famiglia, chiaramente adattandoli alle età del bambino e alle capacità di masticazione e deglutizione.

·       Nelle varie fasi della crescita non offrire al bambino solamente i suoi cibi preferiti ma dargli più volte e ripetutamente anche gli alimenti che non gli sono piaciuti, dopo aver fatto passare qualche giorno.

·       Preparare porzioni ridotte. Qualora avesse ancora fame richiederà lui stesso del cibo.

·       Fare in modo che il pasto sia un momento di unione della famiglia, di riposo, in un’atmosfera tranquilla. Questo vale per tutte le età della vita e si è dimostrato molto utile anche nel periodo dell’adolescenza.

·       Variare il menù.

·       Evitare di sovralimentare il bambino.

·       Alimentare il bambino in base agli stimoli fisiologici e non indurlo a finire il cibo nel piatto se è sazio. Verificare la qualità del cibo e utilizzare, se e quando possibile, alimenti biologici.

·       Alimentare il bambino in base agli stimoli fisiologici e non indurlo a finire il cibo nel piatto se è sazio. Verificare la qualità del cibo e utilizzare, se e quando possibile, alimenti biologici.

 

Alimentazione corretta è anche educazione: 

Dallo svezzamento (ma anche prima con “assaggi” in utero o durante l’allattamento) si pongono le basi della alimentazione, sia da un punto di vista qualitativo sia metabolico e una dieta salutare è importante, perché le preferenze alimentari si formano molto precocemente e tendono a non modificarsi nel corso della vita. 

Le abitudini alimentari, gli orari, la qualità e quantità del cibo si formano a tavola e ai genitori spetta l’educazione alimentare, che non si limita solo a questo periodo, ma prosegue fino all’età in cui il bambino inizierà a decidere da solo. E deciderà in base a come è stato educato.

L’educazione alimentare si fa inizialmente, al gusto.e poi alla qualità e al “come” si mangia.

Non ci si deve solo concentrare sul quanto mangia (spesso si dice “mi” mangia” e quanti etti prende alla settimana).

Per quanto riguarda il gusto esistono fattori individuali: bisogna distinguere bambini che as- saggiano e mangiano tutto e altri bambini più schizzinosi, che non assaggiano quasi nulla, o bimbi “poco mangioni”, che richiedono un po’ di pazienza per educarli

Fin dalla vita in utero il feto assapora gusti diversi e qui entrano già in gioco vari fattori: costi- tuzionali e legati al comportamento degli adulti e alle “pressioni” della pubblicità.

I gusti sono cinque:

·       amaro;

·       dolce;

·       acido;

·       salato;

·       umami (capacità di “riconoscere” il glutammato monosodico, una sostanza presente negli alimenti ricchi di proteine, come carni e formaggi stagionati). 

I bambini sono ben disposti per il dolce, il salato e l’umami, meno per gli altri gusti, che saranno accettati nel tempo. È, infatti, possibile fare una “formazione” al gusto e l’introduzione precoce, e ripetuta, può diventare una “scuola del gusto” per educare il bambino. 

Contatti già nell’utero, durante l’allattamento e lo svezzamento con i vari sapori “forti” come aglio e cipolla, contribuiscono ad abituare il gusto del bambino, per cui è importante che la futura mamma curi molto la sua alimentazione, poiché le scelte precoci di alimentazione, sia durante la gravidanza sia durante lo svezzamento, influenzeranno le abitudini alimentari del bambino in positivo (mangiare frutta e verdura e assaggiare i vari cibi) e in negativo, se il bambino viene abituato ad alimenti con zuccheri o sale. Per questo motivo la dieta della mamma durante la gravidanza e, poi, del bambino e di tutta la famiglia, durante e dopo lo svezzamento, deve essere varia e con tutti i tipi di alimenti.

 

Quando si parla dell’importanza della qualità dei cibi e di come si mangia, bisogna innanzitutto tener conto che la cucina rappresenta il “cuore” della casa, ove ogni giorno la famiglia si incontra per nutrirsi e condividere momenti piacevoli. 

Il momento dell’alimentazione complementare (svezzamento) di un bambino, richiede una valutazione da parte di tutta la famiglia della qualità, quantità di cibo e di “come” si mangia. 

I primi 1.000 giorni di vita del bambino sono importantissimi per costruire le modalità e gli stili di vita alimentari.

I genitori rappresentano un modello di comportamento alimentare per il bambino e devono essere d’esempio, rendendo i pasti momenti piacevoli da trascorrere in famiglia ed eliminando fonti di distrazione diseducative, come la TV, smatphone o Tablet. Meglio, anzi, obbligatorio, per esempio, spegnere la televisione durante i pasti.

Ma, la cosa più importante è pensare che se investiamo nei primi anni di vita sulla nostra alimenta- zione ed educhiamo il bambino avremo fatto un buon investimento. 

Importante oltre a fornire una alimentazione corretta da un punto di vista qualitativo (dieta mediterranea) creare un buon clima e un buon rapporto con il cibo. Sovente non si valuta appieno l’importanza di questo fattore e del ruolo che deve avere il genitore, e si lascia la gestione e le scelte al bambino: delegare le scelte al bambino compromette non solo l’alimentazione, ma il ruolo stesso del genitore. 

Altra cosa da evitare è quella di soddisfare i desideri e assecondare i capricci dei figli per evitare conflitti oppure assumere atteggiamenti negativi attribuire al cibo aspetti “morali” come avvine, ad esempio, quando si dicono alcune  frasi come: “Sei cattivo se non mangi”, “Fai arrabbiare tua mamma”, “Non mi vuoi bene se non mangi” ecc. 




venerdì 20 dicembre 2019

DOTTORE MIO FIGLIO NON "MI MANGIA"

“Dottore mio figlio “non mi mangia”.
(Tratto dal libro "Come nutrire mio figlio")
Questa è la classica frase usata da alcune mamme appena entrano in studio.
Il pediatra guarda il bambino, un simpatico marmocchio che non sta fermo un momento e, anche durante la visita, muove gambe o braccia. Insomma, un concentrato di forza, di energia e di vitalità.
Il pediatra pesa e misura il bambino e, nella maggior parte dei casi, il peso e l’altezza risultano nella norma per l’età. I genitori o la mamma e la nonna si guardano sbigottiti e dicono che non è possibile, perché il bimbo non mangia niente, o quasi.
Questa è una situazione che capita abbastanza frequentemente nell’ambulatorio del pediatra. Bambini molto vivaci che a tavola “non danno soddisfazione” ai genitori. Anche l’espressione “non mi mangia” sta a significare non mangia “per me”, ma il bambino, cari genitori, non deve mangiare per voi, ma per se stesso.
All’inizio dello svezzamento, è piuttosto frequente che il bambino non voglia mangiare, perché ha bisogno di conoscere le novità, provare a gustare i cibi. Non bisogna preoccuparsi se il bambino è nervoso, non apre la bocca, gira la faccia dall’altra parte, rifiuta il cucchiaino. In queste situazioni che si presentano frequentemente lasciate “stare, non insistete, non distraetelo con giochi.
“Evitate atteggiamenti oppressivi, cercando di forzare il rifiuto del bambino, oppure permissivi, offrendogli solamente cibi che gradisce perché generalmente non portano a buoni risultati.
Innanzitutto, è importante prevenire il problema offrendo al bambino durante lo svezzamento ed entro il primo anno, anno e mezzo di vita, la maggior parte degli alimenti, in modo da abituarlo a gusti, odori, sapori, consistenze e aspetti differenti del cibo.
Ci possono essere anche dei motivi, frequenti e anche banali, che sono alla base del rifiuto del cibo quali, per esempio:
•in quel momento, non ha fame;
•è stanco, non ha voglia di mangiare, si strofina gli occhi e ha voglia di dormire;
•la pappa non gli piace, perché è troppo densa o troppo liquida e ha difficoltà a ingurgitarla;
•ha già assunto alimenti fuori pasto e non ha più fame;
•l’ambiente non è confacente, perché troppo rumoroso o carico di tensione, ansia o il bambino lo avverte come ostile;
•non sta bene, perché sta incubando qualche malattia;
•un cambiamento in famiglia come l’arrivo di un fratellino o di una sorellina, un trasloco o situazioni di ansia in famiglia (lutto, separazione) o a scuola o nello sport;
•un cambiamento nella routine quotidiana o la “partenza per una vacanza, un trasferimento di città ecc.
Ogni bambino presenta delle caratteristiche alimentari proprie: ci sono bambini che mangiano in abbondanza e riescono a mantenere un peso nella norma, altri che tendono ad avere la “pancetta” già nei primi anni di vita, altri ancora che manifestano poco interesse per il cibo a tavola, perché mangiano fuori pasto.
Ci sono piccoli despoti i cui genitori, pur di vederli mangiare, instaurano una specie di “coprifuoco” in casa e vivono nell’ansia continua del cibo, che diventa l’argomento di conversazione e di conflitto principale tra di loro, e tra loro e i nonni.
I bambini, che in questo modello “non mi mangia” sono costituzionalmente di scarso appetito, ne approfittano per ridurre in schiavitù queste famiglie, che per far mangiare il bambino adottano diete inadeguate, spesso con cibi preconfezionati o inadatti per i bambini con vari tipi di “cibo spazzatura” (junk food).
Alcune di queste famiglie fanno contenti i produttori di farmaci, vitamine, integratori, pappe reali, erbe ecc., che vengono somministrati in quantità. Anni fa ho visto in un albergo una mamma che somministrava religiosamente a tavola al figlio di 6-7 anni, magro e vivacissimo, 5-6 tipi diversi di “prodotti “integratori, vitamine). Il padre guardava con aria triste la moglie e il figlio, e un giorno è uscito con la frase “con tutta sta roba che prende mio figlio dovrebbe essere come Schwarzenegger”.
Un equivalente al non mangiare è quello di passare ore ed ore a tavola “mangiando” (si fa per dire) davanti a un piatto di cibo che non finisce mai.
Un consiglio ai genitori è parlare di questo problema con il pediatra, ma mai davanti al bambino.
Ricordare rado che a in questi casi bisogna adottare due strategie:
1) "OSSERVARE SENZA REAGIRE"
2) "LA CONGIURA DEL SILENZIO" (non parlate del "problema": lo aumentereste)
Passi di: Alberto Ferrando. “Come Nutrire Mio Figlio”.


sabato 14 dicembre 2019

QUALCHE IDEA PER I REGALI

QUALCHE IDEA PER I REGALI
Cari genitori
Qualche idea per i regali ai bambini e alle famiglie
- Libri per bambini a partire dal cofanetto per neonati: www.natiperleggere.it
- Rivista e libri UPPA: www.uppa.it
- Libri che trovate nelle principali librerie e on line a partire da Amazon (anche in versione digitale)
  Per mamme in attesa e appena arriva un bebè a casa: "Come crescere mio figlio"
  Per l'alimentazione: "Come Nutrire mio figlio"
  Per sapere cosa fare in caso di malattie o incidenti (non deve mancare in ogni casa): Primo Soccorso Pediatrico
  Per la nanna del bebè e di tutti, dalla nascita in poi: Il libro della nanna





martedì 22 ottobre 2019

RITUALI PER LA NANNA tratti da "IL LIBRO DELLA NANNA"

RITUALI PER LA NANNA tratti da "IL LIBRO DELLA NANNA"
(tratto dal mio quarto libro: "Libro per la nanna" appena uscito: 
Per fa fare la nanna ai bambini deve istituire alcuni rituali. 
Ta questi utile ed importante è la lettura di un libro: vedere NATI PER LEGGERE.
Iniziativa che ha compiuto 20 anni, diffusa su tutto il territorio nazionale e che ha sedi regionali e, in Liguria, una sede molto attiva.
                                               Un bambino che legge sarà un adulto che pensa. (Anonimo)
Lettura di un libro
Uno dei rituali del sonno più utili e validi è rappresentato, fin dai primi mesi di vita, dalla lettura ad alta voce.
I benefici della lettura sono molteplici: è dimostrato che leggere ai bambini, fin dai primi mesi di vita, consente loro di  acquisire più immaginazione e migliori capacità espressive.
La lettura ad alta voce è piacevole e crea l'abitudine all'ascolto e aumenta la capacità di attenzione del bambino. L'elemento che più conta, sia per la lettura, sia per la musica, é lo 
stare insieme, un momento speciale che può arricchire e rinforzare il legame genitore-bambino e, di conseguenza, favorire la separazione nel momento della nanna.
La lettura ad alta voce va inserita nell’ambito del rituale della buonanotte, scegliendo quando e dove farlo in modo abbastanza regolare (seppure senza rigidità): ad esempio, prima o dopo il bagnetto, la pappa o altre attività inserite nella routine pre-nanna. In questo modo il bambino saprà quando aspettarsi questo momento e proverà piacere nel vedere confermate le proprie aspettative e si potrà preparare alla nanna in modo più sereno. 
E’ bene che la lettura diventi un appuntamento fisso, un rituale anche di pochi minuti, che il bambino aspetta e desidera. Quando sarà diventata un’abitudine, sarà di conforto anche in momenti critici come in caso di malattia.
Un aspetto interessante della lettura serale, come di altre attività, è rappresentato dal fatto che, spesso, i bambini chiedono di rileggere lo stesso libro più e più volte, tanto che a noi genitori sembra di saperlo “a memoria” e di non poterne più. 
Tra i motivi vari ipotizzati del perché la spiegazione più attendibile è quella che il bambino con la rilettura può provare un’emozione nuova, ovvero il piacere dell’ascolto in assenza dell’ansia di non sapere come andrà a finire la storia.
A volte i bambini, nei primi anni, imparano la favola a memoria ma vogliono continuare a sentirsela raccontare
A tal proposito, riporto le parole di Rita Valentino Merletti, autrice del testo “Leggere ad alta voce”: 
“Certo che lo sapevo a memoria, infatti quello che volevo davvero non erano le parole della storia; volevo essere sicura, ma proprio assolutamente sicura, di risentire mia madre ridere di gusto nel rileggere per l’ennesima volta del litigio fra mastro Geppetto e mastro Ciliegia, volevo rivedere la sua espressione solenne quando leggeva della morte della Fata dai capelli turchini, volevo riprovare con lei la paura che sentiva Pinocchio quando, stretto tra le mani del Pescatore verde, rischiava di finire fritto in padella”.
È importante scegliere libri e materiali adatti all’età e alle caratteristiche di ciascun bambino: 
-       dalla nascita fino ai tre-quattro mesi saranno meno attratti dalle figure e molto di più dai suoni, in particolare da quelli della voce umana, pertanto è utile scegliere libri con ninne nanne, rime, filastrocche e, in ogni caso, ritmi cadenzati in grado di mantenere viva la loro attenzione. 
-       Dai 6 ai 12 mesi si possono proporre i primi libri, piccoli, robusti e maneggevoli come giocattoli, di dimensioni e materiali, impermeabili e che non possano essere spezzati o rotti per il rischio di soffocamento, adatti all’esplorazione tattile e orale (i bambini iniziano a conoscere il mondo circostante attraverso la bocca) oltre che visiva, ma sempre accompagnati dalla parola proferita ad alta voce, affinché l’esperienza dell’oggetto-libro si associ alla memoria del racconto.
-       Dai 12 ai 24 mesi il bambino sarà attratto da libri con grandi illustrazioni colorate, figure a contorni netti, tinte nitide e libri animati che si muovono, suonano, si compongono, facili da sfogliare e con storie semplici da ascoltare e riascoltare, che ripropongano i momenti cruciali della giornata (risveglio, pappa, bagno, sonno, gioco), offrendo riferimenti temporali che lo rassicurano.
-       Il libro a questa età può essere foriero di esperienze sensoriali (tattili, visive, uditive) ma anche emozionali (sorpresa, paura) e morali (messaggi educativi). 
-       Cambiare il tono della voce e il ritmo della narrazione, dare voce e mimica ai diversi personaggi, permettere al bambino di guardare le figure e girare le pagine mentre si legge, rende la storia più viva e accresce l’interesse.
-       Cercare libri che piacciono anche a noi, perché la lettura condivisa deve rappresentare un momento piacevole per entrambi: solo così riusciremo a trasmettere realmente il piacere della lettura ai nostri figli!

La bibliografia di “Nati per Leggere”  in “Una guida per genitori e futuri lettori” propone la sezione di libri “Prima della buonanotte”. 
Tra ninne nanne e filastrocche, storie della buonanotte e strutture ripetitive conosciute, la scelta è vasta. Il silenzio dell’ambiente e l’ascolto della voce del papà e della mamma (o di nonni, zie, fratelli e sorelle grandi) farà da cornice all’ascolto di storie che incantano e accompagnano nel sonno i bambini.




martedì 9 ottobre 2018

Alimentazione dei bambini: incontro a Cogoleto e libri)

Alimentazione dei bambini
Cari genitori
Lunedi 15 ottobre incontro con le famiglie sulla alimentazione a scuola a Cogoleto. Spiegherempo il menu scolastico e anche la corretta alimentazione e la prevenzione (tra cui la manovra antisoffocamento e l'allergia alimentare.
Ricevo molte richieste di consigli ma....ogni bambino e ogni famiglia ha bisogno di un approccio personalizzato a partire....da prima della nascita del bebè.
Chiedete al vostro medico e al pediatra e se volete qualche informazione troverete utili consiglii sui miei libri (e anche su tanti altri). Con chi può ci si vede lunedì e appena posso organizzerò qualcosa a piccoli gruppi sulla prevenzione. Intanto, per ora fornisco alcuni consigli
1)    Ai bambini fa piacere stare in famiglia ma il loro obiettivo non è di stare a tavola per rimpinzarsi come dei tacchini (quello capita a noi) ma di godere dello spirito delle vacanze, di essere al centro dell’attenzione e di giocare
2)    I Pranzi in famiglia sono spesso l’occasione per alcuni bambini di dare il “meglio di sé” mangiando di meno o facendo un po’ di capricci. Il rischio è di incomprensioni o liti tra parenti. Se il bambino mangia normalmente poco poco è probabile che , in queste occasioni,  mangerà ancora di meno. Parlatene con il pediatra per stabilire la strategia migliore (potrebbe essere di dare da mangiare prima ad esempio).
3)    Dare porzioni ridotte (se vuole ne prenderà un’altra dose).
4)    Non forzare a mangiare alimenti che normalmente non mangia: non è l’occasione nè la sede
5)    Se invece il bambino è “una buona forchetta” (e magari un po’ cicciotto) ricordare che un bel piatto di verdura cruda costituisce il miglior antipasto. Grazie al contenuto di fibra, le verdure producono un rapido effetto saziante e smorzano gli stimoli della fame.
Libri utili:
"Come Nutrire Mio figlio": appena uscito con consigli sulla alimentazione da prima della nascita alla adolescenza (tanti aspetti pedagogici-educativi)
" Come crescere mio figlio" : consigli preventivi su tutto quanto riguarda la famiglia da prima della nascita all'età scolare. nella seconda parte le principali malattie. 
"Primo Soccorso Pediatrico": Tutte le principali malattie e incidenti descritte con pratici consigli su cosa fare, cosa non fare e quando preoccuparsi. Nella terza parte consigli pratici su...lavaggi nasali, aerosol, soffocamento e rianimazione e...anche su aspetti banali: come mettere una supposta o fare un cluster


martedì 29 maggio 2018

Consigli per la lettura: criteri per Riviste e per siti


Consigli per la lettura: criteri per Riviste, siti e libri
Consiglio sempre di stare attenti a cosa si legge perchè la cattiva informazione, oltre a far perdere tempo, fa dei danni (la parola ferisce più della spada). E' sempre consigliabile approfondire i temi che ci interessano ma la mole di saperi e conoscenze è enorme e conflitti di interesse sono sempre in agguato per cui in questa società dell'apparenza, girano più facilmente notizie scandalistiche o con titoli accattivanti, quasi sempre, in negativo o catastrofici.
Quali criteri adottare?
1) Cercare esperti e persone di fiducia di persona prima di dr Google (Il vostro medico)
2) Diffidare di Riviste regalate o omaggio o a prezzi stracciati e piene di pubblicità (spesso la pubblicità è la parte più onesta e sincera in quanto dichiarata; ci sono articoli pseudoscientifici che veicolano in modo più o meno occulto pubblicità)
3) Stessa cosa vale per siti e per blog. Evitare siti commerciali e anche siti ove non esiste dichiarazione di trasparenza o di assenza di interessi o, peggio ancora, anonimi.
Direte: cosa leggo?
- Consiglio una sola Rivista che si chiama UPPA: Un pediatra per amico (www.uppa.it). Dal sito potete consultare ari articoli e avere anche un copia gratuita. Non ha pubblicità
- Siti e blog?: Principalmente il mio www.ferrandoalberto.blogspot.it :-)  il sito della Associazione Culturale Pediatri (www.acp.it) oltre al sito di UPPA.
- Libri?
- Prima di tutto libri per voi, per la vostra mente e per i vostri interessi. Poi iniziare a leggere ai bambini fin dai primi mesi di vita (www.natiperleggere.it) e ascoltare la musica
- Libri per bambini? Tutti possono scrivere libri e trovate anche i miei
- "Come crescere mio figlio" consigli dalla prenascita e per tutta le'à pediatrica di prevenzione, informazione e conoscenza
- Primo Soccorso Pediatrico" Per sapere come evitare incidenti e malattie e cosa fare o non fare
- Come nutrire mio figlio: "Siamo quello che mangiamo": mangiamo bene noi per i. nostri figli usando una alimentazione varia e con cibi naturali


Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza giovanile

  Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza  giovanile Quella notte a Milano non è cominciata sabato pomeriggio. È cominciata a...