LATTE CRUDO: IL NEONATO NON LO AVEVA BEVUTO
È importante chiarirlo subito: il neonato non aveva bevuto latte crudo.
Un bambino di appena 45 giorni è stato ricoverato in condizioni gravissime all’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari per una sindrome emolitico-uremica (SEU), causata da un’infezione da Escherichia coli produttore di Shiga-tossina.
Secondo le indagini epidemiologiche, il piccolo sarebbe stato contagiato da una persona adulta che aveva consumato latte crudo. Il batterio può infatti trasmettersi anche da persona a persona, per via oro-fecale, soprattutto tra persone che vivono a stretto contatto.
Il neonato ha avuto una grave insufficienza renale, ha richiesto il ricovero in Rianimazione pediatrica e la dialisi intensiva quotidiana. Fortunatamente, grazie alle cure ricevute, è ora fuori pericolo.
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Abbiamo già scritto più volte della pericolosità del latte crudo e dei prodotti derivati non sottoposti a un trattamento termico adeguato. E continueremo a parlarne. VEDETE IL TRENINO DI ELIA. in ricordo del bambino geniovedse mort a seguito di SEU dovuta al consumo di prodotto a base di latte crudo.
Il latte crudo può contenere batteri pericolosi, come Escherichia coli STEC, Campylobacter, Salmonella e Listeria. Le corrette condizioni igieniche dell’allevamento e la refrigerazione possono ridurre il rischio, ma non eliminano con certezza questi microrganismi.
È assurdo rischiare una malattia gravissima — e perfino la morte — per un pericolo alimentare facilmente prevenibile attraverso la pastorizzazione o la bollitura.
Louis Pasteur sviluppò il principio della pastorizzazione negli anni Sessanta dell’Ottocento, inizialmente attraverso studi sul vino e sulla birra. L’applicazione al latte si diffuse tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Parliamo, quindi, di una misura preventiva disponibile da oltre un secolo.
Un richiamo inevitabile alla bambina di quattro anni morta recentemente a Palermo per difterite: non era stata vaccinata contro una malattia prevenibile con un vaccino sicuro ed efficace, disponibile da circa un secolo.
Sono due vicende diverse, ma trasmettono lo stesso messaggio: non possiamo rinunciare alle conquiste della prevenzione e tornare a morire per rischi che sappiamo evitare.
Cosa fare
Non dare ai bambini latte crudo non bollito.
Evitare nei bambini piccoli i formaggi freschi prodotti con latte non pastorizzato.
Se un adulto ha diarrea o vomito, deve evitare di preparare alimenti e avere particolare attenzione nei contatti con neonati e bambini.
Lavare accuratamente le mani dopo essere andati in bagno, dopo il cambio del pannolino e prima di accudire o alimentare un bambino.
In caso di diarrea con sangue, pallore, sonnolenza o riduzione delle urine, rivolgersi immediatamente al pediatra o al Pronto soccorso.
La tradizione merita rispetto. La salute dei bambini viene prima.
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