Un pezzo di pane, un acino d’uva. Uniamo le forze per prote ggere i nostri bambini
Un appello a genitori, scuola, pediatri, servizi e istituzioni, al di là di ogni appartenenza
Lunedì, in piazza
Lunedì mattina a Genova un gruppo di genitori si ritroverà in piazza per far sentire la propria voce su una vicenda che riguarda la scuola dei loro figli. Non entro nel merito: ciascuno ha le sue idee e il diritto di esprimerle. Dico però che è bello vedere famiglie così partecipi. È una forza preziosa.
Mi piacerebbe vedere lo stesso interesse quando si tratta di partecipare agli incontri per genitori, o di chiedere con forza che chi si occupa dei nostri bambini sappia fare la manovra antisoffocamento. E vi spiego perché proprio adesso.
Due notizie che non possiamo lasciar passare
Il 23 settembre, in provincia di Chieti, un bambino di 6 anni è morto dopo che un boccone gli è andato di traverso durante la merenda, in casa, con la famiglia accanto. Negli stessi giorni, nelle Marche, una bambina di 3 anni è soffocata con un acino d’uva. È ricoverata nella terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale Salesi di Ancona. Mentre scrivo, l’ultimo bollettino parla di condizioni stazionarie, ma gravi, e prognosi riservata.
Il primo pensiero va a queste famiglie. Il secondo è quello che mi accompagna da più di trent’anni di lavoro con i bambini: molti di questi episodi si possono prevenire, e quando succedono si può spesso intervenire in tempo, se qualcuno sa cosa fare nei primi minuti. Da qui l’importanza di spiegare, far vedere e far fare la manovra antisoffocamento a tutti a partire da genitori, nonni, baby sitter e tutti coloro che sono a contatto con i bambini.
Che cosa dicono i dati
Nel 2017 il Ministero della Salute ha pubblicato le «Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica». Vi si legge che:
• il soffocamento è una delle principali cause di morte nei bambini sotto i 3 anni, e il rischio resta elevato fino ai 14 anni;
• in Italia si contano circa 1.000 ricoveri all’anno, un dato stabile nel decennio precedente;
• tra il 60% e l’80% degli episodi è causato dal cibo.
Sul numero di bambini che muoiono ogni anno non esiste un dato ufficiale recente e univoco. Le stime più citate dai pediatri dell’emergenza parlano di alcune decine di casi all’anno (alcuni anni fa si era arrivati a 50!!!). Anche uno solo sarebbe troppo, soprattutto quando si poteva evitare.
Un incontro con una sola mamma
Oggi a Genova si è svolto un incontro dedicato a futuri genitori, neogenitori e nonni, organizzato da tempo. Era presente una sola mamma. Per una sede, gli orgganizzatori, un pediatra e un pedagogista ☹ .
Non lo scrivo per rimproverare nessuno. Conosco la fatica delle famiglie, i turni di lavoro, il sabato che è l’unico giorno per respirare. Ma mi chiedo, e vi chiedo, come fare perché queste occasioni arrivino davvero a chi ne ha bisogno. Forse dobbiamo cambiare noi orari, luoghi e modi. Forse servono le vostre richieste per renderle una priorità. Aiutateci così come siete in grado di organizzare manifestazioni di protesta.
Che cosa chiedere, insieme
Chiedo a tutti, genitori di ogni sensibilità, di mettere una parte di quell’energia anche su alcuni obiettivi che ci uniscono. Per esempio:
• che in ogni nido, scuola dell’infanzia e primaria il personale sappia fare le manovre di disostruzione pediatrica e le ripassi periodicamente;
• che i corsi per genitori e nonni siano offerti in orari e luoghi accessibili, e che se ne parli già in gravidanza e nei primi mesi di vita;
• che ogni famiglia sappia a chi rivolgersi per imparare.
Una richiesta così, presentata insieme da genitori, pediatri e scuola, non ha colore politico. È difficile dire di no.
Le regole da ricordare
A tavola
• I bambini mangiano seduti, con un adulto presente e senza distrazioni: niente corse, giochi o schermi durante il pasto.
• Gli alimenti piccoli e tondi, come uva, pomodorini, olive e mozzarelline, vanno tagliati in quattro per il lungo, non a rondelle. Lo stesso vale per wurstel e salsicce.
• Attenzione a frutta secca intera, caramelle dure, popcorn e bocconi troppo grandi o duri, come pane secco e pezzi di carne.
• Piccoli oggetti e parti di giocattoli vanno tenuti fuori dalla portata dei più piccoli.
Se succede
• Se il bambino tossisce con forza, lasciatelo tossire e non mettete le dita in bocca.
• Se non riesce a tossire, respirare o parlare, chiamate subito il 112 (o il 118) e iniziate le manovre.
• Sotto l’anno di età si alternano 5 colpi tra le scapole e 5 compressioni sul torace. Dopo l’anno si usa la manovra di Heimlich (compressioni sotto lo sterno) dopo aver dato5 colpi tra le scapole.
• Se il bambino perde coscienza si inizia la rianimazione cardiopolmonare.
Queste manovre si imparano davvero solo con un corso pratico, su manichino, tenuto da istruttori qualificati. Leggerle non basta, ma è un primo passo. Potete vedere anceh dei filmati ad esempio sul mio blog
• Genitori e nonni: informatevi su un corso vicino a voi e chiedete al vostro pediatra.
• Rappresentanti dei genitori: portate il tema nei consigli di classe e d’istituto.
• Pediatri e istituzioni: continuiamo a offrire occasioni di formazione, ascoltando le famiglie su orari e modalità.
Fonti
• Ministero della Salute. Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica. 2017.
• ANSA, 26 settembre 2026. «Bimba rischia di soffocare, condizioni stazionarie e prognosi riservata».
• Adnkronos, 24 settembre 2026. «Muore soffocato a 6 anni mentre fa merenda, tragedia in provincia di Chieti».
• Susy Safe – Registro internazionale degli incidenti da corpo estraneo in età pediatrica (susysafe.org).
#ferrandoalberto #pediatria #soffocamento #disostruzione #prevenzione #genitori #scuola #primi1000giorni

Nessun commento:
Posta un commento