sabato 14 settembre 2013

TUTTI POSSONO SOFFOCARE PER CORPO ESTRANEO: MUORE ANZIANA A GENOVA

Cai Genitori. leggo stamane questa notizia sul giornale (vedi sotto).Come pediatra Vi stresso parlando della manovra antisoffocamento nel bambino ma il soffocamento da coripo estraneo (quasi sempre cibo) avviene ad ogni età e soprattutto nell'anziano e nelle persone con disabilità. Dai 60-65 anni in poi è molto frequente e le manovre che trovate sul sito www.apel-pediatri.org vanno vene anche per l'adulto. In particolare la "MANOVRA DI HEIMLICH" che trovate anche in vari filmati e che faccio vedere quando parlo nelle scuole o in altre occasioni. RICORDATE CHE I SOCCORSI , ANCHE SE ARRIVANO SUBITO, ARRIVANO TARDI. DOPO 6 MINUTI DI MANCATO AFFLUSSO DI SANGUE AL CERVELLO I DANNI SONO RIRREVERSIBILI.
RICORDATE CHE POTETE SALVARE UNA VITA E POTETE , A VOSTRA VOLTA ESSERE SALVATI!!!!!  SOTTO LE INDICAZIONI SEI SITI DI RIFERIMENTO:
www.apel-pediatri.org
www.manovredisostruzionepediatrica.com
www.ferrandoalberto.eu














venerdì 13 settembre 2013

PUBBLICITA' E BAMBINI" "NAG FACTOR" Domenica (tanto piove potete venire) al Porto Antico


PUBBLICITA’ E BAMBINI: domenica al PORTO ANTICO, SALETTA VINCENZO CERIAMI (DIETRO ALLA LIBRERIA DEL PORTO ANTICO) , alle 17,45 dibattito pubblico, insieme a Gianni Testino e alla dott.ssa Costa sulla Pubblicità. Come Pediatra parlerò dell’influenza sui bambini visti come “piccoli consumatori” e, non solo, : come “induttori di spesa" per la famiglia” attraverso la loro “fidelizzazione” ad una marca possono mettere in atto pretese, capricci, tormenti (Nag factor) per ottenere quanto pubblicizzato. Non è detto che  tutto quanto pubblicizzato sia dannoso ma almeno in alcuni casi avviene una induzione a “cibi spazzatura” a comportamenti e mode a rischio se non praticate in modo adeguato (vedi tatuaggi o altro) all'uso e consumo di prodotti alcolici o stimolanti o a stili di vita “imprudenti”.
PRIMO CONSIGLIO "PRATICO" EVITATE LA TV IN CUCINA E IN CAMERA DEI BAMBINI
I bambini concepiscono la pubblicità come parte integrante dei programmi televisivi, in particolare quando ritrovano i personaggi preferiti dei cartoni animati che si rivolgono a loro in prima persona, o ancora quando si compiacciono nel vedere i biscotti che hanno appena mangiato a colazione o i giochi con i quali trascorrono parte della giornata. UNA volta la pubblicità era circoscritta all'interno di uno spazio di programmazione determinato e limitato. Oggi la pubblicità si trova in tutti i programmi, anche all’interno o con sritte a lato. Si trova alla TV e su Internet (anche sui filmati e sui social Network).  Quanto trovate qui sotto è ratto da una “vecchia” intervista pubblicata a questo indirizzo: http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=1645&id_area=143 fatta alla dott.ssa Anna Oliverio Ferraris sulla pubblicità e, in particolare sul così detto Nag Factor o “Fattore Assillo”.
La pubblicità si basa sul fatto che il pubblico è influenzabile.  Di fatto tutti siamo influenzabili. Viviamo sotto un bombardamento costante di stimoli che ci indirizzano ad acquisti e anche a mode ed opinioni prefabbricate (anche politiche e religiose). L'obiettivo dei 'manipolatori' di professione è quello di condizionarci facendo appello ai sentimenti, alle emozioni, facendoci sentire inadeguati o esclusi, inculcandoci delle insicurezze o anche, più semplicemente, creando intorno a quel prodotto un clima di simpatia, di allegria e/o di condivisione.
Il nag factor  significa  'tormento' (richieste insistenti, capricci) che un bambino sottoposto alla pubblicità dà ai genitori affinchè acquistino per lui un determinato prodotto come mangiare determinati alimenti, compresi i cosiddetti cibi spazzatura , su cui le grandi compagnie spendono per la pubblicità alte cifre.
Una campagna pubblicitaria ben congeniata può mettere in crisi il rapporto genitore-bambino: il piccolo a cui si dice che una serie di prodotti sono 'per lui', considera 'cattivo' l'adulto che non soddisfa le sue 'legittime' richieste.  Se il messaggio che proviene dai media contrasta apertamente con la volontà dei genitori, questi dovranno fare un lavoro supplementare per convincere i figli a seguire la loro linea educativa; in caso contrario ad avere la meglio saranno i messaggi pubblicitari, nuovi educatori di molti bambini contemporanei.
Si inizia  dai 2 anni in su ma  anche ad età inferiori con  strategie volte a manipolare le emozioni. L'obiettivo è triplice: rendere i bambini insistenti nella richiesta di determinati prodotti indirizzati a loro (nag factor); ottenere che con le loro richieste influenzino gli acquisti degli adulti (non solo cibi e giocattoli ma anche prodotti per la casa, auto, telefonini ecc.); fidelizzarli, appunto, ad una marca, una confezione, uno slogan che acquisisce, per il piccolo consumatore, una risonanza emotiva che, nelle intenzioni dei pubblicitari, dovrebbe accompagnarlo anche negli anni successivi, così da renderlo dipendente da quel determinato prodotto per molti anni ancora...
Per ottenere questi risultati, collaborano psicologi, sociologi, esperti della comunicazione.
Con i più piccini funzionano gli animali, i movimenti lenti (che annoiano gli adulti), i colori, i ritmi musicali, le rime semplici e orecchiabili (jingle), piccole vicende di vita quotidiana e naturalmente le confezioni (p. es. degli alimenti) rappresentano un aspetto primario: se l'obiettivo è condizionare (non convincere), la qualità del prodotto è irrilevante rispetto alla confezione.
Altre tecniche -variabili con l'età - sono le collezioni di giocattoli o figurine che vengono 'regalati' con il prodotto, i cibi modellati (forme di animali e personaggi dei fumetti) e colorati artificialmente, l'abbinamento con personaggi dei cartoni.
Con i più grandi funzionano le star del calcio, del cinema e della musica pop. A questo proposito è importante ricordare che il senso critico, anche quando è sviluppato, non sempre ha la meglio sulle emozioni e i desideri. Ci sono anche tecniche più subdole che mirano a 'inoculare', nella mente di bambini e ragazzi, insicurezza e insoddisfazione nel caso in cui non riescano a venire in possesso di un determinato prodotto; a volte la frustrazione può creare una vera e propria ferita narcisistica se altri bambini o ragazzi sono invece in possesso dello status simbol del momento, se sono più belli, più fortunati ecc. C'è per molti lo sconfortante confronto tra la propria vita, il proprio ambiente familiare e quello invece gioioso e brillante in cui si muovono i protagonisti degli spot, coetanei degli spettatori.
Infine, la pioggia di pubblicità cui sono sottoposti i bambini ha anche l'effetto di promuovere, inconsapevolmente, giorno dopo giorno, esposizione dopo esposizione, una mentalità materialistica: valori, felicità, rapporti personali sono tutti legati al possesso di qualcosa e se non si possiedono i prodotti di moda in quel momento ci si sente inquieti, infelici, incompleti...

Ricordiamo inoltre che un bambino ha una visione ottimistica della pubblicità. Così come ottimistico e fiducioso è il suo rapporto con gli adulti. Prende alla lettera le informazioni. Non pensa che lo si voglia ingannare o strumentalizzare. Anche quando distingue gli spot da altri programmi o capisce che la pubblicità serve per vendere, pensa ai 'consigli per gli acquisti', non a condizionamenti o a sottile tecniche di persuasione. D'altro canto, sono molti gli adulti che pensano allo stesso modo e seguono diligentemente i 'consigli'.  La pubblicità mirata a vendere è persuasiva tende ad influenzare e sedurre affiancando alla marca e al prodotto stimoli che non c'entrano nulla con le caratteristiche del prodotto. Si punta alle emozioni, si creano delle suggestioni, dei climi, delle atmosfere... Le stesse tecniche sono ampiamente usate anche nella campagne politiche: il viso rassiucrante o ridente del candidato, oppure lo slogan accattivante che si imprime nella memoria, vale, per l'elettore ingenuo, più del programma elettorale.
Il Nag Factor rischia di togliere autorevolezza e anche sicurezza ai genitori nel momento in cui - per stanchezza, sensi di colpa, timore che il proprio figlio possa sentirsi discriminato o inferiore ai compagni - cedono a richieste a cui non avrebbero voluto cedere.


I genitori cosa possono fare? come difendere i propri figli? I genitori di oggi dovrebbero riflettere di più sui principi educativi da adottare con i bambini e i ragazzi di questa nostra epoca. Nel giro di pochi decenni ci sono state enormi trasformazioni nello stile di vita sociale, familiare, individuale e di coppia. La scuola è in crisi e televisione e play station occupano uno spazio eccessivo nell'arco della giornata. La televisione è dominata, oggi, da una logica commerciale. Bisogna comprendere quali sono i reali bisogni di crescita di bambini e ragazzi e contrastare forme di dipendenza precoce che non preparano a sufficienza alla vita che verrà e indirizzano al consumo di prodotti o sostanze che possono essere dannosi






giovedì 12 settembre 2013

Vaccini e pediatri su Twitter e Facebook




OTITE MEDIA ACUTA: DIAGNOSI E TERAPIA. LINEE GUIDA 2013


CARI Genitori
Il male alle orecchie (otite)  è una delle patologie più frequenti nei bambini. La diagnosi richiede: 1) uso di otoscopio (non basta una ditata sull’orecchio), 2) sintomi generali (febbre, dolore), 3) Presenza di versamento all’interno dell’orecchio medio (possibile con otoscopia o altre metodiche).  Anni fa la terapia era SUBITO antibiotica. Da anni si parla di “VIGILE ATTESA”: attesa di 24-72 ore somministrando solo antidolorifico (paracetamolo o ibuprofene). Qui sotto trovate le linee guida del 2013 su quando e come dare antibiotico. Nelle tabelle una sintesi.








Trattamento dell'otite media acuta

Qual è l’utilità della terapia antibiotica (beneficio atteso in termini di sintomi)?
Considerato il rapporto fra il beneficio in termini di riduzione del dolore e di febbre e il rischio di eventi avversi, una terapia antibiotica immediata è sempre raccomandata nei soggetti con otite media acuta di età inferiore a 2 anni con otite bilaterale e, indipendentemente dall’età, nei soggetti con sintomatologia grave, in quelli con otorrea da perforazione spontanea e in quelli con storia di ricorrenza. Nei soggetti con sintomatologia grave, di età inferiore a 2 anni, nei quali, espletate tutte le procedure diagnostiche, non ci sia ancora certezza di otite media acuta, il trattamento antibiotico è ragionevolmente consigliabile].
Quali sono i benefici della vigile attesa e quando utilizzarla?
 La vigile attesa è l’astensione dalla prescrizione dell’antibiotico per le prime 48-72 ore dalla diagnosi di otite me- dia acuta. Essa può essere applicata a bambini di età superiore a 2 anni con otite media acuta mono o bilaterale, senza sintomatologia grave o a quelli di età compresa fra 6 mesi e 2 anni, con forma monolaterale e non grave.
La vigile attesa deve essere valutata nel singolo caso e condivisa con i genitori e può essere applicata solo nel caso in cui sia garantita la possibilità di follow-up (telefonico e/o clinico) entro 48-72 ore. In assenza di dati di evidenza, la scelta della modalità di contatto entro 48-72 ore e dell’utilizzo di una prescrizione antibiotica posticipata è lasciata al giudizio del medico, sulla base del contesto clinico.
Quale antibiotico utilizzare nel trattamento dell’otite media acuta? 
Le molecole raccomandate per il trattamento sono da distinguere in base a criteri clinici come segue:
• otite media acuta non complicata e con sintomatologia lieve in soggetti senza fattori di rischio per resistenze batteriche e senza storia di ricorrenza: amoxicillina alla dose di 50 mg/ kg/die in 2-3 dosi giornaliere; in alternativa cefaclor, alla dose di 50 mg/kg/die in 2 dosi giornaliere;
• otite media acuta complicata da otorrea o con sintomatologia grave, e/o in soggetti a rischio di resistenza batterica o con recidività: amoxicilina + acido clavulanico, alla dose (di amoxicillina) di 80-90 mg/kg/die in 2-3 dosi giornaliere ; o in alternativa cefpodoxima proxetil o cefuroxima axetil in due dosi giornaliere
L’uso dei macrolidi non è consigliabile ad esclusione dei casi con allergia dimostrata alla penicillina, ricordando che l’uso di selezionate cefalosporine è possibile anche nel paziente allergico alle penicilline.
 Qual è il frazionamento ottimale della terapia con amoxicillina?
Il frazionamento in 2 dosi di amoxicillina o amoxicillina protetta da acido clavulanico è raccomandato nei soggetti a basso rischio di colonizzazione da Streptococcus pneumoniae resistente, mentre il frazionamento in 3 dosi è raccomandato nei soggetti ad alto rischio.
 Qual è la durata ottimale della tera- pia antibiotica?
Si raccomanda che la durata della terapia antibiotica sia di 10 giorni in bambini a rischio di evoluzione sfa- vorevole (< 2 anni e/o con otorrea spontanea). E’ possibile una durata ridotta (5 giorni) in bambini > 2 anni senza rischio di evoluzione sfavorevole.

mercoledì 11 settembre 2013

NON CREDETE, E NON DIVULGATE, QUELLO CHE LEGGETE: ULTERIORE BUFALA SUI VACCINI

Su vari blog gira questa notizia (FALSA): LEGGETE QUI COME E' LAVERA STORIA: http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-la-merck-inocula-il-cancro.html   
LA NOTIZIA BUFALA: 
"Azienda farmaceutica ammette: "Cancro trasmesso coi vaccini" Un’azienda farmaceutica ha confessato: la tragedia mondiale che sembrava frutto di una mente (E' UNA BUFALA!!!)  squilibrata purtroppo invece è una realtà con cui bisognerà confrontarsi. L’azienda ha ammesso di aver inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini..........iniettato il virus micidiale (SV40 ed altri) capace di provocare il cancro, nella popolazione di tutto il mondo. Si spiegherebbe infatti l’aumento dell’insorgenza dei tumori negli ultimi 50 anni"
VEDETE IL BLOG DI PAOLO ATTIVISSIMO, GIORNALISTA MEDICO che incollo i parte qui sotto
http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-la-merck-inocula-il-cancro.html

È un brano tratto dall'allarme che viene pubblicato senza alcuna verifica preliminare da tanti siti di “informazione alternativa” (curiosa etichetta che non considera che l'alternativa all'informazione è la stronzata) e rimbalza su Facebook grazie all'ingenuità e alla faciloneria degli utenti....OMISSIS  E se l'intervista è stata“censurata”, come mai invece siamo al corrente della sua esistenza? 
I fatti, tanto per cambiare, sono radicalmente differenti da come vengono raccontati nell'appello, anche se c'è un fondo di verità apparentemente sensazionale. Infatti è indubbio che la Merck abbia “inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini”: ma lo ha fatto per errore, non per un piano diabolico; e lo ha fatto non“tradizionalmente”, ma ha smesso cinquant'anni fa.
Questo è quello che emerge da una ricerca di Wired datata 2007: fra il 1955 e il 1963 un vaccino antipolio prodotto dalla Merck risultò essere contaminato dall'SV40, un virus sospettato (per ora senza conferme; altro che “micidiale”) di essere in grado di creare tumori nell'uomo e facente parte degli ingredienti necessari per ottenere il vaccino antipolio. L'allarme fu lanciato da Maurice Hilleman, della Merck, e la contaminazione fu risolta. Si sa che quel tipo di vaccino contaminato fu inoculato a circa 100 milioni di americani e a un numero elevatissimo di abitanti di altri paesi, ma non si sa se abbia innescato il cancro nelle persone inoculate. Si sa, però, che le ha messe al riparo dalla poliomielite.
Questo episodio vuol dire che dobbiamo rinunciare ai vaccini? Assolutamente no. Attaccarsi a un errore dicinquant'anni fa (un'eternità, in medicina) per condannare in blocco i vaccini è come rinunciare alla corrente elettrica perché una volta avete preso la scossa. L'errore della Merck è, semmai, un promemoria del fatto che i vaccini e la loro produzione non sono un gioco da ragazzi e hanno bisogno di controlli qualitativi severissimi e di essere utilizzati in modo responsabile.

I vaccini sono una delle più grandi invenzioni dell'umanità. Chi è giovane oggi non ricorda quando non c'erano e quindi malattie come il vaiolo o la poliomielite facevano stragi e lasciavano menomazioni terribili. Provate a parlarne con chi ha qualche decennio sulle spalle e capirete. Rinunciare alla protezione dei vaccini contro malattie reali e letali perché avete letto su Facebook che i vaccini fanno male sarebbe un gesto supremamente idiota che danneggerebbe tutti. 

martedì 10 settembre 2013

MAL DI GOLA: DIAGNOSI E TERAPIA. LINEE GUIDA DEL 2013

MAL DI GOLA: DIAGNOSI E TERAPIA. LINEE GUIDA DEL 2013

Cari genitori
Inizia un articolo, in base alle linee guida del 2013, su patologie molto frequenti in età pediatrica.


LINEE GUIDA DEL 2013 SUL Trattamento della faringotonsillite acuta

Con l’apertura degli asili e delle scuole ricominceranno mal di gola e infezioni delle vie respiratorie. La faringotonsillite acuta rappresenta una patologia di quotidiano riscontro in età pediatrica. Lo Streptococco β-emolitico di gruppo A (UNICO GERME PER CUI E’ NECESSARIO DARE ANTIBIOTICO. QUINDI NEL MAL DI GOLA VA DATO L’ANIBIOTICO IN 1 CASO SU 3!!!) è responsabile di circa il 30% delle faringotonsilliti in età pediatrica e la diagnosi e il trattamento della faringotonsillite streptococcica sono fondamentali al fine di ridurre il rischio di complicanze precoci e tardive. Occorre, tuttavia, ricordare che i segni e sintomi di faringotonsillite streptococcica si sovrappongono in modo estensivo con quelli di faringotonsillite da altre cause infettive, VIRALI,  e, pertanto, non è possibile formulare una diagnosi eziologica basata esclusivamente sui dati clinici (aumento delle tonsille, placche, essudato, febbre, ecc.).  In assenza di segni e sintomi suggestivi di infezione virale (raffreddore, tosse ecc.), deve essere eseguito un tampone faringeo con test rapido che può essere eseguito nell’ambulatorio del pediatra  che fornisce il risultato in pochi minuti.     La terapia antibiotica è raccomandata SOLO in caso di provata presenza di infezione streptococcica, al fine di ridurre il rischio di complicanze precoci e tardive (ascessi o reumatismo articolare acuto ). Un ritardo nell’inizio della terapia antibiotica, fino a 9 giorni dopo l’in-sorgenza dei sintomi, non comporta alcun incremento del rischio di com- plicanze o di fallimento terapeutico o di ricorrenze.
Quali antibiotici devono essere impiegati, per quale via di somministrazione e per quanto tempo?
   La terapia di scelta è rappresentata dalla amoxi-cillina somministrata a 50 mg/kg/ die in 2-3 dosi giornaliere per via orale per 10 giorni.
   Solo in caso di bassa aderenza alla terapia, può essere somministrata penicillina benzatina al dosaggio di 600.000 UI se il bambino pesa meno di 30 kg o 1.200.000 UI se pesa ≥30 kg in unica dose per via intramuscolare .
   Se pur non indicate di routine per il costo elevato e l’ampio spettro d’azione si possono usare cefalosporine (cefaclor 40-50 mg/kg/die in 2 dosi o cefuroxima axetil 20-30 mg/kg/die in 2 dosi o cefprozil 15-30 mg/kg in 2 dosi) per 5 giorni .
   In considerazione dell’elevata prevalenza di resistenza di Streptococcus pyogenes ai macrolidi, l’utilizzo di questa classe di farmaci va limitato ai soggetti con dimostrata allergia.
IN CASO DI FEBBRE E/O DOLORE PARACETAMOLO O IBUPROFENE

☀️ ESTATE IN SALUTE PER I BAMBINI

☀️  ESTATE IN SALUTE PER I BAMBINI Una serie di consigli per le famiglie – Numeri 1 e 2 Cari  genitori, da oggi inizia una breve  serie di c...