LA DIFTERITE: La difterite: cosa è, come si manifesta, come si cura e come si previene
Una malattia di cui speravamo di non dover parlare più
Perché questa scheda Ha uno scopo semplicemente informativo: spiegare con chiarezza che cos’è la difterite, come si riconosce, come si cura e perché continuiamo a vaccinare. Non vuole creare allarme e non vuole giudicare le scelte di nessuno. Quando una malattia diventa rara grazie alla prevenzione, è facile dimenticare quanto potesse essere grave. |
Che cos’è la difterite?
La difterite è una malattia infettiva batterica potenzialmente grave. È causata soprattutto da ceppi di Corynebacterium diphtheriae capaci di produrre una tossina. Più raramente possono essere coinvolti altri Corynebacterium tossigeni, come C. ulcerans. La tossina difterica può danneggiare i tessuti locali e raggiungere altri organi, in particolare cuore e sistema nervoso.
Il punto importante è questo: non tutti i Corynebacterium causano difterite. Le forme classiche e più pericolose sono legate ai ceppi che producono la tossina.
Come si trasmette?
La difterite respiratoria si trasmette soprattutto da persona a persona attraverso goccioline respiratorie e secrezioni. La trasmissione può avvenire anche per contatto con lesioni cutanee infette. Una persona colonizzata o con sintomi lievi può contribuire alla diffusione del batterio.
Come si manifesta?
L’incubazione è in genere di 2–5 giorni. All’inizio i sintomi possono sembrare quelli di una comune infezione delle vie aeree:
· mal di gola;
· febbre spesso non elevata;
· stanchezza e malessere;
· difficoltà a deglutire;
· linfonodi del collo aumentati di volume.
Il segno più caratteristico è la comparsa di una pseudomembrana grigio-biancastra, aderente a tonsille, faringe o altre mucose. Nelle forme più severe può comparire un importante gonfiore del collo (il cosiddetto “bull neck”) e può esserci difficoltà respiratoria.
Quando serve attenzione immediata Una faringite con pseudomembrana aderente, stridore, difficoltà respiratoria o importante gonfiore del collo richiede una valutazione medica urgente. La difterite respiratoria è una diagnosi clinica da considerare rapidamente, senza attendere che tutti gli esami siano conclusi. |
Perché può essere grave?
La tossina può provocare complicanze anche lontano dalla gola. Le più importanti sono:
· ostruzione delle vie aeree;
· miocardite e disturbi del ritmo cardiaco;
· neuropatie e paralisi;
· nelle forme più severe, morte.
La gravità dipende da età, stato vaccinale, sede e estensione dell’infezione e rapidità con cui viene iniziata la terapia. L’OMS ricorda che, nelle persone non vaccinate e senza trattamento adeguato, la difterite può avere una mortalità elevata, con rischio maggiore nei bambini piccoli.
Come si fa la diagnosi?
La diagnosi iniziale è soprattutto clinica. Se la difterite respiratoria è sospettata, il trattamento non deve essere ritardato in attesa della conferma di laboratorio.
· si raccolgono campioni da gola/naso o dalla sede della lesione per coltura;
· se viene isolato un Corynebacterium sospetto, il laboratorio deve stabilire se il ceppo produce tossina;
· vanno avvisati rapidamente i servizi di sanità pubblica e valutati i contatti stretti;
· nei casi respiratori si controllano attentamente funzione cardiaca e neurologica.
Come si cura?
La difterite respiratoria è un’urgenza infettivologica. La terapia comprende, secondo il quadro clinico:
· isolamento e misure per evitare la trasmissione;
· antitossina difterica il più precocemente possibile: neutralizza la tossina ancora circolante, ma non quella già legata ai tessuti;
· antibiotici attivi contro il Corynebacterium, secondo le indicazioni cliniche e microbiologiche;
· supporto delle vie aeree e terapia intensiva quando necessario;
· valutazione e profilassi dei contatti stretti.
Un dettaglio importante: avere avuto la difterite non garantisce automaticamente un’immunità duratura. Dopo la guarigione va quindi verificato e, se necessario, completato il calendario vaccinale.
Il vaccino: come funziona?
Il vaccino contro la difterite non contiene il batterio vivo e non può causare la difterite. Contiene il tossoide (o anatossina) difterico: una forma inattivata della tossina, incapace di provocare la malattia ma capace di insegnare al sistema immunitario a produrre anticorpi contro di essa.
L’obiettivo principale è proteggere dalla tossina e quindi dalle forme cliniche gravi. La vaccinazione non garantisce una sterilizzazione completa delle mucose né l’eliminazione assoluta della colonizzazione batterica; per questo il mantenimento di coperture elevate resta importante.
Quanto è efficace?
I vaccini contenenti tossoide difterico sono molto efficaci. Il CDC riporta che, dopo un ciclo correttamente eseguito, oltre il 95% dei vaccinati sviluppa livelli anticorpali protettivi e l’efficacia clinica stimata è circa del 97%. La protezione però diminuisce nel tempo: sono quindi previsti richiami.
Come si vaccina in Italia?
Nel calendario nazionale la protezione contro la difterite è somministrata in combinazione con altri vaccini. Nel primo anno di vita fa parte del vaccino esavalente, che protegge anche contro tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae tipo b.
· 3 dosi nel primo anno di vita;
· richiamo a 5–6 anni;
· richiamo nell’adolescenza (12–18 anni);
· nell’adulto, richiami periodici contro tetano-difterite-pertosse secondo il calendario nazionale, in genere ogni 10 anni.
Se una dose è stata dimenticata o il ciclo è incompleto, in genere non si ricomincia da capo: il pediatra o il servizio vaccinale possono impostare un recupero appropriato.
È un vaccino sicuro?
Come tutti i farmaci, anche i vaccini possono causare effetti indesiderati. Quelli più comuni sono generalmente lievi e transitori: dolore, arrossamento o gonfiore nella sede dell’iniezione e, talvolta, febbre o malessere. Le reazioni gravi sono rare.
La valutazione corretta non è “vaccino sì o no” in astratto, ma il confronto tra rischi e benefici. Per la difterite, le principali organizzazioni sanitarie internazionali continuano a raccomandare la vaccinazione perché il beneficio nel prevenire una malattia potenzialmente molto grave supera nettamente i rischi noti della vaccinazione.
La difterite esiste ancora?
Sì. È diventata rara in molti Paesi ad alta copertura vaccinale, ma non è scomparsa. L’OMS segnala ancora focolai e ricorda che nessuna regione del mondo può essere considerata completamente libera dalla difterite.
Nel 2025 circa 110 milioni di bambini nel mondo (85%) hanno ricevuto le tre dosi del ciclo primario contenente difterite-tetano-pertosse; quasi 20 milioni sono rimasti non vaccinati o vaccinati in modo incompleto. Nell’Unione Europea/Spazio Economico Europeo, l’ECDC ha registrato 151 casi nel 2024, comprendendo infezioni da Corynebacterium diphtheriae e C. ulcerans tossigeni.
Perché continuiamo a vaccinare se la malattia è rara?
Il paradosso della prevenzione Non abbiamo smesso di vedere la difterite perché il batterio è scomparso: la vediamo molto meno soprattutto perché abbiamo vaccinato. Quando una prevenzione funziona per decenni, la malattia esce dalla memoria collettiva e il vaccino può sembrare meno necessario. In realtà è proprio il successo della vaccinazione ad aver reso la difterite rara. |
Il messaggio per mamma e papà
Questa scheda non vuole spaventare. Vuole offrire informazioni semplici e verificabili su una malattia di cui speravamo di non dover più parlare.
Se avete dubbi, fate domande. Chiedete al pediatra che cosa previene il vaccino, quali effetti indesiderati può avere e che cosa comporta non essere protetti. Non esistono domande sbagliate: è importante però che le risposte siano fondate su dati affidabili.
Le malattie che non vediamo più non sono necessariamente scomparse.
A volte non le vediamo proprio perché abbiamo imparato a prevenirle.
Nota
Materiale divulgativo per famiglie. Non sostituisce la valutazione del pediatra o del medico curante. In presenza di sospetto clinico di difterite, la gestione è urgente e richiede il coinvolgimento dei servizi specialistici e di sanità pubblica.
Bibliografia essenziale verificata
Fonti istituzionali e scientifiche consultate. I collegamenti sono cliccabili.
1. American Academy of Pediatrics. Red Book: 2024–2027 Report of the Committee on Infectious Diseases, 33ª ed. Capitolo “Diphtheria”, 2024.
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2. World Health Organization. Diphtheria – Fact sheet. Aggiornato 15 luglio 2026.
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3. European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Diphtheria – Annual Epidemiological Report for 2024. Pubblicato 2026.
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4. Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro. Difterite: informazioni generali.
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5. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Clinical Guidance for Diphtheria. Aggiornato 12 maggio 2025.
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6. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Pink Book, Chapter 7: Diphtheria. Pagina aggiornata 23 aprile 2024.
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7. Ministero della Salute. Calendario vaccinale nazionale.
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