lunedì 24 agosto 2026

«Mia nonna non era vaccinata ed è arrivata a novant’anni»

 «Mia nonna non era vaccinata ed è arrivata a novant’anni»

Piccolo manuale del “bias del sopravvissuto”, spiegato col sorriso — e con la storia di un matematico e di un po’ di aerei bucherellati

Dott. Alberto Ferrando — Pediatra di Genova


Tipo di frase che viene utilizzata frequentemente:

«Mia nonna ha fatto morbillo, pertosse, varicella e scarlattina, non ha mai visto un vaccino in vita sua ed è morta a novantatré anni cadendo dalla scala mentre potava l’ulivo.»

Il Vernacoliere, con il consueto garbo livornese, l’ha liquidato osservando che sua nonna era sopravvissuta anche ai bombardamenti, ma questo non la rendeva blindata: aveva semplicemente avuto fortuna. 😄

Volevo aggiungerci qualcosa, perché quell’osservazione — detta in modo un filo più elegante — è uno dei concetti più importanti della statistica. 

E ha una storia bellissima, che c’entra proprio con gli aerei.


Il matematico e i buchi che non c’erano

Seconda guerra mondiale. Gli aerei alleati tornano dalle missioni pieni di fori di proiettile, e i militari vogliono blindarli meglio. 

Ragionevolmente, mappano tutti i buchi sui velivoli rientrati e concludono: corazziamo i punti più colpiti — ali, coda, fusoliera centrale.

Poi arriva un matematico ungherese, Abraham Wald, guarda le mappe e dice una cosa che nessuno aveva pensato.

Avete guardato solo gli aerei che sono tornati.

I fori che vedete sono le ferite sopravvivibili

Le zone senza buchi — motori, cabina di pilotaggio — non sono zone che i tedeschi non colpiscono: sono le zone dove chi viene colpito non torna a casa a farsi contare i buchi.

Corazzate quelle. E salvarono un mucchio di equipaggi.

Da allora si chiama “bias del sopravvissuto”. È l’errore più umano che ci sia, perché nasce da un fatto banale: ci arrivano soltanto le storie di chi ce l’ha fatta.


Sotto i post commentano solo i sopravvissuti

Ed eccoci al punto.

Sua nonna, che il morbillo l’ha preso e sta benissimo, gliel’ha raccontato. I suoi compagni di scuola che nel 1948 non ce l’hanno fatta non le hanno raccontato niente. 

Non perché avessero torto: perché non hanno più la parola.

È un difetto strutturale del campione. 

Sotto ai post di Facebook commentano solo i sopravvissuti — al cento per cento, sempre, in tutte le discussioni del mondo. 

È una percentuale su cui non discuto: è matematicamente perfetta.

Vale per tutto, tra l’altro.

Mio nonno fumava tre pacchetti al giorno ed è morto a novantuno anni. 

Fatto vero, glielo giuro. Solo che non è mai riuscito a spiegarlo agli amici che non erano arrivati ai sessanta — quelli avevano già smesso di partecipare alla conversazione.

E c’è anche chi attraversa l’autostrada a piedi e arriva dall’altra parte. 

Non dimostra che attraversare l’autostrada sia prudente. 

Dimostra che quella volta gli è andata bene.


I numeri, che sono meno divertenti

Prima del vaccino, in Italia, il morbillo faceva in media settantaquattromila casi notificati all’anno. La poliomielite faceva circa tremila paralisi all’anno, e l’ultimo caso italiano è del 1982.

Quelle nonne e quei nonni ci sono ancora, e alcuni camminano con un tutore o una gamba più corta. Io ho avuto tre amici colpiti dalla polio. Uno lo vedo ancora.

Non erano più sfortunati degli altri. Erano semplicemente nati prima.

E c’è un dettaglio che di solito chiude la discussione. 

Sua nonna, se è arrivata a novant’anni, è probabile che il vaiolo l’abbia scampato perché era vaccinata — la vaccinazione antivaiolosa in Italia è stata obbligatoria fino al 1981. Quindi, statisticamente, c’è una buona probabilità che stiamo parlando di una signora che deve almeno una parte della sua invidiabile longevità proprio alla cosa di cui stiamo discutendo. 🙂


Detto questo

Non lo scrivo per prendere in giro nessuno. Il bias del sopravvissuto ha tratto in inganno generali, ingegneri e premi Nobel: non è una questione di intelligenza, è il modo in cui funziona la nostra testa.

Lo scrivo perché è un attrezzo utile, e una volta che ce l’hai lo usi dappertutto — quando leggi la storia dell’imprenditore che ha mollato l’università e ha fatto i miliardi (e non senti quelli che hanno mollato l’università e basta), o quella dell’integratore che ha guarito qualcuno.

Chi non ce l’ha fatta non scrive recensioni.

E se avete dubbi sui vaccini — dubbi veri, di quelli che vi tenete lì da settimane — portateli al vostro pediatra. Non esistono domande sciocche quando si tratta di un figlio.

Tantomeno quelle che cominciano con «però mia nonna…». 💚

Fonti: ISS-EpiCentro, morbillo e poliomielite in Italia · Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo, Gazzetta Ufficiale 2003 · La vicenda di Abraham Wald e dello Statistical Research Group è documentata nella letteratura storica sulla ricerca operativa.

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