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martedì 23 dicembre 2014

ABUSO E MALTRATTAMENTO. IPERCURA: SINDROME DI MUNCHAUSEN PER PROCURA

ABUSO E MALTRATTAMENTO. IPERCURA: SINDROME DI MUNCHAUSEN PER PROCURA
TEMA POCO NATALIZIO MA TEMA REALE E CHE ANZI DOBBIAMO CONOSCERE PER CONTRASTARE: IL MALTRATTAMENTO.  Qui sotto articolo da leggere
Ne abbiamo già parlato qui e sul mio blog http://ferrandoalberto.blogspot.it/2014/08/abuso-e-maltrattamento-ipercura-la.html
Purtroppo non passa giorno che non osserva casi di maltrattamento. Quello da ipercura è meno frequente, almeno nella forma conclamata , ma va tenuto presente. E IN GIOCO SIAMO TUTTI E NON SOLO I SANITARI O I SERVIZI SOCIALI: intorno a noi abbiamo TANTE persone che hanno bisogno di aiuto. Aiuto che può anche solo essere un sorriso, due parole buone o ascoltare, guardare e passare oltre alla bugia che diciamo più frequentemente: "va bene".
Quando uno dice, alla domanda "Come va" che sta bene guardiamolo in faccia. Alcuni fanno un sorriso con la bocca ma non con gli occhi.
Esistono varie forme di maltrattamento. La forma più frequente è la trascuratezza (neglect): il bambino trascurato, deprivato di attenzione, affetto, cure. Segue  l’abuso psichico e fisico e sessuale. Una forma più rara, almeo nelle manifestazioni estreme descritte, è il maltrattamento da “ipercura” e la manifestazione più nota e tipica è la  sindrome di Münchausen per procura, MbP, (by proxy).
L’ABUSO E IL MALTRATTAMENTO IN FAMIGLIA E’ UN FENOMENO CHE, SENZA UN INTERVENTO ESTERNO,  NON SI RISOLVE, SI CRONICIZZA E ANZI DIVENTA SEMPRE PIU’ GRAVE. SOLO UN INTERVENTO DALL’ESTERNO DELLA FAMIGLIA PUO’ BLOCCARE I MECCANISMI IN ATTO. E QUI SIAMO COINVOLTI UN PO’ TUTTI A DOVER PENARE SITUAZIONI CHE , SOLO AL PENSARLE FANNO STARE MALE. BISOGNA SUPERARE LA PAURA DI PENSARLE ED EVITARE DI NEGARE CHE IL PROBLEMA ESISTA O CHE SI POSSA RISOLVERE DA SOLO.
In forma leggera la sindrome è probabilmente più frequente di quanto si pensi ma siccome non causa evidenti problemi fisici è impossibile stabilire la frequenza. Alcune forme di “doctor shopping” di eccessiva medicalizzazione del bambino (tante medicine, tante consulenze, cambi di medico ecc.) possono rientrare in questo capitolo.
http://www.repubblica.it/salute/medicina/2014/12/22/news/se_la_mamma_che_fa_ammalare_il_figlio-103511046/

Se è la mamma che fa ammalare il figlio

Uno studio dell'Università Cattolica del Sacro Cuore- Policlinico universitario Gemelli di Roma. Su 751 bimbi ricoverati 2% ha patologia fittizia e in alcuni casi diagnosticata sindrome Munchausen
di VALERIA PINI
ROMA -  Più spesso di quanto si pensi è il genitore a 'far ammalare' il proprio bambino. E in questi casi è quasi sempre la mamma e più  raramente il papà o un altro adulto ad agire. E' una malattia rara, della quale si sente parlare molto poco. Si chiama sindrome di Munchausen per procura, e da uno studio dell'Università Cattolica del Sacro Cuore- Policlinico universitario Gemelli di Roma emerge che spesso la patologia resta non diagnosticata. I casi che vengono alla luce potrebbero rappresentare solo la punta dell'iceberg di un fenomeno molto più diffuso e doloroso di quanto si pensi. La ricerca è stata pubblicata sul 'Journal of Child Health Care'.

lunedì 14 settembre 2015

Abuso e maltrattamento..e inganno e eccesso di cure? Quanti aspetti di una cosa ahimè frequente

Abuso e maltrattamento..e inganno e eccesso di cure? Quanti aspetti di una cosa ahimè frequente
L'ABUSO E IL MALTRATTAMENTO sono frequenti. Non è solo la violenza fisica e sessuale ma anche quella psicologica è anche abuso assistere alla violenza (violenza assistita) è anche abuso un eccesso di cure. Trovate tutto qui sotto. A volte abuso è anche far dire ai figli cose non vere...Che tragedie..ma leggete .
Leggo  ora di una vicenda incredibile che trova a questo link:
http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2015/09/13/AR0UmPwF-brescia_condannato_ritrattano.shtml
«Quello che io e mio fratello avevamo detto su mio padre erano invenzioni dettate da mia madre che lo voleva allontanare»: è una ritrattazione a distanza di anni quella di due ragazzi di 21 e 24 anni, Michele e Gabriele, figli di un uomo di 46 anni, sardo, condannato in via definitiva a nove anni e due mesi di carcere per abusi sessuali proprio sui due figli. 
La vicenda 
Si tratta di una vicenda consumatasi tra la Sardegna, terra d’origine della famiglia, e Brescia, dove padre, madre e i due figli si erano trasferiti, dove hanno abitato per anni e dove sono state depositate le prime denunce nei confronti del genitore. Fatti avvenuti «nell’ambito di una separazione coniugale ed in particolare segnati da un’accesa conflittualità tra genitori ed un’aspra battaglia per l’affidamento dei figli» scrivono i giudici del tribunale di Oristano che hanno condannato il padre 46enne, oggi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Sassari.
ABUSO E MALTRATTAMENTO: IPERCURA "LA SINDROME DI MUNCHAUSEN PER PROCURA" Testimonianza:libro biografico "Malata per forza" di Gregory
Leggiamo sui quotidiani, in questi giorni, di una mamma Torino, che somministrava, di nascosto,  dell'insulina al figlio ricoverato. Cosa è questa forma di maltrattamento che va sotto uno strano nome?  La sindrome di Münchausen per procura , MbP, (by proxy)*

Esistono varie forme di maltrattamento. La forma più frequente è la trascuratezza (neglect): il bambino trascurato, deprivato di attenzione, affetto, cure. Segue  l’abuso psichico e fisico e sessuale. Una forma più rara, almeo nelle manifestazioni estreme descritte, è il maltrattamento da “ipercura” e la manifestazione più nota e tipica è la  sindrome di Münchausen per procura, MbP, (by proxy). 
L’ABUSO E IL MALTRATTAMENTO IN FAMIGLIA E’ UN FENOMENO CHE, SENZA UN INTERVENTO ESTERNO,  NON SI RISOLVE, SI CRONICIZZA E ANZI DIVENTA SEMPRE PIU’ GRAVE. SOLO UN INTERVENTO DALL’ESTERNO DELLA FAMIGLIA PUO’ BLOCCARE I MECCANISMI IN ATTO. E QUI SIAMO COINVOLTI UN PO’ TUTTI A DOVER PENARE SITUAZIONI CHE , SOLO AL PENSARLE FANNO STARE MALE. BISOGNA SUPERARE LA PAURA DI PENSARLE ED EVITARE DI NEGARE CHE IL PROBLEMA ESISTA O CHE SI POSSA RISOLVERE DA SOLO.
In forma leggera la sindrome è probabilmente più frequente di quanto si pensi ma siccome non causa evidenti problemi fisici è impossibile stabilire la frequenza. Alcune forme di “doctor shopping” di eccessiva medicalizzazione del bambino (tante medicine, tante consulenze, cambi di medico ecc.) possono rientrare in questo capitolo.  La frequenza delle forme più frequenti (soffocamento e somministrazione di farmaci) oscillerebbe da 1-3 casi su 100.000. La diagnosi non viene sospettata, in media, prima di 6 mesi e la mortalità è di circa il 10%
In questa sindrome l’abuso è fatto dalla madre su un figlio, questo distingue il maltrattamento fatto su se stessi (sindrome di Münchausen ). E’ una situazione  distruttiva, ove spesso i medici non riescono a comprendere subito la situazione, in alcuni casi diventano complici di una madre che appare, disponibile, preparata e cooperante.   
Cosa è 
E’ un disturbo mentale che interessa prevalentemente le mamme e le spinge a simulare o addirittura ad arrecare direttamente un danno fisico al figlio/a per attirare l’attenzione su di sé.  La madre, preoccupandosi della salute del proprio figlio, gode così della stima e dell’affetto delle altre persone.
La diagnosi è difficile (bisogna conoscere questa malattia e avere il coraggio di pensarla)  in quanto si può presentare con vari e differenti sintomi , che risulteranno poi essere inventati o indotti.  Infatti l’dea che  il malessere del bambino sia procurato dalla madre risulta risulta difficile da pensare anche perché, in questa situazione le mamme appaiono gentili, sollecite, premurose, che hanno molto a cuore la salute dei figli.Vengono spesso definite “madri modello” 

Secondo il DSM IV (  Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders:  manuale delle patologie psichiatriche) è un  disturbo fittizio per procura “la caratteristica essenziale è la produzione deliberata o simulazione di segni e sintomi fisici o psichici in un’altra persona che è affidata alle cure del soggetto. Tipicamente la vittima è un bambino piccolo e il responsabile è la madre del bambino. La motivazione di tale comportamento viene ritenuta essere il bisogno psicologico di assumere, per interposta persona, il ruolo di malato” 

COME SI PRESENTA 
Il modo di presentarsi è molto variabile.
Le situazioni riconoscibili sono tre:
1. Simulazione di segni e sintomi di malattie di varia natura (allergie, ematuria, problemi respiratori, sanguinamenti, vomito, affezioni gastrointestinali), riportati dal genitore-abusatore. Vengono sempre minuziosamente descritti, ma enza prove né testimoni. Compaiono solo con il genitore.
In alcuni casi i sintomi esistono, il bambino ha una malattia, ma i sintomi vengono esagerati. (diagnosi ancora più difficile da pensare e da fare) 
2) Induzione di segni e sintomi di malattia: rappresenta la forma tipica di MbP:  il genitore  procura direttamente la malattia del bambino. 

Le modalità usate per generare i sintomi nel bambino-vittima possono essere innumerevoli e a volte anche molto crudeli. Molti sono i casi di avvelenamento condotti mediante sommi- nistrazione di sostanze farmaci e veleni: veleni  per animali, purganti, arsenico, insulina come nel caso apparto recentemente sulle cronache nazionali (le crisi ipoglicemiche sono tra le più frequenti manifestazioni indotte), ecc.
3)  maltrattamenti fisici. Sono descritti casi di punture di spillo, bruciature, traumi causati con oggetti contundenti e soffocamento.

LA STORIA DI KATHY BUSH COME ESEMPIO ECLATANTE DI INDUZIONE DI MALATTIA:
LA CRONACA DEGLI EVENTI E GLI INDIZI SOSPETTI
AVVELENATA DALLA MADRE: le iniettava materiale fecale nella fleboclisi
Una bambina di 9 anni è stata deliberatamente avvelenata per anni dalla madre che vo- leva attirare su di sé l’attenzione dei medici e dei mass media. Kathy Bush, madre della piccola, è stata arrestata e incriminata per gravi maltrattamenti ai minori dal Tribunale della Florida, dopo che aveva fatto ricoverare 200 volte la figlia Jennifer. Per anni ha iniettato materiale fecale alla figlia, indicendo al contempo una campagna per chiedere l’as- sistenza medica per le famiglie che ne sono prive.
Tale campagna ha portato Kathy Bush sulle prime pagine dei giornali e perfino a essere fotografata accanto a Hillary Clinton. Per la verità, gli infermieri che avevano avuto a che fare con Kathy Bush e la figlia Jennifer sostengono di aver sospettato per anni che quella bambina non avesse nulla di grave. Ma la madre, dice il Pubblico Ministero che l’ha fatta arrestare, era esperta di cose mediche, parlava da pari a pari con i dottori, finendo ogni volta per convincerli che la bambina era gravemente malata. Per anni a Jennifer sono state diagnosticate una serie di malattie: da una debolezza del sistema immunitario a malattie dell’intestino e dell’apparato urinario.
Jennifer era stata operata per ben 40 volte e le erano stati posizionati più volte cateteri venosi. Attraverso tali accessi, hanno testimoniato gli infermieri, la madre iniettava qualcosa di strano ogni volta che visitava la bambina. Se ne erano accorti perché dopo la visita della mamma, ogni volta, le condizioni di Jennifer peggioravano. Articoli sulla lotta eroica della madre e della bambina erano usciti su Usa-Today. Nel frattempo alla famiglia sono arrivate donazioni pubbliche e private con cui hanno fatto costruire una piscina da ventimila dollari, si sono comprati automobili e hanno fatto vacanze lussuose. Ma i vicini non credono ai risultati delle indagini. “Kathy è una madre meravigliosa” sostengono. “Jennifer non sarebbe viva se non si fosse data tanto da fare”.
Da Il Giornale, 18 aprile 1996
La storia in sintesi:
Ricoverata 200 volte, 40 interventi chirurgici, numerosi cateteri venosi 
Per anni sono state diagnosticate una serie di malattie... 
Marcata attenzione da parte dei media 
La madre, Kathy Bush, aveva indetto una campagna per chiedere l’assistenza medica per le famiglie che ne sono prive. Gli infermieri sospettavano da anni che la bambina non avesse nulla di grave. La madre era esperta di medicina, parlava da pari a pari con i dottori, finendo ogni volta per convincerli che la bambina era gravemente malata 
Ma i vicini non credono ai risultati delle indagini: “Kathy è una madre meravigliosa” 
  
In alcuni casi  le malattie indotte e i modi di provocarle possono essere anche particolarmente cruenti e talora causare la morte del bambino. Pensarci in acso di morte improvvisa del lattante (SIDS).
Ricordando la possibilità di un Münchausen seriale, par ticolare attenzione va posta quindi ai casi in cui ricorrano in famiglia altri episodi di morte infantile sospetta o precedentemente identificati come SIDS (casi purtroppo descritti).
Oltre ai danni fisici (ricordiamo anche la mortalità del 10%) il bambino è una vittima psicologica. Questi bambini possono presentare,  anche dopo  anni, difficoltà di appren- dimento e di concentrazione, problemi comportamentali, assenza di relazioni sociali, problemi a livello emotivo, in-cubi notturni, sintomi propri del “disturbo post-traumatico da stress” e, nei casi più gravi, anche una patologia psichiatrica maggiore (depressione).
Nella adolescenza insorgono altri problemi e il bambino stesso può simulare la malattia per cercare, in una sorta di follia a due , di  di garantirsi cure e attenzioni da parte del genitori. 
Nella maggioranza dei casi (fino al 98%) il genitore abusante è la mamma che è, come detto sopra ,  una donna abbastanza colta, con conoscenze mediche che possono provenire da studi nel campo, riviste, enciclopedie mediche, serie televisive di ambientazione ospedaliera. La mamma instaura un buon rapporto con il personale sanitario, si dimostra collaborante e ascolta con attenzione, ha un atteggiamento riconoscente ed è gratificata dalle attenzioni rivolte al figlio; appare, quindi, come una madre affettuosa e amorevole. 
Si riscontra però frequentemente in queste mamme un disturbo di personalità e frequentemente, le madri abusanti risultano essere state a loro volta vittime di maltrattamento da parte dei genitori, oppure sono o sono state affette da sindrome di Münchausen (autoindotta).


E IL PAPA’???
In genere è una figura passiva e negligente. Il più delle volte si tratta di un padre assente o perché resta lontano da casa per lunghi periodi di tempo, o perché sembra non par tecipare/essere coinvolto nelle vicende familiari. Quando la donna viene scoperta e messa di fronte agli abusi perpetrati, il marito la sostiene e può persino rendersi complice dei suoi in- ganni, facilitando tacitamente il suo comportamento. A volte anche il papà è abusante.

 INDICAZIONI PER UN SOSPETTO:
• Un bambino che ha uno o più pro-blemi di salute insoliti, che non rispondono al trattamento o che appaiono anomali e diversi rispetto a casi analoghi (non ho mai visto una cosa di questo tipo).
• Segni e i sintomi che non si evidenziano mai in assenza del genitore (spesso l’ospedalizza- zione e il controllo attento si dimostrano indispensabili per poter stabilire questo rapporto casuale) o si ripresentano sempre in un contesto fisso (a casa, ad esempio...).
• Un genitore che sembra essere insolitamente calmo di fronte alle gravi difficoltà clinico-terapeutiche che spesso questi bambini pongono, o per contro che appare costantemente sfiduciato nei confronti del personale, richiedendo con frequente insistenza ulteriori pareri clinici (doctor shopping).
• Il genitore ritenuto sospetto può lavorare egli stesso nel campo sanitario o esprimere un chiaro interesse per tali tipologie di professioni; tipicamente si dimostra in confidenza con il personale e avanza suggerimenti e consigli in materia di valutazioni cliniche, diagnostiche e terapeutiche.
• Un genitore estremamente attento ai bisogni del bambino, che sembra necessitare di un’attenzione costante.
• Un genitore con i sintomi riferiti simili a quelli del bambino o con una storia di malattia di per sé insolita e di difficile spiegazione clinica.
• Ricorrenza familiare di episodi simili di malattia o eventi di morti
non spiegate.

• Un genitore che sembra avere un’esigenza insaziabile di essere gratificato o che tende a dichiarare apertamente le proprie attitudini e abilità.

*(da “Medico e Bambino” del maggio 2009: La sindrome di Münchausen by proxy Dal dire al fare attraverso i casi. ZEMIRA CANNIOTO1, FEDERICO MARCHETTI1, EVA DA DALT1, SANDRA BRUSA2, ALESSANDRO VENTURA1 1Clinica Pediatrica, IRCCS “Burlo Garofolo”, Università di Trieste 2Reparto di Pediatria, Ospedale S. Maria della Scaletta, Imola (Bologna))

venerdì 8 ottobre 2021

Violenza e maltrattamento alle donne. Se mamme è violenza e maltrattamento anche dei bambini

 Violenza e maltrattamento alle donne. Se mamme è violenza e maltrattamento anche dei bambini

Ho fatto sul tema vari post che trovate a questo link:

https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=maltrattamento

Ricordate il numero di telefono antiviolenza 1522 e anche l'app dedicata da scaricare sul telefonino



giovedì 13 febbraio 2014

I bambini imparano da quello che vedono: un esempio la violenza sulla mamma

Sto scrivendo queste righe con il cuore che mi batte forte forte..... non è facile riuscire a scrivere ciò che si è vissuto e non è facile far capire le emozioni che si provano quando accadono certe cose.....
Pensavo di aver già dato.... ma mi sono sbagliata.... prima ho conosciuto il dolore che prova una figlia nel essere maltrattata ora ho conosciuto anche il maltrattamento che subisce una donna dal marito..... o meglio una mamma dal marito......
Specifico una mamma perchè credo sia molto più dura riuscire a liberarsi di chi ti fa del male quando ti lega un figlio a lui.... 
Ho provato tutto, a subire, a ribellarmi, ma il risultato è sempre uguale.... ........ ho chiesto l'intervento ................... due volte ed in entrambi i casi mi sono sentita dire di stare attenta perchè potevano intervenire gli assistenti sociali, che era meglio per noi arrivare ad un chiarimento o rivolgerci ad un legale per risolvere le nostre questioni....
Erano più spaventati di me non sapevano cosa dire e come muoversi se non ripetere che una denuncia era un danno per noi.... quando io subisco violenza fisica mi si impasta la bocca, tremo e non riesco a parlare, i miei occhi si spalancano e la gambe tremano visibilmente e in modo esagerato, ebbene questi miei sintomi sono stati interpretati da loro in questo modo: ma lei assume qualche sostanza stupefacente????  
………..... e loro.... non vedo grossi segni di violenza,....  non è che esagera???? io mi rendo conto che non è facile capire certe situazioni e che spesso forse accade anche che una donna può esagerare in alcuni casi volutamente, in altri perchè è talmente brutto l'atto e il gesto che subisce da viverlo in maniera anche più intensa e crudele di quanto già sia...
……...ma possibile che nessuno intervenga? i vicini dove sono? solo per dire ho sentito ma non volevo disturbare ..... disturbare?????
una mi ha detto e ma per continuare così vada via lei da casa, suo figlio è il bambino più triste che io conosco.... insomma solo per criticare....

LA VIOLENZA SU ALTRI (IN GENERE SULLA MAMMA) viene chiamata  "VIOLENZA ASSISTITA"(traduzione dell'inglese “witnessing violence ).
Guardate che episodi di violenza "assistita" avvengono frequentemente. Guardatevi in giro. I casi con maggiori conseguenze avvengono sulla mamma ma anche all'esterno della casa. Allego qui parte di una lettera di una mamma, UNO DEI TANTI ESEMPI QUOTIDIANI: "IL B. assiste quasi quotidianamente a sceneggiate quando sono in moto o in macchina. Mio marito è molto iroso e quindi sulla strada è privo di pazienza, si arrabbia per un nonnulla, insegue le macchine o moto che secondo lui gli avrebbero fatto uno sgarro, grida per strada dice parolacce tutto alla presenza del bambino che ovviamente si spaventa. Ho riscontrato nel bambino malessere perché di notte e molto agitato, ha fame d'aria e ha atteggiamenti poco sereni".  GUARDATE CHE SONO COSE FREQUENTI!!!!!!! E CHE TRAUMATIZZANO I BAMBINI!!!! 
COSA E': “Si intende per violenza assistita intrafamiliare : atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica compiuti su figure di riferimento (IN GENERE LA MAMMA) a cui il bambino assiste e di cui può patirne successivamente gli effetti.
 L’esposizione alla violenza intrafamiliare è un grave trauma per i bambini e le bambine ed
è il principale fattore della trasmissione intergenerazionale della violenza.
Se la donna vittima di violenza vive con figli e la violenza viene perpetrata nell’ambito
domestico è altamente probabile che i minori assistano ad episodi di maltrattamento più o
meno gravi ed essi stessi ne siano vittime dirette o indirette

MA IN ASSOLUTO QUALSIASI ATTO DI VIOLENZA HA CONSEGUENZE SUL BAMBINO. PIU’ GRAVE SE RIPETUTA E A CARICO DI PARENTI O CARI MA ANCHE ASSISTERE A VIOLENZA , ANCHE SOLO VERBALE, NEI CONFRNTI DI ESTRANEI. I BAMBINI POI IMPARANO DA QUELLO CHE VEDONO: GUARDATE IL VIDEO

UNA MADRE MALTRATTATA è  POI ANCHE UNA MADRE TRAUMATIZZATA
Il maltrattamento alle madri produce sintomi assimilabili al disturbo post-traumatico da stress
Danneggiano fortemente le competenze genitoriali di queste donne, influenzando fortemente la relazione con i figli e le capacità di accudimento e di attenzioni verso i loro bisogni.

I BAMBINI POSSONO ANCHE SUBIRE UN Maltrattamento diretto.  In casi di violenza intrafamiliare dal 30% al 66% dei bambini subisce un maltrattamento diretto, dal 39% al 55% associato  a abuso sessuale.

Ingiuriare la madre di fronte al bambino indebolisce il rispetto dei figli per la madre.
Ne può ridurre le disponibilità, causare depressione, sentirsi a rischio di non riscire a difendere i figli  e di  proteggerlo da episodi di abuso infantile

I BAMBINI CHE ASSISTONO ALLA VIOLENZA DOMESTICA SOFFRONO PERCHE’:
Non possono affidarsi ai genitori per essere protetti e accuditi.
Hanno relazioni di attaccamento disorganizzate
Vi è una compromissione delle funzioni alimentari e del sonno
Provano paura-angoscia-impotenza
Possono venire accidentalmente feriti/colpiti durante i litigi
Vi è un’inversione di ruoli e i bambini cercano di proteggere la madre e/o i fratelli durante o dopo gli attacchi

CONSEGUENZE SUI BAMBINI
Più alta incidenza di disturbo post-traumatico da stress complesso ( Herman):
- Instabilità affettiva
- Impulsività
- Difficoltà nella modulazione della rabbia
- Preoccupazioni suicide
- Autolesionismo
- Amnesia
- Ricordi intrusivi degli episodi traumatici
- Impotenza-vergogna-colpa
- Accettazione della violenza quale regola delle relazioni
affettive
Somatizzazione
Impotenza-vergogna-colpa
Accettazione della violenza quale regola delle relazioni affettive

lunedì 17 ottobre 2022

I bambini imparano da quello che vedono: un esempio la violenza sulla mamma

LETTERA DI UNA MAMMA: Sto scrivendo queste righe con il cuore che mi batte forte forte..... non è facile riuscire a scrivere ciò che si è vissuto e non è facile far capire le emozioni che si provano quando accadono certe cose.....

Pensavo di aver già dato.... ma mi sono sbagliata.... prima ho conosciuto il dolore che prova una figlia nel essere maltrattata ora ho conosciuto anche il maltrattamento che subisce una donna dal marito..... o meglio una mamma dal marito......
Specifico una mamma perchè credo sia molto più dura riuscire a liberarsi di chi ti fa del male quando ti lega un figlio a lui.... 
Ho provato tutto, a subire, a ribellarmi, ma il risultato è sempre uguale.... ........ ho chiesto l'intervento ................... due volte ed in entrambi i casi mi sono sentita dire di stare attenta perchè potevano intervenire gli assistenti sociali, che era meglio per noi arrivare ad un chiarimento o rivolgerci ad un legale per risolvere le nostre questioni....
Erano più spaventati di me non sapevano cosa dire e come muoversi se non ripetere che una denuncia era un danno per noi.... quando io subisco violenza fisica mi si impasta la bocca, tremo e non riesco a parlare, i miei occhi si spalancano e la gambe tremano visibilmente e in modo esagerato, ebbene questi miei sintomi sono stati interpretati da loro in questo modo: ma lei assume qualche sostanza stupefacente????  
………..... e loro.... non vedo grossi segni di violenza,....  non è che esagera???? io mi rendo conto che non è facile capire certe situazioni e che spesso forse accade anche che una donna può esagerare in alcuni casi volutamente, in altri perchè è talmente brutto l'atto e il gesto che subisce da viverlo in maniera anche più intensa e crudele di quanto già sia...
……...ma possibile che nessuno intervenga? i vicini dove sono? solo per dire ho sentito ma non volevo disturbare ..... disturbare????? 
una mi ha detto e ma per continuare così vada via lei da casa, suo figlio è il bambino più triste che io conosco.... insomma solo per criticare....

LA VIOLENZA SU ALTRI (IN GENERE SULLA MAMMA) viene chiamata  "VIOLENZA ASSISTITA"(traduzione dell'inglese “witnessing violence ).
Guardate che episodi di violenza "assistita" avvengono frequentemente. Guardatevi in giro. I casi con maggiori conseguenze avvengono sulla mamma ma anche all'esterno della casa. Allego qui parte di una lettera di una mamma, UNO DEI TANTI ESEMPI QUOTIDIANI: "IL B. assiste quasi quotidianamente a sceneggiate quando sono in moto o in macchina. Mio marito è molto iroso e quindi sulla strada è privo di pazienza, si arrabbia per un nonnulla, insegue le macchine o moto che secondo lui gli avrebbero fatto uno sgarro, grida per strada dice parolacce tutto alla presenza del bambino che ovviamente si spaventa. Ho riscontrato nel bambino malessere perché di notte e molto agitato, ha fame d'aria e ha atteggiamenti poco sereni".  GUARDATE CHE SONO COSE FREQUENTI!!!!!!! E CHE TRAUMATIZZANO I BAMBINI!!!! 
COSA E': “Si intende per violenza assistita intrafamiliare : atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica compiuti su figure di riferimento (IN GENERE LA MAMMA) a cui il bambino assiste e di cui può patirne successivamente gli effetti.
 L’esposizione alla violenza intrafamiliare è un grave trauma per i bambini e le bambine ed
è il principale fattore della trasmissione intergenerazionale della violenza.
Se la donna vittima di violenza vive con figli e la violenza viene perpetrata nell’ambito
domestico è altamente probabile che i minori assistano ad episodi di maltrattamento più o
meno gravi ed essi stessi ne siano vittime dirette o indirette

MA IN ASSOLUTO QUALSIASI ATTO DI VIOLENZA HA CONSEGUENZE SUL BAMBINO. PIU’ GRAVE SE RIPETUTA E A CARICO DI PARENTI O CARI MA ANCHE ASSISTERE A VIOLENZA , ANCHE SOLO VERBALE, NEI CONFRNTI DI ESTRANEI. I BAMBINI POI IMPARANO DA QUELLO CHE VEDONO: GUARDATE IL VIDEO

UNA MADRE MALTRATTATA è  POI ANCHE UNA MADRE TRAUMATIZZATA
Il maltrattamento alle madri produce sintomi assimilabili al disturbo post-traumatico da stress
Danneggiano fortemente le competenze genitoriali di queste donne, influenzando fortemente la relazione con i figli e le capacità di accudimento e di attenzioni verso i loro bisogni.

I BAMBINI POSSONO ANCHE SUBIRE UN Maltrattamento diretto.  In casi di violenza intrafamiliare dal 30% al 66% dei bambini subisce un maltrattamento diretto, dal 39% al 55% associato  a abuso sessuale.

Ingiuriare la madre di fronte al bambino indebolisce il rispetto dei figli per la madre.
Ne può ridurre le disponibilità, causare depressione, sentirsi a rischio di non riscire a difendere i figli  e di  proteggerlo da episodi di abuso infantile

I BAMBINI CHE ASSISTONO ALLA VIOLENZA DOMESTICA SOFFRONO PERCHE’:
Non possono affidarsi ai genitori per essere protetti e accuditi.
Hanno relazioni di attaccamento disorganizzate
Vi è una compromissione delle funzioni alimentari e del sonno
Provano paura-angoscia-impotenza
Possono venire accidentalmente feriti/colpiti durante i litigi
Vi è un’inversione di ruoli e i bambini cercano di proteggere la madre e/o i fratelli durante o dopo gli attacchi

CONSEGUENZE SUI BAMBINI
Più alta incidenza di disturbo post-traumatico da stress complesso ( Herman):
- Instabilità affettiva
- Impulsività
- Difficoltà nella modulazione della rabbia
- Preoccupazioni suicide
- Autolesionismo
- Amnesia
- Ricordi intrusivi degli episodi traumatici
- Impotenza-vergogna-colpa
- Accettazione della violenza quale regola delle relazioni
affettive
Somatizzazione
Impotenza-vergogna-colpa
Accettazione della violenza quale regola delle relazioni affettive

mercoledì 13 agosto 2014

ABUSO E MALTRATTAMENTO: IPERCURA "LA SINDROME DI MUNCHAUSEN PER PROCURA"

ABUSO E MALTRATTAMENTO: IPERCURA "LA SINDROME DI MUNCHAUSEN PER PROCURA" Testimonianza:libro biografico "Malata per forza" di Gregory
Leggiamo sui quotidiani, in questi giorni, di una mamma Torino, che somministrava, di nascosto,  dell'insulina al figlio ricoverato. Cosa è questa forma di maltrattamento che va sotto uno strano nome?  La sindrome di Münchausen per procura , MbP, (by proxy)*

Esistono varie forme di maltrattamento. La forma più frequente è la trascuratezza (neglect): il bambino trascurato, deprivato di attenzione, affetto, cure. Segue  l’abuso psichico e fisico e sessuale. Una forma più rara, almeo nelle manifestazioni estreme descritte, è il maltrattamento da “ipercura” e la manifestazione più nota e tipica è la  sindrome di Münchausen per procura, MbP, (by proxy).
L’ABUSO E IL MALTRATTAMENTO IN FAMIGLIA E’ UN FENOMENO CHE, SENZA UN INTERVENTO ESTERNO,  NON SI RISOLVE, SI CRONICIZZA E ANZI DIVENTA SEMPRE PIU’ GRAVE. SOLO UN INTERVENTO DALL’ESTERNO DELLA FAMIGLIA PUO’ BLOCCARE I MECCANISMI IN ATTO. E QUI SIAMO COINVOLTI UN PO’ TUTTI A DOVER PENARE SITUAZIONI CHE , SOLO AL PENSARLE FANNO STARE MALE. BISOGNA SUPERARE LA PAURA DI PENSARLE ED EVITARE DI NEGARE CHE IL PROBLEMA ESISTA O CHE SI POSSA RISOLVERE DA SOLO.
In forma leggera la sindrome è probabilmente più frequente di quanto si pensi ma siccome non causa evidenti problemi fisici è impossibile stabilire la frequenza. Alcune forme di “doctor shopping” di eccessiva medicalizzazione del bambino (tante medicine, tante consulenze, cambi di medico ecc.) possono rientrare in questo capitolo.  La frequenza delle forme più frequenti (soffocamento e somministrazione di farmaci) oscillerebbe da 1-3 casi su 100.000. La diagnosi non viene sospettata, in media, prima di 6 mesi e la mortalità è di circa il 10%
In questa sindrome l’abuso è fatto dalla madre su un figlio, questo distingue il maltrattamento fatto su se stessi (sindrome di Münchausen ). E’ una situazione  distruttiva, ove spesso i medici non riescono a comprendere subito la situazione, in alcuni casi diventano complici di una madre che appare, disponibile, preparata e cooperante.   
Cosa è
E’ un disturbo mentale che interessa prevalentemente le mamme e le spinge a simulare o addirittura ad arrecare direttamente un danno fisico al figlio/a per attirare l’attenzione su di sé.  La madre, preoccupandosi della salute del proprio figlio, gode così della stima e dell’affetto delle altre persone.
La diagnosi è difficile (bisogna conoscere questa malattia e avere il coraggio di pensarla)  in quanto si può presentare con vari e differenti sintomi , che risulteranno poi essere inventati o indotti.  Infatti l’dea che  il malessere del bambino sia procurato dalla madre risulta risulta difficile da pensare anche perché, in questa situazione le mamme appaiono gentili, sollecite, premurose, che hanno molto a cuore la salute dei figli.Vengono spesso definite “madri modello”

Secondo il DSM IV (  Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders:  manuale delle patologie psichiatriche) è un  disturbo fittizio per procura “la caratteristica essenziale è la produzione deliberata o simulazione di segni e sintomi fisici o psichici in un’altra persona che è affidata alle cure del soggetto. Tipicamente la vittima è un bambino piccolo e il responsabile è la madre del bambino. La motivazione di tale comportamento viene ritenuta essere il bisogno psicologico di assumere, per interposta persona, il ruolo di malato”

COME SI PRESENTA
Il modo di presentarsi è molto variabile.
Le situazioni riconoscibili sono tre:
1. Simulazione di segni e sintomi di malattie di varia natura (allergie, ematuria, problemi respiratori, sanguinamenti, vomito, affezioni gastrointestinali), riportati dal genitore-abusatore. Vengono sempre minuziosamente descritti, ma enza prove né testimoni. Compaiono solo con il genitore.
In alcuni casi i sintomi esistono, il bambino ha una malattia, ma i sintomi vengono esagerati. (diagnosi ancora più difficile da pensare e da fare)
2) Induzione di segni e sintomi di malattia: rappresenta la forma tipica di MbP:  il genitore  procura direttamente la malattia del bambino. 

Le modalità usate per generare i sintomi nel bambino-vittima possono essere innumerevoli e a volte anche molto crudeli. Molti sono i casi di avvelenamento condotti mediante sommi- nistrazione di sostanze farmaci e veleni: veleni  per animali, purganti, arsenico, insulina come nel caso apparto recentemente sulle cronache nazionali (le crisi ipoglicemiche sono tra le più frequenti manifestazioni indotte), ecc.
3)  maltrattamenti fisici. Sono descritti casi di punture di spillo, bruciature, traumi causati con oggetti contundenti e soffocamento.

LA STORIA DI KATHY BUSH COME ESEMPIO ECLATANTE DI INDUZIONE DI MALATTIA:
LA CRONACA DEGLI EVENTI E GLI INDIZI SOSPETTI
AVVELENATA DALLA MADRE: le iniettava materiale fecale nella fleboclisi
Una bambina di 9 anni è stata deliberatamente avvelenata per anni dalla madre che vo- leva attirare su di sé l’attenzione dei medici e dei mass media. Kathy Bush, madre della piccola, è stata arrestata e incriminata per gravi maltrattamenti ai minori dal Tribunale della Florida, dopo che aveva fatto ricoverare 200 volte la figlia Jennifer. Per anni ha iniettato materiale fecale alla figlia, indicendo al contempo una campagna per chiedere l’as- sistenza medica per le famiglie che ne sono prive.
Tale campagna ha portato Kathy Bush sulle prime pagine dei giornali e perfino a essere fotografata accanto a Hillary Clinton. Per la verità, gli infermieri che avevano avuto a che fare con Kathy Bush e la figlia Jennifer sostengono di aver sospettato per anni che quella bambina non avesse nulla di grave. Ma la madre, dice il Pubblico Ministero che l’ha fatta arrestare, era esperta di cose mediche, parlava da pari a pari con i dottori, finendo ogni volta per convincerli che la bambina era gravemente malata. Per anni a Jennifer sono state diagnosticate una serie di malattie: da una debolezza del sistema immunitario a malattie dell’intestino e dell’apparato urinario.
Jennifer era stata operata per ben 40 volte e le erano stati posizionati più volte cateteri venosi. Attraverso tali accessi, hanno testimoniato gli infermieri, la madre iniettava qualcosa di strano ogni volta che visitava la bambina. Se ne erano accorti perché dopo la visita della mamma, ogni volta, le condizioni di Jennifer peggioravano. Articoli sulla lotta eroica della madre e della bambina erano usciti su Usa-Today. Nel frattempo alla famiglia sono arrivate donazioni pubbliche e private con cui hanno fatto costruire una piscina da ventimila dollari, si sono comprati automobili e hanno fatto vacanze lussuose. Ma i vicini non credono ai risultati delle indagini. “Kathy è una madre meravigliosa” sostengono. “Jennifer non sarebbe viva se non si fosse data tanto da fare”.
Da Il Giornale, 18 aprile 1996
La storia in sintesi:
Ricoverata 200 volte, 40 interventi chirurgici, numerosi cateteri venosi
Per anni sono state diagnosticate una serie di malattie...
Marcata attenzione da parte dei media
La madre, Kathy Bush, aveva indetto una campagna per chiedere l’assistenza medica per le famiglie che ne sono prive. Gli infermieri sospettavano da anni che la bambina non avesse nulla di grave. La madre era esperta di medicina, parlava da pari a pari con i dottori, finendo ogni volta per convincerli che la bambina era gravemente malata
Ma i vicini non credono ai risultati delle indagini: “Kathy è una madre meravigliosa”
  
In alcuni casi  le malattie indotte e i modi di provocarle possono essere anche particolarmente cruenti e talora causare la morte del bambino. Pensarci in acso di morte improvvisa del lattante (SIDS).
Ricordando la possibilità di un Münchausen seriale, par ticolare attenzione va posta quindi ai casi in cui ricorrano in famiglia altri episodi di morte infantile sospetta o precedentemente identificati come SIDS (casi purtroppo descritti).
Oltre ai danni fisici (ricordiamo anche la mortalità del 10%) il bambino è una vittima psicologica. Questi bambini possono presentare,  anche dopo  anni, difficoltà di appren- dimento e di concentrazione, problemi comportamentali, assenza di relazioni sociali, problemi a livello emotivo, in-cubi notturni, sintomi propri del “disturbo post-traumatico da stress” e, nei casi più gravi, anche una patologia psichiatrica maggiore (depressione).
Nella adolescenza insorgono altri problemi e il bambino stesso può simulare la malattia per cercare, in una sorta di follia a due , di  di garantirsi cure e attenzioni da parte del genitori.
Nella maggioranza dei casi (fino al 98%) il genitore abusante è la mamma che è, come detto sopra ,  una donna abbastanza colta, con conoscenze mediche che possono provenire da studi nel campo, riviste, enciclopedie mediche, serie televisive di ambientazione ospedaliera. La mamma instaura un buon rapporto con il personale sanitario, si dimostra collaborante e ascolta con attenzione, ha un atteggiamento riconoscente ed è gratificata dalle attenzioni rivolte al figlio; appare, quindi, come una madre affettuosa e amorevole.
Si riscontra però frequentemente in queste mamme un disturbo di personalità e frequentemente, le madri abusanti risultano essere state a loro volta vittime di maltrattamento da parte dei genitori, oppure sono o sono state affette da sindrome di Münchausen (autoindotta).


E IL PAPA’???
In genere è una figura passiva e negligente. Il più delle volte si tratta di un padre assente o perché resta lontano da casa per lunghi periodi di tempo, o perché sembra non par tecipare/essere coinvolto nelle vicende familiari. Quando la donna viene scoperta e messa di fronte agli abusi perpetrati, il marito la sostiene e può persino rendersi complice dei suoi in- ganni, facilitando tacitamente il suo comportamento. A volte anche il papà è abusante.

 INDICAZIONI PER UN SOSPETTO:
• Un bambino che ha uno o più pro-blemi di salute insoliti, che non rispondono al trattamento o che appaiono anomali e diversi rispetto a casi analoghi (non ho mai visto una cosa di questo tipo).
• Segni e i sintomi che non si evidenziano mai in assenza del genitore (spesso l’ospedalizza- zione e il controllo attento si dimostrano indispensabili per poter stabilire questo rapporto casuale) o si ripresentano sempre in un contesto fisso (a casa, ad esempio...).
• Un genitore che sembra essere insolitamente calmo di fronte alle gravi difficoltà clinico-terapeutiche che spesso questi bambini pongono, o per contro che appare costantemente sfiduciato nei confronti del personale, richiedendo con frequente insistenza ulteriori pareri clinici (doctor shopping).
• Il genitore ritenuto sospetto può lavorare egli stesso nel campo sanitario o esprimere un chiaro interesse per tali tipologie di professioni; tipicamente si dimostra in confidenza con il personale e avanza suggerimenti e consigli in materia di valutazioni cliniche, diagnostiche e terapeutiche.
• Un genitore estremamente attento ai bisogni del bambino, che sembra necessitare di un’attenzione costante.
• Un genitore con i sintomi riferiti simili a quelli del bambino o con una storia di malattia di per sé insolita e di difficile spiegazione clinica.
• Ricorrenza familiare di episodi simili di malattia o eventi di morti
non spiegate.

• Un genitore che sembra avere un’esigenza insaziabile di essere gratificato o che tende a dichiarare apertamente le proprie attitudini e abilità.

*(da “Medico e Bambino” del maggio 2009: La sindrome di Münchausen by proxy Dal dire al fare attraverso i casi. ZEMIRA CANNIOTO1, FEDERICO MARCHETTI1, EVA DA DALT1, SANDRA BRUSA2, ALESSANDRO VENTURA1 1Clinica Pediatrica, IRCCS “Burlo Garofolo”, Università di Trieste 2Reparto di Pediatria, Ospedale S. Maria della Scaletta, Imola (Bologna))




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