sabato 1 marzo 2014

VIOLENZA SULLE DONNE=VIOLENZA AI BAMBINI. SEGNALATE. GIULIA 4 PARTE EE PRECISAZIONI

PROSEGUE LA STORIA DI GIULIA. SOTTO ALCUNE PRECISAZION DI DI GIULIA A QUANTO AVEVO SCRITTO: Quanto Giulia scrive è per noi, non per se stessa , non solo per le mamme ma per i genitori e io mi permetto di aggiungere per tutti

PARTE PRECEDENTE QUI: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=GIULIA

GIULIA 4
Qualche giorno dopo la mia dichiarazione di volermi separare da lui, Andrea rientrò a casa a notte inoltrata.
Già dormivo, sentii un tonfo. Mi alzai. Era steso a terra, sembrava incosciente. Mi spaventai.
Lo chiamai. Lo toccai. Volevo capire cosa gli accadesse.
Appena mi sentì vicina, si alzò in piedi di scatto e, in silenzio, mi piombò addosso trascinandomi sotto di se' nella sua caduta. Di nuovo apparentemente incosciente.
A gran fatica, perché Andrea mi superava di 30 centimetri in altezza e 30 chili di peso, lentamente riuscii a sfilarmi da sotto di lui. Mi rialzai.
Appena fui in piedi, Andrea mi ricadde addosso e mi trovai a terra sotto di lui come prima. Sempre come fosse un sonnambulo.
Paura. Anche che Ciro si svegliasse e si spaventasse.
Ricominciai a sfilarmi da sotto e quando ci riuscii cercai di raggiungere di corsa la porta di casa per chiedere aiuto ai vicini. Ma Andrea fu più veloce. Con violenza mi ributtò dentro casa. Richiuse e giù di nuovo a terra con me sotto.
Il giochino si ripeté non so quante volte. Ogni volta cercavo di aggrapparmi a qualcosa, per poter suonare un campanello, ma lui arrivava prima o riusciva a strattonarmi con forza. In casa e a terra.
Poi ci riuscii. Andrea non ce la fece a farmi mollare il pomello della porta di casa di un'anziana signora che, forse insonne, aveva sentito (e visto qualcosa dallo spioncino?)... Sentimmo girare le sue molte serrature.
Andrea scappò subito in casa. Chiesi alla signora di chiamare la guardia medica, perché mio marito stava molto male, aveva bisogno di assistenza immediata.
La signora eseguì e lasciò socchiusa la sua porta nell'attesa. Non so più, se in seguito le chiesi cosa avesse capito.
Rientrando vidi Andrea in bagno con le dita in bocca: stava stimolandosi il vomito. Capii che aveva bevuto dalla puzza (solo in quel momento la avvertivo?).
Si lavò, si cambiò e si mise a letto: un malato per bene. Non facciamo brutte figure, per carità.
Mi stupii, Andrea non aveva mai amato bere.

Quando arrivò la guardia medica raccontai l'accaduto nei dettagli, mentre lo visitavano. Tutti i dettagli.
La dottoressa mi chiese alla fine: “Ma lei, signora, non aveva mai visto un ubriaco prima?”, scrisse qualcosa e se ne andò. Ero sbigottita. Mi sentii impotente. Priva di aiuto.
Ebbi più aiuto dalla vicina che promise di rimanere in allerta per noi... lo disse davanti al “malato”, che continuava la sua recita di perbenismo lucidandosi l'aureola che non doveva macchiarsi.
Ma mi conveniva assecondarlo. Così sarebbe stato calmo almeno per un poco.

La mattina dopo non andai al lavoro. Appena Andrea uscì, chiesi agli amici aiuto per organizzare la mia fuga nella mia città natale. Sarei andata a vivere dai miei genitori, in attesa di trovare una sistemazione autonoma.
Facemmo i bagagli in poco tempo e li spedimmo, erano molti. Presi il treno con Ciro.
Dall'altra città, più tranquilla, finalmente raccontai (non lo avevo mai fatto).

E presi accordi con l'avvocato. Che mi spiegò che stavo rischiando guai davvero grossi......CONTINUA

PRECISAZIONE DI GIULIA:
No, carissimo Alberto. Ci conosciamo da troppo poco tempo e troppo poco. Non puoi sapere.
Non sto scrivendo questo racconto per elaborare il dolore, il lutto... e chiarirmi la mente ora... Non sto scrivendo per me. (Ne' critico la ragazza che ero... mi fa tenerezza. Del resto la capisco bene...)
Sono passati più di trent'anni da quegli accadimenti. Da molto tempo ci ho lavorato su.
Da 24 anni sono aiutata da una bravissima psicologa per poter sostenere il rapporto difficilissimo con mio figlio. A me serve lavorare sui problemi del presente, non sul passato (già analizzato a lungo da molto tempo).
Rievocare quei fatti è però sempre angosciante. E' qualcosa che costa: toglie il sonno. Perché ripensarci scrivendo è più coinvolgente. Siccome scrivere è più lento, fa emergere dettagli dimenticati che rendono più vivido il ricordo.  Un ricordo che poi, sulla carta, “sputi fuori” più chiaro e vivido di quando lo racconti a qualcuno. Con un viso di fronte che ti aiuta, ti sostiene mentre parli, ti ancora alla realtà attuale, ti consola ed un po' ti distrae. Mentre quando scrivi sei sola. Sei assorbita da quelle emozioni che hanno lasciato segni indelebili. Sempre pronti a bruciare.
Non lo sto facendo per me.  E non vedo l'ora di finire.
Sono contenta di farlo per altri genitori. Al solo scopo di fornire a chi legge uno stimolo a riflettere su queste dinamiche, a volte sottovalutate all'inizio, o difficili da individuare. Su ciò che può accadere (e che mi è accaduto) se non si corre urgentemente ai ripari. Alle prime avvisaglie. Sulla necessità assoluta di farsi aiutare. Da soli è forse impossibile uscirne. Inoltre ora ci sono possibilità, in termini di informazioni, strutture e protezioni, che mio figlio ed io non avevamo a disposizione.
Farsi aiutare per evitare rischi di riproducibilità di schemi malati. Per evitare pericolosissime confusioni nella mente dei ragazzi, associate a stati emotivi molto stressanti, letture della realtà alterate e/o fortemente contraddittorie, che possono sfociare in malesseri mentali importanti.
Attenzione: ho scritto aiutare genitori, non mamme.

Giulia,TERZA parte: Violenza sulle donne= violenza sui bambini FERMATELA

Giulia,TERZA parte: Violenza sulle donne= violenza sui bambini FERMATELA
LA STORIA DI GIULIA  3 (storia vera..A puntate peRchè chi la scrive, scrivendola, elabora il dolore, la sofferenza e il lutto, cerca di chiarirsi la mente, cosa ha fatto e cosa avrebbe potuto fare....ma RICORDO A GIULIA E A TUTTI CHE sottoporre a critica, e soffrire, "ora per allora" , oltre a non servire, perpetua il dolore. Al momento uno fa le proprie scelte pensando che siano le migliori per se stessi e per i nostri cari....Però quanto Giulia scrive potrebbe servire per far pensare e ragionare altri, ad accelerare dei processi. RICORDATE ALCUNI CONCETTI DI BASE
1) LA VIOLENZA NON SI FERMA...SI AUTOALIMENTA E AUMENTA SE NON SI PRENDONO DECISIONI O INTERVIENE QUALCUNO DALL'ESTERNO
2) LA VIOLENZA SI TRAMANDA : DA GENITORE A FIGLIO A NIPOTE DIA SOTTO FORMA DI VIOLENZA CHE DI SOFFERENZA: DICE GIULIA DEL NONNO :"Giuseppe (il nonno) celava la sua violenza psicologica (che però faceva danni anche fisici) nei confronti della moglie, sotto una  rappresentazione di se' come alto esempio di dedizione alla famiglia, integrità, responsabilità..."
come sia necessario farsi aiutare, denunciando molestie e maltrattamenti psicologici e fisici (ma anche se solo psicologici, fanno danni importantissimi).
Denunciare a strutture finalizzate alla protezione della famiglia, nella sua parte più debole. Ed alla cura del maltrattante che, a sua volta, ha una fragilità terribile, pur nella brutalità psicofisica manifestata, nel tentativo di superarla...
NON PERMETTETE A VOSTRO MARITO O AL VOSTRO COMPAGNO DI TRATTARVI MALE...E SE VOLETE RECUPERARLO ESISTONO CENTRI PER I MALTRATTANTI, SPESSO MALTRATTATI DA PICCOLI, E CHE HANNO BISOGNO DI CURE.
SINGOLARE CHE UN PAPA' ABBIA CHIESTO DI NON RICEVERE PIU' MAIL DA QUANDO PARLO DELLA VIOLENZA IN FAMIGLIA :-(

Puntata 1 E 2 qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=GIULIA
PUNTATA 3
La certezza definitiva dell'insostenibilità della nostra situazione mi si presentò alla mente dopo una giornata trascorsa con Anna, mia suocera.

Sin dai primi tempi della mia vita con Andrea, capii che Anna era vittima di Giuseppe, mio suocero . Una vittima ad un livello molto subdolo e raffinato, difficile da identificare. Ma senza scampo.
Giuseppe celava la sua violenza psicologica (che però faceva danni anche fisici) nei confronti della moglie, sotto una rappresentazione di se' come alto esempio di dedizione alla famiglia, integrità, responsabilità, tatà tatà tatà...
Ma nel vivere i primi momenti familiari condivisi, una volta, il suo controllo non era stato efficiente (o forse, penso ora, voleva sondare le mie capacità di accettazione delle sue modalità di rapportarsi alla moglie).
Quindi ero stata testimone di un suo atto davvero cattivo nei confronti di Anna.
Mi ero indignata. Non potevo crederci.
Avevo anche cercato di evitare a mia suocera quella sofferenza (Giuseppe non l'aveva certo picchiata, per carità, ma era riuscito ugualmente a farla soffrire per molte ore).
Lui era stato più forte di me, naturalmente, e mi aveva ridotta all'impotenza.
Avevo visto un marito-padrone inaccettabile. Una coercizione inaccettabile. Un'ideologia distorta di rapporto di coppia. Non capivo (non ancora) che era un'ideologia familiare malata.
Avevo protestato con Giuseppe (Andrea non era presente) e poi, molto intensamente, con Andrea appena lo avevo rivisto... Andrea mi aveva dato ragione.
Il palcoscenico sulla loro vita reale si era richiuso subito, ma ormai ero in grado di osservare Anna e capire se era stata male.

Quando avevo potuto, in seguito, avevo sempre cercato di star vicina ad Anna, farle almeno sentire amicizia ed affetto.

Quel giorno ero andata ad aiutarla a vuotare un armadio (era imminente un loro trasloco).
Da quell'armadio, assieme agli oggetti, uscivano i racconti di frammenti della sua vita, della vita della famiglia. I soprusi. Le cattiverie.
Capii che dovevo sottrarre Ciro e me alla riproduzione di quello schema malato. Rapporti di potere intrafamiliari molto simili a quelli in cui mio marito stava cercando di incastrarci per tutta la vita. Ed anche in modo meno raffinato, più riconoscibile.
Stava a me muovermi.
Fu una riflessione, in un lungo viaggio in tram (tempi lunghi di percorso nella grande città), che dissipò ogni residuo di nebbia dalla mia mente: quel clima di sopraffazione sembrava passare da padre in figlio. Dovevo proteggere Ciro.
Presi coscienza di colpo, e con sgomento, del fatto che avevo paura di Andrea. E che non lo avevo ancora lasciato per paura della sua violenta reazione. Che mi stavo celando la realtà.
Sentii molto chiaramente che non avevo scelta: non era accettabile vivere con una persona di cui avevo paura.

E fui finalmente un po' più cauta (o almeno credetti di esserlo).
Quella sera stessa spiegai ad Andrea che avevo deciso di lasciarlo perché le “nostre liti” non facevano bene al bambino.
Gli proposi una separazione consensuale che ci permettesse di vivere in case separate ed essere genitori civili, amici e responsabili. Ognuno con la sua vita, ma capaci di far sì che Ciro non soffrisse ed avesse la presenza di entrambi, a turno, e qualche volta civilmente insieme.
Andrea la prese bene. Accettò. Mi disse che era consapevole che le cose avrebbero dovuto cambiare tra noi.  <Siamo due genitori responsabili e civili>  fu il motto della serata e di qualche giorno successivo...

Ma durò poco.

venerdì 28 febbraio 2014

Calcio e Gioco d'azzardo - Alcol : Crozza Show di qualche tempo fa - Libera mente

Guardate , fa ridere,... ma ci sarebbe da piangere...tra alcol, droghe e gioco d'azzardo. Gioca e bevi moderatamente o consapevolmente...grande bufala a cui alcuni credono. Trovate materiale qui:
http://www.libera-mente.org/index.php

giovedì 27 febbraio 2014

RINGHIERE PERICOLOSE IN CORSO EUROPA

Vedete che a chiedere, interessarsi, porre problemi che potrebbero causare danni serve?? Non vi siete mai posti il problema del rischio di queste ringhiere per i bambini??
Guariamo in giro, pensiamo e..segnaliamo (come per abuso e maltrattamento e violenza familiare possiamo evitare Tragedie)
RICEVO DA:
"Buongiorno, su richiesta del Dott. Ferrando e del responsabile UNICEF dott. Cirio, che segnalavano la pericolosità delle ringhiere di Corso Europa, soprattutto in prossimità di scuole, farmacie, studi medici e giardini pubblici, abbiamo cercato di studiare una soluzione che mettesse in sicurezza. La proposta è quella che vedete in foto e consta di pannelli con idonei morsetti da agganciare ai montanti e tra loro.
Il costo cadauno è di circa 150euro, cercheremo di iniziare a posizionarli nelle situazioni che rappresentano maggiore pericolo (compatibilmente alle risorse Municipali) e di organizzare iniziative finalizzate al reperimento dei fondi necessari per ampliare il numero di metri messi in sicurezza. (Come suggerito dal Dott. Ciro). Cosa ne pensate?



Giulia, seconda parte: Violenza sulle donne= violenza sui bambini

Giulia, seconda parte: Violenza sulle donne= violenza sui bambini
Ci racconterà Giulia, attraverso la sua esperienza, come sia necessario farsi aiutare, denunciando molestie e maltrattamenti psicologici e fisici (ma anche se solo psicologici, fanno danni importantissimi).
Denunciare a strutture finalizzate alla protezione della famiglia, nella sua parte più debole. Ed alla cura del maltrattante che, a sua volta, ha una fragilità terribile, pur nella brutalità psicofisica manifestata, nel tentativo di superarla...
GIULIA: 2 PUNTATA: (Prima puntata qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2014/02/violenza-sulle-donneviolenza-ai-bambini.html). Storia vera
ALTRE STORIE QUI: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2014/02/lettere-di-mamme-picchiate-violenza-di.html

"Sin dai primi tempi, ogni volta Andrea aveva fatto qualcosa di particolarmente pesante, facendomi soffrire, dopo prometteva che avrebbe posto fine a questi comportamenti, mi diceva che aveva capito cosa non andava e mi copriva di molteplici attenzioni ed espressioni amorevoli, facendomi sentire davvero amata (ogni volta gli credevo, volevo credergli) .
La cosa durava per un po'. Ma poi, immancabilmente, si era d'accapo.
In quelle estenuanti notti in cui mi teneva sveglia, avevo studiato i dettagli del manifesto a parete di fronte al letto (rappresentava un bosco autunnale... quel guardarlo mi serviva ad ancorarmi ad una bellezza consolante e focalizzare la mia attenzione fuori dal mio malessere), e pensato che sembrava non esistesse un solo Andrea, ma due, con tratti opposti di carattere ed opposta percezione del mio essere.
Quel continuo alternarsi di messaggi contrastanti aveva contribuito a confondermi le idee.
“Ha bisogno di aiuto e amore, lui non è davvero come appare quando sta male”, mi ero ripetuta più e più volte...

Dopo quello scherzo cattivo fattomi coinvolgendo Ciro, sentii che non c'era più tempo.
Decisi di spiegargli che ora era proprio necessario che risolvesse i suoi problemi. Perché avevamo un figlio, ma anche perché mi stavo disamorando di lui... E da ragazzotta testarda e ingenua (e priva di aiuto) gli confessai, molto incautamente, che stavo iniziando a provare interesse per altri uomini.
Per Andrea quest'ultimo era un grave delitto di lesa maestà, da punire con severità. Lo capii subito a spese mie e del bimbo.
Ad ogni scenata violenta notturna ero terrorizzata che Ciro si svegliasse, accorresse e vedesse la furia spaventante di suo padre o si tagliasse i piedini su vetri rotti o venisse ferito con altro...  (ricordo che, pur agnostica, cominciai a pensare che forse potevo fare un eccezione e credere almeno nell'angelo custode dei bimbi)

Era iniziata anche la violenza fisica.
Sempre con l'accortezza di celarla sotto il manto perbenista. Tanto non avrei urlato, lo sapeva bene: non avrei spaventato Ciro. E allora il braccio ritorto dietro la schiena sino a togliermi completamente il respiro per il dolore. Oppure il colpo infertomi di taglio violentemente sul seno facendo finta di gesticolare, mentre teneva in braccio il bambino. Che tanto i lividi lì non li vede nessuno e Giulia non urla, non vuole spaventare Ciro".





mercoledì 26 febbraio 2014

BUFALE, BUFALINE E BUFALOTTE: vaccini, masturbazione, trasfusioni, chip alla nascita nel cervello

Cari genitori
Quante bel....bufale su Internet. Prima di girare cose fantasiose, inesistenti o inventate verificate.
GIRARE NOTIZIE FALSE ALIMENTA LA CULTURA DELLA DISINFORMAZIONE E CREA DANNI.
Elenco di BEL..BUFALE DI QUESTI GIORNI
-COSTANTE: Autismo causato da vaccino antimorbillo....Estenuante e costante bufala che danneggia da una vaccinazione per una malattia che presenta u:na discreta percentuale di complicazioni. Leggete qui:  http://medico-bambini-genova.blogautore.repubblica.it/2013/04/06/autismo-e-vaccini-non-e-vero-attenti-alle-bufale/ Non credete a questo? leggete qui:   http://www.vaccinarsi.org/inprimopiano/2013/10/07/oms-nessun-legame-autismo-vaccini.html  . Non vi basta?? Andate qui: La leggenda dell'autismo causato dal vaccino  Se andate su siti alternativi troverete il contrario ma se girate su Internete spero abbiate sviluppato capacità di valutazione critica e se credete al Grande complotto ecc. a fini commerciali valutate gli interessi dei siti anti (vendita di libri di farmaci, di disintossicanti ecc. )
- FREQUENTI ALTRE NOTIZIE  QUI: http://attivissimo.blogspot.it/p/indice-delle-indagini-antibufala.html
- L'ORGANIZZAZIONE DELLA SANITA' INVITA ALLA MASTURBAZIONE A 4 ANNI!!!!!GRANDE BUFALA RIPRESA DA TANTI QUOTIDIANI. Leggete qui: http://www.butac.it/2013/11/corsi-di-masturbazione-a-4-anni.html
- CHIP NEL CERVELLO ALLA NASCITA: Molte nazioni già utilizzano e richiedono il microchip insieme alla vaccinazione. Da Maggio 2014 entrerà in vigore, in tutta Europa, l’obbligatorietà di sottoporre 
i neonati all’installazione del microchip sottocutaneo che dovrà essere applicato negli ospedali pubblici al momento della nascita.- :-( :-( BUFALAAAA. LEGGETE QUI:
http://attivissimo.blogspot.it/2013/01/antibufala-obama-rende-obbligatori-i.html

martedì 25 febbraio 2014

VIOLENZA SULLE DONNE=VIOLENZA AI BAMBINI. SEGNALATE. NON VOLER VEDERE E' DA VIGLIACCHI

Cari genitori e ragazzi e ragazze
Qui http://ferrandoalberto.blogspot.it/2014/02/lettere-di-mamme-picchiate-violenza-di.html ho pubblicato lettere di mamme (e quindi di bambini) sottoposti a violenza da parte del marito. Ora pubblico la prima parte di una storia vera di Giulia, mamma, e Ciro, figlio, delle conseguenze di una violenza non segnalata e sopportata sulla mamma e sul figlio. GUARDATE  CHE E' FREQUENTE. POTREBBE ACCADERE AI VICINI, A AMICI...A NOI STESSI ...E CHI SOFFRE SONO TUTTI ANCHE IL MALTRATTANTE CHE DEVE ESSERE PRESO IN CONSIDERAZIONE E CURATO. SPESSO IL CARNEFICE E' STATO VITTIMA A SUA VOLTA E LA SPIRALE DEL MALTRATTAMENTO NON SI FERMA DA SOLA. RESPONSABILI E ATTORI SIAMO TUTTI: MEDICI, INSEGNANTI, MA NON SOLO: VICINI, AMICI E PARENTI. NON VEDERE O NON VEDERE VUOL DIRE PARTECIPARE E CONCORERRE AD ALIMENTARE LA SPIRALE DELLA CILENZA , DEL MALTRATTAMENTO INTRAFAMILIARE. POI ESISTONO ALTRI MALTRATTAMENTI SOCIALI, SANITARI E SCOLASTICI (per es. non far fare la pipì a scuola) ma ne parleremo in altre occasioni.
Alberto Ferrando
Ci racconterà Giulia, attraverso la sua esperienza, come sia necessario farsi aiutare, denunciando molestie e maltrattamenti psicologici e fisici (ma anche se solo psicologici, fanno danni importantissimi).
Denunciare a strutture finalizzate alla protezione della famiglia, nella sua parte più debole. Ed alla cura del maltrattante che, a sua volta, ha una fragilità terribile, pur nella brutalità psicofisica manifestata, nel tentativo di superarla...
Giulia non è il vero nome dell'amica mia e del dottor Ferrando. La nostra amica è ultrasessantenne e suo figlio si incammina verso i quarant'anni. Ma le sofferenze vissute dal figlio, che chiameremo Ciro, lo hanno portato, a partire dall'adolescenza, a manifestare comportamenti fortemente disturbati, simili a quelli paterni, in alternanza a crisi in cui Ciro si sentiva grandemente in colpa, ed entrava in depressione, anche con fantasie suicide qualche volta. E, successivamente, non riusciva a costruire legami affettivi con le fidanzate che non avessero caratteristiche distorte e malate. Ma era soprattutto su Giulia che i comportamenti aggressivi di Ciro si riversavano.
Ed alla fine, una grave violenza fisica sul secondo compagno di lei, e nel modo più brutale e pericoloso.
Giulia era molto giovane, e Ciro aveva meno di 2 anni, quando ha capito di doversi separare dal marito (lo chiameremo Andrea), perché stava vivendo nella paura per se', ma soprattutto per il suo bimbo.
Il bimbo era innamorato del suo papà e Giulia aveva creduto di poter proteggere Ciro  semplicemente separandosi da Andrea.
Ma così non è avvenuto... nonostante la separazione, quel che Ciro ha vissuto, prima e dopo la separazione dei genitori, lo ha segnato in modo grave.
Se qualcuno fosse riuscito a far capire ad Andrea che il suo comportamento era malato, e che lui stesso aveva bisogno di cura, non solo per il bene di suo figlio, ma anche per poter essere lui stesso una persona felice di se', sarebbe stato molto utile.
Ma allora non si pensava a curare il maltrattante, ammesso che si fosse riusciti a dimostrare il maltrattamento. E al massimo si concepiva una pena.
Mi interrompo, sarà Giulia stessa a continuare. Lo farà a frammenti: nonostante da 24 anni sia sostenuta da un professionista per reggere nel modo più utile possibile il rapporto con Ciro, scrivere di questo argomento è per lei un lavoro che le fa battere forte il cuore.
Ecco il racconto di Giulia:

La mia storia con Andrea, pur con un'interruzione per me dolorosa (ero molto innamorata) era nata sui banchi di scuola. Poi il matrimonio... nonostante avessi avuto la netta percezione, andando alla cerimonia, di infilarmi in grossi guai. Ma era stata più forte la malia dell'innamoramento.
Già da ragazzina ero abituata a considerare i suoi eccessi come espressione di una sofferenza (il suo rapporto con il padre gli creava molti problemi). Povero Andrea, mi dicevo, ha bisogno di amore, ha bisogno di essere capito.
Sin dai primi tempi della nostra convivenza, Andrea aveva iniziato a tenermi sveglia la notte per descrivermi in modo insistente ed estenuante i miei innumerevoli difetti, per i quali, spiegava, si preoccupava, perché mettevano a rischio il nostro futuro. E non smetteva di parlare dei miei innumerevoli difetti, impedendomi di dormire sinché, esausta, crollavo, piangevo e ammettevo le mie presunte colpe. Il giorno dopo ero uno straccio.
All'inizio del matrimonio gli rispondevo cercando di capire, ma abbastanza presto compresi che aveva solo bisogno di farmi star male. Ciononostante, continuavo a giustificarlo.
Faceva anche altri giochini per farmi star male, come ad esempio ignorare totalmente la mia presenza per giornate intere. Come fossi stata trasparente.
Oppure faceva assurde, immotivate, scenate di gelosia, rompendo oggetti cui io tenevo.
Ma non le consideravo cose troppo gravi: col tempo, e la pazienza amorevole, le sue sofferenze si sarebbero lenite e tutto sarebbe stato superato.

Non volevo figli, però, sinché la situazione non sarebbe cambiata. E per questo venivo molto criticata da lui e dalla sua famiglia.
Poi, per errore (o forse no), rimasi incinta ed ebbi Ciro.
E la situazione cambiò.

Di colpo lo vidi con lucidità com'era. Colsi che avevo a che fare con una persona fortemente disturbata. Gli proposi di affrontare il suo malessere perché ora avevamo un figlio, e responsabilità importanti.
Ma la mia lucidità non gli piaceva.
Cominciò con l'avere altre donne. Però io ero distratta, avevo Ciro di cui occuparmi e non me ne accorsi neppure. Me lo fece raccontare dal fratello, a cui risposi ridendo che non era possibile che Andrea, geloso e possessivo com'era, potesse fare lui stesso ciò che ossessivamente dichiarava così grave ed amorale. (Sembra incredibile, ma allora la coerenza mi pareva indiscutibile!)

I suoi tentativi di umiliarmi si fecero più frequenti. Le sue ossessive sceneggiate notturne più aggressive. Ma gli tenevo testa molto più a lungo: non avevo tempo da perdere con stupidaggini. E intanto continuavo a proporgli di risolvere i problemi o di lasciarci. Ma ero molto provata.

Che la situazione virasse al peggio, per Ciro e per me, lo capii una notte.
Si rientrava da una delle interminabili serate del sabato, a cena a casa dei nonni paterni.
Il tinello, dopo la cena, si trasformava in un fumoir insano. Il bimbo piccolo, due anni, sul tavolo come giocattolo/trofeo <l'erede del nostro sangue>. Attorno quattro adulti a fumare e parlare parlare parlare.
Era una sofferenza (non ho mai fumato in vita mia), un gran mal di testa ed una gran rabbia feroce per l'intollerabile mancanza di rispetto per un bimbo piccolo.
Ma le mie accese rimostranze per i diritti calpestati di Ciro erano ininfluenti. Cinque persone, la famiglia, il clan, erano solidali nell'irridere le mie argomentazioni: <sei la solita integralista fuori dal mondo> .
Il ritorno a casa in auto fu con me alla guida. Strana eccezione, perché Andrea era fanatico di auto e geloso della sua (incredibilmente me ne viene in mente ora il motivo: la cosa era funzionale ad un giochino cattivo).
<Ciro ha sonno, salgo con lui> mi disse Andrea appena giunti nei pressi di casa.
Posteggiare la notte, in quella zona centrale della grande metropoli del nord, non era facile. Occorreva girare un po' a vuoto. Ed io cercai il posteggio da sola.
Ascensore. Settimo piano.
La porta dell'appartamento era socchiusa. Dentro buio. Provai ad accendere la luce. Non si accendeva. Silenzio. Paura. Provai a chiamare. Silenzio. Perché? Cos'era successo? Nessuna luce si accendeva. Il cuore martellava. Girai tutte le stanze nel panico.
Di colpo si misero a gridare entrambi, padre e figlio, emergendo da dietro il letto matrimoniale dietro cui si erano acquattati.
E mio marito, ridendo, andò a ricollegare il contatore della luce che aveva staccato.
Stavo male. Il cuore ancora martellante.
Il bimbo che era riemerso da dietro il letto, accanto al padre, e come lui si era messo ridere, appena vide il mio viso, che evidentemente esprimeva lo stato sofferente, mi venne incontro spaventato. Accarezzandomi, mi diceva <Mama? Mama?>  con un tono amorevole e spaventato che non ho mai dimenticato.
Mi riscossi subito per tranquillizzarlo, ma non so quanto fu possibile celare il mio malessere.

Per ora mi fermo.




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