sabato 19 settembre 2026

Morbillo: torna a preoccuparci, e i più piccoli sono i più esposti

Morbillo: torna a preoccuparci, e i più piccoli sono i più esposti

Cosa sta succedendo in Italia e in Liguria, quali complicanze può dare a ogni età e come possiamo proteggere i lattanti che non possono ancora essere vaccinati

Dott. Alberto Ferrando — Pediatra di Genova

 

Come pediatra, in oltre trent'anni di lavoro ho visto il morbillo trasformarsi, per molti colleghi più giovani, in un capitolo di libro di testo. Oggi non è più così. In queste settimane, parlando con le famiglie e con altri pediatri liguri, sento tornare una domanda che credevo appartenesse al passato: «Dottore, mio figlio è stato vicino a una persona con il morbillo. Che cosa facciamo?»

Voglio rispondere con calma, senza allarmismi e senza minimizzare. Perché il morbillo non è «una malattia esantematica come le altre»: è una delle infezioni più contagiose che conosciamo, e chi rischia di più è chi non può ancora difendersi con il vaccino, cioè i lattanti sotto l'anno di vita.

Che cosa sta succedendo: Italia, Europa, Liguria

I numeri, per una volta, non lasciano molto spazio all'interpretazione. Secondo il rapporto mensile dell'ECDC (il Centro europeo per il controllo delle malattie), nei dodici mesi da agosto 2025 a luglio 2026 l'Italia è il Paese dell'Unione Europea con il maggior numero di casi segnalati: 640 su un totale di 2.339 nei 30 Paesi UE/SEE (seguono Bulgaria con 502 e Romania con 310).

Anche il Ministero della Salute, nella circolare di luglio 2026, segnala una ripresa: nei primi cinque mesi del 2026 i casi confermati sono 472, contro i 322 dello stesso periodo del 2025. Tra i casi 2026 con stato vaccinale noto, il 93,3% non era vaccinato.

E la Liguria? A gennaio l'ISS non segnalava alcun caso nella nostra regione. All'inizio di settembre, invece, le autorità sanitarie regionali riportavano sette casi dall'inizio dell'anno, di cui quattro nell'ultima settimana tra Genova e Sanremo, tutti in persone tra i 30 e i 50 anni e nessuna vaccinata. Alcuni non avevano viaggiato né avuto contatti fuori regione: un indizio, secondo gli infettivologi, di una possibile circolazione del virus sul nostro territorio. A metà settembre le cronache locali parlano di nove casi e di tre adulti ricoverati con gravi polmoniti. Sono numeri in rapido aggiornamento, che vanno sempre riletti sui comunicati ufficiali.

Indicatore

Dato

Fonte

Casi in UE/SEE (ago 2025 – lug 2026)

2.339 casi in 30 Paesi; Italia prima con 640

ECDC, rapporto mensile, 10/9/2026

Stato vaccinale dei casi europei (dato noto)

73,1% non vaccinato; 15,8% con una dose; 9,0% con due o più dosi

ECDC, 2026

Casi confermati in Italia, primi 5 mesi 2026

472 (322 nello stesso periodo 2025)

Ministero della Salute, luglio 2026

Copertura seconda dose in Italia

84,45% (soglia OMS: 95%)

Ministero della Salute, luglio 2026

Liguria, inizio settembre 2026

7 casi da inizio anno, 4 nell'ultima settimana; nessuno vaccinato

Comunicazioni Regione Liguria riprese dalla stampa, 4/9/2026

 

Non sono (solo) i bambini ad ammalarsi

È il dato che colpisce di più chi pensa al morbillo come a «una cosa da bambini». A gennaio 2026 l'ISS ha registrato 84 casi in Italia con un'età mediana di 28 anni; il 57% aveva tra i 15 e i 39 anni e il 91% dei casi con stato vaccinale noto non era vaccinato. In Europa, negli ultimi dodici mesi, oltre la metà dei casi riguarda persone con più di 15 anni.

Molti di questi giovani adulti sono cresciuti negli anni in cui le coperture vaccinali erano più basse, oppure hanno ricevuto una sola dose e non hanno mai completato il ciclo. Non è una colpa: spesso è un «buco» che nessuno sapeva di avere. Ma è un buco che il virus trova, e che può arrivare fino alla culla.

I lattanti: chi non può ancora vaccinarsi

In Italia la prima dose del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia si fa a 12 mesi. Fino ad allora un bambino può contare solo sugli anticorpi ricevuti dalla mamma durante la gravidanza, che però diminuiscono nei primi mesi di vita e non offrono una garanzia assoluta (in alcuni studi si esauriscono prima nei bambini nati da madri vaccinate rispetto a quelle che hanno avuto la malattia). Il tasso di casi più alto in Europa si registra proprio sotto l'anno di età: 59,3 casi per milione di abitanti.

In queste settimane, confrontandomi con colleghi pediatri liguri, ho sentito raccontare di lattanti esposti al virus e anche di lattanti che si sono ammalati, oltre che di adulti colpiti in modo importante. Non sono storie di un altrove lontano: sono le nostre famiglie, i nostri ambulatori, le nostre sale d'attesa. E dietro ogni telefonata c'è la stessa paura, che capisco benissimo: «Ho fatto qualcosa di sbagliato?». No. Se il vostro piccolo è stato esposto, non è colpa vostra. Il modo migliore per proteggerlo, oggi, è che siano protetti tutti quelli che gli stanno intorno.

Le complicanze del morbillo, età per età

Il morbillo comincia con febbre, occhi arrossati, tosse e raffreddore, poi compare l'eruzione di macchie rosse che parte dal viso. Per molti guarisce senza conseguenze, ma non per tutti. Secondo l'ISS, fino al 30% dei casi ha almeno una complicanza; la polmonite interessa dall'1 al 6% dei casi e l'encefalite (infiammazione del cervello) circa 1 caso su 1.000, con esiti neurologici permanenti nel 20-30% di chi la sviluppa. Nei Paesi industrializzati il morbillo causa il decesso in 0,05-0,1% dei casi, cioè da 1 su 2.000 a 1 su 1.000.

Il rischio non è uguale per tutti. Ecco come cambia con l'età:

Chi

Complicanze principali

Note

Lattanti (sotto 1 anno)

Polmonite, otite, diarrea con disidratazione, encefalite; forme più severe

Non vaccinabili. Rischio più alto anche della complicanza tardiva SSPE (vedi sotto)

Bambini 1-4 anni

Otite media, laringotracheobronchite, polmonite, diarrea e disidratazione, convulsioni febbrili, encefalite

Fascia a rischio più alto di complicanze secondo l'ISS

Bambini e ragazzi 5-19 anni

Possono comparire tutte le complicanze, in particolare polmonite ed encefalite

Rischio complessivamente più basso delle fasce estreme, ma non nullo

Adulti (oltre 20 anni)

Polmonite (anche batterica, per sovrainfezione), epatite, encefalite, disidratazione

Fascia a rischio più alto secondo l'ISS. A gennaio 2026 in Italia: complicanza nel 35,7% dei casi, ricovero nel 46,4%

Gravidanza

Complicanze materne, possibili conseguenze sull'andamento della gravidanza

Il vaccino non si somministra in gravidanza: va pianificato prima o dopo, con il medico

Persone con difese immunitarie ridotte

Forme gravi e prolungate

Dipendono dalla protezione di chi vive e lavora con loro

 

Due complicanze meritano una parola a parte perché non si vedono subito. La prima è la panencefalite subacuta sclerosante (SSPE): una malattia neurologica rara ma sempre grave, che compare anni dopo il morbillo. Per l'ISS colpisce da 4 a 11 casi ogni 100.000 malati di morbillo, più spesso (18 su 100.000) se l'infezione avviene sotto i cinque anni. Uno studio californiano (Wendorf e coll., 2017) ha stimato un rischio più alto, circa 1 su 609, per chi si era ammalato nel primo anno di vita: un dato di un altro contesto, da leggere con cautela, ma che ci ricorda perché proteggere i lattanti è così importante.

La seconda è la cosiddetta «amnesia immunitaria»: studi (Mina e coll., Science, 2019) indicano che il virus può cancellare una parte della memoria immunitaria costruita contro altri microbi, lasciando il bambino più vulnerabile ad altre infezioni nei mesi successivi.

Se c'è stato un contatto: che cosa fare

Non aspettate che compaiano i sintomi, e non presentatevi direttamente in ambulatorio o in pronto soccorso. Telefonate prima, al pediatra o al servizio di igiene pubblica della vostra ASL: il morbillo si trasmette per via aerea, e una sala d'attesa può diventare un luogo di contagio per altri bambini fragili.

Dopo un contatto esistono interventi di protezione (il vaccino o le immunoglobuline, cioè anticorpi già pronti), ma funzionano solo se fatti entro pochi giorni. Quale sia la scelta giusta dipende dall'età, dal tipo di contatto e dalle condizioni del bambino: la decidiamo insieme, con l'igiene pubblica e, quando serve, con i centri di malattie infettive.

Tenete a mente che il periodo di incubazione va da 7 a 18 giorni, e che una persona è contagiosa da quattro giorni prima a quattro giorni dopo la comparsa dell'eruzione: per questo un contatto «di qualche giorno fa» va comunque segnalato. Se compare febbre (da 37,5 °C misurata sotto l'ascella) con occhi rossi, tosse e macchie, chiamate subito.

Come proteggerci, e proteggere i più piccoli

    Bambini: due dosi di vaccino (la prima a 12 mesi, la seconda in età prescolare). Con due dosi la protezione supera il 90%. Se una dose è saltata, si recupera: chiedete al pediatra.

    Adulti: controllate il libretto vaccinale. Se non avete due dosi documentate, né la certezza di aver avuto la malattia, parlatene con il vostro medico o con il centro vaccinale della ASL: in genere il vaccino per gli adulti suscettibili è offerto dai servizi vaccinali, ma verificate le modalità con la vostra ASL.

    Chi sta vicino a un lattante o a una gestante (genitori, nonni, babysitter, familiari, operatori sanitari): mettersi in regola è il gesto più concreto per proteggerli. Tra gli operatori sanitari con morbillo nel 2026, l'88,9% di quelli con dato disponibile non era vaccinato (Ministero della Salute).

    In gravidanza o se la state pianificando: parlatene con il ginecologo, perché il vaccino va fatto prima del concepimento o dopo il parto.

L'obiettivo dell'OMS è una copertura del 95% con due dosi. Oggi in Italia la media per la seconda dose è ferma all'84%. Quegli undici punti di distanza sono, in concreto, i bambini più piccoli che nessuno può proteggere se non noi.

Rischi e limiti

    I dati sono provvisori e cambiano di giorno in giorno. I numeri della Liguria vengono dalle comunicazioni regionali e dalla stampa locale, non da un bollettino ISS o ALiSa consolidato; possono differire tra fonti (casi segnalati, probabili, confermati).

    Le percentuali di complicanze e ricoveri di gennaio 2026 si riferiscono a soli 84 casi e a un sistema di segnalazione che tende a cogliere di più i casi gravi: non vanno lette come il rischio «medio» per un singolo bambino o adulto.

    Il rischio di SSPE dopo morbillo in età precoce è stimato in modo molto diverso da studio a studio; la stima californiana (1 su 609 sotto l'anno) proviene da un contesto e da un periodo diversi dal nostro. Dato non trasferibile con certezza all'Italia di oggi.

    La protezione data dagli anticorpi materni varia da caso a caso: per questo, dopo un contatto, ogni lattante va valutato dal pediatra e dall'igiene pubblica.

    Questo articolo non sostituisce il consiglio del vostro pediatra o del vostro medico. Le situazioni raccontate in questi giorni tra colleghi sono riportate in forma generica e anonima e non rappresentano l'andamento complessivo dei casi.

Cosa cambia da ora in poi?

    Controllate i libretti vaccinali, vostro e dei vostri figli, prima che le scuole e le attività autunnali facciano correre il virus.

    Se c'è un contatto: telefonate prima, non presentatevi in sala d'attesa.

    Chiedete a chi frequenta un lattante di essere in regola: non è invadenza, è cura.

    Nessun senso di colpa, ma una responsabilità condivisa: la protezione dei più piccoli non dipende dal singolo bambino, ma da quante persone attorno a lui sono vaccinate.

Il vostro pediatra è qui per questo. Se avete dubbi, chiamate prima di preoccuparvi: ne parliamo insieme.

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Fonti

    ECDC — Measles and Rubella monthly report (dati 1 agosto 2025 – 31 luglio 2026), 10 settembre 2026

    ECDC — Community spread drives ongoing measles transmission in Europe (dati 2025)

    ISS — Morbillo & Rosolia News n. 91, febbraio 2026 (dati gennaio 2026)

    ISS EpiCentro — Morbillo: scheda informativa

    Ministero della Salute — Circolare sul morbillo, luglio 2026 (copia PDF consultata)

    GenovaQuotidiana — Morbillo, quattro casi in una settimana in Liguria, 4 settembre 2026

    GenovaToday — Morbillo Genova, 3 adulti ricoverati al San Martino: 9 casi in Liguria, settembre 2026

    Wendorf KA et al. Subacute sclerosing panencephalitis: the devastating measles complication that might be more common than previously estimated. Clin Infect Dis 2017.

    Leuridan E et al. Early waning of maternal measles antibodies in era of measles elimination: longitudinal study. BMJ 2010;340:c1626.

    Mina MJ et al. Measles virus infection diminishes preexisting antibodies that offer protection from other pathogens. Science 2019;366:599-606.








 

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