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domenica 23 gennaio 2022

La tosse.Cosa fare? E cosa non fare: Non c'è solo la Covid-19 .

 La tosse. Cosa fare? Non c'è solo la Covid-19

Oggi sul settimanale "Di Più" una mia intervista sul tema Tosse.

Ne ho parlato in vari post e trovate approfondimenti sul mio blog qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=tosse .

Ricordo solo che la tosse è un sintomo la cui cura dipende dalla causa per cui oltre ad umidificazione ed idratazione (bere tanto) prima di dare un qualsiasi farmaco sentite il vostro pediatra. Nel dubbio non date niente

Una tosse può essere espressione di tanti disturbi fa una infezione delle alte vie respiratorie a sinusite, bronchite, broncopolmonite, allergia, laringospasmo, laringotracheite, reflusso gastroesofageo, disturbo somatoforme (tosse psicogena) ed altro per cui bisogna "capire" perchè è presente.

Ma intanto se il bambino è vivace e appare comportarsi normalmente è improbabile che abbia qualcosa di serio e, in ogni modo, si ad umidificazione e idratazione come detto sopra e anche a lavaggi nasali se ha il naso "attaccato" ma attenzione a dare farmaci, di qualsiasi tipo (anche naturali) ai bambini, soprattutto se piccoli senza aver sentito il vostro pediatra.

Infine se fosse una infezione delle alte vie respiratorie ricordate che con la terapia può guarire in 1-2 settimane, senza terapia in 7-14 giorni :-)

Un caro saluto

Alberto Ferrando




venerdì 17 settembre 2021

Sul Secolo di oggi risposte a Long Covid e immunostimolanti ai bambini: versione estesa

 Sul Secolo di oggi risposte a domande Long Covid e immunostimolanti ai bambini: articolo a stampa e versione estesa che, per motivazioni di stampa, è stata ridotta:

LONG COVID: COLPISCE ANCHE I RAGAZZI?

Caro dottore

Sento parlare del long Covid e ho incontrato la mamma di un ragazzo che da circa 1 anno ha disturbi, all’inizio anche abbastanza seri? Con il vaccino si può evitare? Come si manifesta?

 

Cara mamma

Purtroppo il long Covid esiste anche in età pediatrica e non sono stati decsritti casi dopo il vaccino (ad ora fattibile dai 12 anni lo previene) ma solo dopo aver contratto il virus. La maggior parte delle persone che hanno contratto il Covid-19 riesce a recuperare completamente entro due mesi. Alcuni, invece, pur avendo avuto pochi disturbi (forme paucisintomatiche) continuano a presentare disturbi e manifestazioni cliniche per più tempo tali, a volte, da impedire alla persona che ne soffre di ritornare a condurre una vita normale. 

Il Long Covid (o sindrome post Covid-19) è una sindrome post-virale che può dare problemi anche per parecchie settimane e mesi dopo la negativizzazione, e cioè dopo la guarigione e la conseguente eliminazione del virus dall’organismo.

Si distinguono, ad ora due forme: Covid-19 sintomatico subacuto se i sintomi si presentano tra la quarta e la dodicesima settimana dalla malattia acuta E di long Covid se i sintomi si presentano anche dopo la dodicesima settimana dalla malattia acuta.

Il problema è , molto, rilevante  in quanto, secondo dati recenti la percentuale di persone guarite che necessitano di assistenza sanitaria anche a distanza di settimane o mesi dalla negatività al test si aggirerebbe intorno al 50% (quindi una persona su due).

I sintomi del Long Covid possono interessare diversi organi e possono a volte essere subdoli tali da far pensare a disturbi psicosomatici e la persona etichettata come ansiosa o depressa.

Il sintomo principale è la stanchezza, seguito dalla perdita del gusto e dell’olfatto. Frequenti i problemi di memoria e di concentrazione tali da impedire ai ragazzi un buon rendimento scolastico. Possono essere presenti poi vari sintomi, non associati necessariamente quali: dolori muscolari, vertigini, mal di testa, difficoltà nel sonno, respiro corto, palpitazioni (soprattutto al passaggio dalla posizione distesa in piedi) e battito irregolare, ansia o stress, disturbi gastrointestinali.

In alcuni a distanza di mesi si manifesta perdita di capelli e debolezza delle unghie.

Ad oggi, purtroppo non esistono terapie specifiche e si è costretti a convivere con i sintomi fino alla loro regressione e cercare per quanto possibile di alleviarli con l’aiuto del proprio medico curante.

Non sono decsritti casi dopo la vaccinazione, anzi, dati recenti indicherebbero un piccolo miglioramento dei sintomi da Long Covid in persone che avevano già contratto l’infezione da coronavirus e che si sono sottoposte al vaccino. In uno studio si è visto che a distanza di almeno una settimana dalla prima dose, il 57% dei 900 partecipanti ha riferito meno sintomi di Long Covid.

 

 

FARMACI IMMUNOSTIMOLANTI...SI? NO? BOH?

 

Caro dottore consiglia prima dell’inizio delle scuole una terapia con immunostimolanti?


Tra poco iniziano asili e scuole e molti genitori chiedono consigli su cosa fare per prevenire, per aumentare le difese dell'organismo, per evitare che si ammali
Opinione a caldo? In alcuni funzionano in altri fanno fresco. Non so quanto siano utili a chi li prende o a chi li vende. Ne esitono tanti tipi naturali, omeopatici ecc 

Consiglio di Chiedere al vostro pediatra e ricordate che 

Dico subito che NON esiste un farmaco che non faccia ammalare. 

Un azione immunostimolante sicura lo hanno corretti stili di vita: mangiare bene e privilegiare carne bianca, pesce e tanta verdura e frutta (5 porzioni al giorno) , riposare bene (andare a letto presto, fare attività fisica senza esagerazioni. POI,…poi vengono anche i farmaci e cerchiamo , prima di tutto che non siano dannosi (rapporto rischio/beneficio), poi valutiamo anche che la spesa giustifichi il, supposto, beneficio.
Poi....dipende dal bambino, dalla situazione famigliare: quanto si è ammalato l'anno scorso, che tipo di infezioni ha avuto per cui, pur essendo critico con l'uso a tappeto ed indiscriminato, dei vari immunostimolanti ammetto che in alcuni casi li utilizzo.

Esistono tanti, tanti farmaci con riferite funzioni immunostimolanti e che sicuramente servono a …chi li vende… a creare e alimentare il mercato…ma talora anche a chi li prende. Non sappiamo però a chi ne trarrà beneficio. Per alcuni farmaci sembra ci sia una riduzione del 30% di infezioni (ma magari uno si ammala come prima e altri meno o niente). 
Altri hanno una efficacia pari a quella di bere un bicchiere di acqua.
Ce ne sono per tutti i gusti, naturali (dalla pappa reale alla echinacea, al resveratorolo, ora di moda, per non dimenticare erbe varie come escolzia ma non dimentichiamo la vitamina C, zinco), omeopatici (un noto prodotto che va per la maggiore ha una concentrazione che equivale ad assumere gocce di acqua diluite come se nell’oceano indiano fosse stato disciolto un cuore e un fegato di anatra: si questi sono i costituenti), omotossicologici, fiori di Bach, tradizionali. Tra questi vari tipi di lisati batterici (estratti da batteri che aiutano a produrre che stimolerebbero un tipo di immunità) e farmaci che aumentano un alto tipo di immunità.

Questi farmaci "immunostimolanti", chiamati a volte erroneamente vaccini ma non sono vaccini. Esistono dati dalla letteratura medica che indicano una certa efficacia di alcuni di questi farmaci ma la constatazione pratica è quella che ci sono bambini che pur facendo una "overdose" di farmaci si ammalano come prima della somministrazione di questi ed altri bambini che passano indenni attraverso tutte le malattie che affliggono i piccoli compagni, pur non assumendo alcun farmaco.

 

Intanto facciamoli riposare bene, mangiare bene e fare attività fisica, e se possibile, programmare dei “cambi di aria” almeno nei week end…poi valuteremo se e che farmaco dare.

Per ultimo ma non ultimo: abituate i bambini ad andare a letto prima perché la prima causa di stanchezza è il mancato riposo notturno doivuto ad abitudini estive: alzarsi al mattino tardi e andare a letto tardi

 


lunedì 17 maggio 2021

Letture per crescere e per mangiare correttamente

Letture per crescere e per mangiare correttamente

Care cari genitori

Qualche giorno fa vi ho consigliato alcuni miei libri per aiutare genitori, nonni ed educatori nel bellissimo, e impegnativo, campo della educazione dei bambini (e di molti adulti).

Vi segnalo questo nuovo libro "Una dieta per ogni età" scritto dalla Collega e amica Elena Dogliotti della Fondazione Veronesi*. Per la parte della alimentazione in pediatria ho avuto l'onore e il piacere di collaborare e di scrivere avere qualcosa. Lo trovate sia informato cartaceo che in e-book (come i miei libri.

Il libro spiega quanto e come il cibo possa influire sulla nostra salute. La scienza  ha accertato che non esiste un solo tipo di alimentazione sana e soprattutto non esiste un'unica dieta che vada bene per tutti e a tutte le età. Che fare allora? Come orientarsi per salvaguardare la salute, godersi i piaceri della tavola e cercare di prevenire le malattie?

*  Elena Dogliotti, supervisore scientifico della prestigiosa Fondazione Umberto Veronesi, spiega in modo semplice e accessibile come il cibo possa essere nostro alleato nelle diverse fasi della vita, fornendo consigli pratici applicabili alla quotidianità per l'infanzia, l'adolescenza, l'età adulta, la gravidanza, la menopausa e l'«andropausa», la terza età. Sulla base delle più recenti ricerche, suggerisce preziose indicazioni per cambiare in meglio il nostro stile alimentare ed evitare alcuni degli errori più diffusi. 
Il libro è completato da una serie di ricette sane e sfiziose





giovedì 13 maggio 2021

Libri che aiutano: da prima della nascita alla adolescenza

 Libri che aiutano: da prima della nascita alla adolescenza

Ricordo libri che ho scritto ove ho cercato di sintetizzare, per genitori, neo genitori, aspiranti genitori, nonne e nonni, educatori esperienze di oltre 40 anni di professione pediatrica.

Ad ora 4 libri

Uno con consigli generali dalla Prenascita alla adolescenza (Come crescere mio figlio)

Uno sulla alimentazione (che non è solo nutrizione): Come nutrire mio figlio.

Uno sul sonno (Il libro della nanna) e l'ultimo cu cosa fare e non fare in caso di malattia o incidente (Primo Soccorso pediatrico)







martedì 22 settembre 2020

Morta bambina di 7 mesi per soffocamento: bisogna sapere che purtroppo è una tragedia frequente e saper prevenire ed intervenire

Morta bambina di 7 mesi per soffocamento: bisogna sapere che purtroppo è una tragedia frequente e saper prevenire ed intervenire.

Bisogna conoscere gli alimenti e i giochi a rischio (tra cui i palloncini sgonfi) e, se avviene il soffocamento, saper fare le manovre corrette. 

Chiedete al vostro pediatra e consultate a questo indirizzo due filmati e altro materiale da leggere. Un filmato fatto dai bambini (figli della Collega Pediatra Marianna Caso) ed uno mio. A questo indirizzo altre manovre utili: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2016/07/manovra-antisoffocamento-poster-e-video.html

la notizia come riportata dai media:

Morta bambina di 7 mesi per soffocamento a Brescia. 

Nel quartiere di Mura vecchia, non lontano dal centro di Palazzolo sull’Oglio. Impietriti i genitori che non hanno potuto fare nulla come anche i medici.

Secondo le prime indiscrezioni la causa del soffocamento della piccola  sarebbe dovuta ad un palloncino sgonfio, ingoiato dalla bimba mentre ci giocava. Ecco che così il palloncino, bloccato nella sua piccola gola, l’ha strozzata impedendole di respirare senza che i genitori abbiano potuto far nulla.

Hanno dato l’allarme chiamando il 112, intorno alle 17.30 di ieri pomeriggio come riporta Brescia Today, ma quando i sanitari sono arrivati la bambina  era già in arresto cardio-respiratorio. Subito dopo aver ingerito il palloncino ha iniziato a soffocare e di lì a poco la morte.




sabato 4 giugno 2016

Abuso: come aiutare nostro figlio a prevenire e noi a capire

Abuso: come aiutare nostro figlio a prevenire e noi a capire
LIBRO “Le Parole non dette” – Alberto Pellai. Recensione di Chiara Evelli
Cari genitori
Oltre a consigliarvi il mio libro cosa di cui mi scuso ma tante mamme mi hanno sgridato dper acerlo pubblicato….così tardi..sarebbe stato utile molto prima J, ogni tanto vi segnalo utili letture. Oggi Vi consiglio un libro che mi sto apprestando a leggere anche io che è stato recensito da CHIARA EVELLI. E’ un libro che come genitori (e pediatri, insegnanti, educatori) dobbiamo trovare il tempo di leggere e  poi…ci sono schede per i bambini da 5 a 8 anni….
Il libro è nato da un progetto decennale condotto Alberto Pellai insieme a educatori, ricercatori, pedagogisti e insegnanti di tutta Italia, "Le parole non dette" è la risposta reale alla costante richiesta di risorse per aiutare i bambini a prevenire l'abuso sessuale. La situazione della vittimizzazione sessuale nei confronti dell'infanzia si è complicata negli anni, soprattutto in seguito all'enorme esplorazione che i minori fanno della rete web, dei social network e grazie alle piattaforme digitali e virtuali, ma questo curriculum preventivo rimane assolutamente moderno e attuale e di straordinaria importanza in particolar modo per i nativi digitali. L'opera si compone di tre parti: la prima descrive le basi teoriche e gli obiettivi del progetto, la definizione, l'epidemiologia, le conseguenze dell'abuso sessuale all'infanzia, le caratteristiche del pedofilo; la seconda si occupa della prevenzione in famiglia, fornendo una valida guida ai genitori con suggerimenti pratici per l'utilizzo delle schede a colori rivolte direttamente ai bambini dai 5 agli 8 anni; la terza presenta un percorso educativo in 5 incontri da effettuare a scuola con bambini del secondo ciclo della primaria.
“Le Parole non dette” – Alberto Pellai Pellai. Recensione di Chiara Evelli
Pellai, dopo un lungo progetto condotto insieme a educatori, ricercatori, pedagogisti e insegnanti di tutta Italia, ha deciso di scrivere questo libro, in cui parla dell'importantissimo problema dell' ABUSO SESSUALE nei confronti dei bambini.
Molti adulti durante la loro infanzia, hanno subito molestie e si sono tenuti dentro questo segreto per vari motivi.
Un tempo la prevenzione si poteva riassumere con le frase : "Non accettare  caramelle da uno sconosciuto", in queste poche parole erano racchiuse mille raccomandazioni riguardo alla prevenzione delle tossicodipendenze, del tabagismo e dell'abuso sessuale.
(Nota di Ferrando: il maltrattamento è quasi sempre perpetrato da un “conosciuto” spesso molto vicino alla famiglia, se non della famiglia)
Siamo noi adulti, educatori e genitori, che dobbiamo aiutare i nostri figli a prevenire questi comportamenti e a parlare con loro in maniera tranquilla e serena, senza dimostrarci ritrosi nell'affrontare certi argomenti, in modo da permettere di fare uscire quelle "parole mai dette".

Il bambino che subisce un abuso non riesce a dare un senso a ciò che gli è successo. Vorrei riportare le parole dell'autore : "sospeso tra la paura,il disorientamento e talvolta il piacere provato, si affida alla forza del segreto e, così facendo, spesso implicitamente, autorizza la ripetizione dell'abuso sessuale che si cronicizza e  intrappola sempre più la vittima e il suo carnefice all'interno del gioco che ha le caratteristiche del circolo vizioso".
(L’abuso e il maltrattamento nn si esauriscono da soli: serve un intervento dall’esterno: “nota di Ferrando”).
Solitamente il molestatore, poi,  non è uno sconosciuto, ma è una persona di famiglia, un caro amico, un parente stretto che si è conquistato la fiducia del bambino, ricoprendolo di mille attenzioni ed instaurando con lui un rapporto speciale.
Spesso il bambino/vittima si trova in una posizione di soggezione psicologica, determinata anche dalla differenza di età.
Da sottolineare come l'abuso non sia determinato solo ed  esclusivamente dalle azioni sul bambino , ma anche da comportamenti come l'esibizionismo, mostrare materiali, scene o situazioni sessualmente espliciti.

Molte volte si creano degli aspetti ambivalenti causati dalle premure che l'adulto abusante rivolge alla sua vittima, ricoprendolo di attenzioni e di regali, facendolo sentire "speciale".
Questo meccanismo fa sì che il bambino da una parte vorrebbe che questo tipo di rapporto malato terminasse, dall'altra vorrebbe che non finisse per paura di perdere questi "vantaggi".
Il molestatore assume un atteggiamento di negazione, sostenendo convinto che ciò che fa è un modo per dimostrare il suo affetto alla vittima e anche quando non può negare di fronte ai fatti , riesce a pronunciare frasi del genere :"In realtà al bambino non è successo
niente", oppure " Non è stata poi una cosa seria".
Purtroppo le conseguenze di un abuso sono molteplici e dipendono da molti
fattori; ne cito solo alcuni:
   - L'ETA' DELLA VITTIMA: più elevata è l'età della vittima e più serie possono essere le conseguenza derivanti dall'abuso.
   - L'ETA' DELL'ABUSANTE: più ampia è la differenza d'età tra vittima e abusante,  quindi più anziano è l'abusante, maggiori saranno   le conseguenze dell'abuso subito.
   - IL SESSO DELL'ABUSANTE: i bambini vittime di uomini sperimentano conseguenze più gravi.
   - RICORSO ALLA FORZA FISICA DURANTE L'ABUSO.

   - DURATA DELL'ABUSO: più l'abuso interessa un lungo periodo della vita della vittima, più gravi saranno le conseguenze.
   - RELAZIONE ESISTENTE TRA VITTIMA E ABUSANTE: più vicino e conosciuto
     è l'aggressore e più gravi saranno le conseguenze per la vittima.

  Le conseguenze di questi comportamenti sono molteplici :
   - Bassi livelli di autostima.
   - Difficoltà emotive.
   - Incubi e disturbi del sonno.
   - Ostilità,rabbia repressa,depressione.
   - Disinteresse delle normali attività, oltre a problemi scolastici.
   - Disturbi dell'attenzione, della memoria, della concentrazione, ansia di piacere sempre agli altri, comportamenti aggressivi  e regressivi.

Purtroppo viviamo in una società che favorisce il fenomeno della pedofilia. Basti pensare agli uomini occidentali  che si recano nei Paesi più poveri del Centro/Sud America e nell'Estremo Oriente per avere rapporti con bambine a pagamento, favorendo il "turismo sessuale".
Pellai cita anche i media, che sfruttano per campagne pubblicitarie, delle bambine in posizioni  già "erotiche", e Internet, che permette a dei ragazzini immaturi di accedere a delle immagini pornografiche troppo forti per loro e di entrare in contatto con persone sconosciute e pericolose.
Segnali di sospetto abuso:
A scuola, soprattutto, manifestano dei  comportamenti sessuali che lasciano perplessi gli insegnanti.
Fenomeni come precoci esplorazioni del proprio corpo e altrui,  avvengono molto spesso in contesti al di fuori dell'ambiente famigliare, in presenza di coetanei.
Pellai elenca alcuni comportamenti che rientrano nella normalità e quelli, invece, che possono destare preoccupazione.
Riporto ciò che ha elencato l'autore e che a mio avviso è di estrema importanza!

- COMPORTAMENTI NORMALI/EVOLUTIVAMENTE APPROPRIATI
   . Conversazioni relative ai genitali o alla riproduzione con i propri pari o persone vicine per età.
   . "Fammi vedere il tuo che io ti mostro il mio ", riferito agli organi genitali coni propri pari.
   . Giocare al dottore.
   . Masturbazione occasionale.
   . Imitazione di comportamenti seduttivi, quali baciarsi o corteggiarsi.

 - COMPORTAMENTI CHE NECESSITANO DI UNA RISPOSTA DELL'ADULTO
   . Mostrare preoccupazione rispetto a temi di natura sessuale ( specialmente legati alle violenze sessuali.)
   . Cercare di vedere i genitali degli altri, per esempio abbassando i pantaloni o alzando la gonna di qualcun altro.
   . Promuovere o tenere conversazioni sessualmente espliciti all'interno del proprio gruppo di pari.
   . Fare scherzi o proferire insulti a sfondo sessuale rivolti ad altre persone.
   . Evidenza di eccessiva precocità nelle conoscenze sessuali rivolti ad altre persone.
   . Evidenziare manifestazioni isolate di esibizionismo dei genitali, interesse in materiale pornografico o "strusciamento" e  “palpeggiamento" diretto ad altri soggetti.

   . Simulare azioni a sfondo sessuale ( ma non l'atto sessuale) con
     amici o con bambole e oggetti.

 - COMPORTAMENTI CHE RICHIEDONO UN INTERVENTO CORRETTIVO DA PARTE
   DELL'ADULTO.
   . Promuovere o tenere conversazioni sessualmente esplicite con persone di età significativamente diversa.
   . Toccare i genitali di altre persone senza alcun permesso o autorizzazione.
   . Insultare o umiliare gli altri o se stessi attraverso temi legati alla sessualità.
   . Minacciare o impaurire ricorrendo alla forza.
   . Fare proposte o minacce sessualmente esplicite, anche attraverso messaggi scritti.
   . Frequenti episodi di esibizionismo dei genitali, interesse in materiale pornografico o " strusciamento" e "palpeggiamento" diretto ad altri soggetti.
   . Presentare masturbazione compulsiva o interrompere altre azioni per masturbarsi.
   . Simulare l'atto sessuale con amici o con bambole e oggetti, tenendosi
     addosso i vestiti.

 - COMPORTAMENTI PROBLEMATICI CHE RICHIEDONO UN INTERVENTO IMMEDIATO
   DELL'ADULTO.
   . Penetrazione orale, vaginale, anale di bambole ( è necessario preoccuparsi dei comportamenti agiti sulle bambole, perchè, nel gioco, il bambino "agisce" molti dei suoi vissuti profondi e inconsci).
   . Penetrazione orale, vaginale, anale di altri bambini o di animali.
   . Obbligare altri compagni ad esibire i propri genitali.
   . Simulare l'atto sessuale con gli amici dopo essersi tolti i vestiti.
   . Evidenza di qualsiasi lesione o sanguinamento dai genitali senza alcuna chiara spiegazione della stessa.

Molto interessanti sono le schede che si trovano in fondo a questo libro, attraverso le quali i genitori possono, giocando e comunicando con i propri figli, aiutarli a prevenire e a difendersi da eventuali abusi.
Queste schede potranno diventare un libro divertente , dal titolo "Niente segreti con me", che il bambino si è costruito con l'aiuto di mamma e papà e che potrà rivederlo come e quando vuole.
La compilazione di questo libricino, aiuta il bambino a conoscere come è fatto il suo corpo, le regole della famiglia, ad imparare il proprio nome, cognome, l'indirizzo ed il numero telefonico della propria abitazione, il numero delle persone "speciali" che può chiamare in caso abbia bisogno di aiuto, cosa fare se è da solo in casa e suona il campanello, la conoscenza delle persone con cui si può confidare a casa, a scuola ,l'importanza di confidare i segreti che lo fanno stare male e soprattutto insegna a dire "NO" , "STOP" o a gridare aiuto, nel  caso in
cui il bambino si trovasse in pericolo.


 Senza dubbio è un libro dai contenuti forti ed affronta problematiche poco piacevoli, ma ogni genitore dovrebbe essere pronto ad affrontare situazioni che mettono a rischio la serenità del proprio bambino.


sabato 9 aprile 2016

21 aprile: Manovra antisoffocamento e Nati per leggere

Questa sera bella riunione sulla Manovra antisoffocamento  a Manesseno.
Prossimo incontro alla Biblioteca De Amicis (Porto Antico) il 21 aprile alle 16,30: Manovra, Primo Soccorso e "Nati per leggere" con , oltre al sottoscritto, Francesco Langella, Presidente Biblioteca, e Pino Ghineli, pediatra dei consultori materno infantili.
Indispensabile la prenotazione da fare a questo indirizzo: 80 posti disponibili. Evento gratuito
https://docs.google.com/forms/d/1MJV2bXYTzTcMZvwfex1RrQTt1o5ihwXNbgpK6gNkSdA/viewform

giovedì 23 luglio 2015

DECALOGO DEL PEDIATRA E DEL GENITORE (Di Franco Panizon modificato, umilmente, da Alberto Ferrando)

DECALOGO DEL PEDIATRA E DEL GENITORE
(Di Franco Panizon modificato, umilmente, da Alberto Ferrando)
MOLTI DI QUESTI PRINCIPI LI TROVATE NEL LIBRO: "COME CRESCERE MIO FIGLIO"

1.    CERCA DI USARE bene le risorse (non esagerare in esami o terapie inutili ma non cadere nell’errore opposto) per la soluzione dei problemi dei pazienti. Ricorda: olti esami e terapie servono “per chi le vende e non per chi le prende”.

2.    Fai per i tuoi pazienti le stesse scelte che faresti per i tuoi familiari.

3.    Aggiornati costantemente (vale anche per il genitore), senza però esagerare troppo: non tutte le novità sono buone o destinate a migliorare la salute. Distinguere tra novità VERE e mode e marketing. La Sanità è anche una industria che induce bisogni per necessità economiche.

4.    Di fronte a un bambino e a un problema nuovo, scegli un approccio mirato per problemi, personalizzato per “quel” bambino. Usa pochi esami, solo se necessario e sceglili bene e conoscine a fondo il significato e le possibilità. Non si fanno esami solo per prendere tempo o per accontentare chi li richiede. Ragiona e spiga perché si debbono fare, o non fare, esami

5.    Usa pochi farmaci e conoscili bene. La risposta ai farmaci è spesso variabile da persona a persona. Prima di assumere qualsiasi farmaco (classico, naturale, “alternativo”) valuta, con il pediatra i pro e i contro.

6.     Affidati ai protocolli e alle linee guida scientifiche e non a impressioni o a pareri di maghi o ciarlatani o apareri pubblicati su Internet. Diffida soprattutto di chi urla, minaccia, fa quadri apocalittici e aprla di megacomplotti.

7.    Usa te stesso e i tuoi stessi interventi, come strumenti per comprendere il malato e la malattia. Lo stesso vale per la mamma e il papà, e i nonni: comprensione e coccole sono una terapia per il bambino.

8.    Scrivi quello che avviene. La mente dimentica ma avere un diario dei disturbi e della malattia serve sia che venga fatto dal bambino, dai genitori o dal medico.

9.    Quando sei entrato nella vita di un malato, non lasciarlo mai a se stesso; dagli sempre la tua disponibilità, anche (o specialmente) al telefono o con le “nuove” tecnologie (Mail, Facebook, whatsup).

10.                  Cerca di modificare positivamente l’ambiente professionale nel quale operi. Per i genitori cerca di migliorare l’ambiente domestico e della comunità ove tuo figlio vive.

11.                  Undicesima raccomandazione, che vale per tutti, ma specialmente per i medici e specialmente per i pediatri:
guardare in là, quanto più in là possibile (ma non tanto in là da tradire il mestiere).
Non pensare solo all’oggi del tuo paziente; pensa, quando puoi, al suo domani (educazione, dieta, scolarità, rinforzo delle buone abitudini e dei buoni sentimenti, prevenzione “vera” ma non ossessiva, nutrizione, attività, socialità);
non pensare solo ai tuoi pazienti, ma pensa anche, senza farti accorgere, a tutti i pazienti (uso delle risorse, produzione di un pensiero collettivo);
non pensare solo ai presenti, ma pensa anche ai lontani e ai futuri (inquinamento, disparità, prevaricazione, conflitti);

ricorda che anche tu, come ciascuno (ma i dottori più di altri, e i pediatri forse più degli altri dottori), ha una minima, ma significativa responsabilità nello scrivere la cultura del nostro tempo e fa parte, quindi, della storia del mondo. Questo è il compito “politico” del nostro mestiere: ma non è separato dal singolo atto diagnostico, terapeutico, di sostegno. Ne è parte, ma come by product; ed è conseguenza e supporto della qualità del lavoro."

mercoledì 15 aprile 2015

Mass training alla Biblioteca DE Amicis

Mass training alla Biblioteca DE Amicis
Oggi circa 80 persone (genitori, insegnanti, bambini e ragazzi) a fare lezione sulla manovra antisoffocamento con docenti: Francesco Langella, Alberto Ferrando, Michele Fiore, Alessia Morreale, Paola Santagata coadiuvati da Roberta Baldi.
Qui foto e a breve filmato













Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza giovanile

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