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domenica 22 luglio 2018

VACCINO CHE I GENITORI DEBBONO SOMMINISTRARE AI LORO FIGLI PER UNA MALATTIA IN AUMENTO (AEDS)

VACCINO CHE I GENITORI DEBBONO SOMMINISTRARE AI LORO FIGLI PER UNA MALATTIA IN AUMENTO (AEDS) E CHE PUO' AVERE CONSEGUENZE MOLTO NEGATIVE:
Conoscete la malattia "AEDS" (no non sbaglio non è l'"AIDS"). Sta aumentando ed è molto frequente e si previene con un vaccino che i genitori, da soli (o con l'aiuto del pediatra o delle maestre o dei nonni o di altri), debbono somministrare quotidianamente!!!!!! LA BUONA EDUCAZIONE!!
“Soffriamo di una malattia che inizia a mettere in pericolo l’intera civiltà, sì, è in gioco addirittura la sopravvivenza del nostro pianeta – e questa sofferenza si chiama AEDS: Acquired Educational Deficiency Sindrome (sindrome da carenza educativa acquisita). Ciò che la rende pericolosa è che non conosciamo ancora i suoi effetti devastanti, ma ne siamo addirittura orgogliosi”. Nelle scuole normali è in crescente aumento il numero di bambini etichettati come “iperattivi” o con “difficoltà di apprendimento” e sempre più frequenti sono nei giovanissimi alunni sintomi del tipo aggressività, scarsa concentrazione, mal di testa, stanchezza, enuresi notturna, incubi, disturbi gastrici ecc. Segno inequivocabile che i veri, reali bisogni dei bambini non vengono ancora soddisfatti. Da Balsamo, Elena. Sono qui con te: l'arte del maternage. Il Bambino Naturale. Edizione del Kindle.
Tanto per iniziare a leggere qualcosa trovate qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2012/12/le-basi-di-uneducazione.html
Anche se nessun consiglio può sostituire quelli dati di persona da pediatra, maestra, educatore, o altre figure professionali come pedagogista o psicologo con cui si stabilire una relazione, ci si confida, si parla e si discute e si ascolta. Se vostro figli presenta qualche comportamento diverso o vi segnalano qualcosa prendete in considerazione la cosa e parlatene.
Nessuno nasce con la scienza infusa e anche chi studia deve avere modestia e spirito di autocritica e capacità di ascolto. 
Alberto Ferrando


venerdì 9 febbraio 2018

Doping, ragazzi e, ahimè, genitori

SPORT E DOPING a ragazzi e adolescenti. Ruolo dei genitori:
Notizia di questi giorni: ragazzi del ciclismo dopati da Società e con genitori consenzientiL. Riportata partecipazione attiva: “Doping tra ciclisti dilettanti (anche bambini): la nonna faceva la spesa di carne, frutta, insulina e ormoni”.
Lo sport deve essere divertimento e attività fisica e relax. Leggi anche qui: https://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=doping
Alcuni decenni fa’ l’uso di sostanze dopanti era prerogativa degli atleti professionistici, poi questa pratica si è progressivamente diffusa nel mondo sportivo dilettantistico e amatoriale e, per motivi diversi anche in altri strati di popolazione, basti pensare al doping cosmetico ovvero l’uso di farmaci per migliorare l’aspetto fisico. Nel corso di questi anni si sono conosciuti i vari effetti collaterali a breve e lungo termine legati all’assunzione di sostanze dopanti. La letteratura scientifica di questi ultimi anni ha messo in evidenza che l’uso abuso di sostanze dopanti comincia già in età adolescenziale con gravi ripercussioni sulla salute costituendo così non solo un esempio di illecito sportivo ma anche un problema di sanità pubblica e di educazione “malata”.
Lo sport viene considerato importante perché rappresenta non solo un mezzo con cui socializzare e divertirsi ma anche un momento educativo per i ragazzi. Infatti esso dovrebbe insegnare il rispetto delle regole, a fronteggiare e superare gli ostacoli, a mettersi in discussione con gli altri, a riconoscere i propri limiti e in ultimo acquisire fiducia in se stessi. Un’altra analisi riguarda le figure che accompagnano i ragazzi  nelle loro pratiche sportive: i compagni, l’allenatore e gli stessi genitori. I compagni sono coloro con cui si segue un percorso e ci si confronta agonisticamente. La socializzazione, soprattutto negli sport di squadra, è qui un aspetto fondamentale. Nei giochi di squadra tutti danno il proprio contributo per raggiungere un risultato, i compagni sono coloro con cui condividere vittorie e sconfitte; si viene a creare uno spirito di gruppo e la vittoria o la sconfitta è della squadra e non del singolo. Anche gli allenatori vengono considerati importanti per il loro ruolo di aggregazione dei giovani ed educatori della cultura sportiva. I genitori, pur sottolineando i vantaggi della pratica sportiva, si considerano ovviamente importanti non tanto nel ruolo di educatori ma per coloro che danno un sostegno economico, per incoraggiare e aiutare nei momenti critici e infine per dare un giusto valore allo sport. Qualche genitore ha però sottolineato come sia radicalmente cambiato il mondo dello sport in questi ultimi anni diventando molto competitivo ed evidenziando tutte le conseguenze negative, dai falsi miti al doping. Dai dati ottenuti risulta che questo fenomeno è un tema poco trattato in famiglia e tra i coetanei e solo superficialmente se ne parla a scuola o con gli allenatori. Le maggiori informazioni sul fenomeno si hanno dai mass media in occasione di scandali che coinvolgono personaggi famosi o per fare audience sorvolando a volte sulla realtà del fenomeno. Gli stessi genitori ammettono di  saper poco o nulla del doping e la loro conoscenza sul doping è soprattutto fonte di notizie riportate dalla cronaca. Il timore che i ragazzi possano assumere sostanze è presente nei genitori, d’altro canto li considerano troppo piccoli per doparsi. Unanime è invece la convinzione che i farmaci devono essere usati solo per scopi terapeutici e se prescritti dai medici.
Importante illustrare e spiegare ai ragazzi il doping, i pericoli ad esso connessi e i danni derivanti dal cattivo uso dei  farmaci. Un  ruolo importante viene svolto dalla scuola dove i ragazzi passano la maggior parte del tempo, ruolo privilegiato per educare i ragazzi ad un sano stile di vita.






mercoledì 5 aprile 2017

Quale sport per mio figlio?

Quale sport per mio figlio?
Qualche consiglio utile:
-   non forzare a fare attività che non vogliono fare
-   assecondare i loro desideri e fargli scegliere lo sport/attività fisica;
-   non indurre atteggiamenti troppo competitivi e non trasferire su di lui le vostre aspettative
-   non insistere davanti al rifiuto del proprio figlio di praticare una determinata attività e riprovare in un secondo momento, o scegliere insieme a lui altra attività
QUALE SPORT??? NON ESISTE SOLO IL CALCIO
Il calcio è considerato dalla maggior parte delle persone lo sport per eccellenza e scelta obbligata  per i propri figli, anche perché papà giocava in modo attivo o “passivo” (guadare la partita alla Tv o alo stadio :-)  (con grande dispendio di energia …mentale
Personalemente sono “saturo” non guardo più partite da anni ma la TV tira tanto se si parla di calcio. Il calcio è la priorità , è, in alcuni casi, una “droga del popolo”.
Certo è un sport bello ma guardiamoci anche intorno. Ci sono altre possibilità e non facciamo fare calcio a nostro figlio se non volesse.
Ricordate che lo sport serve per gioia, gioco e divertimento e non per dover vincere.
Valutiamo anche altri fattori. Lo sci è uno sport bellissimo ma un po’ difficile da far particare a chi vive a Genova. Cerchiamo una attività che si possa svolgere vicino a casa per consertire di accedere agevolmente. E magari un attività che altri bambini della scuola praticano.
Qualche esempio oltre a nuoto, tennis, mini volley, atletica, ginnastica (vari tipi), rugby: la vela, la scherma, arti marziali, danza (vari tipi).
Ma deve fare sport per forza??? NO!! Può fare attività fisica con voi e la migliore attività fisica e agevole che si può fare ovunque è “CAMMINARE” (noi, i bambini corrono sempre).
Regaliamo ai nostri figli il nostro tempo e regaliamoci a noi il loro e la camminata ci farà vivere tutti meglio, o la bicicletta (a Genova un po’ più impegnativo).
Ricordate che attività fisica e sport sono strettamente correlate  ma non sono sinonimi. Si può fare attività fisica (per esempio camminare) senza fare sport e viceversa si può fare uno sport che richiede scarsa attività fisica (per esempio giocare in porta a calcio). Spesso si avvia un bambino a fare dello sport per farlo “muovere” per fare attività fisica ma per fare questo basterebbe avere tempo, voglia e, come in tante cose nella educazione dei bambini , dare l’esempio facendo attività fisica noi.
L’attività fisica possibile per tutti, da 1 anno in poi, economica, possibile in ogni contesto, ad ogni età, in ogni luogo è “camminare”. Siamo nati per camminare. Ci sono bambini che fanno più sport ma che di fatto consumano poco. Camminare fa bene a tutti, magari associato a un po’ di ginnastica (flessioni e piegamenti). La “ricetta” per fare movimento non è quindi quella dello sport organizzato ma del movimento della famiglia. Ricetta che richiede di usare poco la macchina, di andare a piedi nel week end e magari anche a scuola. In tante realtà si è avviata l’iniziativa del “PEDIBUS” che aiuterebbe a ridurre  un altro grande problema: l’inquinamento atmosferico oltre a ridurre gli esiti degli incidenti.
Per quanto riguarda lo sport nonostante nel nostro Paese si parli spesso di sport e se ne veda tanto in televisione, siamo bravissimo nello “sport passivo”, il numero di bambini praticanti attività motorie in modo regolare, cioè tre volte alla settimana, minimo indispensabile per trarne i ben noti vantaggi psicofisici, risulta il 50% della popolazione giovanile. Siamo il Paese dell’OCSE più sedentario nella fascia di età pre e adolescenziale.
Il problema della sedentarietà, con le sue conseguenze, è ben presente, e in aumento, fra la popolazione infantile: sappiamo infatti che la sedentarietà è co-fattore di rischio nell'insorgenza dell'obesità, di valori pressori elevati, di scarsa capacità aerobica, di scarsa coordinazione motoria, etc...
E' singolare che mentre nelle malattie contagiose esista un ben preciso calendario di vaccinazioni atto a prevenirle, invece nella prevenzione delle malattie "da poco movimento" di cui sopra non esista un altrettanto definito indirizzo su quando avviare il bambino alla pratica sportiva, avendo però dimostrato come questa possa altrettanto efficacemente prevenirle.
Esistono vari calendari di inizio delle attività sportive e dell’agonismo ma esistono attività fisiche e di gioco che potete inventare anche a casa o per strada per far fare ai bambini attività fisica (e anche per voi: un bambino è un ottimo “personal trainer”) o recuperare “vecchi” giochi detti di “giochi di strada”.  E’ importante sottolineare che l'attività motoria deve comunque avere per finalità il gioco e che quanto piu' precocemente la si avvia e la si persegua con costanza, più facilmente il bambino prima e poi l'adolescente e l'adulto, si troverà a mantenerla.
Giochi di strada: (o "Giochi di una volta"): ferro di cavallo, trottola, salto cavallo, piastrelle, morra, tiro alla fune, salto corda, campana, ciclo tappo, quattro cantoni, corsa 3 gambe, corsa dei sacchi, ruba bandiera, 1 2 3 stella, tennis trainer, braccio di ferro.

“Giochi di strada. Manuale pratico per gli educatori”   Cirulli Dora Editore Universitalia 
 “Come giocavamo. Una rassegna di giochi di strada di una volta” - Mario Camillino -  Centro Stampa Offset

Non correte portandoli da una palestra a un campo sportivo o, almeno non fate solo questo. Fermatevi con loro, guardateli, comunicate con il vostro corpo, gli occhi, le mani. Ascoltateli e dedicate tempo a loro.
Fate attivitò fisica (gioco e camminata) con loro; ne trarrete vantaggio fisico anche voi.
Specchiatevi negli occhi dei vostri figli. Parlate, leggete a loro le favole come i nonni facevano una volta. Il bambino non ha bisogno di tante favole, di tanti libri, televisioni, computer, play station. Ha bisogno di voi, di giocare, di comunicare di sentire delle storie, ha bisogno che gli leggiate le favole o anche che guardiate con lui televisione e le videocassette. (vedi l’iniziativa “Nati per leggere” sul sito www.apel-pediatri.it) .






martedì 6 settembre 2016

DEVE FARE SPORT? (non necessariamente) QUALE? (quello che piace). Rispetto della stima del bambino:

DEVE FARE SPORT? (non necessariamente)  QUALE? (quello che piace). Rispetto della stima del bambino:
La risposta è "deve fare attività fisica e non necessariamente uno (o due o tre) sport organizzati" rispettando le sue scelte, o non scelte, inclinazioni e attitudini e la sua stima di se stesso
Deve fare sport? Ricordate che non si è obbligati.  Basterebbe riuscire a far fare almeno 1 ora di attività fisica (giocando, girando, camminando ecc.). L'attività fisica possiamo farla anche noi con i nostri figli.  Per chi è ciciottino serve di più fare attività fisica che praticare sporadicamente dello sport.
Per lo sport come pediatra consiglio
1) Deve essere divertimento e gioco
2) Deve piacere al bambino
3) Meglio fargli fare attività diverse per fargli imparare, ad es. a nuotare, a giocare a tennis ecc
4) Mai competizione organizzata da noi adulti
5) Ci sono tanti sport, non solo il calcio
6) Attenti alla parola agonismo e semiagonismo: lasciate la scelta al bambino
7) Non trasferire sul bambino le nostre ambizioni o frustrazioni (o quelle degli allenatori)
Prosegue con i diritti del bambino per lo sport:






Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza giovanile

  Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza  giovanile Quella notte a Milano non è cominciata sabato pomeriggio. È cominciata a...