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martedì 13 settembre 2016

Scegliere l’asilo nido (ma anche l’asilo e la scuola)

Scegliere l’asilo nido  (ma anche l’asilo e la scuola)
Tratto la libro "Come crescere mio figlio" ove trovate altre considerazioni (alternative al bìnio...nonni o nido...si ammalerà?) altre possibili risposte anche se il punto di riferimento resta il pediatra curante...e voi stessi
Per la ricerca dell’asilo i genitori possono utilizzare delle directory, ovvero dei motori di ricerca specifici che, inserendo la regione e la provincia in cui vivono, forniscono un elenco delle strutture e dei recapiti. Le prime domande da porre quando si contatta un asilo sono gli orari di apertura della struttura, i costi, da quale mese vengono accettati i bambini e la disponibilità di posti.
Per gli asili comunali bisogna pensarci molto prima.
I servizi per la prima infanzia, quali gli asili nido, possono presentare notevoli differenze nelle modalità di gestione e cura del bambino. Sarebbe ideale se i genitori riuscissero a prendersi abbastanza tempo da visitare personalmente le strutture preselezionate, prima di compiere una scelta. Ancor meglio sarebbe andare nell’orario in cui ci sono i bambini in modo da verificare se sono tranquilli, felici, seguiti... Non dimenticate che, anche se il tempo a disposizione è sempre poco, si tratta di una scelta importante per la felicità e il benessere del vostro bambino e di tutta la famiglia
Scelta dell’asilo: 11 domande utili
1. Da quanto tempo le educatrici lavorano in questo asilo? I bambini hanno bisogno di fissare relazioni il più possibile stabili con gli adulti che si prendono cura di loro. È preferibile quindi un asilo in cui non ci sia un ricambio frequente delle educatrici.
2. Che qualifica hanno le maestre? Hanno dovuto presentare dei requisiti particolari per lavorare in questo asilo? Maestre più preparate garantiscono una gestione migliore dei bambini e qualità nella loro cura.
Da gennaio 2010 i requisiti minimi per l’accesso alla professione di educatrice di asilo nido sono i seguenti:
a) diploma magistrale, sociale, sociopsicopedagogico ma solo per nidi privati, cooperative e aziende che offrono servizi socioeducativi;
b) laurea (almeno triennale) in Scienze dell’educazione, Scienze della Formazione, Psicologia, Operatore sociale (sotto la facoltà di Medicina). Insomma, serve una laurea d’indirizzo.
3. (Alla maestra o alla direttrice) Le piace stare in mezzo ai bambini e perché? È fondamentale che chi si occupa di bambini abbia una speciale vocazione a stare con loro e a prendersene cura e che ami farlo. Sono i sostituti cui deleghiamo la cura dei nostri bambini ed è bene che garantiscano ai loro bambini un clima sereno e rilassato.
4. Posso dare un’occhiata nelle diverse stanze? Le strutture devono essere sicure, accoglienti e stimolanti. Guardate l’igiene nei bagni, nei lettini, i materiali utilizzati. 5. Dove riposerà il mio bambino? Chiedete che vi vengano mostrati i lettini e verificate che sia uno spazio ben insonorizzato.
6. Che cibo darete al mio bambino? È fondamentale capire quali alimenti verranno somministrati al nostro bambino e accertarsi, in caso di allergie o intolleranze, che tutte le specifiche esigenze vengano accolte.
7. Che cosa farà per tutto il tempo il mio bambino? Chiedete come sono organizzate le giornate, i momenti di attenzione individuale dedicata, i momenti insieme agli altri bambini, le attività previste.
8. Come vi comportate in caso di bambini che piangono molto? Capire i metodi di gestione delle criticità ci può dare una misura della preparazione delle educatrici. Informatevi delle procedure d’inserimento con i genitori per organizzarvi per tempo al lavoro.
9. Quali attività sono previste per i bambini da svolgersi insieme? La socializzazione tra bambini è fondamentale fin dai primissimi mesi al nido. È importante capire le attività previste, la supervisione e interazione delle educatrici... 10. Sono previsti regolari colloqui? Dovete essere tutelati in ogni vostra esigenza e bisogno di rassicurazione, quindi accertatevi delle reali disponibilità a interloquire con voi da parte delle maestre, se sono previsti colloqui per accertare la crescita del bambino all’asilo nell’ambito del programma educativo...
11. Il personale sa fare la manovra antisoffocamento da corpo estraneo e /o ha fatto un corso di primo soccorso pediatrico? Affidate vostro figlio anche per la salute a una struttura il cui personale deve essere preparato ad affrontare anche eventuali urgenze/ emergenze.

L’asilo: 10 punti per stabilire la qualità
Quando si valuta quale asilo nido scegliere per il bambino, controllare questi 10 punti sulla qualità:
1. I bambini sembrano sereni, stimolati e tranquilli.
2. Gli educatori e il personale che si prende cura dei bambini hanno un atteggiamento rilassante e sereno, non alzano la voce, trasmettono gioia.
3. L’ambiente è sicuro, arieggiato e le condizioni igieniche sono garantite.
4. Gli arredamenti e le strutture per i bambini sono sicure e pulite.
5. Esiste spazio sufficiente per il gioco dei bambini.
6. L’area del riposino presenta luci soffuse adeguate ed è silenziosa.
7. Sono previste zone in cui i bambini possano rilassarsi.
8. I giochi, i libri per bambini e i cartelloni rappresentano temi adeguati di uguaglianza e amicizia.
9. I bagni sono igienizzati, puliti ed è previsto un asciugamano per bambino.

10. Se è presente il giardino all’esterno, deve essere sicuro e facilmente controllabile dagli educatori.




sabato 9 agosto 2014

ASILO: PRO E CONTRO. NONNI E ASILO. IMMUNOSTIMOLANTI E ASILO

ARTICOLO IN COLLABORAZIONE CON IL PEDIATRA MICHELE FIORE:

ASILO (E ASILO NIDO) PRO E CONTRO
La cosa importante è che i genitori che affidano il loro piccolo al nido per tante ore, non perdano l'abitudine di stare con lui a giocare, parlare, leggere fiabe : al piccolo per lo più non interessa essere scarrozzato in giro il sabato e la domenica ma piuttosto esercitare con i suoi quella capacità di socializzazione che sta acquisendo in comunità.
E’ meglio trascurare i dettagli di una casa piuttosto che perdere o non coltivare la capacità di comunicare. Si rischia di trovarsi poi con un adolescente che non si conosce.
l'asilo come tutte le cose ha dei pro e dei contro, anche quì si tratterà di valutare caso per caso se il vantaggio di una precoce socializzazione non porti a pagare un prezzo troppo alto in termini di infezioni e malattie".

La socializzazione comporta un formidabile carico antigenico (contatto con i germi) , che, se da una parte può comportare una maggiore frequenza di patologie (si badi, non gravi) a carico delle vie respiratorie o gastrointestinali, dall’altro accelera il processo di “apprendimento immunologico” ed in definitiva un rafforzamento delle difese immunitarie.
Quindi andare all'asilo nido prima, facilita una maggior frequenza di infezioni non gravi per unità di tempo ed accelera la memoria immunologia. Andare al nido più tardi, induce una memoria immunologica meno rapida, ma espone a minor frequenza di malattia nell'unità di tempo.
Si può sintetizzare tutto dicendo che, in linea di massima, la precoce socializzazione in genere è associata ad un maggior numero di infezioni del bambino che, in genere, non sono gravi e non creeranno alcun problema di salute nel futuro. Il contatto con altre persone e in un ambiente chiuso e caldo (spesso eccessivamente) comporta una specie di “vaccinazione continua”.
D’altronde l’asilo favorisce lo sviluppo di una socialità in quanto gli stimoli che arrivano al bambino determina una anticipazione delle acquisizioni psicomotorie e di molte attività motorie e più fini (giochi, lettura ecc.)


 Asilo o baby-sitter o nonni?
Spesso viene fatta questa domanda al pediatra. Non è possibile dare una unica risposta in quanto, in linea di massima, è meglio per il bambino una scuola materna dai 3 anni in su per la prevalenza dei vantaggi di tipo psicologico e sociale sugli aspetti organici. Da i 3 anni in poi i bambini si ammalano di meno di quanto non si ammalino nei primi tre anni.
Il discorso dell’asilo nido deve tenere conto di un altro fattore: lo scarso numero degli asili nido pubblici, il costo non irrilevante, per molte famiglie, degli asili nido privati, l’alta frequenza delle malattie nei primi anni di vita.
Il consiglio ideale sarebbe quello di far stare il bambino nei primi tre anni con i genitori, magari organizzandosi tra famiglie (anche con l’aiuto del Comune http://www.comune.genova.it/sociale/infanzia/welcome.htm) per far stare insieme i bambini, portandoli all’aperto se possibile o mettendoli insieme in casa di una famiglia  a turno. Se i genitori lavorano entrambi ricorrere all’aiuto dei nonni che, da un punto di vista affettivo, per la continuità di cure amorevoli, soprattutto se sono in gamba e disponibili a tenere il bambino, rappresentano una soluzione migliore della baby sitter.
Esistono comunque tante eccezioni. Ci sono baby sitter eccezionali e chi le trova se le tenga ben strette.
La scelta dell’asilo nido non esclude comunque il ricorso ai nonni o a baby sitter soprattutto per quei bambini che si ammalano “in continuazione”.


Controindicazioni all’asilo, terapie immunostimolanti
Innanzitutto non esiste una controindicazione assoluta alla frequenza dell’asilo nido o della scuola materna. Anche bambini affetti da patologie croniche possono frequentare gli asili, anzi alcuni bambini affetti da piccoli deficit motori o psicologici traggono un notevole beneficio dalla frequenza dei coetanei. In casi simili, anzi, la frequenza dell’asilo nido e della scuola materna può rappresentare una vera e propria terapia più utile anche di interventi medici.
In taluni casi, se il bambino si ammala con una certa ricorrenza di patologie di una certa gravità (bronchiti, otiti “importanti”) può essere utile tenere il bambino lontano dagli asili per un periodo di tempo, anche di alcuni mesi, e, se possibile, portarlo anche a fare un cambio di aria in località salubri, con aria pulita e lontano dall’inquinamento. Vanno bene la montagna ma, anche la campagna o il mare; l’importante è far stare tanto il bambino all’aria aperta e lontano dall’inquinamento e dai locali chiusi surriscaldati e frequentati da molta gente.
Ricordate sempre di evitare ai bambini i danni da fumo che possono aggravare o facilitare le malattie delle vie respiratorie.
Esistono varie terapie “preventive”, cioè terapie che si danno per evitare che il bambino si ammali. Esistono tanti rimedi naturali sia fitoterapici (erbe) che omeopatici. Esistono altrettanti rimedi a base di farmaci. La domanda che viene posta è: funzionano o non funzionano? La risposta, come quasi sempre in medicina, non è una sola. Alcuni bambini sembrano trarne un notevole beneficio, altri si ammalano come prima , più di prima. Non esiste il farmaco “immunostimolante” ideale. La letteratura e la ricerca medica non è riuscita ad arrivare a conclusioni definitive, certe e valide per tutti. E’ comunque stata dimostrata una certa efficacia di questi farmaci. Possiamo solo dire che la terapia immunostimolante deve essere valutata dal pediatra curante in base alle caratteristiche individuali del bambino ed in base a considerazioni di tipo economico, sociale e familiare.
Alcuni di questi farmaci hanno un costo notevole, sono a carico della famiglia (nessuno è “mutuabile” cioè passato dal Servizio Sanitario Nazionale).




mercoledì 5 settembre 2012

ASILO E ASILO NIDO SI/NO/BOH ?


LO MANDO ALL'ASILO?
Molti, anzi la maggior parte, di bambini che entra “in comunità” (asilo nido fino a 3 anni e scuola materna da 3 a 6 anni), soprattutto nei primi anni di vita,  si ammala con una frequenza nettamente superiore a quella dei bambini che non frequentano l’asilo. Febbre, tosse, otiti, naso attappato o che cola, vomito e diarrea talora si susseguono a ritmi incalzanti. Alcuni bambini stanno più a casa di quanto riescano a frequentare con disperazione e sconcerto dei genitori, dei nonni e dei familiari.
Ma a questo punto viene da chiedersi se valga la pena o meno di insistere a mandarlo all’asilo. Ci si rivolge al pediatra chiedendo l’impossibile: cure miracolose per aumentargli gli anticorpi, per farlo tornare a mangiare come prima, per dargli qualche terapia per farlo respirare di notte, quando fa dei rumori a tipo vecchio motore diesel, e si sveglia in continuazione perché non riesce a respirare. (TORNEREMO SU QUESTO TEMA)
I nonni incalzano: non lo mandare all’asilo, tenetelo a casa. Però … a lavorare bisogna andare, i nonni raramente sono disponibili in quanto a volte sono ancora giovani ed hanno la loro attività, altre volte hanno una certa età e tenere un bambino nei primi anni di vita richiede una forza ed una energia che neanche molti giovani hanno ed una pazienza che pochi nonni al giorno d’oggi possiedono.
Dobbiamo comunque fare una distinzione tra asilo nido (0-3 anni) e scuola materna (3-6 anni). Molti pediatri non sono favorevoli all’asilo nido in quanto, oltre ad ammalarsi più frequentemente, il bambino ha maggior bisogno della famiglia, e della madre in particolare. Il nido rappresenta comunque l’unica possibile soluzione nella famiglie in cui manca l’”appoggio” dei nonni ed in cui entrambi i genitori lavorano. D’altronde con i mutamenti della società, l’incremento del lavoro materno, la costituzione di famiglie nucleari     carenti di reti di supporto da parte degli altri parenti, e dei nonni in particolare, è cresciuta l’esigenza di strutture cui affidare, nelle giornate lavorative, i bambini della fascia di età 0-3 anni.
Gli Asili Nido hanno risposto a tale esigenza dagli anni ’70 in poi. Inizialmente l’attenzione era rivolta soprattutto a problematiche di alimentazione, sonno, igiene, dagli anni’80 la qualità dell’offerta si è gradualmente modificata: ci si è rivolti, in aggiunta alle cure primarie, anche al versante psico-socio-educativo.
L’approccio dei genitori all’Asilo Nido è ancora, inizialmente, legato al bisogno di accudimento del figlio per le ore corrispondenti  al proprio impegno lavorativo.
La quotidiana frequenza della struttura favorisce anche la nascita di legami amicali fra i genitori, accomunati da medesime esigenze ed obiettivi. Tale evento può sopperire a momenti di bisogno e permette l’instaurarsi di una concreta solidarietà.
Purtroppo il numero di asili nido comunali copre le fasce meno abbienti della popolazione e la maggior parte delle famiglie si deve rivolgere a strutture private che, globalmente, offrono buoni servizi e buone professionalità.
 Per quanto riguarda la scuola materna esiste una uniformità di parere sui benefici anche se dobbiamo fare qualche considerazione negativa per quanto riguarda gli orari a volte troppo lunghi le classi spesso troppo numerose e, piccolo ma importante particolare, l’eccesso di temperatura degli ambienti nel periodo invernale che tanto facilita i piccoli malanni del piccolo.
Benefici: i bambini acquisiscono sempre nuove conoscenze, imparano a socializzare, a seguire delle regole, a condividere le norme di vita e a vivere l’importanza del tempo, a conoscere cioè quando è il tempo di giocare, quando è quello di lavorare e quando è quello di soddisfare i propri bisogni primari. Imparano, come anche all’asilo nido, a stare con gli altri, cioè con persone diverse dal nucleo protettivo della famiglia, imparano a rapportarsi con più persone diverse, maestre, bidelle, altri genitori. A casa il bambino ha sempre una persona disposta ad occuparsi di lui mentre all’asilo c’è qualcuno che il bambino deve “condividere” con gli altri non solo per le attenzioni ma anche per gli affetti. Alla scuola materna il bambino inizia ad imparare quelle che saranno le materie di studio nelle scuole elementari.
Certo che il ritmo della vita moderna ha cambiato le abitudini delle famiglie. Si corre sempre di più, si ha poco tempo per gli altri e per noi stessi, si cerca di supplire a carenze di rapporti umani con spese voluttuarie (eccessi di giochi e di spese per vacanze) e con tante attività: bambini che fanno più sport, bilinguismo, corsi di musica ecc. e che nei giorni festivi vengono scorrazzati nei supermercati, nelle “multisale” affumicate o vengono svegliati all’alba per fare gite passando ore in macchina e ritrovandosi alla sera senza essere riusciti a scambiare due parole. Cari genitori provate a rallentare il ritmo per voi stessi e, se non lo volete fare per voi, fatelo per i vostri figli. Hanno bisogno di voi, della vostra compagnia, delle vostre parole, delle vostre coccole ma anche delle vostre sgridate, hanno bisogno di affetto e di comprensione, di coerenza e di regole. Non correte con loro in passeggiate, corse, bici, piscine ecc. o, almeno non fate solo questo. Fermatevi con loro, guardateli, comunicate con il vostro corpo, gli occhi, le mani. Specchiatevi negli occhi dei vostri figli. Parlate, leggete a loro le favole come i nonni facevano una volta. Il bambino non ha bisogno di tante favole, di tanti libri, televisioni, computer, play station. Ha bisogno di voi, di giocare, di comunicare di sentire delle storie, ha bisogno che gli leggiate le favole o anche che guardiate con lui televisione e le videocassette.
Per chi volesse maggiori informazioni sui rapporti famiglia bambini vi consigliamo di leggere sul sito www.apel-pediatri.it “nati per leggere” E LEGGERE PER CRESCERE  e di fare un salto nelle biblioteche comunali

domenica 10 agosto 2014

NISO, ASILO E SCUOLA 2 PUNTATA. QUALCHE CONSIGLIO PER I FIGLI: LEGGETE, LEGGETE, LEGGETE

NISO, ASILO E SCUOLA. QUALCHE CONSIGLIO PER I FIGLIE: LEGGETE, LEGGETE, LEGGETE: (scritto insieme all'amico pediatra Michele Fiore)
Uno dei motivi per cui più frequentemente i genitori si rivolgono al pediatra riguardano alimentazione sonno ed alvo nei primi anni di vita, richieste di cura per malattie e, soprattutto, dall’anno di vita in poi la pressoché totale richiesta di consigli, di richieste di aiuto o di aiuto nella risoluzione dei problemi riguarda tutti gli eventi legati alla socializzazione: asilo nido, scuola materna, scuola dell’obbligo, superiori ecc.
Tempo fa riflettevo che un adulto non ha ancora finito di studiare che subito gli si propongono, se genitore o insegnante o pediatra o, massimo della sorte, genitore e insegnante o genitore e pediatra le problematiche legate alla socializzazione. Non sono ancora nonno ma forse anche allora la scuola rappresenterà uno dei miei problemi principali. Parlo di scuola e non di studio in quanto è inevitabile che, qualsiasi mestiere o professione uno svolga, dovrà studiare per tutta la vita.
Nido si o no, asilo si ma quale asilo? Privato o pubblico. E se si ammala forse è meglio la baby sitter o i nonni. Di questi problemi ne abbiamo già parlato in un numero precedente.
Molti, anzi la maggior parte, di bambini che entra “in comunità” (asilo nido fino a 3 anni e scuola materna da 3 a 6 anni), soprattutto nei primi anni di vita,  si ammala con una frequenza nettamente superiore a quella dei bambini che non frequentano l’asilo. Febbre, tosse, otiti, naso attappato o che cola, vomito e diarrea talora si susseguono a ritmi incalzanti. Alcuni bambini stanno più a casa di quanto riescano a frequentare con disperazione e sconcerto dei genitori, dei nonni e dei familiari.
Ma a questo punto viene da chiedersi se valga la pena o meno di insistere a mandarlo all’asilo.
I nonni incalzano: non lo mandare all’asilo, tenetelo a casa. Però … a lavorare bisogna andare, i nonni raramente sono disponibili in quanto a volte sono ancora giovani ed hanno la loro attività, altre volte hanno una certa età e tenere un bambino nei primi anni di vita richiede una forza ed una energia che neanche molti giovani hanno ed una pazienza che pochi nonni al giorno d’oggi possiedono.
In genere dopo i primi 1-2 anni i bambini si ammalano di meno anche se, in genere, salvo rare eccezioni, si deve pagare lo scotto di un numero di malattie superiori nel bambino nei primi anni di asilo.
Per quanto riguarda la scuola materna esiste una uniformità di parere sui benefici anche se dobbiamo fare qualche considerazione negativa per quanto riguarda gli orari a volte troppo lunghi le classi spesso troppo numerose e, piccolo ma importante particolare, l’eccesso di temperatura degli ambienti nel periodo invernale che tanto facilita i piccoli malanni del piccolo.
Benefici: i bambini acquisiscono sempre nuove conoscenze, imparano a socializzare, a seguire delle regole, a condividere le norme di vita e a vivere l’importanza del tempo, a conoscere cioè quando è il tempo di giocare, quando è quello di lavorare e quando è quello di soddisfare i propri bisogni primari. Imparano, come anche all’asilo nido, a stare con gli altri, cioè con persone diverse dal nucleo protettivo della famiglia, imparano a rapportarsi con più persone diverse, maestre, bidelle, altri genitori. A casa il bambino ha sempre una persona disposta ad occuparsi di lui mentre all’asilo c’è qualcuno che il bambino deve “condividere” con gli altri non solo per le attenzioni ma anche per gli affetti. Alla scuola materna il bambino inizia ad imparare quelle che saranno le materie di studio nelle scuole elementari.
Quando il bambino arriva all’età di andare a scuola ormai si ammala molto meno e un altro problema che i genitori si pongono riguardano oltre alla scelta della scuola eventuali attività integrative e, soprattutto, che sport far fare. Ne parliamo nel prossimo articolo.
Intanto dobbiamo dirVi, come avrete già notato da voi, che il ritmo della vita moderna ha cambiato le abitudini delle famiglie. Si corre sempre di più, si ha poco tempo per gli altri e per noi stessi, si cerca di supplire a carenze di rapporti umani con spese voluttuarie (eccessi di giochi e di spese per vacanze) e con tante attività: bambini che fanno più sport, bilinguismo, corsi di musica ecc. e che nei giorni festivi vengono scorrazzati nei supermercati, nelle “multisale” affumicate o vengono svegliati all’alba per fare gite passando ore in macchina e ritrovandosi alla sera senza essere riusciti a scambiare due parole. Cari genitori provate a rallentare il ritmo per voi stessi e, se non lo volete fare per voi, fatelo per i vostri figli. Hanno bisogno di voi, della vostra compagnia, delle vostre parole, delle vostre coccole ma anche delle vostre sgridate, hanno bisogno di affetto e di comprensione, di coerenza e di regole. Non correte con loro in passeggiate, corse, bici, piscine ecc. o, almeno non fate solo questo. Fermatevi con loro, guardateli, comunicate con il vostro corpo, gli occhi, le mani. Specchiatevi negli occhi dei vostri figli. Parlate, leggete a loro le favole come i nonni facevano una volta. Il bambino non ha bisogno di tante favole, di tanti libri, televisioni, computer, play station. Ha bisogno di voi, di giocare, di comunicare di sentire delle storie, ha bisogno che gli leggiate le favole o anche che guardiate con lui televisione e le videocassette.
Ciò che importa comunque è che i genitori che affidano il loro piccolo al nido per tante ore o che lo accompagnano a varie altre attività (nuoto, chitarra, piano, terza lingua ecc.) non perdano l'abitudine di stare con lui a giocare, parlare e ai più piccoli leggere fiabe : al piccolo per lo più non interessa essere scarrozzato in giro il sabato e la domenica ma piuttosto esercitare con i suoi quella capacità di socializzazione che sta acquisendo in comunità.
E’ meglio trascurare i dettagli di una casa piuttosto che perdere o non coltivare la capacità di comunicare.Si rischia di trovarsi poi con un adolescente che non si conosce.

Per chi volesse maggiori informazioni sui rapporti famiglia bambini vi consigliamo di leggere sul sito www.apel-pediatri.it “nati per leggere”. www.natiperleggere.it, www.leggerepercrescere.it. Su questo tema torneremo: a Genova nelle Biblioteche vare iniziative sulla lettura ai bambini e ci vedremo in varie occasioni anche in queste sedi.

lunedì 14 settembre 2015

CON L’ASILO NIDO INIZIANO I PRIMI MALANNI: pro e contro. Quali malattie, cosa fare? Quali asili e quali vaccinazioni?


CON L’ASILO NIDO INIZIANO I PRIMI MALANNI: pro e contro. Quali malattie, cosa fare? Quali asili e quali vaccinazioni?

Molti studi dimostrano che i bambini che frequentano l’asilo nido sono particolarmente suscettibili a infezioni ricorrenti, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e dell’apparato gastrointestinale: febbre, tosse, riniti, naso tappato, vomito e diarrea talora si susseguono a ritmo incalzante.Un bambino che si ammala frequentemente, a volte anche ogni settimana, desta nei genitori molta preoccupazione per il suo stato di salute.
A questo punto viene da chiedersi se valga la pena o meno insistere nel mandarlo insieme agli altri.  Non sempre, però, nella piccola società della famiglia è possibile rinunciare a questo servizio. Se entrambi i genitori lavorano, se i nonni non possono garantire una continuità nell’assistenza dei nipotini, diventa inevitabile preferire asili e scuole anche a rischio di qualche malanno in più.

Quali sono le cause ? E’ utile frequentare l’asilo nido?
I bambini che frequentano asili nido hanno l’opportunità di venire a contatto con molteplici virus e quindi tante e diverse infezioni; questo è un fenomeno normale che consente al sistema immunitario di fortificarsi ed essere pronto, poi, a combattere virus diversi.
Negli ultimi anni molti studi hanno dimostrato che i bambini che frequentano l’asilo nido si ammaleranno di meno quando poi andranno alla scuola dell’infanzia e alla scuola elementare.
In genere, dopo i primi due anni i bambini si ammalano meno perché acquisiscono la giusta dose di anticorpi che servono a rinforzare l’organismo, anche se, salvo rare eccezioni, si deve pagare lo scotto di un numero di assenze superiori nel piccolo che frequenta i primi anni di asilo.
I bambini che invece vanno a scuola più tardi, dopo i due anni e mezzo, sembrano non avere questo beneficio da grandi. Quindi non c’è motivo di preoccuparsi. Essere esposti a più virus non crea danni alla salute.

Queste malattie si possono prevenire? Se sì, con quali medicine?
Le infezioni virali come il raffreddore, le otiti e le gastroenteriti hanno un decorso abbastanza breve, generalmente meno di sette giorni. Non ci sono farmaci in grado di ridurre la durata e il decorso di queste malattie; ci sono farmaci che possono ridurre il dolore o la febbre e quindi possono far stare meglio bambini in attesa che la malattia passi.
Gli antibiotici non servono a far guarire prima, anzi non sono indicati perché sono farmaci utili a combattere le malattie batteriche e non quelle virali come il raffreddore, la tosse, la gastroenterite. Quindi, in queste situazioni sono farmaci non appropriati, ma non solo: pensate che l’uso frequente di antibiotici può far sì che ci si “abitui” e quando sarà necessario usare l’antibiotico per combattere un’infezione batterica potremo avere difficoltà a trovarne uno efficace.
Spesso è necessario semplicemente far passare qualche giorno e rivalutare il problema.

Che cosa posso fare per evitare che il bambino si ammali frequentemente andando all’asilo nido?
E’ molto difficile che un bimbo nei primi anni di vita sia in grado di attuare comuni norme igieniche: in questo modo i germi che vengono veicolati per via aerea e gastrointestinale possono contaminare le superfici, su cui possono sopravvivere anche diverse ore, rendendo ancora più semplice la trasmissione delle infezioni da un bimbo all’altro.
Per contenere i pericoli, le maestre dovrebbero lavarsi spesso le mani e invitare i bimbi a fare altrettanto. Importante, poi, pulire e disinfettare ogni giorno i giocattoli, che ovviamente i bimbi si scambiano fra loro. Anche i genitori hanno un compito importante. Se il bambino è stato malato, non devono mandarlo all’asilo nido finché non si è completamente ristabilito. In questo modo, facilitano la sua guarigione e non espongono gli altri bambini a un possibile contagio.

La struttura ideale
Se possibile, sarebbe bene scegliere asili dotati di ampi spazi. L’ideale è che le classi non siano troppo numerose e che abbiano a disposizione aule sufficientemente grandi. È importante anche la presenza di un giardino esterno, per far giocare all’aperto i bimbi quando il tempo lo permette. I locali chiusi, spesso eccessivamente riscaldati e frequentati da tanti bambini rappresentano un ambiente ideale per la propagazione dei virus, principali cause delle infezioni nei primi anni di vita. La trasmissione dei microrganismi è, inoltre, particolarmente facilitata dallo scambio degli oggetti che inevitabilmente avviene tra bimbi così piccoli.

Sì ai vaccini

Per prevenire le patologie delle vie respiratorie e quelle gastrointestinali il rimedio di documentata efficacia sono i vaccini, come quello contro l’influenza, somministrabile dopo i sei mesi di età del bimbo, e quello contro il Rotavirus, il principale responsabile delle gastroenteriti in età pediatrica, somministrabile entro i primi sei mesi di vita”. Da considerare anche, con il proprio pediatra la vaccinazione contro l’influenza oltre alla vaccinazione antimorbillo, rosolia, parotite e varicella e ai vaccini antimeningite (vedi articolo qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/08/menigite-quali-vaccini-cosa-fare-se.html)

Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambini e le persone

  Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambin...