Spettabile redazione,
la nomina del Garante per l'infanzia per l'adolescenza ha destato molto interesse tra noi genitori, tanto che non appena abbiamo saputo della candidatura del dottor Alberto Ferrando abbiamo subito costituito un comitato per la raccolta firme, l'abbiamo sostenuto insieme agli ordini dei pediatri extra ospedalieri liguri, dei ginecologi degli odontoiatri , della Fimp ( federazione Italiana medici pediatri). Fin da subito, però, la strada per la sua possibile nomina ci è apparsa molto tortuosa, capendo che non bastava il merito, la capacità quanto un sostegno politico di cui il dottore difettava.
Nell'ultimo articolo apparso sul Secolo XIX nemmeno compariva il suo nome come candidato.. Forse qualcuno meno vicino al dottore avrà pensato: "ma io cos'ho firmato, visto che il dottore nemmeno è candidato?", mentre chi, come me, sa che il dottore si considera legittimamente candidato si è fatto prendere, inizialmente, dallo sconforto.. Vorrei sottolineare solo inizialmente.. perché subito ci siamo rimboccati le maniche per capire come manifestare l'appoggio
incondizionato al dottore.. e grazie ad una mamma, Simona Rossi, abbiamo aperto un gruppo su Facebook: "SI AL GARANTE PER L'INFANZIA SI AD UNA SCELTA CONSAPEVOLE" che in pochi giorni ha ricevuto tante adesioni.
Noi non riusciamo a comprendere perché dinnanzi ad una persona capace, preparata, motivata, che da anni agisce "come garante per l'infanzia" promuovendo, personalmente e sui suoi siti, iniziative atte a tutelare i bambini e gli adolescenti, porto ad esempio la manovra di disostruzione delle vie aeree, la serata a Recco con la croce rossa aperta a quanti volessero partecipare, venga così apertamente osteggiato tanto più che in questo periodo di grave crisi conomica si è proposto GRATUITAMENTE purché il progetto partisse..
Il dottor Ferrando ha sempre reso pubblico il suo curriculum, (mentre non abbiamo mai visto i curricula degli altri candidati), le sue intenzioni, i suoi programmi e non crediamo possibile che qualcuno possa ribattere.. e allora
perché? Concludo invitando quanti hanno letto l'articolo a visitare i suoi siti:
www.ferrandoalberto.eu
www.ferrandoalberto.blogspot.com, (dove scrive un ragazzino di 14 anni) con annesso il forum, oltreché quelli che gestisce:
www.apelpediatri.org
www.fimpliguria.it
www.iltuopediatra.eu
ed infine visitare ed iscriversi al gruppo nato su facebook "SI AL GARANTE PER L'INFANZIA SI AD UNA SCELTA CONSAPEVOLE"
Cordialmente Paola, una mamma
Alberto Ferrando Pediatra di Genova. Blog dedicato alle famiglie, ai bambini, ai genitori ai nonni e tutti coloro che operano a contatto con i bambini.
sabato 13 agosto 2011
Garante: lettera ai quotidiani
venerdì 12 agosto 2011
"Per Passione" Scheda del libro a cura di Filippo Dagnino
TITOLO: PER PASSIONE
AUTORE: Aldo Montano, Federica Pellegrini, Giorgio Rocca, Stefano Baldini
ANNO DI STAMPA: 2005
CASA EDITRICE: Buena Vista
PERSONAGGI PRINCIPALI: Aldo Montano, Federica Pellegrini, Giorgio Rocca, Stefano Baldini
BREVE TRAMA: Innanzitutto è opportuno premettere che questo libro ”Per passione” è stato scritto da quattro olimpionici, quali Montano (campione olimpico di scherma-sciabola),
Questi quattro sportivi hanno raccontato la loro vita: un’esistenza dedicata allo sport (sin da quando erano bambini), ai sacrifici ed alle rinunce per una passione che dà emozioni forti ,accende e libera l’anima.
COMMENTO PERSONALE: “Per passione” è un libro davvero speciale e coinvolgente che risveglia nella persona che lo legge la passione per sport. Personalmente l’ho letto tutto, ma devo dire che la parte più interessante è stata, a mio parere, quella di Aldo Montano (campione olimpico di sciabola). Infatti, poichè pratico scherma a livello agonistico, mi sono ritrovato molto nel ruolo di questo campione, ovviamente non per le vittorie (lui è un olimpionico!!!) quanto per le emozioni che si provano quando si è sulla pedana e si ha pochissimo tempo per studiare la psicologia dell’ avversario.
In conclusione quando si ha una vera passione bisogna sempre coltivarla cercando di raggiungere i propri obiettivi con intelligenza, rispetto per gli altri e non dimenticando mai il divertimento.
Obesità, anoressia e bulimia, come comportarci?
Usa: proposta shock, "Togliere i bambini obesi ai genitori"
Togliere i bimbi obesi ai propri genitori. È la proposta shock avanzata da alcuni ricercatori dell'università di Harvard, che chiedono il ricorso al pugno di ferro contro un fenomeno che negli Usa dilaga sempre di più. I dati ufficiali, quelli del Centro di prevenzione e controllo delle malattie, parlano chiaro: negli ultimi vent'anni negli Stati Uniti il numero delle persone obese è aumentato drammaticamente. E a soffrire di questa patologia è oramai il 17% dei bambini. Per questo nell'articolo pubblicato sull'American Medical Association, due autorevoli professori dell'ateneo più antico degli Usa auspicano che l'obesità venga considerata per legge alla stessa stregua di un abuso sui minori, togliendo ai genitori la custodia dei propri figli quando sia dimostrata la loro incapacità ad affrontare la situazione. Una proposta drastica che fa discutere, ma che i due ricercatori giustificano sottolineando i gravi rischi legati alla salute cui vanno incontro i bambini sovrappeso, dalle malattie del cuore al diabete, al tumore intestinale, oltre a problemi di carattere psicologico. "L'intervento dello Stato per controllare e reprimere i comportamenti più nocivi - spiegano - è l'unica via realistica per salvare milioni di bimbi dalla minaccia di una vita condizionata dall'obesità".
Problema opposto ma dilagante tra i giovani la bulimia e l'anoressia, notizia apparsa sul Secolo XIX qualche giorno fa:
"Londra - Anoressiche (e anoressici) a 5 anni: dalla Gran Bretagna un nuovo grido d’allarme sui disordini alimentari che colpiscono bambine e anche qualche bambino in tenerissima età, da poco usciti dall’asilo.
I dati sono del Servizio Sanitario Nazionale (Nhs), ottenuti però grazie al Freedom of Information Act da organizzazioni che si battono contro le malattie da dieta: «I bambini ricevono un messaggio pernicioso già da piccolissimi. La figura ideale promossa nelle riviste di moda è quella efebica di una bambina, non di una donna adulta», ha detto Susan Ringwood, responsabile della charity B-eat.
I numeri sono impressionanti anche perché chiaramente parziali perché molti ospedali del servizio sanitario nazionale si sono rifiutati di rispondere alla richiesta del Freedom of Information Act. Un totale di 98 bambini tra i cinque e i sette anni sono stati ricoverati negli ultimi tre anni per gravi disordini alimentari in Inghilterra e Galles.
Altri 99 tra otto e nove anni sono stati messi sotto cura nello stesso periodo così come circa 400 tra 10 e 12 anni. La cifra sale a 1.500 tra i 13 e i 15 anni, un’età più comunemente associata con l’anoressia e la bulimia."
Cari amici, come si fa a leggere e commentare due notizie, apparentemente così distanti tra loro? In realtà sono entrambe figlie del nostro modo di vivere accelerato che si "nutre" di mode.. per cui da una parte i fast food, con i loro cibi grassi, dall'altro l'immagine della bellezza (sopratutto femminile) portata all'eccesso con corpi sempre più magri. Troppi giovani sono vittime dei disturbi dell'alimentazione e spesso obesità, anoressia e bulimia si intrecciano e si sovrappongono. In alcuni casi con buone terapie mediche e psicologiche si riesce ad arrivare alla completa guarigione del paziente, in altri casi la malattia prende il sopravvento fino alla morte (è il caso della giovane Giulia Tavilla, morta a 17 anni per disturbi alimentari).
Cosa possiamo fare? Innanzi tutto capire i segnali del disagio che nostro figlio ci manda, parlare con il pediatra, non perdere tempo cercando di allontanare il problema, e poi educare i bambini fin da piccoli ad una dieta sana, non abituarli ai fuori pasto, non proporre loro merendine confezionate, patatine fritte e bevande gassate.
Alberto Ferrando, con la collaborazione di Paola Santagata
giovedì 11 agosto 2011
Garante per l'infanzia: il sostegno dei pediatri Fimp
FEDERAZIONE ITALIANA MEDICI PEDIATRI
SEZIONE LIGURE
La FIMP Liguria è in perfetta sintonia con gli Ordini professionali ed i
...Colleghi che appoggiano la candidatura del Dott.Ferrando a garante per
l'infanzia e per l'adolescenza.
Pertanto,appoggio incondizionato ad un Collega che ha finalizzato la sua
vita professionale al bene dei bambini e che tanto ha fatto per la
Pediatria di famiglia non solo genovese e ligure.
Il Segretario della FIMP Liguria
Dott.Federico Freschi
"Dai genitori ai genitori"Affrontiamo la sordità insieme
grazie al gruppo creato su facebook "Si al Garante per l'infanzia Si ad una scelta consapevole" siamo venuti in contatto con Jodi Michelle Cutler ed il suo bellissimo blog dedicato alle famiglie con bimbi affetti da ipocusia.
Vi segnalo il link: Dai genitori ai genitori
Un caro saluto
Paola Santagata
domenica 7 agosto 2011
Garante: lettera ai genitori
Superato, quasi, il momento di imbarazzo (e non nego di piacere) di alcune mail volevo fare con Voi alcune considerazioni e fare un miniriassunto di quanto avvenuto. Perché la candidatura di un pediatra, chi ha candidato il pediatra?
Innanzitutto da decenni come pediatri stiamo cercando di interpretare un nuovo ruolo della pediatria superando il concetto del pediatra come solamente colui che viene chiamato se il bambino sta male. La pediatria attuale deve interpretare un nuovo ruolo che è quello della “advocacy” che possiamo tradurre in “tutela del bambino e della famiglia”.
Sappiamo che i determinanti principali della salute sono legati alla nostra società, agli stili di vita, infatti la salute dei bambini e di tutti è migliorata per il miglioramento delle condizioni delle famiglie (si mangia meglio, anche se troppo, le condizioni igieniche sono migliorate, di conseguenza le malattie si sono ridotte grazie anche alle vaccinazioni e anche agli interventi medici). In questi ultimi decenni assistiamo invece a “nuove” malattie che una volta, forse non emergevano in quanto esistevano altri problemi: disturbi psicologici, aumento di ansie e depressioni, oltre al cambiamento della società che ha determinato una famiglia diversa con pochi figli, prevalenza dei figli unici, aumento delle donne che lavorano e si trovano spesso sole ad affrontare lavoro, famiglia e problemi propri in quanto manca il vecchio supporto famigliare della famiglia allargata. Aumento dei divorzi e delle separazioni. I nonni sono spesso giovani e lavorano o anziani e hanno bisogno di supporto. Il clima di incertezza e , in alcuni casi, la crisi di identità delle famiglie fanno emergere problematiche di altro genere. A questo si aggiungono i cambiamenti legati ad Internet, a nuovi “valori” (mi secca chiamarli valori) come le necessità di mercato della Società che ci impongono, a noi e ai nostri figli, stili di vita , acquisti mode improntate al “ più importante avere o apparire che essere”, le droghe, l’alcool e dall’altra parte riduzione dei valori tradizionali: senso della famiglia, spiritualità, religione.
Se guardiamo le statistiche di morbilità e mortalità osserviamo che le malattie, in età pediatrica incidono molto meno rispetto ad altri problemi, primo fra tutti gli incidenti molti prevenibili, sapendolo e se qualcuno lo spiega. Il pediatra deve spiegare queste cose, aiutare e consigliare la famiglia, oltre a saper ascoltare i problemi dei singoli. La prevenzione non si inventa ma si spiega visita per visita con consigli adatti all’età del bambino, consegnando materiale e facendo vedere e fare (vedi manovra antisoffocamento) in quanto come dice il vecchio proverbio: “se ascolto dimentico, se vedo ricordo e se faccio capisco”.
Altre malattie stanno emergendo a partire dalla epidemia di obesità e di diabete abbiamo un aumento di disturbi del comportamento (tra cui autismo e malattie simili, deficit di attenzione con iperattività) e altri vari disturbi rilevabili in ambito scolastico, oltre ai disturbi del comportamento, i disturbi della lettura, della scrittura, del calcolo (e tra questi la situazione più nota e frequente è la dislessia).
Anche per questo la pediatria deve allearsi con le fa famiglie e cercare di integrarsi con il modo degli asili e della scuola (comunità). Molti bambini, infatti, per necessità di sopravvivenza della famiglia (genitori che debbono lavorare e non hanno alcun sostegno familiare) fin dai primi anni passano la maggior parte del tempo in comunità e un dialogo tra il mondo della scuola e la pediatria è fondamentale.
Questa è una cosa che cerchiamo di fare da tanto tempo e iniziamo a veder qualche risultato. Negli asili del Comune di Genova viene spiegata a tutti gli operatori la Manovra antisoffocamento e a breve parte una campagna per la somministrazione di farmaci “salvavita” a scuola. Ma di questo ne parleremo come di iniziative, già presentate anni fa, di educazione alla salute coordinate e non occasionali e progetti su autismo, prevenzione incidenti e abuso e maltrattamento (altra grande piaga per fasce deboli, non solo bambini ma donne e invalidi e tuttora poco o mal affrontata se non negata).
Ora capite che quando abbiamo visto la costituzione della figura del garante abbiamo gioito e cercato di proporre un pediatra. (O almeno di persona che vive a contatto con i bambini e le famiglie che operi esclusivamente a contatto con i problemi dell’infanzia e che sia nominata in base a caratteristiche professionali e non di equilibri di altro tipo). Bambini e famiglie che ricevono poca considerazione in una Regione “vecchia”. Si dice che abbiamo l’età media più alta d’Europa e forse del mondo. Più volte ho sentito la frase che “si deve investire sugli anziani” al che ho sempre ribattuto che gli anziani hanno bisogno di aiuti e di supporto e di servizi ma che gli investimenti si fanno sui giovani, sui bambini ma…. I bambini contano poco. Costano anche poco rispetto a persone con problemi ma sono il vero investimento: l’investimento sul sano per farlo crescere bene, per prevenire malattie, disabilità è il vero investimento per lo stesso individuo, la famiglia e la società. Si vedono ogni tanto azioni di facciata tanto per pulirsi la coscienza ma…non siamo una Regione per i giovani. Anche per quanto riguarda spazi verdi, spazi per il gioco libero non andiamo bene. Anche per quanto riguarda educazione, prevenzione, insegnamento ai genitori e ai bambini sui danni di “sostanze” (primo fra tutti l’alcool e poi vengono le varie droghe).
Tornando al garante TUTTA la pediatria ligure ha proposto il mio nominativo appoggiato da altre categorie professionali e da genitori. E il mio curriculum è pubblico (vedi sito www.ferrandoalberto.eu).
Aggiungo qui la mia disponibilità a farlo senza pagamento (al giorno d’oggi si dice ad isorisorse) in quanto è quello che quotidianamente, insieme ad altri Colleghi e a genitori ,faccio. Certo cHE AVERE Un ruolo ufficiale. La figura del garante, creata anche a livello nazionale, forse aiuterebbe a coordinare, aiutare, proporre, ragionare. Poi se il massimo che si può fare è stabilire la giornata dei bambini e il garante è una figura che deve andare bene alla maggioranza o a una certa corrente oppure, se non trovano accordo, dopo aver fatto una delibera, non attuata dal 2007, si stabilisce che non serve e si abolisce….anche se offerta a titolo gratuito!!!!
Concludo dicendo a tutti che la nostra attività esiste ed esisterà anche quando i nomi di chi ci governa saranno cambiati o confermati e che la politica (e non la partitica) ha tanto bisogno di affrontare i problemi delle persone con persone qualificate e non solo che vadano bene a questo o a quel tale di quella corrente o perchè vicino a…
Alberto Ferrando
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