sabato 19 agosto 2017

Dieta normale o vegetariana/vegana?

Dieta normale o vegetariana/vegana?
Cari genitori
Allego una parte di un articolo pediatrico, sfavorevole alla dieta vegana, ove però giustamente si accenna all'importanza del rapporto di fiducia e di guidare e aiutare la famiglia per cui si invita a conoscere la dieta vegani per aiutare e consigliare.
Preciso che la dieta vegana , contrariamente alla igienistica (non adatta, come altre diete, al bambino), prevede per definizione l'integrazione con Vitamina B12 e Vitamina D omega 3 ecc. (vedete definizione in fondo all'articolo).*
I bambini ricoverati che tanto clamore hanno fatto erano sottoposti a diete carenti di vitamina B12 e NON praticavano diete vegane ma dite autogestite, squilibrate. Ricoveri sono, relativamente, frequenti anche per bambini a diete "libere" (descritti casi di scorbuto" da carenza di vitamina C.
In questo periodo ho approfondito e sto approfondendo i principi della dieta vegana. Tema su cui tornerò e mi trovo d'accordissimo con quanto scritto qui sotto e che apparirà anche nel mio libro sulla alimentazione che dovrebbe uscire in autunno.
Ma intanto dalla conoscenza della dieta vegana vengono importanti informazioni per i genitori e le famiglie che praticano una dieta "normale" onnivora che deve essere equilibrata, come la  vegani "pianificata".. 
- Acidi grassi essenziali (omega 3) vanno supplementari a chi non mangia pesce almeno 3 volte alla settimana
- Bilancio del calcio va valutato in chi non assume latte
- Vitamina B12 va integrata in chi (e non sono casi rari) non assume carne e pratica iuna dieta soprattutto lattea
- La vitamina D va integrata in tutti i bambini allattati al seno
Per ora mi fermo qui.
Dalla articolo: "Scelte alimentari estreme e mode nutrizionali: la dieta vegana". http://www.area-pediatrica.it/articoli.php?archivio=yes&vol_id=2726&id=27799)http://www.area-pediatrica.it/articoli.php?archivio=yes&vol_id=2726&id=27799): "se i genitori però scelgono la dieta vegana per il proprio figlio, è necessario non lasciarli soli dopo questa difficile decisione e aiutarli a non commettere errori nutrizionali pregiudizievoli. Tale disponibilità va manifestata in modo convinto, allo stesso modo con cui aiutiamo una famiglia onnivora a svezzare il proprio bambino, o a programmare una dieta a un bambino di genitori aderenti a gruppi religiosi (hindu, ebrei, musulmani, ecc.) che prevedono restrizioni alimentari ai propri fedeli. Un atteggiamento diverso potrebbe comportare la fine dell’alleanza medico-paziente, la perdita di fiducia nel pediatra e la decisione di impostare una dieta fai-da-te seguendo consigli presi dalla rete o da qualche conoscente con scarse competenze e compromettere così la crescita e lo sviluppo del bambino. Ogni pediatra deve avere nel proprio bagaglio culturale le conoscenze utili a pianificare una dieta vegana bilanciata dal punto di vista nutrizionale6.  

Dieta vegetariana 
La migliore definizione di dieta vegetariana deriva da un doppio criterio (esclusivo e inclusivo.)
Premessa: La dieta vegetariana, e vegana, ben pianificata (vedi articolo) è adatta a tutte le età. Ci sono precauzioni da adottare, bisogna evitare sul "fai da te". Alcune informazioni sono valide anche per i bambini che praticano una dieta onnivora, soprattutto se non equilibrata, in tutte le componenti e come sia necessaria un’integrazione, in alcuni casi di dieta “onnivora”, un’integrazione di vitamine, nutrienti e minerali.

Criterio esclusivo
Dieta composta da cibi di derivazione vegetale, con o senza cibi animali indiretti (uova, derivati del latte e/o miele) e con esclusione dei cibi animali diretti (carne, pesce e derivati.)

Criterio inclusivo
Si distinguono i seguenti tipi principali di alimentazione vegetariana:
Dieta vegana 
¥ dieta che include l’assunzione quotidiana in modo variato di cibi vegetali appartenenti a tutti i gruppi fondamentali (*) consumati indifferentemente in forma cotta o in forma cruda;
¥ non limita, al contrario di altre diete, l’assunzione d’integratori: attenzione particolare all’assunzione di vitamina B12, vitamina D e DHA (Acido docosaesaenoico.)
Dieta latto-ovo-vegetariana (LOV)
Si differenzia da quella vegana per la sostituzione, con frequenza ridotta, dei legumi con cibi animali indiretti (latticini e/o uova). 
Varianti meno frequenti di dieta vegetariana sono la Latto-vegetariana (frequente nella tradizione asiatico-indiana) e la Ovo-vegetariana.
(*) Nota. 
I gruppi fondamentali degli alimenti propri della dieta vegetariana ben pianificata sono:
1. verdura
2. frutta
3. cereali 
4. alimenti proteici vegetali: legumi e derivati. 
5. semi oleaginosi e frutta secca: 
6. grassi vegetali: in pratica rappresentati dall’olio extravergine di oliva, dai semi oleaginosi e dalla frutta secca.
Da rilevare anche che una dieta vegetariana ben pianificata, come peraltro qualsiasi dieta salutare, non dovrebbe prevedere l’utilizzo di cibi solidi o liquidi contenenti zuccheri aggiunti dall’esterno (es. saccarosio, destrosio, sciroppo di glucosio e fruttosio) e nemmeno dolcificanti.
I sei alimenti della dieta vegetariana più olio extravergine di oliva (EVO e acqua
Oltre alle principali diete vegetariane, esistono altri modelli alimentari a base vegetale, meno diffusi tra la popolazione e ancora poco considerati nella ricerca scientifica.
Forme meno frequenti e da non consigliare in età pediatrica sono:
- dieta crudista: ammette esclusivamente cibi vegetali non sottoposti a trattamenti termici oltre i 42 °C.  (Da distinguere dalla crudista non vegana, in cui si utilizzano latticini non pastorizzati e perfino carne e pesce crudi);
- dieta fruttariana: dieta a base di frutta intesa come frutto dolce della pianta (mela, pesca, albicocca, ecc.), e ortaggi a frutto (pomodori, peperoni, zucchine, cetrioli, ecc.);
- dieta macrobiotica: dieta a base di cereali integrali, verdura, frutta. Le fonti proteiche sono costituite da legumi e pesce; l’uso dei grassi, dei semi oleaginosi e della frutta secca è limitato;
- dieta igienistica (sovrapponibile alla dieta vegana, da cui si differenzia per l’assenza d’integrazioni, di vitamina B12 in particolare).


lunedì 14 agosto 2017

FARMACI E RISCHIO SOFFOCAMENTO

FARMACI E RISCHIO SOFFOCAMENTO
Cari genitori
Vi segnalo di fare attenzione alla somministrazione di alcuni farmaci, spesso utilizzati su auto prescrizione o su consigli vari, in quanto ho avuto segnalazioni di inalazione per cui esiste rischio di soffocamento:
Daktarin, Bactoblis, Vitamine in perle spremibili
Daktarin farmaco usato per la terapia del mughetto, micosi della bocca, frequente nel bambino nei primi mesi di vita.
Dall’AIC (Autorizzazione alla immissione in commercio) comunemente chiamato bugiardino
A causa del rischio di soffocamento, il gel orale Daktarin non deve essere somministrato ai lattanti di età inferiore ai 4 mesi né ai prematuri di età inferiore ai 5-6 mesi. Nei lattanti e nei prematuri che non hanno il riflesso della deglutizione pienamente sviluppato, non deve essere somministrato il gel locale Daktarin, poiché, a causa della mancanza del riflesso di deglutizione, vi può essere il rischio di soffocamento”.
Mi hanno segnalato un rischio di soffocamento in un bambino di 1 mese (la mamma ha fatto manovra antisoffocamento perché conosceva). Lo segnalo perché il farmaco non va usato (o se lo si usa si fa con attenzione e conoscendo la manovra antisoffocamento sotto i 4-6 mesi) http://www.bbfarma.it/pdf/stampati/042481010.pdf
Bactoblis: integratore alimentare utilizzato come “fermento lattico” del cavo orale per la prevenzione di infezioni da streptococco. E’ una compressa che va sciolta sotto alla lingua e si può fare dopo i 4-5 anni. Esiste una confezione in polvere adatta per il bambino più piccolo. Nel “bugiardino” non è segnalato il rischio ma…”BACTOBLIS!!! ECCO, mio figlio stava soffocando!!! E’ un compressa (tipo caramella)da sciogliere lentamente ad un bambino di soli tre anni MANOVRA PER NOI!!! 
Farmaci, in genere vitamine, in PERLE SPREMIBILI: NON spremere direttamente in bocca ma spremere  in un cucchiano. Il rischio è la caduta della perla nella bocca del bambino con rischio di inalazione e soffocamento





Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

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