sabato 25 luglio 2015

CONSIGLI E ARTICOLO SUL CAMBIO DEL PANNOLINO (E FILMATO DI PAPA')

Cari Genitori
In questa afa alcuni rapidi consigli (IN BASE A VOSTRE DOMANDE SU FACEBOOK)  e una lettura e un video divertente su bambini e cambio pannolini (CONSIGLIO LA LETTURA è DIVERTENTE) . Il cambio del pannolino è un momento di rischio perché il bambino può prendere e mettere in bocca o inalare prodotti per la pulizia e le cadute dal fasciato sono purtroppo frequenti e potenzialmente gravi
1) NON usate il talco in polvere in quanto se inalato potrebbe causare lesioni polmonari irreversibili: usate quello in crema
2) Marcatelo stretto. Se cade? Alcuni consigli qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/02/trauma-cranico-quando-preoccuparsi.html
3) In caso di FEBBRE non usate alcol o spugnature fredde( spiegazioni nell'articolo sulla febbre qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/04/febbre-essenziale-per-sopravvivere.html
4) In caso di vomito e diarrea NON forzate a mangiare, anzi, volesse mangiare , trattenete e offrite da bede acqua e sali minerali
5) Paracetamolo e ibuprofene si usano anche come antidolorifici anche in assenza di febbre
Alberto Ferrando


COSE CHE ACCADONO QUANDO SI CAMBIA UN PANNOLINO:
e soprattutto state attenti che non voli di sotto.

1. Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha cagato.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità. Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della popò. Di solito accade così. La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: 'E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino? cosa ha fatto l'angioletto?'. Poi la mamma va di la e vomita. A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra. Il padre di destra dice: 'Che schifo!' e chiama la tata. Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.
2. Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il fasciatoio e un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza. Comunque é studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino. Far star fermo il bambino su quel piano é come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E' fondamentale non distrarsi mai. Il neonato medio non é in grado quasi di girarsi sul fianco, ma é perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott'acquaDunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.
3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava "l'estruso". E' il momento della verita. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata é impressionante. E' singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetterestidall'intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant'é: non c'é niente da fare. O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza. Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia diYomo doppia panna. Se guardate é piu difficileMa senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.
4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa si stare appesa come un idiota, da uno strattone: se non vi cade, riuscira comunque a spargere un po' dicacca in giro. Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo. A quel punto la vostra situazione e: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.
5. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra. Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l'ariaSenza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all'olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da li spariranno nell'underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido, ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc. A quel punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipi.
6. Il bambino non fa pipi a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un istintivo salto indietro. Errore. La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoioRitirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l'accaduto.
7. Prendere il pannolino nuovo. Capire qual e il lato davanti (di solito c'é una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere. Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma quanto si chiude? Cosi é troppo stretto, cosi é troppo largo, cosi é troppo stretto, cosi é troppo largo. Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi. E' in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioé inizia gridare come un martire. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.

8. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. E' questo il momento dei poussoir. Quando Dio caccio gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir. Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.
9. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito. Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossirà. Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossira, e che sarà mai. Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei chiederà: 'L'hai messo il borotalco?'. Voi direte:'Si'. Con convinzione.
10. Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso. Per almeno tre ore e convinto di avere la nobiltà d'animo di Madre Teresa di Calcutta. Quando l'effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po' di destra. Alcuni si spingono fino a consultare il settore 'Decappottabili' su Gente & Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giu. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano. In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.
http://www.edizionilswr.it/libri/come-crescere-mio-figlio/


giovedì 23 luglio 2015

DECALOGO DEL PEDIATRA E DEL GENITORE (Di Franco Panizon modificato, umilmente, da Alberto Ferrando)

DECALOGO DEL PEDIATRA E DEL GENITORE
(Di Franco Panizon modificato, umilmente, da Alberto Ferrando)
MOLTI DI QUESTI PRINCIPI LI TROVATE NEL LIBRO: "COME CRESCERE MIO FIGLIO"

1.    CERCA DI USARE bene le risorse (non esagerare in esami o terapie inutili ma non cadere nell’errore opposto) per la soluzione dei problemi dei pazienti. Ricorda: olti esami e terapie servono “per chi le vende e non per chi le prende”.

2.    Fai per i tuoi pazienti le stesse scelte che faresti per i tuoi familiari.

3.    Aggiornati costantemente (vale anche per il genitore), senza però esagerare troppo: non tutte le novità sono buone o destinate a migliorare la salute. Distinguere tra novità VERE e mode e marketing. La Sanità è anche una industria che induce bisogni per necessità economiche.

4.    Di fronte a un bambino e a un problema nuovo, scegli un approccio mirato per problemi, personalizzato per “quel” bambino. Usa pochi esami, solo se necessario e sceglili bene e conoscine a fondo il significato e le possibilità. Non si fanno esami solo per prendere tempo o per accontentare chi li richiede. Ragiona e spiga perché si debbono fare, o non fare, esami

5.    Usa pochi farmaci e conoscili bene. La risposta ai farmaci è spesso variabile da persona a persona. Prima di assumere qualsiasi farmaco (classico, naturale, “alternativo”) valuta, con il pediatra i pro e i contro.

6.     Affidati ai protocolli e alle linee guida scientifiche e non a impressioni o a pareri di maghi o ciarlatani o apareri pubblicati su Internet. Diffida soprattutto di chi urla, minaccia, fa quadri apocalittici e aprla di megacomplotti.

7.    Usa te stesso e i tuoi stessi interventi, come strumenti per comprendere il malato e la malattia. Lo stesso vale per la mamma e il papà, e i nonni: comprensione e coccole sono una terapia per il bambino.

8.    Scrivi quello che avviene. La mente dimentica ma avere un diario dei disturbi e della malattia serve sia che venga fatto dal bambino, dai genitori o dal medico.

9.    Quando sei entrato nella vita di un malato, non lasciarlo mai a se stesso; dagli sempre la tua disponibilità, anche (o specialmente) al telefono o con le “nuove” tecnologie (Mail, Facebook, whatsup).

10.                  Cerca di modificare positivamente l’ambiente professionale nel quale operi. Per i genitori cerca di migliorare l’ambiente domestico e della comunità ove tuo figlio vive.

11.                  Undicesima raccomandazione, che vale per tutti, ma specialmente per i medici e specialmente per i pediatri:
guardare in là, quanto più in là possibile (ma non tanto in là da tradire il mestiere).
Non pensare solo all’oggi del tuo paziente; pensa, quando puoi, al suo domani (educazione, dieta, scolarità, rinforzo delle buone abitudini e dei buoni sentimenti, prevenzione “vera” ma non ossessiva, nutrizione, attività, socialità);
non pensare solo ai tuoi pazienti, ma pensa anche, senza farti accorgere, a tutti i pazienti (uso delle risorse, produzione di un pensiero collettivo);
non pensare solo ai presenti, ma pensa anche ai lontani e ai futuri (inquinamento, disparità, prevaricazione, conflitti);

ricorda che anche tu, come ciascuno (ma i dottori più di altri, e i pediatri forse più degli altri dottori), ha una minima, ma significativa responsabilità nello scrivere la cultura del nostro tempo e fa parte, quindi, della storia del mondo. Questo è il compito “politico” del nostro mestiere: ma non è separato dal singolo atto diagnostico, terapeutico, di sostegno. Ne è parte, ma come by product; ed è conseguenza e supporto della qualità del lavoro."

mercoledì 22 luglio 2015

COME CRESCERE MIO FIGLIO - LIBRO PER GENITORI, NONNI E PERSONALE CHE E' A CONTATTO CON I BAMBINI

COME CRESCERE MIO FIGLIO - LIBRO PER GENITORI, NONNI E PERSONALE CHE E' A CONTATTO CON I BAMBINI DI ALBERTO FERRANDO
SI PRENOTA E ACQUISTA ANCHE SU AMAZON
http://www.amazon.it/crescere-figlio-genitori-risposte-pediatra/dp/886895107X/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1437591869&sr=8-2&keywords=crescere+mio+figlio
LIBRO DI PEDIATRIA per genitori, nonni e insegnanti. COME CRESCERE MIO FIGLIO
un libro di pediatria che ho scritto.  
Ci sto lavorando, con mia moglie Roberta, da oltre 1 anno. Debbo dire che lo sforzo è stato notevole. Pensavo di avere già scritto tanto sul blog e di avere materiale grazie anche alle domande di mamme e papà. Ma mettere insieme cercando di non essere troppo noioso è stato impegnativo. Nel libro trovate anche delle testimonianze di mamme e papà. Alcune parti  sono state scritte grazie al contributo di  mamme.
Un libro è un obiettivo raggiunto ma anche un punto di partenza per migliorare, variare. 
Cercare di mettere tante cose in poche pagine (neanche tanto poche ) ha comportato scelte ma direi che il libro si integra con il blog www.ferrandoalberto.blogspot.it e con il sito www.ferrandoalberto.it e con i profili facebook miei e di genitori che danno dinamicità alle conoscenze e consentono un reciproco scambio di idee e di conoscenze. La scheda  del libro è online a questo link http://www.edizionilswr.it/libri/come-crescere-mio-figlio/  e a questo link si può visualizzare un estratto.
 Al momento la versione ebook non è ancora disponibile.   Appena lo sarà Vi informo.
Alberto Ferrando

Pediatra 
Cellulare 3388687583
Prof. a contratto in Pediatria ambulatoriale
Presidente Ass. pediatri Liguri (APEL)
Vice Presidente SIP LIGURE
Istruttore BLSD lattante, bambino, adulto
Formatore Corsi di Primo Soccorso Pediatrico

martedì 21 luglio 2015

EDUCARE I NOSTRI FIGLI: LE FRUSTRAZIONI AIUTANO A CRESCERE E MATURARE: LA RESILIENZA

EDUCARE I NOSTRI FIGLI: LE FRUSTRAZIONI AIUTANO A CRESCERE E MATURARE: LA RESILIENZA
Non vorremmo mai veder soffrire i nostri figli. Capita così che a volte si cerca di tutelarli di prevenire disagi, di evitare sofferenze e dolori. Quante volte ci siamo detti o abbiamo sentito dire: "preferirei star male io che far stare male mio figlio"...ma... affrontare difficoltà ed ostacoli aiutano a maturare e a crescere e a comportassi nella vita. Difendiamo i nostri figli ma non sostituiamoci a loro che cresceranno e matureranno anche e soprattutto affrontando esperienze negative. Possiamo così aumentare una caratteristica importante nella vita: LA RESILIENZA

LA RESILIENZA NEI BAMBINI
Quante volte abbiamo sentito dire  che le difficoltà rafforzano e quante volte lo abbiamo sperimentato direttamente sulla nostra pelle.
Spesso capita che  molte persone quando si calano nel ruolo di genitore cercano di  evitare al proprio figlio esperienze negative o traumatiche convinti che possa nuocere alla sua crescita. In questi casi cosa possono fare i genitori per aiutare i propri figli a reagire di fronte alle avversità della vita quotidiana?  Certa non esiste una formula magica per tutti ma  possono sicuramente pensare di dotarli di un’ armatura solida e flessibile, fatta di resilienza.
Cos’è la resilienza? Resilienza  è un termine con cui in psicologia si indica  la capacità da parte di ognuno di noi di fronteggiare eventi traumatici, psicologici o fisici, in maniera positiva  e di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.  Non tutte le persone, infatti, reagiscono alle stesso modo di fronte a una malattia,  un lutto,  una sconfitta o  una perdita: alcuni si abbandonano alla depressione, altri reagiscono con la rabbia, altri ancora riescono a trovare le risorse per affrontare il trauma e ad operare una sorta di “rinascita”.
In breve possiamo quindi dire che la resilienza è la capacità di reagire alle difficoltà e alle sfide della vita, trasformandole in opportunità e andando avanti nonostante le delusioni e le frustrazioni. Si tratta di una risorsa indispensabile, insieme all’autostima, per crescere affrontando la vita a testa alta.
Esiste  una via quotidiana per allenare i nostri piccoli alla resilienza, per insegnargli che il sorriso non dipende dagli eventi esterni ma è un atteggiamento tutto nostro nei confronti di ciò che ci circonda? Ecco un elenco di idee  per allenare i nostri bambini alla vita:

  1. Dare significato/Imparare dagli errori. Di fronte ad errori o insuccessi è importante aiutare il bambino a considerarli come occasione per imparare e non come giudizio su di lui. Per farlo, occorre avere attese realistiche. Accettare quindi gli errori come aspetti della crescita ed evitare i ricatti affettivi poiché spesso i bambini sono convinti di essere accettati solo se hanno successo.

2.     Avere delle regole di comportamento. Un ambiente strutturato e delle regole chiare favoriscono la resilienza perché le strutture esterne promuovono le strutture interne: un bambino impara l’autocontrollo da aspettative chiare, regole e rinforzi. Inoltre una struttura è essenziale anche per esplorare il mondo: avere delle persone che sappiano dire «si» e «no», con calma, fa sentire sicuri per prendere iniziative e imparare. Esigere che il bambino si prenda le sue responsabilità e svolga i suoi doveri, come rifare il letto, fare il bagno, dar da mangiare agli animali domestici, lavarsi i denti.

3.     Favorire l’autostima. E’ importante che i genitori trovino il giusto equilibrio tra protezione e autonomia, far sentire il bambino supportato e allo stesso tempo permettergli di confrontarsi con la realtà e le sue difficoltà.

4.     Insegnare l’altruismo. Rendersi utili per gli altri aiuta a sentirsi meglio con se stessi, ci si sente importanti e cresce la propria autostima. Si può cercare una attività di volontariato in base all’età o comunque aiutare il bambino ad identificare situazioni in cui possa aiutare qualcuno che ne ha bisogno: la nonna che deve portare una cosa pesante ad esempio, o aiutare a cucinare o ad apparecchiare la tavola, possono essere degli insegnamenti di altruismo anche per i più piccoli. Incoraggiare quindi il bambino  a rendersi utile agli altri e a “servirli”, per esempio dando ad altri bambini la precedenza quando c’è del cibo da condividere.  insegnandogli  ad essere grato per ciò che ha e a trarre il meglio da ogni situazione.

5.     Educare all’empatia. Aiutare un bambino ad empatizzare con il prossimo, gli permetterà di formare legami di amicizia importanti, che sono il primo passo per avere una rete di aiuti a cui rivolgersi per una sana risata liberatrice nei momenti difficili. Aiutiamo i bambini a costruirsi un’ampia rete di amici che lo accompagneranno nel suo cammino.

6.     Procere per tappe. Alcuni bambini vorrebbero tutto e subito, come ad esempio vorrebbero riuscire a disegnare bene, o a leggere in fretta. Per diminuire il senso di frustrazione si può insegnare ai bambini che per raggiungere degli obiettivi si deve procedere per piccole tappe. Aiutateli ad identificare degli obiettivi intermedi, e parlate insieme di che strategie potete adottare per arrivare alla meta.

7.     Prendersi cura di sé. Trovare il tempo per una pausa, per mangiare bene, per dormire bene, e per fare movimento. Insegnare ai bambini ad ascoltare il proprio corpo e le proprie esigenze è un processo lungo ma importantissimo che inizia con l’imparare ad usare le parole per descrivere le proprie emozioni e stati d’animo e con il descrivere cosa succede nel proprio corpo, ad esempio, quando ci arrabbiamo o quando ci sentiamo nervosi.

8.     Non sminuire mai le sue emozioni ma lasciare che il bambino viva in pieno i propri sentimenti, anche quando sono dolorosi o difficili da sopportare. Quando vivono un momento difficile o triste, cercare di fargli mantenere la giusta prospettiva sulle emozioni spiegandogli che sono proprio questi momenti che ci rendono forti e che dopo ogni tempesta torna sempre il sereno.

  1. Fargli capire l’importanza dei successi. Ciascun bambino dovrebbe poter sperimentare qualche successo e avere un’isola di competenza (riuscire in una materia scolastica, in una attività, in un gioco, sentirsi accettato, benvoluto…) da cui trarre energia vitale e ottimismo. Aiutare i bambini a scoprire i propri talenti e capacità è indispensabile per una sana crescita.


  1. Comunicare la speranza. Il particolare legame di attaccamento rende i messaggi dei genitori più significativi e d’impatto rispetto a tutti gli altri messaggi ai quali i bambini sono esposti. Comunicare (non solo a parole) i giusti messaggi può quindi contribuire alla strutturazione di una mente resiliente. Cerchiamo di trasmettere soprattutto messaggi di speranza e di fiducia nel cambiamento.

DA NON DIMENTICARE
Ogni bambino è unico e avrà bisogno di diversi strumenti, in tempi diversi, per imparare ad affrontare in modo efficace la vita e le sue sfide. Trovare un equilibrio tra il proteggerlo e il renderlo autonomo è un dovere di tutti i genitori, e un diritto per ogni bambino.




Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...